DEI RICCHI

2002 - Agosto - Settimana 2

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Indice dei giorni


09/08/2002 * 10/08/2002 * 11/08/2002 * 12/08/2002 * 13/08/2002 * 14/08/2002 *

Venerdì 9 Agosto 2002

Strage di civili in Afghanistan, 26 morti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/08/2002

Un'esplosione ha distrutto gli uffici di una Ong. Prende corpo l'ipotesi di un attentato

Strage di civili a Jalalabad in Afghanistan. L'esplosione di un'autobomba, secondo quanto hanno detto dirigenti locali, ha provocato la morte di almeno 26 civili e il ferimento di altri 80, dando un'ulteriore spallata al fragile processo di pace in un paese ormai a rischio di guerra civile.

L'attentato, se di attentato si tratta in quanto non è stata ancora esclusa ufficialmente l'ipotesi di un'esplosione accidentale, è avvenuto nella sede di una organizzazione non governativa afghana impegnata nei lavori di costruzione della vicina diga di Darunta. L'ipotesi di un attentato con un'autobomba è stata accreditata anche da una portavoce militare americana, Tina Kroske, alla base aerea di Bagram, a nord di Kabul.

Almeno cinquanta case sono andate distrutte nel raggio di 500 metri dal punto dell'esplosione secondo quanto ha detto Hazrat Ali, comandante militare della regione già feudo del vice-presidente afghano Haji Abdul Qadir, assassinato il 6 luglio scorso a Kabul mentre usciva dai suoi uffici. "Mi sono appena recato sul posto e sono certo al cento per cento che non si tratta di un incidente. Ho visto dei fili e dei frammenti di alcuni detonatori, ed è per questo che penso che si tratti di un'autobomba che si trovava all'interno dell'impresa Aclu (unità afghana di costruzione e logistica)", ha detto alla stampa Hazrat Ali.

Negli ultimi giorni l'Afghanistan era in stato di massima allerta in seguito ad informazioni raccolte dai servizi segreti su possibili attentati da parte dei taleban e delle forze di Al Qaeda dopo l'assassinio del vice presidente e un fallito progetto di uccidere alcuni ministri del governo legittimo di Hamid Karzai a Kabul. "Avevamo ricevuto informazioni secondo le quali ci sarebbe stata una violenta esplosione nella regione, ma non pensavamo proprio che sarebbe avvenuta in un luogo dedicato alla ricostruzione", ha aggiunto Hazrat Ali.

L'economia frena, il Pil allo 0.2%

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/08/2002

Lo rivela l'Istat

Salterebbero le aspettative del governo sull'andamento dell'economia che prevedeva un aumento fino all'1.3 per cento

Nel secondo trimestre 2002 il pil è aumentato dello 0,2% sia rispetto al trimestre precedente sia al trimestre corrispondente, secondo la stima preliminare dell'Istat che ha rivisto i dati del primo trimestre 2002 rimasto invariato sul trimestre corrispondente (dal provvisorio 0,1%) ed è cresciuto dello 0,1% sul trimestre precedente (dallo 0,2% provvisorio).

La crescita acquisita del 2002 è +0,2%. Nel periodo aprile-giugno si è avuta una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2002 e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al secondo trimestre del 2001.

I giorni lavorativi sono stati pari a 62. Un responsabile della ricerca ha spiegato che la crescita acquisita per il 2002 risulta essere pari allo 0,2%, cioè "se il livello del pil restasse fermo all'attuale, senza registrare incrementi nei prossimi trimestri".

I conti pubblici, quindi, potrebbero risentire della minore crescita dell'economia. Ma questo - secondo il governo - non influenzerà l'obiettivo del varo delle riforme e l'avvio del primo modulo di riduzione delle tasse per i redditi più bassi.

L'obiettivo di una crescita dell' 1,3%, così come previsto dal governo per il 2002, sembra allontanarsi dopo i dati del Pil del primo trimestre. Così, se l'economia dovesse crescere attorno allo 0,9% il deficit 2001 potrebbe lievitare dall' 1,1 previsto fino all' 1,3%. e, per centrare lo 0,8% di deficit del 2003, la prossima manovra finanziaria - che manterrà gli sconti fiscali previsti - potrebbe lievitare di altri 3 miliardi di euro oltre ai 12,5 previsti finora: la manovra supererebbe quota 15 miliardi di euro, 30 mila miliardi di vecchie lire.

E’ presto per fare previsioni. E non sembrano, per ora, prendere corpo a livello di governo le ipotesi di un utilizzo delle riserve di Bankitalia che, tra l'altro, non supererebbero il vaglio europeo ai fini dei conti pubblici.

