DEI RICCHI

2006 - Luglio - Settimana 3

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Indice dei giorni


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Domenica 16 Luglio 2006

Israele-libano: Papa, ingiustizie non motivano le rappresaglie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2006

AOSTA - Papa Benedetto XVI, al termine dell'Angelus a Les Combes, ha pronunciato un appello per la pace, dicendosi preoccupato per ''l'estendersi di azioni belliche in Libano''. IL Papa ha anche condannato il ricorso alle rappresaglie ed ha espresso le sue ''gravi preoccupazioni'', tra l'altro, ''per le numerose vittime tra la popolazione civile''. All'origine delle ''spietate contrapposizioni'' in Medio Oriente - ha detto - vi sono ''oggettive violazioni del diritto e della giustizia'': ma ''ne' gli atti terroristici ne' le rappresaglie possono giustificarsi'', soprattutto quando a pagarne ''le tragiche conseguenze'' e' la popolazione civile. Il Pontefice ha poi invitato a pregare per il Medio Oriente, per ''riportare i responsabili politici sulla via della ragione'' e far aprire ''nuove possibilita' di dialogo e di intesa''.

OLTRE 5.000 FEDELI PER L'ANGELUS DEL PAPA A LES COMBES

''Mi sono subito immerso in questo stupendo panorama alpino che aiuta a ritemprare il corpo e lo spirito, e oggi sono contento di vivere quest'incontro familiare''. Parlando ai circa 5.000 fedeli riuniti per l'Angelus nella spianata di Les Combes, Benedetto XVI, dopo la messa celebrata dal vescovo di Aosta Giuseppe Anfossi, Benedetto XVI ha parlato della sua ''gioia di trascorrere anche quest'anno un periodo di riposo qui, in Valle d'Aosta, nella casa che tante volte ha ospitato l'amato Giovanni Paolo II''.

Il Papa ha rivolto il suo ''cordiale saluto'' ai residenti e villeggianti, ha ringraziato il vescovo Anfossi, oltre ai sacerdoti, ai religiosi e alla comunita' diocesana. Ha rivolto un pensiero anche ai ''malati e i sofferenti'', prima di ringraziare i salesiani che hanno messo a disposizione la casa per la sua villeggiatura. Ha infine salutato le autorita' dello Stato e della Regione, l'amministrazione comunale di Introd, le forze dell'ordine e ''tutti coloro che in diversi modi collaborano al sereno svolgimento del mio soggiorno''.

''I carmelitani hanno diffuso nel popolo cristiano la devozione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, additandola come modello di preghiera, di contemplazione e di dedizione a Dio''. Ratzinger ha ricordato l'odierna ricorrenza della Beata Vergine del Monte Carmelo, il promontorio all'altezza della Galilea dove vissero vari eremiti, ''il piu' celebre dei quali - ha sottolineato - fu il grande profeta Elia''.

''Proprio ispirandosi alla figura di Elia - ha spiegato il pontefice - e' sorto l'ordine contemplativo dei carmelitani, famiglia religiosa che annovera tra i suoi membri grandi santi come Teresa D'Avila, Giovanni della Croce, Teresa di Gesu' Bambino e Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein''.

Il Papa ha voluto affidare alla Regina del Monte Carmelo ''tutte le comunita' di vita contemplativa sparse nel mondo, in modo speciale - ha aggiunto - quelle dell'ordine carmelitano, tra le quali ricordo il monastero di Quart, non molto lontano da qui''. Alle suore di clausura del monastero di Quart, Papa Ratzinger ha fatto visita nel pomeriggio di venerdi' scorso, nella sua prima uscita dal perimetro di Les Combes durante questa seconda vacanza valdostana.

Israele-libano: G8 chiede lo stop di ogni azione militare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2006

SAN PIETROBURGO - Il G8 intende chiedere la fine degli attacchi degli Hezbollah contro Israele e, quindi, la fine delle azioni militari israeliane. E' quanto riferiscono fonti tedesche a margine del summit del G8 a San Pietroburgo. Il G8 chiede inoltre che vengano liberati i soldati israeliani rapiti e auspica la creazione di una missione di osservatori in Libano sotto l'egida dell'Onu.

Il confronto sulla dichiarazione congiunta, che potrebbe essere pubblicata nelle prossime ore, se sara' concordata, proseguira' anche durante la cena. E' segno - si rileva - dell'esistenza di differenze che devono essere ancora colmate. Fra i punti controversi, sui quali non si hanno però conferme ufficiali, vi sarebbero il desiderio degli Stati Uniti di chiamare, in qualche modo, in causa, nel conflitto tra Israele e Libano, Siria e Iran, privilegiando la formula "i Paesi vicini" rispetto alla più generica "tutte le parti interessate", e il riferimento, o meno, a una tregua, che Washington non vuole, mentre accetta che si esprima un invito alla moderazione.

FOTO FAMIGLIA CONCLUDE SESSIONI LAVORO ODIERNE Il rito della foto di famiglia, di fronte alla palazzina che ospita le riunioni, ha concluso le sessioni di lavoro odierne del Vertice del G8, in corso a San Pietroburgo.

I capi di Stato e di governo si sono schierati all'aperto, quando un violentissimo acquazzone abbattutosi sull'area s'era appena esaurito.

Lo schieramento della foto di famiglia riproduceva quello intorno ai tavoli da lavoro e da pranzo: Putin aveva accanto a se' a destra Chirac e gli altri europei (all'estrema destra, Prodi) e a sinistra Bush e gli altri non europei (con l'aggiunta, all'estrema sinistra, della delegazione dell'Ue).

I leader dei Grandi si sono 'sbarazzati', con una sessione e una colazione di lavoro, di molti dei temi in agenda, pubblicando, tra l'altro, documenti sull'energia, l'istruzione, le emergenze sanitarie.

I testi erano gia' pronti e, la' dove c'erano differenze, come sul nucleare e sui cambiamenti climatici, i leader hanno scelto di dichiararle, invece che di ignorarle.

Esaurito, o quasi, il lavoro piu' semplice, resta da fare quello piu' impegnativo: concordare una posizione sulla crisi tra Israele e Libano che sia significativa e che possa avere un impatto ''duraturo'' - l'espressione e' del segretario di Stato americano Condoleezza Rice.

La crisi mediorientale fa velo a tutto il Vertice e prevale sulle altre crisi internazionali, pure sui contenziosi nucleari con l'Iran, di cui, comunque, si discute, e con la Corea del Nord -ma, qui, l'approvazione unanime, ieri sera, di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu soddisfa tutti.

Sul Medio Oriente, terreni d'intesa comuni e basi al testo che si sta elaborando sono costituiti dalla risoluzione 1559 dell'Onu su Libano e Siria e dalla road map.

Ma restano differenze di accenti e di priorita': Washington considera la crisi ''un momento di chiarificazione'', non vuole limitare il diritto d'Israele all'autodifesa e non fa propria la richiesta di tregua di Beirut, ma rinnova gli inviti alla moderazione.

Gli altri Paesi sembrano tutti convinti che la reazione d'Israele manchi d'eqilibrio, rispetto agli attacchi subiti, al punto che il presidente russo Vladimir Putin s'interroga se non vi sia sotto qualcosa di piu' che la liberazione dei tre soldati sequestrati (due dagli hezbollah, uno da Hamas).

A margine delle sessioni di lavoro plenarie, c'e' l'intreccio degli incontri bilaterali: il presidente Bush vede, in questo momento, il cinese Hu Jintao e, s'e' appreso da fonti americane, incontrera' domani i leader indiano e brasliano, invitati da Putin alla sessione del G8 con i Paesi emergenti (Cina, India, Sud Africa, Brasile, Messico).

DAL G8 INVITI ALLA MODERAZIONE, APPOGGIO A ONU

Pur con differenze d'accenti, il presidente statunitense George W. Bush e alcuni dei suoi principali interlocutori nel Vertice del G8 hanno concordato, questa mattina, nell'invitare Israele alla moderazione, per ridurre le sofferenze dei civili, e hanno espresso appoggio alla missione delle Nazioni Unite inviata nella regione per stemperare la crisi tra Israele e Libano.

L'indicazione scaturisce dagli incontri che Bush ha avuto con il premier britannico Tony Blair e il presidente francese Jacques Chirac. E' comune la preoccupazione di garantire la sicurezza di Israele, tutelare la democrazia del Libano e ridurre le sofferenze dei civili, anche se Bush insiste, con speciale vigore, sul diritto di Israele a difendersi dagli attacchi dei terroristi, in particolare degli hezbollah, e non invita alla tregua, chiesta dal governo di Beirut.

Il Vertice del G8, che discutera' della crisi mediorientale, dovrebbe pubblicare una dichiarazione in merito.

