DEI RICCHI

2003 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2003 * 09/02/2003 * 10/02/2003 * 11/02/2003 * 12/02/2003 * 14/02/2003 *

Sabato 8 Febbraio 2003

Elezioni in Russia: Putin vince, crolla il Pc

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2003

MOSCA - Una maggioranza blindata al partito del presidente, l'opposizione dissolta (o quasi), una presenza nazionalista da usare di volta in volta come stampella o come spauracchio. E' questo il panorama del nuovo parlamento russo confermato dai dati consolidati delle elezioni legislative svoltesi domenica per rinnovare la Duma, con il trionfo dei centristi putiniani di Russia Unita, il dimezzamento dei comunisti, l'ascesa del radicalismo di destra e la marginalizzazione sotto la barriera del 5% dei liberali.

Elezioni che gli osservatori internazionali hanno definito ''libere, ma non giuste'', sottolineando non a torto la sproporzione di mezzi che la macchina amministrativa del potere ha messo a disposizione del fronte governativo. E che tuttavia Vladimir Putin ha accolto come ''un ulteriore passo'' verso il rafforzamento della democrazia nel Paese osservando, anch'egli non senza qualche ragione, che il risultato delle urne rispecchia in fondo ''le simpatie reali della popolazione''.

Forte del successo ottenuto, il presidente si e' premurato di tranquillizzare subito alcuni leader europei 'amici', a cominciare dal britannico Tony Blair e del tedesco Gerard Schroeder, sulla sua volonta' di non interrompere la politica di dialogo con l'Occidente. Sul fronte interno si e' poi mostrato magnanimo nei confronti di ''coloro che si considerano perdenti'', assumendo quel ruolo di garante del sistema democratico che la colorazione della nuova Duma (nella quale la maggioranza presidenziale appare l'unica forza 'moderata' rimasta in campo, accanto ai declinanti comunisti e ai radical- nazionalisti) gli accredita ormai in esclusiva.

L'esito del voto non ammette del resto repliche. Sullo sfondo di un'affluenza che non ha superato il 56% (sei punti in meno rispetto al 1999), il Cremlino ha visto avverarsi le sue piu' rosee aspettative. Russia Unita, il partito guidato dal ministro dell'interno e putiniano di ferro Boris Gryzlov, si attesta attorno al 37%, come gli exit poll avevano previsto. Alle sue spalle, un abisso: l'opposizione comunista (Kprf) di Ghennadi Ziuganov, a scrutinio quasi completato, precipita dal 24% di quattro anni fa al 12,7 di oggi e le sue denunce di brogli non sembrano trovare ascolto, mentre alle sue spalle si profilano le ombre del nazionalismo declamatorio dello Ldpr di Vladimir Zhrinovski, risalito all'11,6%, e di quello di nuovo conio della lista Rodina di Serghiei Glaziev, arrampicatosi al 9,1 sulla scia della sua campagna contro gli oligarchi.

Salvati per il rotto della cuffia dagli exit poll, che gli accreditavano un 6% ciascuno, i due maggiori partiti di orientamento liberale del Paese (lo Sps, di Boris Nemtsov e Anatoli Ciubais, che oggi si sono dimessi, e Iabloko, di Grigori Iavlinski) hanno invece visto svanire i loro sogni all'alba, quando i dati reali li hanno ributtati sotto la soglia del 5%.

Tradotto in seggi, tutto questo significa - secondo le stime della Commissione elettorale centrale - che Russia Unita avra' 222 seggi su 450 e superera' agevolmente la maggioranza assoluta col contributo dei 22 deputati eletti nei collegi uninominali da altre due formazioni minori organiche al raggruppamento centrista: il Partito del popolo e il Partito della vita.

Sempre nei collegi uninominali risultano infine eletti una mezza dozzina di liberali superstiti e una sessantina di candidati indipendenti, meta' dei quali destinati peraltro a consolidare ulteriormente la maggioranza filo-governativa.

In termini concreti, il 'grande centro' potra' esprimere un governo, approvare le leggi e i bilanci dello Stato e ratificare i trattati senza dover contrattare nulla con nessuno, nazionalisti compresi. E si appresta, fin dalla prima seduta della nuova Duma (fissata indicativamente per il 27 dicembre), a eleggere un proprio presidente dell'assemblea: carica per la quale i nomi piu' gettonati sono quelli di Gryzlov (considerato anche un possibile successore dell'attuale premier Mikhail Kasyanov dopo le presidenziali del 2004) o quello dell' economista liberale Aleksandr Zhukov, se Russia Unita vorra' presentare il suo volto piu' moderato.

Il ricorso al sostegno di qualche nazionalista (tutt'altro che difficile da ottenere se si considera, al di la' dei proclami, la docilita' che Zhirinovski ha sempre manifestato verso il governo di turno e i rapporti sotto banco che la lista Rodina ha con settori del Cremlino) sara' invece necessario nel caso di progetti di riforma costituzionale, per i quali occorre la maggioranza dei due terzi dei deputati. Progetti che secondo il giornale online Gazeta.ru sarebbero gia' in cantiere e riguarderebbero un allungamento del mandato presidenziale, l'attribuzione al Cremlino del potere di nomina dei governatori, l'accorpamento di alcune regioni, l'unificazione della Corte suprema e di quella costituzionale e il loro trasferimento a San Pietroburgo e, infine, l'innalzamento della soglia di sbarramento alla Duma dal 5 al 7%.

Un disegno di ulteriore accentramento del potere che rischia di accentuare secondo i critici la deriva 'zarista' del putinismo, dopo il recente giro di vite sui media e sul mondo degli affari, ma che in fin dei conti - in assenza di una vera opposizione organizzata in parlamento - dipendera' solo dagli equilibri interni alle varie fazioni del Cremlino. Fazioni che il giornale Kommersant ha raffigurato in un mazzo di carte nel quale ad ogni seme corrisponde un clan dell'entourage presidenziale (i quadri ereditati dalla 'Famiglia' ieltisniana, i falchi provenienti dagli apparti di sicurezza, i burocrati di San Pietroburgo e i tecnocrati liberali). Ma nel quale i quattro assi hanno tutti il volto di Vladimir Putin.

Medicina, i farmaci non funzionano

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/12/2003

Dichiarazione 'shock' del vicepresidente della multinazionale farmaceutica Glaxo

Un segreto di Pulcinella per i nemici dell'industria farmaceutica la rivelazione dello scienziato Allen Roses durante un convegno medico a Londra. Il 90% delle medicine ha effetto su una persona su 3

Piu' del novanta per cento dei farmaci in commercio ha efficacia limitata, e produce effetti positivi soltanto su un paziente su due o su tre. A denunciarlo non e' un seguace dei movimenti contro le multinazionali, ma uno dei massimi scienziati viventi, il professor Allen Roses, genetista e per di piu' vice presidente di GlaxoSmithKline, il maggior gruppo farmaceutico europeo.

