DEI RICCHI

2003 - Febbraio - Settimana 3

Indice dei giorni


15/02/2003 * 17/02/2003 * 18/02/2003 * 19/02/2003 * 20/02/2003 *

Sabato 15 Febbraio 2003

Iraq. Rumsfeld: Saddam non guidava la guerriglia, sarà trattato da prigioniero di guerra. Per ora non parla

Rai.it, http://www.rai.it/news, 15/12/2003

Saddam Hussein sarà trattato come un prigioniero di guerra e sarà protetto dalla convenzione di Ginevra, spiega ai microfoni della Cbs il ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld: "Gli è stato accordata la protezione dello status di prigioniero di guerra e sarà trattato secondo la convenzione di Ginevra". Questo non significa però, ha aggiunto il ministro, che il rais saràconsiderato un comune prigioniero di guerra: questo punto sarà preso in esame durante consultazioni con gli alleati e alla luce di considerazioni di carattere legale.

Lo status di prigioniero di guerra lascerebbe poco margine di manovra agli esperti di intelligence che aspettano di interrogare Saddam. La convenzione di Ginevra impone al prigioniero di dare solo informazioni essenziali come nome, grado, data di nascita e numero di matricola.

Rumsfeld ha aggiunto che Saddam non sta collaborando con le forze americane che lo hanno catturato sabato sera a Tikrit, sua città natale: "Non collabora, nel senso che non parla", ha detto Rumsfeld smentendo le prime indiscrezioni apparse sui media, secondo cui il rais aveva subito cominciato a rilasciare dichiarazioni agli uomini che lo hanno interrogato per tutta la notte. Il capo del Pentagono ha smentito che le autorità irachene abbiano avuto un qualsivoglia ruolo nella cattura di Saddam e che dal suo rifugio l'ex dittatore fosse in grado di coordinare la guerriglia: "Quando è stato catturato non aveva con se' ne' mappe, né telefoni, né modo di comunicare con l'esterno. E' piuttosto ovvio che non stava coordinando la resistenza" ha detto Rumsfeld.

Bush: l'Iraq e' sulla strada della liberta'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2003

WASHINGTON - ''L'Iraq e' sulla strada della liberta''': lo ha detto il presidente George W. Bush, in una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Parlando della cattura ieri di Saddam Hussein, Bush ha detto: ''La liberta' dell'Iraq servira' la pace dell'America e del Mondo. Il 2003 ci ha reso una nazione piu' sicura, piu' prospera e migliore''.

''Gli insorti non hanno piu' speranza che il regime torni al potere: l'incubo e' finito'', ha aggiunto Bush, sottolineando che ''l'Iraq resta pericoloso'' e che ''la missione e' difficile''. ''Resteremo fin quando il lavoro non sara' finito'', ha detto il presidente americano, che ha assicurato che gli Stati Uniti continuano la ''caccia sistematica ai leader di Al Qaida e alle cellule di Al Qaida'' in tutto il mondo.

BUSH: PROCESSO SADDAM, PAROLA AGLI IRACHENI

''Saddam Hussein sara' processato con una procedura che sara' concordata con gli iracheni perche' sono stati loro a subire le maggiori brutalita''', ha affermato Bush.

Il presidente Usa ha aggiunto che quello a Saddam dovra' essere ''un processo equo'' in grado di passare ''lo scrutinio internazionale''.

''Ci sara' un processo pubblico che consentira' che emergano tutte le atrocita' commesse - ha detto il presidente americano - e che consentira' che giustizia sia fatta'.

Circa la possibilita' che Saddam sia messo a morte, al termine del processo, Bush ha detto: ''Ho le mie opinioni personali in materia, Saddam era un dittatore brutale, ma e' importante in questo caso il punto di vista degli iracheni''.

NEGOZIARE CON SADDAM? BUSH RISPONDE CON RISATA

Catturato, Saddam Hussein s'e' detto pronto a negoziare. Gli Stati Uniti sono interessati a farlo? Alla domanda, il presidente Bush ha risposto con una risata.

Poi, ha aggiunto di non fidarsi di Saddam, di non essersi mai fidato e di non credere che dica la verita'. E a chi gli chiedeva quali fossero i suoi saluti a Saddam, parafrasando una battuta dei soldati che l'hanno catturato, Bush ha detto: ''E' un bene essersene liberati: il mondo e' migliore senza lui in circolazione''.

SADDAM INTERROGATO, ALTRI ARRESTI ECCELLENTI

Le informazioni ricavate dall'arresto di Saddam Hussein hanno condotto ad altri arresti ''di figure al vertice del regime e di cellule di ribelli a Baghdad''. Lo indicano fonti militari citate da Baghdad dalla Ap e riprese dalla Cnn. Le informazioni sarebbero state fornite in parte direttamente da Saddam e, in parte, dal materiale trovato nel covo del dittatore iracheno (una valigetta di documenti che il Rais aveva con se').

Il generale Mark Hertling, citato dalla Ap, dice che alcuni ufficiali americani ritengono che Saddam avesse un ruolo nella guida dell'insurrezione contro le forze d'occupazione americane.

Saddam si trova ancora in Iraq. Il generale Mark Hertling della 1.a Divisione corazzata, citato da Baghdad dalla Ap ha detto che il prigioniero e' custodito in una localita' ''segreta'' e ''sicura''. Le indicazioni di Hertling smentiscono le voci secondo cui Saddam sarebbe stato trasferito dall'Iraq al Qatar, date dalla tv di Dubai Al-Arabiya e riprese senza conferme autonome da media americani.

