DEI RICCHI

2003 - Gennaio - Settimana 3

Indice dei giorni


16/01/2003 * 17/01/2003 * 18/01/2003 * 19/01/2003 * 20/01/2003 *

Giovedì 16 Gennaio 2003

Argentina: controproposta banche, ridurre a 40% taglio bond

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/11/2003

Un gruppo di banche Usa ed europee,in possesso di bond in default argentini, hanno fatto pervenire una loro controproposta. Secondo il giornale Clarin si tratta di una proposta informale in cui si prevede un taglio del 40% del valore nominale dei titoli - contro il 75% previsto dal governo - un interesse del 2% annuo per le nuove emissioni, e l'inclusione nei negoziati di 18 miliardi di dollari di interessi accumulati.

Venerdì 17 Gennaio 2003

Iraq: polemiche sulle affermazioni del vescovo di Caserta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

Sulle ''intollerabili affermazioni'' del Vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, il Ministro dell' Interno Giuseppe Pisanu ''si riserva di compiere i passi opportuni nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche''. Lo riferisce una nota del Viminale.

''Le responsabili valutazioni della Conferenza Episcopale Italiana - dice la nota - cancellano autorevolmente le gravissime affermazioni attribuite oggi al Vescovo di Caserta in ordine alle onoranze tributate ai caduto di Nassiriya. Tuttavia, anche di fronte alle inadeguate, pretese rettifiche di queste ore, il Ministro dell' Interno stigmatizza le intollerabili affermazioni dell' alto prelato e si riserva, in virtu' delle sue attribuzioni, di compiere i passi opportuni nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche''.

Le ''intollerabili affermazioni'' denunciate dal Ministro Pisanu si riferiscono ad una omelia fatta ieri dal Vescovo Raffaele Nogaro il quale, secondo i resoconti di stampa, parlando dei caduti di Nassiriya, avrebbe criticato ''gli uomini di Chiesa che benedicono quelle bare, perche' cosi' facendo, benedicono le armi e chi porta la guerra''. La frase attribuita al vescovo e' stata rettificata questa sera dal Comitato Organizzatore della giornata per le Migrazioni (Centro Pastorale Giovanile, Padri Sacramentini e Casa Rut) con una nota - e' detto - concordata con lo stesso Vescovo Nogaro che si trova ad Assisi per l' Assemblea della Ce. Il Vescovo, nel corso dell' omelia di ieri, avrebbe detto: ''Fenomeni come il terrorismo non si combattono con le armi. Bisogna fare attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste''. Rettifica giudicata ''inadeguata'' dal Ministro dell' Interno.

La 'e-jihad' pianifica gli attentati su Internet

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/11/2003

I servizi segreti inglesi e americani monitorizzano la rete

On line si potrebbero individuare indizi per sventare futuri attacchi kamikaze

Rivoltare la rete come un calzino per trovare indizi su futuri attacchi suicidi utilizzando la tecnologia più sofisticata al momento a disposizione.

I cyber investigatori statunitensi e inglesi sono all’opera da diverse settimane. Gli occhi sono puntati sull’Arabia. Al vaglio si stanno analizzando chat e server di posta per intercettare ogni messaggio e intuire quando, come, con quali mezzi ma sopratutto dove i kamikaze lanceranno il prossimo attacco.

Secondo fonti dell’intelligence ci sarebbero evidenti prove che i gruppi terroristici fanno uso della rete per reclutare, inviare messaggi in codice, decidere obiettivi da colpire.

Le migliaia di chat dovrebbero fare da gran cassa alla loro propaganda. Ma la rete è anche utilizzata per lanciare attacchi informatici capaci di mandare in tilt milioni di computer e accecare una nazione.

Il web sta diventando il nuovo terreno sul quale si scontrano i servizi segreti per intercettare, analizzare, studiare tutto ciò che muove il popolo di internet.

Esiste un ‘cugino’ del famigerato Echelon, il sistema satellitare in grado di ‘radiografare’ tutte le conversazioni telefoniche del mondo.

E’ un software in grado di ‘scannerizzare’ le milioni di pagine on line e di tracciare attività sospette. L’occhio indiscreto dell’intelligence scruta il flusso di informazioni.

La ‘e-jihad’ non è una fantasia. Dopo l’11 settembre l’impressione che la macchina del terrorismo avesse cambiato passo fu chiara a tutti.

A detta degli esperti, decifrare i messaggi è ancora quasi impossibile. "E' un problema che la Cia e le strutture militari stanno affrontando", afferma Ben Venzke, direttore dei progetti speciali di I-Defense, compagnia di investigazione informatica della Virginia.

Internet è una nuova forma di "dead drop", come negli anni della Guerra Fredda erano definiti i luoghi utilizzati dalle spie per lasciare informazioni.

Quelli pubblicati su Internet sono messaggi in codice, scritti usando programmi in crittografia, nati per tutelare la privacy degli utenti sulla rete. E ora in grado di nascondere mappe e fotografie all'interno di insospettabili siti web.

