DEI RICCHI

2008 - Luglio - Settimana 5

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Martedì 29 Luglio 2008

Seveso: ancora effetti diossina sulle nuove generazioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 29/07/2008

ROMA - A oltre trent'anni persistono ancora gli effetti sulla salute, anche indiretti sulle nuove generazioni, della tragedia di Seveso del 1976: i bimbi nati da donne che vivevano nelle aree contaminate da diossina mostrano disfunzioni tiroidee con probabilità 6,6 volte maggiore dei coetanei figli di donne non esposte.

E' quanto attesta uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Medicine da Andrea Baccarelli dell'Università di Milano. E' emersa una netta associazione tra esposizione materna a2,3,7,8-Tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), la più pericolosa tra le diossine, classificata dall'OMS come carinogeno di classe uno, ed alterazioni della funzione neonatale tiroidea in una ampia popolazione esposta dopo l'incidente di Seveso.

Era il 10 luglio quando negli impianti chimici della Icmesa di Meda, vicino Seveso, avvenne l'incidente che sprigionò la diossina nei comuni lombardi limitrofi.

Da allora sono stati molti gli studi sugli effetti sulla salute della mostruosa nube tossica. Questo lavoro è stato condotto per vedere quelli a lungo termine sulle successive generazioni, ovvero sui figli delle donne esposte.

Gli esperti hanno coinvolto 1772 donne delle zone A e B di Seveso, le zone più contaminate (A, contaminazione molto alta; B, contaminazione alta), e 1772 donne dalla zona circostante non contaminata. "Abbiamo valutato tra il 1994-2005 i nati da donne, in tutto 1014", riferiscono gli autori, e misurato i livelli neonatali di tireotropina ematica (b-TSH), un ormone tiroideo usato come parametro per capire se la tiroide funziona bene. Livelli di TSH sono troppo elevati sono un indice di disfunzioni tiroidee che nel bambino possono portare a danni permanenti di sviluppo del corpo e del cervello.

E' emerso che ancora a distanza di decenni dal disastro, i bimbi delle donne della zona A hanno un rischio di 6,6 volte maggiore di disfunzioni tiroidee (alti livelli di TSH nel sangue); anche nei bimbi di donne della zona B i livelli di TSH sono risultati più elevati della norma anche se con valori intermedi rispetto a quelli della zona A.

I ricercatori hanno anche riesaminato i dati, disponibili solo per una parte del campione studiato (51 donne) sulla concentrazione ematica di diossina della donna al momento del parto, confrontandoli con i livelli di TSH dei rispettivi figli. Gli esperti hanno visto che i neonati coi livelli più alti di ormone tiroideo sono proprio i figli delle donne che al momento del parto presentavano le concentrazioni più alte di diossina nel sangue. Questa è una dimostrazione marcata del fatto che i livelli di TSH e quindi le anomalie della tiroide nei bambini sono conseguenza diretta dell'esposizione materna, decenni prima, alla diossina.

Ciò significa che, anche a distanza di molti anni dalla contaminazione, l'esposizione materna alla TCCD produce effetti dannosi sulla salute dei bimbi, concludono gli autori; serviranno ulteriori studi prolungati nel tempo per verificare se le disfunzioni tiroidee riscontrate nei bambini saranno per loro causa di danni di sviluppo.

Base Vicenza: il Consiglio di stato accoglie il ricorso del governo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 29/07/2008

ROMA - Il consiglio Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto che il 18 giugno scorso aveva accolto la domanda di sospensione dei provvedimenti relativi alla realizzazione del progetto Dal Molin di ampliamento della Base militare Usa di Vicenza.

La quarta sezione del Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione dei giudici del tribunale amministrativo regionale che avevano ritenuto fondati i motivi del ricorso presentato nel settembre 2007 dal Codacons del Veneto e dall' Ecoistituto Alex Langer di Mestre contro la realizzazione della base mlitare. Nell' ordinanza del Tar - tra l' altro - si sottolineava che ''nessuna traccia documentale di supporto e' stata riscontrata'' sull' atto di consenso ''presentato dal Governo italiano a quello degli Stati Uniti, espresso verbalmente nelle forme e nelle sedi istituzionali''.

CONSIGLIO STATO: 'CONSENSO GOVERNO ATTO POLITICO'

''Il consenso prestato dal Governo italiano all'ampliamento dell'insediamento militare americano all'interno dell'Aeroporto Dal Molin e' un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo, secondo un tradizionale principio sancito dall'art. 31 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato''.

