DEI RICCHI

2003 - Marzo - Settimana 4

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Indice dei giorni


22/03/2003 * 23/03/2003 * 24/03/2003 * 25/03/2003 * 26/03/2003 * 27/03/2003 *

Sabato 22 Marzo 2003

Iraq: la mappa del petrolio, forte Total, fuori Usa e Gb

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/03/2003

ROMA - Riserve di petrolio certe e probabili per 130 miliardi di barili, che mettono l'Iraq al terzo posto per importanza dopo quelle di Arabia Saudita e Russia. Una ricchezza dalla quale sono, per ora, escluse le grandi compagnie anglo-americane e che vede, invece, tra quelle meglio piazzate, la franco-belga Totalfinaelf. Ma, ovviamente, la guerra potrebbe cambiare questa situazione. L'Eni e' in tratattive, insieme alla spagnola Repsol, per il giacimento di Nassiriya. A fare la mappatura del petrolio iracheno e' uno studio del Royal Institute of International Affairs, pubblicato dalla Staffetta petrolifera.

Secondo lo studio, che sara' presentato ufficialmente al Rome Energy Meeting di giovedi' 27 marzo, l'anno scorso l'Iraq ha estratto 2,5 milioni di barili di petrolio, il 2% della produzione mondiale. Ma questa quota potrebbe raddoppiare e arrivare in 5-10 anni fino al 6-7% una volta eliminate le sanzioni Onu e a condizione che si riuscisse a fare investimenti per piu' di 20 miliardi di dollari.

Totalfinaelf e' una delle compagnie piu' attive nel paese e ha firmato con Baghdad accordi preliminari per lo sfruttamento di giacimenti per un totale 10 miliardi di barili, in grado di raddoppiare le riserve a disposizione del gruppo. Presente la Russia, ma le sue societa' hanno avuto problemi, come e' successo alla Lukoil, per la cooperazione energetica con gli Usa. Piu' avvantaggiate le compagnie giapponesi e di paesi come Cina, Vietnam, Turchia e Siria. Per quanto riguarda l'Italia lo studio cita il giacimento di Nassiriya per il quale ha avviato negoziati insieme alla spagnola Repsol.

Ecco la mappatura degli accordi e dei contratti in atto o che le diverse compagnie stanno negoziando per i giacimenti iracheni, con le riserve di ciascuno in miliardi di barili:

Giacimento

Riserve

Compagnia

Majnoon

10-30

Totalfinaelf

West Qurna Phase II

15

Lukoil/Zarubezhneft

Mashinoimport

Nahr Bin Omar

6

Totalfinaelf

Nassiriya

1,9

Eni/Repsol

Halfaya

2,5-4,6

Bhp,Cnpc,South Korean

Korean Consortium

Ratawi

1-3,1

Shell/Nexen/Petronas

Crescent

Suba-Luhais

2,2

Mashinoimport/Salvneft

Tuba

0,1-1,5

Ongc/Sonatrach/Reliance

Pertamina

Gharaf

1

Tpao/Japex

Khurmala

1

Stroyexport/Bow Canada

Rafidain

0,3-0,68

Al-Ahdab

0,2

Cnpc

Amara

0,2-0,48

PetroVietnam

West Qurna Phase 1

0,4

Zarubezneft

West Qurna Ds6

0,2

Bashneft

Western Desert Bloc 3

2

Pertamina

South Rumalia Mishrif

0,4

Tatneft

North Rumalia Mishrif

0,4

Mashinoimport

Hemrin

0,2

Stroyexport/Bow Canada

Zubair Mishrif

0,2

compagnie locali.

Tabella 1

Domenica 23 Marzo 2003

Iraq, quarto giorno di guerra. Intensi combattimenti, soldati angloamericani uccisi e catturati

Rai.it, http://www.rai.it/news, 23/03/2003

La Tv del Qatar Al Jazira mostra immagini-shock con interviste ai prigionieri

Tornado abbattuto da fuoco amico, nuove incursioni a Baghdad, il Papa invoca ancora la pace. L’Italia espelle quattro diplomatici iracheni

AL JAZIRA MOSTRA IMMAGINI DI SOLDATI USA MORTI A NASSIRYA

La televisione del Qatar ha fatto vedere di una decina di soldati americani morti durante la battaglia a Nassirya e anche quelle di tre prigionieri, che sembrano in buona salute, e di un ragazzo e di una donna nera ferita, mentre venivano intervistati dalla Tv irachena. Per il segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, assieme ad alcuni soldati, anche alcuni giornalisti mancano all'appello e anche loro potrebbero essere stati catturati dagli iracheni. Rumsfeld ha commentato le immagini trasmesse datta tv del Qatar (ma non ritrasmesse in America), dicendo che sono “ovviamente parte della propaganda irachena, che non cambierà i piani americani di guerra”.

TORNADO ABBATTUTO, CACCIA AI PILOTI

Un caccia Tornado britannico è stato abbattuto da una batteria missilistica Patriot gestita da americani nei pressi del confine col Kuwait. La Cnn ha fatto vedere in diretta le scene di una frenetica caccia all'uomo lungo le rive del Tigri di decine di iracheni, anche militari, alla ricerca dei piloti che si erano paracadutati sulla capitale.

NUOVE INCURSIONI AEREE SU BAGHDAD

Un missile è caduto sulla rive est del fiume Tigri a Baghdad, provocando una palla di fuoco. La caduta del missile è stata preceduta da violenti bombardamenti alla periferia della capitale. Le strade si sono svuotate e ambulanze a sirene spiegate sono confluite sul posto Una serie di nuove esplosioni, mezza dozzina secondo testimoni, sono state udite a Baghdad, assieme al rombo di aerei sulla città. Una colonna di 70 carri armati e 60 mezzi blindati per trasporto truppe della 2.a brigata della 3.a divisione di fanteria è giunta a 150 chilometri dalla capitale irachena. Sulla sua sinistra, più a sud-ovest, sta avanzando una colonna della 7.a divisione di cavalleria corazzata. Per la presa di baghdad, ha detto il segretario usa alla difesa Rummsfeld, “siamo in orario”. Intanto, i marines che sono entrati a Nassiriya incontrano resistenza e stanno subendo “significative” perdite, secondo giornalisti che viaggiano al seguito della colonna. Le perdite sono state ammesse anche da Washington.