Le immagini e le e-mail possono essere decrittate usando una "chiave" o un codice segreto scelto dal destinatario delle informazioni. "I dettagli operativi e le imminenti missioni in molti casi sono nascosti alla visuale degli utenti di Internet", ha spiegato Venzke al giornale americano.

Solo i componenti delle organizzazioni terroristiche, riconoscendo i messaggi nascosti, sono in grado di ricavare informazioni. Secondo gli ufficiali americani, Bin Laden avrebbe cominciato a usare la crittografia cinque anni fa.

Ma recentemente avrebbe perfezionato questa tecnica, dopo aver scoperto che i militari statunitensi tenevano sotto controllo le sue chiamate satellitari per seguire le sue attività.

Terrorismo. Lo Yemen libera 92 membri di al Qaida. Il magistrato: 'Sono pentiti'. Rilasciati 1.500 criminali comuni

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/11/2003

Anche altri 1.500 carcerati sono stati rilasciati per il Ramadan

Il governo dello Yemen ha liberato ieri 92 ex membri della rete terroristica Al Qaida che si sono pentiti, nel quadro di una amnistia del mese di Ramadan, ha

dichiarato un giudice yemenita incaricato del dialogo con i presunti terroristi. Il giudice ha aggiunto che anche altri 1.500 carcerati sono stati rilasciati.

Il giudice, Hammoud al-Hitar, ha precisato che 65 detenuti sospettati di crimini legati al terrorismo, compresi i sospettati per l'attentato alla nave americana USS Cole che causò la morte di 17 americani nell'ottobre del 2000, potrebbero essere portati in giudizio a partire dalla fine del mese di novembre.

Il magistrato, alla testa di una commissione incaricata di incoraggiare i terroristi a rinunciare alla violenza, ha dichiarato all'Associated Press che i 92 membri presunti di Al Qaida, arrestati dopo l'11 settembre 2001, si sono pentiti e hanno promesso di obbedire alle leggi e alla costituzione yemenita.

I presunti membri di Al Qaida e i 1.500 criminali comuni detenuti sono stati liberati da un decreto del presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, nel quadro di un'amnistia per il mese di Ramadan. Hanno dichiarato che rispetteranno "i diritti dei non musulmani, le loro vite, il loro danaro e hanno promesso di non prendere a bersaglio le ambasciate dei Paesi amici" ha dichiarato il giudice al-Hitar.

Il dialogo con i detenuti sospettati di terrorismo è cominciato alla fine del 2002. Almeno settanta militanti pentiti sono stati rilasciati dallo Yemen nel corso degli ultimi due anni.

Fisco: solo 14,3% italiani escluso da dichiarazione redditi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

Solo il 14,3% degli italiani evita la dichiarazione dei redditi, perche' possiede la sola casa da abitazione, ora diventata esente.Oppure rientra tra coloro che pagano le imposte tramite i datori di lavoro. Per la maggioranza dei contribuenti, comunque, la dichiarazione diventa un doppio esborso:il 46,5% si rivolge a degli esperti, mentre il 22% degli italiani trova assistenza in famiglia. Cosi' uno studio di Unioncamere Emilia-Romagna sulla dichiarazione dei redditi compilata nel 2001.

Petrolio: prezzo oro nero in ribasso a New York

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

Prezzo del petrolio in ribasso a New York: le quotazioni del greggio con consegna dicembre sono tornate sotto i 32 dollari, con un calo del 2%. Venerdi' scorso il prezzo del petrolio era arrivato a toccare i 32,37 dollari, cioe' il livello piu' elevato dal 7 agosto scorso. Il prezzo del Brent a Londra risulta in ribasso dell'1,5% a 29,13 dollari al barile sull'International Petroleum Exchange.

Oro: in ribasso a 393,70 dollari l'oncia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

LONDRA - L'oro e' stato quotato al fixing del pomeriggio a 393,70 dollari l'oncia, in ribasso rispetto ai 396,70 dollari della chiusura precedente.

Euro stabile sul dollaro e in rialzo rispetto allo yen

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

Euro stabile contro dollaro in apertura dei mercati valutari. La moneta unica viene infatti scambiata a 1,1787 dollari contro 1,1782 di venerdi' sera a New York. L'euro e' invece in forte rialzo sullo yen, nei cui confronti si attesta a quota 129,11 contro 127,61 di venerdi' a New York.

Tv: Sabina Guzzanti prima sospesa, poi riammessa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

ROMA - E' durata circa tre ore la suspence. Il direttore di Raitre Paolo Ruffini prima sospende, in piena autonomia, il programma di Sabina Guzzanti perche' inopportuno alla vigilia di un giorno di lutto nazionale e poi, sempre in piena autonomia, ci ripensa e riammette il programma andato in onda regolarmente su Raitre.

Sabina Guzzanti - che nel frattempo aveva convocato in fretta e in furia una conferenza stampa di denuncia - pur dicendosi contenta della scelta finale ribadisce di pensare ancora che a prendere la decisione iniziale di chiusura non sia stato Ruffini (''persona onesta e entusiasta della trasmissione''), ma che ci sia ''qualcosa dietro''. Pronta la riposta dell'azienda che in una nota dell'ufficio stampa dice che ''non ci sono retroscena'' e definisce ''destituite di fondamento'' le tesi della Guzzanti.