Saddam Hussein potrebbe essere processato ''nel giro di poche settimane'' e potrebbe essere ''condannato a morte e giustiziato'' se riconosciuto colpevole. secondo alcuni membri del Consiglio del governo provvisorio iracheno, citati da Baghdad dalla Ap. Altri esponenti del Consiglio sono pero' piu' cauti, prevedendo che il processo non comincera' che tra qualche mese, da quattro a sei.

Il ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld ha dichiarato che Saddam ''sara' trattato in modo umano e professionale''.

''C'e' un uomo che ha ucciso molte decine di migliaia di persone e che ora dovra' essere chiamato a risponderne e comparire davanti alla giustizia, in qualche forma e in qualche modo'', ha proseguito il capo del Pentagono. Egli ha sottolineato che il deposto presidente iracheno sara' trattato come un prigioniero di guerra e godra' di tutte le tutele del caso. ''A Saddam sara' accordato lo status di prigioniero di guerra ed egli sara' trattato in conformita' a quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra'', ha precisato Rumsfeld, escludendo che le forze americane possano ricorrere alla tortura per farlo parlare.

APPROFONDIMENTI

IRAQ: SADDAM SI E' OFFERTO DI NEGOZIARE CON TRUPPE USA

IRAQ: SADDAM, DALLA CADUTA DEL REGIME ALLA CATTURA

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IRAQ: SADDAM; TRIBUNALE CERCASI, COME SARA' PROCESSATO

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Iraq. Catturato Saddam, volano le borse e cala il prezzo del petrolio. Ma autobombe contro la polizia causano 9 morti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 15/12/2003

Tutte in rialzo le principali Borse europee il giorno dopo la cattura di Saddam Hussein, dopo la chiusura a Tokyo dell'indice Nikkei con un rialzo del 3,1%: Francoforte guadagna l'1,42%, Parigi l'1,36%, Londra lo 0,95%. Reggono i titoli petroliferi, anche se la fine dell'ex rais porta i contratti del Brent per consegna a gennaio a perdere l'1,2%sull'International Petroleum Exchange di Londra, dove il greggio scende a 29,98 dollari al barile. Nei pressi di Bagdad, inatnto, nuova mattinata di terrore: sono nove i morti e 24 i feriti dei due attacchi con autobomba compiuti contro stazioni di polizia irachena.

In borsa

L' effetto-Saddam fa correre oggi i contratti futures sui principali indici della Borsa statunitense. A Francoforte il contratto sul Dow Jones sale infatti di 123 punti base, a 10.133,0 punti, quello sul Nasdaq-100 avanza di 23,5 punti base, a 1.446,0 punti, il future sullo S&P 500 sale di 12,8 punti base, a 1.085,5.

Se l' andamento dei futures sarà confermato anche a New York, quando aprira' i battenti il mercato azionario a stelle e strisce, è prevedibile che gli indici salgano a nuovi massimi dell' anno, oltre che da parecchi mesi a questa parte.

A Tikrit

Il villaggio di Al Daur, in cui sabato notte è stato arrestato l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein, è tuttora presidiato dalle forze americane. La località, che si trova a circa 30 chilometri dalla città natale del rais Tikrit, è sorvolata di continuo da elicotteri.

A nord di Baghdad

La prima esplosione è avvenuta davanti al posto di polizia di Zuhour, nella località di Husseiniyah, una ventina di chilometri circa a nord della capitale. Otto gli agenti rimasti uccisi, oltre venti i feriti. Il secondo attacco ha avuto come bersaglio la sede dell'ufficio investigativo della polizia criminale nel distretto di Ameriyah, nella parte occidentale della città.

Quattro almeno gli agenti rimasti feriti nella deflagrazione, nella quale è rimasto anche ucciso l'attentatore suicida che ha mandato a schiantare il veicolo imbottito di esplosivo contro il bersaglio. Un secondo veicolo è stato quindi lanciato a grande velocità in direzione del cancello, ma l'autista si è fermato ed è fuggito dopo essere stato preso di mira da colpi di arma da fuoco. Nell'auto è stato trovato un ordigno, poi disinnescato.

Gli abitanti di Tikrit, inatnto, sono scesi in strada per manifestare il loro dolore per la cattura di Saddam, ma la dimostrazione è stata dispersa dalle truppe americane e dai poliziotti iracheni. "Sacrifichiamo il nostro sangue e la nostra anima per te, Saddam" e "Solo Allah è grande, l'America è il nemico di tutti i popoli" cantavano i manifestanti, soprattutto studenti.

Saddam Hussein, dove arriva la leggenda

Rai.it, http://www.rai.it/news, 15/12/2003

Navigando nella rete

Dall'immortalita', alla reincarnazione del re babilonese Nabucodonosor II, ai segreti su alcune tecnologie extraterrestri in possesso del rais, alla ricaduta nel mondo dei giochi e dell'entertainment. Ecco l'altra faccia del dittatore

di Pietro Plastina

Saddam e' immortale. Non e' uno slogan e forse nemmeno una battuta visto che sono in molti a credere in Iraq ai poteri sovranaturali dell'ex dittatore di Baghdad. Saddam diventa leggenda come sempre accade a chi impersonifica nell'immagine e nella durezza cruenta dell'egemonia il destino trascendente di un popolo, di una nazione.

