DEI RICCHI

2003 - Giugno - Settimana 2

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Indice dei giorni


11/06/2003 * 12/06/2003 * 13/06/2003 * 14/06/2003 *

Mercoledì 11 Giugno 2003

Medio Oriente. Sharon: 'Colpiremo ancora i terroristi'. Attesa e paura per la vendetta di Hamas

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/06/2003

Il giorno dopo il fallito blitz aereo a Gaza contro uno dei leader politici di Hamas, Abdel Aziz Rantisi, e a poche ore dalla condanna espressa dalla Casa Bianca e dalla comunità internazionale per il raid degli Apache israeliani, il premier israeliano torna a riaffermare la volontà di "colpire i terroristi". Fonti dell'intelligence israeliana, intanto, avvertono: abbiamo oltre una cinquantina di segnalazioni di possibili attacchi terroristici nelle prossime ore, la metà affidati a uomini di Hamas.

In un'intervista a Yediot Ahronot, Sharon spiega: "Ho detto al presidente George Bush e al premier palestinese Abu Mazen che sono disposto a compiere numerosi compromessi e ad accettare concessioni, pur di raggiungere un accordo politico. Ma su una questione - precisa - non ci possono essere rinunce: che cittadini israeliani vengano colpiti".

Secondo il giornale, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Sharon è stata l'uccisione di una coppia di israeliani alla periferia di Gerusalemme, pochi giorni fa: "Il corpo della donna è stato squartato con una scure - ha esclamato Sharon - Queste cose devono cessare. Non siamo disposti ad accettare continui attentati terroristici e proseguire al tempo stesso i contatti con l'Anp, come fecero governi israeliani passati".

Il raid degli elicotteri israeliani a caccia di Rantisi è stato qualificato dal premier palestinese Abu Mazen come "un atto di terrorismo". Dure critiche a Sharon sono state mosse anche dalla opposizione laburista, che ha invocato la convocazione d'urgenza della Commissione parlamentare per la sicurezza e la difesa. Aspre critiche sono state espresse anche dal Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Bush, Condoleezza Rice, in una telefonata notturna a Dov Weisglass, uno stretto collaboratore di Sharon.

Medio Oriente. Dura condanna della Casa Bianca per l'attacco contro Rantissi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/06/2003

Con toni inslitamente duri, Washington ha condannato l'attacco israeliano contro uno dei leader di Hamas, Abdel Aziz Rantissi. Il portavoce della Casa Bianca, Ari Fleisher, non ha nascosto il timore che un'iniziativa simile comprometta l'applicazione della 'roadmap' verso la pace preparata da Usa, Ue, Russia e Onu.

Non credo che l'attacco contro Rantissi "gioverà alla sicurezza israeliana" ha detto Bush, che ha ordinato ai suoi consiglieri di far presenti le sue preoccupazioni ai dirigenti israeliani e palestinesi e di far leva su di essi perchè vengano applicati alla lettera lo spirito e i contenuti della roadmap.

Gli israliani: i palestinesi preparano 53 attentati

Il governo Sharon ha subito reagito annunciando che fornirà agli Stati Uniti le prove delle responsabilità di Rantissi nell'organizzazione degli attacchi suicidi.

Intendiamo dimostrare - ha detto una fonte delle forze di sicurezza israeliane - che Rantisisi non era solo una bomba a orologeria, ma una fabbrica di bombe a orologeria. In particolare, secondo i servizi segreti israeliani, gli estremisti palestinesi stanno preparando 53 attentati, la metà dei quali progettati da Hamas.

Secondo le informazioni raccolte da Israele, durante un incontro che Rantissi ha avuto con il leader spirituale di Hamas, lo sceicco Ahmed Yasin, è stato deciso di dare nuovo impulso alle operazione kamikaze in territorio israeliano.

La stampa israeliana condanna l'attacco contro Rantissi

L'attacco di ieri, in cui sono stati uccisi un consigliere di Rantissi e una passante e che ha innescato una serie di rappresaglie costate la vita ad altri tre palestinesi, è stato criticato anche dallastampa israeliana, che ha rimarcato la condanna di Washington. Secondo il popolare 'Yediot Aharonot', la mossa decisa dal governo israeliano è stata dettata da una "errata valutazione della reazione americana"; mentre 'Maariv' ha puntato il dito contro il "totale fallimento" dell'operazione.

