DEI RICCHI

2002 - Luglio - Settimana 3

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Indice dei giorni


15/07/2002 * 16/07/2002 * 17/07/2002 *

Lunedì 15 Luglio 2002

Inquinati dagli apocalittici

CorrierEconomia, http://www.deiricchi.it/index.php?docnum=496#[CorrierEconomia], 15/07/2002

Da Malthus al Club di Roma di Peccei: due secoli di previsioni nerissime. Sbagliate

Comelli Elena (corriere economia 15/7/02)

«L' Essere Supremo ha stabilito che la terra non produca cibo in abbondanza se non dopo che sulla sua superficie sia stato applicato molto ingegno e molti lavori preparatori», scriveva nel lontano 1798 l' economista inglese Thomas Robert Malthus nel suo «Saggio sul Principio della Popolazione», che può essere considerato il capostipite di tutti gli studi apocalittici sul futuro del pianeta Terra. Nel suo trattato rivoluzionario, aggiornato con altre cinque pubblicazioni molto popolari, Malthus p redica la limitazione volontaria delle nascite, ispirata al principio per cui nessun uomo dovrebbe procreare se non è in grado di mantenere dei figli. Ma già allora s' intravedono i primi segni del problema che complica e il più delle volte demolisce ogni teoria catastrofista: la tesi di Malthus, infatti, si basa esclusivamente sui dati relativi alla Nuova Inghilterra, la cui popolazione era raddoppiata, all' epoca, in venticinque anni. E' per questo che le sue previsioni, alla fine, non si sono avverate. Lo stesso intoppo in cui è inciampato Malthus ricorre regolarmente nelle allarmate valutazioni dei suoi contemporanei David Ricardo e James Mill e dei loro eredi ambientalisti. La vena catastrofista, infatti, trova autorevoli adepti e prod uce colossali bufale in tutte le generazioni. Nel 1908 un gruppo di governatori americani sosteneva che il carbone si sarebbe esaurito in cinquant' anni e il legno in trenta; negli Anni Trenta si alzavano grida di allarme simili alle attuali sul risc aldamento del clima, cessate poi alla fine degli Anni Quaranta a causa di una brusca inversione di tendenza, che negli Anni Settanta portava addirittura al timore di un' imminente glaciazione; nel ' 68, Paul Ehrlich, docente a Stanford, prevedeva nel suo bestseller «The Population Bomb» la morte per fame di un quarto della popolazione mondiale entro l' 83; nel ' 72, Donella Meadows profetizzava la catastrofe planetaria entro un secolo nel suo famoso trattato «The Limits to Growth», pubblicato da l Club di Roma e poi riproposto, aggiornato, nel ' 92 e con un nuovo, significativo titolo: «Beyond the Limits», oltre i limiti. Fu proprio la fondazione nel ' 68 del Club di Roma da parte di Aurelio Peccei, insieme agli studi del Worldwatch Institut e di Lester Brown, del Wuppertal Institut di Peter Hennicke e del Factor 10 Club di Friedrich Schmidt-Bleek, il grimaldello che aprì le cateratte del catastrofismo contemporaneo, ancora oggi in piena. A grandi linee la pistola ambientalista ha quattr o colpi in canna: le risorse naturali si stanno esaurendo; l' aumento esponenziale della popolazione porta alla morte per fame; le specie animali si stanno estinguendo rapidamente; l' aria e l' acqua diventano sempre più inquinate. Nel suo rapporto p er il Club di Roma, Donella Meadows, ricercatrice al Mit di Boston e poi docente al Dartmouth College fino alla sua scomparsa l' anno scorso, ha sparato tutti e quattro i colpi. Ha sostenuto che le riserve mondiali di petrolio si sarebbero esaurite a ttorno all' inizio del terzo millennio. In effetti, si sta verificando il contrario: oggi le riserve conosciute di petrolio sono molto più abbondanti di allora. Lo stesso vale per le altre risorse naturali: il prezzo medio al netto dell' inflazione d i alluminio, ferro, rame, oro, zinco, azoto e cemento (cioè tre quarti del fabbisogno globale di materie prime) è calato dell' 80% rispetto al 1845 e le riserve conosciute sono aumentate. Anche le previsioni di Meadows sulla progressiva carenza di ci bo, condivise dal collega Paul Ehrlich, non si sono avverate: grazie alla tecnologia, oggi si produce molto più cibo di allora e meno gente muore di fame. Secondo le stime dell' Onu, la produzione agricola dei Paesi in via di sviluppo è cresciuta del 52% dal ' 61 e l' assunzione quotidiana di cibo in quest' area è aumentata da 1.932 calorie nel ' 61 a 2.650 calorie nel ' 98. Parallelamente, la percentuale di persone che muoiono di fame in questi stessi Paesi si è ridotta dal 45% nel ' 49 al 15% di oggi, con un ulteriore declino previsto fino al 6% nel 2030. In altre parole il cibo sta diventando più abbondante, non più scarso e questo si riflette sul suo prezzo, che secondo la Banca mondiale negli ultimi due secoli è crollato del 90%. Inolt re il tasso di crescita della popolazione mondiale si sta drasticamente riducendo: il picco, del 2%, è stato raggiunto nei primi Anni Sessanta. Da allora il tasso si è ridotto costantemente, fino all' attuale 1,26%. Secondo le previsioni dell' Onu, d ovrebbe arrivare allo 0,46% nel 2050 e fermarsi del tutto entro il 2100, quando l' umanità conterà poco meno di 11 miliardi di individui. Per quanto riguarda la riduzione della biodiversità, è ben vero che alcune specie animali si sono estinte o sono in via di estinzione, ma secondo le stime dell' Onu solo lo 0,7% di tutte le specie mondiali scomparirà nei prossimi cinquant' anni, non il 25-50% com' era stato previsto. E sull' inquinamento molte analisi dimostrano che il fenomeno diminuisce non appena una società diventa abbastanza ricca da preoccuparsene. A Londra (la città più osservata sotto questo profilo) il picco è stato superato nel 1890: oggi l' aria è più pulita di com' era in epoca elisabettiana. Eppure se le valutazioni della Mea dows fossero state fatte agli inizi del ' 900, ironizzò allora l' Economist, nel ' 72 Londra avrebbe dovuto essere sommersa dal letame dei cavalli necessari ai trasporti. El. Co.