Il giorno dopo la sua cattura viene da pensare alle leggende metropolitane che attraverso la rete hanno dato forza e sicuramente significato a un uomo che con il terrore e la ferocia ha tenuto insieme i pezzi di un puzzle composto da tribu', etnie, interessi economici forti che scorrevano insieme al 'fiume nero' delle pipeline del petrolio.

Saddam stesso credeva di essere la reincarnazione del re Nabucodonosor II che ha regnato in Mesopotamia per 57 anni dal 605 al 562 a.c., colui che ha reso ricca e famosa la culla del mediterraneo l'odierno Iraq.

Nel 1980 il rais iracheno spese 500 milioni di dollari per la ricostruzione della antica Babilonia. Sul suo ruolo alcuni lo vogliono proveniente dal pianeta X, il dodicesimo pianeta fantasma, Nibiru, la casa di Elhoim, il dio che creo' il genere umano attraverso una manipolazione genetica.

Saddan sarebbe il depositario di alcuni segreti del pianeta Nibiru nascosti sotto la sabbia del deserto iracheno. Il suo volto baffuto e sicuro, avvolto ora in divise attillate verdi militari, ora in morbidi vestiti si scontra con quello devastato da notti insonni, con la barba e i capelli arruffati.

Eppure, seguendo il percorso della sua leggenda, quell'uomo nella cui bocca una mano guantata inserisce una bacchetta di balsa per spostare la lingua e controllare l'arcata dentale, conserverebbe alcuni segreti sugli Ufo. Questa sarebbe la vera ragione per la quale gli Usa hanno ingaggiato il conflitto con l'Iraq. Altro che armi di sterminio. Saddam avrebbe messo a punto alcune tecnologie ultraterrene prese dai resti di un Ufo caduto nel deserto.

A questo punto la Cia sarebbe stata allertata da alcuni informatori che avrebbero rivelato la costruzione di avanzate astronavi da parte del regime di Baghdad. Una storia che si allaccia a un'altra che vede per protagonista un pilota di un caccia F16 autore di un abbattimento di un Ufo al confine tra l'Iraq e l'Arabia nel corso della prima guerra del golfo. Insomma non poteva non mancare intorno alla letteratura che ha accompagnato la vita di Saddam Hussein anche qualche spunto fantastico degno del migliore 'X-files'. Di qui la convinzione che Saddam non puo' essere ucciso da nessuna arma.

Questo potere magico, nel rispetto del piu' orotdosso simbolismo esoterico, deriverebbe da una pietra blu in suo possesso nel corso dei suoi 24 anni di sanguinaria monarchia. Gli sarebbe stata impiantata con un intervento chirurgico per proteggerlo da eventuali attacchi condotti con armi convenzionali.

Si racconta di una guardia repubblicana che per provare l'immortalita' del suo rais avrebbe puntato il fucile contro di lui. Il grilletto si inceppava non appena lui provava a schiacciarlo per fare partire il colpo. A questo punto Saddam avrebbe impugnato il fucile della guardia puntandogliela contro. "Volevi fare questo?" - disse e sparo' contro il povero soldato che mori' sul colpo.

Dalla fantascienza al gioco il passo e' immediato. Il popolo della Rete si è adeguato al clima della guerra con una serie di giochi in flash dedicati principalmente a Saddam Hussein. C'è SADDAM PLAYS GAMES, un cartone in cui Saddam nasconde gli armamentari come nel gioco delle tre carte, fin quando Bush la taglia corto e lo polverizza con un fucilone nucleare.

C'è KILL SADDAM GAME, in cui si può scegliere di far morire Saddam affettato, bruciato nell'acido, sfracellato. C'è la canzone KILL SADDAM SONG, che sulle note di una famosa canzone dei Ciambawamba, esorta a fare a pezzi il dittatore. C'è il clone di PACMAN, con gli ispettori dell'Onu che impersonano i fantasmini… E ancora, c'è GUERRA DEL TERRORE: "IL CONTRATTACCO" - Nuclearizza il Medioriente!, il gioco più divertente, se si può usare questa definizione: il giocatore può radere al suolo la Mecca piena di fedeli, uccidere Saddam e Bin Laden, far saltare le dighe sul Nilo, con rumore di sciacquone del gabinetto, ed addirittura polverizzare alcune città della Francia, forse ritenute pericolose covi di Islamici.

La rivista Wired riporta una dichiarazione di Craig Anderson, capo del dipartimento di psicologia dell'Iowa State University, che afferma: "questo sfogo catartico non solo è inutile, ma può anche essere dannoso. Non risolve nulla a livello reale, e fomenta la frustazione e la violenza." Il popolo della rete non sembra interessato a questa analisi, e di giorno in giorno incrementa questo filone, che porta centinaia di migliaia di contatti sui siti che offrono questi giochi. Contatti che si possono trasformare in soldi contanti nei molti casi in cui il webmaster, insieme ai queste parodie, mette in vendita una linea di gadget ad esse collegate, con magliette che incitano a far fuori i terroristi, tazze con Saddam nel mirino, etc. Alcuni specificano che il ricavato sarà devoluto in beneficenza, altri si intascano tranquillamente i dollari di questo nuovo e per ora fruttosissimo mercato.

