DEI RICCHI

2007 - Febbraio - Settimana 3

Indice dei giorni


15/02/2007 * 16/02/2007 * 17/02/2007 * 18/02/2007 * 19/02/2007 * 20/02/2007 * 21/02/2007 *

Giovedì 15 Febbraio 2007

Traffico di rifiuti pericolosi con Cina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

TREVISO - Una organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di rifiuti pericolosi con la Repubblica Popolare Cinese è stata sgominata dal Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente che hanno arrestato un imprenditore friulano mentre altri 14 sono stati denunciati. L'attività investigativa, denominata 'Mesopotamia', condotta dal Nucleo operativo ecologico carabinieri di Udine, con il coordinamento dell'autorità giudiziaria del capoluogo friulano é iniziata a seguito di controlli eseguiti assieme alla polizia provinciale di Udine e all'Agenzia delle dogane del capoluogo giuliano e di Venezia, su merci in transito presso l'area portuale di Trieste e di Marghera (Venezia).

L'operazione "Mesopotamia" del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente ha consentito di portare alla luce un traffico transnazionale di rifiuti che ha visto come protagonisti principali cittadini di nazionalità siriana e cinese e come sito finale di smaltimento il territorio dei loro Paesi d'origine. L'indagine del Noe di Udine, iniziata nell'ottobre 2005, ha permesso altresì di constatare l'esistenza di un traffico illecito di rifiuti di plastica e carta da macero, provenienti da ditte friulane e da altre ditte di Liguria, Piemonte, Veneto e Lombardia che camuffati da "materia prima seconda", mediante il sistema della triangolazione e/o del girobolla, venivano fatti confluire in ingenti quantitativi (centinaia di tonnellate), presso un sito di stoccaggio non autorizzato, a Aiello del Friuli (Udine).

Successivamente, senza aver subito alcun trattamento di recupero, i rifiuti venivano portati, tramite la "Centro recupero carta Spa" in Siria ed in Cina. Nell'operazione, il Noe ha sequestrato nei porti di Trieste e Marghera (Venezia) 18 container, contenenti rifiuti in plastica e carta. Ad Aiello, in Friuli, è stata invece sequestrata un' area di 12 mila mq usata come sito di stoccaggio, con 5.000 tonnellate di rifiuti speciali (plastica, carta da macero, scarto di 'pulper'); poi 78 container carichi di 2.500 ton. di rifiuti speciali pericolosi (plastica, elettrodomestici di varia natura, terriccio proveniente da lavorazioni industriali).

Il gip di Udine, pur concordando con le risultanze dell' attività investigativa (in cui risultano coinvolte altre 14 persone) condotta dai militari, ma tenuto conto degli effetti prodotti, nei confronti di alcuni degli indagati, dalla Legge sull'indulto, ha potuto emettere una sola misura di custodia cautelare nei confronti di Giorgio Manzardo, 63 anni, di Udine (arresti domiciliari) titolare della Centro recupero carta. Il volume d'affari, in un solo anno, è stato di 1.500.000 euro.

Ariel Toaff si scusa e blocca il libro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

ROMA - Stop alla distribuzione del libro, in modo da apportare le giuste modifiche; scuse per tutti coloro che si sono ritenuti offesi e devoluzione all'Antidefamation League dei proventi del libro. Le decisioni di Ariel Toaff, lo storico italo-israeliano, accompagnate dalle dichiarazioni di fuoco della sua Università, la Bar Ilan di Tel Aviv, sembrano mettere fine alle polemiche che hanno accompagnato l'uscita del suo libro 'Pasque di sangue' (Il Mulino).

Un libro nel quale Toaff ha sostenuto che l'uso di sangue cristiano quale ingrediente del pane azzimo nella pesach ebraica non sia un'invenzione antisemita. Le tesi dell'opera, riportate nei giorni scorsi in un articolo del Corriere della sera, a libro ancora non uscito, suscitarono un duro documento di sconfessione da parte di tutti i rabbini italiani (undici) e al quale si associò lo stesso padre di Ariel, Elio Toaff per molti anni rabbino capo di Roma, la più numerosa comunità degli ebrei italiani. In quel documento i rabbini italiani sottolinearono che "non è mai esistita nella tradizione ebraica alcuna prescrizione né alcuna consuetudine che consenta di utilizzare sangue umano ritualmente".

Una dichiarazione, quella dei rabbini, che Ariel Toaff, in quei giorni in Italia, definì come "obbrobriosa", in quanto il libro doveva ancora uscire e che non poteva per questo essere giudicato prima ancora di essere letto. Nei giorni successivi, uscito il libro, furono molti gli storici che presero posizione contro il libro, sia tra gli stessi ebrei, sia tra i non ebrei. Così come sono state molti gli interventi che, all'estero, si sono levati contro 'Pasque di sangue'. Compresi ovviamente i rabbini.

Ariel Toaff, da alcuni giorni rientrato in Israele dove è professore presso l'Università Bar Ilan di Tel Aviv, ha annunciato di aver chiesto alla casa editrice italiana di fermare immediatamente la distribuzione del libro, in modo da "rielaborare quei passaggi che hanno dato spunto alle distorsioni pubblicate nei media".

E questo alla luce - ha ripetuto lo storico - "delle false e distorte interpretazioni date" al libro. Toaff - che si è scusato con "tutti coloro che sono stati offesi dagli articoli e dai fatti distorti attribuiti a me e al mio libro" - ha anche annunciato di voler devolvere i proventi della vendita del libro alla 'Anti Defamation Ligue', l'organizzazione ebraica Usa che combatte gli episodi di anti-semitismo. Ed ha espresso "profondo rincrescimento per le interpretazioni errate attribuite a me o al mio libro che feriscono il popolo ebraico".

Anche l'Università - il cui presidente Moshe Kaveh ha avuto ieri un lungo colloquio con Toaff - in una sua nota ha espresso "collera e grande dispiacere" nei confronti dello storico "per la sua mancanza di sensibilità nel pubblicare il suo libro sulle istigazioni di sangue in Italia". "Il professor Toaff - ha aggiunto l'Università- avrebbe dovuto dimostrare maggior sensibilità e prudenza nel gestire il libro e la sua pubblicazione, in modo da prevenire le recensioni e le interpretazioni distorte e offensive". Ed ha invitato il professore - che tra tre anni dovrebbe andare in pensione - "vista la entità del danno provocato al popolo ebraico", ad assumersi "le responsabilità personali del caso e che si adoperi a riparare i danni".

A Madrid al via il processo per gli attentati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

MADRID - Il grande processo per gli attentati islamici dell'11 marzo 2004, che fecero 192 morti e 1.800 feriti, e' cominciato a Madrid circondato da ingenti misure di sicurezza.

MOHAMMED EGIZIANO SI RIFIUTA DI RISPONDERE

Rabei Osman, Mohammed l'Egiziano, si è rifiutato di rispondere alle domande del tribunale in apertura del processo per gli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004. Il giudice gli aveva chiesto se si dichiarava innocente o colpevole. Rabei Osman, già condannato in Italia, è accusato di essere uno degli ideatori degli attentati che provocarono 192 morti e oltre 1.800 feriti. Rabei, il cui intervento ha aperto il processo, ha detto di "non riconoscere" nessuna delle accuse formulate contro di lui e ha aggiunto "non risponderò alle domande". Poi ha cercato di fare una dichiarazione ma è stato interrotto dal giudice.

INGENTI LE MISURE DI SICUREZZA

oltre 200 agenti dispiegati intorno al padiglione dell'Audiencia Nacional nella Casa de Campo, la grande area verde della capitale spagnola. L'edificio dove si svolge, trasformato in un bunker, è circondato da un imponente dispositivo di sicurezza dopo che il ministero dell'interno ha fatto scattare il livello intermedio di difesa antiterroristica volto a proteggere il processo per il più grave attentato terroristico mai avvenuto in Europa. E che inizia a meno di un mese dal terzo anniversario della strage. E' previsto che il dibattimento cominci con la deposizione diRabei Osman, 'Mohammed l'Egizianò già condannato in Italia econsiderato uno degli ideatori degli attentati che fecero 192morti e oltre 1.800 feriti. L'accusa chiede oltre 270.000 anni di carcere per i sette principali accusati, dei 29 alla sbarra. Gli accrediti per la stampa sono meno di 150, ma inrealtà i giornalisti venuti a seguire il processo sono molti dipiù: sono stati limitati i lasciapassare.

Bertinotti: 'se non fossi presidente andrei a Vicenza'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

ROMA - "Non andrò a Vicenza semplicemente perché ho troppo rispetto della mia collocazione istituzionale. Altrimenti ci andrei, naturalmente". Fausto Bertinotti, in un'intervista all'Espresso torna così sulla questione della manifestazione di sabato contro l'allargamento della base americana di Ederle 2. Il presidente della Camera condivide in pieno le ragioni della protesta e lo ribadisce: "Credo che la base sia sia incompatibile con i problemi di assetto di quel territorio. C'é una specie di incompatibilità e vanno cercate altre soluzioni". Secondo Bertinotti, "non ci sono impegni presi da un governo che siano irrevocabili".

Fausto Bertinotti è convinto che la manifestazione di sabato a Vicenza contro l'allargamento della base militare americana non sarà occasione di incidenti. Il presidente della Camera risponde così all'Espresso, che gli chiede se tema disordini o violenze: "No, sarà una grande manifestazione di massa, fortemente caratterizzata da elementi di partecipazione e di contrasto di qualunque tentazione di uscire dal terreno della battaglia condivisa". "Tanto più grande saràla partecipazione - insiste - quanto più farà massa critica contro la violenza e contro espressioni di linguaggio incongrue e incompatibili con le parole d'ordine, le caratteristiche e l'ispirazione pacifista che ne costituisce l'elemento portante".

PRODI: CONTO NELLA SAGGEZZA DEI COMPORTAMENTI

Io conto in una saggezza dei comportamenti. Lo ha detto Romano Prodi sulla manifestazione di domani a Vicenza contro l' ampliamento della base militare americana. "E' una manifestazione che ha tutti gli elementi per essere pacifica", ha aggiunto il premier.

MINNITI: IMPEGNO PER UN CORTEO PACIFICO

L'impegno del governo è teso ad assicurare che la manifestazione di sabato prossimo possa svolgersi in maniera assolutamente pacifica. Lo ha detto il viceministro dell'Interno Marco Minniti, riferendo al Senato sugli arresti di due giorni fa e ribadendo, come aveva già fatto ieri il ministro Amato, che "nessuno ha mai inteso collegare terrorismo e pacifismo". Spero, ha concluso Minniti, che l'impegno del governo sia anche quello di "coloro che andranno a Vicenza per manifestare le loro legittime posizioni, ripudiando ogni forma di violenza".

FERRERO: SI SCONFIGGE CON INCHIESTE E CORTEI

Il terrorismo "si sconfigge con la polizia, con la magistratura, ma anche con una grande partecipazione democratica": lo ha detto il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. "Quelli che scendono in piazza anche contro il governo - ha aggiunto - stanno lottando contro il terrorismo".

Fmi: Italia; crescita piu' forte, stime da rivedere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

NEW YORK - "Questi dati dimostrano che la crescita in Italia è stata più forte di quanto ci si aspettava e suggeriscono che le nostre stime sono state troppo conservative. Quindi le nostre previsioni saranno riviste". Lo ha detto Masood Ahmed, Director delle relazioni esterne dell'Fmi, in relazione al 2% di crescita del Pil nel 2006 secondo i dati Istat e l'1,7% ancora stimato dall'istituzione di Washington. Per questo, nelle conclusioni sulla discussione dell'Articolo 4, il board del Fondo parla di crescita "intorno all'1,5%" nel 2007, invece dell'1,4% secco contenuto nella bozza e nelle tabelle.

BCE: ITALIA E PORTOGALLO A RISCHIO DEFICIT

"Sia l'Italia sia il Portogallo rischiano di non riuscire a tenere fede ai propri impegni nel contesto della procedura per disavanzi eccessivi se non attueranno ulteriori misure di risanamento". E' quanto si legge nel bollettino mensile della Bce, dove si precisa che "qualunque ritardo nella correzione sostenibile dei disavanzi eccessivi può concorrere alla percezione di un indebolimento della sostenibilità dei conti pubblici". "Di conseguenza - prosegue il Bollettino - se dovessero concretizzarsi i rischi per il rispetto degli impegni di tali paesi, si renderà assolutamente necessario adottare i provvedimenti opportuni previsti dalla procedura per i disavanzi eccessivi".

RISCHI RIALZO PREZZI: VIGILARE, AGIREMO CON FERMEZZA

Il tasso di inflazione, dopo un possibile calo durante la primavera e l'estate, è probabile che riprenda "a salire nel prosieguo dell'anno. Le prospettive per la stabilità dei prezzi restano quindi soggette a rischi di rialzo". Lo afferma La Bce nel bollettino mensile, sottolineando che "resta essenziale vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel lungo periodo. In questo modo le aspettative di inflazione a medio-lungo termine nell'area euro potranno rimanere saldamente ancorate su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi". "Pertanto, in prospettiva, resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare - aggiunge la Bce - la stabilità dei prezzi a medio termine".

BCE: ACCELERARE IL RISANAMENTO, ENTRATE CONSOLIDINO I BILANCI

E' ora essenziale che il miglioramento delle finanze pubbliche mantenga slancio e che il ritmo di risanamento aumenti nel 2007 e nel 2008 affinché tutti i paesi dell'area euro raggiungano al più presto l'obiettivo a medio termine di una solida posizione di bilancio. Lo sostiene la Bce nel bollettino mensile, sottolineando che "i saldi di bilancio superiori alle attese nel 2006 e possibili ulteriori entrate impreviste nel corso di quest'anno vanno utilizzati per accelerare il risanamento".

Br: Prodi preoccupato per contiguita' nel sindacato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

PADOVA - Un consistente deposito di armi nelle campagne padovane è stato scoperto ieri dalla Polizia di Stato nell'ambito delle indagini sulla colonna veneta e milanese delle nuove Br. Lo ha rivelato il vice ministro, Marco Minniti riferendo al Senato. "La Polizia coordinata dalla dottoressa Ilda Boccassini - ha detto Minniti - ha scoperto un consistente deposito di armi nelle campagne padovane dove durante le indagini, nel corso di pedinamenti degli indagati, gli stessi erano stati visti nell'atto di occultare materiale".

"Sono stati sequestrati: un fucile mitragliatore kalashnikov con relativo caricatore; un mitra Uzi con caricatore; una pistola mitragliatrice Skcorpion; una pistola Sig Sauer; una pistola colt calibro 38; un cannocchiale per fucile; due divise estive della Guardia di finanza; tre giubbotti antiproiettile; varie fondine; una parrucca; numeroso munizionamento di vario calibro in corso di repertazione". "Quanto sequestrato - ha sottolineato Minniti - costituisce la dotazione delle cellule milanese e padovana della formazione terroristica. Una dotazione di tutto rilievo che testimonia da sola la pericolosità degli arrestati e il grado di efficienza operativa raggiunta. Non ci può essere alcuna sottovalutazione. Kalashinkov, mitragliatori Uzi, mitragliatrici Skorpion, pistole varie.. Francamente, un po' troppo per essere soltanto l'armamentario di quattro sciagurati".

ARMI VICINO CASA DI VALENTINO ROSSIN

L' arsenale delle nuove Br si trovava sotterrato ad una profondità di trenta centimetri, all' interno di un capiente bidone in plastica di color bianco, in un casolare diroccato a Bovolenta (Padova) che dista meno di un chilometro dalla casa di Valentino Rossin, il portalettere arrestato l' altro ieri nella cui casa è stato trovato un revolver. Il casolare è situato in mezzo a una vasta area agricola, circa un chilometro per un chilometro, tutto piano, a circa venti chilometri dal luogo in cui i brigatisti si andavano ad esercitare con le armi. Il Questore di Padova, Alessandro Marangoni ha sottolineato la difficoltà incontrata per rintracciare il luogo dove i brigatisti avevano nascosto il loro arsenale. Marangoni ha infatti spiegato che è stato necessario incrociare l' orario in cui i brigatisti si muovevano nella zona, tracciando un ipotetico percorso per restringere l' area in cui effettuare la ricerca, alla quale ha partecipato anche l' esercito. I militari, infatti, hanno lavorato per tre giorni sull' area servendosi di un metal detector che è stato determinante per l' individuazione dell' arsenale.

PRODI: PREOCCUPAZIONE PER LA CONTIGUITA' CON IL SINDACATO

Dopo aver parlato più volte con il ministro degli Interni Amato dall'India, Romano Prodi ha spiegato che esiste "preoccupazione" per alcune contiguità che le nuove Brigate Rosse stanno trovando nel sindacato. Lo ha riferito lo stesso premier incontrando i giornalisti a New Delhi. Prodi ha anche sottolineato che bisogna essere "vigilanti adesso e forse anche a lungo nel futuro". "Credo che la cosa sia giunta come una sorpresa ai sindacalisti stessi".

Guai, guai, guai ad abbassare la guardia: la preoccupazione - ha aggiunto - deve essere sempre presente perché il fenomeno non è stato completamente sradicato. "Per fortuna - ha aggiunto Prodi - c'é una capacità di interdizione e di intervento", come hanno dimostrato gli arresti preventivi. Secondo il premier, inoltre,m non si tratta di una vera e propria recrudescenza ma di un fenomeno che esisteva con una certa continuità". Una continuità - ha aggiunto "interrotta perché alcune persone stavano all'estero ed è poi ripresa al loro rientro". Non si tratta quindi di "uno scoppio di questi giorni, il fenomeno era sottoterra ma esisteva". Il presidente del Consiglio ha poi fatto osservare come il gruppo dei brigatisti arrestati sia composto "da persone di una certa età ", cosa che dimostrerebbe "una continuità ".

A MILANO ALTRI INTERROGATORI

E' prevista un'altra giornata di interrogatori davanti al Gip di Milano Guido Salvini di persone arrestate nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta milanese, condotta dal Pm Ilda Boccassini, riguardante il Partito comunista politico-militare (Pcp-M). Compariranno davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia i fratelli Alessandro e Massimiliano Toschi, sospettati di aver messo a segno a Padova, la scorso 17 novembre, un attentato contro la sede di Forza Nuova. Saranno quindi interrogati Federico Salotto e Andrea Scatamburlo e Amarilli Caprio che, stando alle indagini, avrebbe avuto il ruolo di contattare possibili aderenti al movimento nelle università milanesi. Per questo, Amarilli Caprio, studentessa di Scienze linguistiche alla Statale, sarebbe arrivata appositamente dal Veneto.

Prodi sulla tomba di Gandhi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2007

NUOVA DELHI - "Troppo spesso non abbiamo seguito il suo insegnamento". Queste le parole che il presidente del Consiglio Romano Prodi ha scritto sul libro nel cenotafio del Mahatma Gandhi, nel luogo in cui venne cremato. Il presidente del Consiglio è arrivato alla tomba di Gandhi dopo avere ricevuto gli onori militari nella residenza del presidente indiano Kalam, ex palazzo del vice re inglese. Accolto dal primo ministro indiano Manmahn Singa, Prodi ha detto che "l'Italia sta guardando all'India con profonda attenzione, amicizia e fratellanza. Le aspettative sono realmente quelle di accompagnare la fantastica crescita, il cambio di questo paese con un grande senso di unità ". Al termine il presidente del Consiglio ha incontrato in albergo il ministro degli Esteri indiano Pranab Mukherje.

Clima, sì a road map Bali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2007

dell'inviata Elisabetta Guidobaldi

NUSA DUA-BALI (INDONESIA) - E' accordo internazionale sulla road-map di Bali per salvare il clima. La 13/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici ha approvato il documento che serve per avviare due anni di negoziati mondiali e arrivare, al summit sul clima del 2009 fissato a Copenaghen, a varare un nuovo accordo di riduzione dei gas serra per il dopo 2012, a partire cioé dalla scadenza del Protocollo di Kyoto. Il finale dell'approvazione della road-map di Bali è stato al cardiopalma. Fino all'ultimo l'esito è rimasto incerto. La dichiarazione dell'opposizione degli Stati Uniti all'accordo di compromesso proposto dai Paesi in via di sviluppo ha, dapprima gettato il gelo sulla platea di ministri e delegati riuniti in plenaria, poi ha scatenato una serie di interventi tutti a favore del compromesso.

Tra i più forti quello del Sudafrica che ha rimandato al mittente, gli Usa, il no ricevendo applausi scroscianti. A questo punto gli Stati Uniti hanno dovuto cedere alle pressioni e, con il capo delegazione Paula Dobriansky, hanno ripreso la parola dicendosi a favore del consenso. Tre colpi di martelletto da parte del ministro dell'ambiente indonesiano Rachmat Witoelar, presidente della Conferenza e il documento è stato approvato salutato da uno scrosciante applauso liberatorio. Tra le novità il coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo che, insieme all'Ue, hanno respinto l'ostruzionismo degli Stati Uniti. In mattinata era dovuto intervenire il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon sollecitando il senso di responsabilità di tutti i paesi rispetto a questa emergenza planetaria. Lo stesso Ban Ki-moon dopo l'approvazione si è detto profondamente grato nei confronti di molti membri di stati per il loro spirito di flessibilità e compromesso".

Già i negoziati avevano subito un rallentamento dopo la seconda notte di trattative e nella mattina di sabato, quando in Italia era ancora notte, si erano bloccati, facendo chiudere il summit addirittura un giorno dopo rispetto alla tabella di marcia ufficiale. I Paesi in via di sviluppo del gruppo detto G77&Cina, hanno avanzato una loro proposta. Ma la situazione non si sbloccava. Poi il no degli Usa. Quindi la richiesta degli stessi paesi in via di sviluppo di mostrare leadership e sensibilità nei confronti di quei paesi che sono maggiormente soggetti alle conseguenze prodotte dai cambiamenti climatici. L'approvazione della road-map di Bali, per il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, significa aver 'sconfitto chi voleva boicottare Kyoto e Bali''. 'Un successo per l'Onu - ha detto il ministro - e per l'Ipcc". Per il ministro un unico rammarico: 'Aver tolto l'indicazione, fin da ora, degli obiettivi di taglio delle emissioni". Un capitolo che ha rappresentato la parte centrale del braccio di ferro di questi giorni ma che, oggi, alla luce dei risultati, appare quasi secondario. Nel documento ad ogni modo resta il riferimento base, nel 'preambolo'' al 4/o Rapporto degli scienziati del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc) ma i 'numeri'' dei tagli delle emissioni, quel 25-40% al 2020 da parte dei paesi industrializzati rispetto ai livelli del '90 non sono scritti nero su bianco.

Il riferimento e' in una nota inserita a fondo pagina che indica tre pagine dello stesso rapporto. Pagine in cui ci sono sia gli scenari dell'aumento dei gas serra e il relativo innalzamento della temperatura sia gli stessi range di riduzione delle emissioni di gas serra voluti soprattutto da Unione Europea e Italia. Che la sessione Onu sul clima sia stata a Bali particolarmente carica di tensione fino alla fine lo dimostrano anche le lacrime del responsabile del segretariato Onu per i cambiamenti climatici, Yvo de Boer, che era stato attaccato da India e Cina per aver convocato la plenaria mentre i Paesi in via di sviluppo erano riuniti. 'Non lo sapevo'', si è scusato De Boer lasciando la sala in lacrime. Al suo rientro è stato accolto da un applauso fragoroso.

Pakistan, revocato stato emergenza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2007

ISLAMABAD - Annunciando ufficialmente la revoca dello stato di emergenza in un discorso alla nazione, il presidente pachistano Pervez Musharraf ha assicurato che le elezioni legislative dell'8 gennaio saranno "assolutamente libere ed eque". Musharraf ha difeso l'imposizione dello stato d'emergenza 42 giorni fa. Una decisione "sofferta" presa per "salvare il Paese dalla distruzione", "non per interessi personali", ha detto Musharraf.