CHE FINE HA FATTO SADDAM?

Saddam Hussein è morto, è ferito, o sta bene? L'interrogativo rimbalza da una capitale all'altra, dai servizi segreti agli organi d'informazione a caccia di scoop, ma non ci sono al momento elementi per dare risposte certe. Questa mattina il domenicale britannico Sunday Telegraph, in prima pagina scriveva come Saddam fosse rimasto ferito in maniera talmente grave nel corso del raid di mercoledì notte a Baghdad da avere bisogno di una trasfusione di sangue. Il giornale citava un alto funzionario dei servizi segreti il quale, in condizioni di anonimato, rivelava che le ferite non erano però mortali. Le speculazioni riguardavano anche il figlio di Saddam, Uday, "rimasto gravemente ferito o morto nell'attacco".

L'ITALIA ESPELLE QUATTRO DIPLOMATICI IRACHENI

Quattro funzionari della rappresentanza diplomatica irachena in Italia sono stati espulsi oggi. I quattro sono già partiti da Roma. Tra di loro non c'è peraltro l'incaricato d'affari iracheno, che, specifica la Farnesina, rimane al suo posto. Insorge l’Ulivo: “Siamo in guerra”. Ma il ministro Frattini, ospite a Domenica In, ribatte: “Non siamo un paese belligerante, l’Italia non è in guerra” e sottolinea che, dopo l’11 settembre, molte basi di Al Qaeda sono state trovate nel nostro paese.

IL PAPA IMPLORA LA PACE

All’Angelus in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II ha detto di essere vicino alle vittime della guerra. Il Pontefice è tornato ad implorare la pace ed ha detto di sentirsi vicino “con l'affetto e la preghiera” alle vittime di queste ore di guerra ed ai loro familiari che sono nella sofferenza.

MANIFESTAZIONI A SIGONELLA E AMENDOLA

Diverse migliaia di manifestanti, scandendo slogan contro la guerra e in favore della pace, si sono dati appuntamento davanti alla base militare di Sigonella (Catania). Hanno occupato le strade di accesso alla struttura sventolando le bandiere arcobaleno della pace. Con loro, diversi parlamentari nazionali dei Ds, della Margherita e dei Comunisti italiani. Manifestazione anche davanti alla base militare di Amendola, sede del 32/o stormo dell' aeronautica militare.

Lunedì 24 Marzo 2003

Iraq, la guerra passa dal video choc di Al Jazeera

Rai.it, http://www.rai.it/news, 24/03/2003

Le immagini dei morti in guerra minerebbero la tenuta dell'occidente

Lo psichiatra Cantelmi parla di effetto devastante

Le immagini dei corpi dei soldati americani uccisi e fatti prigionieri diffuse ieri dalla tv araba potrebbero ''avere un effetto devastante per l'Occidente'', che potra' manifestarsi soprattutto in futuro, se la guerra dovesse durare a lungo. Lo rileva lo psichiatra Tonino Cantelmi, dell'universita' Gregoriana di Roma.

''Sono immagini che possono far perdere una guerra'', ha detto, e che a lungo termine possono diventare ''uno straordinario effetto di propaganda''. Il primo impatto che quelle immagini hanno avuto sugli occidentali è stato, secondo Cantelmi, della nuova percezione della guerra come qualcosa di tremendamente reale. ''Finora - ha osservato lo psichiatra - si percepiva una guerra fatta soprattutto di strumenti, quasi un gigantesco videogame, adesso il passaggio alla guerra reale ha impressionato tutti''.

Non c'e' dubbio, ha proseguito, che le immagini dei corpi dei soldati uccisi e quelle dei volti e degli sguardi terrorizzati dei prigionieri siano ''un elemento nuovo, che fa scattare la percezione del dramma''.

Nei volti e negli occhi dei soldati mostrati subito dopo la cattura si legge tutto il terrore di chi non sa che cosa lo aspetta, i prigionieri, ha aggiunto, ''perdono ogni dignità, il terrore che si legge nei loro occhi da' l'impressione della guerra come di qualcosa che mette a repentaglio tutto''.

Tutto questo, secondo lo psichiatra, rischia di scatenare una reazione in due tempi: ''l'effetto immediato - ha osservato - porta a identificarsi con la parte piu' debole, ossia con i prigionieri. Scatta immediatamente un senso di solidarieta' verso cio' che essi rappresentano e, contemporaneamente, un effetto anti-Saddam''.

A lungo termine, pero', le cose cambiano, tanto ''l'odio suscitato dalle immagini di soldati uccisi e prigionieri può rivolgersi contro coloro che hanno cominciato la guerra. Alla lunga - ha aggiunto - l'odio si ribalta secondo un meccanismo psicologico di trasposizione il cui effetto potrebbe diventare devastante''.

Iraq, abbattuto elicottero Apache. Saddam in tv: Guerra Santa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 24/03/2003

Al Jazira trasmette le immagini del velivolo, ma secondo fonti irachene gli apparecchi abbattuti potrebbero essere due. Il ministro dell'Informazione iracheno: "Mostreremo i piloti".

