DEI RICCHI

2004 - Aprile - Settimana 3

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Indice dei giorni


15/04/2004 * 19/04/2004 * 20/04/2004 * 21/04/2004 *

Giovedì 15 Aprile 2004

Ostaggio ucciso: Frattini, indegne speculazioni politiche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2004

Ho apprezzato Rutelli e gran parte Ulivo, serve coesione

(ANSA) - ROMA, 15 APR - 'Le speculazioni politiche' intorno all'assassinio di Fabrizio Quattrocchi 'al di sotto del limite della decenza. Il governo le rifiutera''. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, risponde cosi' sulle polemiche, confermando di aver 'apprezzato' l'atteggiamento di Rutelli e di gran parte dell'Ulivo 'quando hanno detto che occorre una risposta coesa e forte contro il terrorismo'. Il ministro sostiene che l'Italia ha molti rapporti nella comunita' sciita e in quella sunnita per la trattativa. /writer

Ostaggio ucciso: la vittima e' Quattrocchi, appello di Stefio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2004

BAGHDAD - Fabrizio Quattrocchi, ex panettiere di 36 anni, originario di Catania ma residente a Genova, uno dei quattro italiani presi in ostaggio domenica in Iraq, e' stato ucciso. La conferma e' venuta nella notte dal ministro degli Esteri Franco Frattini, due ore dopo l'annuncio della televisione satellitare del Qatar al Jazira dell'assassinio di un ostaggio italiano.

Comprensibile il dolore in via Lagustena 21, a Genova, dove nell' abitazione della sorella della vittima si e' riunita la famiglia, dal primo momento chiusa in un impenetrabile silenzio. Particolarmente provata e' l'anziana madre della vittima, Agata Raimondo, che e' stata assistita da un sanitario della guardia medica.

Dopo la conferma della morte di Quattrocchi il padre di Salvatore Stefio, Angelo, ha rivolto un appello a tutti gli italiani: 'Chiedo a tutti di scendere in piazza per fermare tutto questo. Io lo sto facendo, tenendo in mano la bandiera italiana'. Per Stefio 'non e' giusto che la gente vada li' a lavorare e invece trova la morte'.

'Hanno spezzato una vita, non hanno incrinato i nostri valori e il nostro impegno per la pace', ha cosi' reagito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E Frattini ha affermato: 'Siamo in Iraq e vogliamo far capire che l'unica strada possibile e' una strada di pace e per fare questo dobbiamo rimanere in Iraq per garantire un minimo di sicurezza: questo e' indispensabile'.

I sequestratori - le Falangi Verdi di Maometto - hanno minacciato di uccidere anche gli altri tre, Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana, se le loro richieste non verranno accettate. I rapitori chiedono le scuse del primo ministro italiano, diffuse dalle catene satellitari arabe, 'per l'oltraggio ai musulmani e all'Islam', il ritiro delle forze italiane dall' Iraq, secondo un calendario preciso, e la liberazione degli imam delle moschee e dei predicatori arrestati in Iraq.

Il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, ambasciatore Gianni Castellaneta, e' partito, su mandato del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per una missione nell' ambito dei tentativi diplomatici tesi a salvaguardare la vita dei cittadini italiani ancora sequestrati in Iraq.

Il leader della Margherita, Francesco Rutelli ha invitato all'unita': ''In questa materia non ci possono essere polemiche tra maggioranza e opposizione'' perche' ''in questa vicenda non si puo' accettare il delirio e il ricatto di queste bande''.

LE ALTRE REAZIONI DAL MONDO POLITICO

Se per il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli ''siamo di fronte a una guerra dichiarata e forse non e' piu' sufficiente una missione di pace'', per il coordinatore di An Ignazio La Russa ''e' il momento di tenere i nervi saldi''.

Il Presidente della Commissione Esteri della Camera Gustavo Selva (An) ha invitato ''tutti i paesi civili'' ad ''unirsi per combattere bande criminali e terroristiche''.