Il presidente ha detto che tutti potranno partecipare alle elezioni e ha invitato osservatori internazionali. Musharraf ha criticato chi ha deciso per il boicottaggio e ha messo in guardia i leader politici dal creare disordini nella campagna elettorale che inizia domani. "Ho mantenuto tutte le promesse", ha detto Musharraf nel discorso di circa quindici minuti, trasmesso in diretta dalla televisione di Stato pachistana, ricordando di avere smesso la divisa con due settimane di ritardo, non per sua colpa. L'ex generale, al potere dal 1999 con un colpo di Stato, ha rivendicato la rinascita economica del Pakistan e l'avvio di riforme democratiche. Infine, ha sottolineato che per la prima volta le elezioni si terranno come da programma e che lo stato d'emergenza è stato revocato in Pakistan "solo dopo 42 giorni". In questo periodo, ha detto Musharraf, è stato fatto molto contro il terrorismo - la giustificazione ufficiale per l'imposizione delle leggi speciali il 3 novembre. Nella valle dello Swat "é stato sconfitto", grazie all'intervento delle forze armate. "Gli obiettivi sono stati raggiunti", quindi lo stato di emergenza è stato revocato, ha concluso Musharraf.

Venerdì 16 Febbraio 2007

Eurostar Lecce-Roma in avaria nel freddo: 500 km in 20 ore, odissea per 450 passeggeri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2007

ROMA - Notte da incubo per 450 passeggeri, tra i quali un neonato di cinque mesi, in viaggio da Lecce a Roma su un Eurostar bloccato per quasi dodici ore in provincia di Caserta per un'avaria alla quale si e' sommato il maltempo. Partito da Lecce alle 12:17 di ieri e previsto in arrivo a Roma verso le 18:30, il treno si era fermato alle 17:15 circa tra Capua e Pastorano (Caserta), in aperta campagna, con l'impianto di riscaldamento fuori uso e temperature esterne di qualche grado sotto zero.

Tra le cause, non ancora del tutto chiarite, vi sarebbe, secondo la Polfer e alcuni testimoni, un probabile guasto tecnico e il ghiaccio sui binari in un tratto particolarmente impervio che il treno ad alta velocita', gia' in panne, non e' riuscito a oltrepassare. Vano ogni tentativo di trascinare il treno verso la piu' vicina stazione con un'altra locomotiva, un altro convoglio e' stato avvicinato all'Eurostar per consentire il trasbordo dei viaggiatori sul posto. Portato alla stazione di Capua, dove i soccorritori hanno potuto fornire generi di conforto e coperte, il nuovo convoglio ha tentato di riprendere il cammino, ma non ne e' stato in grado.

Dopo un ennesimo trasbordo, i passeggeri hanno finalmente potuto lasciare Capua alle 4:30 del mattino con un treno interregionale, giungendo alla stazione Termini, ormai estenuati, alle 7:30, dopo aver impiegato quasi 20 ore per percorrere circa 500 chilometri. Protezione Civile, ambulanze del 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia, coordinati dalla Prefettura, hanno fatto il possibile per alleviare i disagi dei viaggiatori. Cinque di loro hanno chiesto a Capua, per loro scelta, di farsi accompagnare alla stazione di Caserta. Un bambino di cinque mesi e' stato condotto, insieme alla madre, all' Ospedale 'Melorio' di S.Maria Capua Vetere, ma solo - e' stato precisato - per motivi precauzionali. Secondo alcuni testimoni, familiari e passeggeri del treno che si sono rivolti anche all'Ansa per avere notizie su quanto stava accadendo, alcune persone sarebbero state colte da malore e da attacchi di panico, fortunatamente nessuno con serie conseguenze.

Papa benedice i bambinelli per i presepi dei bimbi romani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2007

ROMA - Al termine dell'Angelus, papa Ratzinger ha benedetto i bambinelli per i presepi portati dai ragazzi delle parrocchie, delle scuole e delle famiglie romane. "Desidero salutare anzitutto - ha affermato Benedetto XVi subito dopo la recita della preghiera mariana - i bambini e i ragazzi di Roma, venuti anche quest'anno, nonostante il freddo, numerosi a ricevere la benedizione dei Bambinelli per i loro presepi". "Carissimi - ha aggiunto -, con tanto affetto auguro un buon Natale a voi e ai vostri familiari". Il Papa ha anche ringraziato il Centro Oratori Romani "che organizza questa bella iniziativa", e ha esortato "i sacerdoti, i genitori e i catechisti a collaborare con entusiasmo per l'educazione cristiana dei più piccoli".

Gesù "ci è vicino perché ha 'sposato', per così dire, la nostra umanità". Così Benedetto XVI, all'Angelus della terza domenica di Avvento, ha esortato i fedeli a prepararsi all'imminente venuta di Cristo nella festa del Natale. "Ha preso su di sé la nostra condizione - ha spiegato -, scegliendo di essere in tutto come noi, tranne che nel peccato, per farci diventare come Lui". Secondo papa Ratzinger, "la gioia cristiana scaturisce pertanto da questa certezza: Dio è vicino, è con me, è con noi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele. E questa gioia - ha concluso - rimane anche nella prova, nella stessa sofferenza, e rimane non in superficie, bensì nel profondo della persona che a Dio si affida e in Lui confida".

FUGA IN DROGA E RICERCA PIACERI ANNULLANO VERA GIOIA

CITTA' DEL VATICANO - Fare "della felicità un idolo", come fa chi si rifugia nei paradi artificiali della droga, allontana definitivamente dalla "vera gioia", che invece è in chi ama gli altri come insegna il messaggio evangelico. All'Angelus della terza domenica di Avvento, Benedetto XVI, ha messo in guardia contro le false seduzioni e i pericoli del perseguimento di una felicità fine a se stessa. "La gioia entra nel cuore di chi si pone al servizio dei piccoli e dei poveri - ha detto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro -. In chi ama così, Dio prende dimora, e l'anima è nella gioia". "Se invece si fa della felicità un idolo - ha aggiunto -, si sbaglia strada ed è veramente difficile trovare la gioia di cui parla Gesù". "E' questa, purtroppo - ha concluso Benedetto XVI -, la proposta delle culture che pongono la felicità individuale al posto di Dio, mentalità che trova un suo effetto emblematico nella ricerca del piacere ad ogni costo, nel diffondersi dell'uso di droghe come fuga, come rifugio in paradisi artificiali, che si rivelano poi del tutto illusori".

PAPA: SPARGE SULL'ALTARE OLIO PER CONSACRAZIONE NUOVA CHIESA

ROMA - Spargendo sull'altare l'olio consacrato, dopo avervi asperso l'acqua benedetta e prima di bruciare l'incenso, papa Ratzinger ha compiuto il rito di dedicazione della nuova chiesa di Santa Maria del Rosario di Pompei ai Martiri Portuensi, dove oggi effettua la sua quinta visita a una parrocchia romana. "La cura che mostriamo per l'edificio materiale, aspergendolo con l'acqua benedetta, ungendolo con l'olio, spargendolo di incenso - aveva detto durante l'omelia della messa - sia segno e stimolo di una più intensa cura nel difendere e promuovere il tempio delle persone, formato da voi, cari parrocchiani". Prendendo spunto dalla lettura evangelica, Benedetto XVI aveva sottolineato che "la comunità vivente è più sacra del tempio materiale che consacriamo", aggiungendo che "per costruire questo tempio vivente, spirituale - che siete voi -, occorre tanta preghiera, occorre valorizzare ogni opportunità che offrono la liturgia, la catechesi, e le molteplici attività pastorali, caritative, missionarie, e culturali che conservano 'giovane' la vostra promettente parrocchia".

Delegazione israeliana a Washington per convincere gli Usa che l'Iran sviluppa armi atomiche

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/12/2007

Israele ha inviato un gruppo di funzionari della propria intelligence negli Stati Uniti per convincere i colleghi di Washington del fatto che l'Iran starebbe ancora provando a dotarsi dell'arma atomica. E' quanto si legge sul quotidiano israeliano Haaretz, che ricorda come i servizi segreti americani, nei giorni scorsi, abbiano assicurato che Teheran ha sospeso la costruzione dell'arma nucleare nel 2003.

La delegazione israeliana avrebbe portato con se' un'ampia documentazione sull'attivita' iraniana, di cui al momento non si conoscono i contenuti.

I funzionari americani e israeliani torneranno a riunirsi nelle prossime settimane per discutere della questione, ha confermato un esponente dello Stato ebraico. "Israele provera' a convincere gli americani che l'Iran sta ancora provando a sviluppare l'arma nucleare e intende presentare alla controparte informazioni classificate come 'top secret' per ragioni di sicurezza".

Olmert chiede ai ministri "massimo riserbo"

Vi chiedo di cessare di rilasciare dichiarazioni sulla questione iraniana e sul recente rapporto dell'intelligence degli Stati Uniti: questo l'appello lanciato oggi dal premier israeliano Ehud Olmert durante il consiglio dei ministri. Le sue parole erano indirizzate in particolare al ministro della sicurezza interna Avi Dichter (un ex dirigente dei servizi segreti) che ieri ha affermato che "la concezione errata degli Stati Uniti circa le armi nucleari iraniane rischia di provocare un 'Kippur' (ossia un attacco a sorpresa, come quello sferrato da Israele nel 1973 da Egitto e Siria, ndr) di carattere regionale".

Israele, malessere nell'Esercito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2007

Per episodi di violenza gratuita contro palestinesi

(ANSA) - TEL AVIV, 16 DIC - Forte senso di malessere nell'esercito israeliano per gli episodi di violenza gratuita ai danni dei palestinesi. I risultati di un'inchiesta condotta da Tsahal in forma anonima fra 1000 soldati dislocati in Cisgiordania rivelano che 'il 25% degli intervistati hanno testimoniato di aver essi stessi umiliato palestinesi, o aver assistito passivamente, o aver appreso di casi del genere dai loro commilitoni'. Le violenze sono piu' frequenti ai posti di blocco.

Bagdad convoca l'ambasciatore turco: 'basta raid in Iraq'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/12/2007

Il governo iracheno ha convocato oggi l'ambasciatore turco a Baghdad chiedendo di porre fine agli attacchi aerei dell'aviazione turca contro postazioni della guerriglia curda nel nord dell'Iraq.

Il vicemnistro egli esteri iracheno Mahmoud al-Haji Humoud ha detto all'ambasciatore turco che i raid "possono compromettere le relazioni amichevoli tra i due governi e i due popoli", stando a un comunicato del ministero degli esteri a Baghdad.

Aiutati dagli americani

I raid dell'aviazione turca nel nord dell'Iraq contro obiettivi curdi sono stati effettuati con l'aiuto degli americani, che hanno fornito informazioni e dato il permesso di entrare nello spazio aereo iracheno. Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore delle forze armate turche Yasar Buyukanit.

Sabato 17 Febbraio 2007

Coldiretti, 'bibite d'arancia senza arance'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2007

ROMA - Via libera alla vendita di "bibite spazzatura, colorate d'arancia senza contenere neanche l'ombra del succo di agrume naturale". Lo denuncia la Coldiretti nel riferire la "spiacevole novità" prevista nel disegno di legge comunitaria 2007 che, con l'articolo 9, modifica la legge 286/1961 sulla 'Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia'.

"Di fatto - afferma la Coldiretti - con l'approvazione del provvedimento diventa possibile produrre e vendere bibite di fantasia con l'aroma e il colore delle arance, ma senza alcuna garanzia sulla reale loro presenza nella bottiglia". Si tratta di un via libera a bibite che contengono sopratutto zucchero, aromi e coloranti invece della frutta vera, "con un inganno all'insaputa dei consumatori grandi e piccini".

Per l' organizzazione, "si rischia così di favorire l'aumento dei casi di obesità nelle nuove generazioni anche in Italia dove la radicata cultura alimentare, fondata sulla dieta mediterranea, non ha 'salvato' i giovani". Lo confermano i dati sull'aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei, secondo una indagine Merrill Lynch. Ma la vendita di bibite che richiamano con aroma e colori alla frutta, senza però contenerla, oltre a ingannare i consumatori si traduce anche - continua la Coldiretti - in un grave danno economico per i produttori di agrumi, in quanto il colorante si sostituisce al succo naturale".

Si stima che per ogni punto percentuale di frutta in meno nelle bibite si registra una riduzione di circa 7 milioni di litri di succo destinato ai consumatori, pari a 235 mila quintali di prodotto.

Papa: lobby in azione contro la famiglia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2007

CITTA' DEL VATICANO - Il Papa, parlando ad un gruppo di nunzi latino-americani, ha denunciato le "pressioni di lobby capaci di incidere sui processi legislativi" contro la famiglia. Ha parlato di "divorzi e unioni libere" in aumento, mentre "l'adulterio - ha detto - è guardato con ingiustificabile tolleranza". Infine è tornato affermare che il matrimonio e la famiglia hanno un ruolo cruciale per il destino dell'uomo. "Solo sulla roccia dell'amore coniugale di un uomo e una donna" - ha aggiunto Benedetto XVI - si può edificare "una vera comunione".

Tra le sfide più urgenti che in America Latina la Chiesa deve affrontare c'é la tenuta della famiglia. Benedetto XVI ha ricordato che la famiglia è e resta una "caratteristica primordiale della cultura latino-americana" e proprio per questo occorrerebbe prestarvi una attenzione "prioritaria". La famiglia, ha denunciato il pontefice, "mostra segni di cedimento" per colpa delle pressioni di "lobbies capaci di incidere negativamente nei processi legislativi". Il Papa ha poi ribadito che è solo il matrimonio "stabile e fedele" tra uomo e donna "il fondamento più intimo della verità" sull'uomo. Solo così si "può edificare una comunità degna dell'essere umano".

L'incontro coi nunzi latino-americani è preparatorio per la prossima conferenza latino-americana che il pontefice aprirà in Brasile il prossimo mese di maggio. Nel lungo discorso che ha rivolto ai diplomatici è stato messo in evidenza anche il pericolo rappresentato dalle sette. Un fenomeno che sta erodendo ogni anno terreno alla chiesa cattolica. Colpa, ha affermato, del crescente "secolarismo edonista post-moderno". "Davanti alle sfide dell'attuale momento storico - ha aggiunto - le nostre comunità sono chiamate a rinsaldare la loro adesione a Cristo per dimostrare una fede matura e piena di gioia. E nonostante tutti i problemi enorme sono le potenzialità spirituali a cui può attingere l'America Latina dove i misteri della fede sono celebrati con fervida devozione".

Corteo senza incidenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2007

BERLUSCONI: GIORNO TRISTE

Si e' conclusa in modo pacifico la manifestazione a Vicenza contro l'allargamento della base Usa nell'aeroporto Dal Molin.

Balletto ci cifre sui partecipanti. Un balletto non solo, come avviene sempre, tra forze dell'ordine e manifestanti, ma anche tra gli stessi organizzatori della protesta. A fornire i primi numeri e' la questura di Vicenza, che alle due parla di circa 25mila persone in piazza. Un numero corretto un'ora dopo a 40mila. Secondo Cinzia Bottene, una delle portavoce del comitato 'No Dal Molin', organizzatore della manifestazione, sono state ''ampiamente superate le 100mila persone'', con la citta' praticamente ''abbracciata'' dalla gente. Ancora piu' ottimistica la stima di Rifondazione: Michele De Palma, responsabile del partito per l'organizzazione, ha infatti indicato in 200mila le presenze. Quel che e' certo, comunque, e' che mentre la testa della manifestazione sta entrando in Campo Marzio, la coda e' ancora ferma in stazione.

Verso le 18 il questore della citta', Dario Rotondi, ha comunicato che i manifestanti sono stati circa 70-80 mila.

BERLUSCONI, GIORNO TRISTE, E' CORTEO ANTI-USA ''Sono molto triste perche' mentre voi giovani siete li' a Napoli a discutere dei temi della liberta', migliaia di manifestanti stanno sfilando a Vicenza contro gli Stati Uniti''. Con queste parole, pronunciate in collegamento telefonico con un convegno di giovani di Forza Italia a Napoli, il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi ha commentato la manifestazione.

PRODI A MANIFESTANTI, SIATE PACIFICI "Le manifestazioni sono il sale della democrazia, però devono essere pacifiche, serene e senza violenza". Lo ha detto il premier Romano Prodi, intervistato da Radio24. "Che alcuni partiti abbiamo un'opinione diversa dalla mia sulla base americana questo era scontato: non mi fa piacere, ma non rompe la solidarietà di governo", ha aggiunto il presidente del Consiglio. "La libertà di manifestazione politica - ha sottolineato Prodi - c'é, quello che ho detto è non ci devono essere membri del governo".

CASSON (DS), DA ROMA LANCIATI ALLARMI INSENSATI

''Credo che da Roma non si rendessero conto della realta' veneta e si sono lanciati allarmi senza senso, che potevano creare dei rischi''. Il senatore Ds Felice Casson sfila al fianco dei manifestanti nel corteo contro l'ampliamento della base Usa e commenta cosi' il carattere pacifico dell' iniziativa. ''E' una manifestazione di popolo - afferma l'ex Pm - e tante persone anche non di partito sono venute da me a ringraziarmi. La gente di Vicenza aveva bisogno di sentire un sostegno esterno''. Quanto al significato politico della manifestazione, il senatore diessino non ha dubbi: ''La gente ha bisogno di partecipare alle decisioni''.

CENTO, AMATO HA SBAGLIATO ED E' STATO SCONFITTO

''Il ministro Amato e' uno sconfitto dalla manifestazione di oggi. Ha sbagliato: non si va in Parlamento a mettere insieme cose che non c'entrano nulla come gli arresti delle nuove Brigate rosse e il corteo di Vicenza''. Il sottosegretario all'Economia Paolo Cento (Verde) commenta cosi', ospite de La7, l'andamento tranquillo e pacifico della manifestazione contro l'allargamento della base americana.

SCALZONE: AMATO MI PARE UN PO' FESSO "Io non mi aspetto sassaiole, mi pare che se le aspetti il dottor Sottile e Giuliano Amato mi pare un po' fesso". E' quanto ha affermato parlando a una piccola folla di cronisti Oreste Scalzone, a Vicenza per partecipare alla manifestazione contro la Base Usa. "E' chiaro che se ci sono 300 mila persone a piazza San Pietro, ci può essere un pazzo che vuole ammazzare il papa, quindi il ministro Amato dice truismo, ovvero una banalità ", o meglio sciocchezze "che non sono da dottor Sottile". Scalzone ha sottolineato di non prevedere sassaiole ed ha messo in evidenza invece "questa spasmodica attesa". "Quand'anche fossi un guerrigliero - ha aggiunto - non andrei alle 13:45 a farlo quando tutti se lo aspettano, ma sceglierei un altro giorno". A chi gli chiedeva perché oggi fosse qui, Scalzone ha replicato con una domanda: "Ci sei venuto o ti hanno invitato?". Ed ha poi spiegato "da quando sono venuto in Italia ho telefonato ai compagni e tutti mi hanno detto... 'tanto ci si vede il 17 febbraio a Vicenza' ".

Br; pm Boccassini,gli indagati sono in tutto 19

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2007

MILANO - Sono al momento altri quattro gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle nuove Br condotta dalla procura di Milano, oltre alle 15 persone arrestate lunedì scorso. In tutto, quindi, 19 indagati. Lo ha confermato stamani il pm Ilda Boccassini, titolare dell'indagini, riportandosi a una dichiarazione da lei stessa resa a Repubblica e pubblicata oggi dal quotidiano.

Sono veritiere le parole riportate, si è limitata a dire il pm in merito alla sua dichiarazione riguardo al numero degli indagati nell'inchiesta da lei condotta. "Per evitare tensioni e polemiche fuori luogo - aveva detto Ilda Boccassini a Repubblica al quotidiano - ritengo necessario chiarire che non ci sono, al momento, altri indagati oltre ai due uomini e alle due donne che hanno ricevuto, lunedì scorso, un avviso di garanzia all'atto della perquisizione". Da quanto è trapelato le quattro persone iscritte nel registro degli indagati sono Massimiliano Murgo, sindacalista della Fiom immediatamente sospeso ieri, Sara Salimbeni, la convivente di Andrea Scantamburlo (uno degli arrestati lunedì), Monica Stecca e Paolo Bedin. Intanto continua la ricerca delle armi da parte degli uomini della Digos, in particolare nell'hinterland milanese e nelle campagne venete nel tentativo di individuare altri arsenali appartenenti all'organizzazione oltre a quello già trovato a Bovolenta (Padova). Inoltre gli investigatori stanno analizzando materiale informatico e cartaceo sequestrato durante le perquisizioni di cinque giorni fa documentazione che potrebbe essere decisiva per lo sviluppo dell'inchiesta. Infine - è questione di ore - il gip di Monza Alessandro Rossato dovrebbe depositare la decisione sulla richiesta di convalida dell'arresto in carcere per i quattro sorpresi la notte di mercoledì corso a Sesto San Giovanni mentre affiggevano manifesti di solidarietà agli arrestati.

SCARCERATI I 4 ARRESTATI DI SESTO S.GIOVANNI

Il Gip di Monza Alessandro Rossato ha convalidato gli arresti e disposto la scarcerazione per i 4 giovani, due uomini e due donne, sorpresi la notte di mercoledì scorso mentre nei pressi della sede Cgil-Cisl-Uil di Sesto San Giovanni affiggevano manifesti a sostegno dei arrestati nell'operazione antiterrorismo di lunedì.

Il giudice ha ritenuto corretta la formulazione del reato (istigazione a delinquere in relazione alla propaganda di reati di terrorismo), che esistano i presupposti per la sua contestazione, ma che nel contempo non sussistano le condizioni (pricolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento probatorio) per disporre una misura cautelare in carcere. I quattro nelle prossime ore usciranno dal carcere di Monza.

Vaticano, non ci sono condizioni per viaggio del Papa in Terra santa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2007

CITTA' DEL VATICANO - Per il prossimo futuro non sarà possibile un viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa. Nel 2008, in ogni caso, "non se ne parla". Lo ha confermato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, nel corso di una conferenza stampa del custode francescano di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, sulla situazione dei cristiani in Israele e Palestina.

Il Papa ha espresso più volte il suo desiderio di andare in Terra Santa - ha detto padre Lombardi -. Però ci vogliono sia delle condizioni di pacificazione generale dell'area, sia occorre tenere presenti i rapporti della Chiesa con le realtà locali e se ci sono segnali positivi da incoraggiare con un atto così importante come il viaggio. "C'é il desiderio da parte del Papa - ha ribadito -, ma nessun progetto avviato. L'anno prossimo, poi, ci sono altri viaggi programmati, quindi non se ne parla". Anche il segretario della Congregazione delle Chiese orientali, l'arcivescovo Antonio Maria Vegliò, ha sottolineato che "finché la situazione si mantiene in questo modo sarà un po' difficile pensare a un viaggio del Santo Padre, anche se il Papa, ne sono certo, desidera veramente andare in Terra Santa".

Mo: da Parigi 7,4 miliardi di dollari per palestinesi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2007

PARIGI - Dalla Comunità internazionale sono arrivati ai palestinesi più soldi di quelli che erano stati chiesti: 7,4 miliardi di dollari di aiuti finanziari, molti di più dei 5,6 miliardi che il presidente Abu Mazen aveva sollecitato per evitare la "catastrofe totale" nei territori e per finanziare un piano di sviluppo destinato a dotare un futuro Stato palestinese di istituzioni solide e di un' economia vitale. Il primo ministro Salam Fayad ha salutato un "voto di fiducia" dei donatori internazionale nei confronti del suo governo e dell' Autorità palestinese, confrontata con il movimento Hamas che nel giugno scorso ha preso il controllo della striscia di Gaza.