Discorso 'storico' del Rais: "La vittoria è vicina". Saddam Hussein promette il Paradiso ai martiri iracheni. Bombe su Baghdad, intensi bombardamenti nel nord dell'Iraq. 61 morti e 500 feriti, secondo fonti governative irachene, il bilancio dei raid di ieri

Quinto giorno di guerra. Saddam Hussein ha parlato alla televisione di Stato. Un discorso "storico" al termine del quale sono ripresi i bombardamenti su Baghdad, colpita anche nella notte dalle bombe. In mattinata le forze americane hanno bombardato postazioni irachene nei pressi di Kirkuk e Mossul, grande citta' a nord dell'Iraq , e la citta' di Bassora, nel sud. Sugli schermi di al Jazira, intanto, dall'Iraq arrivano immagini di altri "trofei di guerra": gli iracheni hanno mostrato un elicottero apache catturato e il ministro dell'Informazione irachena ha promesso che verranno "mostrati i piloti" precisando di avere fatto "altri prigionieri".

Discorso "storico" di Saddam in tv, la vittoria e' vicina

Il presidente iracheno si e' fatto vivo alla tv di Stato, non solo dimostrando di "essere vivo e stare bene" -come aveva precedentemente assicurato il ministro degli Esteri iracheno- ma annunciando che "la vittoria e' vicina". Saddam Hussein ha esaltato ogni Divisione dell'esercito chiamando molti generali e comandanti per nome. "Sara' una battaglia lunga e pesante -ha detto- ma il risultato finale sara' la vittoria. Bisogna essere pazienti: piu' il nemico subira' perdite, piu' ci bombardera'. La lezione che state dando al nemico gli impedira' di riprovarci di nuovo". "Dobbiamo abbattere il male cosi' che le madri ed i padri potranno dormire in pace", ha aggiunto il Rais rivolgendosi al suo popolo, "Dio ci ha promesso che gli invasori saranno sconfitto". Con toni nazionalistici e citazioni coraniche come la promessa del “paradiso” per i martiri che moriranno nella gloria “del nostro Dio misericordioso”, ha incitato infine alla Guerra Santa.

Bombe ed esplosioni a Baghdad dopo il discorso del Rais

Forti esplosioni sono state sentite nella capitale irachena poco dopo che Saddam Hussein aveva finito il suo discorso alla tv. Le esplosioni, iniziate attorno alle 9.30 locali, non sono state precedute da nessun allarme aereo dato invece a piu' riprese nel corso della mattinata. Domenica sera sulla capitale irachena si erano abbattuti numerosi bombardamenti, i piu' violenti dall'inizio dell'attacco americano.

Bombardamenti a Kirkuk, Mossul e Bassora

Intensi bombardamenti hanno interessato postazioni irachene nei pressi di Kirkuk, al nord, sulla catena montuosa controllata dall'esercito iracheno a circa un chilometro e mezzo da chamchamal, una localita' in mano dall'unione patriottica del Kurdistan. Il ministro dell'informazione iracheno ha affermato oggi che ieri forze americane atterrate nei pressi di Kirkuk sono state costrette a ritirarsi. Raid aerei hanno interessato anche mossul, grande citta' del nord. Bombardamenti hanno preso di mira anche la citta' di bassora, al sud.

In tv elicottero catturato, "mostreremo i piloti"

Continua sugli schermi della tv la sfilata di "trofei di guerra" da parte degli iracheni. Oggi al Jazira ha mostrato le immagini di un elicottero apache catturato. L'elicottero, pressoche' intatto e apparentemente senza fori di proiettili, si trova nei pressi di Karbala, a 80 chilometri a sud di Baghdad. Il comando centrale americano in Qatar ha confermato che un "elicottero d'attacco apache e' stato disperso in Iraq".

Ministro Informazione iracheno, ultime 24 ore 62 morti

Anche il ministro dell'Informazione iracheno Mohammed Saeed al Sahaf e' comparso alla tv fornendo un bilancio delle perdite irachene nella giornata di ieri: 61 morti e 500 feriti. Nella capitale, ha detto il ministro, si contano 194 feriti e nessuna vittima. Il maggior numero di morti, 30, si conta a Babel, a sud di Baghdad. Il ministro inoltre ha affermato che nelle mani degli iracheni "ci sono altri soldati americani e britannici" che verranno trattati, ha assicurato, "secondo la convenzione di Ginevra". *

Nella battaglia di Nassiriya, 12 dispersi e fino a 9 morti

La precisazione sulle perdite di ieri e' arrivata da fonti militari usa. Secondo il generale Vincent Brooks "meno di dieci marines sono stati uccisi quando un gruppo di iracheni ha finto di arrendersi per poi attaccare". In un successivo episodio gli iracheni hanno attaccato un convoglio di rifornimenti catturando o uccidendo 12 soldati che risultano dispersi.

Londra annuncia, due soldati britannici dispersi

Secondo un portavoce della difesa i militari risultano dispersi da ieri dopo un attacco contro mezzi britannici nel sud dell'Iraq. "Stiamo facendo ogni sforzo per ritrovarli", ha detto il portavoce. Il Pentagono intanto ha fatto sapere che due marines americani sono morti in due diversi incidenti in Iraq.

Quarto giorno di guerra

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 24/03/2003

Islamici: Saddam non credibile su Jihad

'Come musulmano Saddam Hussein non e' credibile. I riferimenti a Dio e al Corano nel suo discorso sono una strumentalizzazione'. Lo ha dichiarato Roberto Hamza Piccardo, segretario dell'Ucoii (Unione delle comunita' islamiche italiane). 'Non credo che il discorso di Saddam abbia quindi possibilita' di far presa sul sentimento religioso. E' vero che la vittoria di Dio e' vicina - ha continuato Piccardi - ma non so se Saddam sia vicino a Dio'.

Borse a picco dopo discorso Saddam

Flettono le Borse europee depresse dall'andamento della guerra in Iraq che potrebbe essere piu' lunga del previsto. A spingere in basso i mercati e' il discorso di Saddam Hussein che incita gli iracheni alla resistenza. Vanno a picco Parigi, Francoforte e Zurigo che perdono oltre il 3%:Londra segue a ruota. Piazza Affari amplifica i ribassi sugli indici che lasciano sul terreno quasi il 2% (va peggio per il nuovo mercato). Guerra e prese di beneficio pesano su alcuni titoli.Giu' Fiat, Pirelli e molti bancari.Euro recupera a 1,0642 dollari.

