DEI RICCHI

2006 - Luglio - Settimana 2

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Indice dei giorni


11/07/2006 * 12/07/2006 * 13/07/2006 * 14/07/2006 *

Martedì 11 Luglio 2006

Afghanistan: decine di Taleban uccisi nel sud

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/07/2006

KANDAHAR - Almeno 30 ribelli taleban sono stati uccisi oggi in un'operazione delle forze afghane e della coalizione internazionale nel sud dell'Afghanistan. Lo hanno annunciato fonti della coalizione.

Non ci sono state vittime nei ranghi delle forze afghane ne' di quelle internazionali, ha aggiunto un portavoce della coalizione.

L'operazione si e' svolta nel distretto di Sangin nella provincia di Helmand, una delle zone piu' violente dell'Afghanistan meridionale, teatro di numerosi scontri negli ultimi mesi.

Oggi e' in visita a sorpresa a Kabul il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld. Ieri, la Gran Bretagna ha annunciato che inviera' altri 900 militari e elicotteri addizionali nella provincia di Helmand, dove gia' si trova in forze, per fronteggiare la dura resistenza dei taleban. I quali, oggi hanno promesso che accoglieranno i rinforzi con rinnovata ferocia.

Un loro comandante, il Mullah Hayat Khan, ha detto per telefono alla Reuters: ''Accoglieremo i rinforzi britannici a Helmand con nuovi attacchi'', ''accoglieremo le truppe britanniche con tale ferocia che fuggiranno''.

I rinforzi arriveranno nei mesi prossimi e porteranno il totale delle truppe britanniche nel sud a 4.500 unita'. Un altro migliaio e' basato a Kabul.

RUMSFELD A KABUL

Il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld e' arrivato oggi in Afghanistan in una visita non preannunciata, per discutere l'escalation della violenza e il passaggio alla Nato, questo mese, delle operazioni militari nel Sud del Paese.

''L'obiettivo - ha detto Rumsfeld all'arrivo a Kabul - e' continuare a rafforzare il nostro partenariato strategico, e risolvere alcuni dei problemi che talvolta paiono sorgere con il crescente ruolo della Nato nel Paese''.

Nella capitale afghana, il segretario alla difesa Usa incontrera' il presidente afghano Hamid Karzai. Rumsfeld, proveniente dal vicino Tagikistan, durante la sua visita incontrera' anche truppe del contingente americano dispiegate in Afghanistan.

Oltre 20 mila soldati Usa partecipano dall'autunno 2001 all'operazione Enduring Freedom, con la quale e' stato rovesciato il regime integralista dei Taleban.

D'ALEMA: CDL? CHI CONDIVIDE MISURE GIUSTO LE VOTI

Chi condivide le misure per il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero ''e' giusto che le voti''. Cosi' il vice premier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, ai microfoni di Sky Tg-24, risponde a chi gli chiede se siano ''accettabili'' i voti della Cdl in merito al dl varato dal Consiglio dei ministri che prevede anche la conferma delle truppe italiane in Afghanistan.

E tuttavia, ribadisce D'Alema, la maggioranza deve essere ''autonoma'': ''Abbiamo preso un provvedimento ragionevole, equilibrato'', osserva il responsabile della Farnesina, e l'idea che qualcuno nel centrosinistra possa far cadere il governo su un provvedimento che contiene il rientro dei soldati italiani dall'Iraq ''la trovo abbastanza singolare''. ''Ho l'impressione - sottolinea D'Alema - che chi lo facesse dovrebbe spiegarsi con i suoi elettori piu' che con me... Non riesco a trovare una posizione ragionevole diversa da questa''.

In politica, prosegue il vice premier, ''si debbono misurare i passi avanti possibili e in questo provvedimento ci sono elementi molto netti di discontinuita' rispetto al precedente governo''. Ad esempio, osserva, non c'e' aumento di mezzi e uomini (niente caccia Amx, ribadisce il ministro degli Esteri) ma la ''sostanziale conferma della missione che oggi e' in campo e che e' una missione importante''.

L'Italia, conclude D'Alema, e' in Afghanistan con l'Onu, la Nato e l'Ue: ''E' importante che tutti nel centrosinistra lo capiscano''.