E' una delle ragioni che hanno indotto la IV Sezione del Consiglio di Stato a non condividere le valutazioni del TAR sulla legittimita' dei provvedimenti impugnati a proposito della realizzazione della base militare Usa di Vicenza. Questa insindacabilita' - spiega Palazzo Spada - ''riguarda non solo il contenuto dell'atto, ma anche, a maggior ragione, la sua forma, propria dell'ordinamento nel quale l'atto si e' formato''.

Il nulla-osta del Ministero della Difesa - e' detto in una nota del Consiglio di Stato - ''si inquadra nella procedura appositamente prevista per le attivita' a finanziamento diretto statunitense (secondo quanto previsto dall'accordo bilaterale Italia - Stati Uniti d'America del 20 ottobre 1954, tuttora coperto da classifica di riservatezza) la cui realizzazione e' demandata ad una apposita Commissione mista costruzioni (CMC), costituita nell'ambito della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa''.

'NON PREVISTO PARERE POPOLARE'

Il via libera all' ampliamento della base militare Usa di Vicenza non puo' dipendere dall' esito della consultazione della popolazione interessata e non risultano ''riscontri concreti'' sui rischi di danno ambientale indicati nella ordinanza del Tar del Veneto : sono gli altri due principali motivi in base ai quali la quarta sezione del Consiglio di Stato ha annullato l' ordinanza del Tribunale Amministrativo.

''Non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva competenza dello Stato, la consultazione della popolazione interessata - e' detto in una nota - ne' tanto meno essa e' prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995; tale consultazione e' stata soltanto ipotizzata nelle dichiarazioni del Ministro della Difesa pro tempore in sede parlamentare''. Palazzo spada sottolinea, inoltre, che ''la realizzazione di infrastrutture sul territorio nazionale, finanziata dagli Stati Uniti, e' disciplinata dal Memorandum del 1995, che prevale sulla disciplina italiana e comunitaria in materia di procedure ad evidenza pubblica per l' assegnazione delle commesse pubbliche''.

Quanto ai profili di danno ambientale segnalati nell'ordinanza del TAR, la quarta sezione li ritiene ''privi di riscontri concreti, anche in relazione alla successiva autorizzazione alla progettazione dell'intervento sul lato ovest dell'Aeroporto - per cui si e' rivelato determinante l'impulso del Commissario straordinario - che ha spostato il progettato ampliamento su una area gia' destinata prevalentemente ad attivita' aeroportuale e di cui e' prevista la dismissione da parte della amministrazione militare italiana, senza quindi alcun cambio di destinazione d'uso''.

Il governo modificherà la norma sull'assegno sociale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 29/07/2008

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha fatto sapere che il governo intende presentare una modifica alla norma sull'assegno sociale, nel corso dell'esame della manovra economica al Senato.

Faremo in modo che siano eliminati gli abusi e che chi ha diritto all'assegno sociale invece lo mantenga. E' quanto ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intervenendo a una trasmissione di Radio24.

La ratio della norma - ha precisato - e' quella di evitare che arrivasse in Italia una persona anziana e parente di un immigrato regolare, che stesse in Italia per un mese e poi chiedesse la pensione sociale e una volta ottenuta se ne tornasse nel suo Paese. Questo - ha spiegato Brunetta- e' avvenuto centinaia di volte nel nostro Paese.

Maxievasione fiscale: undici arresti al Nord

ANSA.it, http://www.ansa.it, 29/07/2008

VICENZA - Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sta eseguendo undici provvedimenti restrittivi e sessanta perquisizioni in cinque regioni italiane per una presunta maxievasione al fisco. I militari delle Fiamme gialle, coordinati dalla magistratura di Vicenza, stanno operando tra il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige. Le misure cautelari, emesse dal gip berico Agatella Giuffrida su richiesta del pm Claudia Del Martello, sono l'epilogo di due anni di indagine che hanno visto i finanzieri svolgere accertamenti anche in Slovenia e Austria, facendo emergere una presunta evasione di decine di milioni di euro, secondo un meccanismo collaudato delle cosiddette frodi carosello. Coinvolte varie aziende del settore delle materie plastiche.

