DEI RICCHI

2004 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2004 * 09/02/2004 * 10/02/2004 * 12/02/2004 * 14/02/2004 *

Domenica 8 Febbraio 2004

Rapporto Fao 2004. Ogni anno muoiono di fame 5 milioni di bambini

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/12/2004

20 milioni di bambini nascono con peso insufficiente

Roma, 8 dicembre 2004

Ogni anno muoiono di fame 5 milioni di bambini. E' il tragico bilancio del rapporto annuale della Fao sulla fame nel mondo, "La situazione mondiale dell'insicurezza alimentare 2004".

Ogni anno nel mondo in via di sviluppo nascono più di 20 milioni di bambini con un peso insufficiente, dice il rapporto. Per loro il rischio di morire durante l'infanzia è molto elevato e quelli che sopravvivono spesso soffrono per tutta la vita di invalidità fisiche e cognitive.

I costi umani ed economici della fame non potranno che aumentare se questa tendenza non verrà invertita. Il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo è salito a 852 milioni nel periodo 2000-2002, 18 milioni in più dalla metà degli anni '90. Di questi 852 milioni, 815 si trovano nei Paesi in via di sviluppo, 28 milioni nei Paesi in transizione e 9 milioni in quelli industrializzati.

Il rapporto afferma che, senza i costi diretti cui la società deve far fronte per i danni causati dalla fame, ci sarebbero più fondi a disposizione per combattere altri problemi sociali. "Una stima molto approssimativa indica che questi costi diretti ammontano a circa 30 miliardi di dollari l'anno - cinque volte più della somma destinata finora al Fondo mondiale per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi ed alla malaria."

Ci sono, inoltre, i costi indiretti della produttività e degli introiti non realizzati. Secondo quanto contenuto nel rapporto, tollerare, ad esempio, gli attuali livelli della malnutrizione infantile genererà perdite di produttività e di reddito oltre la durata della vita dei bambini che ne soffrono, tra i 500 miliardi di dollari ed un trilione, al valore corrente.

Gli obbiettivi del Vertice mondiale sull'alimentazione e quelli di sviluppo del Millennio si proponevano di ridurre della metà il numero di coloro che nel mondo soffrono di fame cronica entro il 2015. L'obiettivo potrebbe ancora essere raggiunto.

Ma è deplorevole, ribadisce un comunicato della FAO, che sia stato fatto così poco per combattere la fame, sebbene le risorse necessarie per prevenire efficacemente questa tragedia umana ed economica siano minuscole se confrontate agli utili.

Ucraina. Il Parlamento approva le riforme costituzionali e lo scioglimento della Commissione elettorale

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/12/2004

Dopo giorni di estenuante tira-e-molla, e dopo aver approvato il pacchetto di riforme costituzionali, il parlamento ucraino ha deciso oggi anche lo scioglimento della Commissione elettorale centrale che ha chiuso entrambi gli occhi davanti ai brogli commessi in occasione del ballottaggio del 21 novembre e che per questo è stata severamente criticata dalla Corte Suprema, intervenuta su ricorso di Yushenko.

La riforma costituzionale votata riduce i poteri del presidente

Con 402 voti a favore, 21 contrari e 19 astenuti il parlamento ucraino ha approvato il pacchetto di modifiche alla legge costituzionale e alla legge elettorale. Il presidente Leonid Kuchma, subito dopo il voto, ha firmato i proveddimenti nella stessa aula del parlamento.

Secondo le modifiche approvate, il governo dipenderà adesso non più dal capo dello stato ma dal parlamento la cui durata in carica e prolungata da quattro a cinque anni. Sempre alla Rada resterà il compito di dire l'ultima parola sulla nomina del primo ministro e dei ministri degli Esteri e della Difesa.

Il capo dello stato uscente Leonid Kuchma ha sottolineato che il pacchetto anti-crisi votato "non serve ad una certa parte politica ma a tutto il paese", giunto sull'orlo della guerra civile a causa dell'aspro braccio di ferro Yushenko-Yanukovic per la poltrona di presidente.