Ruffini spiega cosi' la sua decisione di ripensarci:''di fronte alle accuse di censura che non hanno fondamento, ritengo che la cosa migliore sia di mandare in onda il programma per fugare ogni dubbio''. E aggiunge: ''chi conosce il mio modo di concepire la professione sa che non accetto imposizioni e che la mia era una valutazione autonoma''.

Una decisione alla quale non sembra pero' estranea il presidente della Rai Lucia Annunziata che ha tentato la mediazione, pur nel rispetto dell'autonomia del direttore di Raitre.

Ruffini nelle sue motivazioni che l'avevano spinto a sospendere il programma sottolinea il concetto di ''sobrieta''' a cui si dovrebbe improntare ''sempre la Rete e che - dice il Direttore di Raitre - non mi e' sembrato di trovare in alcuni momenti del programma''.

L'intervallo di poche ore tra una decisione e l'altra non evita i commenti e gli interventi politici. Il ministro Gasparri dice che vedra' ''con curiosita''' la trasmissione ''anche se con il pensiero rivolto ad altri avvenimenti cosi' come avviene per molti italiani''. Ci tiene, pero', a precisare che non c'entra nulla in una vicenda ''tutta interna alla Rai''. ''A chi la ricollega a vicende politiche - aggiunge - rispondo invitandoli a dire cose diverse...''.

Poco prima Giulietti e Orlando di Articolo21 avevano definito ''sconcertante la decisione'' iniziale di Ruffini sottolineando che ''parte di quel programma era legato alle questioni della censura e del lodo Berlusconi-Gasparri. Temi che nella Rai di oggi non e' possibile neanche sfiorare''.

Alessio Butti, responsabile comunicazione di An, definisce scomposta la reazione della Guzzanti e, quanto a Ruffini, si domanda ''se il tutto sia frutto del suo estro e della sua creativita''.

Il capogruppo dei Ds in Commissione di vigilanza Rai Antonello Falomi, prima della decisione finale, chiede ai vertici Rai un chiarimento o la convocazione della stessa Commissione.

Anche Nando Dalla Chiesa, sempre prima del mancato stop, chiede l'intervento della Commissione e lo stesso fa Pecoraro Scanio dei Verdi che annuncia di aver scritto al presidente della Commissione Claudio Petruccioli.

Roberto Natale, segretario dell'Usigrai, sottolinea che se 'Raiot' non fosse andato in onda ''ci sarebbe stata una macchia su Raitre'' aggiungendo che comunque ''non si puo' far finta di nulla''. Ora il giudizio passa al pubblico.

Tv: il monologo di Sabina Guzzanti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

ROMA - Sabina Guzzanti - Uma Thurman, con tanto di spada insanguinata, spiega che ''tocca ai comici dire le cose serie...d'altra parte quando c'e' un presidente del Consiglio che racconta barzellette...''. E poi le sue maschere, Sabina-Annunziata (il presidente di garanzia che non conta un'accidente), Sabina-Vespa, Sabina-Palombelli (che riporta il dibattito vicino alla gente denunciando gli alti affitti delle ville di Sabaudia), un'accenno al classico Sabina-D'Alema, Sabina-Berlusconi (che parla a reti unificate seduto ad una scrivania che naviga tra tele preziose e mucchi di oggetti d'oro e d'argento). Sono i quasi 60 minuti di 'Raoit', la trasmissione che ha rischiato di non andare in onda, quasi un one man show della Guzzanti. Tra una maschera e l'altra Sabina-Kil Bill spiega che l'Italia e' al 53/o posto della classifica sulla liberta' d'informazione. ''Nei Tg non l'avete sentito? D'altra parte se l'aveste sentito non saremmo al 53/o posto''. Ancora, Sabina con la spada in mano ricostruisce la storia politica di Berlusconi - dall'amicizia con Craxi all'appartenenza alla P2 - e quella delle sue televisioni - dalla legge Mammi' alla sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che Retequattro deve andare sul satellite, al Ddl Gasparri fatto per salvarla -. Poi la tabella sulla distribuzione pubblicitaria tra giornali, Rai e Mediaset la cui quest'ultima risulta fortemente avvantaggiata. Nessun accenno, d'altra parte la trasmissione non era in diretta, al giallo del pomeriggio sulla censura della trasmissione. ''Ci vediamo domenica prossima, forse''. Ha chiuso Sabina e poi un Riondino-Apicella che canta una canzone con le parole scritte da ''Isso''. (ANSA).