Mercoledì 30 Luglio 2008

Mai più 'Clandestini'. Un nuovo vocabolario per i media

Rainews24, http://www.rainews24.it, 30/07/2008

Niente più parole come "clandestino", "vu cumprà", "nomade", "zingaro", "extracomunitario". A lanciare un vocabolario alternativo a quello in uso sui media è la campagna "Giornalisti contro il razzismo". Nelle scorse settimane la stessa campagnia ha lanciato un appello per un'informazione corretta per il popolo Rom.

L'iniziativa nasce da una richiesta di adesione dei mezzi di informazione a un glossario nuovo che metta al bando e ridefinisca le parole più usate e discriminatorie. Le alternative proposte? "Sans papier", "irregolari" o termini più neutri come: "Persone", "migranti", "lavoratori".

Esiste già un codice deontologico, la "Carta di Roma", approvato dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa italiana e redatto con il supporto dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati su come affrontare con serietà professionale le notizie che riguardano stranieri, rifugiati, richiedenti asilo e vittime di tratta. Nella Carta, che fa perno sul criterio deontologico del "rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati", si invitano fra l'altro i giornalisti a "adottare termini giuridicamente appropriati", a "evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte" e "comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati".

Cassazione: la Franzoni uccise lucidamente

ANSA.it, http://www.ansa.it, 30/07/2008

(di Margherita Nanetti)

ROMA - Fu Anna Maria Franzoni - e non può essere stato nessun altro in base alla "prova logica" e alla verità emersa dalla studio dei tracciati del sangue - ad uccidere, con "razionale lucidità " il figlioletto Samuele di tre anni e due mesi, la mattina del 30 gennaio 2002, dopo che Davide il figlio più grande era uscito di casa e l'aspettava per prendere lo scuolabus.

Forse un "capriccio" del bimbo ha scatenato la reazione della madre. E' questa la ricostruzione del delitto di Cogne fatta dalla Cassazione nelle 50 pagine di motivazione - depositate oggi - in base alla quale, lo scorso 21 maggio, ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione (30 in primo grado) emessa il 27 aprile 2007 dalla Corte di Assise di Appello di Torino.

Quella mattina - secondo la Suprema Corte, che ha sposato in pieno le conclusioni dei giudici di merito - Anna Maria indossava i pantaloni del pigiama e la casacca al contrario, con gli zoccoli ai piedi. Il crimine è avvenuto qualche minuto prima delle otto e sedici minuti, quando la donna raggiunge il primogenito.

La casa è rimasta vuota solo per otto minuti: troppo pochi perché uno sconosciuto entri in casa indossi il pigiama, colpisca furiosamente, e si rivesta dileguandosi. Almeno 17 colpi di un utensile a manico lungo, forse di rame, sono stati inferti al piccolo che si è difeso proteggendosi con le manine. E' rimasto agonizzante almeno cinque minuti o forse addirittura 17, mentre la madre cancellava le tracce della sua colpa e preparava già la linea di difesa. Non senza contraddizioni e bugie.

ATTENZIONE MEDIA VOLUTA DA FRANZONI NON LE HA NUOCIUTO - L'ampia "attenzione mediatica" rivolta al processo di Cogne è stata in "larga parte ricercata, propiziata ed utilizzata dalla stessa Franzoni" e mai i riflettori la hanno danneggiata. Anzi, i media hanno prodotto "l'esaustività delle indagini espletate".

DELITTO COMPIUTO CON RAZIONALE LUCIDITA' - Nessuno stato di coscienza alterato offuscava la Franzoni mentre colpiva Samuele e la donna è "pienamente imputabile". Infatti ha compiuto "atti preordinati alla propria difesa, primo dei quali l'eliminazione o la ripulitura dell'arma del delitto". Gesti interpretabili come "sintomo di non interrotto contatto con la realtà e inalterata coscienza nonché di razionale lucidità ".

IL MOVENTE, UN CAPRICCIO DI SAMUELE - "L'assenza di sicuri elementi di prova circa le ragioni che innescarono la condotta dell'imputata non ha consentito di formulare ipotesi, supponendosi che la donna abbia reagito a qualche capriccio del bambino ed abbia agito in preda ad uno stato passionale momentaneo". La Franzoni nutriva (ingiustificate) preoccupazioni per la crescita di Samuele, pensava che avesse la testa grossa.