Lo scrive nel sito on line la Bbc. E' la prima volta che una personalita' del genere denuncia quello che per molti nemici dell'industria farmaceutica era un "segreto di Pulcinella". Roses ha citato le ricerche pubblicate tre anni fa da Brian Speers, esperto di diagnostica medica, secondo cui la risposta al farmaco dei malati varia enormemente da individuo a individuo, e la maggioranza delle medicine non ha alcun effetto nel 50 per cento e piu' delle persone da curare.

Lo scienziato, che ha parlato nel corso di un convegno medico a Londra, ha fatto esempi concreti. I farmaci contro l'Alzheimer sono efficaci in meno che un paziente su tre, quelli anticancro in uno su quattro. Le cure farmacologiche per l'emicrania, l'osteoporosi, l'artrite funzionano per un paziente su due. "La gran maggioranza delle medicine, piu' del novanta per cento", conclude, "e' efficace soltanto per una frazione di pazienti che varia dal 30 al 50 per cento".

Il rimedio, secondo Roses, puo' venire dalla genetica. La risposta dei pazienti ai farmaci dipende dalle caratteristiche del loro genoma. Dovranno quindi essere studiati medicinali adatti al "profilo genetico" delle diverse categorie di pazienti. Roses ha ipotizzato test genetici in grado di individuare quelle persone che sono particolarmente sensibili a determinate sostanze, eliminandole da coloro su cui i nuovi (e vecchi) medicinali vengono testati clinicamente. In questo modo si otterrebbero dati sull'efficacia dei medicinali piu' rispondenti alla realta'.

In futuro, Roses prospetta inoltre medicinali a efficacia multipla per molte malattie. Il problema e' che entrambe le strade da lui indicate vanno contro gli interessi dell'industria del farmaco, che non troverebbe economicamente conveniente produrre specialita' per un numero ristretto di malati, ne' farmaci "multipontenti" a basso prezzo per tutti.

Medio Oriente. Assemblea Onu deferisce Israele alla Corte dell'Aja per la costruzione del muro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/12/2003

L'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato la risoluzione che chiede alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja di considerare le conseguenze legali derivanti dalla costruzione da parte di Israele del muro di difesa.

La risoluzione, presentata su sollecitazione dei palestinesi, chiede che la Corte "emetta un parere sulle conseguenze legali conseguenti dalla costruzione del muro di separazione da parte di Israele, forza occupante nei Territori palestinesi occupati".

Domenica 9 Febbraio 2003

Ue: Cig, accordo a Bruxelles o crisi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2003

BRUXELLES - Sulla costituzione europea o ci sara' un accordo sabato prossimo al vertice di Bruxelles o per l'Ue sara' crisi: lo hanno affermato questa mattina i due delegati dell'Europarlamento nella Conferenza Intergovernativa (Cig) sulla costituzione il Ppe Elmar Brok e il Pse Klaus Haensch. ''E' una chance storica che non si ripetera''' ha avvertito Brok, e Haensch ha detto che ''se non ce la facciamo ora non ce la faremo neanche dopo, perche' piu' si tratta piu' si fanno passi indietro''.

La Commissione europea non vuole ''un compromesso a tutti i costi'' sulla Costituzione Ue. ''Non vogliamo che la Cig produce una cattiva Costituzione, vogliamo una buona Costituzione'', ha detto un portavoce dell' esecutivo. Bruxelles si augura che il vertice di questa settimana sia ''breve e decisivo'' e la commissione e' pronta a dare alla presidenza italiana ''tutto l'appoggio'' necessario perche' il summit sia un successo. ''Ma il successo - ha detto il portavoce - e' un buon compromesso, non un cattivo compromesso''.

Ultime giornate di fuoco per il negoziato costituzionale europeo che, se tutto va bene, dovrebbe concludersi sabato con un accordo politico globale fra i capi di Stato e di governo sulla prima Costituzione dell'Ue.

Ma, a quattro giorni dal possibile 'big bang' di Bruxelles, il negoziato rimane duro, e il braccio di ferro sul nodo cruciale del sistema di voto fra i governi - con Spagna e Polonia da un lato, praticamente tutti gli altri dall'altro - non accenna ad allentarsi. L'ultima riunione a livello ministeriale della Conferenza Intergovernativa (Cig) sulla Costituzione, che si e' svolta a Bruxelles sotto la presidenza di Franco Frattini, ha confermato la situazione di stallo su questo punto.

ITALIA PRESENTA ULTIMA PROPOSTA GLOBALE - Frattini ha annunciato che la presidenza italiana presentera'la sua ultima bozza globale della futura Costituzione: il documento pero', ha precisato, non conterra' alcuna nuova proposta sul sistema di voto, attenendosi alla formula della 'doppia maggioranza' (50% degli Stati e 60% della popolazione) inventata dalla Convenzione di Valery Giscard d'Estaing per rendere piu' efficace e democratico il sistema del voto ponderato concordato al vertice di Nizza (dicembre 2000).

Ma Madrid e Varsavia, cui Nizza da' un peso sproporzionato rispetto alle loro dimensioni reali, rifiutano questa riforma e chiedono che venga mantenuto il sistema attuale. La decisione italiana di non discostarsi dalla linea Giscard nella bozza di domani conferma che lo scontro al vertice di Bruxelles su questo punto sara' duro. In pratica, ha detto Frattini, quello del sistema di voto e' il solo dei 92 punti sollevati nel negoziato Cig ancora completamente aperto. ''La presidenza non ha ritenuto di fare altre proposte finora, e non ritiene di farlo considerando che non ci sono proposte alternative'', ha detto Frattini.

Altrettanto intransigente di quella di Madrid, e con sfumature, di Varsavia, su questo punto e' ora, ma in direzione opposta, quella di Parigi e Berlino. I capi della diplomazia francese e tedesca, Dominique de Villepin e Joschka Fischer, si sono dichiarati del tutto ostili all'ipotesi di un rinvio della decisione sul sistema di voto a piu' tardi, con una 'clausola di rendez-vous' (appuntamento) al 2007-2009.

COSTITUZIONE SI', MA NON A OGNI COSTO - Dai paesi fondatori sono venuti a Bruxelles avvertimenti forti, forse anche in chiave tattica, a Spagna e Polonia, se si renderanno responsabili di un fallimento del vertice di Bruxelles, o ricercheranno a oltranza una diluizione della bozza costituzionale. ''O c'e' un buon trattato costituzionale, o non c'e' trattato'', ha ammonito Frattini: ''Questa presidenza - ha aggiunto - non accettera' compromessi al ribasso''.