Nel campo dell'entrertainment casalingo, tra i tanti ricordiamo il videogioco Conflict: Desert Storm, uscito per le maggiori piattaforme ludiche. Ambientato durante l'operazione americana scattata nel luglio del 1990, il gioco ha come scopo guidare una task force di uomini fidati da scegliere tra i corpi speciali Sas britannici o Delta Force americani attraverso una serie di missioni che vanno dal sabotaggio delle postazioni irachene alla liberazione degli ostaggi agli scontri a fuoco con le truppe di Saddam Hussein. Gli scenari di gioco: il confine tra Kuwait e Irak, Kuwait City fino al quartier generale del rais a Baghdad. La casa di produzione si è avvalsa della consulenza di Cameron Spence, ex membro dello Special Air Service, per rendere più verosimili azioni, movimenti e missioni delle squadre speciali.

Ciampi rinvia alle camere il ddl Gasparri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2003

ROMA - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rinviato il ddl Gasparri alle Camere chiedendo una nuova deliberazione. Le osservazioni di Ciampi sono contenute in cinque pagine. ''Non posso esimermi dal richiamare l'attenzione del Parlamento su altre parti della legge che - per quanto attiene al rispetto del pluralismo dell'informazione - appaiono non in linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale'', e' uno dei passaggi del messaggio inviato dal presidente della Repubblica alle Camere per motivare il rinvio del ddl Gasparri. C'e' anche il sistema integrato delle comunicazioni tra le osservazioni che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato alle Camere nel messaggio con il quale spiega i motivi del rinvio del provvedimento. ''Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari - scrive Ciampi - il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% (art.15, secondo comma, della legge) di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti''. Nel messaggio inviato alle Camere il presidente della Repubblica affronta anche il nodo della raccolta pubblicitaria. ''Quanto al problema della raccolta pubblicitaria si richiama la sentenza della Corte Costituzionale 231 del 1985 che, riprendendo principi affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo 'che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una liberta' che la Costituzione fa oggetto di energica tutela'''.

BERLUSCONI, RIVOTEREMO GASPARRI, NON SO SE UGUALE

STRASBURGO - La legge Gasparri ''non mina la liberta' di informazione''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, precisando che il rinvio alle Camere della legge ''gli era stato anticipato'' e aggiungendo che la legge sara' rivotata anche se non sa se con un testo uguale.

Il capo dello Stato aveva infatti incontrato il premier Berlusconi, il quale, al termine del colloquio, aveva dichiarato che ''per quanto mi riguarda non ci sarebbe alcun vulnus politico, per il governo. Quanto a Gasparri prendera' le sue decisioni''. ''Io - ha aggiunto Berlusconi - non ho seguito questa legge, non l'ho voluta seguire. Sapete che c'era di mezzo questo benedetto o maledetto conflitto di interesse. Di tante leggi questa e' quella che ho seguito meno''. Dalla legge Gasparri - ha aggiunto Berlusconi - ''Mediaset non ha avuto nulla in piu'''. ''Leggendo i giornali - afferma il premier - sembrava che la legge Gasparri fosse tesa a favorire il gruppo Mediaset. Invece e' vero il contrario, perche' il gruppo Mediaset e' al contrario molto preoccupato dalla concorrenza che si puo' scatenare, del fatto che tutti gli editori possono fare la tv''. Berlusconi dice dunque di aver voluto spiegare che ''Mediaset non ha avuto niente in piu'''. ''Toccato sul vivo di un possibile interesse mio, di un interesse di Mediaset che questa legge favorirebbe ho fatto presente che non e' cosi' - conclude -. Ho solo risposto a chi puo' avere problemi in negativo''.

GASPARRI, ATTENTA VALUTAZIONE OSSERVAZIONI CIAMPI

ROMA - ''Il rispetto per il Capo dello Stato impone un'attenta valutazione delle osservazioni effettuate''. E' il primo commento del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri al rinvio alle Camere della legge che porta il suo nome da parte del Presidente Ciampi''. ''Non e' certo la prima volta - sottolinea Gasparri in una nota - che una legge viene rinviata alle Camere. Sono sicuro che come e' gia' accaduto in altre legislature e con altri governi, anche in questo caso, sara' il Parlamento ad individuare le soluzioni piu' opportune''.

DDL GASPARRI: CASINI, RISPETTO PER DECISIONE CIAMPI

ROMA - ''Come presidente della Camera dei Deputati, massimo custode delle deliberazioni di questa assemblea, esprimo rispetto per la decisione del Capo dello stato, che come e' noto, ha esercitato una sua prerogativa prevista dalla Costituzione''. Lo ha detto il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini una volta terminata la lettura del messaggio con cui il Capo dello Stato rinvia alle Camere la legge Gasparri. Casini si e' detto certo che alla decisione di Ciampi fara' seguito un attento ed accurato esame parlamentare del provvedimento nell'ambito della corretta dialettica costituzionale.