BUSH RIPETE,ISRAELE HA DIRITTO DI DIFENDERSI

Il presidente americano George W. Bush ha ripetuto oggi, in un incontro con il premier britannico Tony Blair in margine al G8 a San Pietrobrugo. che ''Israele ha diritto a difendersi''. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto pero' che Israele ''deve essere cosciente delle conseguenze'' derivate dall'esercizio di questo diritto. Bush ha inoltre rifiutato di appoggiare la richiesta libanese di un immediato cessate il fuoco nell'area.

RICE: VOGLIAMO FINE VIOLENZA DURATURA

Gli Stati Uniti e gli altri Paesi del G8 sono alla ricerca di una via che conduca a fare cessare le violenze tra Israele e Libano "in modo duraturo". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, a San Pietroburgo, in un briefing a margine del Vertice del G8.

CHIRAC: DATE PROVA DI MODERAZIONE

Il presidente francese Jacques Chirac, a San Pietroburgo per il G8, ha lanciato oggi un appello a Libano e Israele perche' facciano ''mostra di moderazione'' e ha detto di ritenere necessario un cessate il fuoco durevole.

IRAN, CONSIGLIO ONU RIPRENDE ESAME RISOLUZIONE, LAVROV

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu riprendera' al piu' presto l'esame della risoluzione sull'Iran 'congelata' in aprile, ha detto il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov da San Pietroburgo, dove e' in corso il vertice dei G8. L'annuncio segue le dichiarazioni di ieri dopo l'incontro bilaterale fra Vladimir Putin e George Bush, nel quale i due presidenti avevano annunciato una composizione delle rispettive posizioni sul dossier nucleare iraniano.

ENERGIA; SERVONO RAPPORTI FORTI PRODUTTORI-CONSUMATORI

Il mondo sta affrontando sfide di natura globale con una ''crescente interdipendenza'' nel settore dell' energia. Servono ''partnership rafforzate'' tra produttori, consumatori e paesi di transito per raggiungere una ''sicurezza energetica globale''. E' quanto si afferma nel documento finale sull' energia del G8.

Gli otto Grandi affermano anche che lo sviluppo di un mercato dell' energia globale ''trasparente, efficiente e competitivo'' e' la strada migliore da seguire per raggiungere appunto l' obiettivo di una sicurezza energetica globale. La questione delle forniture energetiche e' uno degli argomenti prioritari nell' agenda di lavoro del summit di San Pietroburgo.

In particolare, la Russia chiede una sicurezza della domanda da parte dei paesi consumatori, mentre questi ultimi - praticamente gli altri sette presente a San Pietroburgo - chiedono piu' sicurezza nell' offerta.

Lo scorso inverno una crisi politica ed economica tra Russia ed Ucraina (paese di transito) creo' diversi problemi di fornitura del gas russo ad alcuni paesi europei.

G8: IL DOCUMENTO SULL'ENERGIA

Ecco in sintesi i punti chiave del documento sulla sicurezza energetica approvato dal vertice dei G8 di San Pietroburgo:

- La sfida e' assicurare all'umanita' rifornimenti sufficienti, affidabili, responsabili dal punto di vista ambientale, a prezzi di mercato.

- I problemi da affrontare sono gli alti e volatili prezzi del petrolio; la crescente domanda; la crescente dipendenza dall'import in molti paesi; gli enormi investimenti richiesti; la protezione ambientale; i cambiamenti climatici; la vulnerabilita' delle infrastrutture; l'instabilita' politica, i disastri naturali e altre minacce. Rischi di carattere globale che richiedono una partnership per la sicurezza energetica, nella quale i governi e le istituzioni internazionali giocano un ruolo importante.

- Non ci puo' essere sicurezza energetica globale ne' si possono raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio senza un accesso sostenibile al carburante per 2,4 miliardi di persone e all' energia elettrica per 1,6 miliardi che al momento sono prive di quell'accesso. Non possono venire dimenticati o marginalizzati.

- Data la volonta' politica, la comunita' internazionale puo' in effetti affrontare tre istanze correlate: sicurezza energetica, crescita economica, protezione ambientale. Occorrono eque e competitive risposte basate sul mercato.

- La sicurezza energetica sara' perseguita tramite un approccio concordato e comprensivo che tenga conto del Piano di azione sui cambiamenti climatici (G8 di Gleneagles) e della Convenzione dell'Onu sui cambiamenti climatici.

- I leader del G8 si impegnano: a una forte crescita economica globale, accesso effettivo ai mercati, investimenti in ogni stadio della catena energetica; mercati aperti, trasparenti, efficienti e competitivi; cornice legale e normativa trasparente ed equa per investimenti sostenibili; dialogo sulla prospettiva di crescente interdipendenza,sicurezza dei rifornimenti e della domanda; diversificazione dei rifornimenti e della domanda, delle fonti, dei mercati geografici e settoriali, delle vie e mezzi di trasporto; promozione del risparmio energetico; compatibilita' ambientale e trasferimento delle tecnologie pulite che aiuti a tenere sotto controllo il clima; scoraggiamento della corruzione; cooperazione nelle emergenze energetiche, inclusa la pianificazione coordinata di depositi strategici; salvaguardia delle infrastrutture.

- Piano d'azione: interventi per aumentare trasparenza, prevedibilita' e stabilita' dei mercati globali di energia; migliorare il clima per gli investimenti; attenzione all' efficienza energetica e al risparmio; diversificazione; sicurezza fisica delle infrastrutture; riduzione della poverta' energetica; attenzione ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.

ITALIA ORGANIZZERA' FORUM MONDIALE SU EDUCAZIONE E RICERCA

L'Italia organizzera' un Forum mondiale con l'obiettivo di individuare le linee centrali per uno sviluppo efficace dei sistemi educativi nelle societa' avanzate. E' quanto si legge nel documento finale sull'educazione approvato oggi dal G8 di san Pietroburgo. Il Forum mondiale sara' organizzato in collaborazione con l'Unesco su questo tema: ''educazione, innovazione e ricerca, una nuova partnership per uno sviluppo sostenibile''.

Il lungo documento sul futuro del sistema educativo occidentale si apre con la sottolineatura che ''l'educazione e' il cuore del progresso umano'' e ricorda che ''una societa' innovativa prepara la sua gente ad affrontare i cambiamenti''.

Gli Otto grandi si impegnano a ''sviluppare e integrare'' tutti e tre gli elementi ''del triangolo della conoscenza'', cioe' educazione, ricerca ed innovazione. Ricordano inoltre che l'educazione crea ''reciproca comprensione''; bisogna quindi creare ''networks di ricerca'' e ''piu' alti livelli educativi'' per i quali vale la pena fare forti investimenti.

'GRANDI' INCONTRANO PICCOLI, G8 GIOVANI INTERROGA LEADER

Gli Otto grandi incontrano gli Otto piccoli: al G8 di San Pietroburgo i leader delle potenze mondiali rispondono alle domande di ragazzi fra i 13 e i 17 anni provenienti da tutti i paesi del G8.

I ragazzi hanno lavorato agli stessi temi portanti dell' agenda del G8, sicurezza energetica, educazione, lotta alle malattie infettive. Hanno elaborato loro programmi e risoluzioni che ora sottopongono ai loro capi di governo, e si stanno dimostrando molto puntuali nelle loro domande. Fra le prime rivolte al presidente russo Vladimir Putin, padrone di casa del summit, c'e' la ricerca di fonti alternative agli idrocarburi.

MALATTIE INFETTIVE, GRANDI INVIDUANO SEI AREE AZIONE

I Grandi del Mondo, riuniti a San Pietroburgo per il Vertice del G8, hanno individuato sei aree d'azione per combattere le malattie infettive, come l'Aids, che sono la principale causa di morte in assoluto e che frenano lo sviluppo economico e impediscono il rispetto degli obiettivi di lotta alla poverta' (i cosiddetti Millennium Goals).

Nelle loro conclusioni i leader degli Otto riconoscono che i problemi sono acuti specialmente in Africa e che l'emergere di rischi di pandemia richiede ''immediata attenzione''.

Ci vuole -afferma un documento approvato dal Vertice e pubblicato- ''un'azione efficace, coordinata e complessiva per combattere tutte le malattie infettive''.

Le sei aree d'azione sono:

- una cooperazione internazionale migliorata nel controllo e nella sorveglianza delle malattie infettive, con trasparenza, da parte dei Paesi, nello scambio di informazioni.

- l'intensificazione della ricerca e degli scambi scientifici nell'area delle malattie infettive.

- il sostegno agli sforzi delle organizzazioni internazionali competenti per rispondere in modo efficace all'emergere dell'influenza aviaria.

- il rispetto degli impegni gia' assunti dal G8 sulle maggiori malattie infettive.