Tv: Raiot;da Fo a Luttazzi,manca spazio per voci libere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

Non chiedete ai comici, men che meno a chi fa satira, di essere comici quando si tratta di difendere uno di famiglia. Chiedi a Dario Fo, a Franca Rame, a Daniele Luttazzi e Beppe Grillo che ne pensano del piccolo giallo che ha preceduto la messa in onda di 'Raiot', il nuovo programma di Sabina Guzzanti, e tutti affilano l'arma dell'invettiva e, senza mai usare il termine censura, affermano che ''in questo momento non c'e' spazio per la satira in tv''. Non chiedete a chi fa satira una battuta leggera ne' un articolato giudizio artistico. Assodato che per tutti ''la Guzzanti e' stata straordinaria, in grande forma'', quello che preme e' il rischio, alla fine scampato, della mancata messa in onda e sulla motivazione, alla quale nessuno crede, che 'Raiot' non poteva andare in onda per il momento di lutto nazionale. ''E' ovvio - e' convinto il premio Nobel Dario Fo - hanno tentato...ci tentano sempre, ogni pretesto e' buono. Poi, invece, hanno capito che veniva fuori un casino. Come con me e 'L'anomalo bicefalo, e' la stessa cosa''. Dietro all'attuale difficolta' della satira di esprimersi in questo momento, per l'attore c'e' una sola cosa: ''La destra non ama la satira, ama lo sfotto', il gioco sui cornuti, la vecchia pochade'', una comicita' che, continua Fo, e' altro dalla satira che ''nasce dalla tragedia, dall'ingiustizia''. Duro, durissimo Daniele Luttazzi, anche lui punto sul vivo dopo il taglio di alcune sue battute durante il programma di Baudo, che ha segnato il suo ritorno in tv. ''Ci stiamo accorgendo di essere nell'Italia di Brezhnev, Berlusconi e' Brezhnev, per cui l'opinione pubblica deve ricevere solo le veline di palazzo e un autore satirico non puo' fare satira''. Per il conduttore di 'Satirycon' l'Italia ''sta vivendo un momento drammatico, dove le voci che presentano una visione del mondo differente rispetto a quelle che i padroni del vapore vogliono accreditare vengono rimosse,cancellate, aggredite addirittura, diffamate''. Franca Rame deride la motivazione in base alla quale 'Raiot' rischiava di saltare. ''Ma che - esplode l'attrice - era consono al lutto Panariello che poco mancava che si masturbasse in scena? Era consona venerdi' l'isola degli orrendi? Tutto sembra consono tranne la satira...tanta grazia se ci lasciano ancora parlare, se non ci strappano la lingua''. Una scusa che non regge anche per Beppe Grillo. ''Cosi' fessi - dice il comico ligure - non li facevo. Sono ormai allo sbando, sono delle salme...siamo ormai alla domenica delle salme di De Andre'''. (ANSA).

Sharon a Roma: Italia migliore amico che abbiamo in Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

SHARON A ROMA: APPELLO AGLI EBREI, TORNATE IN ISRAELE

SHARON A ROMA: LODI A BERLUSCONI; CORDOGLIO CADUTI IRAQ

MO: SHARON, PROSSIMI GIORNI INCONTRO ABU ALA

ROMA - ''L'Italia e' il piu' grande amico che abbiamo in Europa'', lo ha detto Ariel Sharon all'incontro con la comunita' ebraica all'Hotel Hilton a Roma. ''Da quando e' arrivato Silvio Berlusconi al governo - ha precisato - le relazioni tra Italia e Israele sono migliorate''. Per Sharon inoltre, l'Italia nella sua veste di presidente di turno della presidenza europea ''ha anche aiutato a migliorare i rapporti di Israele con il resto d'Europa. Non abbiamo mai avuto nella presidenza di turno Ue un paese amico come quello oggi rappresentato dal presidente del COnsiglio in carica''.

TV: RAIOT; RUFFINI, GRAVE PARLARE DI RAZZA EBRAICA

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/11/2003

ROMA - Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, condanna l'uso dell' espressione 'razza ebraica' da parte di Sabina Guzzanti nel corso della prima puntata di 'Raiot' andata in onda ieri sera, e chiede scusa alle comunita' ebraiche. ''Considero molto grave - sottolinea Ruffini - aver adoperato, anche in un programma di satira, l'espressione 'razza ebraica'. Di questo, come direttore di Raitre, sento il dovere di scusarmi con le comunita' ebraiche che si sono, a ragione, sentite offese''

Sabato 18 Gennaio 2003

Iraq. Ruini: 'Il sacrificio dei caduti di Nassirya sia di esempio. Le istituzioni non dimentichino le loro famiglie'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 18/11/2003

Commozione e dolore ai funerali dei caduti di Nassirya

Che il loro sacrificio sia di esempio e di monito per tutti noi. L'Italia intera ha manifestato un affetto e una riconoscenza, una solidarietà che vengono dal cuore del nostro popolo e che esprimono profonda unità e consapevolezza del suo comune destino. Ci rivolgiamo al Padre e gli affidiamo uno per uno questi nostri morti e le loro famiglie. Questo le prime parole del cardinal Ruini nell'omelia della funzione funebre per i caduti di Nassirya, nella basilica di San Paolo fuori le mura.

Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli piu' piccoli, l'avete fatto a me, recita il brano tratto dal Vangelo secondo Matteo, scelto quale sacra lettura per le esequie. In precedenza, altre parole erano risuonate, dal libro della Sapienza: "Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro dipartita da noi una rovina. Ma essi sono nella pace".