D'altronde, ha detto il ministro, un rinvio delle decisioni alla prossima presidenza non cambierebbe granche', perche' ''il governo italiano neanche in futuro le accettera''': e su questa linea, ha precisato, ''c'e' un largo numero di paesi''. Parole simili sono venute anche da Fischer e de Villepin.

Lunedì 10 Febbraio 2003

Iraq: Francia e Germania protestano per esclusione da contratti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2003

ROMA - Proteste da Francia e Germania per la decisione del Pentagono di escludere i Paesi che si sono opposti alla guerra in Iraq -quindi anche la Russia- dalla suddivisione di 26 contratti principali per la ricostruzione del Paese occupato, per un valore complessivo di 18,6 miliardi di dollari, che saranno pubblicizzati nei prossimi giorni.

Per il Governo tedesco una decisione del genere ''sarebbe inaccettabile'', ha detto il portavoce governativo Bela Anda in una conferenza stampa a Berlino. ''Non sarebbe in linea con lo spirito di guardare insieme nel futuro e non nel passato'', ha aggiunto il portavoce il quale non ha voluto fare commenti su quali azioni il governo potrebbe prendere.

Il governo francese dal canto suo ha annunciato che sta esaminando se la decisione americana e' ineccepibile sotto il profilo legale. Fonti del governo Raffarin hanno spiegato che si valutera' in particolare se la rappresaglia decisa dal ministero americano della Difesa nei confronti dei tre paesi capofila del fronte anti-guerra sia ''compatibile'' con le norme del Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio.

Anche la Commissione Europea potrebbe essere chiamata dalla Francia a pronunciarsi sulla controversa decisione del Pentagono, che si e' concretizzata in una direttiva del 5 dicembre firmata dal vicesegretario alla Difesa Paul Wolfowitz.

Approfondimenti

IRAQ: FRATTINI, NON E' RESISTENZA, NON VOLTEREMO LE SPALLE

IRAQ: SOLDATO USA UCCISO A MOSSUL

IRAQ: NASCE UN TRIBUNALE SPECIALE PER I CRIMINI DI SADDAM

IRAQ: USA ESCLUDONO FRANCIA, GERMANIA E RUSSIA DA CONTRATTI

Iraq: Usa escludono Francia, Germania e Russia da contratti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2003

NEW YORK - I Paesi che si sono opposti alla guerra in Iraq - con in testa Francia, Germania e Russia - saranno esclusi dalla suddivisione di 26 contratti principali per la ricostruzione del Paese occupato, per un valore complessivo di 18,6 miliardi di dollari, che saranno pubblicizzati nei prossimi giorni. La decisione e' stata annunciata in un documento firmato dal vice-segretario alla difesa americano Paul Wolfowitz.

Alla ricostruzione potranno, invece, partecipare - secondo quanto ha stabilito il Pentagono - 63 Paesi che a vario titolo hanno fatto parte della coalizione che si e' impegnata anche militarmente in Iraq, con in testa Gran Bretagna, Italia e Spagna.

La scelta - che potrebbe avere nuove ripercussioni sui rapporti tra gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, la Russia e gli altri esclusi - e' stata giustificata da Wolfowitz spiegando che ''e' necessario, per la protezione degli interessi essenziali di sicurezza degli Stati Uniti, limitare la competizione per i contratti primari'' a societa' americane, dell'Iraq e dei partner della coalizione. I Paesi che si sono opposti alla guerra - ha spiegato il Pentagono - potranno competere solo per i subappalti.

Afghanistan: sei bambini uccisi in raid aereo, esercito Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2003

KABUL - Sei bambini sono stati uccisi durante un'azione delle forze armate statunitensi in una localita' dell'Afghanistan orientale. Lo ha riferito oggi un portavoce dell'esercito statunitense. E' la seconda volta in una settimana che diversi civili muoiono durante un'azione americana contro taleban e presunti militanti del gruppo terroristico di Al Qaida.

I corpi dei sei bambini sono stati ritrovati, insieme a quelli di due adulti, sabato dopo un attacco compiuto nella notte precedente dall'aviazione e da truppe di terra americane contro una localita' non lontana dalla citta' di Gardez, nell'est dell'Afghanistan, dove si ritiene che si nasconda il militante taleban Mullah Jalani, ha precisato il colonnello Bryan Hilferty.

''Quando siamo arrivati - ha aggiunto il portavoce a Kabul - abbiamo scoperto i corpi di sei bambini e di due adulti sotto un muro crollato''. L'ufficiale ha detto di non sapere per quali cause il muro fosse crollato. Ieri lo stesso portavoce aveva ammesso che nove bambini ed un adulto erano stati uccisi per errore durante un raid compiuto sabato contro un altro esponente taleban nella provincia di Ghazni, sempre nell'est del paese.

Bankitalia. Debito a ottobre a 1.406.142 milioni di euro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/12/2003

Il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato in ottobre a 1.406.142 milioni di euro, in calo rispetto al dato record di settembre di 1.411.973.

E' quanto risulta dal supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia pubblicato oggi. Il calo era stato già previsto nel Bollettino diffuso dalla Banca d'Italia il 19 novembre.

India, assolda tre killer e fa decapitare la figlia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/12/2003

La giovane era fuggita di casa con un domestico

Dopo averla fatta abortire, il padre l'ha portata in viaggio con un pretesto. Ad attenderli sul treno, come da accordi, c'erano i tre sicari

Un padre indiano ha assistito alla decapitazione della figlia da parte di tre sicari da lui stesso pagati. L'uomo, Vijay Kumar, che e' poi stato arrestato, voleva punire la giovane Renu per essere fuggita con un domestico e averlo sposato.

La giovane donna era tornata a casa incinta di sei mesi. Ma il padre l'ha obbligata ad abortire. Poi l'ha portata con se' per un viaggio in treno. Ad attenderli nello scompartimento c'erano i tre killer, assoldati per 40mila rupie (circa 890 dollari). I sicari hanno legato la giovane e l'hanno decapitata, gettando poi la testa dal finestrino per confondere le indagini, ha riferito la polizia dello stato indiano dell'Uttar Pradesh.

Il Papa e il dolore umano

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/12/2003

Papa: Dio non e' indifferente nei confronti del dolore umano [1]

Pontefice legge discorso e augura a pellegrini buon Natale

Dio non e' indifferente alle vicende umane ma 'si schiera dalla parte dei giusti e delle vittime', ha detto il Papa. Poi, il Pontefice, che e' apparso in forma discreta e ha letto parte del discorso in italiano e fatto i saluti nelle consuete lingue straniere, ha augurato buon Natale ai pellegrini. /writer

Papa: Dio demolisce imperi oppressivi [2]

Il Signore "interviene e demolisce gli imperi prepotenti e oppressivi, abbatte gli orgogliosi che lo sfidano, giudica quanti perpetrano il male". Giovanni Paolo II, oggi impegnato nell'udienza del mercoledì, cita il Salmo 10,7 e l'Apocalisse per descrivere "questa irruzione di Dio nella storia", ricordando "il terribile intervento divino nei confronti di Babilonia, sradicata dalla sua sede e scaraventata nel mare".