Dal Tesoro parla oggi il vice ministro dell' economia Mario Baldassarri. "Il governo non fa previsioni economiche modificando i numeri in corso di settimana o di trimestre". Il prossimo appuntamento - spiega - è a fine settembre con la relazione previsionale e programmatica che da sempre accompagna il varo della finanziaria. Solo allora i tecnici del governo avranno fatto le opportune valutazioni, dando il giusto peso soprattutto al ritmo di crescita di "uscita" dal 2002, e quindi alle aspettative del 2003.

Ma nell'esecutivo nessuno mette in dubbio l'obiettivo principale, ribadito nei giorni scorsi dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro dell'economia Giulio Tremonti: si andrà avanti con le riforme. gli italiani possono quindi star certi che sarà realizzato il primo modulo di riduzione fiscale previsto dalla riforma tributaria. Il patto per l'Italia parla di 5,5 miliardi di euro di riduzione irpef e di 500 milioni di calo dell' irap. ma proprio recentemente il governo ha stimato in 7,75 miliardi di euro di alleggerimento fiscale.

Sabato 10 Agosto 2002

Argentina, risparmiatori italiani chiedono blocco del credito

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/08/2002

Sequestro del finanziamento italiano come garanzia per i titoli di Stato argentini non onorati

Dieci piccoli risparmiatori italiani hanno chiesto il blocco della linea di credito concessa dall’Italia all’Argentina, come garanzia degli investimenti che gli stessi hanno fatto tra il 1998 e il 2001 acquistando titoli di Stato argentini. Gli ufficiali giudiziari di Roma hanno notificato ai ministeri degli Esteri e dell'Economia e alla Banca d'Italia, oltre che all'Avvocatura dello Stato e all'Ambasciata argentina in Italia, gli atti di sequestro conservativo richiesti dal gruppo per bloccare la concessione al governo di Buenos Aires di un credito pari a 2.590.000 euro.

La somma, prevista nel bilancio dello Stato, dovrebbe essere resa disponibile tramite il comitato direzionale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina. La notifica giudiziale comporterebbe d’immediato il blocco del trasferimento del finanziamento italiano, come garanzia ai 10 risparmiatori che hanno acquistato titoli di Stato argentini per un valore di poco inferiore a 1,5 milioni di euro. In seguito alla gravissima crisi finanziaria che ha colpito il paese sudamericano, nel dicembre scorso, le autorita' argentine hanno deciso il congelamento di tutte le obbligazioni pubbliche. I titoli emessi non possono essere ritirati e agli investitori non vengono corrisposti gli interessi.

Al sequestro cautelare richiesto dai risparmiatori italiani, riuniti nel "comitato creditori Argentina", seguira’, il prossimo 7 ottobre, la prima udienza di un procedimento in sede civile nel quale lo Stato italiano interverra' come terzo sequestratario per rendere la "dichiarazione di quantita"', specificando come le somme richieste dall'Argentina e concesse da Roma sono state impegnate. A ottobre i giudici dovranno stabilire se e come assegnare ai creditori la cifra sequestrata, che coprirebbe il credito dei 10 risparmiatori piu' gli interessi e le spese.

Ad avviare la procedura, uno studio legale di Forlì."Ci rendiamo conto di aver emesso un'ordinanza che supera le barriere del diritto pubblico e del diritto internazionale -spiega Emanuela Bassi, una dei tre soci dello studio- e' molto molto raro mettersi contro uno Stato sovrano". "L'ordinanza -precisano gli avvocati- sancisce il principio che l'emissione di obbligazioni, almeno nel caso di paesi emergenti, e' attivita' di natura privatistica e fissa un precedente giurisprudenziale in virtu' del quale gli Stati possono essere sottoposti alla legge e quindi devono rispondere di comportamenti lesivi dei diritti patrimoniali dei singoli cittadini".

Se un risparmiatore ha investito nei bond argentini 500 milioni delle vecchie lire, vengono sequestrati beni per 750 milioni. Il 50% in piu' viene utilizzato per coprire le spese e gli interessi maturati e da maturare da ora fino alla fine della causa.

Domenica 11 Agosto 2002

Maltempo planetario: 'Colpa di El Nino', dicono gli scienziati

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/08/2002

Il fenomeno del riscaldamento degli Oceani torna con rinnovata potenza

Maltempo praticamente su tutto il pianeta: colpa di El Nino, dicono gli esperti. In Asia, smottamenti e alluvioni uccidono 70 persone in Cina meridionale, mentre nella Corea del Sud viene mobilitato l’esercito in aiuto dei soccorritori dopo una settimana di piogge ininterrotte: 14 i morti. Anche dalla Corea del Nord giunge notizia di tempeste, distruzione e morti, ma il governo comunista non fornisce dati o cifre.