L'omelia

Ruini ha ricordato che "i militari italiani sono in Iraq per compiere una grande e nobile missione. (...) Solo Dio non può essere fermato dalle barriere della morte e suolo il Suo perdono è più grande dei peccati che attraversano la storia del genere umano. In Gesù risorto Dio ci ha fatto Suoi figli per l'eternità".

I caduti di Nassirya, ha continuato Ruini, "hanno accettato di rischiare la vita per la nostra nazione e per portare nel mondo la pace. E questa la più grande consolazione per tutti coloro che hanno voluto loro bene. 'Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio', dice la Scrittura, 'la loro speranza è piena di immortalità'. Il criterio in base al quale saremo giudicati - ha detto ancora Ruini - è quello dell'amore operoso. Abbiamo ascoltato con intima commozione le parole della sposa di uno dei caduti che ci ha letto un passo del Vangelo e ci ha detto che delle parole di Gesù lei e il marito avevano fatto le regole della loro vita. (...) Non fuggiremo davanti ai terroristi assassini, li fronteggeremo con coraggio, energia, determinazione. Ma non li odieremo".

Tutto l'impegno dell'Italia è orientato a salvaguardare e promuovere una convivenza dove ci sia spazio per la ragione, ha detto Ruini.

Chiediamo a Dio di rinsaldare la certezza che il Bene è più forte del Male e che anche nel mondo è possibile costruire condizioni di pace, ha aggiunto Ruini, concludendo con "una sommessa preghiera: la tragedia di Nassirya ha sollevato una grande onda di commozione, ma anche una sensazione di paura per la ferocia dell'animo umano. Voglia il Signore riscaldare i nostri cuori, soprattutto quelli di chi ha perso i propri cari e dare alle nostre istituzioni la forza di non dimenticarli e di non lasciarli soli. Dio benedica e protegga i nostri soldati".

MEDIASET DENUNCIA LA RAI E 'RAIOT'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/11/2003

ROMA - Mediaset ha dato mandato ai propri legali di avviare azioni giudiziarie nelle sedi competenti nei confronti della Rai e dei responsabili del programma di Raitre 'Raiot'. Lo ha reso noto l'azienda spiegando che ''nel corso del programma sono state pronunciate menzogne e insinuazioni gravissime contro Mediaset contrarie alla verita' dei fatti e di conseguenza lesive dell'onorabilita' di una societa' quotata in borsa''. ''La lesione - ha proseguito l'azienda - e' aggravata dal fatto che la diffamazione contro Mediaset provenga da un programma trasmesso da una sua diretta concorrenza''.

Domenica 19 Gennaio 2003

Musica: Jackson, mandato arresto per molestie sessuali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/11/2003

WASHINGTON - Stavolta Michael Jackson rischia veramente la prigione. La polizia di Santa Barbara ha spiccato un mandato di arresto contro il cantante per ''ripetute molestie sessuali'' nei confronti di un minore di 14 anni. Le autorita' hanno dato a Michael Jackson la possibilita' di consegnarsi alla polizia. Negoziati sono stati avviati tra la polizia e i legali del cantante. La cauzione e' stata fissata a tre milioni di dollari: una somma che l'accusato puo' pagare facilmente. L'interprete di 'Bad' dovra' consegnare il passaporto al momento dell'arresto.

Lo sceriffo della citta' californiana di Santa Barbara Jim Anderson ha sottolineato che si tratta di ''reati multipli'' in violazione dell'articolo 288 del Codice Penale della California, che riguarda gli atti di libidine nei confronti di minori di 14 anni. Il cantante rischia, se trovato colpevole, dai tre agli otto anni di carcere per ciascuna delle imputazioni. Le autorita' non hanno rivelato oggi il numero degli atti di libidine che sarebbero stati commessi da Michael Jackson. Le accuse saranno sigillate per i prossimi 45 giorni.

Il procuratore distrettuale Tom Sneddon ha sottolineato che il caso attuale presenta aspetti diversi dalla vicenda del 1993 quando il cantante fini' nel mirino della polizia per il sospetto di molestie sessuali verso un dodicenne. I familiari della vittima e Jackson arrivarono ad un accordo finanziario. ''In questo caso la vittima sta collaborando pienamente con le indagini - ha sottolineato Sneddon - E' stata presentata una denuncia formale. Inoltre la legge e' cambiata negli ultimi dieci anni''. Le norme erano state modificate, proprio dopo la vicenda di dieci anni fa, per evitare il ripetersi di una situazione analoga.

Le autorita' hanno invitato altre possibili vittime a farsi avanti. Ed hanno lanciato un appello ai bambini della California: ''Non e' una buona idea trascorrere la notte a Neverland''. Il mandato di arresto e' scattato dopo una perquisizione durata oltre 14 ore ieri al Neverland Ranch, la grande proprieta' di Jackson (oltre 1300 ettari). Oltre settanta agenti avevano frugato l'abitazione del cantante, cercando soprattutto videonastri. L'operazione era gia' pronta da un mese. Lo sceriffo Anderson ha rivelato che perquisizioni sono state effettuate in altre due localita' in California. Ma non ha precisato quali.