Il crollo della Babilonia imperiale, "la città della malizia e dell'oppressione, simbolo della persecuzione scatenata nei confronti della Chiesa" è una immagine che, spiega il Papa, ci ricorda che "Dio si rende presente nella storia, schierandosi dalla parte dei giusti e delle vittime, proprio come dichiara l'Apocalisse e come spesso si ripete nel canto dei Salmi. "La nostra preghiera, allora - è la conclusione del Pontefice - deve soprattutto invocare e lodare l'azione divina, la giustizia efficace del Signore, la sua gloria ottenuta col trionfo sul male".

Papa: Dio demolisce imperi oppressivi [3]

Il Papa ha concluso la Catechesi dell' udienza generale del mercoledì augurando ai presenti nell'Aula Paolo VI,circa 6 mila pellegrini,'Buon Natale'. Il Pontefice, in discreta forma, ha commentato un brano dell'Apocalisse: 'Il Signore interviene e demolisce gli imperi prepotenti e oppressivi, abbatte gli orgogliosi che lo sfidano, giudica quanti perpetrano il male. Dio- ha detto- si rende presente nella storia, schierandosi dalla parte dei giusti e delle vittime.La nostra preghiera deve invocare e lodare l'azione divina'.

Martedì 11 Febbraio 2003

Societa' dell'informazione, due giorni per decidere il futuro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/12/2003

Il summit mondiale di Ginevra

A dieci anni dall'avvento di Internet i governi mondiali si interrogano sul 'digital divide'

Ginevra si trasforma in capitale mondiale dell'informazione. In Svizzera si sono dati appuntamentooltre 12 mila delegati di governo di 174 paesi per il summit della societa' dell'informazione.

A dieci anni dall'avvento di Internet il consesso planetario sulla comunicazione e i suoi codici si interroga sull'opportunita' che le nuove tecnologie possono fornire ai popoli se distribuite in modo equo e democratico.

Altrimenti il 'pianeta globale' rischia di trasformarsi in una pericolosa arma di discriminazione - il digital divide. Il Vertice si prefigge di indicare la strada da percorrere con l'approvazione, venerdi' prossimo, di due documenti.

Una dichiarazione di principi ed un piano d'azione che mira a ''trasformare il divario digitale in un'opportunita' digitale'', a rendere sicura la 'rete' e fare delle tecnologie uno strumento di sviluppo e di 'buon governo'.

Tali documenti sono la Magna Carta, la Costituzione della societa' dell'informazione a livello mondiale. La strada da percorrere sara' lunga: meno del 3% degli Africani hanno infatti accesso alle telecomunicazioni.

Un africano su 39 dispone di un telefono fisso e solo uno su 160 utilizza Internet. Il divario digitale e' inoltre ''multiplo''ma e' presente anche ad altri livelli come quello del contenuto. Buona parte dell'informazione su Internet e' molto lontana dai bisogni della popolazione e siccome il 70% dei siti Web utilizzano l'inglese, il punto di vista delle collettivita' locali rischia di essere soffocato.

Ci sono ancora alcuni punti di dissidio tra i vari paesi partecipanti. I negoziati che hanno preparato il Vertice non hanno tuttavia consentito di giungere ad un'intesa concreta su due punti importanti, l'amministrazione di Internet e la creazione di un Fondo di solidarieta' digitale destinato a finanziare lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione.

Per entrambi e' stato deciso di incaricare il Segretario generale dell'Onu Kofi Annan di formare appositi gruppi di lavoro e di formulare proposte in vista della seconda fase del vertice, in programma a Tunisi nel 2005. Altro punto di attrito sono stati i media. Alcuni Paesi quali la Cina hanno tentato di minimizzare lo spazio dedicato alla stampa nei documenti del vertice.

A trattive concluse, ai media e' dedicato un'intero capitaletto che ribadisce il loro ruolo chiave nella liberta' di espressione e nella pluralita' dell'informazione e che incoraggia lo sviluppo di legislazioni nazionali che garantiscano l'indipendenza e la pluralita' dei media .

Mercoledì 12 Febbraio 2003

Rai. L'azienda e la produzione firmano: risoluzione di contratto per Raiot. Cattaneo: nessuna censura

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/12/2003

"La Rai e la società Studiouno hanno risolto consensualmente il contratto per la produzione di Raiot verificata l'impossibilità oggettiva per la prosecuzione del programma. Le due società esprimono reciproca soddisfazione per l'accordo". In un comunicato della Rai la conclusione della vicenda Raiot, la strasmissione di Sabina Guzzanti al centro di polemiche e di un duro scontro politico.

Alla vigilia della puntata d'esordio, la Guzzanti aveva detto che non avrebbe accettato tagli e censure, e anche oggi sull'Unità ha ribadito che "non possiamo essere sottoposti a censura preventiva perché è illegale".

Nessuna censura, a primavera si tornerà a lavorare con i produttori di Raiot, magari coi Guzzanti, replica dalle pagine del Corriere della Sera il direttore generale RAI Flavio Cattaneo, per il quale "di satira, comunque, in Rai ce n'è in abbondanza" (Fazio, Albanese, Crozza, Blob, i prodotti della Dandini...) e di informazione anche (Vespa, Socci, Floris, Primo piano su Raitre, Tg2 dossier, Tv7, Speciale Tg1). A Santoro, invece, dice Cattaneo, "abbiamo avanzato recentissime proposte, anche per farlo tornare in video", "abbiamo avuto contatti civili, anzi cordiali. Ora aspettiamo una risposta". Sul 'Fatto' di Biagi votato come miglior programma di 50 anni di Rai, il dg risponde "si tratta di un giudizio legato al passato. Io penso al presente e al futuro".

Passiamo all'azienda -prosegue Cattaneo- Dal 21 settembre al 6 dicembre Raiuno ha recuperato la leadership su Canale 5, non accadeva dal 2000. Bonolis ha superato Striscia : mai avvenuto. Raidue e Raitre vincono su Italia 1 e Rete 4. Il Tg1 ha regolarmente la meglio sul Tg5 . La raccolta pubblicitaria e' in crescita, chiuderemo il 2003 con un -3% rispetto al 2002 contro una previsione del -9,9% di aprile. L'utile 2003 per la Rai Spa sarà di 20 milioni di euro e di 50 milioni in termini di consolidato di gruppo. E' una Rai -commenta Cattaneo- vittima del conflitto di interessi, questa?.

