DEI RICCHI

2004 - Marzo - Settimana 3

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Indice dei giorni


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Lunedì 15 Marzo 2004

Spagna: Zapatero vince le elezioni, via le truppe dall'Iraq

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2004

UNO DEI MAROCCHINI ARRESTATI E' 'AUTORE MATERIALE' DELLE STRAGI

SPAGNA: ELEZIONI, VITTORIA A SORPRESA DEI SOCIALISTI

SPAGNA: UE,DOPO GRECIA CENTROSINISTRA ACCORCIA DISTANZE

SPAGNA: ZAPATERO, L'UOMO DEL TUTTO PER TUTTO

SPAGNA: ELEZIONI; PSOE FESTEGGIA, PP IN SILENZIO

STRAGI MADRID: ARRESTATI 3 MAROCCHINI E 2 INDIANI

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MADRID - Le truppe spagnole che si trovano in Iraq saranno fatte tornare, se non ci sono novita', da qui al 30 giugno. Lo ha annunciato il leader socialista vincitore delle elezioni spagnole, Jose' Luis Rodriguez Zapatero.

Il futuro premier ha promesso un cambiamento senza scossoni, ''tranquillo'', per un paese ''sociale'' che fara' muro contro il terrorismo.

Dopo la manifestazione-record contro il terrorismo di venerdi', la rivendicazione delle stragi di giovedi' a Madrid da parte di Al Qaida sabato, alle elezioni politiche di ieri si e' registrato un altro evento - la vittoria dei socialisti - che ha di certo colto di sorpresa la grande maggioranza degli spagnoli.

Fino a poco tempo fa i populares di Aznar avevano un vantaggio di quasi dieci punti sul Psoe. Per l'appuntamento elettorale di ieri, c'era anzi un'unica incognita e cioe' se il Pp sarebbe riuscito a mantenere la maggioranza assoluta in Parlamento.

Il Pp ha finito invece per subire una perdita secca di 30 seggi, e ora ne ha soli 148 mentre il Psoe 164. Evidentemente -hanno sottolineato nei dibattiti dopo il voto gli analisti- aver addossato fin dall'inizio la responsabilita' delle stragi ai separatisti baschi dell'Eta e' stata una scelta sbagliata.

Il risultato di ieri segna quindi non solo il ritorno al potere del Psoe dopo otto anni di opposizione, ma anche l'inizio di una nuova era per il paese in molte aree, dalla politica estera -visto il deciso coinvolgimento di Madrid nella guerra in Iraq voluto da Aznar- alla politica economica, come ha fin da subito fatto capire lo stesso Zapatero.

Nel discorso che fra le mille bandiere dei suoi simpatizzanti ha ieri notte pronunciato nella sede del Psoe, l'erede di Felipe Gonzalez ha chiarito che puntera' ad una Spagna ''sociale''.

L'asse politico della Spagna si sposta insomma a sinistra, visto fra l'altro che oltre al Psoe l'unica altra formazione ad aver guadagnato voti nelle elezioni e' il partito della sinistra indipendentista Esquerra Republicana della Catalogna.

Fin dal primo momento, Zapatero ha pero' voluto sottolineare il momento delicato che sta attraversando la Spagna, dopo gli attentati di giovedi' che hanno provocato la morte di 200 persone e ferito altre 1.400.

Non e' un caso infatti che Zapatero abbia aperto il suo primo discorso dopo la vittoria alle urne chiedendo un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

E il primo appuntamento di lavoro che Zapatero si e' dato per oggi e' proprio quello di puntare ''all'unita' delle forze politiche, al fine di poter concentrarci, tutti assieme, in quella lotta''.

Nelle prossime ore, assieme ai sorprendenti risultati elettorali, a Madrid si parlera' anche proprio della lotta al terrorismo e della pista Al Qaida, dopo la rivendicazione delle stragi fatta in un video da un presunto ''portavoce militare in Europa'' dell'organizzazione di Osama Bin Laden.

AZNAR: NESSUN NEGOZIATO, SCONFIGGEREMO GLI ASSASSINI

GLI ATTENTATI PIU' GRAVI NEL MONDO

IL CORDOGLIO DEL PAPA, LO SDEGNO DELL'EUROPA

LE IMMAGINI DI MADRID RICORDANO L'ITALICUS E BOLOGNA

LE PRECEDENTI STRAGI IN METROPOLITANE E TRENI

DISPERAZIONE E RABBIA ALLA SCUOLA SPAGNOLA A ROMA

Industria: produzione in calo, -0,2% a gennaio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2004

ROMA - La produzione industriale italiana a gennaio 2004 e' scesa del 2,8% rispetto all'anno precedente e dello 0,2% rispetto a dicembre 2003. Lo rende noto l'Istat, precisando che la produzione corretta per giorni lavorativi ha segnato, in gennaio, una variazione tendenziale pari a +0,3%.

Il -2,8% registrato in gennaio e' il terzo peggior calo della produzione industriale degli ultimi 13 mesi, dopo il -7% di maggio ed il -3,3% di agosto 2003. ''Non ci sono segnali di ripresa'' sottolineano i tecnici dell'Istat spiegando l'andamento della produzione industriale nel corso del primo mese dell'anno.

L'Istituto nazionale di statistica precisa inoltre che i giorni lavorativi nel primo mese dell'anno sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2003. L'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha presentato, rispetto a gennaio 2003, aumenti tendenziali del 3,9% per i beni di consumo (+7,5% i beni durevoli e +3% i beni non durevoli), ed un +3,6% per l'energia. I beni strumentali ed intermedi sono invece risultati in calo rispettivamente dello 0,3% e del 3,8%.

Per quanto riguarda i singoli settori di attivita' economica, l'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha registrato in gennaio aumenti tendenziali particolarmente marcati nei settori della carta, stampa ed editoria (+10,2%), e dell'energia elettrica, gas ed acqua (+4,4%). Le diminuzioni tendenziali piu' ampie hanno invece riguardato i settori degli apparecchi elettrici e di precisione (-7,2%), delle pelli e delle calzature (-5,9%), del tessile e dell'abbigliamento (-3,8%).