"Il vero vincitore è lo Stato palestinese", ha detto il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, chiudendo la Conferenza di Parigi. Una iniziativa - ha sottolineato - che si pone "in continuità" con quella di Annapolis: "é stata una conferenza dei donatori, ma era anche molto politica". E il viceministro degli esteri italiano, Patrizia Sentinelli, ha parlato di "passo concreto" dopo Annapolis, che può dare "quella spinta in più affinché il negoziato politico avviato ad Annapolis porti davvero alla pace". Abu Mazen ha sollecitato consistenti aiuti finanziari, ma è tornato anche sulle questioni politiche fra palestinesi ed Israele, chiedendo a Tel Aviv di fermare "tutti gli insediamenti senza eccezione" nei territori. Gli ha risposto subito il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni: "per arrivare alla pace, la sicurezza d'Israele deve essere un interesse palestinese, proprio come uno Stato palestinese è un interesse israeliano". E' intervenuta anche il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che ha definito la Conferenza di Parigi "letteralmente l' ultima speranza del governo palestinese di evitare il fallimento". Un invito alla donazione è giunto anche dal segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, che aveva aperto l' incontro, aveva invitato i donatori alla "generosità":

Non ne possiamo più della guerra - ha esclamato - offrite ai popoli di Israele e della Palestina il più bel regalo, la pace!. La Commissione europea, principale donatore, ha annunciato 650 milioni di dollari, gli Stati Uniti 555, l' Arabia Saudita 500, la Gran Bretagna 490, e infine la Francia, la Germania e la Svezia 300 milioni di dollari ciascuno. L' Italia ha annunciato 80 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 108 già stanziati in precedenza. Saranno impiegati - ha detto il viceministro degli esteri Sentinelli - nei settori della giustizia, dell'educazione e della sanità. "Si tratta di un impegno complessivo importante, dato il nostro budget. E altri aiuti arrivano nei Territori da comuni e regioni italiane".

Google, Beppe Grillo batte tutti sulla rete

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2007

MILANO - Beppe Grillo il 'piu' cercatò dagli italiani sulla rete. Dietro a lui Youtube, Badoo, Inps, Myspace e Agenzia delle entrate. Sono questi i cinque termini più 'cliccati' nell'anno secondo lo 'Zeitgeist 2007', la lista dei termini più popolari cercati su Google.it.

Alla lista, precisa Google, non appartengono solo le parole più cercate, ma anche quelle che, nel corso del 2007, hanno dimostrato un indice di crescita interessante rispetto al periodo di riferimento precedente, cioé il 2006.

Zeitgeist significa in tedesco 'spirito dei tempi', "e visto che moltissime persone in Italia utilizzano Google per cercare novità e temi d'interesse comune, potremmo partire da questa lista per riflettere su quelli che sono i principali temi di interesse degli italiani". Alla lista Zeitgeist non appartiene peraltro "alcun contenuto controverso o che possa offendere la sensibilità delle persone. Non vi sono inoltre parole apparentemente molto ricercate, ma proprio perché tali non indicative di alcun trend o spirito del tempo". Ai primi cinque, che vedono il blog di Beppe Grillo primo tra i cercati, seguono Inter, Alitalia, Milan e Superenalotto. Ci sono poi liste più dettagliate, che analizzano per alcune macro aree (biglietti, concerti, viaggi, mostre ed altro) gli interessi espressi dagli italiani attraverso il motore di ricerca Google. Ecco, ad esempio, la classifica dei biglietti 'piu' popolarì: vasco rossi, milan, inter, italia-francia, beppe grillo, milan - manchester, juventus, zelig, finale champions, ligabue.

I concerti più popolari, secondo lo 'Zeitgeist', sono risultati quelli di vasco rossi, ligabue, biagio antonacci, elisa, negramaro e laura pausini. I viaggi più popolari: india, parigi, londra, maldive, cuba e giappone. Le mostre più popolari: Cinema di Venezia, Cezanne a Firenze, Chagall a Roma, Botero a Milano, Gauguin a Roma, De Chirico, Simbolismo a Ferrara. Il calendario più cercato è stato quello di Melita Toniolo, il film 'I Simpson', il libro 'Harry Potter'. Di interesse anche un'altra sezione della ricerca, che vede rappresentati i termini più popolari nelle principali aree metropolitane italiane, da nord a sud.

Cosi a Milano i termini più cercati attraverso Google sono stati Regione Lombardia, Atm, Superenalotto, Inps, Beppe Grillo, Agenzia delle entrate, MTV, Alitalia, Rai e Milan.

A Roma: Portaportese, Dagospia, Superenalotto, Inps, Beppe Grillo, Rai, Alitalia, Inter, Badoo, Juventus. A Firenze: Ataf, Lamma, La Nazione, Fiorentina, Beppe Grillo, Enel, Inps, Juventus, Codice Fiscale, Ferrovie dello Stato. A Napoli: Napoli Calcio, Ischia, Circumvesuviana, Ciao Amigos, Gazzetta Ufficiale, Uomini e Donne, Snai, Codice Fiscale, Grande Fratello. A Palermo: Gurs, Palermo Calcio, Agenzia delle Entrate, Grande Fratello, Badoo, Superenalotto, Inter, Rai, Dragon Ball, Bollo Auto.

Con il freddo consumo record di elettricita'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/12/2007

Il gelo spinge i consumi di energia elettrica, che fanno segnare il nuovo record assoluto a 56.810 megawatt. E' quanto ha rilevato Terna, la societa' che ha la responsabilita' della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica in Italia, alle 17.30 di oggi.

Il valore e' superiore di 221 megawatt rispetto al record precedente (56.589 MW, 20 luglio 2007) e di oltre 2.400 megawatt a confronto con il record invernale del 2006 (54.387 MW, 13 dicembre 2006). Gli oltre 2.400 MW di differenza del nuovo picco corrispondono ad un valore superiore al consumo di una grande citta' come Roma.

Tre i fattori determinanti la nuova punta di domanda: l'ondata di freddo intenso che sta attraversando l'Italia in questi giorni, soprattutto al Sud, caratterizzati da un brusco abbassamento delle temperature e il massiccio ricorso agli apparecchi di riscaldamento; il ricorso all'illuminazione artificiale fin dalle prime ore del pomeriggio a causa della progressiva riduzione dell'apporto di luce naturale tipica di questo periodo dell'anno; l'incremento dei consumi di energia elettrica in concomitanza con le settimane precedenti le festivita' natalizie, stimabile in circa 1.000 MW.

I margini di riserva sono comunque adeguati a coprire il fabbisogno e il sistema elettrico e' al momento in equilibrio. Il persistere di temperature rigide fa prevedere consumi sostenuti anche nei prossimi giorni. In termini percentuali, dal 2000 al 2007 il fabbisogno massimo invernale e' aumentato del 14,3%, quello estivo del 19,4%.

L'Iran riceve combustibile atomico dalla Russia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/12/2007

La prima fornitura di combustibile atomico destinato ad alimentare la centrale atomica iraniana di Busher e' stata consegnata dall'azienda russa 'Atomstroiexport'. La fornitura di uranio arricchito all'estero era una delle opzioni prese in esame per fermare il processo di arricchimento condotto in Iran che ha suscitato le preoccupazioni della comunita' internazionale e i dubbi sull'impiego civile del combustibile atomico ottenuto nelle centrifughe di Teheran.

Torna il Milan dei record, Berlusconi: calciopoli? una montatura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2007

MALPENSA - Non aveva accompagnato la squadra in Giappone (anche se c'era "con lo spirito"), ma quando è atterrato il Boeing della Japan Airlines con a bordo giocatori, allenatore e il trofeo del Mondiale per Club, Silvio Berlusconi é subito salito a bordo per abbracciare capitan Maldini e tutti i rossoneri: "Uno ad uno, e soprattutto quelli che non sono scesi in campo, perché il merito di questo successo è di tutti". Trionfale il rientro del Milan dal Giappone, in un gelido pomeriggio di dicembre. Una cerimonia, quella della coppa che sbuca dall'aereo tra le mani del capitano, che il club rossonero ha replicato con oggi 18 volte nella sua storia a livello internazionale, più di qualsiasi altro club al mondo. Dopo aver posato con Maldini e Ancelotti, Silvio Berlusconi ha passato il trofeo a tutti i suoi giocatori, perché lo sollevassero in aria. Poi se lo è messo in braccio come un amatissimo bimbo, per andare a sfogare la sua gioia davanti alle telecamere. "Come mi sento? Ormai è un'abitudine, è la terza coppa intercontinentale che vinciamo, ma è una sensazione meravigliosa". "Dà un immenso piacere questa vittoria - ha continuato il numero uno rossonero -, una vittoria che vuol dire che continueremo ad essere protagonisti. Abbiamo passato vent' anni di sogni e leggende, e speriamo di viverne altrettanti". E poco importa se finora in campionato la squadra di Carlo Ancelotti ha zoppicato e arranca a metà classifica. "Finora abbiamo avuto anche sfortuna, ma questa - è convinto Berlusconi - è una stagione meravigliosa, e questa vittoria ci darà la spinta per cominciare la rincorsa ai primi posti. Certo non al primo perché quello è appannaggio dell'Inter. Evviva". Ecco, l'Inter, prossima avversaria nell'attesa stracittadina di domenica. Su tutte le polemiche sollevate dalle parole del tecnico nerazzurro Roberto Mancini, sembra aver messo una pietra una telefonata fra i due presidenti. "Oggi mi ha telefonato Massimo Moratti per fare i complimenti a me e alla squadra e ci siamo dati appuntamento per il derby. Quel giorno innalzeremo i calici per il Milan e per l'Inter, noi campioni del mondo loro in testa al campionato, e brinderemo anche alla città di Milano", ha annunciato il presidente rossonero. Il Milan potrà vincere il derby. Certo, dovrà semplicemente "fare il Milan". Sollecitato poi da una domanda sulla soddisfazione che si è preso il Milan con la conquista del trofeo mondiale, a ripagare anche le amarezze di Calciopoli, Silvio Berlusconi ha tirato un affondo: "L'avete capito o no che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, noi l'abbiamo subita e abbiamo perso qualche scudetto". Il presidente ha dedicato anche qualche parola a Ronaldo, il perenne infortunato: "Sembra sempre pronto, poi però succede qualcosa che non si capisce". "Io comunque continuo a sognare l'avverarsi del famoso, o forse ormai famigerato - ha aggiunto ridendo - trio brasiliano, con Kakà a fare il n. 10 dietro Pato e Ronaldo". Per dare tregua ai reduci dalla missione nipponica, i festeggiamenti sono rinviati a giovedì sera, quando i tifosi rossoneri potranno applaudire la coppa del Mondo per Club a San Siro nel prologo della gara di Coppa Italia contro il Catania. E in quell'occasione potranno applaudire anche Kakà, che dopo il Pallone d'oro, oggi ha ricevuto a Zurigo il Fifa World Player, premio per il miglior giocatore del mondo nell'anno. Per questo il campione brasiliano era volato direttamente da Tokio a Zurigo assieme ad Adriano Galliani.

Domenica 18 Febbraio 2007

Avvenire: ''minacce sul Concordato, per far tacere la Chiesa''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2007

CITTA' DEL VATICANO - 'Certi settori laici sviluppano un ragionamento strumentale per mettere in crisi le relazioni tra Chiesa e Stato'.

L'Avvenire rileva con preoccupazione che dopo il referendum sulla procreazione medicalmente assistita ed ora il ddl sui Dico alcuni gruppi politici chiedono con grande insistenza di rivedere il Concordato per abolire 'le forme di finanziamento delle confessioni'.

Alla vigilia dell'annuale ricevimento all'ambasciata italiana presso la Santa Sede per l'anniversario dei Patti Lateranensi, il quotidiano dei vescovi affida al professor Carlo Cardia un editoriale di prima pagina intitolato: 'Il Concordato non puo' comprare il silenzio'. 'Chiunque vede che siamo di fronte ad una specie di ritorsione censoria che chiama in causa questioni che non hanno alcun rapporto tra di loro. Quasi che il Concordato e le Intese possano comprare il silenzio delle chiese. Un salto indietro - si legge - verso l'Ottocento in controtendenza nei confronti dell'Europa'.

La liberta' della Chiesa cosi' come quella di altri culti, ha aggiunto Cardia, 'non e' oggetto di concessione da parte di alcuno, ma ha fondamento nella Costituzione elaborata col contributo di tutti e nell'ispirazione giusnaturalistica della democrazia politica'. Morale: 'forse l'agitarsi di alcuni gruppi vuole raggiunger un risultato obliquo, quello di sventolare la bandiera della laicita' per non doversi confrontare nel merito con le idee e le proposte dei cattolici'.

Manifestazione senza incidenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2007

Ieri si e' svolta in modo pacifico la manifestazione a Vicenza contro l'allargamento della base Usa nell'aeroporto Dal Molin. Alla testa di un corteo festoso uno striscione con donne, bambini, rappresentanti sindacali e gruppi collettivi.

Balletto di cifre sui partecipanti. Un balletto non solo, come avviene sempre, tra forze dell'ordine e manifestanti, ma anche tra gli stessi organizzatori della protesta. A fornire i primi numeri e' la questura di Vicenza, che alle due parla di circa 25mila persone in piazza. Un numero corretto un'ora dopo a 40mila. Secondo Cinzia Bottene, una delle portavoce del comitato 'No Dal Molin', organizzatore della manifestazione, sono state ''ampiamente superate le 100mila persone'', con la citta' praticamente ''abbracciata'' dalla gente. Ancora piu' ottimistica la stima di Rifondazione: Michele De Palma, responsabile del partito per l'organizzazione, ha infatti indicato in 200mila le presenze.

Verso le 18 il questore della citta', Dario Rotondi, ha comunicato che i manifestanti sono stati circa 70-80 mila.

AMATO, SVENTATO RISCHIO INFILTRAZIONI Il Ministro dell' Interno, Giuliano Amato, ha espresso le sue felicitazioni, oltre che alle forze dell' ordine, anche a ''tutti coloro che hanno sfilato pacificamente contribuendo a sventare il rischio di infiltrazioni e contaminazioni''. ''Che questo rischio fosse concreto - ha detto Amato - lo dimostrano l'ignobile striscione esposto e i cori provenienti da uno specifico settore del corteo che e' stato ben individuato dalle forze dell'ordine. A maggior ragione va apprezzato chi, anche accogliendo gli inviti di questi giorni, ha fatto si' che tali personaggi restassero del tutto isolati e quindi inoffensivi''.

BERLUSCONI, GIORNO TRISTE, E' CORTEO ANTI-USA ''Sono molto triste perche' mentre voi giovani siete a Napoli a discutere dei temi della liberta', migliaia di manifestanti sfilano a Vicenza contro gli Stati Uniti''. Con queste parole, pronunciate in collegamento telefonico con un convegno di giovani di Forza Italia a Napoli, il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi ha commentato la manifestazione. ''Non bisogna mai dimenticare - ha aggiunto Berlusconi secondo quanto riferito da Beatrice Lorenzin, la coordinatrice nazionale dei giovani azzurri, anche lei presente a Napoli - che tanti giovani americani come voi sono venuti a morire in Italia per la nostra liberta''' durante la seconda guerra mondiale.

PRODI, E' ANDATA COME TUTTI AUSPICAVAMO ''Come auspicato da tutti gli esponenti della maggioranza (sia quelli che ne condividevano le motivazioni, sia quelli, come me, che non le condividevano) la manifestazione di Vicenza si e' svolta in modo ordinato e corretto. Questo e' il primo e piu' importante fatto che va rimarcato''. Cosi' il presidente del Consiglio Romano Prodi commenta la manifestazione di Vicenza contro il raddoppio della base Usa.

CASSON (DS), DA ROMA LANCIATI ALLARMI INSENSATI ''Credo che da Roma non si rendessero conto della realta' veneta e si sono lanciati allarmi senza senso, che potevano creare dei rischi''. Il senatore Ds Felice Casson commenta cosi' il carattere pacifico dell' iniziativa. ''E' una manifestazione di popolo - afferma l'ex Pm - e tante persone anche non di partito sono venute da me a ringraziarmi. La gente di Vicenza aveva bisogno di sentire un sostegno esterno''. Quanto al significato politico della manifestazione, il senatore diessino non ha dubbi: ''La gente ha bisogno di partecipare alle decisioni''.

CENTO,CORTEO DIMOSTRA CHE LA QUESTIONE NON E'CHIUSA ''Il corteo dimostra che la questione non e' chiusa perche' c'e' un pezzo di societa' che questo ampliamento della base non lo vuole. Bisognera' farci i conti''. Lo sottolinea Paolo Cento, sottosegretario all'Economia, partecipando ad un approfondimento che LA7 dedica alla manifestazione di Vicenza.

FERRERO, SI FACCIA REFERENDUM PER DECIDERE SU BASE ''Grazie al popolo di Vicenza, a quanti hanno preso parte all'enorme manifestazione, per la lezione di democrazia che ha dato a tutto il paese e alla politica. Il popolo della pace e' il contrario del terrorismo, come ha dimostrato oggi il popolo di Vicenza''. Cosi' il ministro per la Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero commenta il corteo di Vicenza. ''Adesso - prosegue - tocca alla politica dare una risposta a questo popolo della democrazia e della pace: a Vicenza si deve fare un referendum per permettere che si decida democraticamente sulla base''.

DILIBERTO,GOVERNO NON CADRA' PER UNA BASE AMERICANA ''Ho visto tutte le bandiere dei partiti dell'Unione: ci sono bandiere della Margherita, dei Ds, della Cgil come del Pdci e di Rifondazione. Il governo Prodi deve tener conto del popolo della pace che e' gran parte del suo elettorato''. Lo afferma Oliviero Diliberto. Il segretario dei Comunisti Italiani sottolinea che ''se nel governo si dovesse condividere tutto'' allora ''staremmo in un unico partito''. ''Ci sono delle differenze - osserva ancora - ma il governo non cadra' certo per una base americana''.

Asteroide contro la Terra, trattore spaziale per salvarla

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2007

SAN FRANCISCO - La minaccia arriva dallo spazio: ma niente invasioni aliene, bensì un'asteroide che in stile 'Armageddon' potrebbe colpire la Terra nel non lontanissimo 2036. Per questo secondo alcuni scienziati le Nazioni Unite dovrebbero assumersi la responsabilità di coordinare una missione spaziale per deviare la traiettoria dell'oggetto cosmico ed evitare l'impatto con il nostro Pianeta. L'ipotesi su cui si lavora è quella di finanziare una sorta di "trattore gravitazionale" che potrebbe sfruttare proprio la forza di gravità per 'agganciare' l'asteroide vagante senza toccarlo e trascinare l'indesiderato oggetto definitivamente lontano dall'orbita terrestre.

A lanciare l'appello - durante la conferenza annuale dell'Associazione americana per la promozione della scienza (Aaas), in corso a San Francisco (California) - è stato un gruppo di astronauti, scienziati e ingegneri: secondo i loro calcoli Apophis - questo il nome dell'asteroide -, con un asse maggiore di circa 400 metri e un peso di 46 miliardi di chili, incrocia già pericolosamente l'orbita terrestre due volte l'anno e avrebbe una probabilità su 45 mila di colpire il Pianeta azzurro il 13 aprile del 2036. Per questo sarebbe bene prendere precauzioni.

La settimana prossima, ha riferito Rusty Schweickart, ex cosmonauta dell'Apollo 9, ci sarà un incontro con il Comitato per gli usi pacifici dello spazio delle Nazioni Unite al quale il gruppo di scienziati presenterà un rapporto aggiornato sugli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra: "Per quanto basse - ha puntualizzato Schweickart - le probabilità di impatto con uno di questi corpi non sono nulle e in caso di collisione, tutti i paesi del mondo, nessuno escluso, sono a rischio".

L'ex cosmonauta ha annunciato che il gruppo presenterà una formale proposta all'Onu nel 2009, dopo una serie di consultazioni ad alto livello da svolgersi nel frattempo per accumulare dati e presentare più dettagliatamente possibile la minaccia. E, ovviamente, le possibili soluzioni.

Prima di arrivare all'idea del "trattore gravitazionale", erano state due infatti le ipotesi prese in considerazione ma poi scartate perché potenzialmente più pericolose della minaccia: la prima prevedeva l'esplosione di un ordigno nucleare accanto all'asteroide - proprio sulla scia del film con Bruce Willis, anche se al cinema l'asteroide killer era grande quanto il Texas - mentre la seconda suggeriva l'impianto di propulsori direttamente sulla superficie dell'oggetto, per spararlo nello spazio più remoto. Entrambe però, hanno spiegato Schweickart e il suo collega Ed Lu, non facevano i conti con il materiale estremamente friabile di cui gli asteroidi sono composti e che avrebbero potuto trasformare l'oggetto spaziale in una pioggia di detriti che sarebbe precipitata sulla Terra con effetti catastrofici. Di qui la pensata del "trattore" teleguidato, che avrebbe il doppio vantaggio di avvicinare Apophis senza toccarlo e portaselo "gentilmente" a spasso nello spazio grazie alla forza di gravità e a dei propulsori esili ma efficaci.

La Terra sarebbe così salva, e alla modica cifra di 300 milioni di dollari che dovrebbero servire a finanziare una missione di 12 giorni. Lanciare il 'trattore' il più presto possibile, hanno suggerito i due scienziati, non solo ridurrebbe la quantità di energia necessaria per deviare l'asteroide ma aumenterebbe - e di molto - le chance di successo della missione. Evitando che un territorio grande come l'intera Italia venga spazzato via dall'impatto e che una nube di polveri e gas oscuri per lungo tempo la luce del Sole.

USA. Inchiesta shock del Washington Post: l'inferno del Walter Reed nel dayospital dei reduci dell'Iraq

Rai.it, http://www.rai.it/news, 18/02/2007

Molti reduci dall'Iraq rientrano con ferite pesanti

Washington, 18 febbraio 2007

Dietro la porta dello specializzato d'artiglieria Jeremy Duncan, un pezzo di parete è piegato e penzola nel vuoto, appesantito da una coltre di muffa. Quando questo militare ingegnere ferito entra nella sua doccia e guarda in su, può intravvedere il fondo della vasca da bagno del piano di sopra attraverso un buco.

Mentre la Casa Bianca è alle prese con i costi politici ed economici della guerra in Iraq, migliaia di reduci dal paese mediorientale ma anche dall'Afganistan combattono un'altra guerra nel silenzio, fra sterco di topi, muffe, scarafaggi. Lo rivela un'inchiesta di Dana Priest e Anne Hull del Washington Post sul Walter Reed Medical Center, l'ospedale alle porte della capitale dove si fanno curare i presidenti degli Stati Uniti.

Dopo cinque anni di guerra uno dei fiori all'occhiello della medicina militare americana è affiancato da un padiglione 'da terzo mondo' dove vengono curati feriti e amputati di rientro dal fronte.

Due giornalisti sono entrati nel 'blocco 18', uno dei cinque dove centinaia di soldati feriti o mutilati in Iraq trascorrono una convalescenza spesso difficile. L'edificio funziona come centro di day hospital. "Il muro è decrepito - scrivono - coperto da una muffa nerastra. L'odore è di cibo andato a male. Segni di trascuratezza sono ovunque: sterco di topi, scarafaggi a pancia in su, moquette macchiata, vecchi materassi".

Il reportage è destinato a far scalpore, perché negli USA il Walter Reed è considerato un ospedale all'avanguardia. In effetti, lo è ancora, ma basta girare l'angolo e raggiungere il day hospital per imbattersi nel lato oscuro e doloroso della guerra, quello di chi è tornato dal fronte senza un piede, un braccio, una gamba.

Abbiamo fatto la guerra. Siamo tornati in patria feriti. Ora però siamo in un limbo burocratico in cui nessuno sa come curarci, ha detto al giornale il sergente di Marines Ryan Groves, 26 anni, un grande amputato che ha vissuto al Walter Reed per 16 mesi.

Il Washington Post ha passato quattro mesi nell'inferno dei pazienti dell' 'altro Walter Reed', tra quasi settecento soldati che hanno lasciato i letti del reparto, ma hanno tuttora bisogno di terapie in attesa che venga deciso il loro congedo o il ritorno nei ranghi. I convalescenti gravitano per mesi, alcuni di loro per anni, attorno all'ospedale, occupando ogni letto disponibile e decine di alberghi vicini affittati a questo scopo dalle Forze Armate. Mancano gli infermieri, gli psicologi e gli assistenti sociali: in molti casi ai soldati convalescenti viene chiesto di occuparsi dei commilitoni che stanno peggio di loro. I feriti curano altri feriti e a militari con gravi traumi psicologici viene chiesto di sorvegliare altri considerati a rischio suicidio.