Venerdì 14 Febbraio 2003

Le reazioni nel mondo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

IRAQ: SADDAM; ISRAELE COMPIACIUTO, SILENZIO PALESTINESI

IRAQ: SADDAM;FRATTINI,SORTE DECISA DA COMUNITA'INTERNAZIONALE

IRAQ: SADDAM; BERLUSCONI, ORA VOLTARE PAGINA

ROMA - La notizia della cattura di Saddam Hussein a Tikrit ha suscitato grande soddisfazione tra i principali leader politici mondiali.

Saddam Hussein e' stato catturato e sara' ora messo di fronte alla giustizia che il deposto dittatore ''aveva negato a milioni di iracheni''. Lo ha detto il presidente americano George W. Bush che in un breve discorso ha trasmesso due messaggi: uno al popolo iracheno, che il tempo della paura e' passato; e uno al popolo americano, che il tempo della violenza in Iraq non e' finito e che la missione che continua resta pericolosa. La cattura di Saddam segna ''la fine della strada'' per il deposto dittatore: i suoi irriducibili non potranno piu' tornare a gestire il potere in modo corrotto come avevano fatto. Ma - ha aggiunto Bush - non segna ''la fine della strada'' della lotta contro le forse del terrorismo.

''Ho esultato alla notizia, ho pensato a parole come pace e riconciliazione, democrazia e sviluppo. Ho pensato all' Iraq, ma anche alla Palestina e ad Israele dove si fanno largo tendenze, benedette, ad accelerare, ma sempre e solo con garanzie assolute di sicurezza, i tempi del ritiro dai territori occupati nel '67''. Questo il commento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che ha telefonato al presidente americano Bush per congratularsi con lui a nome di tutto il governo italiano.

In una dichiarazione diffusa da Downing Street il premier britannico Tony Blair afferma: ''saluto con grande soddisfazione la cattura di Saddam Hussein la scorsa notte'' e lodo ''il lavoro dei servizi segreti e dei militari della coalizione'' che ha portato alla cattura del rais. 'E' una buonissima notizia per il popolo iracheno che rimuove l'ombra che per troppo tempo e' rimasta su di loro dell'incubo di un ritorno del regime di Saddam. La paura ora e' stata eliminata. La cattura da' anche l'opportunita' ad una corte irachena di processare Saddam per i suoi crimini contro il popolo iracheno. E da' a noi l'opportunita' di fare un passo in avanti in Iraq'. In particolare, afferma ancora il premier britannico, ''faccio appello alla comunita' sunnita e agli ex funzionari del partito Baath perche' colgano l'opportunita' per la riconciliazione. Ora dovremmo cercare di unire tutto l'Iraq nella ricostruzione del Paese per un nuovo futuro''.

Il presidente francese, Jacques Chirac ''si rallegra per l'arresto di Saddam Hussein'', che rappresenta un ''evento di grande importanza che dovrebbe contribuire fortemente alla democratizzazione e alla stabilizzazione dell'Iraq''.

Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder si e' congratulato con il presidente americano George Bush per la cattura del deposto leader iracheno, auspicando che cio' possa favorire la ricostruzione e la stabilizzazione dell'Iraq.

L'arresto di Saddam Hussein e' stato accolto positivamente dal ministro degli esteri russo, Igor Ivanov, in quanto potra' contribuire al miglioramento delle condizioni disicurezza in Iraq e rendere piu' facile un processo di soluzione politica nel Paese, ''con il contributo dell'Onu''. Ivanov ha anche sottolineato che secondo Mosca il destino del rais ''deve essere deciso dal popolo iracheno''.

Quella di oggi e' ''una giornata molto importante per il popolo iracheno''. Cosi' l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera Javier Solana ha commentato l'arresto di Saddam Hussein. ''La cattura di Saddam Hussein - dovrebbe contribuire alla stabilita' del paese e all'accelerazione della sua ricostruzione e democratizzazione''.

Israele ha reagito con grande compiacimento alla cattura dell'ex presidente iracheno. ''Questo evento - ha detto il capo dello stato israeliano, Moshe Katsav - dischiude un raggio di speranza per il mondo libero, impegnato in una guerra per garantire il diritto a vivere senza la minaccia del terrorismo''.

'Un grande giorno per il popolo iracheno e per l'umanita' intera'': cosi' ha commentato oggi il ministro spagnolo degli Esteri, Ana Palacio, la notizia dell'arresto di Saddam Hussein da parte delle forze militari americane a Tikrit. Palacio, comparendo oggi a Madrid in una conferenza stampa con i responsabili del governo provvisorio iracheno, ha detto che ''stiamo vivendo un momento emozionante''.

Iraq: Saddam; Israele compiaciuto, silenzio palestinesi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

Aperto compiacimento fra i dirigenti israeliani, significativo silenzio dei leader palestinesi, diffuso desiderio di rivincita nei Territori: questi i sentimenti prevalenti in Medio Oriente alla notizia della cattura dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein. Secondo il presidente israeliano Moshe Katsav e il ministro della difesa Shaul Mofaz, la giornata odierna segna ''una vittoria per il mondo libero'' e nella lotta al terrorismo. E il premier Ariel Sharon in una telefonata a Bush gli ha espresso compiacimento ''per la riuscita operazione delle forze di coalizione, che ha reso possibile ca cattura del tiranno''. Da Gaza, dirigenti della Jihad islamica e del Fronte popolare per la liberazione della Palestina avvertono pero' che l'episodio avra' effetto di breve durata e prevedono che ''il popolo iracheno fara' pagare un alto prezzo agli invasori Usa''. Secondo il generale Amos Ghilad, un consigliere del premier Ariel Sharon, la cattura di Saddam ''rappresenta un duro colpo, che avra' ripercussioni pratiche e morali'' sui sostenitori di Saddam. Ma sul terreno - avverte Amatzia Baram, uno studioso di questioni irachene della universita' di Haifa - la tensione restera'. ''L'opposizione armata alle forze di occupazione - rileva Baram - dispone di armi, denaro, sostenitori e sfrutta il malumore generato dalla presenza Usa''. Anche senza Saddam, agiscono in Iraq elementi del 'Wahabismo' sunnita radicale - nota Baram - che mantengono legami sia con i sostenitori di Saddam sia con gli infiltrati stranieri (siriani, giordani, yemeniti) ''affiliabili ad al-Qaida''. ''Comunque - rileva il colonnello della riserva Shimon Boyarsky, ex dirigente dell'intelligence militare - dopo la vittoria militare convenzionale di aprile, gli americani hanno registrato ieri una netta vittoria anche nella seconda fase della guerra: quella caratterizzata dalla guerriglia''. Adesso inizia il difficile lavoro di ricostruzione, del passaggio graduale del potere dai sunniti agli sciiti. Ma questo processo non racchiude nuovi pericoli per Israele, dato che gli sciiti dell'Iraq potrebbero cooperare con quelli dell'Iran? La risposta - prevede Yaakov Amidror, un altro ex dirigente dell'intelligence militare israeliano - e' negativa. ''Si tratta di due gruppi di sciiti molto diversi, e anche spesso rivali fra loro. L'Iraq sara' impegnato a lungo nella ricostruzione del paese, e c'e' da pensare che anche dopo la loro partenza gli americani si lasceranno dietro forze di controllo e di ispezione''. Quali allora le ripercussioni per Israele dopo la neutralizzazione di Saddam? Secondo Boyarsky e' prevedibile che quanto piu' gli Stati Uniti riusciranno a stabilizzare la situazione in Iraq, tanto piu' torneranno a dedicare attenzione al conflitto israelo-palestinese. LA RESISTENZA PROSEGUIRA', PREVEDONO I PALESTINESI - Agli occhi dei palestinesi ''la cattura di Saddam rappresenta una ulteriore umiliazione per tutti i leader arabi'', ha spiegato all'Ansa Nafiz Azzam, un portavoce della Jihad islamica. ''Il loro silenzio non e' giutificato'', ha aggiunto. Ma Azzam ha fiducia nel popolo iracheno che ''fara' pagare un duro prezzo agli occupanti americani''. Anche i palestinesi di estrazione marxista, come Said al-Ghoul (Fplp), prevedono che ''la resistenza proseguira', perche' non e' legata a una persona sola''. ''I prossimi giorni - secondo Al-Ghoul - dimostreranno che Saddam non aveva un ruolo rilevante nella resistenza. E per Bush sara' un successo solo temporaneo, perche' resta ancora molto tempo prima delle presidenziali del 2004''.