I tecnici dell'Istat hanno inoltre precisato di aver rivisto i dati relativi all'andamento della produzione industriale in dicembre 2003: nell'ultimo mese dell'anno, infatti, la produzione industriale e' aumentata dello 0,7% su base annua (+0,3% prima stima), mentre quella corretta per i giorni lavorativi ha segnato una variazione tendenziale pari a +0,1% (-0,2% prima stima). Sempre in dicembre, infine, la variazione congiunturale e' stata di -0,1% (-0,2% prima stima).

Uno dei marocchini arrestati e' 'autore materiale' delle stragi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2004

MADRID - La radio Cadena Ser ha detto che uno dei marocchini arrestati subito dopo le stragi di Madrid ''e' un autore materiale'' dei massacri.

VIDEO DI AL QAIDA RIVENDICA LE STRAGI: VOGLIAMO LA MORTE

MADRID - ''Voi volete la vita, noi vogliamo la morte'': e' una delle frasi della videocassetta con cui un sedicente ''portavoce militare'' di Al Qaida in Europa ha rivendicato le stragi di giovedi' scorso a Madrid, precisando che tali attentati sono ''una risposta'' alla collaborazione della Spagna ''con il criminale Bush e i suoi alleati''. ''Dichiariamo la nostra responsabilita' per quanto avvenuto a Madrid, esattamente due anni e mezzo dopo i nostri attentati di New York e Washington'', afferma il presunto ''portavoce militare'' dell'organizzazione, identificatosi come ''Abu Dujam Al Afgani''.

Gli attentati di Madrid, che hanno provocato la morte di 200 persone, rappresentano ''una risposta ai crimini che avete commesso nel mondo e, in particolare, in Iraq e in Afghanistan. Ce ne saranno altre, se Dio vuole''. Il testo del video - di due minuti - e' stato reso noto, in una conferenza stampa alle 1.30 di stanotte, dal ministro dell' interno spagnolo, Angel Acebes, che al termine dell'incontro ha consegnato ai cronisti una trascrizione dello stesso. Acebes ha sottolineato che ''da parte delle forze di sicurezza ci sono tutte le riserve del caso in merito alla autenticita''' del video, e all'identita' del presunto ''portavoce militare in Europa'' dell'organizzazione di Osama Bin Laden. ''Il nome di Al Afgani - ha precisato il ministro - non e' conosciuto dagli esperti della lotta antiterroristica spagnola, ne' dai servizi segreti di altri paesi in Europa e internazionali con il quali ci siamo messi in contatto''.

Rilevando che l'identita' del presunto portavoce militare di Al Qaida non e' stata accreditata dai servizi segreti, ne' spagnoli ne' di altri Paesi, di cui ''abbiamo sollecitato la collaborazione'', Acebes ha precisato che il video e' stato trovato - dopo una telefonata di segnalazione ad un'emittente Tv locale - ''in un cestino dei rifiuti fra la moschea e l'obitorio del raccordo M-30 di Madrid''. Nella videocassetta, il testo e' letto da ''un uomo che indossa vestiti arabi, che parla in arabo, con accento marocchino'', ha concluso il ministro spagnolo, sottolineando che ''l'autenticita' del video sara' verificata con grande cautela''.

L'ultima parte della rivendicazione afferma: ''Voi volete la vita, e noi vogliamo la morte. Questo da' un esempio di quello che ha detto il profeta Maometto, se non cessate le vostre ingiustizie, verra' versato altro sangue. e questi attentati sembreranno poca cosa in confronto a quello che potra' succedere con quello che voi chiamate il terrorismo''.

Martedì 16 Marzo 2004

Iraq: per 57% iracheni vita migliore che ai tempi di Saddam

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2004

Sono piu' ottimisti sul loro futuro, solo 19% sta peggio

(ANSA) - LONDRA, 16 MAR - Il 57% degli iracheni ritiene che la vita sia migliore nel Paese rispetto ai tempi di Saddam Hussein. Per il 19% le cose sono peggiorate, mentre il 23% dei cittadini non nota differenze di rilievo. E' quanto si rileva da un sondaggio pubblicato oggi dalla Bbc on line e realizzato dalla Oxford Research International su un campione di 2.500 iracheni che sembrano poi ottimisti sul futuro: il 71% prevede che la cose miglioreranno nell'arco dei prossimi 12 mesi. /writer

Almodovar accusa Aznar

Repubblica, http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/esteri/spagna4/almodovar/almodovar.html, 16/03/2004

Il regista dà credito alla voce su un colpo di stato

che il partito popolare avrebbe tramato fino a sabato

Ha pensato al golpe

Abbiamo pagato un prezzo altissimo, ma domenica siamo tornati alla democrazia. "La Spagna è contro la guerra in Iraq"

MADRID - "Sono convinto anch'io che il partito di Aznar lo scorso sabato a mezzanotte stava per dar luogo ad un golpe". Lo dice il regista spagnolo Pedro Almodovar in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano spagnolo El Mundo dando credito alla notizia iniziata a circolare da domenica su Internet che alla vigilia delle elezioni spagnole il Partito Popolare è "è stato sul punto" di tramare un colpo di stato.

Anche se per ora si tratta solo di una voce, anche se piuttosto consistente - ha detto il regista - penso che se fosse realmente vero sarebbe terribile. Non voglio infierire su chi ha perso alle elezioni, ma anche delle semplici voci, comunque più che insistenti e di questa natura, devono far riflettere.

Almodovar, parlando a margine del lancio a Madrid del suo nuovo film 'La mala educacion', dice del suo rammarico per la strage terroristica di giovedì scorso e insieme la soddisfazione per i risultati elettorali: "Questa settimana è finita con una notizia liberatrice, ma è stato un peccato pagarla con un prezzo così alto e doloroso. Domenica siamo tornati alla democrazia. Il sequestro e la manipolazione dell'informazione cui ci avevano abituati in questi ultimi otto anni non è stata democrazia. Nonostante il prezzo altissimo sono felice di tornare a vedere un paese solidale e libero. Possiamo tornare ad essere noi stessi".

Almodovar ha detto di aver partecipato alla manifestazione sotto la sede del Pp sabato notte: "Non potevo credere alla manipolazione. Il fatto che il Pp, con Aznar in prima fila, potesse andare alla manifestazione di venerdì e portare avanti la pantomima è stato un burlarsi del dolore del popolo spagnolo".

E Almodovar quindi conclude auspicando che il nuovo governo "ritiri le truppe spagnole dall'Iraq. Perché - dice - tutta l'Europa sappia che il popolo spagnolo è stato sempre contro questa guerra".