E così tornati a casa, in un letto precario e in un ambiente indecoroso, quanti hanno prestato servizio per l'esercito del proprio paese rimettendoci l'integrità fisica - è la conclusione del Washington Post - affrontano l'oblio dell'amministrazione e i ritardi della burocrazia, che non riesce neppure a far arrivare i fondi per rinnovare alcune delle dotazioni delle camere del day ospital. "Ci sono scarafaggi. L'ascensore dal garage non funziona - racconta un soldato ricoverato nell'edificio 18 - Lo odio. La porta del garage non funziona. Spesso non funziona il riscaldamento, ogni tanto manca l'acqua. Ho chiesto al mio sergente di andarmene. Ho parlato con i dottori e lo staff medico. Mi hanno detto che mi devo abituare al mondo di fuori... Il mio sergente mi ha detto a muso duro: "Arrangiati!"

Italia soffocata dallo smog, meglio acqua e verde

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2007

ROMA - Sono inquinamento atmosferico e acustico, consumi energetici e rifiuti le note dolenti dell'Italia, mentre si salvano ancora acqua e foreste. Continuano ad essere superati i limiti stabiliti per le polveri sottili (Pm10) ed è il Nord Italia a respirare peggio: nel 2006 risultavano fuorilegge già a febbraio Milano, Torino,Venezia e Bologna; a marzo Roma; a giugno Genova e Firenze; a ottobre Bari. Il trasporto è la prima sorgente di inquinamento di Pm10 con un contributo complessivo del 43% sul totale, dove il 27% arriva da quello su strada. Questa la fotografia scattata dall'Annuario Apat 2007 presentato oggi a Roma. Nel mirino il trasporto su gomma, per il quale gli italiani detengono il record europeo di 43 milioni di veicoli (compresi motocicli e vetture commerciali), circa 0,74 per abitante.

Dal 1990 al 2005 cresce poi il trasporto merci di oltre il 30%, dove quello su strada costituisce circa il 70% del totale. C'é poi l'inquinamento acustico, per cui i cittadini segnalano disagi per attività commerciali e di servizio. Crescono i consumi di energia nazionali e la regione più "energivora" è la Lombardia. Sale inoltre la produzione di rifiuti e non decolla la raccolta differenziata. Diversa, invece, la situazione ecologica di fiumi, che rientrano nelle classi "ottima e buona" e di laghi, che si guadagnano un giudizio compreso tra "sufficiente e ottimo". Crescono i boschi, anche se questo trend ha subito un duro colpo dai 7.000 incendi nei primi otto mesi del 2007.

Ecco una panoramica dei principali dati:

INQUINAMENTO: sul fronte delle polveri sottili (Pm10), nel 2006, sei stazioni di monitoraggio su sei (61%) hanno superato il valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, che non andrebbe oltrepassato più di 35 volte l'anno. Per l' ozono, durante il periodo estivo 2007, sono stati registrati superamenti dell'obiettivo a lungo termine nel 93% delle stazioni. A livello di inquinamento elettromagnetico, tra il 2003 e il 2006 incremento dei superamenti dei limiti sia negli impianti radiotelevisivi (RTV) sia nelle stazioni radiobase (SRB), rispettivamente pari al 25% e 50%. Per l'inquinamento acustico, sulla base di esposti presentati dai cittadini, le più rumorose sono attività commerciali e di servizio (38%), le attività produttive (26%), i cantieri (11%) e le infrastrutture stradali (10%);

TRASPORTI: nel 2006, rispetto al 1990, aumenta del 29% il trasporto stradale privato che arriva a costituire l' 81,2% della domanda di trasporto passeggeri (di cui solo le autovetture il 75,3%). Dal 1990 al 2005 cresce il trasporto merci di oltre il 30%, di cui quello su strada costituisce circa il 70% del totale; via mare segna il 16,1%, rotaia il 9,9%, 0,4% l'aereo. Cresce del 58% circa il traffico veicolare su autostrade, tra il 1990 e il 2004; RIFIUTI: la produzione dal 1997 al 2004 cresce del 60% e passa da 87,5 milioni di tonnellate a poco meno di 140 milioni .

Aumentano del 5,5% i rifiuti urbani tra 2003 e 2005, con circa 31,7 milioni di tonnellate. Nel 2005 il Centro produce circa 633 kg per abitante, seguito dal Nord con 533 kg per abitante e poi dal Sud, con 496 kg per abitante;

ENERGIA: gli impieghi finali di energia elettrica sono cresciuti del 43,2% tra il 1990 e il 2006 (dato provvisorio); scendono i consumi nell'industria, dal 51,7% al 46% nel 2005, mentre salgono quelli dei settori residenziale, servizi e agricoltura, dal 45,2% al 50,7%;

BIODIVERSITA': boschi minacciati dagli incendi: da gennaio 2007 ad oggi sono stati oltre 7.000 gli incendi nelle foreste, per 110mila ettari di territorio di cui 54.000 boscati. L'Italia protetta: il 14,5% del territorio ospita Zone di protezione speciale (Zps); il 15% Siti di importanza comunitaria (Sic); il 9,7% aree terrestri, mentre il 30% delle acque costiere nazionali è riserva marina;

CLIMA: incremento di 1,54 gradi dal 1981 al 2006 e nel corso degli ultimi 46 anni, di circa 0,94 gradi. Dal 1981 al 2006 + 21 notti tropicali rispetto allo stesso periodo, con temperatura minima uguale o sopra 20 gradi.

Basta wi-fi nelle biblioteche di Parigi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2007

PARIGI - Stop all'installazione del Wi-Fi nelle biblioteche comunali della capitale francese. Lo ha stabilito il Comitato d'igiene e sicurezza della direzione degli affari culturali del Municipio di Parigi, che ha imposto una moratoria. Il motivo - spiega Le Monde, rivelando l'informazione - è che il personale aveva detto di accusare disturbi vari, come mal di testa, malessere, vertigini, dolori muscolari. "Si sa poco sul Wi-Fi, sulle frequenze utilizzate", ha detto al quotidiano Paolo Vecchia, del dipartimento tecnologie e salute dell'Istituto superiore di sanità di Roma.

Per lui la principale difficoltà è data dal fatto che queste tecnologie evolvono rapidamente e non si ha quasi il tempo di approfondirle. Pochi quindi anche i dati scientifici a disposizione su eventuali problemi sanitari causati dall'utilizzo del Wi-Fi. "Ci si può chiedere se è possibile e realista intraprendere degli studi epidemiologici difficili, costosi e molto lunghi per ciascuna tecnologia, o se non conviene estrapolare qualche risultato a partire dai risultati ottenuti sulla telefonia mobile", ha aggiunto Vecchia. Per esempio si potrebbe scoprire che il Wi-Fi potrebbe causare meno problemi del cellulare che utilizza una frequenza più bassa (da 890 a 960 mega hertz).

"L'energia elettromagnetica penetra meno profondamente via via che la frequenza aumenta", ha spiegato Vecchia. Il ministero della sanità francese ha comunque chiesto all'Afsset, l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria dell'ambiente e del lavoro, un rapporto sulle radiazioni non ionizzanti che riguardano la connessione Wireless e l'uso del cellulare da parte dei bambini che sarà reso noto alla fine del prossimo anno. Secondo Elisabeth Cardis del Centro internazionale di ricerche sul cancro (Circ) i risultati fino ad oggi dello studio epidemiologico internazionale Interphone portato avanti in tredici paesi sugli eventuali legami tra telefonia mobile e tumori al cervello mostrano un aumento del rischio, che è talvolta doppio, di contrarre diversi tumori. Secondo questo studio "la grande maggioranza delle esposizioni alle frequenze radio è dovuta a tre fattori: il cellulare, il telefono cordless a casa, il forno a micro-onde".

UN ANNO A SCUOLA CON WI-FI COME 20 MINUTI TELEFONINO

Stare un anno a scuola con una rete wi-fi attiva equivale a un'esposizione pari a quella che si ha parlando per 20 minuti al telefonino. E' la conclusione del più recente studio sugli effetti dei dispositivi wi-fi sulla salute, pubblicato nel settembre scorso dall'Agenzia britannica per la protezione della salute. Secondo il rapporto non ci sono evidenze di pericoli per la salute dovuti all'esposizione a una rete wi-fi, ma occorrono comunque ulteriori ricerche prima di trarre conclusioni definitive. Alla luce di queste osservazioni, alcune istituzioni, come è accaduto in Francia, preferiscono adottare un principio precauzionale per limitare l'esposizione. Sempre nel settembre scorso, per esempio, il ministro tedesco dell'Ambiente ha invitato i cittadini a ridurre al massimo l'uso delle reti wi-fi e a preferire la tradizionale tecnologia con i cavi fino a quando non sia stata dimostrata chiaramente la non pericolosità delle comunicazioni senza fili. Diverse le conclusioni dello studio britannico, secondo il quale "tutti gli esperti consultati, sia in Gran Bretagna che all'estero, hanno indicato che è inverosimile che ci siano rischi per la salute dovuti all'esposizione a reti wireless". Il rapporto rileva inoltre che "quando sono state eseguite misurazioni nelle scuole, le tipiche esposizioni dovute alle reti wi-fi erano pari a 20 milionesimi rispetto ai livelli di esposizione alle radiazioni indicati nelle linee guida internazionali. Per avere una misura di paragone, un bambino che usa un telefono cellulare riceve una quantità di radiazioni pari al 50% di quelle previste nelle linee guida. Di conseguenza stare per un anno in una classe vicina ad una rete wireless equivale a 20 minuti al telefonino. La conclusione - secondo il rapporto - è che se le reti wi-fi devono essere escluse dalle scuole, allora la rete per la telefonia mobile non dovrebbe essere più utilizzata, così come radio e tv, i cui segnali hanno un'intensità paragonabile a quella delle reti wi-fi".

Berlusconi: via pm che gettano discredito su magistratura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2007

ROMA - Silvio Berlusconi torna sull'inchiesta di Napoli e, nel sottolineare che ormai si è raggiunto il "ridicolo", auspica che i pm che "gettano discredito" sulla categoria vengano "mandati via". Lo ha detto lo stesso Cavaliere poco prima di far rientro a Palazzo Grazioli.

Conversando con i cronisti poco prima di varcare il portone di via del Plebiscito, il leader di Forza Italia ha detto di aver riscosso un "successo incredibile" in giro per l'Italia sul progetto del Popolo della libertà. Poi, a proposito delle cose da fare nel Paese, ha sottolineato le sue "priorità ": in primo luogo la sicurezza e poi la pressione fiscale che ha raggiunto "livelli incredibili". Anche la giustizia, ha sottolineato l'ex premier, è una priorità: "siamo a livelli di ridicolo, guardate cosa è successo a Napoli", ha aggiunto riferendosi all'inchiesta per presunta corruzione dei senatori della procura partenopea nei suoi confronti.

Poi dicono - ha proseguito - che solo l'8 per cento degli italiani ha fiducia nella magistratura: mandassero via i giudici che gettano discredito sui giudici per bene che fanno il loro dovere. "A Bologna - ha concluso ricordando un recente comizio - mi hanno detto 'fatti processare'. Ma come, io che sono il campione mondiale di audizioni fatte?". Alla domanda se il generale Roberto Speciale entrerà in Fi, Berlusconi ha risposto: "Non so nulla, non voglio dire nulla".

Il testo della Risoluzione sulla moratoria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2007

Ecco il testo della risoluzione sulla moratoria della pena di morte approvata oggi dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite: "L'Assemblea generale, Guidata dagli obiettivi e dai principi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite; Richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo, la Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici e alla Convenzione per i diritti del bambino; Richiamando le risoluzioni sulla "questione della pena di morte" adottate nel corso degli ultimi dieci anni dalla Commissione per i diritti umani in tutte le sue sessioni consecutive, la più recente essendo la E/CN4/RES/2005/59 che ha esortato gli Stati che mantengono la pena di morte ad abolirla completamente e, nel frattempo, a stabilire una moratoria sulle esecuzioni; Richiamando gli importanti risultati raggiunti dalla ex Commissione per i Diritti umani sulla questione della pena di morte e contemplando che il Consiglio per i diritti umani possa continuare a lavorare su questo tema; Considerando che la messa in atto della pena di morte va a minare la dignità umana e convinti che una moratoria sull'esecuzione della pena di morte contribuisca alla promozione e al progressivo sviluppo dei diritti umani; che non c'é prova definitiva del valore della pena di morte come deterrente; che qualsiasi errore o fallimento della giustizia sull'applicazione della pena di morte è irreversibile e irreparabile; Accogliendo le decisioni prese da un sempre maggiore numero di stati nell'applicare una moratoria sulle esecuzioni, seguita in molti casi dall'abolizione della pena di morte;

1) Esprime la sua profonda preoccupazione per il sussistere dell'applicazione della pena di morte;

2) Esorta gli stati che mantengono la pena di morte a:

a) rispettare gli standard internazionali che salvaguardano i diritti di coloro che sono in attesa dell'esecuzione della pena capitale, in particolare gli standard minimi, come stabilito dall'allegato alla risoluzione 1984/50 del Consiglio economico e sociale

b) fornire al Segretario generale informazioni riguardanti la messa in atto della pena capitale e l'osservanza delle clausole di salvagaurdia dei diritti di coloro che sono in attesa dell'esecuzione della pena di morte

c) restringere progressivamente le esecuzioni e ridurre il numero dei reati per i quali la pena di morte può essere imposta

d) stabilire una moratoria sulle esecuzioni in vista dell'abolizione della pena di morte.

3) Esorta gli stati che hanno abolito la pena di morte a non reintrodurla;

4) Chiede al Segretario generale di riferire sull'applicazione di questa risoluzione nella 63esima sessione;

5) Decide di continuare la discussione sul tema nella 63esima sessione all'interno dello stesso punto dell'agenda".

Lunedì 19 Febbraio 2007

Tra Italia e Vaticano colloquio chiarificatore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

ROMA - "Naturalmente" è la risposta che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dato al termine dell' incontro tra la delegazione italiana e quella vaticana per la celebrazione dell' anniversario dei Patti Lateranensi ad un giornalista che gli chiedeva: "Presidente, è soddisfatto dell' incontro?".

P.CHIGI, SU FAMIGLIA CHIARITE POSIZIONI - L'incontro all'ambasciata italiana presso la Santa Sede è stato preceduto da un "cordiale e sereno colloquio" tra il Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone e il Presidente del Consiglio Romano Prodi nel corso del quale sono stati toccati diversi argomenti. Tra questi anche quello della famiglia, sul quale "si sono precisate e chiarite in modo costruttivo le rispettive posizioni": è quanto si afferma in una nota di Palazzo Chigi.

RAPPORTI RAFFORZATI - "L'incontro odierno tra la delegazione dello Stato della Città del Vaticano e la delegazione italiana, svoltosi all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede in occasione delle celebrazioni per i Patti Lateranensi - si legge nella nota di Palazzo Chigi - ha costituito l'occasione per dialogare su numerosi questioni bilaterali, trovando particolare sintonia sui temi relativi alla politica internazionale e soprattutto sulla necessità di moltiplicare gli sforzi e la collaborazione al fine di alimentare le politiche per la pace, in particolare in sede Onu e Ue e per affrontare i problemi dei Paesi meno sviluppati". "Da questi colloqui - conclude la nota di Palazzo Chigi - i rapporti tra lo Stato italiano e la Santa Sede sono usciti ulteriormente rafforzati"

PRODI, COME E' ANDATA? BENE, BENISSIMO- "Come è andata? Bene, benissimo". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi, lasciando l'ambasciata italiana presso la Santa Sede dopo l'incontro con la delegazione vaticana in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi.

D'ALEMA,GOVERNO AIUTA DIALOGO CON CINA - Il governo italiano è "sempre impegnato" ad aiutare il dialogo tra Santa Sede e Cina. "E questo per arrivare ad un rapporto pieno". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema uscendo dal vertice all'ambasciata italiana presso la Santa Sede. Africa, Medio Oriente e la situazione in Sudan. Sono questi i temi di politica internazionale che sono stati affrontati durante il vertice tra Vaticano e governo italiano all'ambasciata italiana presso la Santa Sede. "Abbiamo parlato di Medio Oriente anche per fare il punto della situazione", poi "dell'Africa e del Sudan". Infine, ha aggiunto, D'Alema "anche delle questioni sulle quali c'é una maggiore convergenza" con il Vaticano.

50 MINUTI DI COLLOQUIO TRA LE DELEGAZIONI - E' durato oltre 50 minuti, all'ambasciata d'Italia presso la Sante Sede, l'incontro tra le delegazioni italiana e vaticana in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi. Al termine dell'incontro sono stati molto positivi i commenti dei politici e delle autorità istituzionali italiane. Alla domande di un giornalista se fosse soddisfatto dell'incontro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto: "Naturalmente". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha risposto: "Bene, benissimo" a chi gli chiedeva come era andato il colloquio; e il vicepremier Francesco Rutelli ha definito l'incontro "un ottimo colloquio".

RUTELLI, UN OTTIMO COLLOQUIO,E' ANDATA BENE - "E' stato un ottimo colloquio. E' andata bene". Così il vice premier Francesco Rutelli, conversando con i giornalisti, ha commentato l'esito dell'incontro tra il governo e i vertici del Vaticano all'ambasciata italiana presso la Santa Sede.

CARD.RUINI, E' ANDATO TUTTO BENISSIMO - "Tutto benissimo". E' la risposta che il presidente della Cei, Camillo Ruini, ha dato ai giornalisti che al termine dell'incontro tra la delegazione italiana e quella vaticana per la celebrazione dei Patti Lateranensi lo pressavano per avere notizie sull'esito dei colloqui. "Ma non mi uccidete", ha detto il porporato di fronte alla ressa dei microfoni e dei taccuini che lo assediavano da ogni lato prima di lasciare il luogo del colloquio.

BERTONE, ITALIA CI DA' UNA MANO CON LA CINA -"L'Italia nei suoi rapporti con la Cina spinge ad un'apertura verso la Santa Sede. L'Italia sarebbe contenta che si affrettassero le relazioni diplomatiche ma la Cina come la Chiesa non dico che abbia tempi biblici ma sicuramente ha prospettive lunghe. Il card. Tarcisio Bertone, segretario di stato Vaticano, si mostra soddisfatto dai colloqui avuti con i vertici delle istituzioni italiane durante l'incontro all'ambasciata italiana presso la Santa Sede per l'annuale ricevimento commemorativo della firma dei Patti Lateranensi. Il segretario di stato racconta ai giornalisti che i colloqui si sono svolti con "serietà e serenità" e si sono affrontati non solo problemi italiani perché "come sapete bisogna anche andare fuori dall'Italia".

CARD. BERTONE, FAMIGLIE PRIORITA' PER ITALIA - "Si è parlato dell'applicazione del Concordato, delle famiglie che sono una priorità per l'Italia, delle provvidenze per le famiglie come dice l'articolo 31 della Costituzione". Lo ha riferito, parlando con i cronisti, il cardinal Tarcisio Bertone al termine della cerimonia per l'anniversario dei Patti Lateranensi. "Dei Dico - ha scherzato Bertone - preferirei dire non dico, ma naturalmente si è parlato anche di quello chiarendo le rispettive posizioni".Sempre Bertone ha voluto sottolineare "esplicitamente l'apprezzamento per l'impegno dell'Italia in Medio Oriente e per la tutela dei luoghi santi". Il cardinale ha fatto questa precisazione attraverso il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dopo aver rilasciato una dichiarazione ai giornalisti al termine dell'incontro tra la delegazione vaticana e quella italiana in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi.

SIR: RELAZIONI ECCELLENTI - Le relazioni tra l'Italia e la Santa Sede sono tradizionalmente buone, anzi 'eccellenti'". Lo scrive il Sir nella sua nota settimanale dedicata al Concordato, nella quale riprende la qualifica di "eccellenti" data delle relazioni bilaterali dal presidente Giorgio Napolitano il 20 novembre durante la visita al Papa. L'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei ribadisce inoltre che per la Chiesa "affermare i principi e valori coinvolti nelle scelte legislative di questi anni" da un lato è un "dovere, dall'altro è un contributo allo sviluppo della democrazia".

Uranio: osservatorio; un altro morto, vittime salgono a 45

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

ROMA - Un giovane militare di 24 anni, è morto due giorni fa a Roma per un tumore dovuto ad una presunta contaminazione da uranio impoverito. Lo rende noto Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, secondo cui salgono così a 45 le vittime della cosiddetta Sindrome dei Balcani, mentre i malati sono 513. Il giovane, riferisce Leggiero, era un volontario dell'Esercito, più volte in missione nell'area balcanica, dalla quale era tornato affetto da Linfoma di Hodgkin. "Gli era stata riconosciuta la causa di servizio - aggiunge Leggiero - ma non aveva ancora preso un soldo".

La morte è arrivata dopo una lunga malattia e quattro trapianti. I funerali di A.D.I., che aveva 30 anni (e non 24, come riferito in precedenza), si sono già svolti ad Acerra, dove il militare era nato. La sua attività professionale si è svolta nel 19/o reggimento 'guide' di Salerno e "la missione nella famigerata 'Tito Barrak' di Sarajevo - riferisce Leggiero - gli è stata fatale". Secondo il responsabile Comparto Difesa dell'Osservatorio militare "sono ben 13 le vittime tra i soldati che hanno prestato servizio nella caserma maledetta". A.D.I. lascia la fidanzata e i genitori, "che hanno dato fondo a tutte le già scarse risorse che avevano per curare e stare vicino al loro caro fino all'ultimo momento". La stessa famiglia, sottolinea Leggiero, ha voluto che la morte fosse resa nota solo in un secondo momento "per evitare l'inopportuna presenza dell'apparato militare" ai funerali.

MENAPACE, SIAMO A 45 MORTI, 513 GLI AMMALATI

"Mi ha addolorato moltissimo la notizia della morte di un altro giovane militare italiano reduce dai Balcani - afferma in una nota la senatrice del Prc Lidia Menapace, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito -. "Adesso sono 13 (su 45) le vittime che avevano prestato servizio nella caserma Tito Barrak di Sarajevo, mentre altre 513 persone sono ammalate; - precisa la senatrice Menapace - questo ennesimo tragico decesso rende ancora più urgente ed importante la delicata missione della Commissione da me presieduta, per stabilire con certezza le cause. Tanti giovani militari e civili si sono ammalati, ignari degli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni. Agli ammalati e alle famiglie voglio assicurare il massimo impegno, mio personale e di tutta la Commissione, - conclude la senatrice - per chiarire in modo definitivo il ruolo svolto dall'uranio impoverito e poter quindi adottare i provvedimenti più adeguati per garantire la sicurezza al personale militare e civile".

Fiat: raggiunto accordo su mobilita' 2.000 operai

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

ROMA- Il Governo, la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici hanno raggiunto un accordo sulla mobilità nel Gruppo Fiat. Il verbale di intesa appena firmato a palazzo Chigi alla presenza del ministro del Lavoro, Cesare Damiano recepisce le richieste del Gruppo e dei sindacati facendo riferimento "alla misura indicata" nell'accordo raggiunto tra Fiat e sindacati il 18 dicembre scorso che prevedeva l'uscita in mobilità lunga verso la pensione di 2.000 lavoratori.

DAMIANO, DEFINITIVAMENTE SUPERATA CRISI AZIENDA - "Crediamo con oggi di poter dire al Paese che è definitivamente superata la situazione di crisi della Fiat degli anni scorsi. Questa è la premessa per lo sviluppo dell'occupazione e della tutela occupazionale". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano dopo l'accordo raggiunto sulla mobilità per 2.000 lavoratori al Gruppo Fiat.

MARCHIONNE, 20 MLD INVESTIMENTI TRA 2007 E 2010 - La Fiat punta a fare investimenti produttivi per 20 miliardi tra il 2007 e il 2010, due terzi dei quali in Italia. Lo ha detto l'amministratore delegato del Gruppo, Sergio Marchionne dopo l'incontro di oggi a palazzo Chigi. "Per noi è una fase importante, l'ultima del risanamento partito 2 anni fa. Sono estremamente contento" ha aggiunto l'ad. Fiat. Ricordando i numeri del piano industriale del Lingotto, Marchionne ha sottolineato come l'azienda intende investire circa 20 miliardi, fra il 2007 ed il 2010, in ricerca e sviluppo. Due terzi dei quali - ha assicurato - in Italia.