Michael Jackson, da alcune settimane a Las Vegas con i suoi tre figli per girare un video promozionale per il suo nuovo disco 'Number Ones' (una raccolta dei suoi maggiori successi), ha promesso piena cooperazione con le autorita'. Michael Jackson non era finora mai finito in carcere. Alcune ore prima del clamoroso annuncio il cantante si era scagliato, tramite il suo portavoce Stuart Backerman, contro i troppi 'sciacalli' che affermano di parlare e agire in suo nome. ''Ho visto in Tv avvocati che non mi rappresentano e presunti portavoce che neanche conosco, parlare a mio nome - aveva protestato il cantante - Questo tipo di gente sembra sempre emergere con orribili accuse ogni volta che un mio nuovo progetto musicale sta per essere lanciato''. Sneddon ha ironizzato oggi, nella conferenza stampa dove ha annunciato il mandato di arresto, sulla ''teoria del complotto'' per rovinare le vendite del suo disco: ''Come se io ascoltassi questo tipo di musica! Non ho neanche figli in eta' da comprare i suoi CD''.

Secondo il legale Steve Manning, portavoce della famiglia Jackson, i suoi congiunti sono rimasti ''traumatizzati'' da questo nuovo incidente ma si sono affrettati a dare al cantante la loro ''piena solidarieta'''. Accuse di molestie sessuali contro il cantante erano gia' emerse dieci anni fa da parte di un ragazzo che aveva trascorso alcune notti a Neverland. Anche in quel caso la polizia aveva aperto una inchiesta che non si era pero' concretizzata in incriminazioni perche' i familiari del ragazzo avevano ritirato la denuncia dopo un accordo finanziario con i legali di Michael Jackson.

In un recente documentario televisivo Michael Jackson aveva confermato di avere dormito con molti bambini nella sua camera da letto al Ranch Neverland sottolineando che si trattava di ''una cosa dolce e gentile, senza alcun riflesso sessuale. Mi piace leggere loro delle favole e rincalzare le lenzuola''.

Droga. Cene a luci rosse, spaccio e prostituzione nella Roma dei Vip: 19 fermi di polizia. Agli arresti Serena Grandi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 19/11/2003

Le perquisizioni delle forze dell'ordine sono ancora in corso

C'è anche Serena Grandi tra le persone arrestate nella notte dalla polizia in un' operazione antidroga nel mondo dei vip della capitale per la quale la procura di Roma ha emesso 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'indagine gudagnerà facilmente le prime pagine dei quotidiani: tra gli indagati non mancano esponenti politici, attrici e professionisti in vista. Gli investigatori hanno eseguito decine di perquisizioni.

Alcune delle persone indagate sono accusate di aver procurato la droga a personaggi molto noti; altre anche di aver favorito incontri 'a luci rosse' per clienti facoltosi.

Nell' inchiesta sono finiti Giuseppe Martello, già arrestato in precedenza dalla squadra mobile di Roma, la madre e il fratello, che gestivano una sorta di laboratorio dove la cocaina arrivava e transitava poi ai clienti. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari Luisanna Figliolia su richiesta del procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma Italo Ormanni e dei sostituti procuratori Carlo Lasperanza e Giancarlo Capaldo.

Pesanti i reati contestati: associazione per delinquere, detenzione e spaccio di stupefacenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Droga: sesso e cocaina per vip, nei guai Serena Grandi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/11/2003

DROGA: GIP, FINANZIERI INTERMEDIARI PER SEN. EMILIO COLOMBO

DROGA: SERENA GRANDI, DA TINTO BRASS A 'RADIOFRECCIA'

DROGA:SERENA GRANDI,PER L'ACCUSA PROCURAVA COCA A SUO GRUPPO

Cocaina meravigliosa, che non fa star male e ha un ottimo profumo, buona da consumare in solitudine o nei festini con gli amici; donne bellissime ma soprattutto disponibili: due ingredienti e due passioni che hanno fatto finire agli arresti le attrici Serena Grandi e Ludmilla Derkach e hanno toccato, pur senza coinvolgerli direttamente tra gli indagati, alcuni politici e alcuni vip. L'operazione disposta dai pm romani Giancarlo Capaldo e Carlo Lasperanza e condotta dalla polizia ha portato all' emissione di 19 ordinanze di custodia cautelare (16 eseguite) persone tra cui l' avvocato romano Maurizio Tiberi, due militari della Guardia di finanza, Stefano Donno e Rocco Russillo, e di Giuseppe Martello, un pregiudicato considerato la 'mente' dell'organizzazione che procurava la cocaina e le donne ai clienti.

Scrive il gip Luisanna Figliolia nell'ordinanza di custodia cautelare: ''L'indagine ha messo in rilievo l'esistenza di una stabile organizzazione criminale finalizzata allo spaccio di stupefacenti di cui fanno parte Giuseppe e Marco Martello, Massimiliano Bernardi, Stefano Barbis, Giuseppa Porrovecchio, Michela Pontecorvi e Ludmilla Derkach''. Per questi sette la procura ha contestato anche l'associazione a delinquere, oltre alle detenzione spaccio e allo sfruttamento della prostituzione.