Iraq: Saddam; Frattini, sorte decisa da comunita'internazionale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

ROMA, 14 DIC - Sara' la Comunita' internazionale a decidere quale sara' il destino giudiziario di Saddam Hussein. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, avvicinato a margine di una tavola rotonda a Roma sul dialogo euromediterraneo. ''Qualcuno - ha detto il ministro - ha osservato oggi come il Tribunale penale internazionale non avrebbe giurisdizione su Saddam Hussein in quanto l' Iraq non ha ratificato il Trattato, ma al di la' delle questioni giuridico-burocratiche credo si tratti duna decisione politica'', ha proseguito il ministro. ''Dobbiamo dimostrare davanti a tutto il mondo - ha detto ancora - chi e' Saddam Hussein, quali responsabilita' ha verso la storia, dove sono finite le centinaia di migliaia di persone che ha fatto uccidere''. ''Credo - ha rilevato il ministro - che tutto il mondo democratico abbia gioito. Oggi cade un dittatore che aveva dato un grande supporto al terrorismo, che era ormai uno dei simboli piu' deleteri del terrorismo. Oggi e' una giornata di soddisfazione per tutto il mondo democratico e credo che questo debba rafforzare ancora di piu' la nostra volonta' molto chiara di restituire il potere al popolo iracheno. L' esultanza degli iracheni - ha sottolineato Frattini - ci conforta in questo. Credo - ha concluso - che sia stato dato un colpo fondamentale alla guerriglia, che non ha piu' il suo simbolo. Quella statua abbattuta si traduce oggi nella cattura della persona fisica, che non definisco una persona umana perche' ha fatto troppo male al mondo''.

Iraq: Saddam; Berlusconi, ora voltare pagina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

'Trovata l'arma di distruzione di massa, ora si puo' e si deve voltare pagina', dice al Foglio il presidente del Consiglio, commentando a caldo la notizia del giorno. Per Silvio Berlusconi 'il primo auspicio e' che la cattura di Saddam Hussein, di per sé un atto di giustizia di cui la coalizione dei volenterosi e il mondo intero non possono che gioire, aiuti quella svolta alla quale gli Stati Uniti e i loro alleati lavorano dal giorno della liberazione di Baghdad'. La svolta di cui parla Berlusconi consiste di due elementi: 'La sconfitta del terrorismo e della paura, di cui il terrore e' figlio, e l'avvio delle procedure per il trasferimento dei poteri, nei tempi giusti, alle autorita' irachene. Ma non basta'. Per il premier l'obiettivo piu' importante e' quello, strategico, di 'dare radici alla democrazia nel medio oriente, realizzare un sogno di civilta' con mezzi umani e di ragione. Bisogna frustrare i rinfocolatori di guerra e aiutare, sostenere senza risparmio di energie e di mezzi, chi lavora per una pace costituzionale e per la convivenza multietnica e multireligiosa in quell'area tormentata dai fumi del terrore e del fanatismo. La ricostruzione irachena deve avere questo significato, prendere questo indirizzo, sarebbe negativo se una parte dell'Unione europea e la Russia ne stessero ai margini'. Il presidente del Consiglio -scrive il Foglio - non e' affatto deluso dall'esito infelice del negoziato costituzionale a Bruxelles, lo ha preso con realismo, ed e' convinto che adesso, con questo 'colpo' di valore epocale da parte dell'amministrazione americana, in cooperazione con le forze della resistenza antisaddamita sul terreno, 'si puo' impostare un nuovo inizio che sani le ferite tra la nuova e la vecchia Europa. Ma ci vuole impegno di risorse, di uomini, di coraggio e di disponibilita' alla grande avventura dell'espansione della democrazia nel mondo, come valore in sé e come garanzia di pace e sicurezza per tutti. Ho esultato alla notizia, ho pensato a parole come pace e riconciliazione, democrazia e sviluppo. Ho pensato all'Iraq, ma anche alla Palestina e ad Israele, dove si fanno largo tendenze benedette ad accelerare, ma sempre e solo contro garanzie assolute di sicurezza, i tempi del ritiro dai territori occupati nel ¿67'. Berlusconi sta lavorando a riunire in un libretto i suoi discorsi parlamentari sulla crisi irachena, e pensa che sia necessario 'un nuovo pensiero europeo sulla crisi seguita all'11 settembre'. Javier Solana, secondo il premier, 'ha gia' scritto almeno in parte il primo capitolo, riflettendo sulla strategia preventiva di annientamento del pericolo del terrorismo e della proliferazione delle armi di sterminio. E c'e' piena sintonia con quanto avevo cercato di fare prima della guerra di liberazione, nella discussione alle Camere e in altre sedi, prima di tutto nei Consigli europei'. Aggiunge che 'c'e' un solo modo per curare le ferite d'Europa, ed e' questo: ristabilire il principio secondo cui i vincitori dei totalitarismi del Novecento restano uniti di fronte ai fanatismi totalitari del XXI secolo. Nella lotta per la liberta' e per l'espansione della democrazia ci deve essere un polo euro-atlantico unito, e le giuste procedure del multilateralismo non devono incrinare questa unita'. Le Nazioni Unite, riformate e rilanciate dopo la grande crisi del 2003, sono chiamate a suggellare questa unita', che procede direttamente dai principi della Carta Atlantica, ed e' sulla base di questa unita', inglobando anche la Francia e la Germania, che si puo' rilanciare il multilateralismo, allargare la coalizione delle democrazie per la democrazia. Anche la questione russa, dopo le elezioni della quarta Duma, dipende dalla capacita' di integrazione e rassicurazione che un polo euro-atlantico unito puo' mettere in campo'.