Le reazioni opposte dei due candidati

Reazioni opposte dei due candidati al ballottaggio per le presidenziali in Ucraina, dopo che il Parlamento di Kiev ha riformato la legge elettorale e ridotto i poteri del capo dello Stato, spianando la strada alla ripetizione del voto. "Oggi nel Paese si sta lentamente consumando un colpo di Stato", ha avvertito dalla sua roccaforte di Donetsk il premier filo-russo Viktor Yanukovich, dichiarato inizialmente vincitore il 21 novembre scorso, "il caos regna e le decisioni sono prese solo con la forza".

Le decisioni di oggi aprono la strada alla mia vittoria in 18-20 regioni - ha esultato il leader dell'opposizione, Viktor Yushchenko - la cosa principale è che oggi siamo riusciti a ottenere ciò in cui speravamo. Questo e' il giorno di uno storico compromesso.

Javier Solana si è congratulato con i parlamentari ucraini che stamani hanno approvato il pacchetto di riforme costituzionali, ritenendo che il voto aprirà la strada alle nuove elezioni previste per il 26 dicembre: lo ha detto lo stesso Alto rappresentante per la politica estera Ue all'Aja, dove partecipa al vertice Ue-Cina. Solana ha sottolineato con forza che sono state approvate "tutte le leggi necessarie" per poter ripetere le elezioni.

I medici austriaci che hanno avuto in cura il candidato dell'opposizione Yushenko ne confermano l'avvelenamento probabilmente con la diossina, durante la campagna presidenziale, nell'intento di ucciderlo.

Lunedì 9 Febbraio 2004

Terrorismo. Scotland Yard: abbiamo evitato un'altra Madrid

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/12/2004

La polizia britannica ha sventato un attentato terroristico a Londra sullo stile di quello dell'11 marzo a Madrid. Lo ha rivelato - come riporta il sito internet

della Bbc - il capo di Scotland Yard, sir John Stevens.

Il commissario della Polizia Metropolitana ha riferito che quella del terrorismo è una delle massime emergenze che la capitale britannica deve fronteggiare. Stevens ha dichiarato che a Londra sono stati sventati diversi attacchi e molte persone sono state denunciate. "Il rischio di un attentato a Londra non è cambiato, è ancora inevitabile", ha osservato il numero uno di Scotland Yard, "Grazie a Dio, e abbiamo dovuto lavorare particoltarmente sodo, abbiamo sventato gli attentati".

Quando gli è stato chiesto se Scotland Yard avesse bloccato attacchi della portata di quelli di Madrid, Steven ha ammesso: Sì, non posso parlarne a causa dei processi giudiziari che sono in corso ma abbiamo impedito un'altra Madrid".

Martedì 10 Febbraio 2004

Sme: Berlusconi assolto, per un reato e' prescrizione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2004

"SME: FI GUARDA AVANTI,ORA ACCELERIAMO RIFORME GIUSTIZIA

"SME: CDL ESULTA, ORA VOLTIAMO PAGINA E SVELENIAMO CLIMA

"SME: DECISIONE DA MOLTI PREVISTA, SODDISFATTI DIFENSORI

"SME: BERLUSCONI ASCOLTA SENTENZA,'MEGLIO TARDI CHE MAI'

"SME: GAD, BASTA TEORIA COMPLOTTO E RESTA OMBRA PRESCRIZIONE

"SME: BERLUSCONI ASSOLTO CON VARIE FORMULE

MILANO - Assoluzione con varie formule e prescrizione. Nessuna condanna a otto anni, come aveva invece chiesto il pm Ilda Boccassini, per quello che aveva definito l' ''imprenditore Berlusconi'' e ''una persona che ha mentito al popolo italiano'', quando rese le dichiarazioni spontanee durante il processo Sme.

Al termine di una camera di consiglio durata 31 ore il presidente della prima sezione penale, Francesco Castellano e i giudici a latere, Fabiana Mastrominico e Stefania Abbate hanno deciso che per quel versamento di 434 mila dollari (500 milioni di lire) del 6 marzo del '91 da un conto Fininvest a uno di Cesare Previti a uno dell'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante (che nel processo principale fu condannato a otto anni per corruzione in atti giudiziari) debba dichiararsi prescritto. E questo e' stato possibile qualificando il fatto come corruzione semplice e non in atti giudiziari (cosa chiesta anche dal pm Boccassini) e dalla concessione delle attenuanti generiche. Cosi' i tempi della prescrizione si sono dimezzati: da 15 a sette anni e mezzo; reato estinto per prescrizione nel settembre del '98.