- il miglioramento dell'accesso alla prevenzione e al trattamento delle malattie infettive per quanti ne hanno bisogno e non possono permetterseli.

- la collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti per mitigare le conseguenze sanitarie di emergenze e catastrofi sia naturali che causate dall'uomo.

Il documento ha un allegato in cui ogni Paese ricorda quanto ha fatto in quest'area. L'Italia cita i contributi finanziari a numerosi fondi e campagne, lo creazione di un meccanismo per sviluppare ricerca e sviluppo di nuovi vaccini d'interesse dei Paesi piu' poveri e il sostegno di fondo alle iniziative di rafforzamento dei programmi sanitari e di prevenzione nel Terzo Mondo.

POLIZIA DISPERDE MANIFESTAZIONE A SAN PIETROBURGO, FERMI

La polizia russa ha disperso stamane una manifestazione di no global a San Pietroburgo, dove e' in corso il vertice dei G8. Una trentina di dimostranti sono stati fermati. I no global, fra cui anche cittadini dell'Unione europea, avevano bloccato una strada del centro della citta' per esporre uno striscione con la scritta 'No G8'.

I partecipanti ai contro-vertici sono stati confinati in uno stadio all'altro capo dell'ex capitale zarista, rispetto al complesso dove si tiene il vertice. Le autorita' cittadine hanno vietato qualunque dimostrazione per i giorni del summit.

Lunedì 17 Luglio 2006

Bush: Siria e Iran sostengono terrorismo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/07/2006

8.22 E' la Siria che incoraggia il terrorismo contro Israele in Medio Oriente, è l'Iran che lo finanzia: lo ha detto il presidente degli Usa George W. Bush a San Pietroburgo. Bush ha inoltre definito "importante" il documento approvato dal vertice del G8 sul conflitto israelo-libanese. Il documento sugli atti di guerra tra Israele e Libano non cita in modo esplicito Siria e Iran, ma denuncia "gli elementi estremisti e coloro che li sostengono", un'espressione che per gli Stati Uniti indica Siria e Iran.

Pessotto incontra le due figlie, sono felicissimo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/07/2006

»SABATO AL VIA APPELLO, RICORRE L'ACCUSA

»LA FIORENTINA PRESENTA IL RICORSO

»JUVE: SI SPERA INELL'APPELLO E IL TITOLO TORNA A VOLARE

»MILAN RICORRE, TIFOSI PROTESTANO

TORINO - A tre settimane dall' incidente che ha rischiato di metterlo ko per sempre, Gianluca Pessotto ha riabbracciato le due figlie, Federica e Benedetta, di 10 e 5 anni. Poi, ai medici delle Molinette di Torino che gli hanno chiesto come si sentisse ha detto: "Sono felicissimo".

Due sole parole, sufficienti però a comprendere lo stato d' animo del team manager della Juventus. Questo, non ci sono dubbi, è stato per lui il giorno più bello dal 'black out' dello scorso 27 giugno. Niente di paragonabile neppure alla soddisfazione di vedere al proprio capezzale la Coppa del mondo vinta dagli azzurri, come gli è capitato la scorsa settimana, né alla gioia di aver riscoperto i tanti amici che hanno fatto a gara per andare a trovarlo, per non lasciarlo mai solo, per dimostrargli tutto il loro affetto in questo momento di dolore. In un solo colpo, infatti, l' ex campione della Juve ha riabbracciato la vita, la parola e le sue bambine.

E' accaduto tutto in meno di 12 ore. Prima la decisione di staccare i tubi, questa mattina presto, che ha ridato fiato ai suoi polmoni senza l' aiuto dei macchinari. "Ha dato un colpo di tosse - è il racconto emozionato della dottoressa Monica Vaj, che ha eseguito l' operazione - poi gli abbiamo chiesto come si chiamasse e lui, senza esitare ci ha risposto 'Gianluca'", con una voce che è ancora incerta, ma che per diversi giorni si è temuto di non sentire più. E invece il peggio è passato, tanto che nel pomeriggio i sanitari lo dichiarano "fuori pericolo di vita". "Resterà ancora un paio di settimane in rianimazione - spiega Donadio - poi verrà trasferito in un altro reparto, dove dovrà seguire una riabilitazione che ancora non sappiamo quanto sarà lungo".

Una cosa, comunque, è certa: "Gianluca uscirà dall' ospedale - aggiunge - mentalmente integro e senza deficit motori", anche se deve ancora essere sottoposto ad un intervento alle vertebre. In altre parole, "camminerà con le sue gambe e penserà con la sua testa", rassicura prima di lasciarsi andare in un grande sorriso distensivo che scompare però quando si appella ai media: "Abbiamo bisogno - è la sua richiesta - che non venga a sapere la natura del suo incidente dalla televisione, che chiede con insistenza di poter vedere. Ancora non ricorda quello che gli è successo e se qualcuno deve entrare nell' argomento non siamo certo noi, ma gli psichiatri".

Anche le bambine, biondissime e bellissime, non sanno cosa sia accaduto. Per loro il papà ha avuto un incidente d' auto in Germania, dove era andato per seguire i Mondiali. Una bugia necessaria, perché alla loro età farebbero fatica a capire. Quello che conta davvero, però, è che abbiano riabbracciato il loro papà, accompagnate da tutto il resto della famiglia: la mamma Reana, i nonni paterni e materni e lo zio Vanni. Il resto guarirà con il tempo e con il loro amore.

Martedì 18 Luglio 2006

Veglia a Roma, politici da destra a sinistra per sostenere Israele

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2006

ROMA - Più di mille persone si sono radunate ieri sera davanti alla Sinagoga di Roma per partecipare alla veglia di solidarietà per Israele organizzata dalla Comunità ebraica della capitale, la più antica della diaspora. In via Catalana non c'erano solo semplici cittadini ma anche numerosi rappresentanti del mondo politico.

La delegazione Udc era guidata dal segretario Lorenzo Cesa, numerosi i rappresentanti di Forza Italia, tra cui l'ex presidente del Senato Marcello Pera che indossava la kippah, Giuseppe Pisanu, Paolo Bonaiuti e Sandro Bondi. Tra i primi ad intervenire dal palco allestito ai piedi della Sinagoga il segretario dei Ds Piero Fassino e il presidente di An Gianfranco Fini.

Del tutto trasversale la partecipazione politica alla manifestazione: destra e sinistra si sono unite per sostenere Israele. Presenti tra gli altri anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, i parlamentari Furio Colombo (Ds), Rino Piscitello ed Antonio Polito della Margherita, Marco Boato dei Verdi, Stefano D'Elia e Daniele Capezzone della Rosa nel Pugno. Hanno partecipato inoltre, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Levi e quello agli Esteri Gianni Vernetti.

Sul palco sono saliti anche due esponenti del mondo del giornalismo: Giuliano Ferrara e Carlo Rossella. Per la comunità ebraica erano presenti il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e il vicepresidente e portavoce della Comunità Riccardo Pacifici. Il presidente degli ebrei romani Leone Paserman è intervenuto telefonicamente. "Siamo qui per difendere Israele e il suo diritto di esistere. Grazie a tutti quelli che sono venuti qui, peccato per coloro che non hanno partecipato", ha detto Di Segni.

Aiuto da batteri per riparare le lesioni nervose

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2006

ROMA - Da un batterio potrebbe arrivare una speranza per far ricrescere i nervi del midollo spinale danneggiati da una lesione e riparare così il danno motorio ad essa conseguente. Infatti, trattati con l'enzima batterico "sialidasi", ratti che hanno subito un trauma spinale hanno mostrato un'intensa rigenerazione delle fibre nervose, nella ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Secondo gli autori della ricerca, condotta nelle università Johns Hopkins e del Michigan, l'enzima agisce eliminando una molecola che blocca la crescita di nuove fibre nervose. Dopo quattro mesi dopo il trattamento con l'enzima, più del doppio dei nervi nel midollo spinale dei ratti trattati ha sviluppato nuove fibre nervose rispetto ai nervi dei roditori non trattati con l'enzima.

I ricercatori, diretti da Ronald Schnaar, hanno simulato una lesione del midollo spinale dovuta alla perdita di un braccio e che provoca lo strappo delle radici nervose midollari che vanno verso l'arto superiore. Si verifica tipicamente per traumi cervicali da incidente motociclistico. In questi casi la lesione spinale è irreversibile. Poiché è molto ricco di nervi, il midollo spinale in condizioni normali il midollo spinale utilizza delle molecole per evitare la crescita di nuove fibre e quindi la formazione di fibre in eccesso. Ciò naturalmente va a scapito delle sue potenzialità di guarigione dopo un trauma. Provocando una lesione alla zampa anteriore del ratto simile alla perdita del braccio nell'uomo, i ricercatori hanno trapiantato un nervo periferico nella zona lesionata e hanno testato vari enzimi per tenere sotto controllo gli inibitori della crescita di nuove fibre, trovando che la sialidasi è efficace. E' emerso così che l'enzima è efficace nel ridurre i fattori inibitori che bloccano la crescita di nuove fibre dal midollo. Nei roditori trattati, infatti, raddoppia la crescita delle fibre nervose che partono dal midollo spinale e si vanno ad attaccare al nervo trapiantato.