Iraq,Usa:pericolosi giacimenti Rumailah

I militari Usa hanno dichiarato di nuovo pericolosi i campi petroliferi di Rumailah, una delle aree di estrazione piu' vaste e importanti dell'Iraq meridionale. A riprova dei rischi esistenti, e' stata annullata una visita guidata sul posto per i giornalisti,che era nei programmi 'I campi di Rumailah al Sud non sono sicuri', ha ammonito un portavoce militare americano,senza fornire altri dettagli.

Oscar, Moore:'Bush, presidente fittizio'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 24/03/2003

Michael Moore,vincitore dell'Oscar per il miglior documentario,salito sul palco per i ringraziamenti di rito,circondato da tutti gli altri candidati al premio, ha invece commentato.'Ho invitato tutti a venire qui vicino a me,sul palco:a noi piace la realta'.Viviamo in tempi in cui c'e' un Presidente fittizio, che ci manda in una guerra fittizia per una realta' fittizia'. 'Vergogna!Vergogna!Lo dice anche il Papa:sei finito'.E dalla platea del Kodak Theatre di Los Angeles,sono arrivati tanti applausi ma anche fischi.

Frattini: 'Espulsione diplomatici è una valutazione autonoma'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 24/03/2003

Audizione del ministro degli esteri a palazzo Madama

I servizi segreti avrebbero segnalato un atteggiamento diplomatico incompatibile con il loro status diplomatico

Accuse sconcertanti e oltraggiose. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, commenta la presa di posizione del centrosinistra dopo le parole pronunciate dallo stesso Frattini domenica al programma televisivo 'Domenica In' in merito alla espulsione dei diplomatici iracheni.

Mi sono trovato di fronte ad accuse sconcertanti da parte di esponenti dell'opposizione che senza sapere nulla di quanto era accaduto hanno fatto accuso gravi e oltraggiose anche verso la mia persona. Ho dovuto dire - sottolinea - che non c'era un atto di guerra ne' di belligeranza ne' niente del genere.

Si tratta di iniziative autonome, che molti paesi al mondo hanno già compiuto. Sono delle azioni compiute sulla base di valutazioni proprie di organismi dello stato italiano.

Abbiamo degli organismi preposti alla sicurezza dello Stato - ha osservato Frattini - avevamo degli elementi e questi elementi sono stati presi in considerazione.

Le informazioni "in possesso dei nostri servizi", ha detto quindi il ministro, "indicavano da parte di alcune persone che lavoravano nella rappresentanza irachena un atteggiamento incompatibile con il loro status diplomatico".

Le opposizioni, già sul piede di guerra dal primo momento in cui il dipartimento di Stato americano aveva fatto quella richiesta, non ha esitato a condannare il governo Berlusconi per aver accettato "il diktat" americano.

Ma non ha tardato la controffensiva della Cdl, che all'unisono ha bacchettato l'Ulivo: cosa protestate se ancora non sapete per quali motivi sono stati espulsi i quattro diplomatici?

Berlusconi: lotta poverta' contro terrore

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 24/03/2003

'Il tempo che ci separa ormai dall'11 settembre 2001 ci lascia un pesante fardello di dolore,ma nello stesso tempo ci indica la strada da seguire per il futuro: eliminare il terrorismo, anche con la forza militare, ma anche costruire un mondo in cui le barriere tra poverta' e sviluppo siano superate'. E' il messaggio inviato dal presidente del Consiglio Berlusconi al presidente della Banca Interamericana di sviluppo Iglesias, per i lavori della conferenza annuale dell'istituto, in corso a Milano.

Putin: 'La questione cecena e' chiusa'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 24/03/2003

Il presidente russo Putin ha affermato che i risultati del referendum costituzionale svoltosi ieri in Cecenia 'ha chiuso l'ultimo grave problema legato all'integrita' della Russia'. 'Il popolo ceceno ha scelto la pace' ha detto Putin, e se la guerriglia continuera', lo fara' d'ora in poi 'contro il proprio popolo'. Secondo i primi dati, la maggioranza degli elettori si e' espressa a favore di una nuova Costituzione e di elezioni presidenziali e politiche.

Martedì 25 Marzo 2003

Quinto giorno di guerra

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 25/03/2003

Cortei pace, 130 fermi a San Francisco

Nuove manifestazioni a San Francisco contro la guerra. La polizia ha fermato 130 dimostranti. La protesta si e' svolta all'universita' e nel quartiere finanziario della citta' californiana. Centinaia di dimostranti hanno bloccato l'ingresso della seda di una societa' legata alle attivita' della Difesa Usa.

Per Bagdad, morti 252 civili iracheni

Per il governo di Bagdad le vittime tra i civili sono 252, di cui 194 a Bagdad. Sono le prime cifre ufficiali diramate dal governo iracheno al sesto giorno di guerra. Non si conosce pero' il numero delle vittime tra i militari. Il governo di Bagdad si e' rifiutato di fornire cifre ufficiali. Tra le truppe anglo-americane, le vittime sono 37 (20 americane e 17 britanniche). A queste si aggiungono tre giornalisti.

Usa preparano ricostruzione Umm Qasr

La citta' costiera di Umm Qasr non e' ancora nelle mani dei marines, ma gli Usa gia' pianificano la ricostruzione del porto iracheno sul Golfo Persico. Il governo americano ha assegnato un contratto alla societa' Usa Stevedoring Services of America per la ricostruzione e la gestione del porto, di vitale importanza per l'economia irachena. La societa' incaricata dovra' ripristinare 'l'operativita' del porto, per consentire l'arrivo di aiuti umanitari e materiali per la ricostruzione'.