Dpef, Fazio: 'Obiettivi compatibili con le capacità del paese'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 15/07/2002

Il governatore di Bankitalia promuove il documento di programmazione economica e finanziaria del governo

Antonio Fazio promuove a pieni voti il Documento di programmazione economica e finanziaria del governo. "Gli obiettivi di crescita fissati dal Dpef sono compatibili con le capacità di lavoro e di risparmio di cui il paese dispone", ha detto il governatore della Banca d'Italia. "L'azione di politica economica - ha continuato Fazio nell'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato - si fonda sulla riduzione della pressione fiscale, sulla realizzazione di importanti opere pubbliche, sulla riforma del mercato del lavoro".

Secondo Fazio è possibile centrare l'aumento del Pil ma, avverte il governatore di Bankitalia, "saranno fondamentali la riforma fiscale e le azioni previste nel Patto per l'Italia, in particolare per il mercato del lavoro". Per quanto riguarda l’inflazione, fissata a quota 1.4 per cento nel 2003, “è un obiettivo difficile ma non impossibile”.

L'aumento della spesa pubblica primaria corrente deve essere inferiore a quella del prodotto; i provvedimenti debbono trovare definizione già nella manovra di bilancio per il prossimo anno, ha aggiunto.

Senza correttivi Dpef a rischio

Rai.it, http://www.rai.it/news, 15/07/2002

Lo rivela la Corte dei Conti in audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato

La magistratura contabile lancia un monito al governo sul possibile rischio di scostamenti tra obiettivi e risultati per il 2002 e il 2003

Non deve essere sottovalutata l'eventualità che, senza nuovi interventi correttivi, i conti pubblici possano presentare un consuntivo 2002 significativamente peggiore di quello prospettato nel Dpef. Lo dice la Corte dei Conti sentita in audizione dalle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla manovra 2002-2003.