Resta da capire se questa pratica chirurgica sperimentale dia dei risultati in termini di recupero di funzionalità motorie una volta che le nuove fibre sono cresciute. Gli esperti cercheranno di applicare la stessa tecnica per riparare ad altri tipi di lesioni spinali, ma i risultati applicativi, se mai ve ne saranno, non sono dietro l'angolo.

Mercoledì 19 Luglio 2006

Afghanistan: si' della camera a proroga della missione, testo al Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2006

ROMA - Sì dell'Aula della Camera al provvedimento che proroga la partecipazione italiana alle missioni militari all'estero, tra cui quella in Afghanistan. Il testo ora passa al Senato. I voti a favore sono stati 549, quattro quelli contrari. Quando il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha annunciato il risultato della votazione in Aula si è levato un applauso.

Sono quattro i deputati di Rifondazione Comunista che, in dissenso dal gruppo, hanno votato contro il disegno di legge sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero: Francesco Caruso, Salvatore Cannavò, Gian Luigi Pegolo e Alberto Burgio. Un altro 'dissidente' del Prc, Franco Russo, ha invece deciso di non partecipare al voto. Mentre Marilde Provera, anche lei contraria alla proroga della missione in Afghanistan, ha dichiarato in aula il suo sì ma, ha detto, "solo per questa volta".

PRODI: BENE IL VOTO. PROBLEMI AL SENATO? NO

Il presidente del Consiglio Romano Prodi, conversando con i cronisti all'uscita dell'Aula di Montecitorio, si è detto "soddisfatto" dell'esito del voto sul ddl per le missioni all'estero. E, a chi gli chiedeva se prevede problemi al Senato, ha risposto: "No".

'DISSIDENTI' PRC VOTANO CONTRO PROROGA

Salvatore Cannavò, Alberto Burgio e Gian Luigi Pegolo, deputati 'dissidenti' del Prc, hanno annunciato in Aula alla Camera che voteranno contro la proroga delle missioni militari italiane all'estero. I deputati del Prc hanno ribadito, in interventi a titolo personale ed in dissenso dal loro gruppo, che questo voto contrario "non rappresenta una sfiducia al governo e non fa venir meno il rapporto di fiducia con il partito". Franco Russo ha invece comunicato che invece si asterrà sul voto finale.

BERLUSCONI: SI' PERCHE' L'ITALIA NON TRADISCA I PATTI

Siamo una opposizione costituzionale che vota sì "compatta" al rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan perché "crediamo che l'Italia non possa permettersi di tradire il fronte" internazionale in cui è sempre stata e i patti che ha stipulato. Lo ha detto il leader della Cdl Silvio Berlusconi, nel suo intervento nel corso del dibattito sul voto per il finanziamento delle missioni all'estero. "Il nostro voto - ha aggiunto - non è tattica parlamentare", ma semmai "opposizione costituzionale" che vota di regola contro la maggioranza ma non su questioni di principio.

CACCIARI(PRC) SI DIMETTE PER NON VOTARE PROROGA

Piuttosto che votare la proroga delle missioni militari italiane all'estero, Paolo Cacciari del Prc si dimette da deputato. Cacciari ha dato l'annuncio nell'Aula della Camera intervenendo in dichiarazione di voto sulle mozioni sulla missione in Afghanistan, spiegando che non avrebbe preso parte né alla votazione sulle mozioni né a quella finale sul provvedimento.

Israele-libano: truppe israeliane oltre il confine

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2006

TEL AVIV - Truppe di terra israeliane hanno di nuovo attraversato il confine col Libano per effettuare attacchi mirati agli avamposti dei guerriglieri di Hezbollah. ''Si tratta di operazioni militari mirate e concentrate'' ha riferito un portavoce dell'esercito con la Stella di Davide.

BEIRUT, BOMBE ANCHE SU ZONA CRISTIANA

Per la prima volta dall'inizio della guerra, caccia F-16 israeliani hanno colpito stamani a Beirut un camion anche nei pressi del quartiere cristiano di Ashrafiyeh, nella zona est della capitale libanese. Lo ha riferito la Tv araba Al-Arabiya, citando fonti della polizia libanese. Nel bombardamento israeliano di stamani nel quartiere cristiano di Ahrafiyeh e' stata colpita e gravemente danneggiata un'abitazione vicina alle due scavatrici bersagliate a colpi di missili. Un ufficiale della polizia libanese sul posto ha precisato all'Ansa che uno dei tre razzi ha centrato una scavatrice mentre gli altri due ne hanno mancata una seconda che si trova a pochi metri di distanza. Nella zona sono era concentrate decine di civili che cercano di rendersi conto di quanto sta avvenendo.

RAZZI SU HAIFA

Haifa e' stata bombardata per il quarto giorno consecutivo dai razzi dei guerriglieri libanesi hezbollah. Una colonna di fumo si leva nel centro della citta'. Alcuni edifici sono stati centrati e hanno subito gravi danni. Secondo i servizi di soccorso non si segnalano vittime.

BILANCIO NOTTE 50 MORTI, RAID BEIRUT SUD

Nuovi bombardamenti sono stati compiuti stamani dopo l'alba da caccia israeliani a Beirut sud, sui quartieri roccaforte dei miliziani sciiti filoiraniani Hebollah, mentre un bilancio complessivo degli attacchi della notte su varie localita' libanesi, soprattutto nella fascia meridionale del paese, danno per ora un bilancio di una cinquantina di morti.

Il centro piu' devastato da missili e cannonate - si presume da unita' navali in mare - e' quello di Srifa, 20 chilometri a est della citta' portuale di Tiro. Responsabili della municipalita' e la polizia parlano di 21 morti e 30 feriti, ma anche di difficolta' di raggiungere le aree colpite con i mezzi di soccorso perche' le strade dono distrutte. ''Ci sono decine di morti e feriti, almeno una decina di case distrutte se non di piu' - ha detto Afif Najdi, capo del municipio, ai microfoni della tv di Dubai Al Arabiya - e non siamo in grado di portare soccorso perche' le ambulanze e le nostre auto non possono arrivarci, le strade non esistono piu', ci sono solo macerie''.

Piu' a nord di Tiro, a Nabatiye, nel cuore del Libano del sud, i bombardamenti hanno provocato altri sei morti (un libanese con i suoi tre bambini, un sudanese ed un cittadino originario dello Sri Lanka), nelle loro abitazioni circostanti la piazza del mercato. Vicino a Baalbek, nel nord della valle della Bekaa, altri attacchi sono stati compiuti a Maraboun (cinque morti) ed a Nabi Shit (sei). A est di Tiro, a Sala, attacchi hanno causato cinque morti, dei quali sono stati recuperati i cadaveri (in un primo momento sembrava ce ne fossero dieci). A Ghaziye, dove e' stato colpito un centro commerciale, sono stati recuperati altri cinque cadaveri. Infine quattro vittime sono anche segnalate a Rmaish, quasi sulla linea di confine tra Libano e Israele.

700MILA SFOLLATI SECONDO CROCE ROSSA LIBANO Sarebbero almeno 700mila gli sfollati in Libano ed il loro numero e' in costante aumento, secondo una stima della Croce rossa libanese resa nota a Ginevra. In precedenza il responsabile dell'Unicef a Beirut aveva parlato di mezzo milione di profughi. Dallo scoppio del conflitto tra Israele e l'Hezbollah libanese, lo scorso 12 luglio, la Croce rossa del Libano ha mobilitato oltre 500 volontari specializzati nelle operazioni di soccorsi, precisa una nota pubblicata a Ginevra dalla Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa . Anche secondo il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) moltissime persone fuggono dal sud e dai sobborghi meridionali di Beirut, ma il numero degli sfollati ''e' per ora impossibile da valutare''. La maggioranza degli sfollati ha trovato rifugio in scuole sovraffollate e parchi all'aperto. Inoltre - precisa il Cicr in una nota - decine di migliaia sono passate in Siria.

UNICEF, 500.000 SFOLLATI IN LIBANO

L'offensiva israeliana ha spinto 500.000 persone alla fuga in Libano, dove la situazione umanitaria e' ''catastrofica''. Lo ha detto il rappresentante dell'Unicef a Beirut, Roberto Laurenti.