Bush: da Congresso 75 miliardi per Iraq

Il presidente Usa, Bush, chiedera' al Congresso di stanziare 75 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra e garantire la sicurezza interna. Lo hanno riferito fonti di stampa americane. La cifra, che sara' ufficiale a breve, e' scaturita dopo una serie di incontri tra Bush e i leader del Congresso. Sentito anche il presidente della Fed, Greeenspan. Il piano si basa su una presunzione di durata del conflitto di trenta giorni.

Iraq: Usa, un giorno di guerra costa 300 milioni di dollari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/03/2003

WASHINGTON - Trecento milioni di dollari al giorno: e' il costo della guerra in media, nelle stime della Casa Bianca, secondo un primo e approssimativo calcolo derivato dal bilancio suppletivo che il presidente George W. Bush ha deciso di trasmettere al Congresso degli Stati Uniti. Secondo le cifre fornite dalla Casa Bianca, Bush intende chiedere per la guerra circa 64 miliardi di dollari, all'interno di un bilancio suppletivo di circa 75 miliardi di dollari. La cifra di 64 miliardi di dollari e' una stima dei costi per un mese di guerra guerreggiata, come quella in corso, e per sei mesi complessivi di impegno militare: e' una somma che vale due volte il prodotto interno loro iracheno di un anno. I calcoli al giorno sono estremamente imprecisi, perche', ad esempio, le fasi guerreggiate sono le piu' costose in assoluto e quelle prima e dopo la guerra (quando, cioe', si spostano avanti e indietro uomini e mezzi) sono piu' costose di quelle di controllo del territorio nel dopoguerra. In queste cifre c'e', dunque, molta approssimazione. Ma si puo' assumere che, in un giorno di guerra, in media, gli Stati Uniti calcolino di spendere, solo per la guerra, che impegna in prima linea 250 mila uomini, quattro volte di piu' di quello che l'Iraq spende globalmente per tutte le esigenze della propria popolazione di 25 milioni di persone. E ancora, un soldato americano spende, ogni giorno, le stesse risorse che consumano 400 iracheni, soldati compresi. (ANSA).

Cambi: euro in rialzo su dollaro e yen

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 25/03/2003

Euro in deciso rialzo nei confronti del dollaro e dello yen, stamane, all'apertura dei mercati valutari. La moneta europea viene indicata a 1,0810 dollari, rispetto ai precedenti 1,0721 delle quotazioni indicative della Banca centrale europea. L'euro vale, invece, 126,77 yen contro 126,35 indicati ieri.

Mercoledì 26 Marzo 2003

Iraq, a Bassora solo proteste per acqua

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 26/03/2003

La principale organizzazione dell'opposizione sciita irachena ha comunicato che a Bassora non e' in corso una rivolta contro le forze di Saddam,ma semplicemente una protesta provocata dalla mancanza di acqua e luce, in seguito ai bombardamenti degli ultimi giorni. La comunicazione,all'Ansa,e' stata fatta da un portavoce del Consiglio supremo per la Rivoluzione islamica in Iraq (Sciri).L'Ayatollah Al Hakim,capo dello Sciri, ha lanciato un appello a non dar vita ad alcuna ribellione 'ne' contro Saddam ne' contro gli anglo-americani'.

Iraq, il conflitto secondo gli 'psyops'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

La guerra psicologica

Milioni di volantini piovono sull'Iraq insieme alle bombe, lanciati da soldati speciali: la loro missione è "catturare le menti"

Il principio non è nuovo: è antica la teoria secondo la quale una guerra, oltre che di armi, è fatta anche di parole. Lo sapevano bene i nazisti, che su Anzio lanciarono volantini di propaganda, lo sanno bene gli Stati Uniti, che nella “guerra psicologica” ripongono non poche speranze di vittoria. L’America sparse milioni di volantini sul Vietnam, altrettanti durante la prima Guerra del Golfo, lo stesso è accaduto in Afghanistan. E succede oggi nel conflitto contro l’Iraq.

Gli "psyops" sono soldati più speciali dei loro colleghi. La loro missione è di catturare le menti, usando antichi metodi di persuasione per influenzare il comportamento e le emozioni delle forze nemiche così come quelle dei civili. Nel 1990 obbligarono alla resa il dittatore di Panama Noriega dopo averlo assordato per tre giorni con musica heavy metal. E un anno dopo, nel primo conflitto del Golfo, convinsero migliaia di iracheni ad arrendersi: in cinquecento, per esempio, abbandonarono i bunker e si consegnarono a tre psyops armati di megafoni.

Oggi, in soli sette giorni di guerra, hanno sparso nei cieli iracheni 8 milioni di volantini (28 milioni dall’inizio della crisi) con i quali Bush incita la popolazione a insorgere contro Saddam Hussein e informa i soldati del Rais di Baghdad che le loro vite saranno risparmiate, se abbandonano le armi.

Accanto alla guerra fatta di bombe, si muove una spietata guerra informativa: stazioni radio aviotrasportate volano sull'Iraq e trasmettono propaganda radiofonica. Uomini d'affari, militari e dirigenti politici iracheni sono stati bombardati di e-mail e di chiamate telefoniche che li incitavano a vedere la luce e a cambiare squadra. In altre parole l'esercito Usa sostiene nientemeno che la causa della disobbedienza civile di massa, il rifiuto di obbedire agli ordini o di partecipare a una guerra ingiusta.

Gli iracheni sembrano essere particolarmente ricettivi. O comunque più ricettivi degli afghani, almeno secondo il maggiore Iris Hurd, un ufficiale dell’esercito americano specializzato in operazioni psicologiche. ''Con la guerra psicologica ottenemmo piu' successo in Iraq che non qui'', disse dal teatro di guerra afghano, dove la guerra psicologica è stata usata senza risparmio, ma con scarso successo. Sono state seminate migliaia di volantini scritti in pashtun, urdu e arabo per convincere i talebani e i militanti di Al Qaeda a cessare di combattere. “Non usiamo la parola arrendersi- precisò il maggiore- perché quella afghana è una popolazione troppo orgogliosa. Piuttosto la esortiamo a gettare le armi e a darsi da fare per ricostruire il paese”.