Per il resto Berlusconi e' stato assolto, o con formula piena, oppure in base all'articolo 530 comma II del codice di procedura penale che impone al giudice di assolvere quando ''manca, e' insufficiente o e' contraddittoria la prova''. Cosi' e' stato per quel bonifico, contenuto sempre nel capo A d'imputazione, del 26 luglio dell'88 di un miliardo di lire da un conto di Piero Barilla sul Mercier di Previti e del quale 100 milioni, per la Procura, finirono sempre a Squillante. Berlusconi per questo episodio va assolto per non aver commesso il fatto, mentre i suoi coimputati sono stati condannati nel processo principale. Per le due presunte consegne di denaro raccontate da Stefania Ariosto, avvenute a suo dire nella casa di via Cicerone di Previti e al Circolo Canottieri Lazio, l'assoluzione e' con formula piena e, anche in questo caso, per non aver commesso il fatto.

In linea con la sentenza del collegio del processo principale, presieduto da Luisa Ponti, la decisione sulla vicenda giudiziaria Sme. Berlusconi va assolto perche' il fatto non sussiste per quei 200 milioni di lire che, nella ricostruzione dell'accusa, nel maggio '98 sarebbero stati tratti dall'ex giudice Filippo Verde da una provvista di 750 milioni, partiti da un conto di Barilla e arrivati su un conto dell'avvocato Attilio Pacifico. Verde, relatore e presidente nella causa di primo grado che si concluse con la sconfitta di De Benedetti contro l'Imi, e' stato assolto nel processo principale, come tutti gli altri per il capo B, ovvero la presunta corruzione nella vicenda giudiziaria Sme. Con una differenza: i giudici presieduti da Luisa Ponti assolsero tutti perche' il fatto non sussiste, ma senza quel richiamo alla mancanza, insufficienza o contraddittorieta' della pena.

La sentenza, anche se 'macchiata' dalla prescrizione, soddisfa ''in massima parte'' uno dei legali di Berlusconi, Niccolo' Ghedini che, pero', preannuncia ricorso in appello appunto con l'intenzione di ''ottenere il massimo risultato,che noi riteniamo ci possa essere con cio' che e' negli atti'': assoluzione, quindi, su tutti i fronti. Anche la Procura, per motivi opposti, sta pensando all'appello e ad analizzare le motivazioni per redigere le quali i giudici si sono presi 90 giorni di tempo. Del resto ha gia' fatto ricorso contro le assoluzioni nel processo principale. Rimangono a bocca asciutta le parti civili Cir-De Benedetti e la Presidenza del Consiglio. La prima aveva chiesto un risarcimento 'monstre' di 4 miliardi e mezzo di euro. L'avvocato dello Stato aveva chiesto solo un milione per conto della Presidenza del Consiglio che, in questo modo, aveva chiesto i danni al...suo presidente.

Si chiude in questo modo, dopo oltre quattro anni di dibattimento, il primo grado di una vicenda giudiziaria in cui si sono esplorati i meandri della Procedura penale, con richieste di astensione di giudici e pm, ricusazioni, istanze di rimessione per spostare in altra sede il dibattimento. Richieste puntualmente respinte. Del processo Sme rimane, pero' aperto un filone: quello sul falso in bilancio. La Corte europea di Giustizia impieghera' ancora qualche mese per decidere se le leggi italiane sui reati finanziari debbano essere riviste, oppure siano in linea con le direttive europee. Se cosi' non fosse questa partita potrebbe riaprirsi. Anche in questo caso l'imputato sarebbe il solo Silvio Berlusconi.

BERLUSCONI, MEGLIO TARDI CHE MAI

''Meglio tardi che mai. Avevo ragione di essere sereno perche' avevo piena coscienza di non aver commesso nulla''. Questo il commento del premier Silvio Berlusconi alla sentenza sul caso Sme, che ha aggiunto: 'Avevo ragione a essere sereno'.