(16 marzo 2004)

Spagna: Aznar avrebbe chiesto ai media di insistere su ipotesi eta

Asca, http://www.asca.it/docs/news/estero/ASC0074.shtml, 16/03/2004

(ASCA-AFP) - Madrid, 16 mar - Jose' Maria Aznar avrebbe chiesto personalmente a molti direttori di media spagnoli di attribuire all'Eta la responsabilita' degli attentati di Madrid. Lo dichiara il direttore del quotidiano ''El Periodico'', Antonio Franco, che racconta di essere stato contattato da Aznar dopo aver partecipato ad un programma radiofonico nel quale si era mostrato incerto nell'attribuire l'attacco all'organizzazione separatista basca o ad Al Qaeda. ''Non devi avere nessun dubbio, e' stato l'Eta'', avrebbe detto Aznar in un primo colloquio con Franco, prima di contattarlo nuovamente, nel corso della serata di giovedi', consigliandogli di ''non sbagliare'' nelle sue analisi chiamando in causa Al Qaeda.

Stragi Madrid: gruppo giornalisti, fummo imbeccati su Eta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2004

(ANSA) - MADRID,16 MAR - Un gruppo di corrispondenti esteri in Spagna ha inviato una lettera di protesta: 'fummo imbeccati da ministero informazione per pista Eta'. E oggi dalla tv tedesca Ard giunge anche la notizia che le autorita' spagnole avrebbero fornito alla polizia tedesca informazioni false sulla natura dell'esplosivo al fine di avvalorare il sospetto sulla responsabilita' dell'Eta per gli attentati dell'11 marzo.

Mercoledì 17 Marzo 2004

Zapatero: 'chiara e ferma' la decisione di ritirarci dall'Iraq

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2004

MADRID - Il futuro capo del governo spagnolo Jose Luis Zapatero ha affermato oggi parlando a Onda Cero che la sua decisione di ritirare le truppe spagnole dall'Iraq e' ''chiara e ferma''.

Al giornalista che gli chiedeva un parere sulle dichiarazioni del presidente Usa George Bush secondo le quali gli iracheni vogliono che le truppe straniere restino in Iraq, Zapatero ha risposto: ''spieghero' ai nostri alleati, in particolare agli Stati Uniti e alla Gran bretagna, qual e' la mia posizione. Lo faro' con prudenza e responsabilita'''. ''La mia posizione e' quella che avevo gia' espresso durante la campagna elettorale''.

Zapatero ha confermato, appena eletto, di avere intenzione di ritirare le truppe spagnole dall'Iraq il 30 giugno se a quella data il controllo del potere nel paese arabo non sara' passato nelle mani delle Nazioni Unite.

Caronia: anche le chiusure auto e cellulari in tilt

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2004

MESSINA - ''Non abbiamo idea'', dice il prefetto di Messina Stefano Scammacca che ha deciso il presidio dell'area 24 ore su 24. ''Non abbiamo mai pensato al dolo'', gli fa eco il pubblico ministero Enza Napoli.

A distanza di due mesi dagli incendi inspiegabili a Caronia va in scena un copione ormai consueto: saranno le centraline di monitoraggio, istallate dalla Protezione Civile in ogni casa ormai disabitata da due mesi, e l'arrivo di 'apparecchiature sofisticate, attese per domani, a tentare di chiarire perche', dopo 45 giorni di quiete sul lungomare di Canneto il 'diavolo' (o chi per lui) e' tornato a divertirsi: non gioca piu' con il fuoco, ma fa impazzire le chiusure centralizzate delle auto e i telefoni cellulari, le prime improvvisamente animandosi, i secondi squillando a vuoto, o scaricandosi senza un perche'.

Stavolta da Messina e' arrivato il prefetto, a testimoniare che la faccenda e' seria: il rappresentante del governo ha rassicurato i cittadini sull' impegno dell'amministrazione a fare luce sul mistero, accompagnandoli in una veloce passeggiata dentro le proprie case, sequestrate dal pm, oltre la zona transennata. Per loro, ha assicurato il prefetto, sono gia' pronti gli alloggi in appartamento.

Dopo essere stato liquidato come un fenomeno naturale dalla Protezione Civile siciliana, il mistero di Caronia si arricchisce adesso di un nuovo capitolo che richiama, ancora una volta sulla spiaggia transennata, il prefetto di Messina, il professor Giuseppe Maschio, della commissione Grandi rischi, il sindaco del paese Pedro Spinnato, carabinieri, agenti di polizia e persino i periti del pubblico ministero di Mistretta, Enza Napoli, che professando comprensibile scetticismo hanno esordito esclamando 'non scherziamo', alle prime, allarmate, testimonianze.

Che raccontano delle chiusure di sei auto andate improvvisamente in tilt stamane, dopo che ieri due incendi si sono sviluppati all'interno di due abitazioni gia' colpite e alcuni cellulari, sequestrati dai carabinieri, hanno iniziato a squillare senza essere chiamati con le batterie scaricate di colpo. Sul display di uno di essi, inoltre, sono apparsi strani segni, apparentemente inspiegabili.

''Il ritorno dei fenomeni ci da' probabilmente qualche elemento in piu' - dice il sindaco - pero' e' fondamentale che venga rispettato l'impegno di sistemare le centraline di monitoraggio 24 ore su 24''. L'impegno della Protezione Civile, preso dal suo coordinatore regionale, l'ingegnere Tullio Martella, e' stato 45 giorni fa quello di istallare centraline per tenere sotto controllo la zona, ma poi non se ne e' fatto nulla. Il dirigente, infatti, e' rimasto vittima di un incidente stradale e l'intero iter ha subito un rallentamento.

Nella zona, interamente transennata, da stamane e' al lavoro di nuovo il professor Giuseppe Maschio, docente dell'Universita' di Messina e componente della commissione grandi rischi della Protezione Civile, tra i pochi a professare scetticismo sulle cause naturali del fenomeno. E su Canneto si sono accesi anche i riflettori della giustizia: ''Il nostro sequestro delle abitazioni e' mirato esclusivamente alla salvaguardia dei cittadini e alla sicurezza delle loro case - ha detto il pm - l'ipotesi del dolo e' stata sollevata ma mai la procura l'ha considerata un' ipotesi investigativa''.