Anche l’Europa conosce un’estate flagellata dal maltempo. Il bilancio delle vittime è salito a 30 persone ai primi dieci giorni di agosto. La maggior parte dei decessi si conta nella Russia meridionale. Alluvioni si registrano anche in Austria, Romania e Ungheria. Centinaia i senzatetto. El Nino, il fenomeno meteorologico che cinque anni fa mise a soqquadro il clima mondiale, nel 2002 sembra essere tornato con rinnovato vigore.

Scienziati australiani sostengono che il paese è minacciato dall’aumento della temperatura dell’Oceano Pacifico, che fa già prevedere un’estate particolarmente problematica in Australia, quando in Europa sarà inverno. A causa del fenomeno, l’India, il Nepal e il Bangladesh stanno affrontando un’insolita stagione dei monsoni, diventati “errabondi”, causando notevoli danni all’agricoltura e devastando villaggi.

Da metà luglio, più di 700 persone sono morte nei tre paesi e milioni sono gli sfollati. Secondo gli scienziati, l’andamento del fenomeno in India di solito si ripercuote in tutta l’Asia. Quest’anno, dopo 27 anni di calma, El Nino è stato la causa delle alluvioni persino in Vietnam.

Lunedì 12 Agosto 2002

Patto di stabilità, la Commissione Ue: 'Nessuna revisione'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/08/2002

Il portavoce del governo europeo smentisce un intervento

Prodi spiega la validità dell'accordo: "serve ai paesi di Eurolandia per avere regole comuni". Buttiglione ribatte al professore bolognese: "Le regole le hanno stabilite i governi e spetta al consiglio europeo la loro modifica"

La Commissione europea non intende rivedere il patto di stabilità e crescita. Lo ha ribadito oggi il portavoce dell'esecutivo comunitario, Jean Christophe Filori, rispondendo alle dichiarazioni del ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione.

Buttiglione aveva avanzato l'ipotesi di una "modifica" dei criteri fissati nell'accordo per la sorveglianza dei conti pubblici nei paesi di Eurolandia, al fine di "eliminare dai vincoli rigidi del patto di stabilità le spese per gli investimenti certificate dall'Unione europea".

In nessun modo la Commissione europea prevede di rivedere il Patto di Stabilità, ha detto oggi il portavoce della Commissione. Il funzionario non ha voluto commentare oltre, rimandando all'intervista concessa dal presidente della Commissione europea Romano Prodi al quotidiano "La Stampa".

Il patto di stabilità è una regola indispensabile, ha dichiarato Prodi al giornale torinese. "Per ora - ha aggiunto - non mi sembra che i paesi europei stiano pensando ad alternative concrete e condivise". Per Prodi il patto "è stato costruito per aiutare i governi ad avere regole comuni e rafforzare i comportamenti che debbono accompagnare l'esistenza dell'euro".

L'ex premier italiano analizza la situazione attuale e dice che "la crisi non è solo europea e non è una crisi recessiva profonda, di quelle che il mondo ha conosciuto in tante fasi della sua storia". Si tratta piuttosto di "un assestamento dopo molti anni di crescita".

In questo clima di tensione, Prodi, ha fiducia nell'euro, "un grande strumento di stabilità", senza il quale "avremmo avuto monete europee che saltavano una dietro l'altra".

Il ministro delle politiche comunitarie replica al professore bolognese dai microfoni del Tg3: "bisogna premettere che il patto di stabilità non lo ha fatto la commissione e la sua modifica non la può decidere la commissione: l'hanno fatto i capi di stato e di governo e la sua eventuale modifica la decide, appunto, il consiglio europeo".

Secondo Buttiglione, invece, questo patto, se ha funzionato bene per quanto riguarda le politiche della stabilità, "ha funzionato meno bene per quanto riguarda lo sviluppo". "E' vero - osserva il ministro - che abbiamo avuto poca inflazione, tuttavia abbiamo un ritardo di sviluppo e una ripresa che stenta a decollare".

Non è l'Italia - sostiene ancora Buttiglione - ad avere difficoltà economiche ma tutta l'Europa, che vede un ciclo economico negativo e un ritardo nella ripresa: allora tutti insieme come europei dobbiamo fare una politica economica che ci consenta di dare alle nostre popolazioni quello sviluppo di cui hanno bisogno.