CASINI, UNA SENTENZA POSITIVA

''Quando il presidente del Consiglio del nostro paese e' in situazioni simili certamente e' un fatto positivo che questi problemi di carattere giudiziario si siano risolti e si risolvano''. Cosi' il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha commentato a caldo la sentenza di Milano al termine di una cerimonia per commemorare Alcide De Gasperi a Reggio Emilia. ''E' una coerenza - ha detto ancora Casini - che per quanto mi riguarda e' valsa per tutti coloro che hanno, come il presidente Andreotti che e' qui, avuto l'onore in passato di guidare i governi italiani, e oggi vale senz'altro anche per Berlusconi''.

PERA SODDISFATTO TELEFONA A BERLUSCONI

Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha telefonato al premier Silvio Berlusconi per esprimergli la sua soddisfazione per la sentenza Sme.

FINI, SODDISFAZIONE PER SENTENZA

Il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, sta telefonando al presidente del Consiglio, Berlusconi, per esprimere soddisfazione per la sentenza nel processo Sme. Lo ha riferito il portavoce Salvatore Sottile, in aereo, ai giornalisti che hanno accompagnato Fini a Berlino e che lo seguiranno a Rabat.

FOLLINI, SENTENZA RENDE GIUSTIZIA A BERLUSCONI

''E' una sentenza che rende giustizia a Silvio Berlusconi. Spero che aiuti a realizzare un clima piu' sereno e meno conflittuale tra politica e giustizia''. Cosi' il vicepremier Marco Follini commenta la sentenza del processo Sme.

ESULTA LA CDL. GAD: ORA IL PREMIER ABBIA FIDUCIA NEI GIUDICI

Scajola: e' la sconfitta piena della magistratura politicizzata. La Russa: non ne ho mai dubitato. Finocchiaro: Ds, l'assoluzione del premier e' una buona notizia. Di Pietro: Berlusconi ce l'ha fatta per il rotto della cuffia. Diliberto, da magistratura colpo al cerchio e alla botte; il premier dovrebbe dimettersi. Boselli, la sentenza parla da se', Berlusconi rifletta. D'Alema, mai commentato sentenze.

SME: BERLUSCONI ASSOLTO CON VARIE FORMULE

MILANO - La prescrizione del reato per Silvio Berlusconi e' stata disposta ''limitatamente'' al bonifico che il 6 marzo del '91 dal conto Ferrido della Fininvest giunse a quello Mercier di Previti e da questo a quello Rowena dell' ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante.

Per quanto riguarda il bonifico da un miliardo del 26 luglio dell' '88 da un conto di Piero Barilla ad uno dell' avvocato Pacifico e dal quale sarebbe stata tratta una provvista di 100 milioni sempre per Squillante (episodio anche questo compreso nel capo A) l' assoluzione e' stata disposta in base all' articolo 530 comma 2 c.p.p. (assimilabile alla vecchia insufficienza di prove, per non aver commesso il fatto).

Per i due versamenti in contanti raccontati da Stefania Ariosto, uno in casa Previti e uno alla Canottieri Lazio, per Berlusconi i giudici hanno disposto l' assoluzione per non aver commesso il fatto in base all' articolo 530 del codice penale (assoluzione piena). L' assoluzione, infine, in base all' articolo 530 c.p.p. 'perche' il fatto non sussiste' e' stata decisa per il caso Sme: 200 milioni che, secondo l' accusa, sarebbero finiti da un conto di Pietro Barilla ad uno di Attilio Pacifico e sarebbero quindi, secondo l' accusa, stati ritirati in contanti dall' ex giudice Filippo Verde, relatore e presidente nella prima causa che vide contrapposta l' Iri e Carlo De Benedetti (Verde fu assolto al termine del processo principale).

Usa, allarme attacchi ad aerei con laser

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/12/2004

I servizi segreti americani segnalano che i terroristi potrebbero cercare di far cadere aerei di linea, accecando i piloti con potenti raggi laser. In un appunto trasmesso alle compagnie aeree dal Dipartimento per la sicurezza interna e dalla Fbi si precisa che un aereo potrebbe schiantarsi, qualora il suo equipaggio fosse colpito da raggi laser in fase di atterraggio.