All'interno di ogni casa e' stata intanto piazzata una centralina di rilevamento; fuori, per tutto il pomeriggio di oggi, infine, si sono susseguite attivazioni spontanee di chiusure centralizzate di auto in sosta. Testimoni ne hanno contate anche dieci.

Antisemitismo: a giugno conferenza a Roma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2004

Frattini, in Europa e' ancora un virus che va debellato

(ANSA) - GERUSALEMME, 17 MAR - Il governo italiano sta organizzando per giugno a Roma una conferenza internazionale sull'antisemitismo, ha annunciato Frattini. L'iniziativa, ha detto il ministro degli Esteri incontrando la comunita' ebraica alla sinagoga di Conegliano Veneto a Gerusalemme, servira' a ricordare a tutti i popoli europei 'che questa piaga va debellata'. 'L'Italia ritiene che in Europa vivono ancora sentimenti di antipatia e intolleranza nei confronti degli ebrei'. /writer

Sull'inflazione in crescita pesa il caro energia

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,73833,00.html, 17/03/2004

Benzina, corsa senza freni

Rimane irrisolto il nodo del caro carburanti. Dalla guerra di Abissinia all'ultimo contratto degli autoferrotranvieri, e' lunga la lista dei carichi fiscali che hanno generato i contnui balzi in avanti del prezzo

Quanto costa la benzina? Guardando sul display dei distributori il prezzo oscilla tra i 1,088 e 1,080 euro al litro. La cifra nella nuova divisa europea non evidenzia l’esorbitante costo di un litro di ‘verde’.

In vecchia moneta, 1,080 euro corrispondono a 2.091 lire. Le accuse al cartello del petrolio di aver imposto un salto vertiginoso al costo del ‘barile’ di greggio non sono fondate.

Infatti il prezzo industriale e' di appena 34 centesimi, mentre la restante parte (circa il 70%) si divide tra un'accisa (56 centesimi) e l'IVA (18 centesimi).

All'interno della 'quota fiscale', poi, si nascondono balzelli d'ogni sorta, legati a eventi storici ormai trapassati, che pero' nessun governo ha mai abolito: per esempio, circa 1,90 delle vecchie lire servono a sostenere le spese per la guerra in Abissinia (1935), 10 lire a porre rimedio al disastro del Vajont (1963) e altrettante all'alluvione di Firenze (1966).

Per il terremoto del Belice (1968) paghiamo 99 lire per ogni litro, mentre la missione in Bosnia (1996) ci costa 22 lire. Buon ultimo, 39 lire (pari a 0,02 euro) servono per finanziare il contratto degli autoferrotranvieri (2004).

I conti poi non tornano quando l'andamento del prezzo del greggio non corrisponde agli aumenti. Qui scatta una regola 'pirata' del mercato: quando il prezzo del greggio scende la singola scorta di carburante viene venduta in base al prezzo del suo acquisto.

Nel caso, invece, di un rialzo delle quotazioni petrolifere ci si dimentica delle scorte e i riflessi ricadono, seduta stante, sui portafogli degli automobilisti.

Su questa consuetudine i governi che si sono succeduti non hanno mai condotto indagini chiare e preso provvedimenti efficaci.

In piu' se si pensa che all’apprezzamento della moneta europea rispetto al dollaro non e' corrisposto un effetto positivo sul prezzo dei carburanti, visto che il petrolio viene quotato in dollari, la frittata e' fatta e l'arrabbiatura garantita..

Su 22.800 distributori circa 9.000 sono Agip-Ip, sono cioe' di una societa' a capitale pubblico, vale a dire dello Stato.

Al tutto va aggiunta la mancata automazione degli impianti (self-service), che ne rappresentano solo il 17% contro il 93% della Germania, una struttura sostanzialmente oligopolista (solo 8 marchi presenti sul mercato) e la scarsa propensione dei consumatori ad utilizzare il self-service (solo il 20%).

Bombe Madrid, Berlusconi: non solo al Qaeda,c'entra l'Eta-stampa

Reuters, http://www.reuters.com/locales/newsArticle.jsp;:4058308c:d364cf1dd3f886b?type=topNews&locale=it_IT&storyID=4583983, 17/03/2004

ROMA (Reuters) - Per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ci sarebbe solo al Qaeda dietro gli attentati che la settimana la scorsa a Madrid hanno provocato la morte di 200 persone, ma anche l'Eta, l'organizzazione separatista basca, avrebbe avuto un ruolo. Lo scrivono oggi alcuni quotidiani.

E' tutto troppo strano - ha detto Berlusconi, citato dalla Stampa" - Troppe coincidenze che messe insieme danno l'impressione che sia stato realizzato un meccanismo spietato nella sua perfezione".

Sono convinto che in qualche modo l'Eta abbia avuto una parte negli attentati dell'11 marzo, ha detto il premier, secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera.

L'Eta aveva mille motivi per farla pagare ad Aznar

Berlusconi ha citato le "troppe coincidenze una appresso all'altra", come la mancata esplosione di almeno un ordigno che ha consentito di ritrovare un telefono cellulare e di risalire in questo modo a un gruppo di presunti attentatori, il ritrovamento del furgone con i detonatori e i versetti del Corano, la "falsa rivendicazione" di al Qaeda in Gran Bretagna.

Un'operazione del genere deve essere stata ideata da menti molto sofisticate che conoscevano molto bene la situazione in Spagna. Ecco perché non sembra possibile che un simile attentato possa essere stato organizzato, pianificato e realizzato solo da Al Qaeda, sostiene ancora Berlusconi sulla Stampa.

Subito dopo gli attentati, il governo spagnolo ne aveva attribuito la responsabilità ai separatisti baschi dell'Eta, ma col passare delle ore sono emersi indizi di un possibile coinvolgimento di militanti islamici nell'attacco. L'esecutivo è stato accusato di aver voluto nascondere alcune informazioni, e solo tre giorni dopo gli attentati, domenica scorsa, il centrodestra è stato battuto a sorpresa alle elezioni dai socialisti.

Secondo "La Stampa" Berlusconi ha detto di non sapere se il premier uscente José Maria Aznar "ha sbagliato qualcosa o se le elezioni sarebbero andate in maniera diversa se lui avesse dato subito la responsabilità ad al Qaeda". Ma per il "Corriere" il capo del governo è convinto che "Aznar avesse visto giusto"

Al momento non è stato possibile ottenere alcun commento dalla presidenza del Consiglio.