La Corte dei Conti ha richiamato il parere espresso sul rendiconto generale dello stato nello scorso giugno. In quella sede la magistratura contabile "sottolineava il rischio di uno scostamento tra obiettivi programmatici e risultati già per il 2002 e, ancora di più, un negativo riflesso sui conti pubblici del 2003, anche in considerazione della temporaneità e della non piena efficacia dei provvedimenti disposti con la manovra dell'autunno scorso.

Tali riserve si accentuano dopo la decisione Eurostat in materia di cartolarizzazioni". A questo proposito, ha rilevato la corte, "se è vero che l'effetto 'meccanico' della precisazione dell'organo di statistica europeo, peggiorando i conti del 2001 rende disponibili maggiori proventi per il 2002 commisurabili allo 0,3% del pil, si deve peraltro osservare come la stessa decisione, introducendo criteri molto più rigorosi, aumenta notevolmente la difficoltà di realizzazione del programma di cartolarizzazioni delle vendite immobiliari per il 2002 (oltre 7 miliardi di euro) e per gli anni successivi".

A giudizio della magistratura contabile, il Dpef "risponde solo in misura assai ridotta alle attese. Il documento - si osserva - offre una rappresentazione dell'andamento della finanza pubblica 2002 che, pur correggendo in senso peggiorativo le precedenti stime ufficiali, sembra accogliere le ipotesi più favorevoli tra quelle formulate sulla chiusura dei conti pubblici nell'anno in corso".

Martedì 16 Luglio 2002

Crisi idrica, 500 milioni di euro per l'emergenza

Rai.it, http://www.rai.it/news, 16/07/2002

Dopo l'incontro con le regioni, i ministri Alemanno e Lunardi illustrano le linee emerse dal vertice a Palazzo Chigi

Abbiamo distinto i provvedimenti: la parte emergenza e la risposta infrastrutturale, ha annunciato il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, al termine del vertice a Palazzo Chigi sull’emergenza idrica nel sud Italia. "Dal punto di vista dell'immediato - ha detto Alemanno - ci sarà un emendamento di due articoli da inserire nel decreto Tremonti. Alle imprese agricole rispondiamo con interventi concreti attraverso un pacchetto definito con le regioni che dovrebbe prevedere uno stanziamento di 500 milioni di euro".

Intanto, spiega Alemanno, "la protezione civile questa mattina ha raggiunto un'intesa con tutte le regioni interessate per garantire l'erogazione dell'acqua potabile fino al mese di ottobre, nella speranza che nel frattempo piova".

Con lui, anche il titolare del ministero per le Infrastrutture, Piero Lunardi, che ha fatto sapere che l'esercito, attraverso il Genio militare, completerà i 15 chilometri che mancano dell'acquedotto di Rosamarina, nei pressi di Palermo. Il capoluogo siciliano potrà, così, contare su un invaso che contiene 18 miliardi di metri cubi. E, ricorda Lunardi, in cinque anni il documento del Cipe prevede fondi per 4.641 milioni di euro per interventi strutturali finalizzati a fronteggiare l'emergenza idrica nel Mezzogiorno.

Nel pomeriggio, in un incontro alla Protezione civile, le regioni hanno chiesto aiuti immediati: la Sicilia ha chiesto 200 milioni di euro, la Basilicata 70 milioni, l'Umbria e la Sardegna 50 milioni e la Puglia 25 milioni.

Emergenza idrica, i presidenti del sud a Roma

Rai.it, http://www.rai.it/news, 16/07/2002

Incontro alla Protezione civile

Matteoli: "L'acqua deve costare di più"

L'emergenza siccità arriva oggi nella capitale, dove si svolgeranno due importanti vertici per tentare di individuare le possibili soluzioni alla crisi idrica.

I presidenti delle regioni Puglia, Sardegna, Basilicata e Sicilia sono a Roma a colloquio con il direttore generale della pianificazione e della prevenzione rischi Bernardo De Bernardinis. All'incontro, convocato per discutere della crisi idrica nelle quattro regioni, partecipa anche il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolato.