Strage tra i pendolari a Bombay, almeno 150 morti e 250 feriti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/07/2006

BOMBAY (INDIA) - Le otto esplosioni sulla rete ferroviaria di Bombay avrebbero causato almeno 150 morti e 250 feriti. Lo ha detto A. N. Roy, il capo della polizia della capitale indiana.

Sono esplosioni causate da ordigni - ha detto Roy - Non siamo sicuri che si sia trattato di Rdx, ma gli esperti stanno cercando di determinare la natura dell'esplosivo usato, ha aggiunto, riferendosi al possibile uso di esplosivo al plastico ad alto potenziale. Roy ha tenuto a precisare che si è trattato di una serie di attentati accuratamente pianificati "poiché un solo essere umano non sarebbe stato capace di organizzare tutto questo". Tutte le esplosioni hanno avuto luogo nell'ora di maggiore affollamento quando vere e proprie muraglie umane premono per salire sui treni locali dedicati in massima parte ai pendolari.

SOSPETTI SU GRUPPO TERRORISTICO KASHMIR

Ci sarebbe la mano del gruppo terrorista Lakshar-e-Taiba dietro le otto esplosioni. L'indiscrezione proviene da fonti dell'intelligence indiana citate dalla televisione. Un arresto è stato già effettuato a Delhi e sei in Kashmir. Il gruppo terrorista si batte per l'autonomia del Kashmir da India e Pakistan e si è reso responsabile di numerosi attentati in passato, tra i quali quello al parlamento di Delhi nel 2001 e le bombe nei mercati di New Delhi lo scorso ottobre.

MINISTRO, ATTACCO TERRORISTICO PIANIFICATO

E' stato un attacco terroristico pianificato: lo ha detto il ministro degli interni indiano alla televisione. Secondo la polizia le otto bombe erano ad alto potenziale e sono state lasciate nella sezione dedicata ai bagagli.

Le bombe sono esplose a partire dalle 6.09 ora locale ed hanno interessato le stazioni e l'ora di maggior presenza dei pendolari. La prima bomba è esplosa nella stazione di Khar e poi a seguire in quelle di Borivali, Jogeshwari, e Bandra e Matunga. Bandra è uno dei quartieri più popolati di Mumbai, soprattutto dalla middle class indiana.

Secondo fonti del ministero dell'interno, citati dalla televisione indiana, non ci sarebbero collegamenti con le bombe in Kashmir a Srinagar di oggi (martedi') anche se gli scoppi di Bombay potrebbero essere collegati alle elezioni che si tengono in queste ore nel POK, la zona controllata dal Pakistan nel Kashmir conteso.

PREMIER SINGH, APPELLO ALLA CALMA

Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha lanciato un appello alla calma dopo i devastanti attentati alle rete ferroviaria della città.

Invito la gente a restare calma, a non ascoltare le voci incontrollate e a dedicarsi alle proprie attività normalmente, ha detto Singh definendo gli attentati "atti vergognosi" e promettendo di "vincere i piani diabolici dei terroristi".

ANCHE A BOMBAY IL TERRORE COLPISCE IL GIORNO 11

La coincidenza è sulla bocca di molti in queste ore in India: la serie di attentati ai treni a Bombay si è verificata il giorno 11, cioé oggi 11 luglio 2006. Sempre un giorno 11, l'11 settembre 2001 (che in America si indica scrivendo prima il mese, cioé 9/11), ebbe luogo la madre di tutti gli attentati scatenati dal terrorismo internazionale: quello alle Torri Gemelle di New York.

Esattamente 911 giorni dopo, l'11 marzo 2004, il terrorismo colpì la Spagna, con una serie di attentati ai treni a Madrid che provocarono la morte di quasi 200 persone.

NEW YORK RAFFORZA MISURE SICUREZZA

La città di New York ha rafforzato le misure di sicurezza nei mezzi pubblici. Un portavoce della polizia ha confermato che la città ha alzato la guardia inviando agenti di rinforzo nelle stazioni della metropolitana nelle ore di punta per intensificare la sorveglianza e le perquisizioni a casaccio di borse e zaini. New York resta in stato di allerta dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. La rete della metropolitana che trasporta 7,7 milioni di persone ogni giorno viene considerata particolarmente vulnerabile. L'attentato di Bombay è stato condannato "nei termini più forti" dal Dipartimento di Stato: "Sono atti di violenza insensata per colpire persone innocenti che vanno avanti con la loro vita, persone che stavano tornando a casa dal lavoro in treno", ha detto il portavoce Sean McCormack.

