DEI RICCHI

2003 - Aprile - Settimana 3

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Indice dei giorni


15/04/2003 * 16/04/2003 * 17/04/2003 *

Martedì 15 Aprile 2003

Iraq, migliaia manifestanti a Nassiriya

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/04/2003

Migliaia di persone,in prevalenza sciiti stanno manifestando a Nassiriya,nell'Iraq meridionale,dove oggi si svolge la riunione degli oppositori al regime di Saddam, patrocinata dagli Usa. Tra gli slogan dei manifestanti, 'Si',si' all'Islam','No all'America,no a Saddam' Il vertice sara' presieduto dall'ex generale statunitense Jay Garner. Saranno presenti tutti i gruppi,tranne glisciisciiti: da quello di Chalabi (che non interverra' di persona),ai partiti curdi e musulmani, ai monarchici.rapporti con l'opposizione in esilio.

A Nassiriya in migliaia contestano riunione opposizione su dopo Saddam

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2003

NASSIRIYA - Migliaia di persone, in maggioranza sciiti, stanno manifestando stamattina a Nassiriya, in Iraq meridionale, per protestare contro la riunione in programma per oggi dei principali gruppi dell'opposizione al regime di Saddam Hussein, patrocinata dagli Usa.

''Si' Si' alla liberta'''; ''Si', Si' all'islam''; ''No all'America, no a Saddam'', gridano in coro i manifestanti, radunati nel centro della citta'.

Guidati da notabili religiosi, i manifestanti - circa 20.000 secondo i giornalisti presenti - innalzavano cartelli su cui c'erano scritte quali: ''Noi chiediamo che la nostra voce sia quella della Hawza (scuola)'' religiosa degli sciiti a Najaf, la citta' santa sciita a sud di Baghdad.

''Le forze popolari e religiose che hanno organizzato questa manifestazione ritengono che la Hawza di Najaf sia l'unica rappresentante del popolo iracheno, che e' all'80% sciita'', ha detto Warrad Nasrallah, uno degli imam che dirigono la manifestazione.

Secondo stime non ufficiali, gli sciiti sono il 65% della popolazione irachena.

''Spetta alla Hawza, e non gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, scegliere i rappresentanti le popolo'', ha aggiunto il dignitario sciita, attorniato da giovani alcuni dei quali, brandendo copie del Corano, lanciavano slogan contro la riunione delle opposizioni.

I manifestanti, che innalzavano ritratti di Mohammad Sadeq al Sadr, un dirigente sciita assassinato nel 1999 probabilmente da sicari di Saddam, si sono diretti verso il palazzo del governatorato.

Fra i manifestanti non ci sono solo istanze religiose. ''Chiediamo che le forze americane e britanniche se ne vadano. Ci hanno liberato da Saddam e la loro missione e' terminata'', ha detto Ihsan Mohamed, responsabile della federazione degli ingegneri della regione. ''Noi non vogliamo un governo sciita perche' siamo contrari a regimi confessionali. Ma vogliamo una rappresentativita' vera e onesta degli sciiti'', ha aggiunto Mohamed.

Lo Sciri, principale gruppo dell'opposizione sciita, con base in Iran, ha annunciato che boicottera' la riunione. Nei piani degli americani, la riunione dovrebbe porre le basi per far emergere ''nel giro di qualche settimana'' una nuova autorita' civile in Iraq.

Mercoledì 16 Aprile 2003

Lo sport non si ferma neppure a Pasqua: diocesi arrabbiate

News2000, http://news2000.libero.it/primopiano/pp1406.html, 16/04/2003

Domenica a Imola il Gran Premio di Formula 1: il vescovo aveva chiesto invano lo spostamento

Lo sport non si ferma di fronte a niente, neppure di fronte alla Settimana Santa: una situazione che sta mettendo di malumore alcune diocesi italiane. La curia più indispettita per l'accavallarsi di sacro e sportivo è quella di Imola.

Tanto che il vescovo della città romagnola aveva espressamente chiesto che fosse spostato il Gran Premio di San Marino di Formula 1, in programma per la domenica di Pasqua, considerando assai inopportuna la coincidenza. I padroni del circo dei motori hanno "ovviamente" risposto picche.