NIENTE SCONTI PER EFFERATEZZA CRIMINE - La mamma di Samuele non merita ulteriori riduzioni di pena, si è già tenuto conto della concessione delle attenuanti per il suo stato d'ansia ma la "natura del reato" e "le modalità particolarmente efferate del gesto criminoso (numero e violenza dei colpi, almeno 17, reiterati nonostante il tentativo di difesa compiuto dalla vittima, testimoniato dalle lesioni riscontrate sulla sua mano sinistra)" non lasciano spazio ad ulteriore clemenza.

Michelle Obama e' la donna piu' elegante del pianeta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 30/07/2008

LOS ANGELES - Michelle Obama è la donna più elegante del pianeta. Lo dice Vanity Fair, che ha stilato la tradizionale classifica delle personalità meglio vestite del 2008. Non una diva di Hollywood né una regina delle passerelle dunque, quest'anno sul primo gradino del podio si è piazzata la moglie 44enne di Barack Obama, il candidato democratico alla presidenza Usa. Il 2008 per gli Stati Uniti è l'anno delle elezioni e quindi anche i personaggi della politica diventano delle celebrità.

Non a caso, se il marito è stato spesso definito l'erede di John F. Kennedy, Michelle Obama è stata più volte paragonata dagli esperti di moda alla first lady Jackie O. Nella lista di Vanity Fair, che uscirà nel numero di agosto del mensile americano, c'è anche un'altra signora della politica: si tratta dell'ex top-model Carla Bruni, oggi premiere dame francese e moglie del presidente Nicolas Sarkozy.

E oltre a Carla Bruni tra i più eleganti si legge poi un altro nome italiano: Lapo Elkann. L'erede degli Agnelli, tra l'altro, proprio nelle scorse settimane era già stato incoronato dalla rivista Esquire come uno dei dieci uomini "con più stile" dell'anno. Nella classifica del mensile figurano tra gli altri: la star di Sex and The City Sarah Jessica Parker; Daniel Craig, l'attore inglese protagonista di James Bond; il calciatore David Beckham; Ivanka Trump, figlia dell'immobiliarista miliardario Donald; Kate Middleton; l'attrice Tilda Swinton e la coppia Brad Pitt e Angelina Jolie.

Culotte della regina Vittoria, asta a 5.700 euro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 30/07/2008

LONDRA - Sono state vendute alla cifra di 4.500 sterline, circa 5.700 euro, un paio di culotte appartenute alla Regina Vittoria e datate 1890. L'asta, che si è tenuta mercoledì nella città di Derby nell'Inghilterra centrale, aveva visto il cimelio partire da una base d'asta di sole 500 sterline, per poi raggiungere una cifra nove volte superiore. L'oggetto, che era stato messo in vendita da una famiglia britannica, se l'é aggiudicato un ignoto cittadino canadese.

Queste mutanda è un oggetto sensazionale per quanto riguarda l'origine, ha affermato l'esperto Charles Hanson, che ha bandito l'oggetto durante la vendita. "La culotte riporta un monogramma ed uno stemma nobiliare e siamo sicuri che le appartenesse", ha aggiunto il responsabile. Benché in questo caso non si possa realmente parlare di "culotte" ma piuttosto di sotto-abito: l' oggetto ha un diametro di 1,3 metri. "Questo conferma che la regina Vittoria era una donna forte con un giro vite piuttosto imponente" ha aggiunto Hanson. Un busto appartenuto alla sovrana, il cui lungo regno è durato dal 1837 al 1901, era già stato venduto a 4.000 sterline, mentre una sua camicia da notte aveva raggiunto la cifra di 5.500 sterline.

Giovedì 31 Luglio 2008

Caso Englaro, la procura di Milano ricorre contro la sentenza. S'interpella anche la Corte Costituzionale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 31/07/2008

La procura generale di Milano ha depositato il ricorso alla Cassazione contro il provvedimento con il quale la Corte d'Appello civile ha autorizzato la sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale per tenere in vita Eluana Englaro. La Procura generale chiederà anche la sospensiva dell'esecutività della ordinanza della Corte d'Appello.

La Camera interpella la Corte Costituzionale

La Camera dei Deputati ha approvato nel primo pomeriggio la mozione sul conflitto d'attribuzione che investe la Corte Costituzionale della drammatica vicenda di Eluana Englaro, dopo la pronuncia della Corte d'Appello civile di Milano, che aveva accolto la richiesta di interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata.