OLMERT, IRAN DIETRO RAPIMENTO SOLDATI

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha detto oggi che il rapimento di due soldati israeliani sul confine israelo-libanese da parte di un commando degli Hezbollah ''non e' stato accidentale ma e' stato concordato con l' Iran al fine di distogliere l'attenzione internazionale dalla questione (dei piani nucleari) dell' Iran''. Il premier ha detto oggi che Israele ''non esclude la possibilita' di un negoziato politico per risolvere la crisi (col Libano) a condizione che si basi sui principi della decisione del G8, cioe' liberazione immediata e incondizionata dei soldati rapiti e attuazione della risoluzione dell' Onu 1559''. Lo ha riferito un comunicato emesso stasera dall' ufficio di Olmert, precisando che il premier si e' cosi' espresso in un incontro con ambasciatori e capi di missioni diplomatiche israeliane in procinto di raggiungere le loro sedi all' estero. Olmert ha detto questa sera a proposito della proposta di formare una forza multinazionale di interposizione in Libano: ''E' un buon titolo ma la nostra esperienza ci ha insegnato che dietro di questo non c'e' nulla. Anche oggi c'e' in Libano una forza multinazionale (l' Unifl, ndr) e noi vediamo cio' che fanno. Voglio essere prudente su questo argomento e mi pare che sia prematuro discuterne''. Olmert ha poi detto che ''nessuno nella comunita' internazionale ci chiede di cessare le operazioni (in Libano) prima del rispetto della decisione del G8 per la cui attuazione e' probabile che dovremo condurre un negoziato politico, ma non con gli Hezbollah. In ogni caso l' inizio di un negoziato non porra' fine alle operazioni (in Libano) ma solo il ritorno dei soldati rapiti''.

IL G8 HA INDICATO LA STRADA CONTRO CRISI IN MO

''Io mi ritrovo pienamente nel comunicato del G8: mi sembra che questo indichi la strada''. Lo ha detto Benedetto XVI al rientro dall'escursione dal passo del Gran San Bernardo, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, su cosa dovrebbe fare la comunita' internazionale rispetto alla crisi israelo-libanese. ''Non avrei altre cose da aggiungere - ha proseguito il pontefice - se non l'importanza della preghiera perche' Dio ci aiuti''.

GIOVEDI' NUOVA EVACUAZIONE ITALIANI

Una nuova evacuazione via mare dei cittadini italiani che si trovano ancora in Libano è stata organizzata per dopodomani dal porto di Beirut. Lo ha reso noto oggi l'ambasciata d'Italia a Beirut. L'ambasciata ha precisato che l'evacuazione di giovedì è - per il momento - l'ultima prevista.

OLMERT, GUERRA A HEZBOLLAH CONTINUERA'

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha detto oggi agli inviati dell' Onu che ''le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah andranno avanti e che Israele continuera' a colpire questa organizzazione fino a quando non riavra' i soldati rapiti e fino a quando non sara' garantita la sicurezza dei cittadini israeliani''. Lo ha annunciato un comunicato diffuso dall' ufficio del primo ministro.

DIPLOMAZIA AL LAVORO

Intanto si sta mettendo al lavoro anche a Gerusalemme la diplomazia, con l'obiettivo di fermare la guerra. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha incontrato la delegazione inviata in Medio Oriente dal segretario Onu Kofi Annan per cercare di creare le condizioni per un cessate il fuoco. Livni ha ribadito che Israele chiede la liberazione dei suoi soldati sequestrati dall'Hezbollah, l'attuazione della risoluzione 1559 Onu, l'allontanamento dalla frontiera e il disarmo dei miliziani sciiti. L'inviato Onu Terje Larsen ha definito le discussioni "buone e produttive". Livni ha anche affermato che bisogna impedire "che Iran e Siria, e l'Iran attraverso la Siria, riarmino gli Hezbollah in futuro, riportandoci alla situazione precedente".

ANNAN: FORZA? PRIMA CESSARE LE OSTILITA'

Prima di prendere in considerazione la possibilità di inviare una forza di stabilizzazione in Libano è necessario che prima "cessino le ostilità". Lo ha affermato a Bruxelles il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

LA GIORNATA

Questo il film della giornata, con i momenti più salienti del settimo giorno di guerra non dichiarata tra Israele e Libano:

- 00:12: Israele mobilita tre battaglioni di riservisti di fanteria.

- 00:15: L'aviazione israeliana bombarda una caserma dell'esercito libanese a Jamhur. Muoiono 10 militari libanesi.

- 00:42: Almeno sei civili muoiono nel bombardamento israeliano ad un villaggio del sud del Libano, secondo il sindaco del villaggio alla tv di Hezbollah, 'al Manar'.

- 01:00: Nuovo raid dell'aviazione israeliana su Beirut. Colpita un'altra caserma dell'esercito nel sobborgo di Kfar Shima. Vittime fra i militari libanesi.

- 02:25: Israele intima agli abitanti del villaggio libanese di Aita Ach-Chaab di evacuare prima dell'alba.

- 08:43: Le forze armate israeliane hanno bisogno di alcune settimane di guerra per raggiungere in Libano i suoi obiettivi, dice il gen. Kaplinsky, vicecapo di stato maggiore.

- 10:00: Il ministro della sicurezza pubblica israeliano, Avi Dichter, non ha esclude che Israele possa negoziare per ottenere la restituzione dei due soldati rapiti dagli Hezbollah.

- 10:03 Suona l'allarme a Haifa. Alcuni razzi lanciati dal Libano cadono in mare al largo del porto israeliano.

- 10:07: I soldati israeliani sventano nella notte un' infiltrazione di Hezbollah nel villaggio di frontiera di Avivim, in alta Galilea, riferisce la radio militare.

- 10:24: La Russia comincia l'evacuazione dei suoi cittadini dal Libano.

- 10:25: Il premier libanese, Fouad Siniora, riceve gli ambasciatori di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia per un esame della situazione.

- 10:30: La ministro degli esteri israeliana, Tzipi Livni, insiste per la piena applicazione della risoluzione 1559 dell'Onu (disarmo dei guerriglieri Hezbollah) e per la liberazione incondizionata dei soldati rapiti. Dice che gli osservatori Unifil (Onu) nel sud Libano sono stati insoddisfacenti e che non potranno essere loro a presidiare il confine Israele-Libano.

- 10:47: Il segretario dell'Onu, Kofi Annan, auspica che la forza di stabilizzazione in Libano diventi "più consistente", ma che prima è necessario che cessino le ostilità. La forza dovrà avere un "mandato differente".

- 11:14: Gli Hezbollah hanno lanciato su Israele 1.500 razzi e missili dall'inizio della crisi in Medio Oriente, dice il vicepremier israeliano, Shimon Peres, a SkyNews.

- 11:15: Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, critica "la resistenza palestinese e libanese", le cui operazioni contro Israele danno solo "risultati limitati".

- 11:18: Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, dice che l'Ue è pronta a contribuire a una forza di stabilizzazione in Libano.

- 11:22: Uno dei deputati libanesi di Hezbollah, Hussein Hajj-Hassan, denuncia come "condizioni israeliane" le proposte occidentali, Ue e Onu per un cessate il fuoco in Libano.

- 11:32: Caccia israeliani bombardano un strada che collega Beirut alla valle della Bekaa, fra le ultime percorribili.

- 11:46: Razzi degli Hezbollah piovono su Safed e Tiberiade.

- 11:47: Secondo allarme a Haifa. Razzi dal Libano piovono in una zona aperta. Il ministro della sanità israeliano, Yaakov Edri dirà poi di essere rimasto incolume per miracolo.

- 12:38: Tre cittadini giordani - una madre con i due figlioletti - restano uccisi in un raid aereo israeliano nella Valle della Bekaa, riferisce la Tv araba 'al Arabiya'.

- 13:37: Nuovi bombardamenti israeliani sui quartieri sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah.

- 13:58: Il vicecomandante dell'esercito israeliano, gen. Kaplinsky, non esclude una futura offensiva terrestre in Libano.

- 14:48: Israele non esclude il dispiegamento di una forza internazionale in Libano, purché "molto forte", afferma il ministro israeliano all'ambiente, Gideon Ezra.

- 15:06: Il premier Ehud Olmert dice agli inviati Onu che "le operazioni militari contro gli Hezbollah andranno avanti".

- 15:20: Nuovo raid contro la caserma libanese di Jamhur.

- 15:27:Il Pentagono ordina al gruppo navale della Uss Iwo Jima di assistere l'evacuazione di cittadini Usa.

- 16:17: Un morto per un razzo caduto a Nahariya, in Galilea.

- 16:43: L'Hezbollah iraniano dice di essere pronto ad attaccare gli interessi di Israele e Stati Uniti nel mondo.