Saddam catturato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

IRAQ: SADDAM, DALLA CADUTA DEL REGIME ALLA CATTURA

IRAQ: SADDAM; PROCESSABILE PER CRIMINI GUERRA, ESPERTO GB

IRAQ: SADDAM; TRIBUNALE CERCASI, COME SARA' PROCESSATO

IRAQ: SADDAM, SONO STATO UN LEADER FERMO MA GIUSTO

IRAQ: SADDAM HUSSEIN, L'UOMO CHE L'AMERICA AMAVA ODIARE

IRAQ: SADDAM HUSSEIN, UNO DEI LEADER PIU' LONGEVI

IRAQ: SADDAM, NEL MAZZO RESTANO SOLO 14 CARTE

IRAQ: SADDAM; CHE COS'E' IL TEST DEL DNA

IRAQ: SADDAM, PER 35 ANNI IL SUO PUGNO DI FERRO SU PAESE

TEHERAN - Saddam Hussein e' stato catturato all'alba mentre dormiva nascosto in una cantina di un'abitazione di Tikrit, sua citta' natale, in un blitz congiunto delle forze americane e dei pershmerga curdi.

'Ora si puo' guardare al futuro', ha detto in un conferenza stampa il generale Sanchez, comandante delle forze di coalizione. La cattura, ha spiegato, e' avvenuta con 600 uomini che non hanno sparato un solo colpo. Saddam era irriconoscibile: barba lunga e grigia, volto stanco. La prova definitiva della sua identita' e' stata fornita dal Dna e avvalorata da Tareq Aziz, ex ministro degli esteri. In tv e' apparsa l'immagine del rais, prima e dopo essere stato rasato e durante una visita medica.

Ahmad Chalami, uno dei piu' influenti membri del congresso iracheno, ha detto che Saddam sara' consegnato al popolo perche' venga processato nel Paese.

Saddam ''appare piuttosto stanco e tirato ma non e' pentito ed e' arrogante'' come al solito, ha detto Adnan Pachachi, uno dei membri piu' in vista del Consiglio di governo transitorio, dopo aver incontrato l'ex leader iracheno insieme ad altri esponenti del Consiglio.''Ha cercato di giustificare i suoi crimini in un modo o nell'altro e ha detto di essere stato un uomo di governo giusto ma fermo''. ''Gli abbiamo risposto che e' stato un leader ingiusto perche', a causa dei suoi crimini, e' stato responsabile della morte di migliaia di persone''.

Le unita' che hanno catturato Saddam Hussin a Tikrit sono le stesse che erano riuscite ad arrestare in agosto il vicepresidente iracheno Taha Yassin Ramadan a Mossul, ha riferito un alto responsabile dell'Unione patriottica del Kurdistan (Puk).

Il presidente George W. Bush e' stato informato, gia' ieri sera, dal segretario alla difesa Donald Rumsfeld della presunta cattura di Saddam Hussein.

Fonti del pentagono affermano che la cattura di Saddam non significa automaticamente la fine della guerriglia in Iraq, anche se puo' contribuire a frenare l'azione degli irriducibili del deposto regime.

L'arresto del Rais potrebbe essere stato innescato da una soffiata di qualcuno che voleva intascare la taglia di 25 milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti, oppure da una faida di potere al vertice della resistenza irachena. Sono due delle ipotesi che circolano a Washington.

Iraq: Saddam, nel mazzo restano solo 14 carte

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

Con la cattura di Saddam Hussein sono quattordici - erano 55 in origine - gli esponenti del regime bahatista ancora liberi. Dei ''super-ricercati'', 52 erano stati associati alle carte di un mazzo da poker, nelle quali l' asso di picche era stato riservato al rais. Questi gli esponenti del vecchio regime ancora in liberta', il numero con il quale erano stati inseriti nell' originario elenco e la carta alla quale ciascuno era stato accostato.

- 6. Ezzat Ibrahim al Douri - vicepresidente del Consiglio del

comando della rivoluzione. Re di fiori.

- 7. Hani al Latif Tilfah al Tikriti - direttore delle forze

speciali della sicurezza. Re di cuori.

- 14. Seifeddin Fulayyih Hasan Taha al Rawi - capo di stato

maggiore della Guardia repubblicana. Fante di fiori.

- 15. Rafi Abdel Latif Tilfah - direttore sicurezza generale.

Fante di cuori.

- 16. Taher Jalil Habbush al Tikriti - direttore dei servizi di

informazione. Fante di quadri.

- 21. Rukan Razuki Abd al Ghafar Sulayman al Tikriti - capo

dell'ufficio degli affari tribali. Nove di picche.

- 36. Sabawi Ibrahim Hassan - fratellastro e consigliere del

presidente. Sei di quadri.

- 40. Abd al Baqi Abd al Karim Abdallah - capo del Baath per

la regione di Diala. Cinque di quadri.

- 41. Muhammad Zimam Abd al Razzak - capo del Baath per la

regione di Tamin. Quattro di picche.

- 44. Yahya Abdallah al Ubaidi - capo del Baath di Bassora.

Quattro di quadri.

- 45. Nayif Shindakh Thamir - ex capo del Baath per il

governatorato di Salaheddin. Tre di picche.

- 48. Mohsen Khadr al Khafaji - capo del Baath per il

governatorato di Qadissiyah. Tre di quadri.

- 49. Rashid Taan Kazem - capo del Baath per la regione di Al

Anbar. Due di picche.

- 54. Khamis Sirhan al-Muhammad - capo del Baath per il

governatorato di Kerbala.

Iraq: Saddam, sono stato un leader fermo ma giusto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

Saddam Hussein ''appare piuttosto stanco e tirato ma non e' pentito ed e' arrogante'' come al solito. Lo ha detto Adnan Pachachi, uno dei membri piu' in vista del Consiglio di governo transitorio, in una conferenza stampa, dopo aver incontrato l'ex leader iracheno per circa mezzora insieme ad altri esponenti del Consiglio. Saddam, ha dichiarato ancora Pachachi, ''ha cercato di giustificare i suoi crimini in un modo o nell'altro e ha detto di essere stato un uomo di governo giusto ma fermo''. ''Gli abbiamo risposto che e' stato un leader ingiusto perche', a causa dei suoi crimini, e' stato responsabile per la morte di migliaia di persone''.