Da questo incontro ci aspettiamo un piano per l'emergenza, ha spiegato ai giornalisti il presidente della regione Puglia, Raffaele Fitto, prima di entrare nel palazzo di via Ulpiano. "Si tratterà di verificare la disponibilità degli invasi - ha spiegato Fitto -, ma è inimmaginabile risolvere in pochi giorni una situazione che ha ricevuto disattenzione totale per un decennio".

Fitto non ha respinto in toto la proposta del ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, di aumentare il prezzo dell'acqua per scoraggiarne l'uso. "E' un tema da affrontare, bisogna creare le condizioni per far comprendere che l'acqua è un bene primario - ha detto Fitto - bisogna creare una cultura dell'acqua adeguata, la tariffa può costituire un elemento importante".

A fronte di perdite nel settore cerealicolo pari all'80% e della "necessità di salvare il patrimonio zootecnico siciliano", il presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, chiederà nell'incontro al Dipartimento della Protezione Civile un impegno finanziario per la sua regione pari a 200 milioni di euro. "In realtà - ha spiegato - i danni ammontano a 3.000 miliardi di vecchie lire, ma sappiamo di non poter chiedere un impegno del genere. Con 200 milioni di euro potremo almeno salvare i frutteti, di modo che gli agricoltori potranno continuare a produrre e la zootecnia".

Mauro Pili, presidente della regione Sardegna, ha stimato la cifra necessaria per gli interventi nella sua regione in "un centinaio di miliardi di vecchie lire".

Il presidente della regione Basilicata, Filippo Bubbico, chiederà 500 milioni di euro al governo per gli interventi necessari alla gestione della crisi idrica nella regione lucana. "Da tutto questo - ha spiegato - occorre trarre l'insegnamento che è necessario definire le funzioni di governo e le funzioni e le responsabilità gestionali nell'utilizzazione della risorsa acqua". Bubbico ha spiegato che in Basilicata "è stato avviato un processo per la definizione di un'unica autorità governativa per la risorsa idrica". Si tratta di una "societa' per azioni a capitale regionale che consegnera' l'acqua per uso potabile al consorzio per la gestione dei servizi pubblici, quella per uso irriguo al consorzio di bonifica e quella per uso industriale al consorzio industriale". Il tutto "applicando un tariffario che premi i virtuosi e penalizzi chi spreca la risorsa acqua".

Per affrontare e anche prevenire l'emergenza idrica "bisogna attrezzarci culturalmente e, se questo non basta, far pagare di più l'acqua. Perlomeno quella che arriva nelle case, per consentire agli italiani di considerarla veramente un bene da tutelare". Lo ribadisce il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, a margine di una conferenza stampa.

Questo, ha detto Matteoli, è uno dei punti che verranno spiegati durante il vertice interministeriale convocato a Palazzo Chigi per far fronte alla crisi legata alla siccità. Il ministro ribadirà anche che bisogna "smettere di parlare e cominciare a lavorare seriamente affinché le nostre tubature siano più efficienti e non consentano più questa perdita d'acqua".

Il ministro dell'Ambiente infine non esclude l'impiego dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) contro i reati legati all'emergenza acqua: "I Noe sono preposti al controllo di tutto ciò che riguarda l'ambiente e quindi anche nei confronti della criminalità organizzata".

Mercoledì 17 Luglio 2002

Immunità parlamentare, secondo Forza italia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/07/2002

Due gli emendamenti presentati alla Camera da deputati forzisti

Stop all'uso di intercettazioni e tabulati telefonici, processi in corso sospesi fino al termine del mandato per deputati e senatori. E con effetto retroattivo

A sorpresa, ma neanche tanto, arrivano due emendamenti firmati Forza italia: uno serve a ripristinare ‘l’intoccabilità’ per parlamentari e membri del governo, l’altro, di fatto un’estensione del primo, a vietare nei processi l’uso di intercettazioni telefoniche e tabulati nei quali siano coinvolti parlamentari. Gli autori, Francesco Nitto Palma e Pierantonio Zanettin.