- 17:37: Il premier libanese, Siniora, rivolge un appello ai Paesi arabi e alla comunità internazionale perché si adoperino per un cessate il fuoco immediato.

- 17:38: Ancora volantini israeliani sul Libano meridionale che intimano ai civili di fuggire verso nord.

- 18:47: L'aviazione israeliana distrugge camion di armi e munizioni per gli Hezbollah provenienti dalla Siria.

- 19:00: L'offensiva israeliana ha spinto 500.000 persone alla fuga in Libano, dice il rappresentante Unicef a Beirut, Roberto Laurenti.

Nuovi bombardamenti su Beirut

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2006

Il boato di tre potenti esplosioni é stato nuovamente udito poco fa nella capitale libanese Beirut. L'emittente Tv al Arabiya ha precisato che si tratta di nuovi bombardamenti sulla parte Sud della città, già ripetutamente colpita nei giorni scorsi. Non è chiaro al momento se si tratti di raid aerei o di colpi sparati dai cannoni delle unità navali israeliane che incrociano al largo di Beirut.

OGGI ALMENO 60 CIVILI UCCISI IN LIBANO

Sono almeno 60 i civili rimasti uccisi oggi in Libano, nella giornata più sanguinosa dall'inizio dell'offensiva israeliana contro il paese arabo. Il primo ministro libanese Fuad Siniora ha detto che in sette giorni le vittime fra la popolazione civile sono 300. La Croce rossa internazionale ha parlato di almeno 310 morti.

ONU: ALLARME PER LA SITUAZIONE UMANITARIA

Grave allarme per la crisi umanitaria che si sta creando in Libano e' stato espresso all'Onu dal vice segretario generale Mark Malloch Brown. 'Troppi civili hanno pero la vita da una parte e dall'altra del confine', ha detto Malloch Brown sostenendo l'urgenza di un negoziato per arrivare al piu' presto a una 'soluzione politico-diplomatica'.

RAZZI SU HAIFA

Almeno due nuovi razzi sparati dai miliziani hezbollah sono caduti questa sera su Haifa, nel nord di Israele. Al momento non si ha notizia di feriti. La terza città israeliana è già stata colpita più volte negli ultimi giorni dai razzi degli hezbollah.

COLPITA NAZARETH, TRE MORTI

Nazareth è stata colpita dai razzi dei guerriglieri Hezbollah. Tre le persone morte. In precedenza cannonate dal mare sono state sparate sulle piste dell'aeroporto di Beirut, che si trovano proprio in riva al mare, dove la struttura sorge su terrapieni di riporto. L'aeroporto internazionale di Beirut Rafic Hariri è dotato di tre piste, che sono state già bombardate fin dall' inizio dell'offensiva israeliana. Obiettivi erano stati in precedenza serbatoi di carburante e edifici amministrativi. Lo scalo aereo di Beirut è chiuso dal 13 luglio, giorno successivo all'azione di Hezbollah che catturarono due soldati israeliani e ne uccisero sette.

SINIORA RECLAMA IL CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO

Con toni fortemente drammatici il primo ministro libanese, Fuad Siniora, durante un incontro con il corpo diplomatico presente a Beirut ed il governo ha chiesto oggi un "cessate il fuoco immediato" ed un "aiuto umanitario urgente".

CESSATE FUOCO, APPELLO RE GIORDANIA A USA

- Re Abdallah II di Giordania ha chiamato il segretario di Stato americano Condoleezza Rice per esprimerle "la necessità d'intensificare gli sforzi per un cessate il fuoco immediato in Libano". Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale 'Petra'. "Il re - ha detto l'agenzia - ha insistito sulla "necessità di intensificare gli sforzi della comunità internazionale in questa fase per arrivare ad un cessate il fuoco immediato e mettere fine all'escalation israeliana in Libano e nei territori palestinesi".

PIENA DI SFOLLATI LA BASE ONU BOMBARDATA - E' piena di sfollati la postazione dell'Unifil, la forza Onu in Libano, bombardata oggi dall'artiglieria israeliana a Marun el-Ras. Lo hanno riferito all'Ansa fonti dell'Unifil. Civili libanesi in fuga dal villaggio di Marun er-Ras, al confine con Israele, avevano cercato rifugio nella base dell'Unifil. Le fonti hanno tuttavia aggiunto che non ci sono state vittime.

SULLA GALILEA 70 RAZZI KATIUSCIA IN UN'ORA - Fortissima offensiva dei guerriglieri di Hassan Nasrallah sulla Galilea. In meno di un'ora settanta razzi katiuscia sono esplosi in diverse località fra cui Tiberiade (dove un condominio è stato centrato) e Karmiel (dove un'altra abitazione civile è stata colpita). Finora si ha notizia solo di persone colte da forte stato di ansietà, ma non di feriti. In alta Galilea, ad Avivim, numerosi colpi di mortaio sono stati sparati dai guerriglieri contro le abitazioni civili. In territorio libanese è in corso da quattro ore un durissimo scontro a fuoco fra militari israeliani e guerriglieri.

HEZBOLLAH, TRE I SOLDATI UCCISI - La televisione degli hezbollah ha detto che sono tre i soldati israeliani uccisi negli scontri con le forze armate israeliane al confine fra Libano e Israele. L'emittente ha aggiunto che 10 soldati sono stati feriti.

LA SIRIA CHIEDE IL CESSATE IL FUOCO

Il presidente siriano Bashar al Assad ha detto oggi che un cessate il fuoco è necessario per porre fine all'offensiva israeliana contro il Libano. Lo riferisce l'agenzia ufficiale siriana Sana.

MO: NAPOLITANO, EUROPA PARTECIPI A MISSIONE ONU

''Le Nazioni Unite devono poter contare sul ruolo primario dell'Unione Europea nella missione che e' stata annunciata dal segretario generale Kofi Annan in Libano. Dobbiamo prepararci a dare il nostro contributo alla soluzione della crisi in Medio Oriente. Abbiamo convenuto con il presidente Koehler che e' assolutamente necessario porre termine alla assai grave crisi del Medio Oriente e ai suoi recenti sanguinosi sviluppi. In Medio Oriente l'Europa deve fare molto di piu' del recente passato''. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo un colloquio di un'ora con il presidente della Repubblica Tedesca Horst Koehler con il quale, ha detto, si e' registrata una assoluta concordanza.

BOMBARDATO ORFANOTROFIO A EST TIRO

Un orfanotrofio a est di Tiro e' stato colpito oggi nei bombardamenti israeliani nei dintorni del porto 70 km a sud di Beirut. Lo ha riferito la Tv libanese Lbc. L'emittente ha precisato che l'orfanotrofio e' situato nei pressi del villaggio di Shukin, lungo la strada che collega Tiro alla cittadina di Nabatiye, una trentina di km piu' a nord-est. Per il momento, non si ha notizia di vittime tra i bambini ospiti dell'orfanotrofio.

ATTACCATO ANCHE IL CENTRO DI BEIRUT

Primo attacco oggi con razzi sul quartiere cristiano di Ashrafiyeh, nel cuore di Beirut, a 200 metri dalla ex linea verde che divideva la capitale durante la guerra civile finita nel 1990. Il raid e' stato fatto per eliminare un camion con una gru ripiegata scambiato per un veicolo lanciamissili.

E' la notizia piu' preoccupante dell'ottavo giorno dell' offensiva israeliana cominciata mercoledi' scorso, soprattutto per i possibili sviluppi: la difesa israeliana mira a neutralizzare armi ed elementi Hezbollah anche in aree che non vengono ritenute affatto legate ad attivita' della milizia sciita filosiriana e quindi puo' colpire senz'altro in qualsiasi punto abitato del Libano.

Almeno una cinquantina di vittime ed un numero imprecisato di feriti sono stati provocati da bombardamenti e attacchi durante la notte su Beirut sud e su varie altre aree del Libano. Soprattutto nel sud, le vittime sono state decine in varie localita' e nel solo villaggio di Srifa, 20 chilometri a est della citta' portuale di Tiro, un bilancio parla di 21 morti e di 30 feriti.

Appelli drammatici - uno anche all' Onu perche' intervenga al piu' presto - sono arrivati da esponenti della municipalita' e da cittadini di Srifa, uno dei quali ha denunciato il presunto utilizzo di armi chimiche nei bombardamenti. Per molte ore e' stato impossibile far arrivare soccorsi nella zona colpita perche' erano state distrutte anche le strade di accesso.