Cambiando sport, di sabato Santo andrà poi in scena il campionato di calcio: una tradizione consolidata, che se non altro dimostra un certo tatto da parte del "dio pallone" nello spostare di un giorno lo spettacolo solitamente destinato alla domenica. Ma certo la Chiesa si aspetterebbe di più dallo sport professionistico. E invece gli unici a sospendere per una settimana intera le proprie attività sono i dilettanti del Csi (Centro sportivo italiano). (NEWS2000)

L'Europa dei 25, firmata l'intesa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 16/04/2003

Summit ad Atene per l'allargamento dell'Unione

Cipro, Malta, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Estonia e Lettonia sono sulla strada che fra un anno, il primo maggio del 2004, le vedrà entrare a tutti gli effetti nell'Unione Europea (il tempo tecnico ratifica dei trattati da parte di tutti i parlamenti). Mentre da praticamente subito a tutte le riunioni ci saranno dieci seggi in più, in qualità di osservatori.

All’ombra dell’Acropoli, è stata officiata la cerimonia presiduta dal premier greco Costas Simitis di ratifica dei trattati. Firmati dai rappresentanti dei singoli stati membri dopo un discorso a sancire la solennità dell’occasione.

Mentre nelle strade di Atene settantamila manifestanti hanno scandito slogan contro la guerra e, purtroppo, dato luogo ad incidenti (nel mirino anche l’Ambasciata italiana) all’interno del summit sono ancora visibili i “segni” della guerra sugli equilbri e sulle divisioni tra gli stati membri.

Le dichiarazioni dei leader. Prima di firmare il presidente francese Chirac ha lanciato un appello per la "rifondazione del progetto politico europeo" attraverso la prossima costituzione Ue. Il presidente francese ha detto che in futuro la nuova Europa dovrà sviluppare una "cooperazione armoniosa con i suoi grandi partner nel mondo". Per il premier britannico Blair il vertice di Atene rappresenta una "tappa fondamentale per l'unità europea" secondo cui l' Europa ha "valori profondi" che la uniscono: "libertà, democrazia, diritti umani, solidarietà e responsabilità sociale".

Questo è un giorno storico per la Germania: lo ha detto il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder "ha un significato particolare per un paese come il nostro che ha dato il via ma anche sofferto molto per la guerra, e per la divisione che ci ha segnato per molti anni", ha affermato.

Per Silvio Berlusconi l’Europa se vuole contare ha “bisogno di una politica estera e militare comuni".

Quando sarò più vecchio – ha detto il Presidente del Consiglio - racconterò ai miei figli e ai miei nipoti che io ero lì, in un giorno importante, e ascoltavo i governanti d'Europa aprire le loro porte ai nostri nuovi amici per vedere finalmente realizzato il grande sogno dei nostri padri fondatori: unificare i cittadini dell'Europa che condividono gli stessi valori grazie ad una unione di pace tra gli stati europei.

Giovedì 17 Aprile 2003

Papa: un'enciclica per rilanciare l'eucarestia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2003

L'adorazione eucaristica e' quasi abbandonata, molti ritengono che l'eucarestia sia solo ricordo di un fatto e occasione conviviale e non sacrificio che si rinnova ogni volta, solo al prete spetta celebrare Messa e recitare la preghiera eucaristica, per comunicarsi bisogna essere in ''stato di grazia'' (cioe' essersi confessati e non vivere in stato di peccato).

Questi i principali ''abusi'' che il Papa denuncia nell'enciclica ''Ecclesia de eucharistia'', la quattordicesima del suo pontificato e testo molto teologico e dottrinario, che firma oggi, giovedi' santo.

Il Papa critica inoltre il fatto che cattolici partecipino alle messe di altre confessioni cristiane e viceversa, che non si rispettino le norme liturgiche sul decoro della celebrazione e ricorda che per il fedele andare alla messa domenicale e' ''un obbligo''. Nel richiamo allo ''stato di grazia'' per potersi comunicare sta inoltre una sottolineatura del fatto che i divorziati risposati, seppur non nominati esplicitamente, non possono fare la comunione.