Tassi invariati, la Fed frena

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/08/2002

C'è attesa per la riunione del Federal Open Market Committee

Il chairman Alan Greenspan pensa che mosse improvvise della Banca Centrale potrebbero infatti infondere una sorta di panico, pregiudicando ulteriormente la fiducia di consumatori e quindi l'apporto in termini di consumi che le famiglie statunitensi hanno fornito nei mesi scorsi alla crescita dell'economia

La Fed non taglierà i tassi, ma al tempo stesso lancerà al mercato segnali sulle proprie prossime mosse, preparando il mercato a un eventuale nuovo allentamento della politica monetaria nel caso la situazione economica dovesse ulteriormente aggravarsi. Questa la sensazione che serpeggia fra gli economisti alla vigilia della riunione del Fomc (Federal Open Market Committee che è composto da 12 membri, di cui 7 governativi, il presidente della Fed e gli altri 4 a rotazione sono i presidenti di altre 11 banche nazionali. Il Fomc tiene otto sessioni all’anno per dare gli indirizzi al mercato azionario e alla crescita economica degli Usa), vero appuntamento clou del mese di agosto.

Alan Greenspan e gli altri banchieri, in altre parole, prepareranno le armi per affrontare il crescente rischio di una ricaduta in recessione per l'economia Usa (lo spettro del 'Double dip' ovvero una ripresa a Wall Street, con un rimbalzo dell’economia eventualmente dovuto al contributo positivo alla crescita del PIL derivante dalla riaccumulazione delle scorte, ma senza il sostegno della domanda dei consumatori e per investimenti), ma al tempo stesso cercheranno di evitare il diffondersi del panico sui mercati già molto provati evitando mosse affrettate.

Nei giorni scorsi non sono mancate voci autorevoli, come ad esempio quella di Morgan Stanley, in favore di una mossa sui tassi già a partire dalla riunione di domani sera. La banca d'affari ritiene addirittura possibile un alleggerimento di 50 punti base e motiva il drastico taglio con "l'evidenza di un economia incerta" e la presenza di "distorsioni nel mercato dei capitali che potrebbero pregiudicare l'attività economica".

Le convinzioni degli operatori per un'immediata azione della Fed, che hanno sortito l'effetto di ridare fiato ai mercati azionari di Wall Street nella scorsa settimana, si sono tuttavia progressivamente affievolite e gli analisti sembrano adesso mostrare maggior prudenza. Troppo elevati, infatti, appaiono i rischi di provocare un effetto contrario sul ciclo economico. Mosse improvvise della Banca Centrale potrebbero infatti infondere una sorta di panico, pregiudicando ulteriormente la fiducia di consumatori e quindi l'apporto in termini di consumi che le famiglie statunitensi hanno fornito nei mesi scorsi alla crescita dell'economia.

La Fed, inoltre, potrebbe optare per un atteggiamento guardingo, ma non agire sulla leva dei tassi per non sparare in un sol colpo le poche frecce rimaste nella propria faretra dopo gli undici tagli consecutivi che hanno portato i tassi all'1,75% (minimi degli ultimi 40 anni) nel corso del 2001. Di questo avviso è Credit Suisse First Boston, secondo cui la riserva federale "manterrà un atteggiamento accomodante, ma non alleggerirà ulteriormente in questa occasione". Gli analisti della banca elvetica puntano sul fatto che la Fed, rimasta con uno spazio di manovra ristretto, "opterà per mantenersi qualche riserva nel caso il sistema si trovasse di fronte a un significativo shock finanziario o geopolitico".

In mancanza di azioni concrete da parte delle autorità monetarie Usa, agli occhi degli osservatori finanziari acquisteranno un'importanza fondamentale le parole con cui Alan Greenspan accompagnerà la decisione. Per molti, infatti, il numero uno della Fed potrebbe preparare il campo a nuove mosse di alleggerimento già a partire da settembre.

Colombia, stato di emergenza

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/08/2002

Proclamato dal presidente Uribe dopo gli attentati con 115 morti

La misura dura novanta giorni ed è prorogabile

Il presidente della Colombia Alvaro Uribe ha dichiarato lo stato di emergenze dopo l’esplosione di violenze che si è verificata dopo la sua investitura e che ha provocato già 115 morti.

L'iniziativa di Uribe e' prevista dall'art.213 della Costituzione, che autorizza il capo dello stato a applicare lo stato di emergenza "in caso di alterazione dell'ordine pubblico suscettibile di minacciare direttamente la stabilita' istituzionale e la sicurezza dello stato".