Approfondimenti

DDL GASPARRI: OPPOSIZIONI ESULTANO E PLAUDONO A CIAMPI

DDL GASPARRI: IL MESSAGGIO 2002 DI CIAMPI ALLE CAMERE

A SERA L'ATTESO RINVIO DI CIAMPI DELLA LEGGE GASPARRI

DDL GASPARRI: BONDI, VA RISPETTATA ANCHE SOVRANITA' CAMERE

DDL GASPARRI: DA UDC SILENZIO RISPETTOSO SU POTERI DI CIAMPI

DDL GASPARRI:SERVENTI LONGHI, DOBBIAMO ESSERE GRATI A CIAMPI

DDL GASPARRI: ANNUNZIATA, RISPETTO DECISIONE CIAMPI

LEGGI RINVIATE ALLE CAMERE, 55 IN 55 ANNI

LA LEZIONE DI EINAUDI,POTERE RINVIO LEGGI NON HA LIMITI

DDL GASPARRI: LA VICENDA RETEQUATTRO SU SATELLITE

DDL GASPARRI:DOPO RINVIO CIAMPI ITER RIPRENDE DA CAMERA

PARMALAT: TANZI ADDIO, TUTTI I POTERI A BONDI

DDL GASPARRI: CALDEROLI, CAMERE LO RIAPPROVINO COSI' COM'E'

DDL GASPARRI: LA VICENDA RETEQUATTRO SU SATELLITE

DDL GASPARRI: PRO E CONTRO, COSA HANNO DETTO

DDL GASPARRI: L'ITER PARLAMENTARE

DDL GASPARRI: FASSINO, DA CIAMPI ATTO COERENTE CON MESSAGGIO

DDL GASPARRI: I PUNTI CALDI DEL TESTO

LEGGI RINVIATE ALLE CAMERE, IL QUINTO DI CIAMPI

Ddl Gasparri: i punti caldi del testo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2003

La rivoluzione digitale; il Sic, cioe' il sistema integrato delle comunicazioni, in base al quale vengono calcolati i tetti antitrust; la proroga fino al 2006 delle attuali concessioni tv, compresa Retequattro; l'abbattimento delle barriere proprietarie tra giornali e televisioni; la privatizzazione della Rai. Sono tra i punti essenziali ma anche piu' controversi del ddl Gasparri di riassetto del sistema radio-tv, finiti sotto la lente di ingrandimento di esperti e costituzionalisti.

PLURALISMO - Al pluralismo dell'informazione, oggetto dell'unico messaggio del Presidente Ciampi alle Camere del 23 luglio 2002, fanno riferimento la Costituzione (articolo 21), ma anche diverse sentenze della Corte Costituzionale. Inoltre l'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali della Ue, cui si richiamano diverse direttive europee, parla espressamente di ''rispetto del pluralismo'' e di ''liberta' dei media''. La nuova legge - e' una delle critiche piu' ricorrenti - ingesserebbe l'attuale duopolio diminuendo il pluralismo e avvantaggiando la tv rispetto alla carta stampata. Al contrario, secondo il ministro Maurizio Gasparri, con il provvedimento che porta il suo nome, aumentano i canali - con la moltiplicazione legata al passaggio all'offerta digitale, che dovra' essere definitivo entro il 31 dicembre 2006 - e gli spazi, dal momento che cadono le barriere proprietarie tra stampa e tv: in particolare, chi possiede piu' di una rete potra' entrare in possesso di quotidiani dopo il 31 dicembre 2008.

TETTI ANTITRUST - Il ddl fissa al 20% delle risorse complessive del Sic il divieto di posizione dominante. Per i detrattori della legge, tale tetto sarebbe di difficile applicazione, dal momento che gli ingredienti che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni sono molto ampi (dal canone Rai alle pubbliche relazioni) e arriverebbero - secondo i calcoli del Sole 24 Ore - a coprire risorse per 32 miliardi di euro. Il Sic - e' la replica della maggioranza - fa cadere vincoli antistorici rispetto alla crescita del sistema e vecchie barriere che impedivano gli incroci tra stampa, tv e radio.

RETEQUATTRO - Molto discussa anche la questione Retequattro. In particolare, la sentenza 466 del 2002 conferma che il regime transitorio dell'assetto radiotelevisivo non puo' andare oltre il termine del 31 dicembre 2003: entro tale data, quindi, Mediaset avrebbe dovuto vendere Retequattro o trasferirla su satellite. Ma il ddl Gasparri proroga la validita' delle concessioni e delle autorizzazioni per le trasmissioni in analogico (compresa, quindi, Retequattro) fino al 2006, data prevista per la conversione definitiva al digitale. Un aggiramento della sentenza 466, sostiene l'opposizione. Ma quella sentenza - ha piu' volte ribadito anche il ministro Gasparri, prevede anche che una rete Rai rinunci alla pubblicita': senza la legge, percio', Raitre prederebbe - come ha ricordato anche il direttore generale Rai Flavio Cattaneo - 150 milioni di euro di introiti pubblicitari.

RAI - Secondo la legge, cambiano i vertici della tv pubblica: fino alla prima fase della privatizzazione (fino all'alienazione del 10% del capitale), la Commissione di Vigilanza nomina sette membri del Cda mentre gli altri due - tra cui il presidente - vengono scelti dal ministero dell'Economia: la nomina del presidente diventa pero' efficace solo con il parere favorevole a 2/3 della Commissione di Vigilanza. Inoltre viene avviata la privatizzazione Rai entro il 31 gennaio 2004, con un limite del possesso azionario dell'1%. Per l'opposizione, la nomina di parte del cda da parte dell'esecutivo viola una precisa indicazione della Consulta. Inoltre la privatizzazione della tv pubblica e' in contrasto con un indirizzo contenuto nella giurisprudenza costituzionale. Il ministro e la maggioranza hanno invece piu' volte sottolineato che con le nuove norme la Rai sara' pluralista e aperta ai privati. E, a garanzia della sua imparzialita', interverra' un consiglio centrato soprattutto sul gradimento dell'opposizione alla nomina del presidente.