Per l' opposizione e' intervenuto da Stoccolma il segretario dei Ds, Piero Fassino: ''Un assassinio barbaro e atroce, di fronte al quale la coscienza di ognuno si ribella e che conferma la necessita' di una lotta senza quartiere al terrorismo''. Il leader della Margherita ha sottolineato che ''su questa materia non ci possono essere polemiche tra maggioranza e opposizione''.

Messaggio Bin Laden a tv arabe, minacce e offerte tregua

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2004

IL CAIRO - Le tv satellitari arabe Al Arabiya e Al Jazira hanno ricevuto e mandato in onda un messaggio audio nel quale una voce attribuita a Osama bin Laden - della cui autenticita' non e' ancora possibile avere conferma - offre una tregua agli europei, a patto che interrompano i loro attacchi contro i musulmani. Questa offerta di una ''riconciliazione'' comincerebbe con la partenza dell'ultimo soldato dall'Iraq ed e' aperta per tre mesi dalla data di questo messaggio. La voce attribuita al capo di al Qaida ribadisce invece che nessuna tregua ci sara' con gli Stati Uniti; sostiene che le bombe di Madrid sono la ''giusta ricompensa'' per il comportamento della Spagna in Iraq; minaccia vendetta a Israele per l'uccisione del leader di Hamas Yassin. La voce attribuita a bin Laden, che ha un tono leggermente affaticato, accomuna inoltre gli attentati dell'11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti a quelli dell'11 marzo scorso ai treni di Madrid: sono serviti, afferma, ''affinche' sappiate che la sicurezza e' una necessita' per tutti''.

Mo: Annan critica Bush per la svolta Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2004

Il piano di Sharon 'aggira i negoziati della Road Map'

(ANSA) - WASHINGTON, 15 APR - Il segretario generale dell'Onu, Annan, denuncia l'inopportunita' della decisione di Bush di approvare il piano di Sharon. Questo riguarda il mantenimento del controllo su alcuni tra i piu' grandi insediamenti ebraico in Cisgiordania nell'ambito di qualsiasi accordo di pace con i palestinesi.Una portavoce di Annan ha detto che la svolta dell'Amministrazione Usa aggira i negoziati previsti dalla Road Map, il processo di pace elaborato da Usa, Ue, Russia e la stessa Onu. /writer

Lunedì 19 Aprile 2004

Iraq. Bush esprime il suo rammarico a Zapatero. Moqtada Sadr: basta attacchi contro gli spagnoli

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4028225,00.html, 19/04/2004

Washington, 19 aprile 2004

Il Presidente Usa, George Bush, ha manifestato il proprio "rammarico" al Presidente del Governo spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, per la decisione di ritirare le truppe spagnole (1.432 militari) dall'Iraq. Lo rende noto un portavoce della Casa Bianca, spiegando che George W. Bush, nel corso di una telefonata durata cinque minuti, ha chiesto a Zapatero che "il ritiro spagnolo (previsto entro cinquanta giorni) sia fatto in maniera coordinata al fine di non mettere in pericolo le altre forze della coalizione presenti in Iraq".

La Croce rossa pronta a un corridoio umanitario a Fallujah

La Croce rossa italiana - insieme con la Mezza Luna Rossa irachena - è in attesa del via libera per attivare il corridoio umanitario in soccorso della popolazione di Falluja. Da questa mattina, infatti, secondo fonti vicine alla Cri, le due organizzazioni stanno lavorando intensamente per preparare i convogli destinati all'operazione.

Sempre oggi mediatori iracheni si sono recati a Falluja per un nuovo incontro con dignitari locali e responsabili della coalizione allo scopo di consolidare la tregua nella città sunnita assediata e sotto attacco americano da 15 giorni, durante i quali 600 iracheni, metà dei quali donne e bambini, sono stati uccisi.

Da parte sua, sempre oggi, l'amministratore americano Paul Bremer ha detto che le forze irachene non saranno in grado di assicurare da sole la sicurezza del Paese anche dopo il trasferimento dei poteri il 30 giugno.