I clienti dei pusher non sono indagati perche' fanno uso abituale di cocaina ma l'acquistano per uso personale. Diversa e', invece, la posizione dell'attrice Serena Grandi, posta agli arresti domiciliari perche' oltre a procurare la droga dal gruppo di Martello e da altri pusher, la cede secondo l' accusa anche ai suoi amici nel corso di incontri e cene. Non solo: da alcune intercettazioni risulta che la Grandi ha amicizie particolarmente pericolose. L'attrice parlando con l'amica Veronica dice: ''Mi rivolgo ad alcuni amici calabresi che hanno una bisca in via Ceccarini, a Riccione. Senti, poi ti faccio conoscere questi amici calabresi che sono dei boss, dei veri boss, dei boss pazzeschi, ma roba forte, roba grossa, hai capito?''. La Grandi inoltre viene intercettata numerose altre volte mentre chiede di essere approvvigionata utilizzando frasi ed espressioni convenzionali come per esempio ''sto cercando le fiale come quelle di Valery''.

Gli avvocati dell' attrice, Ettore Boschi e Luciano Moneta Caio, hanno detto: ''Non abbiamo trovato in nessuna delle pagine che abbiamo letto dell' ordinanza di custodia la minima traccia che porti alle accuse che sono state mosse contro la nostra cliente. Abbiamo parlato a lungo con lei. Entrambi siamo arrivati alla stessa conclusione e porteremo il nostro punto di vista al magistrato. Sicuramente su questa vicenda c'e' molto da discutere''. Per Ludmilla Derkach, attrice dell'ultimo film di Tinto Brass, l' accusa e' piu' grave. Per la procura ha avuto un ruolo nell' organizzazione nella gestione di giovani e belle donne da fornire a vip insieme con la cocaina. Un ruolo da intermediari lo hanno avuto i due militari della Gdf Russillo e Donno che - secondo l' accusa - procuravano la sostanza stupefacente al senatore a vita Emilio Colombo acquistandola direttamente da Martello. Secondo gli inquirenti, lo stesso senatore (che non e' indagato) conosceva personalmente Giuseppe Martello, che chiamava amichevolmente Pino. Da un' intercettazione del 27 aprile gli da' un appuntamento e gli investigatori ritengono che l'incontro fosse stato fissato proprio per la cessione di cocaina. Il sen. Colombo ha detto di non avere alcuna notizia sulla vicenda giudiziaria e di nutrire ''pienissima fiducia'' nei suoi collaboratori.

Ma la droga - sempre secondo la magistratura romana - entrava anche in altri palazzi importanti, come nel caso del sottosegretario alle Attivita' Produttive Giuseppe Galati, che viene ritenuto dalla procura un cliente di Martello da cui si rifornisce direttamente o attraverso il suo uomo di fiducia Armando De Bonis (anche lui arrestato), direttore di divisione del ministero delle attivita' produttive. Anche Galati non e' indagato, in quanto - secondo gli investigatori - avrebbe fatto uso personale dello stupefacente. Una delle ordinanze riguarda un avvocato civilista della capitale, Maurizio Tiberi, di 35 anni, accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti. La stessa accusa riguarda un altro arrestato, Francesco Bonetti, 60 anni, socio e segretario del Circolo Canottieri Roma.

Il gruppo costituito da Giuseppe Martello aveva un certo successo nella capitale. Il motivo sembra essere chiaro ed emerge da alcune intercettazioni ambientali in cui si ascolta che la sua cocaina era speciale, meravigliosa, con un buon odore e soprattutto non faceva male. Nell'ordinanza si legge: ''Con un procedimento solo a lui conosciuto, Martello riesce a confezionare la cocaina con risultati ottimali per la sua clientela''. Martello e alcuni suoi clienti, ad esempio, parlano liberamente in macchina di cocaina, convinti di non essere ascoltati da orecchie nemiche: ''c'e' la roba, e' buona..'' ''ma che ci metti dentro per dargli quel buon odore?'' ''dentro c'e' la base che' e' buona, che e' favolosa...che e' vera''. L'indagine che ha portato alle 19 ordinanze di custodia cautelare e' nata da una costola dell'inchiesta dell'estate dello scorso anno, meglio conosciuta come ''droga al ministero delle finanze''. Da quelle indagini emersero degli elementi su cui la squadra mobile ha lavorato arrivando al blitz della notte scorsa.

Fini, espulso deputato Antonio Serena dal gruppo di An

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/11/2003

Ha inviato a deputati video con autobiografia di Priebke

Fini ha chiesto l'immediata espulsione dal gruppo di An di Antonio Serena che ha inviato ai deputati un video con l'autobiografia di Priebke. Lapidario il biglietto di accompagno:'Illustre collega, su invito dell'Associazione Uomo e Liberta' mi e' gradito inviarle la allegata videocassetta 'Vae Victis''.Il gesto, alla vigilia del viaggio in Israele di Fini,ha scatenato l'ira dei Ds.Il capogruppo di An alla Camera,Anedda conferma:'d'intesa con Fini ho sospeso Serena'. /writer

An: Serena invia video Priebke a deputati, espulso da partito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/11/2003

AN: ANEDDA, D'INTESA CON FINI HO INTANTO SOSPESO SERENA

AN: ANEDDA, CASSETTA SU PRIEBKE? NON NE SAPEVO NULLA...