Lunedì 17 Febbraio 2003

Il Sindaco è in rete. Nudo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/12/2003

Beffa ai danni di Sharon Smith, 48 anni, primo cittadino di un tranquillo centro canadese

Seduta sulla sua poltrona di pelle nera nell'ufficio del Comune, indossa solo la collana per le cerimonie ufficiali. Una foto scattata dal marito Tim per festeggiare l'elezione. Che qualcuno ha trovato e messo sul Web...

Ha avuto l’effetto di un’ondata di piena sulla vita di Sharon Smith, primo cittadino di un tranquillo centro canadese nella provincia della Columbia britannica. Del sindaco di Houston si è parlato tanto da quelle parti, dopo che la dimensione bucolica e vagamente incantata nella quale vivevano lei e i suoi concittadini si è rotta. Perché Internet, un giorno, ha rimandato l’immagine di Sharon nuda, vestita della sola collana cerimoniale usata per l’investitura a sindaco.

Lei, seduta sulla poltrona in pelle nera nel suo ufficio al Comune, con la collana al collo e una foglia di vite canadese per nascondere le parti intime, non si sa se applicata dall’autore della foto o se frutto della perfidia di chi ha messo a punto lo scherzo, che, certo non per umana pietà, ha piazzato là sopra proprio il simbolo nazionale del Canada. Aggiungendo beffa alla beffa. “Sono mie immagini private- si è trovata a dover scrivere Sharon in una lettera al quotidiano “Houston today”- le ha scattate mio marito, erano per noi e per nessun altro, tanto meno per una distribuzione pubblica”. “Non ha nulla a che vedere né è in conflitto con la mia attività di Sindaco- si è difesa- non ho fatto niente di immorale o di sbagliato”.

La foto incriminata ha cominciato a girare nella Community intorno alla metà di novembre. Il 21 il giudice Nipper Kettle viene informato della cosa con una lettera anonima alla quale fa seguito una e-mail, proveniente da fuori città, con allegata l’immagine. “Non mi interessa se il sindaco ha posato nudo per suo marito” dice subito il giudice “sono affari loro”. Il problema sta altrove: quella collana deve essere indossata solo in occasioni ufficiali e la foto è stata scattata in un ufficio pubblico, anzi nell’ufficio per eccellenza.

“Credo dimostri una totale mancanza di rispetto per i cittadini che rappresenta” ha concluso Kettle. La foto osè di Sharon Smith è stata scaricata dal suo computer, immessa in rete e fatta girare per il mondo. Ne è venuta un’improvvisa ondata di popolarità sovranazionale che poco aggrada la donna, intenzionata a scoprire il responsabile: “Gli elettori mi hanno scelto con maggioranza schiacciante, ma resta chi mi ha dato contro, questo è il problema. Chi è contro di me lo sarà sempre”. Insomma, per il sindaco di Houston la vicenda ha tutta l’aria di essere la classica campagna diffamatoria messa a punto per demolire un avversario politico. E il nemico ci è andato veramente pesante.

Martedì 18 Febbraio 2003

Iraq, corteo pro-Saddam a Kirkuk

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/12/2003

Un migliaio di persone ha manifestato stamane a Hawijah,vicino a Kirkuk, nel nord dell'Iraq, a favore di Saddam, issando ritratti di Saddam e inneggiando alla resistenza contro gli occupanti. Hawijah è uno dei bastioni sunniti del nord,e conta numerosi fedeli di Saddam. A Bagdad,invece,è stato ucciso un funzionario del principale partito sciita. Ucciso a Najaf un funzionario del Baath Soddisfazione giunge intanto dal capo del comando centrale americano,gen.Abizaid,per la recente cattura di molti ex responsabili del regime.

Europee: Forza Italia correra' da sola

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2003

Lo ha detto Berlusconi stesso

'Alle prossime elezioni europee, Forza Italia correra' da sola''. Lo ha reso noto questa sera Silvio Berlusconi nel corso della cena con tutti i parlamentari di Fi. /writer

Mercoledì 19 Febbraio 2003

Iraq. Berlusconi in Senato: il governo chiede voto bipartisan sulle posizioni dell'Ue. Non lasceremo soli gli USA

Rai.it, http://www.rai.it/news, 19/02/2003

Il dibattito in Senato è stato aperto dall'intervento del premier Berlusconi

Il presidente del Consiglio ha preso la parola alle 9:45, illustrando la posizione dell'esecutivo sulla crisi irachena: "Il governo - spiega - ha continuato a lavorare per la pace con determinazione e coerenza", modulando la sua azione su 5 linee guida: 1) puntare al disarmo iracheno in tempi stretti; 2) sostenere la dissuasione politico militare che ha portato in Iraq gli ispettori; 3) salvaguardare la credibilità dell'ONU dopo 12 anni di sfide di Saddam Hussein; 4) tenere unita la coalizione internazionale anti terrorismo; 5) tenere saldamente unita l'europa restituendole una sola voce sullo scenario internazionale". Dopo l'intervento del premier, su richiesta dell'opposizione, il dibattito è stato rinviato di 20 minuti dal presidente Marcello Pera.

Ringrazio il Capo dello Stato per aver apprezzato questo sforzo - ha esordito Berlusconi - così come ringrazierò l'opposizione se approverà la mozione che fa proprie le conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles di sabato scorso.