Spagna: partito Aznar querela Almodovar per voci golpe

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2004

(ANSA) - MADRID, 17 MAR - Il Partido Popular del premier spagnolo Jose' Maria Aznar ha deciso di querelare Pedro Almodovar dopo le accuse fatte dal regista. Ieri Almodovar ha detto che circolano 'voci' secondo le quali sabato scorso, vigilia delle elezioni spagnole, il PP e' stato sul punto di tramare un colpo di stato. Stamane il futuro premier, Jose' Luis Zapatero, ha sottolineato, in dichiarazioni all'emittente Onda Cero, che 'senza ombra di dubbio' lo scenario tracciato dal regista e' privo di fondamento.

Giovedì 18 Marzo 2004

Iraq: uccisi tre dipendenti tv locale pro Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2004

Anche 10 feriti, uomini armati fanno fuoco su un autobus

(ANSA) - BAAQUBA (IRAQ), 18 MAR - Tre dipendenti di una televisione locale legata alla coalizione sono stati uccisi oggi e altri 10 sono stati feriti. Due uomini armati hanno aperto il fuoco sull'autobus che li trasportava, a nord di Baghdad. Lo hanno detto fonti ospedaliere. /writer

Spagna: Pedro Almodovar chiede scusa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2004

(ANSA) - MADRID, 18 MAR - Pedro Almodovar ha chiesto scusa 'agli elettori del Partido Popular e a chi, come me, crede nella democrazia'. Sabato scorso il regista spagnolo aveva fatto riferimento a 'voci' circolate quel giorno, poche ore prima delle elezioni spagnole, circa il coinvolgimento del Pp, il partito del premier uscente Aznar, nel tentativo di organizzare un colpo di stato in Spagna.

Venerdì 19 Marzo 2004

Iraq: Powell, la coalizione e' solida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA)- BEIRUT, 19 MAR - Malgrado il minacciato ritiro dall'Iraq della Spagna, la Coalizione 'e' ancora solida'. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Colin Powell. 'Una trentina di paesi sono ancora qui e lavorano bene. Molti altri hanno confermato il loro impegno dopo le dichiarazioni della Spagna'. In ogni caso, dopo che Zapatero si sara' insediato 'avremo delle conversazioni'. Ha poi sottolineato che davanti agli attacchi del terrorismo, come quelli in Spagna, 'non e' il momento di scappare a nascondersi'.

Iraq: Powell, giornalisti arabi lasciano conferenza stampa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - BEIRUT, 19 MAR - I giornalisti arabi hanno abbandonato la conferenza stampa a Baghdad del segretario di stato americano Colin Powell. Lo hanno fatto in protesta per l'uccisione di due giornalisti arabi della televisione satellitare al Arabya, ad un posto di blocco ieri a Baghdad. All'inizio della conferenza stampa di Powell un giornalista arabo si e' alzato e ha letto una dichiarazione, denunciando la carenza di sicurezza e la morte dei due colleghi.

Iraq: un anno dopo, 660 vittime attacchi suicidi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - WASHINGTON, 19 MAR - Dall'inizio dell'occupazione dell'Iraq, ci sono state almeno 660 vittime causate da attacchi suicidi. E' un numero di vittime molto superiore a quante non se ne siano lamentate in tre anni e mezzo di attacchi suicidi palestinesi contro Israele. Lo indicano fonti militari. Intanto la Corea del Sud ha comunicato che l'invio di un contingente militare di circa 3.000 uomini subira' ritardi perche' la zona designata di Kirkuk si sta rivelando troppo pericolosa.

Berlusconi: interverremo per sostenere il calcio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

ROMA - Il premier Sivio Berlusconi ha promesso oggi il sostegno del governo per risolvere la crisi economica dei club. Ma tra i ministri e' polemica. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ribadisce il no della Lega a un nuovo decreto salva-calcio. 'Le squadre di calcio che non riescono a pagare le imposte prendano esempio da Alitalia: facciano contratti di solidarieta' per ridursi lo stipendio e pagare il dovuto' ha suggerito. ''Non si capisce perche' squadre che pagano stipendi milionari dovrebbero far pagare il costo agli italiani - ha spiegato ancora Maroni - E' un problema di equita'. Si riducano gli stipendi per pagare le imposte. Come e' accaduto in Alitalia con i contratti di solidarieta''.

Da parte sua il vicepremier Fini ha detto che e' dovere del governo aiutare il mondo del calcio per l'oggettiva importanza che esso ha, sotto molteplici aspetti, per tutta la societa' italiana'', sottolineando che si tratta pero' di non penalizzare le societa' virtuose, agevolando al tempo stesso quelle inadempienti col fisco.

Ultimatum delle truppe pachistane a miliziani al Zawahri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - ISLAMABAD, 19 MAR - Hanno tempo per arrendersi fino alle 8, ora italiana, i miliziani che forse proteggono al Zawahri circondati dalle truppe pachistane. Lo ha detto un ufficiale di Islamabad sottolineando che i suoi soldati stanno incontrando una resistenza durissima da parte dei presunti membri della rete di Bin Laden e uomini delle tribu' pashtu del Waziristan meridionale. Si fanno dunque sempre piu' serie le voci che gli assediati stiano difendendo il numero due dell'organizzazione terroristica.

Atene 2004: Gb, garanzie sicurezza o non veniamo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - LONDRA, 19 MAR - O massime garanzie sulla sicurezza, o la squadra britannica non partecipera' alle Olimpiadi di Atene. Lo scenario internazionale sempre piu' allarmante preoccupa il direttore generale del comitato olimpico britannico Simon Clegg che ha annunciato la possibilita' di una non partecipazione della sua squadra ad Atene se le garanzie sulla sicurezza saranno giudicate insufficienti. Dopo le stragi di Madrid l'allerta e' aumentata.