Ma degli abusi del sacramento, scrive Giovanni Paolo II, si occupera' un prossimo documento dei competenti dicasteri vaticani, mentre obiettivo positivo di questa lettera e' riportare l'eucarestia al centro della vita della Chiesa, recuperare lo ''stupore eucaristico'' e dare ''rinnovato slancio'', ''rinnovato impegno ecclesiale'' nel ''dare all'eucarestia tutto il rilievo che merita''.

Nelle 76 pagine di documento ci sono anche alcuni accenni personali a come Karol Wojtyla ha vissuto l'eucarestia nella sua vita di cristiano e di sacerdote e Papa, a tutti gli ''altari del mondo'' sui quali ha rinnovato il sacrificio eucaristico, alla messa da lui celebrata nel Cenacolo di Gerusalemme dove la tradizione identifica il luogo dell'ultima cena di Gesu' con l'istituzione dell'eucarestia, a tutte le volte che ha trovato sostegno alla fede nella adorazione eucaristica.

In un capitolo sul rapporto su arte e eucarestia il Papa affronta poi il problema della ''banalizzazione'' delle celebrazioni, del contributo dato nei secoli da questo sacramento allo sviluppo della cultura, dell'inculturazione dell'eucaristia e quindi del cristianesimo nelle differenti culture.

Giovanni Paolo II valorizza poi il ruolo della Madonna che, scrive, e' ''presente in ciascuna delle nostre celebrazioni eucaristiche''.

In un passaggio in cui vuole sottolineare il legame tra sacramento eucaristico e storia e vita dell'umanita', papa Wojtyla ricorda i ''molti problemi che oscurano l'orizzonte del nostro tempo'', incitando a ''lavorare per la pace'', costruire nei rapporti tra i popoli'' solide premesse di giustizia e di solidarieta' '' e a ''difendere la vita umana dal concepimento fino al naturale suo termine''.

L' Enciclica del Papa: 'Le guerre oscurano l'orizzonte del nostro tempo'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/04/2003

Ecclesia de eucharistia

La quattordicesima del suo Pontificato. Un richiamo contro gli "abusi" dei credenti verso il sacramento dell'eucarestia. Accenni personali a come ha vissuto l'eucarestia nella sua vita di cristiano e di sacerdote e Papa

Guerre, ingiustizie, attentati alla vita "oscurano l'orizzonte del nostro tempo", insieme con le "mille contraddizioni di un mondo 'globalizzato' dove i piu' deboli, i piu' piccoli e i piu' poveri sembrano avere ben poco da sperare".

Il Papa lo ricorda nella sua quattordicesima Encliclica, la “Ecclesia de eucharistia”. In un passaggio della lettera, firmata oggi in occasione del giovedi' santo, Giovanni Paolo II ricorda che "compito" dei cristiani e' "contribuire con la luce del Vangelo all'edificazione di un mondo a misura d'uomo e pienamente rispondente al disegno di Dio". "Molti - sottolinea il Pontefice - sono i problemi che oscurano l'orizzonte del nostro tempo. Basti pensare all'urgenza di lavorare per la pace, di porre nei rapporti tra i popoli solide premesse di giustizia e di solidarieta', di difendere la vita umana dal concepimento fino al naturale suo termine. E che dire poi delle mille contraddizioni di un mondo 'globalizzato', dove i piu' deboli, i piu' piccoli e i piu' poveri sembrano avere ben poco da sperare? E' in questo mondo che deve rifulgere la speranza cristiana". E’ in un passaggio in cui vuole sottolineare il legame tra sacramento eucaristico e storia e vita dell'umanita', che Papa Wojtyla ricorda i "molti problemi che oscurano l'orizzonte del nostro tempo", incitando a "lavorare per la pace", costruire nei rapporti tra i popoli" solide premesse di giustizia e di solidarieta' " oltre che a "difendere la vita umana dal concepimento fino al naturale suo termine".

Ma sono anche altri i principali “abusi” che il Papa denuncia in un testo molto teologico e dottrinario. L'adorazione eucaristica e' quasi abbandonata, molti ritengono che l'Eucarestia sia solo ricordo di un fatto e occasione conviviale e non sacrificio che si rinnova ogni volta, solo al prete spetta celebrare messa e recitare la preghiera eucaristica, per comunicarsi bisogna essere in "stato di Grazia" (cioe' essersi confessati e non vivere in stato di peccato). Il Papa critica inoltre il fatto che cattolici partecipino alle messe di altre confessioni cristiane e viceversa, che non si rispettino le norme liturgiche sul decoro della celebrazione e ricorda che per il fedele andare alla messa domenicale e' "un obbligo".