BIANCHI, PRONTI A CONTRIBUTO INFRASTRUTTURE T.IMERESE - Il Governo e il Ministero dei Trasporti sono pronti "a dare un contributo fattivo" per la infrastrutturazione dell'area dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Lo ha garantito - al termine delle riunione fra Governo, azienda e sindacati sulla mobilità lunga - lo stesso ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. "Pensiamo - ha detto infatti Bianchi - di poter dare un contributo fattivo. E' necessario il completamento delle infrastrutture, ad iniziare dal porto".

T.IMERESE;CUFFARO,REGIONE SICILIA PRONTA FARE SUA PARTE - La regione Sicilia "é pronta a fare la sua parte" per il rilancio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Lo ha assicurato il presidente delle regione Salvatore Cuffaro. Al termine della riunione fra Governo, azienda e sindacati, Cuffaro ha garantito infatti che l'ente regionale è pronto a contribuire "nell'infrastrutturazione", con particolare riferimento al porto e all'interporto, e a "utilizzare risorse per abbattere il costo del lavoro e per la formazione"

Energia: arriva il piano del governo in sei mosse

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

ROMA - Sei azioni per un pacchetto eco-energetico. Il Governo, alla presenza del premier Romano Prodi, dei ministri dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, dell' Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, del vice ministro dell' Economia, Vincenzo Visco, ha presentato il pacchetto "Clima - Efficienza energetica - Innovazione industriale". Due i fronti di lavoro: uno sulla domanda e uno sull' offerta. Per quanto riguarda la domanda, diventano operativi i benefici previsti dalla finanziaria 2007, con l' emanazione dei decreti attuativi su riqualificazione degli edifici (innalzamento dal 36% al 55% della detrazione fiscale per eco-interventi); efficienza nell' industria; mobilità sostenibile (-20% carico fiscale per gpl); fondo di Kyoto (600 milioni di fondo rotativo per il triennio 2007-2009). Il pacchetto del Governo prevede anche, al secondo punto, incentivi al fotovoltaico; potenziamento dei certificati bianchi; revisione del meccanismo di incentivazione delle fonti rinnovabili; incentivazione alla cogenerazione ad alto rendimento; impulso alla bio-edilizia.

PRODI, NUOVE MISURE PER CAMBIARE REGISTRO

Un "pacchetto organico di misure fiscali, economiche e di cambiamenti organizzativi" che "era ora di compiere", perché "dobbiamo cambiare registro sulle politiche energetiche. L'Italia ne ha un bisogno enorme, più di altri paesi". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi, nel corso di una conferenza stampa al ministero dello Sviluppo Economico, commenta la presentazione del nuovo piano nazionale per l'energia. Le misure prese dal governo sono la dimostrazione che l'esecutivo "si occupa dell'ambiente - dice Prodi - e che dunque questo è un governo verde in modo attivo e non solo passivo".

Prodi esprime la propria "soddisfazione" per il lavoro fatto dai ministri Bersani e Pecoraro Scanio e dal viceministro all'Economia Visco: "Serve - dice infatti il premier - ottimizzare le risorse e fare ricorso a nuove forme di energia che devono mobilitare la domanda e l'offerta". Il presidente del Consiglio sottolinea come l'Italia sia un "grande importatore di energia", anche in confronto ad altri paesi europei. "Non possiamo - prosegue Prodi - continuare ad andare avanti sprecando energia e con la mancanza di coscienza per gli interessi nazionali e mondiali". Serve dunque "risparmiare energia, ridurre l'impatto ambientale e migliorare l'offerta per l'interesse del paese, ma anche per il dovere che abbiamo a livello mondiale. La nostra industria è rimasta indietro - dice ancora il premier - ma siamo in tempo". Prodi sottolinea come "nel mondo ci siano stati cambiamenti strepitosi e un enorme flusso di capitali: degli elementi di novità di fronte ai quali è inammissibile che l'Italia rimanga fuori".

VISCO, DA NUOVO PACCHETTO RISPARMI FINO A 20%

Il nuovo pacchetto sull'energia presentato oggi può portare risparmi energetici "fino al 20% dei consumi attuali". Lo ha detto il vice ministro all'Economia, Vincenzo Visco , spiegando che se "contribuiamo alla diffusione dei pannelli solari e degli edifici a norma in materia di efficienza energetica, ciò ridurrà i costi del paese". Il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha quindi aggiunto che: "Se raggiungiamo gli obiettivi di un risparmio energetico del 20% possiamo evitare di importare energia".

PECORARO, VIA A LENZUOLATA VERDE

''Oggi vareremo una lenzuolata verde sull'energia e sara' solo verde finche' ci saremo noi al governo. Non sara' nera come il carbone e ne' radioattiva come il nucleare''. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio arrivando al vertice con il premier Prodi e il ministro dello Sviluppo economico Bersani, per presentare il pacchetto energia. ''L'obiettivo - ha detto Pecoraro Scanio - e' il protocollo di Kioto,. Dobbiamo cambiare il modo di fare energia, piu' rinnovabili e piu' efficienza. Sprechiamo il 20% e questo incide in modo negativo sia sulla bolletta che sull'ambiente. Oggi - ha concluso - annunciamo ulteriore avvio di innovazione''.

BERSANI, UN MILIARDO IN 3 ANNI PER ECO-INDUSTRIA

Nel nuovo pacchetto energia, presentato oggi dal ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, sono compresi i fondi per un miliardo di euro da destinare, nell'arco di tre anni, all'eco-indusrtria, cioe' l'industria che utilizza meno energia nei processi produttivi e che produce nuovi prodotti per piu' risparmio energetico e lo sviluppo delle rinnovabili. Lo ha detto lo stesso ministro Bersani, spiegando che la prima parte dell'importo e' rappresentata da 350 milioni di euro che verranno mobilitati immediatamente attraverso il fondo per la competitivita' istituito nella finanziaria. A tali somme si aggiungeranno anche risorse provenienti dal fondo investimenti in ricerca scientifica e tecnologica First con una dotazione complessiva di un miliardo di euro. Infine, a queste risorse di aggiungeranno quelle previste per la programmazione collegata all'utilizzo dei fondi comunitari 2007-2013 e quella dei fondi aggiuntivi nazionali (Fas), per le quali si prevede un programma specifico nel Mezzogiorno destinato alle rinnovabili e al risparmio energetico per una somma di 2,35 miliardi al 2013.

Rice, Olmert e Abu Mazen per obiettivo due stati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

GERUSALEMME - Il dialogo continuera': e' la decisione presa oggi a Gerusalemme dal presidente palestinese Abu Mazen e dal premier israeliano Ehud Olmert durante il vertice trilaterale che hanno tenuto con il segretario di stato Usa Condoleeza Rice: in una breve dichiarazione alla stampa dopo circa due ore e mezzo di colloqui a tre il capo della diplomazia Usa ha annunciato che i due leader ''si rivedranno presto''.

''Abbiamo confermato il nostro impegno per una soluzione con due stati e concordato che uno stato palestinese non puo' nascere fra la violenza e il terrore'' ha affermato Rice. Il vertice a tre - tenuto in un grande albergo di Gerusalemme circondato da ferree misure di sicurezza - ha inoltre lanciato un appello per il rispetto della tregua concordata in novembre fra israeliani e palestinesi, e confermato l'impegno per l'attuazione degli accordi precedentemente raggiunti compresa la Road Map.

Rice ha confermato che gli Usa rimarranno implicati nel dialogo fra israeliani e palestinesi. Olmert e Abu Mazen, ha detto, ''hanno rinnovato l'auspicio di una partecipazione e di una leadership americana per facilitare gli sforzi per superare gli ostacoli e riunire un appoggio regionale e internazionale per l'obiettivo della pace''. ''Prevedo di tornare presto nella regione presto'' ha detto Rice.

Dalle dichiarazioni di Rice non sembrano emergere decisioni concrete, come previsto da molti osservatori. Le aspettative della vigilia erano state riviste al ribasso a causa delle tensioni innescate dall'accordo della mecca sulla formazione di un governo di unita' nazionale palestinese fra Hamas e Fatah. Il nuovo governo, stando alle intenzioni finora espresse, non dovrebbe rispettare le tre condizioni poste dalla comunita' internazionale: riconoscimento di Israele, accettazione degli accordi Olp pregressi, rinuncia alla violenza. Rice prima dell'incontro aveva ammesso che la situazione si era ''complicata''.

In una intervista al quotidiano Haaretz ha aggiunto oggi che avrebbe ritenuto un successo il fatto ''che abbiamo iniziato'' un dialogo in vista di un possibile rilancio del processo di pace. Nel vertice si e' parlato in particolare del nuovo governo palestinese e - ha detto Rice - delle condizioni della comunita' internazionale. Olmert e Abu Mazen hanno anche ''discusso i rispettivi punti di vista'' circa un possibile processo diplomatico e politico e ''su come andare verso la prospettiva delineata dal presidente Bush'', la soluzione dei due stati. Non e' stato indicato per ora quando i due leader potrebbero rivedersi, possibilmente ancora con il capo della diplomazia Usa.

Cervello: cruciali 'cellule stella', Einstein ne aveva di piu'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2007

ROMA - Forse non è un caso che l'unica differenza tra il geniale cervello di Albert Einstein e quello di soggetti normali fosse la presenza di un numero più elevato di 'cellule stella' (astrociti), ma non di neuroni, in due aree cerebrali implicate nelle più alte funzioni cognitive. Infatti, uno studio a firma italiana pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience, mostra per la prima volta che gli astrociti, considerati finora semplici cellule 'accessorie', hanno un ruolo da 'coprotagonista' insieme ai neuroni nella trasmissione ed elaborazione delle informazioni nel cervello.

Abbiamo trovato le prime solide prove del fatto che gli astrociti modulano l'attività dei collegamenti nervosi (sinapsi) facendone variare la forza, spiega Andrea Volterra, Direttore del Dipartimento di Biologia Cellulare e Morfologia dell'Università di Losanna, il coordinatore del lavoro svolto in collaborazione con le Università di Padova e Oslo. Proprio la forza relativa delle sinapsi, precisa Volterra, "controlla il passaggio e l'elaborazione cerebrale ed è alla base della memoria e delle più alte funzioni cognitive".

Gli astrociti costituiscono il 90% delle cellule del cervello e il 50% della sua massa. Nonostante ciò, spiega Volterra, per oltre un secolo considerati la 'colla del cervello', ovvero elementi isolanti interposti tra i circuiti neuronali per ridurre la dispersione dei segnali d'informazione e aumentarne la precisione spazio-temporale, gli astrociti restavano la popolazione cerebrale più misteriosa. Adesso, usando moderni metodi di imaging, precisa, gli astrociti vengono riabilitati e si scopre tutta la loro importanza per il funzionamento del cervello.

Focalizzando la nostra attenzione su un circuito che collega la corteccia cerebrale alla sede della memoria (l'ippocampo) e il cui malfunzionamento è responsabile dei primi sintomi di declino delle capacità cognitive nel morbo di Alzheimer - racconta Volterra - abbiamo potuto osservare che, durante la trasmissione sinaptica di tale circuito, gli astrociti circostanti 'rispondevano' e, cosa ancor più importante, abbiamo notato che perturbando i segnali generati negli astrociti, inducevamo delle modificazioni nell'attività sinaptica dei neuroni. In altre parole, i nostri dati suggeriscono per la prima volta l'esistenza di sinapsi 'astrociti-neuroni' a fianco delle sinapsi classiche tra neuroni.

Le "nostre scoperte - rileva Volterra - dimostrano quindi che nel cervello sono presenti nuovi circuiti di segnalazione tra neuroni ed astrociti, la cui esistenza aggiunge vari ordini di complessità alle capacità d'elaborazione del cervello, gettando le basi per una rivoluzione concettuale riguardo alla nostra comprensione del funzionamento cerebrale". In cerca del segreto del genio di Einstein, un'analisi anatomo-patologica pubblicata nel 1985 aveva mostrato che il suo cervello aveva un numero più elevato di astrociti, ma non di neuroni, ricorda Volterra, e forse sono proprio queste 'nuove stelle' il segreto del suo genio. Adesso, conclude lo scienziato, "studieremo le implicazioni della scoperta sulle funzioni della memoria e, di conseguenza, sulle disfunzioni cognitive in patologie come l'Alzheimer".

Sono le medie inferiori la vera 'sofferenza' della scuola italiana. Stanziati 5 milioni di euro per i corsi di recupero

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2007

Sono le medie inferiori la vera "sofferenza" della scuola italiana. Secondo i dati Ocse Pisa in Italia il 35 percento degli studenti e' insufficiente in matematica, contro il 22 percento della media Ocse; in italiano e' insufficiente il 50,9 percento, contro il 43 percento della media.

Su 100 quindicenni 62 non sanno da che cosa dipendono il giorno e la notte, mentre solo il 38 percento e' in grado di dire che la terra ruota intorno al suo asse. Non solo: analizzando i dati si scopre che il 40 percento degli studenti non sa leggere un testo discontinuo e che l'83 percenmto non sa

usare tutte le informazioni. Inoltre, il 30 percento non sa interpretare una formula e un terzo non sa leggere un grafico.

Fioroni stanzia 5 milioni di euro

Partendo proprio da questi dati, il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha annunciato per gennaio un incontro con il Presidente del Consiglio, Romano Prodi e il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, per varare un piano di emergenza che preveda l'aggiornamento professionale degli insegnanti della scuola media.

Siamo di fronte ad una emergenza educativa e formativa - ha spiegato Fioroni in una conferenza stampa - che non riguarda pero' solo la scuola ma tutto il Paese. Un'emergenza che viene da lontano e che oggi si manifesta in tutta la sua gravita', nei tanti fenomeni di violenza e di bullismo che sono stati registrati recentemente. Si tratta di un fenomeno strutturale. E quando i nostri ragazzi delle scuole medie, inferiori e superiori, vengono interrogati in italiano o in matematica sembra sia al lavoro l'Inquisizione a Galileo.

Per Fioroni e' necessario dunque capovolgere la situazione e solo un approccio complessivo che vede coinvolti la scuola, le famiglie, le forze sociali, le imprese, puo' determinare questa inversione di tendenza. Insomma, il ministro della Pubblica Istruzione ammette che gli adolescenti italiani hanno un approccio scolastico quasi esclusivamente "visivo e mordi e fuggi". Eppure i bambini delle scuole elementari vengono considerati tra i migliori del mondo e poi nel passaggio tra le scuole medie inferiori e quelle superiori si perdono completamente. Fioroni ha emanato una direttiva che prevede corsi di sostegno e di recupero per la scuola media inferiore, per la prima, la seconda e la terza classe e per questo sono stati messi a disposizione 5 milioni di euro.

Napolitano: la moratoria sulla pena di morte punto di partenza, in Afghanistan l'Italia ha un impegno di lungo periodo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2007

La moratoria per la pena di morte votata ieri dalle Nazioni Unite "non è per noi un punto di arrivo, ma una base di partenza" per affermare "la dimensione etica nella politica estera". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricevendo questa mattina al Quirinale il Corpo diplomatico.

Incontrando il corpo diplomatico per gli auguri di Natale, il capo dello Stato ha definito "storico" il voto al Palazzo di Vetro e ha voluto sottolineare "l'importanza della dimensione etica" della politica estera italiana: "L'Italia crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto e stabile" e la battaglia per la moratoria sulle esecuzioni "riflette questa profonda convinzione".

Il presidente è poi tornato sulla missione italiana in Afghanistan: "E' un compito che assorbe molte energie militari, politiche, economiche, ma è un compito che dobbiamo portare avanti con pazienza e lungimiranza, una responsabilità non solo dell'Occidente, che deve impegnare anche i paesi vicini e rappresenta per l'Italia un impegno di lungo periodo".

Appalti pubblici truccati a Napoli, agli arresti anche 5 dipendenti pubblici

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2007

Il Comune di Napoli ha sospeso i cinque dipendenti arrestati nell'ambito dell'inchiesta su presunti condizionamenti di gare d'appalto. Il pm ha notificato oggi al Comune il provvedimento del giudice per le indagini preliminari.

I funzionari municipali arrestati sono Antonio Gremito, Sabatino Papa e Silvio Nastri. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per il direttore centrale della funzione pubblica del Comune di Napoli Antonio Ruggiero e per il funzionario del comune Matteo Di Nunzio, nonché per Ornella Barile caposettore di Bilancio ragioneria del Consiglio regionale della Campania, per Vincenzo Cotugno, amministratore di fatto della Fire Control, l'azienda al centro dell'inchiesta, per i suoi collaboratori Alberto Di Martino, Pasquale Sannino e Alessandra Bottone; per Vito Grassi, amministratore della Graded e vicepresidente dell'Unione Industriali di Napoli e per due funzionari della Xerox, Antonio Panuccio e Giancarlo D'Auria.

Le accuse contestate dal pm Giancarlo Novelli, della sezione reati contro la pubblica amministrazione, vanno dal concorso in corruzione alla turbativa d'asta. L'inchiesta riguarda in particolare le forniture per la realizzazione di un centro stampa presso il Comune di Napoli dal valore di sei milioni di euro, nonché la gara per il servizio di manutenzione e fornitura di estintori a tutte le strutture comunali. Per quanto riguarda il Consiglio regionale della Campania, al centro delle indagini è la gara per l'affidamento del servizio di conduzione, sorveglianza, gestione e manutenzione di impianti tecnologici.

Ad essere favorita nell'aggiudicazione degli appalti era la Fire Control, il cui amministratore aveva creato una rete di informatori tra dipendenti pubblici che gli fornivano aggiornamenti sulle gare di appalto, comprese la partecipazione di altri soggetti e le modalità per avere la meglio su altre società partecipanti al bando.

Martedì 20 Febbraio 2007

Iraq: Blair ha informato Bush inizio ritiro truppe Gb

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2007

(ANSA) - WASHINGTON, 20 FEB - Il premier britannico Tony Blair ha informato il presidente Usa George W. Bush della sua intenzione di iniziare a ritirare le truppe dall'Iraq. Lo ha annunciato in serata il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca Gordon Johndroe. (ANSA).

Iran. Ahmadinejad: stop al nucleare se l'Occidente fa altrettanto. Bbc: ecco i piani d'attacco Usa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 20/02/2007

Londra, 20 febbraio 2007

Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha affermato che il suo Paese non sospenderà il programma di arricchimento dell'uranio entro domani, come chiesto dalla nuova risoluzione approvata lo scorso 23 dicembre dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Scattano quindi le sanzioni economiche contro Teheran previste dal testo Onu. PArlando di fronte a migliaia di persone Ahmadinejad ha detto che la scadenza posta dal Consiglio di Sicurezza non "rappresenta un problema" per il suo paese che fermerà l'arricchimento dell'uranio se faranno altrettanto i paesi occidentali. "Giustizia vuole che coloro che vogliono intavolare un negoziato con noi fermino il loro programma di arricchimento nucleare. Poi potremo dialogare in un'atmosfera distesa".

El Baradei: Teheran fra pochi mesi avrà il materiale per una bomba

ElBaradei, direttore dell'Agenzia per l'energia atomica, ha dichiarato al Financial Times che l'Iran nel giro di sei mesi sarà in grado di produrre uranio arricchito su vasta scala. El Baradei riceverà oggi a Vienna il capo negoziatore iraniano Ali Larijani.

BBC: ecco piani USA per la guerra

Bbconline rivela che gli Stati Uniti hanno messo a punto un piano di attacco all'Iran molto dettagliato che coinvolge le strutture nucleari iraniane a la maggior parte di quelle militari: basi aeree e navali, centri missilistici e strutture di controllo e comando. La Bbc spiega che il piano sarebbe gia' pronto ma che gli Stati Uniti continuano a ribadire la loro intenzione di non avviare un'operazione militare contro l'Iran.

Gli Usa sono impegnati, con il resto della comunita' internazionale, negli sforzi per un congelamento dell'attivita' nucleare di Teheran. L'Onu ha chiesto piu' volte al regime iraniano di bloccare i processi di arricchimento dell'uranio, minacciando sanzioni economiche. Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha ribadito oggi che Teheran vuole "il dialogo" per risolvere il braccio di ferro sul nucleare, ma non puo' accettare le precondizioni poste dalla comunita' internazionale, cioe' la sospensione dell'arricchimento dell'uranio.

Fonti diplomatiche americane hanno riferito alla Bbc che i vertici del Comando Centrale militare della Florida avrebbero gia' individuato i primi obiettivi da colpire in Iran in caso di fallimento dei negoziati sul nucleare. La lista include le centrifughe a Natanz e le strutture a Isfahan, Arak e Bushehr.

Lo scorso 10 febbraio il Guardian, citando fonti di Washington, aveva rivelato che i piani di attacco all'Iran elaborati dal Pentagono erano in uno stadio avanzato e che l'offensiva militare si sarebbe potuta svolgere gia' in primavera.

Hillary e Segolene avanti tutta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2007

ROMA - La domanda e' sulle labbra di tutti: e' pronta l'America per una donna alla Casa Bianca? Lo e' stando ad un recente sondaggio. Potrebbe pero' non trattarsi di Hillary Clinton.Secondo i risultati di una ricerca condotta dal Siena Research Institute, una organizzazione demoscopica Usa, due terzi degli americani pensano che i tempi siano maturi per una donna presidente degli Stati Uniti.

Un'idea che sembra prendere piede anche in Francia dove la trasmissione 'Ho una domanda da fare', andata in onda ieri sera su TF1, con ospite Segolene Royal , e' stata piu' vista di quella di due settimane fa con Nicolas Sarkozy. Quanto agli Usa molti degli interpellati ritengono che un presidente donna farebbe meglio soprattutto in ambiti come l'istruzione e la salute.

L'unica reticenza e' rispetto al ruolo di Comandante in capo: secondo la maggioranza degli americani quello e' un ruolo che non si addice a una signora. I pareri favorevoli non sembrano pero' necessariamente riguardare Hillary Clinton: l'unica donna che al momento si propone come candidato presidente, i sondaggi la danno infatti a pari punti con l'ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, e col senatore repubblicano John McCain.

D'Alema: niente maggioranza? si va a casa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2007

IBIZA - "Certo, è un principio costituzionale". Così il vicepremier e ministro degli esteri Massimo D'Alema, a margine del vertice italo-spagnolo, risponde ai cronisti italiani che gli chiedono, in vista del dibattito di domani al Senato, se il governo 'andra' a casà qualora non uscisse da Palazzo Madama una maggioranza autonoma sulla politica estera.

''Non sono assolutamente preoccupato, credo che (l'ordine del giorno, ndr) lo voteranno tutti, almeno lo spero'' ha detto D'Alema. Il ministro precisa di non aver ''interpellato nessuno'' e di non aver fatto ''trattative'' con nessuno.

VICENZA: D'ALEMA, POSTO A USA IMPATTO AMBIENTALE BASE

''Abbiamo posto agli americani il problema di considerare l'impatto ambientale ed urbanistico nella costruzione della base'' militare statunitense di Vicenza. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a margine del vertice italo-spagmnolo in corso ad Ibiza. Il vicepremier ha precisato che in queste ore ''non vi e' nessuna trattativa in corso''.

D'Alema ha poi puntualizzato di aver discusso del problema dell'impatto ambientale ed urbanistico della base militare di Vicenza quando ha incontrato il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice il 26 gennaio scorso a Bruxelles.

Ddl Gentiloni. Confalonieri: sospetta incostituzionalita' e volonta' di punire Mediaset. A vantaggio di Sky

Rai.it, http://www.rai.it/news, 20/02/2007

Davanti alle Commissioni Cultura e Trasporti della Camera il presidente Mediaset Fedele Confalonieri cala 'un carico' nella partita aperta dal ddl Gentiloni e avanza dubbi di "sospetta incostituzionalità" del provvedimento.

Confalonieri ne mette in dubbio la validità costituzionale, perché "a nostro vedere e' un provvedimento palesemente puntato a indebolire Mediaset, imponendo ad esempio la migrazione di una rete sul digitale, senza ancoraggio con la diffusione dei decoder". Quindi in sostanza "restringe l'uguaglianza e la libertà d'imprese difese da art. 3 e 41 costituzionali".