Kosovo: nella notte incendiate altre case serbe

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

KOSOVO: NATO E UE PREOCCUPATE, RINFORZI PER LA KFOR

KOSOVO: ALLARME IN SERBIA, E' TERRORISMO DICE PREMIER

KOSOVO: PER I SERBI E' 'LA NOTTE DEI CRISTALLI'

KOSOVO: VOLONTARI ITALIANI,NON C'E'PAURA,SEGUIAMO DIRETTIVE

MINISTRO SERBO: E' LA FINE DELLE ILLUSIONI MULTIETNICHE

KOSOVO: LA PRESENZA MILITARE DELL'ITALIA

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PRISTINA - Altre case serbe sono state date alle fiamme nel corso della notte da dimostranti albanesi in alcune zone del Kosovo. Secondo fonti militari di polizia, sono state incendiate le abitazioni della piccola enclave di Bica, vicino alla citta' di Klina, nel Kosovo occidentale: la zona, nella quale profughi serbi erano da poco rientrati, era stata fatta evacuare nel tardo pomeriggio di ieri con elicotteri dai paracadutisti italiani della Folgore.

Altre sette abitazioni serbe sono state date alle fiamme nel villaggio di Vitine, nel Kosovo sud-orientale e anche in questo caso non si hanno notizie di vittime. Questi incendi seguono a quelli delle 14 abitazioni abbandonate da serbi nelle ultime ore e date alle fiamme nella serata di ieri, quando dimostranti albanesi hanno anche incendiato la principale chiesa ortodossa di Pristina.

Il portavoce della polizia del Kosovo, Refki Morina, ha detto all' Ansa che oggi la situazione pare calma in tutta la provincia e che fino a questo momento non si segnalano nuovi disordini. Il personale dell' Onu della citta' settentrionale di Kosovska Mitrovica, che ieri sera era stato fatto evacuare dal proprio quartier generale, si trova tuttora all' interno della base militare francese della Kfor: secondo fonti locali per il pomeriggio di oggi a Mitrovica e' infatti attesa una nuova grande manifestazione di protesta, che si teme possa degenerare in altri scontri.

E' salito a 31 il numero dei morti negli scontri iniziati ieri in Kosovo: il dato, ufficiale, e' stato confermato all'Ansa da Isabel Karlovic, portavoce della missione delle Nazioni unite in Kosovo (Unmic). Al bilancio si aggiungono 500 feriti tra cui 61 agenti di polizia e undici soldati della forza Nato (Kfor).

Scontri fra manifestanti albanesi e soldati della Kfor sono in corso a Cagllavica, villaggio alle porte di Pristina. I soldati hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di dimostranti che cercavano di raggiungere il centro abitato dove vivono serbi. Numerosi i feriti.

Nel pomeriggio in molte citta' del Kosovo sono riprese le proteste di piazza da parte di migliaia di albanesi: a Pristina, a Peje, a Gjilane e a Mitrovica''e ''la tensione e' piu' alta rispetto alle prime ore di questa mattina''. Pristina appare blindata da centinaia di agenti in tenuta antisommossa che presidiano tutte le principali zone del centro.

Sono state date alle fiamme altre chiese e monasteri ortodossi serbi. Un migliaio di manifestanti albanesi sta circondando la sede centrale della missione Onu a Pristina. Disordini anche a Belgrado dove e' stata evacuata l'ambasciata croata.

Riunito d'urgenza a Bruxelles il Consiglio Atlantico della Nato.

Domani partono 130 para' dall'Italia. Casini: encomiabile l'azione dei militari italiani in Kosovo

Terrorismo: Pakistan, 15 soldati uccisi durante assedio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - PESHAWAR (PAKISTAN), 19 MAR - Almeno 15 soldati pachistani sono stati uccisi tra ieri e oggi negli scontri in atto nelle zone tribali del Pakistan. Lo ha riferito una fonte governativa anonima. Reparti pachistani hanno circondato una vasta area difesa da un centinaio di miliziani islamici. Martedi' scorso erano morti altri quindici soldati.

Torino 2006: si lavora per sicurezza Giochi invernali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - LONDRA, 19 MAR - Alle Olimpiadi invernali di Torino, nel 2006, l'Italia potrebbe chiedere per i problemi di sicurezza l'intervento della Nato. 'Ne ho parlato con il ministro Frattini', ha detto il presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, rispondendo ad una domanda sulla minaccia terroristica in vista delle Olimpiadi. 'Se ci sara' l'intervento delle forze Nato ad Atene - ha detto - lo chiederemo anche noi, fermo restando che mi auguro che entro il 2006 il pericolo non ci sia piu''.

Terrorismo: ministri Ue, conservare dati telefoni e internet

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2004

(ANSA) - BRUXELLES, 19 MAR - Conservare i dati telefonici e del traffico internet, oltre alla creazione di un registro europeo dei passaporti rubati. Sono queste due delle principali misure anti-terrorismo allo studio dei ministri degli Esteri e della Giustizia dell'Ue riuniti oggi a Bruxelles. Il vertice dovrebbe anche sancire l'accelerazione dell'introduzione dei dati biometrici sui documenti rilasciati a cittadini di paesi terzi e sui passaporti dei cittadini Ue.

Domenica 21 Marzo 2004

Tifosi in grado di sabotare una partita ufficiale

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,74286,00.html, 21/03/2004

Lazio-Roma, gli ultra' bloccano il derby

Polizia aggredita, scene di guerriglia urbana per una falsa notizia circolata tra il primo e il secondo tempo: un bambino e' morto investito da una pattuglia della Polizia. Il calcio e' in ginocchio di fronte all'azione dimostrativa e di forza dell'Olimpico. Sul campo la crisi delle societa' di calcio e il decreto del governo salva debiti che rischia di diventare ostaggio della lucida violenza

E' diventato un gioco che con il calcio non ha piu' niente in comune visto che Lazio Roma e' stata decisa da un fugace scambio di battute tra i capitani delle squadre e i due capotifosi delle rispettive curve che hanno deciso di imporre il triplo fischio finale al match prima dei 90 minuti regolamentari.

Il braccio di ferro tra supporter e il calcio ufficiale, quello rappresentato da Galliani, dalle societa', dai loro presidenti e' stato vinto in favore dei primi. Il folle ma lucido gesto di inventare una falsa notizia sulla quale costruire l'imposizione sottile di chiuderla li' la dice lunga sulla strategia di alcune frange estreme di tifosi organizzati capaci di imporre condizioni, dettare tempi, inviare messaggi trasversali a chi deve salvare il calcio da una crisi oramai senza ritorno.

Ci sono molte cose che nel fumo nero e denso dell'Olimpico emergono come fantasmi in grado di mettere paura nella notte del derby violato a 22 baldi ragazzoni che preferiscono guadagnare lo spogliatoio malgrado la notizia del bimbo investito da una volante della Polizia venga immediatamente smentita.