Dopo le marce pacifiste di sabato

La preoccupazione non basta a risolvere i problemi - ha contiunuato Berlusconi - L'opinione pubblica mondiale è preoccupata ed ha chiaramente e legittimamente espresso questa sua preoccupazione nelle manifestazioni di sabato scorso. Non ho mai avuto dubbi sulla buona fede e l'ispirazione ideale del movimento per la pace. Ma, come tutti sanno, la preoccupazione non basta a risolvere i problemi e non bastano neppure le manifestazioni. I 'no alla guerra senza se e senza ma' non bastano di per sé a costruire la pace. C'è anche il pericolo, quando si gioca magari irresponsabilmente con la preoccupazione della gente di fronte ai rischi di un intervento militare, di rendere più difficile la realizzazione di un obiettivo sacrosanto come quello di disarmare l'Iraq, un obiettivo che forse si potrebbe raggiungere con mezzi di persuasione politici, diplomatici, militari, senza la necessità di ricorrere alla forza, ma in una situazione di assoluta compattezza della comunità internazionale.

L'uso della forza, ha ricordato il premier, è per il governo disciplinato dalle norme di diritto internazionale, della Carta ONU e della Costituzione italiana.

Questa formula, accettata da tutti i Paesi dell'Ue e dai 10 Paesi candidati ad entrare nell'Unione, è quella adottata dal governo - ha detto Berlusconi rivolgendosi ai banchi dell'opposizione - Parrebbe strano che in questa formula non si riconoscesse anche l'opposizione, che ha in sé la forza e le capacità per distinguere fra slogan da una parte e motivazioni dell'azione di governo dall'altra.

L'evoluzione della crisi

La possibilità di una soluzione pacifica è strettamente legata alla centralità dell'ONU nell'ordine internazionale, alla risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza - ha aggiunto Berlusconi - Le ispezioni non possono durare all'infinito. Non è aumentando il tempo o il numero degli ispettori che si risolve la situazione: ciò che si mira ad ottenere è il cambiamento dell'atteggiamento dell'Iraq. Berlsuconi ha citato come esempio positivo di collaborazione con gli ispettori ONU il Kazakistan, evidenziando le differenze rispetto all'attuale linea di condota irachena.

L'ambiguità di Saddam

Si cercano armi biologiche e chimiche pericolose anche in piccola quantità - ha ricordato il premier - Dove sono andate a finire 100mila tonnellate di agenti chimici, gli 8500 litri di antrace di cui si sa per certa l'esistenza? L'Iraq finora non ha risposto a queste domande. Per Saddam non devono esistere vie alternative a quella di capire che il tempo è finito, non può prendere in giro ancora le Nazioni Unite.

Il piano Mirage: un miraggio

Non esistono piani alternativi a quello approvato all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza - ha aggiunto Berlusconi alludendo al piano franco tedesco peraltro già rigettato da Bagdad - La richiesta della comunità internazionale deve essere una sola: immediata cooperazione per la distruzione dell'arsenale iracheno.

La posizione europea

L'Ue non si è mai spaccata - ha detto il presidente del Consiglio - Ha registrato un dissenso profondo, ma ha ora ricostruito una comunità di intenti, anche grazie al documento con cui 8 Paesi prima e 10 Paesi poi hanno riquilibrato nel senso della solidarietà atlantica un venir meno di questo sentimento. Siamo orgogliosi di portare oggi al dibattito una situazione migliorata sotto il profilo della credibilità delle istituzioni internazionale. Dalla logica dei veti e degli egoismi nazionali - ha detto Berlusconi alludendo chiaramente alla posizione francese - i cittadini europei non hanno niente, niente da guadagnare.

Il rapporto con Bush

Ho invitato gli USA a guardarsi dalla solitudine - ha detto Berlusconi - Il vero capolavoro di Washington è stata la costruzione della coalizione che ha liberato l'Afghanista da al Qaeda. Ma ho anche garantito che gli USA non resteranno soli nell'impresa di impedire la costruzione di armi di distruzione di massa. Perciò il governo ha autorizzato, nello spirito delle alleanze l'impiego delle infrastrutture da parte delle forze armate americane, "per aumentare la pressione sull'Iraq".

Appello al centrosinistra

Dobbiamo dare un chiaro segnale politico alle tendenze che preoccupano l'opinione pubblica - ha concluso Berlusconi - Spero che questo voto possa essere libero da ogni pregiudizio, e non privare la nostra azione diplomatica dal sostegno di tutto il Paese. (...) E' in nome della libertà dei Popoli che il nostro governo con il sostegno del Parlamento intende perseverare nella sua linea di costruzione della pace.

Ddl Gasparri: maggioranza italiani d'accordo con Ciampi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2003

ROMA - La maggioranza degli italiani approva la decisione del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, di rinviare alle Camere la legge Gasparri. E' quanto emerge dal sondaggio Abacus per il Messaggero che il quotidiano pubblica nel numero di oggi. ''Il 22% degli interpellati non vuole che venga consentito alle televisioni di trasmettere piu' pubblicita' rispetto ad oggi (sono contrari il 4%, ma il 61% non conosce l'argomento), ma la maggioranza - informa una nota del quotidiano - non vuole neppure che un unico proprietario possieda giornali e tv. Il digitale viene accolto con favore, ma la convinzione e' che la legge togliera' pubblicita' ai giornali e che non aumentera' il pluralismo dell'informazione''.