Nel richiamo allo "stato di Grazia" per potersi comunicare sta inoltre una sottolineatura del fatto che i divorziati risposati, seppur non nominati esplicitamente, non possono fare la comunione. Ma degli abusi del sacramento, scrive Giovanni Paolo II, si occupera' un prossimo documento dei competenti dicasteri vaticani, mentre obiettivo positivo di questa lettera e' riportare l'Eucarestia al centro della vita della Chiesa, recuperare lo "stupore eucaristico" e dare "rinnovato slancio", "rinnovato impegno ecclesiale" nel "dare all'eucarestia tutto il rilievo che merita".

Nelle 76 pagine di documento ci sono anche alcuni accenni personali a come Karol Wojtyla ha vissuto l'eucarestia nella sua vita di cristiano e di sacerdote e Papa, a tutti gli "altari del mondo" sui quali ha rinnovato il sacrificio eucaristico, alla messa da lui celebrata nel cenacolo di Gerusalemme dove la tradizione identifica il luogo dell'ultima cena di Gesu' con l'istituzione dell'eucarestia, a tutte le volte che ha trovato sostegno alla fede nella adorazione eucaristica. In un capitolo sul rapporto su arte e eucarestia il Papa affronta poi il problema della "banalizzazione" delle celebrazioni, del contributo dato nei secoli da questo sacramento allo sviluppo della cultura, dell'inculturazione dell'eucaristia e quindi del cristianesimo nelle differenti culture. Giovanni Paolo II valorizza poi il ruolo della Madonna che, scrive, e' "presente in ciascuna delle nostre celebrazioni eucaristiche".

Crisi Nordcorea, riparte la diplomazia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/04/2003

Da mercoledì colloqui a Pechino, tra Usa e Pyongyang

Dopo mesi in cui la tensione ha continuato a crescere nel confronto tra Corea del Nord e comunità internazionale, torna in campo la diplomazia. Mercoledì prossimo a Pechino Stati Uniti, Corea del Nord e Cina si incontreranno per il primo dei colloqui multilaterali che potrebbero portare alla soluzione della crisi scoppiata nell'ottobre scorso.

Bush, forte della vittoria di Baghdad, ha fatto il suo passo: non ha preteso che la Corea del Nord smantellasse prima gli impianti riattivati, condizione che la Casa Bianca pareva considerare irrinunciabile per aprire una trattativa. E il presidente nordcoreano Kim Jong Il, pressato dai cinesi, ha fatto altrettanto accantonando la richiesta di una trattativa bilaterale con i soli Stati Uniti.

Questo primo risultato è importante anche se la Casa Bianca ha sempre utilizzato un altro metro di misura per la Corea rispetto all’Iraq, evitando i toni che, per esempio, oggi utilizza con la Siria. Inoltre potrebbe aver pesato su questo ritorno alla diplomazia anche il risultato della guerra e la determinazione bellicista dimostrata dagli Usa.

I vicini di casa della Corea del Sud, non partecipano a queste “prove di dialogo” a tre. Se il presidente Roh Moo-hyun sostiene che l’importante sia il risultato più che la partecipazione, a Seul non mancano i malumori.

La crisi era scoppiata in ottobre, quando gli americani avevano rivelato di aver scoperto il programma militare nucleare (fino ad allora segreto), a base di uranio arricchito, condotto dal governo di Pyongyang. Mandati via gli ispettori Onu, la Corea del Nord si era ritirata dal Trattato di non proliferazione nucleare, e aveva contemporaneamente riattivato il reattore di Yongbyon dove, accusano gli Usa, è possibile produrre plutonio per armi atomiche. In ogni caso, la situazione del paese (ancora retto da un governo comunista) è tragica per via di una profonda crisi economica. Addirittura, secondo fonti della Croce Rossa, la Corea del Nord avrebbe chiesto alla Corea del Sud di fornirle riso e fertilizzanti.

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