La richiesta, lo ricordiamo, era stata avanzata dal padre della ragazza. Eluana da 16 anni è in stato vegetativo permanente. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e Udc, contro Idv. Il Pd non ha partecipato al voto.

Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera. il conflitto di attribuzione è "inesistente" e "incomprensibile sotto il profilo costituzionale": "in realtà, è soltanto una colossale foglia di fico dietro alla quale si nasconde un Parlamento che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di affrontare questioni etiche complesse e che si inventa un conflitto inesistente sperando che la Corte Costituzionale gli tolga le castagne dal fuoco".

Siamo contrari alla decisione di proporre il conflitto di attribuzione - gli fa eco Antonello Soro, capogruppo dei deputati del Pd - Consideriamo che sia un modo rozzo e strumentale per affrontare un problema molto serio. "Il Parlamento - ha detto - deve fare una legge che disciplini la parte finale della vita per evitare che ci siano vuoti di legge che consentano ai singoli magistrati di affrontare problemi al di fuori di una previsione organica della legge".

Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, ora guarda al Senato, dove l'Aula domani sarà "impegnata in un dibattito che mi auguro possa avere lo stesso esito. E' la dimostrazione che su tematiche come il confine tra la vita e la morte, che si affacciano prepotentemente nella dimensione pubblica al punto da condizionare la stessa convivenza civile, una forza nuova come il Popolo della Libertà invece di mettere la testa sotto la sabbia va avanti, sviluppando solidarietà che superano divisioni di

altri tempi come quella tra laici e cattolici, e si affermano non solo all'interno dei gruppi ma anche nella collaborazione proficua tra i gruppi della Camera e del Senato".

Il governatore di New York: crisi vera, potremmo anche privatizzare ponti e strade

Rainews24, http://www.rainews24.it, 31/07/2008

Siamo in crisi. A dirlo in tv è il governatore dello stato di New York, David Patterson, che avverte i concittadini: in vista tagli alla spesa e meno impieghi pubblici. Il deficit del bilancio triennale ormai supera nelle stime i 26 miliardi di dollari, Wall Street non tira più e da sola rappresenta un quinto dei proventi cittadini. Risultato, la privatizzazione di ponti, tunnel e strade per colmare il deficit di bilancio non è fantascienza. E c'è già chi immagina un ponte di Brooklyn che cambia nome in omaggio al nuovo coproprietario, magari straniero.

Non possiamo più attendere che i problemi si risolvano da soli - ha detto Paterson - queste situazioni richiedono un intervento, e oggi vi prometto che un intervento ci sarà. La riscossione delle tasse sugli utili da parte delle 16 banche più grandi dello stato di New York, a giugno 2007, si aggirava intorno ai 173 milioni di dollari, lo scorso mese si è abbassata del 97%, toccando appena i 5 milioni.

Se il disavanzo economico e' cresciuto del 22% in tre mesi, ha commentato Paterson, New York

non puo' restare a guardare. Occorrono tagli di bilancio, piu' netti di quelli richiesti all'inizio dell'insediamento del governatore la primavera scorsa, e una riduzione della forza lavoro.

Il 19 agosto prossimo, Paterson portera' al tavolo dei legislatori anche la sua proposta di fissare un tetto massimo del 4% l'anno per la tassa di proprieta' scolastica. Il governatore ha inoltre promesso a Sheldon Silver, che presiede l'assemblea di New York, di aumentare i sussidi per il riscaldamento delle abitazioni, cosi' come richiesto in passato.

Veltroni: no del Pd al referendum sul Lodo Alfano. Di Pietro: siete come Ponzio Pilato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 31/07/2008

Il Partito Democratico non sosterrà il referendum abrogativo del lodo Alfano, lanciato dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. A prendere posizione è oggi il segretario Walter Veltroni.

Rimando alle saggissime parole di Oscar Luigi Scalfaro, ha spiegato.

L'ex capo dello Stato oggi su 'Il Riformista' spiega i rischi di un appuntamento referendario del genere: "A ogni partito che lo promuove, il referendum, a prescindere dagli esiti, porta sempre visibilita'. Ma se per caso il quesito dovesse fallire, anche per mancanza di quorum, tutta l'opposizione ne uscirebbe male".