In un comunicato pubblicato sul sito internet della Cpa, Bremer precisa che è chiaro "che le forze irachene non saranno capaci da sole di far fronte alle minacce (poste dalle forze degli insorti) da qui al 30 giugno, quando un governo iracheno assumera' la sovranita' ". "A quel punto l'Iraq e le truppe di numerosi Paesi, Stati Uniti compresi, - prosegue l'amministratore Usa - saranno partner per fornire la sicurezza di cui gli iracheni hanno bisogno. Gli avvenimenti di queste ultime due settimane - aggiunge Bremer - mostrano che l'Iraq è sempre sottoposto a minacce alla sua sicurezza ed ha bisogno di un aiuto esterno per farvi fronte.

Sadr: non attaccate gli spagnoli

Frattanto il leader radicale sciita Moqtada Sadr, che è assediato dalle truppe Usa nella città santa sciita di Najaf, ha rivolto oggi un appello ai suoi seguaci affinchè cessino gli attacchi contro le truppe spagnole. L'appello di Sadr ai

suoi uomini, secondo uno dei suoi più stretti collaboratori, è legato alla decisione annunciata ieri dal premier spagnolo, Josè Luis Rodriguez Zapatero, di ritirare "nel più breve tempo possibile" le truppe spagnole dall'Iraq. I militari spagnoli nel Paese arabo sono circa 1.300 e sono dispiegati a Sud della capitale, nella regione di Najaf.

Ucciso un giornalista iracheno e il suo assistente

Secondo quanto riferito dalla Tv qatariota Al Jazira, il corrispondente della catena televisiva satellitare filoamericana irachena e il conducente della sua automobile sono stati uccisi dalle forze Usa. Il giornalista ed il suo assistente, dei quali non sono stati resi noti i nomi, sono morti a Samarra, città a Nord di Baghdad, sul fiume Tigri.

Iraq: Bush a Zapatero,rammarico per brusco ritiro truppe

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/04/2004

WASHINGTON, 19 APR - Il presidente George W. Bush ha espresso al nuovo premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero il proprio ''rammarico'' per ''il brusco ritiro'' delle truppe spagnole dall'Iraq. Ne da' notizia la Casa Bianca. Nella sua telefonata, Bush ha anche messo in guardia Zapatero dall'evitare iniziative che possano dare ''false speranze ai terroristi o ai nemici della liberta' in Iraq''. La telefonata e' durata solo cinque minuti. Bush, secondo la Casa Bianca, ha anche avuto modo di chiedere che il ritiro degli spagnoli ''avvenga in modo coordinato e in modo da non porre a rischio altre forze della coalizione in Iraq''. Il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan ha aggiunto, riferendo la conversazione: ''Il presidente ha sottolineato l'importanza di considerare con cautela future azioni''.

Berlusconi, cauto ottimismo per gli ostaggi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/04/2004

ROMA - 'Cauto ottimismo'' sulla sorte degli ostaggi italiani in Iraq. ''Stiamo lavorando'', si limita ad aggiungere il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo un colloquio alla Camera con Pier Ferdinando Casini. Il premier non ritiene utile, a proposito dell'evoluzione della situazione in Iraq, una riunione straordinaria del Consiglio europeo. ''No - risponde infatti ai giornalisti - oggi e' gia' tutto molto chiaro, la strada e' segnata''.

''Le forze italiane restano impegnate in Iraq a garantire il necessario quadro di sicurezza al passaggio dei poteri al nuovo governo iracheno e a consentire l'avvio della ricostruzione economica del paese'', ha aggiunto.

OSTAGGI; FRATTINI, STIAMO FACENDO IL NECESSARIO

'Stiamo facendo in ogni momento quel che e' necessario e possibile per riportare in Italia'' i tre ostaggi italiani e il corpo di Fabrizio Quattrocchi. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini oggi a Bologna.

CIAMPI, OSTAGGI CI SIANO PRESTO RESTITUITI

La memoria del nostro passato ci consente di affrontare con ''fiducia ed entusiasmo'' i problemi di oggi, in particolare la crisi del Medio Oriente e dell'Iraq, la minaccia del terrorismo: Carlo Azeglio Ciampi, incontrando l'ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, presidente dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, ha ribadito l'auspicio che i tre ostaggi italiani siano al piu' presto restituiti.