Ad essere poco digeribile per Confalonieri è poi l'art. 2, che stabilisce la soglia del 45% nei ricavi pubblicitari. Secondo Confalonieri "l'indicazione per via legislativa di un tetto alla pubblicità è estranea ad ogni disciplina antitrust. Le motivazioni devono essere tecniche, non politiche, e per questo ci sono autorità preposte".

Quanto al paventato "sacrificio delle telepromozioni, procurerebbe un danno serio a Mediaset". Il ddl Gentiloni prevede l'inclusione delle telepromozioni nel calcolo dei ricavi pubblicitari. Per Confalonieri, "impedire di fatto tipologie di pubblicita' piu' creativa e moderna porterà a un indubbio vantaggio per le pay tv".

A Herat costruiamo una Chiesa cattolica. e a Roma la Rosa nel Pugno s’indegna

Forze Armate, http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=129, 20/02/2007

I militari italiani non siano gli evangelizzatori dell'Afghanistan. Enrico Buemi, del SDI-Rosa nel Pugno commenta così la notizia apparsa sul Corriere della Sera. Il 15 febbraio il giornale titola: "Rimosso il portavoce italiano in Afghanistan".

«Costruiamo una chiesa». Rimosso il portavoce italiano in Afghanistan ha titolato su tre colonne il Corriere della Sera del 15 febbraio (riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo) in merito a una vicenda che ha visto il ministero degli Esteri risentirsi per la rivelazione di un impegno del nostro contingente nell'ex paese dei taliban, tanto da rimuovere il portavoce colpevole della frase incriminata. Un parlamentare, evidentemente laico, si è risentito, confondendo la forma con il contenuto, e dimenticando forse che la ricostruzione non è fatta solo di case e scuole.

I militari italiani non siano gli evangelizzatori dell'Afghanistan. Enrico Buemi, dell'Esecutivo nazionale SDI-Rosa nel Pugno e responsabile Giustizia dello SDI, ha commenta così la notizia apparsa il 12 febbraio sul Corriere della Sera (riportiamo di seguito il testo integrale dell’intervista al tenente Nicola Piccola) secondo cui i militari italiani stanno costruendo ad Herat, in Afghanistan, una chiesa cattolica. "Il fatto in sé non sarebbe negativo - premette Buemi - ma il problema ci pare si ponga perché non pensiamo che i militari italiani abbiano il compito di promuovere la presenza della fede cattolica in quelle martoriate terre islamiche, ma bensì stabilizzare il processo democratico in quel paese mantenendo una posizione di non ingerenza sulle delicatissime questioni dei rapporti tra le religioni". "Ci chiediamo anche - continua l'esponente dello Sdi - se le risorse impegnate per questa realizzazione non sarebbero state più opportunamente impiegate per costruire qualcosa che potesse assomigliare ad una scuola, un ospedale, un acquedotto od una strada o anche solo ad un gruppo elettrogeno. Se vi fosse una presenza significativa di cattolici ad Herat, cosa che ci sembra dubbia - prosegue Buemi - non certo impegnando i militari italiani e le risorse per altro destinate, che si compie un'opera meritoria, ma ci parrebbe più opportuno che fossero le organizzazioni cattoliche italiane o di quanti altri pensano possa essere utile esportare in Afghanistan oltre che alcuni semi di democrazia, anche quelli del verbo del dio dei papi, ad utilizzare le risorse messe da loro a disposizione".

Intanto, la vicenda ha provocato anche la produzione di perle di "tolleranza e libertà" e ne diamo un esempio su un Blog ateista-anticlericale : "Abbiamo scoperto che cosa ci stiamo a fare in Afganistan : a costruire chiese. Lo racconta al Corriere della Sera il tenente Nicola Piccolo, uno dei 900 militari schierati a Herat (Afghanistan). Bene. Dunque a Herat i militari italiani con maestranze locali stanno costruendo una chiesa dedicata alla madonna. Nel paese dove i talibani hanno distrutto a cannonate le statue monumentali del Budda andiamo a spendere milioni dei contribuenti per una provocazione di nessuna utilità, tranne quella di farci accusare ancora una volta di colonialismo religioso. Ma stiamo lì per la democrazia o per fare propagnada a una delle tante versioni della menzogna globale a maggior gloria del Papa-Re Ratzinger?".

Forse, più che indignarsi sull'opportunità di mandare truppe all'estero per costruire templi, ci sarebbe da preoccuparsi per altro (a parte dell’indegnazione di un politico socialista "laico" o della dimostrazione di "libertà e tolleranza" in campo ateista-anticlericale): il fatto che in Afghanistan è vietato costruire chiese. È vietato ancora oggi, nonostante la "liberazione" dagli integralisti islamici che avevano fatto saltare le storiche statue di Buddha e costringevano le donne al burqa. Proprio l'Italia è stata, per ironia della sorte, per ottimismo o per calcolo diplomatico, il primo paese a riconoscere la nuova Repubblica islamica d'Afghanistan, la cui rinascita è stata salutata all'epoca come un passaggio dall'oscurantismo alla democrazia. Forse ci sarebbe da chiedersi cosa sia cambiato, con il cambio di regime, sul piano della libertà religiosa.

Secondo quanto riferito da Apcom, il tenente Nicola Piccolo, portavoce italiano del Regional Command West a Herat, "non è rientrato in Italia, ma continua a svolgere il suo incarico nell'ufficio pubblica informazione" del Comando Regionale Ovest della Nato in Afghanistan. Lo hanno confermato fonti militari ad Apcom, in seguito alla notizia del suo rimpatrio forzato data dal Corriere della Sera, dopo l'intervista rilascia al giornale del 12 febbraio. Il militare aveva spiegato che il nostro contingente, fra le altre cose, starebbe costruendo una chiesa cattolica ad Herat. Una notizia che, secondo il Corriere della Sera del 15 febbraio, "non si doveva dire". E così Piccolo sarebbe stato rimosso su "ordine di Arturo Parisi in persona" e sarebbe stato "rimpatriato d'urgenza". Ma fonti militari, la stessa mattina del 15 febbraio, avevano chiarito che "l'ufficiale è ancora ad Herat e sta svolgendo il suo lavoro". Mentre altri precisano anche che "il ministro non è intervenuto sulla vicenda", che non è di sua competenza. Quanto alla notizia incriminata, la costruzione di una chiesa cattolica ad Herat, fonti militari fanno sapere che "è in corso la costruzione, presso la sede del contingente italiano ad Herat, di un locale multifunzionale, la cui struttura ricalca la tipica costruzione afgana". "Detto locale", aggiungono le fonti, "si inquadra nel piano di implementazione infrastrutturale della base, e sarà adibito a sala riunione, tempo libero, sala briefing, sala cinema e, in aggiunta, anche a locale dove poter celebrare la santa messa, in sostituzione dell'attuale tenda non adatta al clima afgano".

«Costruiamo una chiesa»

Rimosso il portavoce italiano in Afghanistan

di Battistini Francesco

su Corriere della Sera, 15 febbraio, 2007

Edificio proibito dalla legge islamica in vigore a Kabul. Il tenente Piccolo rimpatriato per ordine del ministro Parisi.

Kabul val bene una messa. Purché non si racconti: il tenente Nicola Piccolo, un casertano che da un mese faceva il portavoce dei soldati italiani in Afghanistan, ieri è stato rimpatriato d'urgenza. Ordine di Arturo Parisi in persona, dicono alla Difesa. Il ministro e i vertici militari non hanno per nulla apprezzato l'intervista rilasciata lunedì dall' ufficiale italiano al Corriere della Sera, dove si raccontava un po' a sorpresa che il nostro contingente, fra le altre cose, sta costruendo una chiesa cattolica a Herat. Il primo altare cristiano nella terra dei talebani, aveva spiegato con un certo orgoglio il tenente Piccolo: «Sarà dedicata alla Madonna che ha una rilevanza spirituale anche per gli islamici. Il progetto è nostro, ma la costruiscono gli afghani. E lo fanno con grande entusiasmo. L' altro giorno pioveva a dirotto, ma non si sono mica fermati».

Quello che non si doveva dire, Piccolo l'ha detto. E ora lo paga: richiamo in Italia con effetto immediato, qualche giorno di licenza e poi si vedrà. La verità rivelata non aveva nulla di segreto: solo nei giorni scorsi, l'aveva appresa anche una troupe tv belga che il tenente aveva accompagnato in giro per l'Afghanistan. E poiché era stato proprio un ministro italiano, Massimo D' Alema, a elogiare due settimane fa i giornalisti americani che raccontano sul campo quel che il nostro contingente sta facendo in terra afghana (al contrario di quelli italiani che preferiscono «lavorare con l'elmetto nel transatlantico della Camera», disse il responsabile della Farnesina, dimentico della lunga Spoon River d'inviati caduti in guerra), poiché quella era sembrata a Piccolo l'occasione giusta per spiegare alla stampa che cosa facciamo laggiù, l'intervista era un elenco d' iniziative che ogni portavoce d'un Pio - Public information office - è tenuto a illustrare: la riconversione delle piantagioni di oppio in colture di zafferano, gli alberi da frutto radicati in quota, le scuole, il nuovo carcere ... Qualche ironia del Foglio che aveva fatto da controcanto alle dichiarazioni (chissà che altro finanzieremo, «il potenziamento del peperone, l' espansione della mela renetta, il ritorno della fragolina di bosco ...»), ma il tutto era parso innocuo.

Tutto, finché il tenente Piccolo non ha citato la chiesa. Irritando la sinistra radicale. Suscitando le reazione d'un deputato della Rosa nel pugno, Enrico Buemi («non siamo là per evangelizzare»). E toccando nella maggioranza i nervi scoperti sull'Afghanistan, alla vigilia del corteo di Vicenza e in vista del voto sul rifinanziamento alla missione. Una rimozione così rapida, non si ricordava dai tempi del generale Silvio Mazzaroli che osò criticare il governo D'Alema per la nostra politica in Kosovo. «Abbiamo applicato solo le regole Nato», dicono alla Difesa. In realtà, commentano fonti militari, è dall'arrivo di Parisi che i «Pio» dei nostri contingenti hanno l'ordine di cucirsi la bocca. E anche in Libano, quando il generale Claudio Graziano che comanda la missione Unifil ha potuto parlare con la stampa, l'ha fatto solo perché portava il berretto blu dell'Onu: prima, il nostro ministero gli aveva imposto il silenzio. Il tenente Piccolo, un'esperienza già a Nassiriya, ha tentato di giustificarsi: la notizia della chiesa italiana, lui l'aveva trovata in un precedente (e censurato) comunicato del contingente e nessuno gli aveva detto che, dall'alto, l'ordine era di camuffare la cripta in un «centro multifunzionale» per meeting e riunioni. Laggiù, costruire chiese è vietato dalla legge: per l'Italia, primo Paese a riconoscere la Repubblica islamica d'Afghanistan, s'era già fatta un'eccezione quando fu concesso di mantenere la vecchia cappella dell'ambasciata di Kabul. Il tenente, tutto questo, forse non lo sapeva. Il caso Piccolo rischiava di diventare un caso troppo grosso. E per evitare altre grane afghane, la testa è saltata. L'ufficiale rientra a Pordenone, base Aeronautica. Il suo successore ha una missione: volare più basso.

Il tenente italiano: noi in Afghanistan?

A Herat costruiamo una chiesa cattolica

di Marco Nese

su Corriere della Sera, 12 febbraio, 2007

Kabul, ambasciata italiana: istituita l' unica cappella cattolica afghana.

Ma in Afghanistan cosa fanno gli italiani? "Stiamo dando una speranza a tanta gente", racconta il tenente Nicola Piccolo, uno dei 900 militari schierati a Herat.

Può spiegare nei dettagli il tipo di attività che svolgete?

Nicola Piccolo: "Certamente. Vengono qui molti giornalisti stranieri e vogliono sapere cosa facciamo. L' altro giorno è venuta anche una troupe della televisione belga. Li ho accompagnati a fare riprese dei progetti in fase di realizzazione".

Li racconta anche a noi?

Nicola Piccolo: "Per esempio, a Herat sta sorgendo con la nostra supervisione una chiesa cattolica".

Un tempio cattolico nella terra dei talebani?

Nicola Piccolo: "Esatto. È la prima chiesa cristiana in terra afghana. Sarà dedicata alla Madonna che ha una rilevanza spirituale anche per gli islamici. Il progetto è nostro ma la costruiscono gli afgani. E lo fanno con grande entusiasmo. L' altro giorno pioveva a dirotto, ma non si sono mica fermati".

Quali altre iniziative avete in corso?

Nicola Piccolo: "Con il nostro aiuto e i fondi italiani è stato avviato nell' area di Herat un importante piano di riconversione delle colture. Al posto dell' oppio, i contadini si sono convinti a coltivare zafferano, ideale per questa zona ricca di corsi d' acqua. Abbiamo fatto arrivare qui 10 mila piante da frutto adatte a prosperare a mille metri di quota. I contadini le hanno piantate, è uno spettacolo. I giornalisti stranieri sono rimasti a bocca aperta".

Avete favorito la realizzazione di scuole?

Nicola Piccolo: "Numerose scuole. L' altro giorno ne è stata consegnata una per classi femminili. Le insegnanti sono delle giovani che hanno studiato in Iran. Ci hanno raccontato di aver lasciato Herat perché non vedevano un futuro per loro. Ma adesso sono ritornate. Questo è un fatto nuovo molto importante. Numerosi giovani tornano perché, ci hanno detto, da quando ci siamo noi intravedono la possibilità di farsi una vita qui, nella loro città".

Da quando ci siete voi italiani, o i militari in generale?

Nicola Piccolo: "Io credo che sono contenti della presenza di noi italiani. All'inizio forse ci guardavano con una certa freddezza. Ma poi hanno capito che noi non siamo qui per fare la guerra, non è questa la nostra missione, si sono resi conto dai progetti e dalle iniziative che noi potevamo essere veramente utili per migliorare le loro condizioni di vita. E adesso quando passiamo per strada ci salutano e ci sorridono sia i bambini che gli anziani".

Chi propone i progetti da realizzare?

Nicola Piccolo: "In genere ci fanno presente loro le necessità più urgenti. Per esempio abbiamo finanziato il progetto di una casa circondariale, un luogo di detenzione. Un vero atto umanitario, questo. Perché i detenuti in attesa di giudizio venivano custoditi in condizioni terrificanti. Spesso li ficcavano in buche scavate nella terra".

Diceva che la gente vi guarda con simpatia.

Nicola Piccolo: "La gente collega la nostra presenza alle opere che stanno in qualche caso cambiando il volto della città. E quindi apprezza. In una periferia degradata è in fase di ultimazione un ospedale pediatrico. Sorge grazie ai fondi italiani, ma lo hanno costruito gli afgani. Noi sorvegliamo, ci accertiamo che i progetti vengano realizzati. Ma loro imparano a gestire da soli. La zona dell' ospedale era occupata da campi profughi. Ora, grazie al nostro aiuto, sarà bonificata e accoglierà normali abitazioni".

http://www.korazym.org/

Bush: 'Non sono soddisfatto della situazione politica in Iraq'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2007

Il presidente George W. Bush ha affermato di non essere soddisfatto della situazione politica in Iraq. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, durante la quale ha esortato il governo di Baghdad a uno sforzo maggiore sul versante della riconciliazione nazionale e delle riforme.

Il piu' delle volte e' la politica locale che guida quella nazionale. Mi chiedete se siamo soddisfatti dei progressi fatti laggiu'? Rispondo di 'no', ha detto il presidente.

Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca Bush ha affermato che il suo più grande timore sul fronte afghano è che gli alleati possano "stancarsi" della situazione e decidano di ritirarsi.

Al neo-presidente sud-coreano: collaboriamo

Bush si congratula con il neo eletto presidente sudcoreano Lee Myung-bak e auspica che si possa stabilire un buon rapporto tra i due Paesi. Il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe fa sapere che Bush ha anche invitato Lee a visitare quanto prima Washington. In una telefonata con il leader sudcoreano, Bush "ha parlato di impegno comune per una Corea denuclearizzata e della necessità di mostrare alla Corea del Nord i benefici di cui potrà godere se rinuncerà ai suoi programmi nucleari".

Putin è un leader che realizza risultati

Putin è un leader che realizza risultati. Resta da vedere quali risultati. Non so cosa sarà la Russia tra dieci anni. Spero che scelga la strada della democrazia e del rispetto della dignità umana.. Così Bush ha commentato la designazione di 'Persona dell'Anno' data dalla rivista 'Time' al presidente russo Vladimir Putin. "Non ho mai parlato per telefono con lui del possibile ruolo di premier. L'anno prossimo ci incontreremo almeno un paio di volte. E poi ci vedremo alle riunioni commemorative delle 'persone dell'anno' di Time". Anche Bush è stato riconosciuto in passato come 'Persona dell'Anno' dalla rivista.

Pazienza Usa con la Siria di Addas "è terminata da tempo"

La pazienza degli Stati Uniti per la Siria di Bashar Assad "è terminata da tempo"., ha affermato il Presidente americano, sollecitando inoltre "Damasco a rimanere fuori dal Libano".

Risparmio: italiani faticano sempre piu', pesano mutui

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

(di Serena Di Ronza)

Una famiglia su due non riesce più a risparmiare. E un eventuale aumento dei tassi di interesse rischierebbe di aggravare la situazione perché in molti avrebbero difficoltà nell'onorare il pagamento mensile della rata del mutuo. A fotografare la relazione degli italiani, tradizionali 'formiche', con il risparmio è il Rapporto Bnl-Einaudi, secondo il quale il "non risparmio" è essenzialmente legato al progressivo aumento di bisogni ritenuti indispensabili, che sta portando a un aumento del ricorso al credito al consumo, salito di sei punti percentuali in tre anni (dal 10,8% del 2004 al 17%). Ma è anche vero che il mancato risparmio è in parte riconducibile a una quota crescente di italiani che ritengono il proprio reddito insufficiente o del tutto insufficiente e, quindi, faticano a risparmiare. "La ricerca dice che il bicchiere è mezzo pieno e non mezzo vuoto", afferma il presidente di Bnl, Luigi Abete, sottolineando che il vero problema è quello della informazione economica.

Secondo Abete resta forte, fra gli italiani, la propensione al risparmio. E negli investimenti, le famiglie, tendono sempre più a privilegiare la sicurezza prima del rendimento. Nonostante il buon andamento mostrato dai mercati a partire dal 2003, infatti, la ricerca di sicurezza nella scelta di investimenti rimane una costante tanto che il 52% degli intervistati le assegna il primo posto. L'avversione al rischio negli impieghi finanziari è invece dichiarata dal 44% del campione. Anche se contrari al rischio, la metà degli italiani che ha acceso un mutuo ha privilegiato il tasso variabile, che li espone a subire maggiori fluttuazioni delle proprie rate in relazione dell'andamento dei tassi di interesse, che in due anni sono raddoppiati in Eurolandia.

Il 23,9% degli intervistati - afferma il Rapporto - ha in corso un muto, che nel 72,4% dei casi è stato stipulato per l'acquisto della prima casa. nel 52,7% dei casi il mutuo a tasso variabile. Il 56,3% dei mutuatari che si sono dichiarati per niente favorevoli a correre rischi nel campo degli investimenti finanziari ha un mutuo a tasso variabile. Nel 2006 il rapporto fra l'ammontare dei mutui in Italia e il pil (244 miliardi di euro) è stato pari a circa il 17%, una quota inferiore al 74% di Stati Uniti, 78% del Regno Unito, al 32% della Francia e al 42% e al 56% rispettivamente di Germania e Spagna. "C'é ancora spazio per la crescita di questo settore", ha precisato Abete, ricordando che l'indagine è stata condotta in giugno, prima cioé della crisi dei mutui subprime statunitense. Il Rapporto Bnl-Einuadi mette inoltre in evidenza che fra gli italiani, in termini di previdenza, prevale la propensione alla la pensione integrativa 'fai-da-te', vista la diffidenza verso i fondi pensione: il 47% spiega infatti di aver mantenuto il Tfr in azienda proprio per mancanza di fiducia verso i fondi pensione. Sempre in tema di trattamento di fine rapporto, l'indagine sottolinea l'esistenza di aspettative totalmente irrealistiche sul rendimento del Tfr e dei fondi pensione: il 19% dei lavoratori si attende dal Tfr un rendimento pari all'inflazione più il 5%, il 23% un rendimento pari all'inflazione più il 2%, il 14% l'inflazione più l'1,5%. Quindi - evidenzia il Rapporto - le aspettative di oltre quattro lavoratori su 10 sono destinate a non trovare rispondenza nella realtà.

(serena.dironza@ansa.it)

Dini minaccia di non votare la fiducia sulla Finanziaria

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2007

Il governo ha posto, in aula al Senato, la questione di fiducia sui tre maxiemendamenti alla Finanziaria gia' votati a Montecitorio. I primi due voti di fiducia si svolgeranno oggi, mentre il terzo e ultimo venerdi'.

Se arriveranno voti negativi contro il governo, dopo tutti i nostri avvertimenti, nessuno ci potra' chiamare traditori. I veri traditori sono coloro che non si rendono conto della situazione del Paese, costretto a subire lo schiaffo del superamento per pil pro-capite dalla Spagna.

L'avvertimento, nel giorno del voto di fiducia sulla Finanziaria in Senato arriva dal senatore leader dei liberaldemocratici Lamberto Dini che in un'intervista al 'Giornale' parla di una manovra "dannosa per l'economia del Paese" e che "dopo il passaggio alla Camera" ha un impianto "se possibile peggiorato, sempre piu' 'tassa e spendi"'.

Critiche al mancato decreto sulla sicurezza

Da Dini arriva anche una critica sul decreto sulle espulsioni lasciato decadere dal governo: "E' chiaro - fa sapere Dini - che se il governo non lo avesse ritirato noi liberaldemocratici al Senato avremmo votato contro".

Infine, un passaggio su legge elettorale referendum e verifica

Se la Consulta bocciasse il referendum elettorale "andrebbe contro la sua stessa giurisprudenza". E allora "una volta ammesso diviene piu' probabile la crisi di governo: solo cosi' si blocca il referendum, che per legge si puo' svolgere tra il 15 aprile e il 15 giugno".

A quel punto che faranno i liberaldemocratici?"Noi - conclude il senatore - presenteremo un programma di governo. Se non verra' recepito sosterremo qualunque governo lo fara' proprio".

Berlusconi: in Rai lavori se ti prostituisci. Viale Mazzini: toni inaccettabili

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2007

Accuse indiscriminate e "toni inaccettabili". La direzione generale della Rai respinge le parole di Silvio Berlusconi ("in Rai se ti prostituisci o sei raccomandato") nel giorno in cui l'intercettazione tra il direttore di Rai Fiction Agostino Sacca' e il leader di Forza Italia è stata pubblicata sul sito de la Repubblica.

Viale Mazzini ribadisce "la piena fiducia nei propri dipendenti e collaboratori, nelle loro capacità professionali e nel loro costante e reale impegno per il miglioramento del Servizio Pubblico radiotelevisivo".

Ma intanto, secondo quanto si è appreso in serata, le strutture Rai starebbero valutando di procedere ad una contestazione disciplinare a carico di Saccà per le vicende legate all'inchiesta di Napoli.

Da calo Ici a benzina,via libera da Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

(di Manuela Tulli)

Ormai ad un soffio dall'approvazione finale, il Senato ha votato la fiducia su due dei tre articoli della Finanziaria 2008. Si tratta di una parte sostanziosa della manovra: in termini di commi e dunque di norme siamo ad oltre l'85% della Finanziaria. Ma anche nella sostanza, nei primi due articoli ci sono alcune delle norme di maggior peso, dagli sgravi sull'Ici al taglio dei ministri, dalla class action all'abolizione dei ticket sanitari, dalla nuova imposta sul reddito delle società alle agevolazioni fiscali per le famiglie (mutui, asili nido, pannelli solari, per citarne alcune), dai fondi per finanziare il protocollo del welfare che cancella lo scalone alla sterilizzazione dell'accisa sui carburanti per calmierare gli aumenti dei prezzi.