Per queste ragioni, il Pd non sosterrà come partito il referendum. Il che non vuol dire che singoli esponenti, come gli ulivisti Arturo Parisi e Franco Monaco, non siano liberi di appoggiarlo a titolo personale.

Se c'è un modo per perdere sempre è proprio quello di non giocare mai la partita. E' la replica di Di Pietro, alle dichiarazioni di Veltroni sul referendum contro il lodo Alfano.

Non ha senso dire che siccome il referendum potrebbe fallire, allora è meglio non promuoverlo. Anzi, il senso c'è. Ed è lo stesso che trovò Ponzio Pilato quando si lavò le mani lasciando che ciò che doveva accadere accadesse. Nel nostro piccolo - spiega Di Pietro - è ciò che sta avvenendo in Italia, dove il principio minimo di uno Stato di diritto, cioè che la legge deve essere uguale per tutti, è stato calpestato. E poi ci sono battaglie che si combattono, non perché bisogna per forza vincerle, ma per mantenere la dignità e potersi guardare allo specchio la sera quando si torna a casa.

Il re degli hacker ricorre alla Corte europea. Negli Usa rischia 70 anni di carcere

Rainews24, http://www.rainews24.it, 31/07/2008

Il re degli hacker, lo scozzese Gary McKinnon, si appella alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Ieri la Camera dei Lord ha infatti respinto il suo appello contro l'estradizione negli Stati Uniti. Per McKinnon la Corte europea è l'ultima carta per evitare di essere processato negli Stati dove rischia fino a 70 anni di prigione per aver violato i sistemi informatici di Pentagono e Nasa tra il febbraio 2001 e il marzo 2002.

L'attacco al Pentagono

Nelle sue incursioni informatiche avrebbe violato 97 computer e attaccato le reti militari, causando un danno di circa 900mila dollari. Senza contare il provvisorio blocco del sistema informatico della Difesa in concomitanza con gli attentati dell'11 settembre 2001.

La richiesta di estradizione

McKinnon, 42 anni, è considerato il più pericolo hacker informatico della storia. Fu arrestato nel 2002 in Gran Bretagna, ma non e' mai stato incriminato nel suo paese. Nel 2006, però, il governo di Sua Maesta' ha dato il nulla osta alla sua estradizione negli Stati Uniti.

Oltreoceano lo attende una pesantissima accusa: attentato alla sicurezza dello Stato. "McKinnon non e' un terrorista - ha detto uno dei legali - e riteniamo che il governo britannico lo voglia consegnare agli Stati Uniti soltanto per farne un capro espiatorio nella lotta al terrorismo. Le accuse che gli sono mosse sono eccessive e sproporzionate".

Alla ricerca degli Ufo

McKinnon ha piu' volte sostenuto che le sue intromissioni nelle banche dati governative erano motivate dalla ricerca di prove dell'esistenza degli alieni e di dati sulla cosiddetta "tecnologia soppressa" che sarebbe in grado di fornire energia gratis a tutti.

La carriera di un hacker

McKinnon aveva avuto il suo primo computer all'eta' di 14 anni, imparando ad usarlo come autodidatta. A 17 anni lascio' la scuola e inizio' a lavorare come parrucchiere. Poi, su consiglio degli amici, si iscrisse ad un corso per ottenere una qualifica informatica. Dopo avere completato la scuola aveva cominciato a lavorare a contratto a Londra come programmatore e amministratore di sistemi informatici.

Le pressioni statunitensi

McKinnon più che un terrorista si proclama un semplice "nerd (sfigato) del computer" e afferma i suoi intenti erano "innocenti e inoffensivi". Ma dovra' trovare motivazioni piu' convincenti per spiegare le audaci intromissioni nei computer del Pentagono, dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e della Nasa.

Anche perché, stando alla difesa, un responsabile statunitense ha "sconsigliato" il ricorso alla Corte europea, avvertendolo che la sua pena negli Stati Uniti, in quel caso, verra' prolungata.

Eluana: camera, si' al conflitto di attribuzione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 31/07/2008

ROMA - L'Aula della Camera ha deciso di sollevare alla Corte costituzionale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul caso Eluana Englaro, la ragazza in coma da 16 anni. Il Senato voterà domani alle 15 la proposta della commissione Affari costituzionali di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato dopo la sentenza della Cassazione. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. La discussione generale era già stata avviata nei giorni scorsi ma era stata interrotta per lasciare spazio all'approvazione del decreto Milleproroghé, avvenuta ieri, e del decreto che contiene la manovra economica che verrà votato nella mattinata di domani.