''Approfondire sempre piu' lo studio e la comprensione del movimento di liberazione - ha premesso il capo dello Stato - significa capire meglio noi stessi, capire meglio il nostro presente, e dunque il nostro avvenire che e' nelle nostre mani; mantener viva la memoria del nostro passato intesa soprattutto come trasmissione alle nuove generazioni di valori, di volonta' consapevoli, e di fiducia e di entusiasmo nell'affrontare i problemi dell'oggi, che sono tanti e gravi''.

''Penso - ha sottolineato il presidente della Repubblica - alle crisi del Medio Oriente e dell'Iraq, penso alla minaccia del terrorismo nel mondo. Penso ai nostri compatrioti, ostaggi in Iraq, che ci auguriamo possano esserci al piu' presto restituiti''.

SPAGNA; RITIRO TRUPPE IN MENO DI OTTO SETTIMANE

Il ministro della difesa spagnolo Jose' Bono ha detto che il ritiro dei militari spagnoli durera' meno di otto settimane. Il ministro non ha finora indicato una data di inizio del ritiro.

APPELLO DI AL SADR AI SUOI, NON TOCCATE GLI SPAGNOLI

NAJAF - Il capo radicale sciita Moqtada Sadr, che si trova nella citta' santa sciita di Najaf, ha fatto un appello oggi ai suoi seguaci affinche' cessino gli attacchi alle truppe spagnole.

L'appello del leader radicale sciita ai suoi uomini, secondo uno dei suoi piu' stretti collaboratori, e' legato alla decisione annunciata ieri dal premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero di ritirare ''nel piu' breve tempo possibile'' le truppe spagnole dall'Iraq.

I militari spagnoli nel paese arabo sono oltre 1.300,e sono stanziati al sud, nella regione di Najaf, citta' circondata dagli americani. Al suo interno di trova Moqtada Sadr.

FONTE VICINA SADR, ALTRI PAESI SEGUANO ESEMPIO SPAGNA

Uno stretto collaboratore del leader radicale sciita Moqtada Sadr, parlando con la France presse a Najaf (sud dell'Iraq) ha chiamato oggi ''gli altri paesi che hanno inviato truppe in seno alla coalizione in Iraq a seguire l'esempio della Spagna, e a ritirare le loro forze per proteggere la vita dei loro soldati''. Qaïs al-Khazaali, molto vicino a Sadr, ha dato notizia oggi di un appello di Sadr ai suoi affinche' cessino ogni attacco alle truppe spagnole, delle quali ieri il governo spagnolo ha annunciato l'immediato ritiro.

Martedì 20 Aprile 2004

Iraq: l'Honduras decide di ritirare le sue truppe

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/04/2004

Presidente Maduro, i 370 soldati andranno via al piu' presto

(ANSA) TEGUCIGALPA,20 APR- L'Honduras ritirera' i suoi 370 soldati dall'Iraq 'nel piu' breve tempo possibile', lo ha annunciato il presidente Ricardo Maduro.''Ho ordinato che la decisione presa sia eseguita in condizioni di sicurezza per le nostre truppe e ho avvertito di questa decisione i Paesi della coalizione', ha detto Maduro in un discorso radiotelevisivo. La missione dell'Honduras sarebbe dovuta terminare a luglio. La decisione dell'Honduras di abbandonare l'Iraq segue di poche ore quella della Spagna. /writer

Terrorismo. La Corte Suprema Usa giudica l'amministrazione Bush sui prigionieri di Guantanamo

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4028510,00.html, 20/04/2004

New York, 20 aprile 2004

La Corte Suprema apre il fascicolo dei desaparecidos dell'amministrazione Bush, i prigionieri senza volto e senza diritti detenuti a Guantanamo e quelli catalogati come 'combattenti nemici', spariti nelle celle di basi militari negli Usa. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, il massimo organo giudiziario mette sotto esame i poteri di guerra del presidente degli Stati Uniti, con tre cause destinate ad avere ripercussioni sulla lotta al terrorismo e sulle elezioni per la Casa Bianca.