Giovedì 12 Febbraio 2004

Cirio, oggi i primi interrogatori per Cragnotti, figlio e genero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2004

ROMA - Saranno interrogati oggi nel carcere di Regina Coeli Sergio Cragnotti, il figlio Andrea ed il genero Filippo Fucile, arrestati ieri con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Nei confronti di Cragnotti e' stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare dalla magistratura romana nell'ambito dell'inchiesta sul dissesto della Cirio.

Stesso provvedimento anche nei riguardi del figlio Andrea e il genero Filippo Fucile.

Secondo quanto si e' appreso, gli investigatori del nucleo regionale della guardia di finanza hanno eseguito i provvedimenti per quanto riguarda Sergio Cragnotti nella azienda vinicola alle porte di Roma e nelle loro abitazioni romane per il figlio e il genero.

La procura di Roma ha disposto gli arresti domiciliari anche per Paolo Micolini, presidente di varie societa' del gruppo.

Il provvedimento della magistratura romana gli e' stato notificato dalla guardia di finanza della capitale nella sua abitazione di Udine.

La procura di Roma ha inoltre emesso un provvedimento di interdizione a ricoprire cariche societarie per Elisabetta Cragnotti, figlia di Sergio, e per Ettore Quadrani, consigliere di alcune societa' del gruppo. Le accuse ipotizzate dai pm sono quelle di bancarotta fraudolenta preferenziale.

ORDINANZA, PERICOLI REITERAZIONE E INQUINAMENTO PROVE

Alla base dell'ordinanza di custodia cautelare per Sergio Cragnotti, i pericoli di reiterazione del reato e quello di inquinamento delle prove. E' quanto si evince nell'ordinanza del gip Andrea Vardaro, per il quale sussistono 'gravi indizi di colpevolezza' a carico di Cragnotti in relazione 'agli episodi di bancarotta'.

Lo stesso Vardaro rileva che l'ex patron della Lazio e', inoltre, il ''punto di riferimento delle operazioni di finanziamento, sia per la carica sociale rivestita nella societa' erogante, sia perche' risultato essere finale destinatario dei finanziamenti. Va evidenziato che alcune delle operazioni di finanziamento sono state effettuate dopo, e nonostante i precisi moniti del collegio sindacale. Tale circostanza vale ad evidenziare l'intensita' del dolo nella commissione di tali episodi distrattivi''.

Per il gip, in sostanza, il ''dissesto del gruppo e' stato il risultato non di scelte economiche errate ma di operazioni distrattive premeditate dirette a procurare benefici illeciti a Sergio Cragnotti o a societa' collegate, ma comunque ingiustificati. Buona parte dei fondi sottratti dalla parte operativa del gruppo in favore delle parti correlate sono stati utilizzati da Cragnotti come fondi propri per acquisire con proprie societa' quote sociali del gruppo C.&P.. Tali circostanze determinano una fortissima determinazione criminosa e una spiccata propensione alla commissione di reati nell'ambito della gestione di imprese''.

Sabato 14 Febbraio 2004

Iraq. Scoperta una fossa comune con 500 morti nel Kurdistan. Ucciso un luogotenente di Zarqawi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/12/2004

Ritrovati a Mosul i corpi di 14 iracheni trucidati

Scoperta nel nord dell'Iraq, vicino alla città di Sulaimaniya, un'altra fossa comune. Lo ha reso noto il premier Iyad Allawi, parlando dinanzi al Consiglio Nazionale iracheno. Il premier ha detto che la fossa, ritrovata giovedi' nella regione autonoma del Kurdistan, potrebbe contenere circa 500 cadaveri.

Allawi ha anche annunciato l'uccisione di un luogotenente del terrorista Abu Mussab Zarqawi e la cattura di altri due e ha precisato che l'uomo ucciso si chiamava Ibrahim Farhan Zyda e che le due persone catturate sono sospettate "della decapitazione d'innocenti".

Ritrovati a Mosul i corpi giustiziati di 14 giovani iracheni

I cadaveri di 14 giovani uomini, uccisi da poche ore, tutti giustiziati con colpi d'arma da fuoco alla testa, sono stati scoperti in un cimitero a Mossul, nel nord dell'Iraq.

Lo hanno reso noto fonti ufficiali e del locale ospedale. In un primo momento si era parlato di otto corpi, ma dopo alcune ore ne sono stati rinvenuti altri sei.