DI PIETRO,NO MOZIONE,SOLUZIONI PILATESCHE NON GRADITE - L'Italia dei Valori voterà contro la mozione per sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sul caso di Eluana Englaro. A ribadirlo è il leader del partito Antonio Di Pietro che dichiara di essere contrario "alle soluzioni pilatesche". "Se al Parlamento non piace la legge che c'é la può sempre cambiare - aggiunge Di Pietro - ma quello di rinviare gli atti alla Consulta è, a nostro avviso, una soluzione pilatesca. E come tale non ci piace". Se una legge non è condivisa, insomma, è la riflessione del deputato, dovrà essere cambiata, ma non si può lasciare che siano solo i magistrati a decidere, lasciando il cerino acceso nelle loro mani. "La sentenza della Corte di Cassazione sul caso Englaro - conclude - è stata emessa, infatti, nel rispetto della legge attuale".

CICCHITTO, SE PARLAMENTO NON LEGIFERA C'E' CONFUSIONE - "Se non si ponesse il conflitto di attribuzione, noi ci verremo a trovare in una situazione in cui ad una sentenza ne segue un'altra in maniera difforme, e quindi in una situazione di estrema confusione". Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo dei deputati del Pdl, nel giorno in cui la Camera è chiamata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione nei confronti della decisione della Corte di Cassazione di sospendere le cure per Eluana Englaro, in coma da 16 anni. "Sollevando il problema del conflitto di attribuzione - continua Cicchitto - il Parlamento riafferma tutta la sua sovranità e si pone il problema di una legge sulla quale si aprirà un confronto che riguarda i suoi contenuti"."Per noi - aggiunge - è stato riempito uno spazio che è tipico della normativa e della legge, quindi bisogna superare questa invasione di campo e creare le condizioni affinché il Parlamento possa intervenire senza trovarsi alle spalle una situazione disseminata di decisioni differenziate".Poi, a chi gli chiede se il conflitto di attribuzione sarebbe stata sollevato anche a fronte di una sentenza diversa, Cicchitto spiega: "Prescindiamo dal tipo di sentenza, la nostra è una questione pregiudiziale rispetto alla riconquista della sovranità del Parlamento su una materia che deve essere regolata per legge".

SORO: CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE? PD NON PARTECIPA AL VOTO - "Siamo contrari alla decisione di proporre il conflitto di attribuzione. Consideriamo che sia un modo rozzo e strumentale per affrontare un problema molto serio". Così Antonello Soro, capogruppo dei deputati del Pd, nel giorno in cui la Camera è chiamata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione nei confronti della decisione della Corte di Cassazione di sospendere le cure per Eluana Englaro, in coma da 16 anni. "Il Parlamento - ha detto - deve fare una legge che disciplini la parte finale della vita per evitare che ci siano vuoti di legge che consentano ai singoli magistrati di affrontare problemi al di fuori di una previsione organica della legge". Quella dell'eutanasia è una materia molto complessa e difficile per cui, come sottolinea Soro, " il Parlamento deve assumersi la responsabilità di fare una legge"; ed è "assolutamente privo di fondatezza contestare il singolo magistrato che opera senza un quadro normativo"."E' una responsabilità del Parlamento fare le leggi - spiega il deputato del Pd - ma non è un atteggiamento corretto contestare magistrati che segnalano la mancanza di una legge. Noi non partecipiamo al voto, perché consideriamo che il ricorso al conflitto di attribuzione sia solo una operazione rozzamente strumentale e propagandistica". Ma Soro ci tiene a sottolineare che la decisione di astenersi dal voto, che contrasta con la scelta della componente radicale di votare contro, non è indice di una spaccatura all'interno del Partito.

DONADI,PARLAMENTO SI CONFRONTI E NON ASPETTI CONSULTA - "Italia dei Valori ritiene la difesa della vita un valore assoluto e non si sottrarrà mai in Parlamento al confronto su questioni etiche fondamentali, che anzi auspica e sollecita". Così Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera. "Ma oggi, purtroppo, in Aula non si parlerà di questo ma di un conflitto di attribuzione inesistente, che è un cosa incomprensibile sotto il profilo costituzionale e che, in realtà, è soltanto una colossale foglia di fico dietro alla quale si nasconde un Parlamento che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di affrontare questioni etiche complesse e che si inventa un conflitto inesistente sperando che la Corte Costituzionale gli tolga le castagne dal fuoco", conclude Donadi.