Iraq: Saddam, dalla caduta del regime alla cattura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

Sono intercorsi nove mesi e quattro giorni dalla caduta del regime di Saddam Hussein alla cattura del rais, avvenuta la scorsa notte a Tikrit: nove mesi caratterizzati da guerra, guerriglia, violenze e tentativi di normalizzazione. Ecco i principali avvenimenti che si sono succeduti in questo periodo.

9 APR: Le forze americane assumono il controllo di gran parte della capitale Baghdad. Una gigantesca statua di Saddam nel centro della citta' viene abbattuta. Il rais scompare assieme ai principali esponenti del suo regime. 11 APR: Caduta anche di Mossul e di Kirkuk, due delle principali citta' del nord. - 1 MAG: Il presidente americano George W. Bush proclama ufficialmente la fine delle ostilita'. - 6 MAG: Bush nomina Paul Bremer capo dell'amministrazione civile americana dell'Iraq. Bremer sostituisce Jay Garner. - 22 MAG 2003: il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva la risoluzione che abolisce le sanzioni civili all'Iraq decretate nell'agosto 1990. - 18 GIU: Viene catturato il segretario di Saddam, Abid Hamad Mahmud Al-Tikriti, asso di quadri nell'elenco dei 55 super ricercati del Pentagono. - 3 LUG: Gli Stati Uniti pongono una taglia di 25 milioni di dollari su Saddam Hussein. - 4 LUG: Al Jazira trasmette una cassetta audio con la voce di Saddam in cui l'ex rais dice di essere in Iraq ed esorta il popolo alla resistenza. - 6 LUG: Bremer autorizza la creazione di un Consiglio di governo transitorio. - 13 LUG: Si insedia a Baghdad il Consiglio del governo iracheno. Ne fanno parte 25 rappresentanti. - 22 LUG: Con un raid a Mossul, l'esercito americano uccide i due figli maggiori di Saddam, Uday e Qusay, dopo uno scontro a fuoco con gli uomini asserragliati nella casa-rifugio. - 7 AGO: Un'autobomba esplode davanti alla sede dell'ambasciata di Giordania a Baghdad. Nella strage muoiono 14 persone. - 14 AGO: il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva una risoluzione che saluta l'insediamento del governo provvisorio e da' via libera a una missione di assistenza delle Nazioni Unite. - 19 AGO: A Baghdad, un camion bomba e' lanciato contro l'Hotel Canal, che ospita il quartier generale dell'Onu. Nell'attentato muoiono 22 persone, tra cui il rappresentante speciale Onu per l'Iraq Vieira de Mello. - 21 AGO: Catturato Ali Hassan al Majid, noto come Ali' il chimico, consigliere e cugino di Saddam Hussein (re di picche e numero cinque) del mazzo di carte. - 29 AGO: A Najaf, un'autobomba esplode durante la preghiera del venerdi'. Nell'esplosione restano uccise almeno 80 persone tra cui l'ayatollah Mohammad Baqr al Hakim, capo spirituale del Supremo consiglio per la rivoluzione islamica in Iraq (Sciri). - 3 SET: Si insedia il Consiglio di governo provvisorio. Il contingente polacco assume il controllo di cinque province del sud. - 20 SET: In un agguato a Bagdhad viene ferita gravemente con Akila al Hachimi, esponente sciita del Consiglio di governo transitorio. La donna muore il 26. - 12 OTT: Autobomba contro il Baghdad Hotel, nel cuore della capitale. I morti sono otto, tra cui il kamikaze. - 16 OTT: Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu approva una risoluzione che invita il Consiglio di governo a sottoporre entro il 15 dicembre al Consiglio di Sicurezza un calendario per l'adozione di una nuova costituzione. - 23-24 OTT: Conferenza dei donatori a Madrid. Vengono promessi 33 miliardi di dollari per la ricostruzione. - 27 OTT: Catena di attentati all'autobomba a Baghdad, tra cui uno contro la sede della Croce Rossa, con un bilancio di 43 morti e oltre 200 feriti. - 2 NOV: Elicottero americano abbattuto a Fallujia. Morti 16 militari Usa. - 7 NOV: Un secondo elicottero americano viene abbattuto nei pressi di Tikkrit. Sei militari Usa che rimangono uccisi. - 12 NOV - Attentato suicida contro la base del contingente italiano a Nassiriya: 17 militari italiani e due civili rimangono uccisi, oltre a nove civili iracheni. - 27 NOV: Visita a sorpresa a Baghdad del presidente Bush che consuma con le truppe americane il pranzo del Thanksgiving Day. - 29 NOV: Sette agenti segreti spagnoli vengono uccisi a sud di Baghdad. Uccisi dalla guerriglia nei pressi di Tikrit anche due diplomatici giapponesi. - 9 DIC: Il Giappone decide di inviare un proprio contingente in Iraq. - 10 DIC: Il governo provvisorio iracheno decide la creazione di un Tribunale speciale per giudicare i crimini di Saddam. - 13 DIC: Saddam Hussein e' catturato a Tikrit.

Iraq: Saddam; processabile per crimini guerra, esperto Gb

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2003

Saddam Hussein potrebbe essere processato per crimini di guerra, tortura, uso indiscriminato della forza, aggressioni a civili, presa di ostaggi, maltrattamento di prigionieri di guerra. E' questa l'opinione del giurista britannico Antony Aust, ex consulente del governo di Londra e docente di legge presso la London School of Economics. Il professore ritiene invece piu' complesse da sostenere incriminazioni per genocidio in relazione al trattamento dei curdi e aggressione per l'invasione del Kuwait. ''Il genocidio, per ragioni tecniche, e' difficile da provare. Viene definito nella Convenzione di Ginevra del 1948, ma la definizione e' breve e non ben formulata. E non e' facile dimostrare l'intenzione di cancellare un intero popolo'', ha detto. ''Anche l'aggressione e' difficile da provare. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non ha definito l'invasione del Kuwait un'aggressione. Ha parlato di violazione della pace internazionale e della sicurezza, ma non ha detto che e' stata un'aggressione'', ha spiegato Aust il quale ha inoltre sottolineato che la nuova Corte Criminale Internazionale, non riconosciuta dagli Usa, ha soltanto giurisdizione per i crimini commessi dopo la sua creazione nel luglio 2002. ''Saddam quella data, ma la maggior parte li ha commessi nei precedenti trenta anni''.