Nella cronaca di un testimone oculare, il collega Dario di Gennaro che ha seguito da vicino gli incidenti, le fasi della notte balorda messa in piedi da chi vorrebbe imporre con atti dimostrativi eclatanti la propria legge nel marasma generale.

Stadio Olimpico, 21 marzo 2004. Ore 21.35 circa. Già da qualche minuto però si respira una strana sensazione. Già alla fine dell'intervallo l'aria è stranamente diversa.

La curva sud, quella occupata dai tifosi della Roma, ha tirato via ogni striscione e velocemente viene imitata dalla curva nord, dai sostenitori della Lazio. Rientrando in campo le due squadre vengono accolte da una bordata di fischi, inspiegabili, ma pochi colgono l'unanimità dello stadio. I giocatori danno inizio al secondo tempo, ma dura poco, tre minuti, forse quattro.

Alcuni fumogeni e dei petardi vengono lanciati alle spalle della porta di Pelizzoli dalla stessa curva giallorossa. Rosetti è ferma il gioco perché i vigili del fuoco portino i fumogeni fuori dal campo.

Una manciata di secondi e tocca alla porta di Peruzzi essere il bersaglio dei lanci dalla curva biancoceleste. Alcuni tifosi della Roma nel frattempo hanno scavalcato le vetrate e sono entrati in campo.

Lo stadio all'unisono grida contro la polizia "assassini" e chiede la sospensione della partita. Il tam-tam è velocissimo. Si diffonde la notizia della morte di un bambino, investito dalla polizia a margine di alcuni scontri avvenuti tra le forze dell'ordine e i tifosi della Roma prima dell'inizio della partita. A nulla serve la smentita della Questura attraverso lo speaker dell'Olimpico.

I tifosi urlano "sospendete la gara". Segue un concitato quarto d'ora che vede protagonisti in mezzo al campo i tifosi, i capitani e i dirigenti delle due squadre, l'arbitro Rosetti, il questore e il prefetto di Roma.

Nonostante le mille rassicurazioni avute dagli organi di polizia, Francesco Totti è irremovibile, "non si gioca", perché ha avuto la garanzia che la notizia del morto è vera. Rosetti al telefono con Galliani ribadisce al presidente di Lega, il labbiale è chiaro, "se faccio riprendere il gioco, ci sarà l'invasione".

A questo punto dalle curve arriva l'ultimo, forse decisivo, coro che invita alla sospensione. E così è. Rosetti fischia la fine. Centinaia di tifosi sono già fuori dallo stadio, all'uscita della curva sud, quando viene decisa la sospensione. E qui inizia un altro triste capitolo di questa surreale serata.

Ha inizio una vera e propria guerriglia con cariche e controcariche tra tifosi e forze dell'ordine, viene incendiato il gabbiotto dei vigilantes, decine di motorini rovesciati, auto fracassate e prese a calcio, vetri in frantumi.

Volano seggiolini, gli sgabelli degli stand pubblicitari, le transenne e pezzi di marmo dei vicini giardini. Gli inviti alla calma fatti all'altoparlante dal presidente Sensi, dall'amministratore delegato Masoni e dai due capitani Mihajlovic e Totti sono solo per coloro che ancora increduli restano sugli spalti. Intanto dalle uscite della curva sud comincia a salire il fumo nero degli incendi appiccati nella zona antistante lo stadio. Vengono aperti i cancelli e la gente può entrare sul campo e defluire dalle uscite laterali.

E il bambino morto? Nessuno ne sa nulla. Le voci si rincorrono impazzite, c'è chi racconta che un uomo è deceduto al San Giacomo dopo gli scontri con la polizia. Gli stessi Baldini e De Mita, chiamati a dar conto degli avvenimenti davanti alle telecamere, lasciano più di un dubbio sull'accaduto. Ci sono due verità: quella venuta dal campo, dai tifosi, e presa per buona dai giocatori e quella, ignorata, delle forze dell'ordine. Qual è quella buona? Chi dice la verità?

Fuori dall'Olimpico incendi e scene di guerriglia si susseguono senza sosta. Le sirene delle autoambulanze e dei pompieri si alternano in un sinistro carosello. All'interno dei cancelli dello stadio c'è un viavai di poliziotti, carabinieri e finanzieri, ma anche infermieri e pompieri. Alcuni rientrano feriti.

Passata la mezzanotte, intorno allo stadio resta un'aria di desolazione, di sfacelo, è impossibile camminare senza pestare i resti della battaglia. Alcune parti di spranghe, bottiglie infrante, pezzi di marmo, resti di lacrimogeni intralciano il cammino di chi raggiunge esce dal perimetro dell'impianto sportivo.

Poliziotti bendati, buste di ghiaccio sulle caviglie, chi su una spalla, gli occhi di fuori, increduli, per la furia cieca a cui hanno dovuto far fronte. A tarda notte possiamo essere certi che non c'è stato nessuno morto, almeno non quello invocato dalle curve e che ne ha scatenato la violenta reazione dei tifosi. Un'azione premeditata per poter cogliere impreparate le forze dell'ordine al di fuori dei cancelli dello stadio.

Potersi far beffa di tutto il mondo del calcio, dimostrando che se vogliono possono fermarlo questo mondo. E' andata fin troppo bene, come dice il prefetto Serra, poteva succedere una tragedia. E' stato come essere ostaggio di una situazione incontrollabile, ingestibile.

Finisce con Totti, Mihajlovic e Rosetti che vengono ascoltati in questura fino alle tre di notte. Importante sarà ciò che Totti riferirà dell'incontro avuto con i due ultrà che recavano la falsa notizia. Invece sono i nove i tifosi arrestati e undici quelli denunciati. Una decina di agenti feriti mentre 14 ultrà sono finiti al pronto soccorso.

Gelo sul derby

Sport libero, http://sport.libero.it/calcio/primo_piano.jsp?idNews=126279&agency=MPEsperia, 21/03/2004

DERBY - Ci sarà un'inchiesta della Procura

DERBY - Prefetto Serra: 'Mi viene da pensare male'

Derby sospeso: il recupero non sarà a porte chiuse

Partita sospesa e incidenti all'Olimpico. Una situazione di grande tensione scaturita in seguito alla notizia, rivelatasi infondata, della morte di un ragazzino fuori dall'Olimpico

ROMA - Cala il gelo sul derby.