AVVENIRE, NESSUN GIUDICE PUO' AUTORIZZARE LA MORTE

Il conflitto di attribuzione c'é, e nessun giudice può autorizzare la morte di una persona: a dirlo é il giurista Riccardo Chieppa, presidente emerito della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato, in una intervista pubblicata oggi sul quotidiano cattolico Avvenire. Nel giorno in cui la Camera è chiamata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione nei confronti della decisione della Corte di Cassazione, che ha autorizzato la sospensione delle cure per Eluana Englaro, in coma da 16 anni, Avvenire continua a dedicare al caso grande attenzione, anche oggi quasi un'intera pagina. "Posso capire umanamente la sofferenza del padre e dei familiari di Eluana - afferma Chieppa nell'intervista - ma ho molti dubbi sul fatto che un giudice possa intervenire in piena legittimità su una questione che attiene alla vita e alla morte di una persona". A suo giudizio "si tratta di una autorizzazione preventiva a commettere un atto che altrimenti sarebbe considerato un reato penale", una sentenza alla quale, "nessun giudice, tanto meno un giudice civile, può arrivare". Insomma, secondo il giurista, il conflitto c'é, "dato che si toccano prerogative costituzionali". Chieppa si dice poi preoccupato della prospettiva che "in carenza di legge, si possa concedere un potere decisionale a un giudice su una questione che è sul crinale del diritto penale", ed è prudente anche su un eventuale intervento del legislatore "che - conclude - dovrebbe procedere con i piedi di piombo".

Asili: due bimbi su 10 'fuori', per chi ce la fa 300 euro al mese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 31/07/2008

ROMA - Circa 290 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000 euro: tanto costa in media in Italia mandare il proprio figlio all'asilo nido comunale. E tra caro-rette e liste di attesa il 23% dei bimbi non riesce ad accedere alle scuole di infanzia. Lo rivela un'indagine di Cittadinanzattiva che mostra pure evidenti disparità tra aree del Paese: a Lecco, ad esempio, la spesa per la retta mensile, di 572euro, è più che tripla rispetto a Roma (146euro) e più che doppia rispetto a Milano (232euro). E ancora, in Liguria la retta più economica, in vigore a Savona (279euro mese per il tempo pieno) supera la più cara in Umbria (registrata a Perugia e pari a 271 euro, sempre per il tempo pieno). Dalla ricerca emerge, infine, che dal 2006 a oggi, la situazione degli asili nido in Italia non è particolarmente cambiata, nonostante alcune disposizioni presenti nelle leggi finanziarie 2007 e 2008. Il dato di fondo resta sempre l'enorme scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilità di soddisfare tali esigenze.

Italiani i piu' maleducati del pianeta?

ANSA.it, http://www.ansa.it, 31/07/2008

LONDRA - Gli italiani sono "la gente più maleducata del pianeta?". L'amletico interrogativo campeggia sul 'Times', in una rubrica di Matthew Parris, uno dei più noti editorialisti del quotidiano britannico. Gli abitanti della Penisola vengono messi così duramente alla gogna per come Parris li ha visti in azione nelle viscere di Londra.

Tre volte quest'anno - scrive l'editorialista nella rubrica, sotto il titolo Scusatemi, ma perché gli italiani sono così maleducati?" - mentre cercavo di scendere dal metrò sono stato ricacciato indietro da gente vestita in modo sciccoso che spingeva per entrare prima che i passeggeri fossero scesi: e tutte le volte si è trattato di gente che parlava fitto in italiano".

Tanto basta all'editorialista del 'Times' per sferrare un attacco a tutto campo e chiedersi furibondo: "Come possiamo riconciliare l'Italia moderna, fatta di consumismo, televisione-spazzatura, smania per le firme e insensata adorazione delle celebrità, con l'Italia di Venezia, Da Vinci, Verdi e Medici?".

L'imbestialito Parris arriva a questa sferzante e patriottica conclusione: "Dite che cosa vi pare della nostra turbolenta folla bevuta di birra ma, anche se ci mettete i tatuaggi e tutto il resto, avrebbe subito capito che tipo è Berlusconi".

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