L'atmosfera del paese è ancora molto tesa dopo il sanguinoso attacco di mercoledì a Bogotà durante l'insediamento alla Presidenza della Repubblica di aro Uribe, da parte delle Farc, le sedicenti Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia, autrici della strage che nel pieno centro della capitale è costata almeno una ventina di morti.

Il neo-capo dello Stato ha deciso di proclamare lo stato di emergenza interna, cosi' da combattere quanto egli e il suo governo bollano come il "regime del terrore" perseguito dalle formazioni della guerriglia. La misura durerà per novanta giorni, a norma della Costituzione prorogabili per un uguale periodo qualora il presidente della Repubblica lo ritenesse necessario.

In questi momenti eccezionali, ha affermato nel dare l'annuncio del provvedimento il ministro dell'Interno e della Giustizia, Luis Fernando Londono Hoyos, "le misure da adottare sono facili da comprendere".

Uribe ha decretato anche lo stato di emergenza economica, che permetterà all'esecutivo di raccogliere i fondi indispensabili per finanziare Forze Armate e servizi di sicurezza e permettere cosi' loro di condurre la lotta alle formazioni paramilitari, comprese anche quelle specificamente dedite al narcotraffico.

Argentina, ondata suicidi per 'corralito'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/08/2002

La grave crisi economica in Argentina sta provocando un'ondata di suicidi. A Buenos Aires un pensionato si e' tolto la vita con un colpo di pistola alla testa perche' non riusciva a riavere i suoi risparmi bloccati in banca con il 'corralito', cosi' chiamato il congelamento dei depositi imposto dal governo alludendo al girello in cui sono bloccati i bimbi che imparano a camminare. Per lo stesso motivo,negli ultimi tempi ci sono stati altri tre suicidi. Oggi a Buenos Aires due gemelle di 69 anni sono morte gettandosi dal sesto piano.

Martedì 13 Agosto 2002

In vacanza? No grazie, ristrutturo casa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/08/2002

Sembra che gli italiani che non vanno in vacanza abbiano scelto un'attivita' alternativa: ristrutturare casa. Anche perche' si puo' usufruire delle agevolazioni fiscali. Secondo i dati aggiornati e diffusi dall'agenzia delle entrate, prosegue a ritmo sostenuto la corsa alle ristrutturazioni edilizie. Nel mese di luglio le comunicazioni di inizio lavori hanno segnato la cifra record di 50.777, con un incremento su base mensile del 4,1%. Nei primi sette mesi del 2002 l'aumento e' stato del 20%. E' l'ultimo anno in cui si puo' usufruire degli sgravi.

Usa, in vista crisi per compagnie tlc

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/08/2002

Dopo Internet negli Usa ora si profila un'ondata di crisi anche per le telecomunicazioni. Lo sostengono il Wall Street Journal e il Thomson Financial. Dopo una stagione di acquisizioni forsennate, il settore e' diventato sempre piu' caldo. Negli ultimi anni,60 aziende sono fallite,persi mezzo milione di posti di lavoro e sono stati volatilizzati 2 trilioni di dollari. Gli unici a uscirne indenni sarebbero stati alcuni vertici aziendali che hanno ceduto le azioni prima che crollassero.Ma su questo stanno indagando le autorita' che sospettano l'insider traiding.

Usa, da mercoledi' bilanci al setaccio

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/08/2002

Le maggiori aziende americane consegneranno mercoledi' i loro bilanci alla Sec - la Consob americana - che dovra' passarli al setaccio. Dopo lo scandalo Enron, nel mirino delle autorita' di borsa statunitensi sono finite corporate come Worldcom, Global Crossing, Adelphia. La Sec prendera' in esame i bilanci delle 947 societa' scambiate a Wall Street. Della correttezza dei bilanci risponderanno a titolo personale l'amministratore delegato e il direttore finanziario chiamati a firmare gli atti.

Mercoledì 14 Agosto 2002

Brasile: nuove turbolenze finanziarie

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/08/2002

A solo una settimana dal credito di 30 miliardi di dollari concesso dal Fondo monetario internazionale, il Brasile ha continuato a registrare nuove turbolenze finanziarie. Il capo dello stato Ferdinando Henrique Cardoso ha convocato i candidati alle prossime presidenziali per intavolare un dialogo politico, un passo del tutto inedito nei suoi otto anni di mandato. Lunedi' prossimo Cardoso si incontrera' separatamente con tutti loro nel tentativo di evitare che il paese arrivi al collasso.

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