La cronaca, ancora una volta, prevale sull'evento calcistico.

E'finito l'intervallo da pochi minuti. Ci si attende l'esplosione del tifo, quello sano, quello che trascina. Invece gli striscioni improvvisamente vengono ritirati e dagli spalti si alza un grido unanime: 'Sospendete la partita'.

Il tam tam impiega qualche minuto a raggiungere il terreno di gioco ma a un certo punto la partita si ferma. E dall'altoparlante dell'Olimpico giunge un messaggio di smentita che però fa gelare il sangue nelle vene ai settantamila presenti allo stadio e ai telespettatori di tutto il mondo collegati per l'evento.

'La notizia della morte di un bambino all'esterno dello stadio, in seguito agli incidenti pre-partita, è assolutamente infondata'.

I giocatori e i dirigenti accerchiano Rosetti. Tutti cercano risposte. Bisogna decidere cosa fare. Una grande responsabilità. Sospendere la gara significa organizzare in tempi record un deflusso dallo stadio che potrebbe essere devastante dal punto di vista della sicurezza.

Intanto sul terreno di gara riescono a farsi largo dei tifosi che parlano direttamente con i giocatori. Manie di protagonismo. Qualcuno dice di aver assistito all'incidente fuori dall'Olimpico. I giocatori non se la sentono di giocare. Sale la tensione e Rosetti si mette in collegamento con la federazione.

Dopo la sospensione, una dichiarazione di Galliani chiarirà di aver dato indicazioni a Rosetti per fermare la gara. Un veloce consulto tra gli organi federali e la Lega.

Il questore di Roma accetta di parlare ai microfoni di Sky per ribadire che non ci sono vittime.

Secondo le prime terribili notizie, il bambino sarebbe stato investito da un' auto della polizia. Ormai le voci sono incontrollate.

Dopo la sospensione ufficializzata da Rosetti, anche in seguito alle richieste precise dei giocatori, comincia il deflusso. Le forze dell'ordine riescono a mantenere una certa calma.

Tutti i cancelli vengono aperti in modo da evitare panico tra le persone che cercano di abbandonare lo stadio più in fretta possibile.

All'esterno dello stadio si accendono fuochi che vengono fortunatamente circoscritti ma i tifosi più accesi cercano di colpire la polizia che risponde con il lancio di lacrimogeni. Intanto sul campo dello stadio si susseguono i messaggi di Liverani e dei presidenti delle due soicietà che cercano di mantenere gli animi tranquilli, ma le scene di intere famiglie, costrette a corprisi il volto con panni inumiditi per passare nelle zone impregnate dai gas lacrimogeni, sono avvilenti.

Il deflusso avviene con un certo ordine anche se pare che nei dintorni dello stadio si siano scatenati nuovi incidenti, mentre si azzarda l'ipotesi che la notizia fasulla sia stata fatta circolare ad arte, da un gruppo di tifosi con la precisa volontà di interrompere la gara.

Tutte ipotesi che verranno valutate degli organi preposti nei prossimi giorni.

(LARA VECCHIO)

Calcio:Lazio-Roma;portavoce Ps,giocatori non se la sentivano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2004

ROMA - ''Evidentemente i giocatori non se la sentivano, e l'arbitro ha deciso di sospendere la partita''.

Cosi' un portavoce della Questura, intervistato da Sky, ha spiegato lo stop a Lazio-Roma per motivi di ordine pubblico.

''E' successo una cosa incredibile, era una voce infondata. Ora la polizia sta subendo attacchi da parte delle tifoserie in diversi settori''. I cancelli dello stadio sono stati aperti gia' da una mezzora circa per consentire il deflusso dei tifosi.

Calcio: Lazio-roma sospesa, motivi ordine pubblico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2004

ROMA - L'arbitro Roberto Rosetti ha deciso di sospendere il derby Lazio-Roma, a quanto riferito da Sky, per ''motivi d'ordine pubblico''. Dopo aver effettuato una telefonata, il direttore di gara ha deciso la sospensione. Rosetti, secondo il cronista della pay tv, ha parlato appunto di ordine pubblico, mentre in curva sud e' apparso un denso fumo nero e fuori dallo stadio si stanno verificando incidenti.

Calcio: Lazio-Roma; Longo, non c'era motivo per sospendere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2004

ROMA - ''Visto che la notizia diffusa era falsa, non c'era motivo per sospendere la partita''. Cosi' il presidente della Lazio, Ugo Longo ha mostrato la sua sorpresa e contrarieta' per la decisione presa dall'arbitro Rosetti di sospendere il derby all'Olimpico.

''E' incomprensibile quello che e' accaduto - continua Longo ai microfoni di Sky - qualcosa non ha funzionato nell'informazione, ma nessuno ha compreso cosa sia accaduto. E' un fatto singolare, mai capitata una cosa del genere''.

Calcio: Lazio-Roma; Baldini, non si poteva giocare cosi'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2004

ROMA - ''Non c'erano le condizioni per giocare, e' vero che lo spettacolo deve andare avanti, ma che spettacolo sarebbe stato''. Franco Baldini, direttore sportivo della Roma, ha approvato la decisione di sospendere il derby presa dall'arbitro Rosetti su indicazione del presidente della Lega, Adriano Galliani.

''Abbiamo riferito la situazione a Galliani - ha spiegato Baldini a Sky - che ha preso questa decisione, e lui ha la facolta' di sospendere. Ha fatto la scelta migliore. La notizia falsa diffusasi era stata presa per vera. E anche se di falsa si tratta, e comunque poi lo verificheremo, era difficile restare in campo con il dubbio e con i tifosi che scendevano''.

Decreto salvacalcio. Maroni replica al premier: si rischiano ripercussioni nel governo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 21/03/2004

Roma, 21 marzo 2004

La vicenda delle squadre di calcio rischia di produrre conseguenze pesanti all'interno del governo. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, parlando dal palco all'assemblea generale della Confagricoltura di Varese.

A margine dell'incontro Maroni ha comunque precisato ai giornalisti che per ora si parla solo di ipotesi, ma che, "se la questione arriverà in consiglio dei ministri", lui porterà la ferma "opposizione della Lega Nord" a un provvedimento che il ministro ha definito come "un regalo alle squadre di calcio".

Ieri il presidente del Consiglio aveva ribadito la necessità di un intervento a sostegno delle società con i bilanci in rosso.

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