I riflettori si spostano sulla Corte Suprema proprio nei giorni in cui il presidente George W. Bush ha riportato al centro della campagna elettorale il Patriot Act, la legislazione antiterrorismo varata dopo l'11 settembre 2001 criticata dalle organizzazioni per i diritti civili e difesa invece dalle forze dell'ordine. Prima nel suo discorso radiofonico del fine settimana, poi in un discorso in Pennsylvania, Bush ha insistito sulla necessità di prorogare le parti del Patriot Act in scadenza nel 2005.

Ad aprire l'offensiva legale di primavera saranno i casi 'Rasul contro Bush' e 'Al Odah contro Usa', due cause riunite in una che raccolgono le richieste delle famiglie di 12 kuwaitiani e di due australiani detenuti nella base di Guantanamo Bay, a Cuba, dove gli Stati Uniti hanno in custodia poco meno di 600 presunti seguaci di Al Qaida e dei taleban. La Corte Suprema dovrà decidere una volta per tutte se i tribunali ordinari hanno competenza sui prigionieri di Guantanamo o se la loro sorte sarà affidata esclusivamente alle scelte dell'esecutivo e ai tribunali militari speciali istituiti dal Pentagono.

Il 28 aprile prenderà il via invece il riesame dei casi di Josè Padilla e Yaser Hamdi, due cittadini americani che Bush ha designato come 'combattenti nemici' per i loro presunti legami con Al Qaida e i taleban e che per questo, pur essendo detenuti sul suolo americano - a differenza dei prigionieri di Guantanamo - non hanno avuto fino ad ora accesso ad alcun diritto legale previsto dalla Costituzione. Le decisioni sui tre casi (i detenuti di Guantanamo sono riuniti in un'unica causa legale, mentre Padilla e Hamdi sono separati) non sono attese prima di giugno, al termine dell'anno giudiziario della Corte.

Mercoledì 21 Aprile 2004

Iraq: attacchi kamikaze a Bassora, decine di morti e feriti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/04/2004

BASSORA - Decine di morti - almeno 55 secondo testimoni - sono stati provocati stamattina a Bassora, nel sud dell'Iraq, da tre attacchi kamikaze contro tre commissariati di polizia. Una quarta autobomba con kamikaze e' esplosa contro un'accademia di polizia a Zubeir, a sud di Bassora.

''Tre ordigni esplosivi caricati su auto hanno colpito tre stazioni della polizia nella citta' di Bassora. Ci sono molte vittime fra gli iracheni, ma non si sa ancora quante. Non ci sono vittime fra i militari della coalizione'', ha affermato un portavoce del ministero della difesa britannico a Bassora, riferendo inoltre che i militari britannici stanno cercando di portare aiuto, ma che i loro sforzi sono osteggiati da una folla inferocita che ha circondato i luoghi delle esplosioni e impedisce ai militari di raggiungere i tre commissariati, tirando loro contro pietre.

Trenta corpi sono all'obitorio, secondo fonti mediche che affermano che ci sono decine di feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Tra le vittime, un gruppo di bambini che venivano portati con un minibus a un giardino d'infanzia.

Nell'esplosione di Zubeir sono morti tre iracheni e sono rimasti feriti quattro soldati britannici, di cui due in modo grave.

Iraq: scontri rompono tregua a Falluja

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/04/2004

Si combatte a Falluja. Forze americane e combattenti iracheni si sono scambiati colpi di mitragliatrice, mortaio e granate mettendo a dura prova il cessate il fuoco proclamato nella roccaforte sunnita. Secondo testimoni, gli scontri sono esplosi nel distretto di Golan, quando i guerriglieri hanno aperto il fuoco contro soldati americani e i loro carri armati che entravano in città. A sostegno delle truppe Usa sono entrati in azione anche i caccia dell'aviazione Usa

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