FINI CHIEDE ESPULSIONE SERENA DA GRUPPO AN

AN: ON. SERENA INVIA A TUTTI DEPUTATI CASSETTA SU PRIEBKE

ROMA - Antonio Serena e' stato espulso da Alleanza Nazionale. Lo ha riferito il responsabile organizzativo del partito, Donato Lamorte, il quale ha detto che la misura e' stata adottata su proposta del presidente Gianfranco Fini.

In base allo statuto di An, il segretario provinciale o il presidente puo' deferire un iscritto al partito alla Commmissione nazionale di Garanzia, i cosiddetti Probiviri. A prendere l'iniziativa nei riguardi di Antonio Serena, ha spiegato Lamorte, e' stato in questo caso lo stesso Fini.

Il presidente della commissione di Garanzia a sua volta, in caso di urgenza, puo' assumere un provvedimento disciplinare temporaneo (censura, sospensione, espulsione) che deve poi essere ratificata dalla Commissione riunita in plenaria; procedura prevista dall'articolo 59 dello statuto.

Ebbene il presidente dei Probiviri, ha spiegato Lamorte che ha anche fatto vedere il provvedimento, ha deciso l'espulsione di Serena.

''Serena e' diventato strumento di qualcuno - ha commentato Alessandra Mussolini, anche lei in Transatlantico - pero' per fortuna e' arrivata questa mossa di Fini molto importante e molto netta, che e' anche un avvertimento a nuove ipotesi di questo tipo che possono sempre accadere''.

Raiot: Annunziata su sospensione,necessario tutelare azienda

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/11/2003

Ma nel Cda rimane la fiducia in Ruffini, autori e interpreti

A fronte delle polemiche, delle proteste e delle azioni legali suscitate da Raiot era necessario tutelare l'azienda. Lo ha detto Annunziata. Il presidente Rai ha sottolineato che la decisione e' stata concordemente presa dal Cda e ha ribadito la fiducia nel direttore di Raitre e nel gruppo di autori e interpreti del programma. Il cda ha invitato comunque il gruppo a proseguire la registrazione delle puntate che dovranno essere pero' valutate per evitare possibili conseguenze legali. /writer

Lunedì 20 Gennaio 2003

Bagno di sangue a Istanbul, due attacchi in contemporanea

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/11/2003

ANKARA - Numerose esplosioni in contemporanea hanno causato molte vittime e feriti nella citta' di Istanbul. Secondo le prime testimonianze un'esplosione e' avvenuta al consolato britannico sulla via Istiklal nel centro europeo della citta', devastandolo quasi interamente e causando almeno 25 morti e 390 feriti. L'attacco e' stato opera di kamikaze che hanno fatto entrare un camioncino verde fin quasi dentro lo stesso consolato. Lo riferiscono testimoni oculari citati dall'Anadolu.

Altre due bombe sono esplose vicino a una sede della banca britannica HSBC, nel quartiere di Levent, causando anche li' un numero imprecisato di vittime.

Il governo turco ha formato e convocato un'unita' di crisi per tenere sotto controllo la situazione creatasi dopo le esplosioni di Istanbul di questa mattina. Il ministro dell'interno Abdulkadir Aksu e l'ambasciatore inglese ad Ankara, Peter Westmacott sono insieme in viaggio per Istanbul. Aksu ha detto di vedere un collegamento tra le esplosioni di oggi a Istanbul e quelle di sabato alle due sinagoghe. Da Stoccolma, dove si trova il ministro degli esteri Abdullah Gul ha dichiarato: ''la Turchia non si pieghera' al terrore''.

Cinque giorni fa Istanbul era stata gia' colpita dai gravissimi attentati contro le due sinagoghe di Neve Shalom e di Shishli: due autobombe erano esplose davanti ai luoghi sacri, in coincidenza con il sabato di preghiera della comunita' ebraica, provocando la morte di 25 persone e oltre 200 feriti. La responsabilita' di quegli attacchi, rivendicata in un primo momento da un gruppo islamico turco Ibda-C, era stata successivamente attribuita dagli investigatori ad affiliati turchi di al Quaida.

Bombe Istanbul: la reazione dei mercati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/11/2003

Salgono titoli Stato, oro, Franco svizzero

Titoli di stato in rialzo, borse in discesa, oro e franco svizzero salgono, dollaro poco variato. Cosi' i mercati dopo Istanbul. L'Eurobond turco accusa il colpo. I titoli di stato tedeschi crescono di 0,32 punti base, il rendimento scende di 4 punti base, al 4,31%. Per i Treasury Usa a 2 anni, i rendimenti giu' di 7 punti base, all'1,80%. Il franco svizzero sale a 1,2990 contro il dlr, da 1,3050 prima delle esplosioni. L'oro a +0,4% a 395,55 dlr all'oncia, dai 393,80 pre attentati. /writer