L' attacco ai camion nel centro di Beirut ha fatto seguito, tra l' altro, al lancio di volantini israeliani in aree del sud del Libano nei quali si metteva in guardia la popolazione che ogni camion sarebbe diventato un obiettivo militare. A Sidone, poi, sui telefoni cellulari di cittadini sono arrivate telefonate con messaggi registrati in arabo per avvertire i destinatari che il governo libanese e' responsabile della sorte dei due soldati israeliani catturati una settimana fa e che le forze della difesa israeliana ''faranno di tutto per liberarli e riportarli sani e salvi a casa''.

La mattina dell' ottavo giorno di ''guerra'' in Libano si chiude con notizie che si accavallano su scontri tra miliziani Hezbollah e esercito israeliano ad Al Ghajar, un villaggio diviso a meta' sulla linea di confine, con la morte di cinque libanesi. Ma anche con la scoperta a Beirut da parte degli Hezbollah di una rete di spie arabe che avrebbe fornito coordinate per i raid aerei israeliani, secondo una notizia diffusa dalla tv Al Arabiya.

SCONTRI CONFINE, GUERRA SENZA LIMITI

Dopo una settimana non accenna a diminuire ma anzi appare in ulteriore crescita l'intensita' della guerra iniziata mercoledi' scorso fra Israele e le milizie di Hezbollah, con anche scontri terrestri che hanno oggi fatto almeno tre morti al confine.

Unita' israeliane si sono nuovamente infiltrate nella notte al di la' della frontiera, per missioni volte a distruggere le infrastrutture Hezbollah. Ci sono stati duri scontri a fine mattinata lungo il confine fra i militari di Israele e i miliziani Hezbollah attorno a due villaggi. Stando alla tv araba al Arabiya due militari israeliani sono stati uccisi, altri due feriti. Ci sarebbe almeno un morto anche fra i miliziani sciiti.

GOVERNO NON PONE LIMITI A ESERCITO

Intanto il gabinetto politico-militare israeliano presieduto dal premier Ehud Olmert ha deciso stamani che le operazioni militari israeliane in Libano proseguiranno senza limiti di tempo e senza restrizioni.

NON SARA' GUERRA LAMPO, ANCORA UNA SETTIMANA O DUE

La stampa israeliana rileva che l'esercito ritiene di avere bisogno di ancora una o due settimane per mettere in ginocchio le strutture operative di Hezbollah. Non sara' quindi, prevede, una guerra lampo. Secondo fonti militari la capacita' offensiva dei miliziani sciiti e' stata ridotta del 50% circa dall'inizio delle ostilita'. Il quotidiano britannico The Guardian ha scritto oggi che gli Usa avrebbero dato ancora solo una settimana di tempo prima di un cessate il fuoco.

PIOGGIA DI RAZZI SULLA GALILEA

Una nuova ondata di razzi si e' abbattuta anche questa mattina sulla Galilea, colpendo in particolare Haifa, dove decine di migliaia di israeliani vivono chiusi in casa o nei rifugi. Ad Haifa e' crollato un edificio, vuoto al momento dell'attacco, i danni materiali sono importanti. Dalla notte scorsa oltre 100 razzi sono stati lanciati sul nord di Israele.

CACCIA A KAMIKAZE, BOMBA IN AUTOSTRADA, VOCI RAPIMENTO

La massima allerta e' stata decretata questa mattina nell'area di Tel Aviv dopo informazioni di intelligence che avvertivano della possibile infiltrazione di un kamikaze palestinese pronto a entrare in azione. Numerosi posti di blocco hanno paralizzato il traffico sulle principali arterie attorno alla citta' mentre ingenti reparti di polizia cercano di localizzare il presunto attentatore. Verso mezzogiorno e' stata registrata una potente esplosione su un'autostrada a nord di Tel Aviv, che sembra pero' non avere fatto vittime. Non e' chiaro al momento se vi sia un collegamento con la caccia al kamikaze.

La polizia ha inoltre ricevuto informazioni, per ora non confermate, secondo le quali un soldato potrebbe essere stato rapito nella tarda mattinata. Accertamenti sono in corso.

SCONTRI A GAZA E NABLUS, RAZZI SDEROT, 10 MORTI

Rimane intanto incandescente anche la situazione sul fronte sud, a gaza, e su quello che potrebbe diventare per Israele un 'terzo fronte', in Cisgiordania. E' infatti di almeno dieci morti il bilancio dell'ultima ondata di violenza israelo-palestinesi.

A Gaza, nella zona di al-Maghazi, sei palestinesi, per lo piu' miliziani sono stati uccisi nel corso di una incursione israeliana, 50 sono stati feriti. Cinque militari israeliani risultano pure essere feriti. Nella vicina citta' israeliana di Sderot sono caduti razzi Qassam sparati dai miliziani Gaza. Un abitante e' morto, di infarto, dopo l'esplosione di un razzo.

Intanto a Nablus, in Cisgiordania, tre palestinesi sono stati uccisi da forze israeliane impegnate catturare ricercati nella zona della Muqata locale. Ieri sempre a Nablus, era stato ucciso in scontri un soldato israeliano.

SOLANA A GERUSALEMME, VEDE LIVNI

A Gerusalemme e' giunto oggi l'alto rappresentante Ue Javier Solana, impegnato in un tentativo per creare le condizioni per un cessate il fuoco. Solana ha incontrato il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni.

RAID BEIRUT,IN PEZZI VETRI AMBASCIATA ITALIA

La grande vetrata del salone per i ricevimenti dell'ambasciata d'Italia a Beirut e' crollata in nottata a causa dei nuovi bombardamenti aerei israeliani contro la vicina periferia sud e l'aeroporto della capitale libanese. Lo hanno riferito all'Ansa fonti dell'ambasciata.

A causa dei raid aerei israeliani cominciati in nottata e proseguiti fino all'alba, sono state inoltre danneggiati i vetri di molte finestre dei piani alti dell'ambasciata, situata sulla collina di Baabda, alla periferia sud-est di Beirut.

Giovedì 20 Luglio 2006

Israele-libano: Papa, giornata preghiera per cessate fuoco

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/07/2006

PAPA,GIORNATA PREGHIERA PER CESSATE FUOCO++ (ANSA) - CITTA' DEL CITTA' DEL VATICANO - Papa Ratzinger ha indetto per domenica prossima una speciale giornata di preghiera e di penitenza perche' ''cessi immediatamente il fuoco'' tra israeliani e libanesi. Lo annuncia una nota della sala stampa vaticana.

''I libanesi hanno diritto di vedere rispettata l'integrita' e la sovranita' del loro paese, gli israeliani hanno diritto a vivere in pace nel loro stato - si legge - e i palestinesi hanno diritto ad avere una loro patria libera e sovrana''.

''In questo doloroso momento'' Benedetto XVI rivolge anche un ''appello alle organizzazioni caritative, perche' aiutino tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto''. Nella dichiarazione diffusa in tarda mattinata, il pontefice auspica inoltre che si ''instaurino subito corridoi umanitari per potere portare alle popolazioni sofferenti aiuto''. Cio' che servirebbe, fa sapere il pontefice, e' l'avvio di negoziati ''ragionevoli e responsabili'' per porre fine a oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione''.

Intanto, a seguito di questo nuovo intervento che si unisce all'angelus di domenica scorsa, Benedetto XVI chiama a raccolta i fedeli di tutto il mondo per sostenere le iniziative degli uomini di buona volonta' con la preghiera. Bisogna ''implorare da Dio il dono prezioso della pace''.

Venerdì 21 Luglio 2006

Israele-libano: colpiti centrale elettrica e zone Baalbek

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2006

»ISRAELE-LIBANO: PAPA, GIORNATA PREGHIERA PER CESSATE FUOCO

BEIRUT - Caccia israeliani hanno colpito con missili la centrale elettrica di Baalbek, che alimenta la rete energetica di una vasta area dell' est del Libano. Ne da' notizia la tv libanese Lbc, secondo la quale anche vari quartieri della citta' e vie di comunicazioni circostanti sono stati obiettivo di una decina di raid aerei.

Intanto da Rmaich, villaggio a ridosso del confine sud con Israele, al centro di una zona di combattimenti di terra, e' giunto un appello per i competenti organi dell' Onu, perche' si provveda ad inviare almeno 5.000 litri di acqua alla popolazione, essendo stata interrotta l'erogazione, probabilmente per danni alle condutture.

CENTINAIA DI SOLDATI IN RAID ANTI-HEZBOLLAH

Centinaia di soldati israeliani sono impegnati nel Libano meridionale, a ridosso del confine, nella ricerca e nella distruzione di una estesa rete di bunker e di depositi militari approntata dai guerriglieri Hezbollah all'interno e sotto villaggi di frontiera. Lo ha riferito la radio militare. Aspri combattimenti proseguono nella zona compresa fra Avivim (Israele) e Marun al-Ras (Libano) dove ieri quattro soldati sono stati uccisi dal fuoco dei miliziani di Hassan Nasrallah. Un portavoce militare a Tel Aviv ha detto che nei combattimenti di ieri sono stati colpiti almeno sei commando di sciiti: ma Hezbollah mantiene un black-out totale sulle proprie perdite.