Le identità dei morti, tutti in abiti civili, non sono state accertate.

La macabra scoperta è stata fatta in un cimitero della zona chiamata Wadi Ekab, nel nord est della città di Mossul, dove già sono stati rinvenuti più di 60 corpi dall'inizio del mese. Le autorità pensano che appartengano a membri delle forze di sicurezza uccisi dai ribelli.

Sempre a Mossul è stata rapita una veterinaria, appartenente al Consiglio provinciale di Ninive. Nahla Aziz al Issa è stata rapita nella sua clinica veterinaria situata nel quartiere Islah Zirai, da rapitori giunti sul posto a bordo di tre auto. Gli investigatori non scartano alcuna ipotesi compresa quella di una vendetta, anche se il sequestro è stato rivendicato dal gruppo islamico Ansar al Sunna, su un sito internet. Il gruppo afferma che il rapimento ha avuto luogo ieri.

Giustizia. La Cdl approva tutti gli emendamenti del progetto di legge 'Salva Previti'. L'opposizione abbandona i lavori

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/12/2004

La Casa delle libertà ha approvato in Comitato dei nove tutti gli emendamenti presentati alla proposta di legge Cirielli contro i recidivi, che contiene anche la norma "Salva Previti" sulla prescrizione e il "pacchetto Napoli", cioè il pacchetto anticrimine.

L'opposizione aveva abbandonato i lavori del comitato per protesta, quindi la maggioranza ha approvato da sola tutte le proposte di modifica presentate al testo. E ora il centrodestra chiederà l'inversione dell'ordine del giorno dei lavori in aula per esaminare oggi pomeriggio il provvedimento in aula, prima dei decreti.

I rappresentanti del centrosinistra denunciano di non aver avuto tempo di visionare e di valutare le proposte di modifica presentate dalla Casa delle Libertà fino a questa mattina."Siamo fuori dal mondo, ci danno 25 minuti per

discutere perchè hanno l'ordine di portare oggi in aula il provvedimento", dice Giuseppe Fanfani, della Margherita.

Ma la pietra della discordia resta sempre quella parte della legge che accorcia i tempi di prescrizione dei reati: "Verranno ridotti i tempi di prescrizione anche per i reati di mafia, ormai più che "salva Previti" la legge si dovrebbe chiamare "salva tutti", sostiene Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei Ds.

L'aula della Camera esaminerà già stasera la proposta di legge contro i recidivi

Lo ha chiesto la Cdl nella conferenza dei capigruppo. Ma l'opposizione ha minacciato di fare ostruzionismo sui decreti. La richiesta di inversione dell'ordine del giorno, presentata dalla maggioranza per accelerare i tempi di approvazione della proposta di legge Cirielli, che contiene la norma Salva Previti dovrà essere votata ora dall'aula di Montecitorio.

Medio Oriente. Abu Mazen: se vogliamo uno stato dobbiamo deporre le armi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/12/2004

La creazione dello stato palestinese non passa attraverso la lotta armata e per questo è giunta l'ora di deporre le armi. L'appello è di Abu Mazen, presidente dell'Olp e unico candidato credibile alle elezioni presidenziali palestinesi del 9 gennaio. "L'intifada" ha detto Abu Mazen, "dovrebbe essere estranea all'uso delle armi perchè il popolo ha il diritto di protestare contro l'occupazione con metodi sociali che le sono propri. L'uso delle armi è stato dannoso e deve finire".

Hamas non rinuncia alla lotta armata

Hamas non rinuncerà alla lotta armata, nonostante le affermazioni rese oggi dal premier palestinese e candidato alla presidenza dell'Anp, Abu Mazen, secondo le quali i palestinesi dovrebbero resistere all'occupazione con metodi non violenti.

Credo che il consenso tra il popolo palestinese contraddica tali affermazioni: le strategie del popolo palestinese dovrebbero essere discusse attraverso un dialogo serio e su tutte le questioni, ha dichiarato Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas.

Anche il principale dirigente politico dell'organizzazione, Khaled Mashal, ha affermato che le milizie cesseranno i propri attacchi contro Israele solo se tale sarà il consenso del popolo palestinese.