La fantasia degli specialisti americani si è scatenata anche questa volta. In un volantino si vede la foto di un aereo che sta sganciando bombe nei pressi di una Moschea. "Potrà capitare a te o a tuo fratello? Decidi" tuona l'avvertimento americano. E poi, in un altro volantino: "Attaccheremo solo obiettivi militari, non vogliamo distruggere la tua terra. Non vogliamo far male al nobile popolo iracheno". Tra la minaccia e l'invito a isolare il Rais, gli attacchi vengono affondati anche a colpi di pubblicità: "Non cercare di attaccarci, noi ti distruggiamo (annientiamo)".

Iraq, colpito un mercato a Baghdad: 15 vittime

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

Al Jazeera manda in onda le immagini di corpi mutilati a carbonizzati

E' la prima volta dall'inizio della guerra che gli aerei anglo-americani colpiscono un luogo pubblico frequentato da civili

“Molte, molte vittime”. Sono almeno 15 i civili rimasti uccisi nelle strade di Baghdad, probabilmente, durante l’ennesimo bombardamento anglo-americano. L’emittente Skynews, che cita testimoni oculari, ha riferito che le bombe hanno colpito un mercato in un quartiere a nord della città.

Un funzionario iracheno ha detto che il bombardamento ha fatto "molte, molte vittime". Si tratterebbe del primo bombardamento che ha colpito indiscriminatamente civili.

Giornalisti dell'agenzia britannica Reuters hanno detto di aver contato almeno 15 cadaveri bruciati in una strada di un quartiere popolare della capitale, verosimilmente uccisi da un attacco aereo o missilistico anglo-americano. I corpi giacevano sulla strada accanto a tre palazzine devastate. Tutt'intorno, molte automobili stavano bruciando. Non è chiaro se si tratti degli stessi cadaveri di cui ha riferito Skynews.

Il direttore della Difesa civile irachena Hamad Abdallah Al Dulaimi, citato dalla France presse, ha detto che almeno due missili sono caduti in un mercato verso le 11,30 locali (le 09,30 italiane) facendo 14 morti e 30 feriti. Secondo Al Dulaimi, i missili hanno colpito su degli edifici al cui piano terra ci sono officine meccaniche, mentre i piani superiori sono occupati da appartamenti.

L'emittente araba Al Jazeera ha mostrato le immagini del bombardamento. Si vedono corpi in strada, mutilati e carbonizzati. Attorno, un piccola folla che grida e alza i pugni al cielo, scandendo "Allah akbar" (Dio è grande). Si possono vedere inoltre diversi edifici devastati. Sui marciapiedi pozze di sangue e rottami di auto ancora fumanti. Alcune persone, civili iracheni, raccolgono i cadaveri con semplici lenzuoli e li trasportano via. Altri vengono coperti con teli. Nell'aria pesante, la polvere trasportata dal vento della tempesta di sabbia che imperversa da ieri sulla capitale irachena.

Il nuovo bombardamento arriva dopo che, nella notte, gli aerei da guerra alleati avevano martellato la capitale, colpendo tra l'altro il ministero dell'Informazione e l'edificio dove ha sede la televisione irachena, che comunque adesso ha ripreso le trasmissioni.

Oscurata la tv irachena. Utilizzata una E-bomb

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

Ha messo in ginocchio gli apparati di trasmissione

La bomba elettromagnetica nasce dagli studi su alcuni effetti secondari prodotti dalla bomba atomica di Hiroshima. Dopo 50 anni la tecnologia è stata in grado di produrre in un brevissimo periodo temporale una vera e propria bufera di onde radio ad altissima frequenza in grado di accecare qualsiasi circuito sul quale transita un segnale

di p.p.

Gli Stati Uniti hanno usato un'arma sperimentale ad onde elettromagnetiche nel tentativo di colpire la tv di stato irachena.

A Baghdad l'emittente è rimasta oscurata per circa 15-20 minuti e quando il segnale è tornato, appariva molto più debole, segno che alcune strutture erano state danneggiate dagli attacchi.

Ufficiali statunitensi hanno spiegato che le strutture della televisione non sono state attaccate prima perché l'uso di armi convenzionali rendeva maggiore il rischio di danni alla popolazione civile.

Si chiama E-Bomb o Bomba Elettromagnetica e consente di ottenere danni irreversibili senza provocare alcuna vittima. Il principio consiste nel produrre un fascio di onde radio o microonde ad altissima potenza in grado di distruggere qualsiasi oggetto che abbia un circuito elettronico.

Computer, televisori, radio, HI-FI, e tante altre cose potrebbero subire gli effetti distruttivi di questa bomba. Già cinquant'anni fa si scoprì che lo scoppio di una bomba nucleare provoca un impulso elettromagnetico che se raggiunge un qualsiasi strumento elettronico è in grado di distruggerlo.

La E-Bomb ottiene lo stesso risultato ma senza provocare quegli effetti distruttivi che si hanno con lo scoppio di una bomba nucleare. Il segreto sta nel nel diffondere impulsi di corrente elettrica brevi ma intensissimi per mezzo di un'antenna.

Da essa si propagano onde elettromagnetiche su un'ampia gamma di frequenze. Tanto maggiore è questa gamma tanto più elevata sarà la possibilità che un circuito elettrico assorba tali onde e si bruci; non solo, ma saranno anche più distruttivi gli effetti.

Microonde della gamma di gigahertz possono penetrare in oggetti elettronici attraverso fessure piccolissime. A frequenze più basse (pochi megahertz) invece, le onde possono essere intercettate da conduttori di potenza che fungono da antenna e le trasferiscono allo strumento elettronico a cui sono collegati.