Mentre i combattimenti a terra proseguono con intensita', due elicotteri israeliani di tipo Apache si sono scontrati in aria la scorsa notte sopra alla vicina localita' di Ramot Naftali (alta Galilea). La radio militare ha riferito che negli ultimi istanti prima di sfracellarsi a terra i due piloti hanno compiuto acrobazie che hanno salvato la vita degli abitanti. Uno dei velivoli si e' schiantato a terra e breve distanza dalle case del villaggio, l'altro ha cercato di compiere un atterraggio di fortuna in un campo, ma non e' riuscito. Un pilota e' rimasto ucciso, un altro e' ferito in modo grave. Due altri ufficiali sono rimasti feriti. Secondo la emittente in questa fase di presume che si sia trattato di un incidente di volo, e si esclude che gli elicotteri siano stati colpiti da miliziani libanesi.

In Galilea, ha riferito ancora l'emittente, ci sono adesso cinque brigate di fanteria, fra cui la Golani che ha lasciato la striscia di Gaza. Il quotidiano Haaretz scrive che ormai migliaia di soldati israeliani sono entrati in Libano per compiere operazioni anti-guerriglia: ma l'emittente ritiene la stima esagerata e precisa che gli uomini impegnati oltre confine sono per ora centinaia. La radio ha anche precisato che duri combattimenti sono in corso a Marun el-Ras e in due villaggi libanesi vicini dove i soldati israeliani hanno scoperto che gli ingressi ai bunker sotterranei dei guerriglieri sciiti sono anche alle interno di abitazioni civili. In uno dei villaggi e' stato scoperto un grande deposito di razzi katiuscia sotto alla moschea. Da stamane l'artiglieria israeliana colpisce quei villaggi con grande forza.

COLLISIONE FRA DUE ELICOTTERI ISRAELIANI, MORTO UN PILOTA

Un pilota e' morto e tre membri dell'equipaggio sono rimasti feriti nello scontro tra i due elicotteri israeliani entrati in collisione al confine con il Libano. Lo ha riferito un portavoce militare che ha precisato che due Apache di produzione americana si sono scontrati ieri sera sopra una strada vicino a Ramat Naftali, a 10 chilometri dal confine teatro degli scontri, per il nono giorno, tra le forze israeliane e gli Hezbollah.

RADIO, 4 SOLDATI MORTI IERI IN SCONTRI CONFINE

Sono quattro in totale i soldati israeliani morti ieri nei violenti scontri armati con gli Hezbollah subito dentro i confini libanesi. E' quanto afferma stamani la radio israeliana. L'esercito israeliano aveva finora parlato di due soldati morti ieri in Libano, mentre l'emittente araba 'al Jazira' aveva parlato gia' ieri di quattro soldati dello stato ebraico uccisi. Il portavoce militare interpellato alla radio ha detto che i militari all'interno del confine sono state bersagliati da colpi di mortaio, senza pero' fornire altri dettagli.

COLPITO 4 VOLTE PONTE SU STRADA DAMASCO

Caccia israeliani hanno compiuto quattro attacchi stamane su un ponte sulla strada che collega Beirut a Damasco. Gli attacchi sono stati effettuati nella localita' di El Mdairej, ad un incrocio tra due strade, una delle quali porta verso la valle della Bekaa e l' altra verso il sud del Libano, una trentina di chilometri ad est di Beirut.

Isae: fiducia consumatori luglio sale, pesa vittoria mondiali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2006

ROMA - La vittoria dell'Italia ai mondiali probabilmente ha avuto un peso sulla fiducia dei consumatori del mese di luglio. L'Isae rileva infatti che l'indice destagionalizzato, dopo l'andamento altalenante degli ultimi mesi, sale a 108,7 (da 106,9) tornando in prossimita' dei valori dello scorso marzo e in crescita risultano anche l'indicatore depurato anche dai fattori erratici (a 108,1 da 107,5), e quello grezzo, che passa da 108,6 a 110,4 attestandosi sui massimi dal settembre 2002.

Maggiore ottimismo, spiega l'Istituto in una nota, emerge soprattutto dalle valutazioni sul quadro economico e dalle attese a breve termine: in particolare, a crescere sensibilmente sono giudizi e previsioni sulla situazione dell'Italia, ''che potrebbero aver risentito positivamente del clima di euforia legato ai recenti eventi sportivi''. A conferma di tale ipotesi, l'Isae sottolinea che l'ottimismo relativo a tali variabili e' diffuso omogeneamente sul territorio nazionale; al contrario, le valutazioni sul quadro personale e su quello corrente - pur complessivamente in recupero - mostrano andamenti non omogenei, migliorando nel Nord Ovest e nel Centro e deteriorandosi invece nel Nord Est e nelle regioni del Mezzogiorno.

Segnali di cautela emergono tuttavia dal lato dei consumi durevoli: in particolare, la rilevazione trimestrale sulle prospettive di acquisto dell'abitazione e dell'autovettura evidenzia un aumento della quota di quanti escludono con certezza la possibilita' di comprare tali beni. Si consolidano inoltre i timori di tensioni inflazionistiche, probabilmente legate all'andamento del prezzo del petrolio e alle crisi internazionali in atto: un crescente numero di intervistati giudica i prezzi attualmente in 'forte aumento', mentre diminuiscono quanti prevedono almeno una stabilizzazione della loro dinamica nei prossimi 12 mesi. A livello territoriale, complessivamente la fiducia aumenta nel Nord e nel Centro e scende invece - dopo la risalita degli ultimi due mesi - nel Mezzogiorno.

Gianmario Roveraro e' stato trovato morto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2006

MILANO - Gianmario Roveraro e' stato trovato morto. La notizia non ha avuto ancora conferma ufficiale. Il corpo sarebbe stato trovato in una zona ad una trentina di chilometri da Parma.

Tre persone sono state arrestate nelle indagini della Procura di Milano sulla scomparsa del finanziere Gian Mario Roveraro. Roveraro, secondo quanto si e' appreso da fonti qualificate, non e' ancora stato trovato. Gli arresti, effettuati dai Carabinieri nella zona di Parma, sono avvenuti nell' ambito dell' inchiesta coordinata dai PM milanesi Alberto Nobili e Mario Venditti. Roveraro e' scomparso nel centro di Milano lo scorso 5 luglio dopo essersi recato a una serata organizzata dall' Opus Dei di cui e' esponente.

Da allora solo alcune telefonate nei due giorni immediatamente successivi, alla moglie Silvana e ai suoi collaboratori ai quali ha chiesto di disinvestire un milione di euro da una societa' di famiglia. Dopo di che, del finanziere non si e' piu' saputo nulla. Per favorire lo sviluppo delle indagini e' stato chiesto il silenzio stampa sulla vicenda. Le ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip Guido Salvini sono state eseguite nei confronti di tre italiani accusati di sequestro di persona, tra Parma e la provincia di Modena. In queste zone negli ultimi giorni si erano concentrate le indagini.

ROVERARO: INDAGINI CONCENTRATE IN EMILIA

Le indagini sulla scomparsa di Gianmario Roveraro si sono concentrate soprattutto in Emilia ed hanno portato, nelle ultime ore, ai tre arresti: due a Parma, uno a Castelfranco, in provincia di Modena. La decisione di imprimere una svolta, con le ordinanze di custodia, e' stata probabilmente presa per timore di fughe di notizie che potessero compromettere gli sviluppi delle indagini. Si tratterebbe di persone con ruoli diversi nella vicenda Roveraro: tutte italiane, avrebbero in comune una certa esperienza nel settore dell'informatica. I carabinieri del Ros, a quanto si e' saputo, ieri avevano perlustrato a lungo in particolare la zona di Fidenza, dove sarebbero state acquistate - secondo indiscrezioni - schede telefoniche il cui utilizzo e' al vaglio dei titolari delle indagini sulla scomparsa del finanziere. ''Da noi non c'e' alcun fascicolo aperto sulla sparizione di Roveraro, di questa indagine si sta occupando la Procura di Milano'', aveva detto ieri ai cronisti il Procuratore capo della citta' emiliana, Gerardo Laguardia.

Roveraro e' invece indagato dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sul crac Parmalat ed e' uno dei 64 imputati per i quali la Procura parmigiana ha chiesto il rinvio a giudizio: e' accusato di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. I rapporti di Roveraro con Collecchio risalgono ai primi anni '90, quando la Akros organizzo' la quotazione in Borsa della Parmalat. Roveraro rimase dal '90 al '98 nel Cda di Parmalat finanziaria.

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