Mo: bagno di sangue sulle fragili speranze di Aqaba

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2003

MO: ISRAELE BOICOTTA ITINERARIO PACE, DICONO ARABI

TEL AVIV - Un nuovo bagno di sangue - con 24 uccisi, 16 israeliani e dieci palestinesi, e piu' di cento feriti in un attentato suicida a Gerusalemme e in due raid a Gaza, su cui, secondo testimoni, continuano a cadere missili lanciati da elicotteri israeliani - ha travolto le fragili speranze di pace che, appena una settimana fa, erano state socchiuse dal vertice di Aqaba tra il presidente Usa George W. Bush e i premier israeliano e palestinese, Ariel Sharon e Mahmud Abbas (Abu Mazen).

In un drammatico appello per cercare di arrestare la spirale di attentati, rappresaglie e contro-rappresaglie che minaccia di mettersi nuovamente in moto a pieno regime in Israele e nei Territori, Yasser Arafat ha condannato in serata l' ''attacco terroristico'' di Gerusalemme, rivendicato da Hamas, ma anche i raid israeliani a Gaza, con il fallito tentativo di ''esecuzione mirata'' di Abdelaziz Rantisi, 'numero due' del movimento integralista. ''E' nostro dovere fermare queste violenze che colpiscono civili palestinesi e israeliani'', ha affermato Arafat, esortando la sua gente a ''non cadere nella trappola'' di Sharon che, grazie al ''pretesto della violenza'', punterebbe a una escalation militare per ''distruggere le speranze di pace''.

Alla condanna di Arafat, si e' poi unita quella del premier Abu Mazen, che in queste ultimi giorni sembra riparsi sempre piu' all'ombra dell'anziano rais, assieme al quale ha incontrato oggi a Ramallah (Cisgiordania) il capo dei servizi di sicurezza egiziani Omar Suleiman, nel disperato tentativo di riavviare i negoziati tra fazioni palestinesi - arenatisi nei mesi scorsi al Cairo - per concordare una tregua negli attacchi anti- israeliani. Respingendo l'ondata di critiche internazionali, ma anche all'interno d'Israele, per il fallito tentativo di ''esecuzione mirata'' di Rantisi, i collaboratori di Sharon hanno pero' fatto sapere che ''Israele non esitera' a intraprendere le azioni necessarie'' per sventare una nuova ondata di attentati suicidi. E il leader spirituale di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin, ha ribatutto che, con il devastante attentato a bordo del bus della linea 14 nel centro di Gerusalemme, gli integralisti hanno inviato ''un messaggio agli israeliani, i quali devono capire che, se vogliono che Hamas non colpisca piu' i loro civili, devono fermare per primi gli attacchi contro i nostri civili''.

Camuffato da ebreo ultraortodosso, come gia' negli ultimi attentati suicidi a Gerusalemme, il kamikaze palestinese e' salito a bordo del bus a una fermata nella centralissima via Jaffa e si e' fatto poco dopo saltare in aria nei pressi del centro Klal. Erano le 17:30 locali (le 16:30 italiane) e sul luogo della terribile esplosione si sono ripetute le consuete scene di terrore e desolazione, con i soccorritori che hanno pietosamente ricomposto i cadaveri di 16 israeliani, mentre una novantina di feriti (sette dei quali in fin di vita) sono stati ricoverati negli ospedali di Gerusalemme, molti colpiti dalle schegge delle biglie e dei chiodi con cui il kamikaze aveva come di consueto imbottito il suo corpetto esplosivo. Per un attimo, si e' temuto che tra le lamiere contorte del bus della compagnia di trasporti urbani Egged si trovasse un secondo ordigno, e questo ha parzialmente rallentato i soccorsi.

La rappresaglia d'Israele e' scattata quasi immediatamente e, prima ancora che Hamas rivendicasse l'attentato di Gerusalemme dagli altoparlanti delle moschee del campo profughi di Jabalya, a nord di Gaza, ha preso di mira due capi militari di Ezzedin El Qassam, il braccio armato del movimento integralista: Tito Massud e Sohel Abu Nahla. Sospettati di orchestrare il lancio dei rudimentali razzi Qassam contro la cittadina israeliana di Sderot, nel vicino deserto del Neghev, Massud e Nahla erano a bordo di un auto con altri due palestinesi quando, vicino al mercato di Shijaya, nella zona est di Gaza, sono improvvisamente comparsi due elicotteri 'Apache' israeliani. L'auto e' stata centrata da tre razzi, ma gli altri due occupanti sono riusciti a mettersi in salvo.