Il vantaggio di tale arma, oltre a quello di non provocare morti o distruzioni laddove non ve ne sia bisogno, sta nel fatto che non lascia tracce. Tutti i computer o gli strumenti elettronici vanno in tilt, diventano inoperativi ma non si può conoscere quali siano le cause che hanno propiziato questi effetti, in sostanza non si può sapere se sono dovuto allo scoppio di una E-BOMB.

La E-bomb è montata su missili guidati (impropriamente detti intelligenti) lanciati da cacciabombardieri o su missili da crociera lanciati da navi o su aerei non pilotati (UAV, Unmanned Aerial Vehicles).

Uno di questi è il Prèdator, impiegato già nei Balcani e in Afghanistan per la ricognizione aerea.

Iraq, Borse asiatiche in rialzo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

+ 1,37% a Tokyo grazie ai titoli legati all'export. Euro stabile

Wall Street con gli occhi puntati sulla guerra: ottimismo dopo la rivolta popolare a Bassora. Partenza cauta a Piazza Affari

Borse asiatiche contrastate con Tokio che mette a segno un rialzo dell'1,37% grazie ai titoli legati all'export dopo che la ripresa dell'avanzata degli alleati verso Baghdad ha ridato slancio ieri a Wall Street. Sui mercati nipponici in particolare, che sperano cosi' che la fine della guerra possa far ripartire al piu' presto l'economia Usa, si sono distinti Toyota (+2,7%) e Advantest (+3,3%) il cui fatturato e' realizzato per buona parte negli Stati Uniti. Negli altri mercati bene Sidney (+1,32%) dove gli acquisti si sono riversati sul colosso dei media News Corp (+3,6%) e Singapore (+1,38%) trainata dai bancari. Piu' prudenti Hong Kong (-0,22%) e Seul (-0,17%) nel quale si e' messa in luce Hyundai (+1%).

Wall Street si appresta intanto ad affrontare una nuova seduta con gli occhi puntati alle notizie di guerra. Dopo l'ennesima dimostrazione che sono sempre gli sviluppi dal fronte iracheno a decidere, anche a breve termine, l'umore degli investitori. Ieri i mercati hanno riguadagnato ottimismo proprio grazie alle novita' positive provenienti dall'Iraq, con la rivolta popolare esplosa a Bassora contro le forze irachene e le ultime indiscrezioni su Saddam, questa volta relative a possibili trattative di resa, peraltro non confermate. Tuttavia il rally e' stato frenato dal fronte interno, con l'inaspettato taglio del piano fiscale del presidente Bush da parte del Senato. Sul fronte economico, la fiducia dei consumatori americani e' calata in marzo per il quarto mese consecutivo, avvicinandosi al record minimo degli ultimi dieci anni, segnato nell'ottobre del 1993.

La fiducia dei consumatori e' scesa a quota 62,5 in marzo, dal 64,8 di febbraio. Il dato, elaborato dal Conference Board, e' risultato in linea con le previsioni degli analisti, che si attendevano un calo a quota 62,4. Per oggi sono attesi altri due dati economici di rilievo. Il primo, e' quello relativo agli ordini sui beni durevoli per il mese di febbraio, per il quale gli analistisi attendono un calo dell' 1,5 per cento. Sara' poi la volta dell'indice sulla vendita di nuove case. Secondo gli analisti dovrebbe assestarsi a quota 925.000 unita'.

Avvio prudente delle borse europee. A pochi minuti dal via delle contrattazioni a Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,33% a 3749,5 punti. In calo dell'1,24% anche il Dax di Francoforte, mentre a Zurigo lo Smi guadagna lo 0,11% a 4268 punti. Giu' dello 0,53% a 2780,9 punti il Cac 40 di Parigi.

A Milano partenza cauta per la Borsa valori, che si muove nell'incertezza insieme alle altre piazze europee, in attesa di conoscere gli sviluppi del conflitto in Iraq. Il primo Mibtel segna un -0,08%, e il Fib Giugno e' trattato intorno ai 22.550 punti. Lieve progresso per i telefonici e per qualche bancario, con Capitalia a +0,62% e Antonveneta a +0,86%. Bene anche Mediobanca (+0,63%), sulle posizioni Mps dopo lo scivolone di ieri sulla scia dell'addio di De Bustis. Limati gli energetici, con le sole Snam Rete Gas in frazionale rialzo, mentre aprono a +0,6% le Mediaset, dopo i dati di bilancio. Contrastati gli assicurativi, con le Generali invariate. Ferme le Fiat. Numtel a -0,26%.

Euro stabile, infine in apertura dei mercati valutari europei. La moneta unica e' scambiata infatti a 1,0645 dollari, contro gli 1,0691 delle quotazioni indicative di ieri della Bce. La divisa comunitaria e' inoltre quotata a 127,80 yen, contro i 128,22 fissati ieri dall'istituto di Francoforte.

Iraq, Russia: chiederemo all'Onu sospensione delle operazioni militari

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo di fronte al Senato della federazione

Richard Perle, consigliere del Pentagono: "Nazioni Unite e Nato non sono più in grado di garantire la sicurezza del 21esimo secolo"

La Russia chiederà al Consiglio di sicurezza "la sospensione immediata delle operazioni militari in Iraq". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Igor Ivanov intervenendo davanti al Senato della federazione.

Ivanov ha aggiunto che Mosca chiederà "il ritorno della discussione della situazione irachena in seno all'Onu sulla base delle apposite risoluzioni". Se la guerra degli angloamericani contro l'Iraq continuerà – ha detto Ivanov - "possiamo aspettarci una prossima catastrofe umanitaria, economica ed ecologica, non solo in Iraq ma in tutta la regione".

Il capo della diplomazia russa ha ribadito che l'Iraq non rappresentava una minaccia che giustificasse una guerra che Mosca ha tentato inutilmente di evitare. L’Iraq "viene completamente devastato" dall'operazione militare anglo-americana e i tentativi di imporre un nuovo "ordinamento politico" al paese sono destinati al fallimento.