Tra gli aspetti interessanti dell’emendamento Nitto Palma sull’immunità, un ‘perfezionamento’ al testo base Boato sull’attuazione dell’articolo 68, c'è la retroattività: verrebbero sospesi processi di parlamentari in carica (la regola vale anche per giudici costituzionali e presidente della Repubblica). E fino al termine del mandato, questione anche più interessante tenuto conto che di solito, in Italia, gli onorevoli restano tali a vita. Quei processi non arriverebbero dunque mai a una conclusione. E non è difficile trovare qualche esempio: basta citare i processi milanesi di Silvio Berlusconi o quello palermitano di Marcello Dell’Utri.

A scanso di equivoci, Zanettin, avvocato vicentino assai sensibile al perfezionamento del nostro codice di procedura penale, ha pensato di introdurre un nuovo articolo, il 271 bis. Che prevede l’allargamento dell’autorizzazione a procedere all’utilizzo giudiziario delle “intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni o altre forme di telecomunicazioni”. Significa che nel corso di eventuali processi “i tabulati di comunicazioni o conversazioni relative a componenti del governo o a parlamentari” , in assenza del sì di una delle Camere, diventerebbero inutilizzabili.

Nella sostanza, l’emendamento farebbe sì che in molti casi non si arriverebbe nemmeno alla richiesta di autorizzazione: dopo la legge sulle rogatorie, che mette una seria ipoteca sulla validità di prove documentali provenienti dall'estero, gli inquirenti avrebbero non poche difficoltà anche a produrre prove utili all'apertura di un procedimento giudiziario. Di fatto, Zanettin pone un paletto all’indagabilità dei parlamentari. E pure in questo caso, l'effetto sarebbe retroattivo.

Ancora non serve un grande sforzo di fantasia. Viene in mente il processo sulla vicenda Imi-Sir nel quale è coinvolto, tra gli altri, l’ex ministro della Difesa Cesare Previti. Un processo sopravvissuto appunto alla legge sulle rogatorie internazionali (una delle prove dell’accusa contro Previti è rappresentata proprio da documentazioni bancarie consegnate ai pm italiani dalla Svizzera), potrebbe non sopravvivere all’avvocato vicentino

Isola contesa, alta tensione tra Spagna e Marocco

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/07/2002

Dopo la riconquista dell'isolotto da parte delle truppe iberiche la reazione del governo di Rabat: "Un'aggressione"

Le Forze Armate spagnole hanno ripreso il possesso dell'isolotto conteso di Perejil-Leila, situato a ridosso della costa settentrionale del Marocco e del quale giovedì scorso aveva assunto il controllo un piccolo contingente paramilitare inviato dal Paese arabo.

Immediata la reazione del governo del Marocco che ha definito un "aggressione" l'azione militare della Spagna. Il governo marocchino ha definito l'isolotto "parte integrante del territorio nazionale", in un comunicato ufficiale diffuso dall'agenzia spagnola Europa Press. Il ministro dell'agricoltura marocchino, Ismail Alaoui, ha detto oggi che l'intervento spagnolo sull'isolotto costituisce un ritorno all'”età delle cannoniere”.

Secondo fonti della presidenza del governo spagnolo nel blitz per rioccupare dell'isolotto di Perejil-Leila non si sono registrati incidenti né ci sono stati feriti. Da parte sua, il quotidiano El Mundo, nell'edizione on line sostiene che all'operazione militare hanno partecipato truppe speciali, con l'appoggio di unità navali e di aerei da combattimento f18 che sono giunti da tutte le basi aeree del paese.

Ieri sera l'ambasciatore spagnolo a Rabat era stato convocato d'urgenza a Madrid, probabilmente mentre si preparava l'operazione militare sull'isolotto conteso.

In un comunicato ufficiale si sottolinea infatti che l'operazione è stata portata a compimento con il ricorso alla forza, ma che non ci sono stati feriti da nessuna delle due parti. Si precisa inoltre che i Paesi alleati sono stati debitamente informati dell'iniziativa.

Ieri fonti del governo di Rabat avevano reso noto che il numero degli effettivi dispiegati nella postazione di osservazione allestita a Leila-Perejil dopo l'occupazione era stato ridotto della metà, da una dozzina a sei; avevano inoltre stigmatizzato lo spiegamento, a loro dire sproporzionato, di navi da guerra deciso dalle autorità spagnole: ben cinque, che avevano stretto d'assedio l'isolotto in contestazione.

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