Ecco in pillole alcune delle norme contenute nei primi due articoli della Finanziaria approvati dall'Aula di Palazzo Madama con il voto di fiducia. Le misure sono definitive, ovviamente fatto salvo il voto finale sull'intero provvedimento previsto per domani.

- SGRAVI ICI SU PRIMA CASA. Si introduce un alleggerimento dell'imposta sulla casa pari all'1,33 mille (aggiuntivo rispetto alle attuali detrazioni sulla prima casa e comunque fino ad un importo massimo di 200 euro). Esclusi immobili signorili, ville e castelli.

- TESORETTO 2008 PER CALO TASSE LAVORATORI. E' la primissima norma (dopo quella che fissa i saldi) e stabilisce che tutto l'extragettito del 2008 sarà utilizzato per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente.

- CALMIERE BENZINA: Arriva la norma per sterilizzare gli aumenti della benzina. Se i rincari superano di due punti il valore indicato nel Dpef scatta una riduzione dell'accisa. La norma potrà essere applicata dalla fine di febbraio.

- NORMA ASCIUGA-GOVERNO. Si riduce il numero di ministeri a partire dal governo successivo a quello in carica alla data di entrata in vigore della legge finanziaria.

- ARRIVA LA CLASS ACTION. Si introduce l'istituto dell'azione collettiva risarcitoria a tutela degli interessi dei consumatori.

- NO TICKET 10 EURO SU ASSISTENZA SPECIALISTICA. Vale anche per gli esami di diagnostica.

- WELFARE: Tra le norme anche lo stanziamento dei fondi, oltre un miliardo e mezzo, per coprire i costi del protocollo del welfare, che cancella lo scalone e che sarà votato da domani.

- DERIVATI, ARRIVA CONTROLLO DEL TESORO. Dovrà verificare la conformità degli impegni debitori assunti dagli enti locali con le indicazioni date dallo stesso Tesoro.

- SCONTO FISCO SU PANNELLI SOLARI. Prorogate per altri tre anni le agevolazioni fiscali (detrazione dall'Irpef del 55%) per i lavori di riqualificazione energetica (incluse finestre e caldaie).

- IMPRESE, ALIQUOTA IRES AL 27,5%. Era al 33% ma si amplia la base imponibile con novità sugli ammortamenti e sulla deducibilità degli interessi passivi.

IRAP SCENDE AL 3,9%. Il calo è per l'aliquota ordinaria che era al 4,25%,. Il tributo diventa completamente regionale.

- FORFETTONE PER I 'MINIMI'. I piccolissimi imprenditori potranno scegliere di pagare le tasse a forfait. Un 20% che sostituisce anche l'Iva e l'Irap.

- CANONE RAI GRATIS PER ULTRA75-ENNI POVERI. L'esenzione spetta a chi ha un reddito non superiore a 516,46 euro per 13 mensilità.

- ASILI NIDO, SCONTO FINO A 632 EURO A FIGLIO. La retta potrà essere detratta dall'Irpef al 19%.

- MUTUI CASA, PIU' DETRAZIONI. Sale a 4.000 euro il limite massimo di detraibilità degli oneri relativi a mutui contratti per acquistare la prima casa.

- STUDENTI FUORI SEDE, SCONTO SU AFFITTO. E' prevista una detrazione di imposta fino ad un massimo di 500 euro l'anno.

- AGEVOLAZIONI PER TELECAMERINE NEGOZI. La misura (sconto a valere sulle tasse dell'80% della spesa affrontata) vale per le piccole imprese di vendita al dettaglio e all'ingrosso, per alimentari, bar e tabaccai.

- TRASPORTO LOCALE, UN FONDO DI 113 MLN. La somma è relativa al 2008 e sarà utilizzata per mezzi e infrastrutture.

- CINEMA, ARRIVANO GLI INCENTIVI FISCALI. Per chi investe nella filiera che per attrarre nel paese le grandi produzioni straniere.

- COMUNITA' MONTANE , TAGLI PER 33 MLN. Ma saranno le Regioni a stabilire i criteri per la riduzione del numero.

- MENO ASSESSORI. Il massimo, a partire dalle prossime amministrative sarà di 12 e non più 16 per i Comuni con oltre 100.000 abitanti.

- PACCHETTO SICUREZZA. Il fondo per la sicurezza e il soccorso pubblico è di 190 mln.

- AUTOTRASPORTO, 300 MLN. Le risorse serviranno a supportare un maggiore livello di sicurezza nella circolazione stradale e un minore impatto ambientale dei camion.

- ADOZIONI, STESSI DIRITTI NEI CONGEDI PARENTALI. Anche in caso di adozione o affidamento il congedo obbligatorio sarà di cinque mesi.

manuela.tulli@ansa.it

Sarkozy dal Papa: 25 minuti di colloquio privato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

ROMA - Primo impegno del presidente francese Nicolas Sarkozy a Roma e' stato un colloquio privato con il Papa, durato 25 minuti, senza interpreti. Al termine dell'incontro è stato fatto entrare il seguito di 14 persone per le presentazioni, le foto e lo scambio di doni. Nel seguito presidenziale ci sono anche il padre Guy Gilbert, noto in Francia come "il prete dei rockettari", l'artista Jean-Marie Bigard, specializzato in ruoli comici, il padre domenicano Philippe Verdin, coautore con Sarkozy e con il filosofo Thibaud Collin del libro "La Repubblica, le religioni, la speranza", e l'accademico di Francia, storico e scrittore, Max Gallo.

Al termine del colloquio privato nella biblioteca, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha presentato al Papa i membri della delegazione. Dopo di che si è svolto lo scambio dei doni. Sarkozy ha fatto dono a Ratzinger di tre volumi, tra cui un'edizione antica dell'opera "La joie" e una copia del suo libro "La Republique, les religion e l'esperance", scritto nel 2004 col filosofo Thibaud Collin e con il padre domenicano Philippe Verdin, che fa parte della delegazione in visita in Vaticano. Il Papa, che ha mostrato di apprezzare particolarmente i regali, ha ricambiato con un medaglione del Pontificato. Altre medaglie, oltre a rosari per le signore, sono state donate ai membri del seguito. Sarkozy si è quindi congedato dal Pontefice per recarsi a colloquio col cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Tra gli impegni in agenda del capo di Stato francese, un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, stasera, il vertice a tre a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Romano Prodi e il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero.

MADRID, TOTALE SINTONIA CON ROMA

Il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero parteciperà a Roma al vertice con Romano Prodi e il presidente francese Nicolas Sarkozy appoggiando le proposte di quest'ultimo per rivitalizzare la cooperazione mediterranea ma senza che queste sostituiscano il Processo di Barcellona ma ne siano invece "un complemento". E' quanto segnala la Moncloa in una nota nella quale rileva la "totale sintonia" al riguardo tra Madrid e Roma. La nota spagnola segnala che "il rilancio della cooperazione potrebbe supporre inizialmente la ricerca di consenso per delimitare progetti concreti con i paesi dello spazio mediterraneo". La posizione comune italiana e spagnola sulla proposta di un'Unione Mediterranea avanzata da Sarkozy, era già emersa al recente vertice bilaterale Prodi-Zapatero a Napoli. Roma e Madrid più che di Unione Mediterranea preferiscono parlare di Unione Euromediterranea, ovvero nel quadro dell'Ue e sulla scia del Processo di Barcellona e con forme e obiettivi mirati. Il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos ha indicato, parlando con i giornalisti ad un ricevimento natalizio, che Madrid sostiene le proposte francesi per rilanciare la cooperazione mediterranea da coniugare però con "il consolidamento del Processo di Barcellona, il Barcellona Plus".

Imitano 'Mortal Kombat', uccidono una bimba

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

ROMA - Avevano appena smesso di giocare con il videogame 'Mortal Kombat' e invece di guardare la sorellina di sette anni a loro affidata hanno continuato il gioco menando pugni e fendenti alla bimba fino a ridurla in fin di vita. Lamar Roberts, 17 anni, e Heather Trujillo, 16 anni, due adolescenti di Westminster, in Colorado sono stati incriminati come due adulti e rischiano 48 anni di carcere. I media americani che riportano oggi la vicenda, scrivono che la tragedia è avvenuta il 6 dicembre scorso, quando mamma Trujillo era al lavoro e aveva per questo affidato la figlia più piccola, Zoe Garcia, a Heather. La ragazza aveva invitato un suo amico a tenerle compagnia e finito di guardare il videogiochi aveva cominciato a ripeterne le mosse con la sorellina come spesso avveniva. Lamar si è messo a giocare con loro sferrando colpi violenti. Forse non si é reso conto di quanto stava facendo perché invitato a desistere aveva risposto: "sono ubriaco". Quando la ragazzina è rimasta a terra senza sensi, i due hanno cercato di rianimarla. Visti inutili i tentativi, hanno aspettato un quarto d'ora prima di chiamare soccorsi per paura della polizia. La bimba è morta subito dopo il ricovero in ospedale: aveva 20 ferite, un polso rotto, una tumefazione del cranio ed emorragie interne.

I Sioux: 'non siamo piu' cittadini Usa'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

WASHINGTON - Gli indiani Lakota, il vero nome dei Sioux, cui appartennero i grandi capi Toro Seduto e Cavallo Pazzo, si sono ritirati dai Trattati conclusi dai loro antenati con gli Stati Uniti più di 150 anni fa. Lo hanno annunciato alcuni rappresentanti della tribù.

"Non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che vivono nelle regioni dei cinque Stati su cui si estende il nostro territorio sono liberi di unirsi a noi" ha dichiarato Russel Means in una conferenza stampa a Washington. Il rappresentante dei Sioux ha precisato che passaporti e patenti saranno consegnati a tutti gli abitanti del territorio che rinunceranno alla loro cittadinanza statunitense. Una delegazione di responsabili Lakota ha indicato in un messaggio indirizzato al Dipartimento di Stato che la nazione Sioux si ritira unilateralmente dai Trattati conclusi col governo federale americano, alcuni dei quali vecchi di oltre 150 anni.

Tali Trattati sono "parole senza valore su carta senza valore" e "sono stati violati a più riprese per privarci della nostra cultura e delle nostre usanze e per rubare la nostra terra", hanno affermato i rappresentanti della tribù. "Abbiamo sottoscritto 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati", ha dichiarato Phyllis Young, una militante della causa dei nativi americani che ha contribuito a organizzare nel 1977 la prima conferenza internazionale sui diritti degli indiani.

Berlusconi: in Rai se ti prostituisci o sei di sinistra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2007

(di Federico Garimberti)

In Rai sono tutti "raccomandati", anzi peggio: se non ti "prostituisci" o non sei "di sinistra" non lavori. Questa volta, a finire nel mirino di Silvio Berlusconi non è stata la procura di Napoli o il quotidiano 'La Repubblica', ma l'azienda del servizio pubblico televisivo nonché principale concorrente di Mediaset. A scatenare l'ira del Cavaliere la diffusione, sui siti internet del gruppo 'L'Espressò, di una conversazione telefonica con il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Registrazione acquisita dalla procura partenopea nell'ambito dell'inchiesta per presunta corruzione di senatori aperta nei confronti del leader di Fi. Per Berlusconi è l'ennesima violazione della privacy: un vero e proprio "atto criminale" che viola le norme penali. Ma la difesa dell'ex premier si trasforma in un attacco frontale alla Rai.

"Voglio essere chiaro, lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra", dice poco prima di pranzare con gli eurodeputati azzurri. "In Rai - aggiunge davanti a telecamere e taccuini che affollano la hall di un lussuoso albergo romano - non c'é nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso un concorso pubblico". E ancora. "Non avrei mai nemmeno immaginato che la Rai, che si comporta totalmente da televisione commerciale, potesse essere considerata un servizio pubblico", scandisce, sostenendo perciò che "non pensava che Saccà potesse essere considerato un pubblico ufficiale".

Quanto al contenuto della conversazione con il manager di Viale Mazzini, la sua difesa è semplice: "Sono intervenuto con un vecchio amico come Agostino Saccà perché sono venuto a conoscenza del fatto che una persona, che per caso è sorella di un consigliere comunale di Forza Italia, ha subito una ingiustizia: è stata costretta a far posto ad una raccomandata" nonostante fosse stata scelta dal produttore. Per lui, insomma, l'inchiesta è pura "follia" perché "aperta su un caso che non esiste". Nell'invettiva ce n'é per tutti. Per il quotidiano di Ezio Mauro, che per primo ha rivelato l'inchiesta napoletana, ma anche per la procura: "Mi si dice che il sostituto procuratore di Napoli è il fratello del capo della redazione napoletana di Repubblica", afferma il Cavaliere (circostanza smentita dal quotidiano, ndr), accusando il giornale di "riciclaggio" (ma forse voleva dire ricettazione, ndr), un reato "punibile fino a otto anni".

Insomma, aggiunge allargando le braccia, "non se ne può più". La pubblicazione della conversazione, sottolinea Berlusconi, costituisce un "attacco violento alla privacy". Qualcosa che distorce la realtà visto che la trascrizione dei dialoghi, non distinguendo i toni seri da quelli scherzosi, espone chiunque al "pubblico ludibrio". Ecco quindi che l'ex presidente del Consiglio lancia un appello agli italiani che ormai hanno paura di essere "spiati" quando alzano la cornetta: alle imminenti elezioni, dice, votate contro l'attuale maggioranza di governo che gode del "sostegno di una certa magistratura" ed entra "nella vita dei cittadini" violandone i diritti fondamentali. C'é tempo per qualche battuta su altri temi.

Sulla legge elettorale ("ci va bene qualsiasi riforma"), su Alitalia ("é importante che resti italiana"), sulle presunte 'minacce' alla moglie di Lamberto Dini ("ho solo raccolto delle voci"). Nonostante lo sdegno per la pubblicazione dell'intercettazione, Berlusconi mostra comunque di non aver perso il buonumore. Si dice sereno e per nulla preoccupato dall'inchiesta. Anzi, mostrando le bende alle telecamere, scherza così sul piccolo incidente domestico di ieri, occorso mentre cercava di placare una colite: "Tutti erano costernati per le ustioni causate dalla borsa d'acqua calda, ma io ho detto: pensate se fosse uscita verso il basso...".

Mercoledì 21 Febbraio 2007

D'Alema: solo restando in Afghanistan si lavora per la pace

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

REVOCARE BASE VICENZA ATTO OSTILE

TURIGLIATTO (PRC) SI DIMETTE DAL SENATO

BLAIR: RIDURREMO TRUPPE IN IRAQ A 5.500

ANCHE LA DANIMARCA RITIRERA' TRUPPE

DILIBERTO: DISCORSO CONVINCENTE,TROVARE PUNTO INTESA

CAPO JIHAD DI JENIN UCCISO DA ISRAELIANI

ROMA - "Solo restando in Afghanistan l'Italia può continuare ad esercitare il suo ruolo e l'azione per la pace a Kabul nella comunità internazionale". Cosi' il ministro degli Esteri Massino D'Alema al Senato. "E' una scelta difficile restare lì - spiega - ma solo essendo lì possiamo chiedere di essere relatori per le missioni in Afghanistan nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e batterci per al Conferenza internazionale di pace. Se non ci fossimo non potremmo più avere il diritto di esercitare il nostro peso nella comunità internazionale". D'Alema spiega che solo restando in Afghanistan "é possibile continuare a sviluppare l'azione per la pace per cui l'Italia è impegnata".

LA DIRETTA VIDEO DAL SENATO

SONO QUI PER CHIEDERE AMPIO CONSENSO

"Sono qui per chiedere un forte consenso politico che possa permettere all'Italia di affrontare le prossime delicate e complesse" sfide di politica estera. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema concludendo al Senato il suo intervento sulle linee di politica estera e raccogliendo un ampio applauso. "Una cosa è certa: un paese come l'Italia non può ingaggiare sfide complesse" come quelle che si affacciano nel prossimo futuro in politica estera "senza un forte consenso politico", ha detto il vice premier in aula al Senato. "Lo dico forte e chiaro, di questo abbiamo bisogno; non possiamo - ha proseguito - trovarci all'appuntamento con le prossime difficili sfide internazionali senza avere la certezza di un ampio consenso e siamo qui a chiedere questo consenso".

LAVORIAMO PER VOTARE PRESTO ALL'ONU SULLA PENA DI MORTE - L'Italia si sta "adoperando per avere in tempi rapidi un dibattito e un voto all'assemblea generale delle Nazioni Unite sulla proposta della moratoria universale della pena di morte". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, spiegando che l'esecutivo vuole dare una nuova dimensione alla politica estera "impegnandola sulle questioni di principio come i diritti umani". E lo dimostra, ha aggiunto, la campagna italiana per la moratoria per le esecuzioni capitali, "una iniziativa che non che può che essere che di lungo periodo".

POLITICA ESTERA IN CONTINUITA' CON TRADIZIONE - "La politica estera italiana attuale é in continuità con la tradizione della politica estera repubblicana". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato.

NE' CINICI NE' SOGNATORI, SERVE REALISMO - "Non possiamo permetterci di esser né cinici né sognatori. NOn rinunciamo alla nostra ispirazione ideale, ma neppure possiamo fare a meno di un lucido realismo". Lo afferma Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato sulle linee di politica estera del governo.

ITALIA TORNATA AMICO DI ISRAELE E PAESI ARABI - "C'é un'alta percezione che oggi l'Italia è tornata ad essere un paese amico dei Paesi arabi, amico sia di Israele che dei Paesi arabi". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema in un passaggio al Senato sulle linee di politica estera, aggiungendo che l'amicizia coi paesi arabi nel recente passato "si era alquanto annacquata".

STRAORDINARIO L'IMPEGNO DEI SOLDATI ITALIANI - "E' straordinario l'impegno dei soldati italiani nel mondo". L'elogio viene dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema al Senato nel suo intervento sulle linee di politica estera del Governo.

ALLA CDL, SPERAVO CONSENSO ALMENO PER SOLDATI - "Speravo che almeno nell'apprezzamento per i soldati italiani in missione ci fosse un po' di consenso". Così Massimo D'Alema, al Senato, risponde sorridendo a un accenno di contestazione della Cdl. "In Libano - stava dicendo il ministro degli Esteri - i nostri militari svolgono un lavoro di straordinario rilievo dal punto di vista militare e della sicurezza, ma anche uno straordinario lavoro di assistenza alla popolazione, di prevenzione degli incidenti, e un lavoro di istruzione nelle scuole per evitare che i bimbi siano colpiti dalle cluster bomb". A questo punto sono partiti i brusii dai banchi del centrodestra.

ITALIA STA APPLICANDO SANZIONI ALL'IRAN - "L'Italia non si sottrae alle proprie responsabilità" e sta quindi con coerenza applicando le sanzioni decise dalle Nazioni unite nei confronti dell'Iran. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, in un passaggio al Senato sulle linee di politica estera, nel quale ha annunciato che oggi incontrerà a Roma il negoziatore iraniano Larijani, al quale chiederà che l'Iran compia "un gesto aperto e ragionevole" sul problema del nucleare.

D'ALEMA, PACIFICAZIONE E' MISSIONE DI ONU - "La pacificazione dell'Afghanistan non è una missione della Nato ma dell'Onu". Lo afferma il ministro degli Esteri Massimo D'Alema nelle sue comunicazioni al Senato sulle linee di politica estera del governo.

ANCORA PIU' RISORSE PER PARTE CIVILE- "La componente civile della presenza internazionale in Afghanistan è in crescita, come dimostra l'aumento delle risorse stanziate dal governo, che devono crescere ulteriormente". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato sulle linee di politica estera.

GOVERNO E' AL SENATO ANCHE PER ASCOLTARE - "E' evidente che il governo è qui al Senato non solo per illustrare" le linee di politica estera "ma anche per ascoltare il dibattito e tenerne conto allo scopo di arricchire questa linea e di precisarla". Con queste parole il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha iniziato le sue comunicazioni al Senato sulle linee di politica estera. Il vive premier si è augurato che "dopo settimane non facili" l'incontro di oggi "permetterà un dibattito oggettivo" sui risultato dell'azione di governo e potrà costituire "la base per nuove e impegnative prove che attendono il nostro paese nei mesi che vengono".

RIFIUTO GUERRA IN COSTITUZIONE, ATTIVI IN ONU - 'La politica estera dell'Italia ha "due punti di riferimento": il rifiuto della guerra previsto dall'articolo 11 della Costituzione e, parallelamente, "la scelta di fare dell'Italia un soggetto attivo" nelle organizzazioni internazionali, prima fra tutte le Nazioni unite. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema nelle sue comunicazioni della linea di politica estera al Senato.

CON CDL STRAVOLTI EQUILIBRI POLITICA ESTERA ITALIA - Negli ultimi anni "gli equilibri alla base della politica estera italiana sono stati stravolti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato sulle linee di politica estera del governo.

AZIONE GOVERNO TENACE, PAZIENTE E COERENTE - In questi mesi l'azione del governo in politica estera è stata "tenace, paziente e coerente". Con l'obiettivo di "incidere non solo attraverso le parole ma con impegni e assunzioni di responsabilità ". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema oggi al Senato, sottolineando che l'esecutivo vuole così "incidere sulla politica internazionale" e spiegando che "solo istituzioni multilaterali forti e capaci di agire riusciranno a promuovere i valori essenziali di pace" cui l'Italia crede.

AL PRIMO PUNTO ABBIAMO RILANCIO UNITA' EUROPA - L'azione del governo in politica estera è basata su "tre direttrici": la prima di queste è "il rilancio dell'unità nell'Unione europea". La seconda è riuscire ad ottenere la svolta nella crisi mediorientale e la lotta al terrorismo; la terza è l'allargamento degli orizzonti internazionali". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, questa mattina al Senato.

D'ALEMA, NECESSARIO TRATTATO POST KYOTO CON USA - C'é bisogno di "passi concreti per un trattato post-Kyoto che includa gli Stati Uniti e le economie emergenti in un nuovo patto" per l'ambiente. Lo afferma il ministro degli esteri Massimo D'Alema nelle sue comunicazioni al Senato sulle linee di politica del governo.

Capo Jihad di Jenin ucciso da israeliani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

JENIN - Il capo del braccio militare della Jihad islamica a Jenin, nel nord della Cisgiordania, è stato ucciso oggi da un'unità speciale dell'esercito israeliano. Lo si è appreso da fonti mediche.

Secondo alcuni testimoni, Mahmud Ibrahim Abu Jahim, 25 anni, è stato ucciso nel centro di Jenin da appartenenti a un'unità speciale israeliana che si facevano passare per palestinesi. Gli israeliani hanno intercettato l'autovettura su cui viaggiava Abu Obeid e l'hanno crivellata di colpi. L'esercito israeliano per il momento non commenta l'accaduto.

Era il mandante di un attentato sventato ieri in extremis dai servizi di sicurezza israeliani il miliziano della Jihad islamica ucciso stamani a Jenin, in

Cisgiordania. Lo ha riferito la radio militare. Ieri a Bat Yam (Tel Aviv) è stato catturato un presunto kamikaze della Jihad islamica. Il suo ordigno è stato trovato e neutralizzato in un secondo tempo nella vicina città di Rishon Le-Zion. Il peso dell'ordigno era compreso fra tre e cinque chilogrammi e avrebbe potuto fare numerose vittime umane, ha precisato una fonte della polizia.

Revocare base Vicenza atto ostile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

ROMA- "Io ritengo che se il governo revocasse la decisione su Vicenza sarebbe un atto ostile nei confronti degli Usa". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema nella replica al Senato.

Senza smentire l'orientamento preso, il governo ha posto agli stati Uniti l'esigenza di una valutazione più approfondita sulle preoccupazioni del Consiglio comunale di Vicenza e sulle istanze di coloro che sono contrari. Lo afferma Massimo D'Alema al Senato parlando della base di Vicenza.

Le preoccupazioni della comunità di Vicenza sulla base americana sono "legittime" e il governo le ascolterà con attenzione. Lo assicura Massimo D'Alema nella sua replica al Senato nel dibattito che segue le comunicazioni sulle linee di politica estera del governo.