Cinque passanti, tra i quali due donne, sono stati invece uccisi sul colpo, mentre altri 23 palestinesi sono rimasti feriti nel raid.

Nella notte, due palestinesi sono rimasti uccisi a Gaza da un missile sparato da un elicottero israeliano. I due erano a bordo di un'auto nel quartiere di Al Zeitun, non lontano dalla residenza del capo spirituale di Hamas, Sheikh Ahmed Yassin.

Secondo quanto si e' appreso a Gaza, facevano parte delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, gruppo armato legato ad Al Fatah. Assieme a Hamas e Jihad Islamica, i 'martiri' domenica scorsa avevano rivendicato l'uccisione di quattro soldati israeliani al valico di Erez, tra lo stato ebraico e la Striscia di Gaza.

Giovedì 12 Giugno 2003

Iraq, 400 arresti per fermare la milizia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/06/2003

Operazione 'Penisula Strike'

Altro duro colpo all'ormai clandestino partito Baath

Washington risponde con una operazione senza precedenti ai continui, sporadici attacchi di miliziani iracheni contro le truppe americane. L'operazione 'Peninsula Strike', la piu' imponente dalla caduta di Baghdad, ha portato all'arresto di circa 400 persone sospette.

'Peninsula Strike', organizzata in due fasi, è volta a sradicare con una serie di raid ciò che resta del partito Baath, messo fuori legge alcune settimane fa; i gruppi paramilitari ed altri "elementi sovversivi" che secondo l'intelligence americana hanno trovato rifugio in alcune comunità insediate su una penisola lungo il fiume Tigri, a nordest della città di Balad.

Caldo, l'Italia rischia il back out

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/06/2003

Condizionatori e ventilatori fanno registrare un picco di consumo energetico

Il Gestore sulla rete elettrica costretto a dirottare gli stabilmenti siderurgici sulle linee di emergenza

“L’Italia rischia il black out” titola oggi il Sole24ore. Il grande caldo, insieme al cambio di abitudini degli italiani, ha quasi mandato in tilt la rete elettrica nazionale. Condizionatori, freezer e ventilatori azionati per combattere l’afa che ha colpito l’intera Europa hanno aumentato in modo esponenziale il consumo energetico. Ieri alle 11 il Grtn, il gestore della rete elettrica nazionale ha comunicato che l’Italia ha raggiunto un nuovo picco di consumo estivo: 51mila megawatt.

“L’Italia – spiega oggi il Sole24ore – non si è fermata perché il Gestore di rete a staccato decine di stabilimenti siderurgici e chimici della Lombardia, del Veneto e di altre regioni: è stato concesso loro di usare le linee elettriche ‘di riserva’ e l’import a basso costo a patto che in caso d’emergenza siano disposti a essere staccati all’istanza senza rimostranze”.

Anche l’Italia si è determinato l’effetto nord America. Negli Stati Uniti e in Canada il rischio black out d’estate è quotidiano. Ma fino adesso la Penisola si era salvata, ma l’abitudine al “fresco” estivo ha avuto la meglio. “Il fattore determinante di questo picco - spiegano dal Grtn - è stato proprio l'uso massiccio dei condizionatori e per far fronte a questa situazione si è dovuti ricorrere all'interruzione di energia "in alcune zone critiche" e solo ai clienti cosiddetti "interrompibili". Inoltre sono stati fatti una serie di interventi sulla rete per ottimizzarne il funzionamento evitando così interruzioni a famiglie e imprese”.

La situazione verificatasi ieri potrebbe ripetersi. I meteorologi prevedono temperature in aumento fino a venerdì. Poi la situazione sarà stazionaria e bisognerà attendere una perturbazione tra domenica e lunedì per trovare sollievo dal caldo. La situazione riguarda tutta l’Europa centrale e sud orientale.