L'Onu e la Nato non sono più in grado di garantire la sicurezza nel 21esimo secolo, ribatte indirettamente a Ivanov Richard Perle, l'influente consigliere del Pentagono ed uno degli architetti della politica dell'amministrazione Bush. Perle ha detto che, finita la guerra in Iraq, le democrazie occidentali dovranno trattare su come garantire in futuro in modo nuovo la loro sicurezza collettiva. Il consiglio di sicurezza non è l'unico strumento di legittimazione per operazioni militari, aggiunge Perle, secondo cui, nel caso dell'Iraq, "nessuno può toglierci il diritto all'autodifesa sancito nell'articolo 51 della carta delle nazioni unite". Altri paesi hanno certamente il diritto alla propria opinione, "ma non credo che essi debbano disporre del diritto di veto".

Corea del Nord. Stop ai colloqui con l’Onu, monito a Tokyo sui satelliti spia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/03/2003

Pyongyang si è ritirato dall'ufficio di collegamento per colloqui regolari con le forze dell'Onu

La Corea del Nord ha annunciato oggi di essersi ritirata dall'ufficio di collegamento per colloqui regolari con le forze dell'Onu guidate dagli Stati Uniti nel villaggio di frontiera Panmunjom lungo il 38/o parallelo, per protesta contro le manovre militari congiunte Usa-Corea del sud

in corso nel sud della penisola.

Lo hanno reso noto fonti ufficiali in dichiarazioni ricevute a Seul. L'ufficio di collegamento per colloqui di confine è l'unica struttura stabile diretta di contatti tra Corea del Nord e Stati Uniti, privi di relazioni diplomatiche e ora in forte tensione per la crisi nucleare innescata dai piani segreti atomici con l'uranio arricchito di Pyongyang.

La Corea del Nord ha criticato aspramente le manovre militari congiunte Usa-Corea del sud denunciandole come una copertura per un attacco militare a sorpresa contro le proprie installazioni nucleari.

Contro il Giappone

Inoltre, la Corea del Nord ha lanciato oggi un severo monito al Giappone, avvertendolo che "rischia l'autodistruzione", se lancerà in orbita due satelliti spia, come in programma, il prossimo 28 marzo. Il monito è contenuto in una dichiarazione dell'agenzia di stampa ufficiale Kcna ricevuta a Seul.

Il Giappone ha annunciato da tempo che il 28 marzo lancerà dal suo poligono spaziale di Tanegashima il vettore a tre stadi H-2 per immettere in orbita i primi due satelliti spia per uso

militare della sua storia.

Se il Giappone ha il diritto di lanciare nello spazio missili balistici, perché questo diritto dovrebbe essere negato al nostro paese? avevano avvertito nei giorni scorsi i mezzi di stampa ufficiali di Pyongyang.

La Corea del nord ha più volte minacciato di riprendere i test di lancio dei suoi missili balistici Taepodong, con una gittata minima di almeno 1.300 km, in grado di raggiungere l'intero territorio giapponese.

Giovedì 27 Marzo 2003

Energia: Francia mantenga promesse

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2003

L'Italia ha avuto dalla Francia rassicurazioni sull'apertura del mercato dell'energia e 'attende di vedere realizzato cio' che e' stato promesso'. Lo ha detto il ministro Buttiglione, a proposito del confronto in corso sull'accesso al nucleare in Francia e sulle partecipazioni di Edf in Italia.

Rc auto: ok commissione giustizia Senato a 'Salva-compagnie'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2003

Via libera della Commissione Giustizia del Senato al Ddl di conversione del decreto ribattezzato 'salva-compagnie' per l'Rc auto. Il provvedimento, nonostante circa 40 proposte di modifica arrivate e i ripetuti appelli delle associazioni dei consumatori, e' passato in commissione senza modifiche. Ora passa all'esame dell'Aula del Senato che lo affrontera' a partire dal prossimo primo aprile (il decreto decade l'11 aprile).

Entrate fiscali in diminuzione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2003

Fisco: nel 2002 in cassa 1.633 mln da evasione (-28,8%)

Ammontano a 1.633 miliardi di euro le imposte 'evase' che il fisco ha recuperato ed effettivamente incassato nel 2002.E' quanto emerge dai dati ufficiali sulle entrate fiscali elaborate dal ministero dell'Economia. Rispetto al 2001, quando gli incassi delle somme accertate erano stati pari a 2.294 milioni, questa voce delle entrate ha subito un calo di 661 milioni di euro, del 28,8%.

Fisco: entrate 2002 a quota 330.366 milioni (-1%)

Le entrate fiscali nel 2002 hanno raggiunto quota 330.336 milioni di euro, con una lieve contrazione (-1%) rispetto all' anno precedente (333.784 mln).Sono questi i dati ufficiali delle entrate tributarie erariali del 2002 elaborati dal ministero dell' Economia, dipartimento per le politiche fiscali. La contrazione e' inferiore al -1,2% calcolato in termini di cassa dalle statistiche di Bankitalia. La flessione ha riguardato soprattutto le imposte dirette.

Fisco: riforma

E' giudicata 'apprezzabile' dal presidente di Casartigiani, Giacomo Basso la riforma del sistema fiscale varata dal Parlamento. E' necessario - afferma - che comunque che non si tralasci di considerare 'aspetti di incentivazione nei confronti sopratutto dell' impresa artigiana prevedendo, ad esempio, un sistema agevolativo di tassazione per le nuove iniziative imprenditoriali, soprattutto se ubicate nel Mezzogiorno'.

Commercio: a rischio 60.000 imprese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2003

I dati sulle vendite al dettaglio confermano 'il gap tra piccola e grande distribuzione e anche quello tra Sud e Nord'. Lo afferma la Confesercenti in una nota, chiedendo al governo un intervento per rilanciare i consumi. La Confesercenti lancia anche un allarme: a fine anno potrebbero chiudere 60mila imprese e perdere il posto 100mila lavoratori.

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