La mia opinione - spiega il ministro degli Esteri - è che nell'opposizione alla base si sommano sentimenti diversi: c'é una posizione più pregiudiziale di una parte dell'opinione pubblica e c'é un sentimento diffuso della comunità vicentina preoccupata per la dislocazione della base, che ritiene "dannosa per sviluppo e per le prospettive della città". "Con questi cittadini - prosegue D'Alema - il governo aprirà un dialogo e questa è una posizione ragionevole perché al tempo stesso rispettosa degli impegni internazionali presi e delle preoccupazioni legittime della popolazione locale". "Penso che il governo - conclude - farà bene quindi ad ascoltarli nella logica democratica di un governo che decide ma si fa carico anche delle preoccupazioni dei cittadini".

Ft. in Capitalia e' guerra civile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

ROMA - Ampio risalto sui giornali economici stranieri sulle vicende relative Capitalia. Il Financial Times, con una finestra in prima pagina richiama tre servizi di cui un commento nella 'Lex Column', dal titolo "Guerra civile in Capitalia". Il 'Wall Street Journal' usa invece nel titolo la parola "spaccatura". Nella 'Lex Column', il giornale londinese evidenzia la divergenza di posizioni tra Matteo Arpe e Cesare Geronzi, il primo disposto alla cessione o a intese, per esempio con Monte dei Paschi, il secondo propenso "ad una soluzione tradizionale in cui il controllo non venga ceduto".

Tra le teorie Ft Geronzi vorrebbe raggiungere un'intesa con Mediobanca, di cui Capitalia detiene il 9%. "Questa teoria è supportata dalle recente notizie secondo le quali Vincent Bolloré e Santander, entrambi azionisti di Mediobanca, hanno costruito - scrive Ft - una piccola posizione in Capitalia". Arpe "determinato a non dimettersi", se non può fare riferimento ad Abn, il maggior membro del patto che nel passato ha supportato Geronzi, "può conquistarsi sostenitori tra gli altri 15 membri".

Questa una delle "tre linnee di difesa", alle quali si aggiungono i dubbi sulla indipendenza dei membri del board che resteranno e sul fatto che "la quotazione del titolo di Capitalia che quasi certamente cadrà se Arpe verrà congedato". Nello spazio 'European view', sempre 'Ft' titola : "Geronzi sta preparando un colpo contro i mercati?". Nel pezzo si mette in risalto che "Geronzi potrebbe mostrare un totale non riguardo nei confronti degli investitori internazionali".

Rimuovere Arpe per tempo significa evitare che l'a.d. parli agli investitori venerdì, considerato che "sono attesi buoni risultati che confermerebbero il ruolo di Arpe nel far rivivere le fortune della banca italiana". Per Ft ora gli occhi sono puntati su Abn per vedere se supporterà ancor Geronzi, "tornando al Medio Evo" o se 'cogliera' l'opportunità d'oro di redimersi dicendo domani a Geronzi che questa volta è andato troppo lontano".

Sulla stampa internazionale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

ROMA - Il governo "battuto sulla politica estera", Prodi sale al Quirinale "per dimettersi"; il Presidente della Repubblica Napolitano accetta dimissioni capo governo; "sconfitta cocente per il governo di centro sinistra": la crisi di governo dopo la bocciatura al Senato della mozione dell'Unione sulla politica estera del governo è stata subito rilanciata dai grandi mezzi di informazione stranieri che l'hanno seguita, in alcuni casi minuto per minuto, con ampia eco e tempestività.

In tutto il mondo il precipitare della crisi è stata seguita con attenzione, tutte le maggiori testate - dal New York Times al Financial Times a tutti grandi giornali europei fino alla Bbc - hanno aggiornato i loro siti in tempo reale fino al momento delle dimissioni di Prodi accettate da Napolitano. Quasi tutte le testate straniere hanno poi ricordato, in particolare, che ieri il ministro degli Esteri Massimo D'Alema aveva detto che senza maggioranza sulla politica estera un governo si sarebbe dimesso.

Le agenzie di stampa internazionali hanno seguito l'evolversi della crisi minuto per minuto, addirittura sbilanciandosi in previsioni. Sono le 18,11 quando l'agenzia britannica Reuters con un flash annuncia che il presidente del Consiglio Romano Prodi sarebbe salito al Quirinale per dimettersi (da segnalare che vi si è recato poco prima delle 19.20 e ha rassegnato le sue dimissioni alle 19,53); per poi dare la notizia, anche in questo caso con un flash che il presidente Napolitano ha accettato le dimissioni di Prodi. Lo stesso ha fatto l'agenzia France Presse riportava a poche manciate di secondi dalle agenzie italiane la notizia data dal ministro di Pietro: "il capo del governo italiano và a dimettersi". Ma già alle 14:48 l'Afp, riportava con dettagli di particolari quanto era accaduto al Senato: "il parlamento italiano boccia la politica estera del governo".

Il governo italiano perde il voto sulla politica estera, aveva subito dopo titolato la Reuters alle ore 15:04. La notizia è stata diffusa a pochi minuti dal voto anche online: "Prodi si è dimesso", titola in prima pagina, corredata da una foto di alcuni manifestanti con cartelli "bye, bye Prodi", 'il quotidiano francese 'Le Figarò, che spiega come il governo Prodi, ha perso oggi "un voto cruciale". La notizia viene riportata anche da 'Le Monde'' Sul sito della Bbc si legge: Prodi si dimette; "Il governo italiano perde un voto parlamentare sulla sua politica estera".

Lo stesso ha fatto l'edizione online dello spagnolo 'El Pais che ha dato alle dimissioni di Prodi ampio spazio, mettendola in prima pagina con le foto del capo del governo italiano dimissionario: Prodi si dimette dopo il no del senato alla politica Estera. Anche El Mundo on line da' eco in prima pagina alla notizia dopo aver seguito minuto per minuto l'evolversi della crisi sul voto del Senato italiano con una notizia - corredata da una fotografia del ministro degli Esteri D'Alema, seduto da solo sui banchi del governo e ricorda "votazione chiave per la politica estera". Stesso meccanismo per la Bbc online che ha diffuso con grande tempestività la notizia delle dimissioni di Prodi nell' ultimora.

Chi ha fatto inciampare il governo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

ROMA - Tre senatori a vita e due "irriducibili" della sinistra radicale. E' la curiosa cinquina che ha fatto inciampare il governo a Palazzo Madama nella votazione sulla politica estera. Il centrosinistra si è fermato a quota 158 voti, due in meno del quorum richiesto di 160 sì. Giusto quelli dei senatori a vita Giulio Andreotti e Sergio Pininfarina che a sorpresa, hanno deciso di astenersi.

Da ricordare che al Senato l'astensione ai fini pratici vale come un voto contrario, dunque i due voti dei senatori a vita hanno pesato enormemente. Il terzo senatore a vita che ha dato un dispiacere alla maggioranza è l'ex capo delo Stato Oscar Luigi Scalfaro: ma se questa volta non ha votato con la maggioranza la colpa è di una fastidiosa influenza che lo ha tento bloccato a letto.

L'altro ex capo dello Stato Francesco Cossiga ha votato contro la maggioranza, ma il suo no era stato ampiamente annunciato e spiegato da molti giorni. A favore del centrosinistra hanno votato invece Rita Levi Montalcini e Emilio Colombo. Nel voto sono mancati anche i due "pasdaran" della sinistra radicale Ferdinando Rossi e Franco Turigliato: entrambi hanno deciso di non prendere parte alla votazione.

Inutile, a questo punto, si è rivelato il pressing sugli altri dissidenti, che in extremis hanno votato sì, sia pure obtorto collo: il verde Mauro Bulgarelli, che si è autosospeso dal partito, il leader della minoranza di Rifondazione Comunista Claudio Grassi, la senatrice dell'Italia dei Valori Franca Rame. Altra sorpresa amara quella del presidente della commissione Difesa Sergio De Gregorio: il transfuga dell'Italia dei Valori, da tempo fuori dalla maggioranza, ieri aveva manifestato una certa disponibilità a votare a favore, ma alla fine ha optato per il voto contrario.

Napolitano, non decide piazza ma istituzioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2007

BOLOGNA - "Per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso agli amministratori di Bologna nel quale sottolinea che "qualunque tema e problema" deve "trovare la sua misura" nelle istituzioni elettive e nelle relative sedi di decisione democratica perché "solo così si rispetta l'essenza della democrazia come governo della maggioranza".

FEDERALISMO NON PIU' RINVIABILE - Da Bologna il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rilancia in modo netto la riforma del sistema delle autonomie locali ("Esigenza non ulteriormente rinviabile") e il federalismo fiscale da realizzare nello spirito della solidarietà e della coesione nazionale e con la più larga intesa tra le forze politiche.

PARTITI DEBOLI RIDUCONO PARTECIPAZIONE - Nel discorso agli amministratori di Bologna, Giorgio Napolitano ha rinnovato l'appello del messaggio di fine anno a ricucire il rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, a realizzare una più ampia "partecipazione". In Italia, ha aggiunto, questo si è verificato "in particolare per il grave indebolirsi di una componente fondamentale che è quella rappresentata dai partiti politici e dalla loro capacità di radicamento e di apertura, e per l'ancora lento e stentato affermarsi in Europa di partiti che si muovano come attori politici europei".

NON SI DICE MA IL DIALOGO E' POSSIBILE - Nel lanciare un ennesimo appello alla larga intesa tra le forze politiche sulle questioni istituzionali, Giorgio Napolitano alza gli occhi dal foglio, davanti all'uditorio raccolto a Palazzo Re Enzo di Bologna per prevenire obiezioni e scetticismi. "Capisco - dice - che il mio appello a un confronto più pacato e costruttivo tra gli opposti schieramenti politici, almeno su questioni di natura istituzionale e su alcune altre, possa apparire senza speranza nel rumore degli scontri quotidiani che dominano la scena in Parlamento. Ma, anche se non ha fatto notizia, ed è anche questo un dato su cui riflettere, non è forse vero che nei giorni scorsi si è realizzata la più larga intesa con l'approvazione unanime, alla Camera dei Deputati, del disegno di legge di riforma dei servizi di informazione e sicurezza? Naturalmente nessuno può dire se analoghe intese potranno essere raggiunte su temi ancor più delicati come la revisione della legge elettorale e di taluni aspetti della seconda parte della Costituzione. Ma intanto è lecito auspicare un cammino costruttivo in Parlamento per le leggi di più diretto interesse delle Regioni e degli enti locali e anche per l'integrazione degli stranieri immigrati poiché l'integrazione è ormai parte essenziale di una rinnovata e più comprensiva coesione sociale in Italia".

L'ITALIA DA' SEGNI DI NUOVO SLANCIO - A Bologna, Giorgio Napolitano non parla solo di nodi da sciogliere, di problemi da risolvere, delle questioni di un Paese che non riesce a trovare le opportune convergenze e che quando le trova quasi le nasconde. Quasi per compensare gli accenti negativi, il presidente della Repubblica ci tiene anche a dare atto del fatto che "L'Italia sta dando segni di rinnovato slancio rispetto alle sfide della competizione globale". Adesso, dobbiamo "svolgere in Europa il nostro storico ruolo di protagonisti del processo di integrazione e unità europea, un ruolo che pochi giorni fa, a Strasburgo, ho sentito riconoscere e sollecitare con profonda e amichevole convinzione". L'economia italiana ha ripreso a crescere, dice il capo dello Stato ma occorre "un dinamismo diffuso, ce ne è un così acuto bisogno nel confronto europeo e nella competizione globale". Napolitano lo dice motivando l'insistenza con cui ne parla. "Sento la responsabilità - dice - di acquisire e trasmettere una visione complessiva della realtà nazionale, nelle sue profonde differenziazioni e soprattutto nelle sue pratiche migliori, nelle sue esperienze più avanzate e stimolanti che possono sollecitare quel dinamismo diffuso". In Emilia Romagna, conclude, una delle peculiarità che possono cogliersi è quella dell'intreccio virtuoso tra università, ricerca, cultura, istituzioni e mondo produttivo".

Accuse a Putin, e' l'uomo piu' ricco d'Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2007

LONDRA - Vladimir Putin è "l'uomo più ricco d'Europa"? Sulle pagine del quotidiano britannico 'Guardian' un politologo russo in rotta con il regime al potere a Mosca, Stanislav Belkovski, lo dà per scontato: a suo dire l'attuale leader del Cremlino avrebbe ammassato all'estero una fortuna da capogiro, pari ad "almeno 40 miliardi di dollari".

"Di fatto" Putin controllerebbe grazie ad una "rete non-trasparente di fondi offshore" il 37% del gruppo petrolifero Surgutneftegaz e il 4,5% di Gazprom. Suo sarebbe poi il 75% di Gunvor, una misteriosa e lucrosa compagnia elvetica che fa capo ad un amico del presidente russo, un certo Ghennadi Timcenko, e fa soldi a palate. Belkovski ha detto al 'Guardian' di aver avuto queste dirompenti informazioni da "fonti interne all'amministrazione presidenziale russa".

Il "tesoro di Putin" sarebbe nascosto in Svizzera e Liechtenstein. "Ovviamente - spiega il politologo al quotidiano britannico - il nome di Putin non compare in nessun registro di azionisti. C'é una rete non-trasparente di proprietà a scatole cinesi riguardanti società e fondi offshore. Il punto finale sta a Zug in Svizzera e nel Liechtenstein. Vladimir Putin dovrebbe essere il beneficiario". "Si tratta di almeno 40 milioni di dollari. Il massimo non sono in grado di dirlo. Temo di non essere a conoscenza di tutto. Forse è di più, molto di più", sostiene Belkovski. Malgrado non abbia né un ufficio a Mosca né un sito Internet la misteriosa Gunvor del businessman Timcenko (al pari di Putin un ex-colonnello del Kgb, i due si sarebbero conosciuti e avrebbero fatto amicizia verso la fine degli Anni Ottanta) ha fatto nel 2007 guadagni colossali: l'utile netto è stato di otto miliardi di dollari, su un giro d'affari di 43 miliardi.

Il 'Guardian' non si pronuncia sull'attendibilità delle accuse mosse dal politologo ma le trova degne del titolo più grande in prima pagina e le inquadra in una "lotta senza precedenti" scoppiata al Cremlino dopo che nei giorni scorsi Putin ha elevato a suo delfino il primo vicepremier Dmitri Medvedev e gli ha assicurato il suo pieno appoggio per le elezioni presidenziali della primavera prossima. Molto scontenta del "liberale" Medvedev sarebbe la cordata - capeggiata dal vicecapo dell'amministrazione presidenziale Igor Secin - dei cosiddetti 'siloviki' e cioé dei dirigenti che rappresentano il complesso militar-industriale e i servizi di sicurezza. Niente di davvero ideologico nella sorda lotta in corso tra i 'siloviki' e i 'liberali': la posta in gioco sono le enormi materie prime - greggio e gas in testa - che stanno facendo nuovamente della Russia una potenza di importanza mondiale. La fortuna accumulata da Putin all'estero sarebbe uno dei pomi della discordia, e in effetti dal resoconto del 'Guardian' non è chiaro se le presunte ricchezze del presidente russo depositate in Svizzera e Liechtenstein sono per lui e per i suoi bisogni o se costituiscono più in generale i fondi neri di un regime in apparenza pronto a tutto pur di rimanere in sella. Da parte sua, glissando sul fatto che in Russia gli oppositori hanno la tendenza a finir male, Belkovski si dice sicuro del fatto suo. Sulle "finanze nascoste" di Vladimir Vladimirovic Putin - apparentemente un segreto di Pulcinella tra la gente al vertice in Russia - ha già pubblicato un libro e gli sembra significativa una cosa: "Vladimir Vladimirovic non mi ha querelato".

Uno studio seppellisce miti e credenze mediche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2007

ROMA - Per chi è cresciuto con la convinzione che bere due litri d'acqua al giorno faccia bene, o che la gente usa solo il 10% del proprio cervello sarà un duro colpo. Uno studio pubblicato dal British Medical Journal smentisce queste ed altre credenze popolari entrate ormai nell'immaginario collettivo degli stessi medici. I ricercatori dell'Università dell'Indiana si sono divertiti a smentire, attraverso verifiche sull'effettiva pubblicazione su riviste scientifiche, alcune delle 'leggende metropolitane' che anche i medici tramandano: "Siamo stati sorpresi anche noi di scoprire che sono falsi miti - spiega Aaron Carroll, uno degli autori - perché sono cose che spesso si sentono raccomandare anche i pazienti. Tutti i medici con cui abbiamo parlato di questo lavoro si sono stupiti, e ci è voluto un po' per convincerli".

Il primo mito abbattuto dalla ricerca è quello che bisogna bere otto bicchieri d'acqua per stare bene, una delle raccomandazioni principali dei dietologi. In realtà l'unica traccia su questa teoria risale al 1945, ad una raccomandazione del 'Nutrition Council' americano:"Ma la raccomandazione parla di 'fluidi', non di acqua - spiega Rachel Vreeman, co-autrice dell'articolo - la quantità indicata, appunto circa due litri, comprende anche l'acqua contenuta negli alimenti, o nelle bevande come il caffé".

Fra le leggende metropolitane più comuni in campo medico c'é anche quella che gli esseri umani usano il 10% del proprio cervello, che resiste nonostante ormai si sia in grado di verificare il funzionamento della materia grigia in tempo reale grazie alla risonanza magnetica, e non siano mai emerse zone inattive.

Questo mito risale addirittura ai primi del '900 - scrivono gli autori - e molto probabilmente e' dovuto a sedicenti esperti che vendevano sostanze, come l'olio di serpente, con la pretesa che aumentassero le capacità cerebrali. Ancora più antica di questa, tanto che gli autori non sono riusciti a trovarne l'origine esatta, è la credenza, molto diffusa nei racconti dell'orrore, che i capelli e le unghie continuano a crescere per alcuni giorni dopo la morte:"Si tratta in realtà di un'illusione ottica - spiega Carroll - dovuta al fatto che quando si muore i tessuti del corpo cominciano a disidratarsi, la pelle si ritira e quindi le unghie sono più evidenti".

Una cosa simile, sostiene lo studio, succede ai capelli anche dei vivi, che contrariamente a quello che si pensa non crescono più forti e più sani se rapati a zero. In questo caso c'é addirittura uno studio scientifico che lo smentisce, datato 1928: da un vero e proprio trial clinico è emerso che il taglio non ha nessun effetto sulla struttura dei capelli, ma la leggenda è rimasta, proprio perché apparentemente i capelli appena tagliati appaiono più forti. I due ricercatori stanno raccogliendo decine di leggende metropolitane mediche, che finiranno in un libro. Tra queste ci sono anche il fatto che leggere con la luce bassa rovina gli occhi (in realtà non ci sono effetti sulla vista), o il mito diffuso negli Stati Uniti che mangiare carne di tacchino mette sonnolenza. Dal loro lavoro hanno tratto anche due utili insegnamenti:"Il primo è che non bisogna credere alle cose solo perché le sentiamo da altre persone - scrivono gli autori nelle conclusioni - e poi che bisogna sempre tornare e investigare anche sulle cose che si sono sempre ritenute vere".

Nuovo caso di meningite in Veneto. Vaccinazione di massa nel trevigiano

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/12/2007

L'allarme meningite sembrava essere rientrato in Veneto. Ma l'incubo si è ripresentato, con un nuovo ricovero. E' uno studente 25enne, di Conegliano (Treviso), iscritto alla facoltà di Farmacia all'università di Padova, ricoverato in rianimazione nel nosocomio della città per una sospetta sepsi da meningococco. Non sarebbe in pericolo di vita, ma serviranno 48 ore, avvertono i medici, per sciogliere la prognosi.

Il problema più serio è che, pur essendo dello stesso ceppo virulento, non avrebbe nulla a che vedere con la prima ondata di contagio di meningite, scoppiata nel trevigiano tra l'8 e il 9 dicembre.

Non solo: anche se si tratta sempre di un giovane trevigiano, il nuovo malato, sportivo e con la passione per il calcio, era in contatto con ambienti del tutto diversi da quelli comuni ai ragazzi colpiti dal meningococco nella prima ondata di meningite, fra l'8 e il 9 dicembre scorsi, che frequentavano soprattutto i locali e le feste ispano-americane nel trevigiano.

Insomma il Veneto potrebbe essere di fronte ad un nuovo focolaio di meningite, dopo che il primo ha causato la morte di tre pazienti, due giovani ed una donna, e costretto alla profilassi oltre 600 persone venute in contatto con i primi sei malati.

Vaccinazione di massa nel trevigiano

Sara' attuata una vaccinazione di massa anti meningite nel trevigiano per i giovani dai 15 ai 29 anni d'eta'. Lo hanno deciso le tre Usl di Pieve di Soligo, Asolo e Treviso nei cui territori rientrano i comuni dove si sono verificati i focolai di meningococco, gruppo C, in queste settimane.

Le prime ricostruzioni dei movimenti del ragazzo hanno accertato che sabato 15 dicembre, dopo una partita di calcio, il giovane si è recato a cena con amici in un locale non lontano da casa. E' tornato a Padova lunedì sera e in questi giorni non ha frequentato lezioni all'università. Sino a ora l'inchiesta epidemiologica avviata per identificare i contatti ed effettuare la necessaria profilassi ha individuato 26 persone con le quali lo studente è entrato in contatto a Padova, oltre ai quattro coinquilini. A Conegliano il numero sarebbe ben maggiore: "Pensiamo di tratti di 150-200 persone, per lo più giovani - afferma Del Favero - che ora stiamo contattando uno ad uno perché si sottopongano ai controlli e alla profilassi".

Per il ministero della Salute è quindi giustificata l'offerta immediata di una dose di vaccino anti-meningocccico C alla popolazione giovanile (15-29 anni) dei Comuni interessati del Veneto. Il vaccino diventa attivo entro due settimane ma è anche efficace contro lo stato di portatore sano e quindi riduce la trasmissione del germe. Il ministero ricorda anche l'importanza che la popolazione ed i medici del territorio siano avvisati che ogni caso di febbre, nei contatti dei casi, sia accuratamente valutato.

Pakistan: attentato moschea, sono oltre 50 i morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2007

PESHAWAR (PAKISTAN) - Sono almeno 50 i morti nell'attentato suicida alla moschea nel nord-ovest del Pakistan. Lo dice la polizia. E' stato un attentatore suicida a far strage oggi di fedeli in preghiera nella moschea del villaggio di Sherpao, nel distretto di Charsadda, nel nord ovest del Pakistan. Lo ha annunciato la polizia. Il kamikaze - ha detto Muhammad Sharif Virk, capo della polizia della provincia di frontiera del Nord Ovest - stava in seconda fila in mezzo ai fedeli allineati per le preghiere in occasione dell'Aid al Adha, la Festa islamica del Sacrificio che ricorda la biblica vicenda di Abramo e Isacco. Nella moschea c'erano anche l'ex ministro dell'Interno Aftab Sherpao e il figlio, ma sono illesi, secondo quanto reso noto un portavoce del suo partito. E' un ennesimo attentato in questa regione, vicina alla zone tribali frontaliere con l'Afghanistan, dove sono attivi combattenti taleban e militanti di Al Qaida che lottano contro il regime del presidente pachistano Pervez Muharraf.

Napolitano: trovare le risorse per le forze armate e le missioni all'estero

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/12/2007

Dobbiamo trovare le risorse per le forze armate e per le missioni in cui siamo impegnati all'estero. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, salutando in videoconferenza i militari italiani impegnati "fuori area".

Si tratta di responsabilita' costose - ha aggiunto Napolitano - alle quali pero' l'Italia non puo' sottrarsi.

L'Italia non puo' sottrarsi alle sue responsabilita'. Siamo un grande paese e dobbiamo avere il giusto senso del nostro ruolo storico, del nostro orgoglio nazionale.

Ricerca: CDM nomina Luciano Maiani presidente CNR

Adnkronos, http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1696407928, 21/12/2007

ORA PASSAGGIO NON VINCOLANTE A CAMERA E SENATO, IN CARICA TRA UN PAIO DI MESI

Roma, 21 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il Consiglio dei ministri ha dato il suo via libera alla nomina del fisico Luciano Maiani a presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Maiani proviene dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).