Se ieri Roma ha toccato una temperatura record (la più alta al 1782), il resto del continente non sta meglio. Questo mese di giugno la colonnina di mercurio ha toccato a Vienna i 37 gradi. In Ungheria è stato necessario sospendere il traffico di tram su un ponte del Danubio perché il caldo aveva dilatato i binari. Nel centro del paese, la siccità prolungata ha causato seri danni alle colture, stimati in 400 milioni di euro. In Croazia i servizi meteorologici temono che scarseggerà l'acqua potabile se la siccità che affligge il paese da febbraio si prolungherà.

Medio Oriente. Arafat e Abu Mazen: la strage di Gerusalemme è un atto 'terroristico'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/06/2003

Le speranze di pace sono appesa ad un filo. La Road Map disegnata dal cosiddetto quartetto (Onu, Usa, Ue e Russia) è stata minata dagli attentati palestinesi e dagli assassini mirati di Israele.

Intanto, dall'Autorità nazionale palestinese è arrivata una condanna della strage di ieri compiuta a Gerusalemme non usuale. Infatti, per la prima volta Yasser Arafat ha definito "terroristica" una azione compiuta contro obiettivi israeliani.

Sulla stessa scia il premier Abu Mazen che parla di "attacco terroristico" con lo scopo di "uccidere civili innocenti".

Il kamikaze che si è fatto saltare ieri su un bus a Gerusalemme ha ucciso 16 persone e ne ha ferite 70. Di queste, 7 sono in fin di vita. L'attacco è stato rivendicato dal gruppo estremista di Hamas.

Immediatamente dopo l'esplosione, è partita la rappresaglia israeliana. Alcuni elicotteri Apaches hanno colpito auto sulle quali viaggiavano militanti palestinesi.

Poi nella notte una quindicina di mezzi corazzati tra carri armati, bulldozer e veicoli per il trasporto truppe, appoggiati da elicotteri da attacco, ha fatto irruzione nel campo profughi di Rafah, al confine tra la striscia di Gaza e l'Egitto.

Venerdì 13 Giugno 2003

Iraq: esplodono bombe, a fuoco oleodotto

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2003

Diversi incendi sono divampati in un oleodotto iracheno nella zona di Makhul, 200 km a nord di Bagdad,in seguito all'esplosione di alcune bombe. Lo riferiscono alcuni abitanti del posto. Un testimone ha riferito che l'oleodotto e' stato fatto saltare in aria da alcuni iracheni, probabilmente per impedire che gli americani facciano arrivare il petrolio in Turchia. L'attacco giunge all'indomani della firma da parte dell'Iraq di alcuni contratti per l'esportazione di petrolio a ditte straniere.

Sabato 14 Giugno 2003

Torna Saddam e ammonisce gli stranieri: 'Lasciate l'Iraq entro il 17 giugno'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2003

Lettera pubblicata dal quotidiano di lingua araba a Londra

Quinta missiva, datata 12 giugno, dell'ex dittatore iracheno: "Oh figli della nazione arabo-islamica, notate bene i crimini americani, vedete i crimini di Sharon... Si sta avvicinando l'ora in cui saranno colpiti e soffriranno"

Una nuova lettera attribuita a Saddam Hussein e' stata pubblicata oggi dal quotidiano arabao pubblicato a Londra Al-Quds Al-Arab. La lettera e' scritta a mano e la firma e' identica a quella delle altre quattro lettere precedentemente inviate al direttore del giornale Abdel Bari Atwan. Nonostante sia giunta in redazione solo ieri porta la data del 12 di giugno. Al suo interno l'ex dittatore iracheno chiama gli iracheni alla resistenza contro le forze di occupazione nemica, e intima a tutti gli stranieri presenti in Iraq di lasciare il paese entro il 17 di giugno.

Ecco il testo integrale della lettera attribuita all'ex dittatore iracheno. Gia' ieri sera il direttore del giornale, Abdel Bari Atwan, ne aveva preannunciato il contenuto.

In nome di Allah il Clemente il Misericordioso Gli faremo vedere i nostri segni nel mondo e in loro stessi, finche' non sara' loro chiaro che Lui e' la verita' e che il tuo Signore non tralascia nulla perche' di tutte le cose e' attento osservatore". (Corano).

Da Saddam Hussein Al Glorioso popolo iracheno Ai figli della nazione arabo-islamica e alle persone di nobile cuore ovunque essi si trovino abbiamo giurato ad Allah di non fare complimenti con le forze anglo-americane e di non permettere loro di rubare i beni del glorioso Iraq. Per questo i figli del popolo tra gli uomini dell'esercito, della guardia repubblicana, delle brigate Farouq, dei gruppi per la liberazione, i membri del Partito Baath ed i gruppi Hussein combattono davvero, e la battaglia e' arrivata al livello piu' alto per cacciare le forze di invasione miscredenti dall'Iraq.