Par condicio: Berlusconi apre un altro fronte

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2003

ROMA - Sul tavolo di un confronto gia' occupato dal riesame della legge Gasparri e dall'eventualita' di un decreto per salvare Rete4 dal satellite entro il 31 dicembre, Berlusconi getta anche la par condicio, pur precisando che la questione non e' segnata nell'agenda del governo prima della fine delle feste. Berlusconi ha parlato di ''modifica della par condicio'' e non di abolizione, aggiungendo che si tratta di una questione di cui ''dovremo discutere'', assieme ad altri temi, dopo il 7 gennaio. Una data che potrebbe permettere un intervento in tempo per fissare nuove regole alla campagna per le europee di giugno (alle quali Berlusconi non ha ancora deciso se candidarsi). E gia' si profila uno scontro con l'opposizione per la quale, come dice il segretario dei Ds, Piero Fassino, Berlusconi vuole cambiare le regole perche' ha ''una paura tremenda'' di perdere le elezioni europee. Ma anche nella maggioranza non sembrano mancare i perplessi, mentre ufficialmente contraria si dichiara l'Udc: dopo aver detto 'no' a Berlusconi sulla lista unica, il segretario Marco Follini boccia anche la riforma della par condicio.

Iran. Freddezza dalla Casa Bianca sulla firma di Teheran al protocollo aggiuntivo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 19/12/2003

Per la Casa Bianca questo non e' che un primo passo

L'Iran ha firmato, ieri a Vienna, il protocollo aggiuntivo del trattato di non proliferazione. La notizia e' stata accolta con freddezza dalla Casa Bianca, gli Stati Uniti temono infatti che Teheran possa dotarsi di armi nucleari.

La firma sul protocollo aggiuntivo al trattato di non proliferazione nucleare apre la strada a controlli internazionali piu' stretti, e a sorpresa, ai siti nucleari iraniani da parte dell' Aiea, l' agenzia dell' energia atomica.

L' intesa e' stata sottoscritta proprio nella sede dell' Aiea a Vienna, da una parte il direttore generale dell' agenzia atomica Mohamed El Baradei e dal rappresentante uscente dell' Iran, ambasciatore Ali Akbar Salehi.

Per Javier Solana, responsabile per la politica estera dell' Unione Europea, si tratta " di un passo importante per la fiducia internazionale da parte dell' Iran ". La firma e' stata accolta con favore anche dalla presidenza italiana dell' Ue. Molto piu' scettici gli Usa, per i quali l' Iran tenta di dotarsi dell' arma nucleare sotto la copertura di un programma civile. Per la Casa Bianca questo non e' che un primo passo.

Giovedì 20 Febbraio 2003

La scrittura? Fu inventata per motivi economici

Rai.it, http://www.rai.it/news, 20/02/2003

Lo dimostra, secondo l'archeologo Hans Nissen, la traduzione delle tavolette ritrovate a Uruk, nell'attuale Iraq

L'80% dei testi sumerici ha come oggetto l'amministrazione economica dello stato, il 20% rappresenta invece liste di vocaboli, il più antico dizionario al mondo

Furono le necessità economiche, e non la religione come si era finora ipotizzato, a determinare la nascita della scrittura. Lo dimostrerebbe la decifrazione di tavolette che risalgono all'epoca dei sumeri (tra il 3500/3100 a.c.), rinvenute in Mesopotamia, nella città di Uruk, l’attuale Iraq. Ad illustrare le ultime acquisizioni sulle origini della lingua scritta è stato l'archeologo tedesco Hans Nissen, professore della Freie Universitat di Berlino, autorità accademica di fama internazionale nel campo degli studi sui sumeri.

Nel corso di una conferenza a Roma, nella sede del consiglio nazionale delle ricerche, Nissen - riferisce il periodico on line "Almanacco della scienza" del cnr - ha parlato del tema "l'invenzione della scrittura nel contesto della prima civiltà babilonese", presentando una sintesi dei risultati di 37 anni di scavi in Iraq e Iran e delle più recenti scoperte sui testi arcaici di Uruk. Il professore Nissen ha sostenuto che ormai non ci sono più dubbi sul fatto che il sistema di scrittura più antico a nostra conoscenza (precedente anche ai geroglifici dell'Egitto dei faraoni) apparve nella Mesopotamia meridionale intorno al 3200 a.c.

La decifrazione di circa 5.000 tavolette di argilla rinvenute a partire dal 1920 dagli archeologi inglesi e francesi nel sito di Uruk ha infatti mostrato come quasi l'80% di queste contengano dati sull'amministrazione economica centralizzata dell'antica capitale dei sumeri, mentre la restante parte delle tavolette riportano 'liste di vocaboli', che a buon diritto - a giudizio di Nissen - possono essere considerate come i più antichi dizionari.

Fra le tavolette d'argilla più arcaiche di Uruk - ha spiegato l'archeologo tedesco Nissen - non figurano testi religiosi o narrazioni storiche, che compariranno invece alcuni secoli più tardi, a partire intorno al 2800 a.c. come testimoniano i primissimi testi letterari dei sumeri e degli accadi. "Si tratta di importanti indizi che consentono di confermare la tesi che la scrittura fu inventata per l'economia prima ancora che per il culto religioso", ha affermato Nissen.

Nella foto il sito archeologico di Uruk