Il nemico miscredente gia' ebbe modo di uccidere i civili, coloro i quali non avevano nessun rapporto e non sapevano usare armi. Questo sara' uno dei requisiti essenziali per la rinascita dei figli del popolo che attraverso le loro diversita', sono uniti in un unico obiettivo, la liberazione dell'Iraq dall'occupazione. Tutti risorgeranno, e saranno giorni di fuoco per il nemico. Fate delle moschee, delle scuole, dei cimiteri dove si trovano Ali, Hussein, Abbas (che Allah si compiaccia di loro) Abu Hanifa e Sheikh Abdul Qader Al-Jilani, dei punti di riferimento della resistenza contro l'occupazione, al fine di cacciare via il nemico. La resistenza ha gia' deciso di continuare nelle sue operazioni contro il nemico.

Per questo avvisiamo tutti i cittadini stranieri che vengono dai paesi che ci occupano, sia i soldati sia i semplici impiegati, li avvisiamo con un comunicato della direzione della resistenza di lasciare il Paese prima del 17 di giugno, dopo di che non saremo responsabili di cio' che potra' accadere. Oh figli del nostro glorioso popolo oh figli della nazione arabo-islamica e nobile ovunque voi siate notate bene il diffondersi dei crimini americani in Iraq, vedete i crimini di Sharon, entrambi accadono nello stesso periodo e l 'obiettivo e' solo l'Islam, l'Iraq, la Patria e l'uomo.

Non permetteremo agli occupanti di impossessarsi dei nostri beni, del nostro petrolio, e non si rallegrera' chi vedra' in che modo guadagneranno da questa occupazione, sia gli arabi, che i musulmani e anche gli occidentali che si astengono dal commettere questi crimini. Percio' diciamo a tutti i paesi del mondo, fate rientrare i vostri cittadini, questa sara' una lotta di liberazione, sara' colpa vostra e ne sarete responsabili voi delle loro vite. Inoltre non inviate nessun aereo ne convoglio ne altro perche' sara' un nostro obiettivo. Non permetteremo al nemico di utilizzare nulla per potenziare la sua occupazione. Si sta avvicinando l'ora della liberazione, l'ora in cui saranno colpiti e soffriranno. Non gli concederemo altro che la fuga, li uccideremo fino all' ultimo uomo, il quale rimarra' in vita per vedere in che modo l'America, criminale e miscredente, e la Gran Bretagna avra' ucciso i suoi ultimi soldati occupanti che violano i prigionieri, violentano le donne e i bambini. Coloro che non conoscono l'onore ed il bene.

Si pentira' Bush, il criminale, il miscredente, il ladro, il lurido, e con lui il suo piccolo e depravato seguace Blair, del loro male. Si pentiranno anche tutti i governi che hanno inviato le loro forze affinche' gli occupanti possano rimanere a lungo, e se ne pentiranno anche i governi arabi che hanno permesso questa occupazione. Cosa vuol dire che le forze di occupazione hanno ucciso 200 prigionieri e piu' di 150 civili nelle ultime 72 ore, cosa vuol dire tutto cio' oh liberatori dell'Iraq, degli arabi, dell'Islam e del mondo? In verita' questo e' solo il primo livello della resistenza che colpira' le forze della Danimarca, della Polonia e degli altri paesi miscredenti. E dopo questo primo livello per il nemico potrebbe accadere qualsiasi cosa.

In verita' non finira' questa fase senza che se ne vadano, la verita' e' dalla parte nostra e porteremo la nostra difesa fino ai loro paesi ed ai loro aerei. Faremo come fanno loro che uccidono i figli dell'Iraq, li risponderemo, e questo lo abbiamo giurato ad Allah e al nostro popolo. Viva il glorioso Iraq. Viva la Palestina libera ed araba, dal fiume al mare. Allah e' il piu' grande. Allah e' il piu' grande. Allah e' il piu' grande. Cacceremo i vili.

Saddam Hussein, mattina del 12 Rabi' Al-Awal 1424 (12/6/2003) (Quinta lettera scritta a amano)"

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