PAKISTAN CONDANNA 'ATTACCHI TERRORISTICI'

ISLAMABAD - Il presidente pachistano Pervez Musharraf e il primo ministro Shaukat Aziz hanno fermamente condannato "l'attacco terroristico" in India. "Il Pakistan condanna fermamente la serie di esplosioni di ordigni sui treni dei pendolari" a Bombay, si legge in un comunicato del ministero degli esteri pachistano. "Il presidente e il primo ministro pachistani hanno condannato questo atto terroristico - prosegue il comunicato - ed hanno espresso le sue condoglianze per la perdita di vite innocenti".

Guantanamo. Casa Bianca: applicheremo la convenzione di Ginevra ai detenuti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/07/2006

La Casa Bianca ha reso noto che un memorandum appena approvato dal Pentagono ha stabilito che tutti i detenuti che si trovano sotto la custodia dei militari americani in tutto il mondo hanno diritto alle garanzie e protezioni previste dalla Convenzione di Ginevra. Lo ha detto Tony Snow, portavoce del presidente George W.Bush.

Si tratta di una conferma a indiscrezioni che già erano circolate in queste ore sui media americani. La svolta, che riguarda soprattutto i detenuti di Guantanamo, arriva sulla scia di una sentenza della Corte Suprema che nei giorni scorsi ha stabilito la necessità, per l'amministrazione Bush, di rispettare i diritti previsti dalla Convenzione.

Il portavoce della Casa Bianca Toni Snow ha dichiarato che la nuova linea politica e' descritta in un memorandum del Pentagono e riflette il rispetto del Governo per la recente decisione della Corte Suprema. Snow non ha voluto comunque riconoscere nella decisione della Casa Bianca un cambiamento della politica americana sull'argomento e ha sottolineato che tutti i detenuti sono stati sempre trattati "umanamente", precisando che i manuali degli

interrogatori utilizzati dal Pentagono gia' contemplano cio' che prevede l'Articolo 3 della Convenzione di Ginevra. Questi inoltre, secondo Snow, sono stati aggiornati per quanto riguarda le decisioni del Congresso che vietano le torture.

Istat, produzione auto a maggio +94,1% su anno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/07/2006

ROMA - Nel mese di maggio la produzione di autovetture in Italia ha avuto un balzo in avanti del 94,1% su base annua. Lo comunica l'Istat specificando che nel periodo gennaio-maggio l'aumento e' stato del 42,5%.

Il dato relativo alla produzione di autovetture di maggio e' il piu' alto dall' agosto 2003, quando si registro' un aumento tendenziale pari a +178,6%. Ma per ben inquadrare il dato stesso bisogna considerare che a maggio 2005 la produzione di autovetture tocco' un picco negativo pari a -44,3%.

Per quanto riguarda il comparto degli autoveicoli nel suo complesso, a maggio l' Istat segnala un aumento del 32,5% tendenziale corretto per giorni lavorativi (il dato grezzo e' del 31,6%). Nel periodo gennaio-maggio 2006, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l' aumento e' stato del 19,7% (dato grezzo: 19,8%).

Il buon andamento del settore autoveicoli traina l' aumento di produzione di tutti i mezzi di trasporto che fa registrare un +12,9% tendenziale, un +0,6% congiunturale e un +8,2% nei primi cinque mesi dell' anno.

Mercoledì 12 Luglio 2006

Israele, stasera seduta straordinaria governo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/07/2006

GERUSALEMME - Il premier israeliano Ehud Olmert ha convocato stasera a Gerusalemme una seduta straordinaria del governo. Lo ha reso noto il suo ufficio. Il premier ha poi dichiarato che quanti in questi giorni attaccano Israele rischiano di ''pagare un duro prezzo''. Olmert non ha tuttavia menzionato direttamente ne' i miliziani di Hamas attivi a Gaza ne' i guerriglieri libanesi Hezbollah. ''Sono giorni difficili per Israele e per i suoi cittadini'' ha detto Olmert ricevendo a Gerusalemme il premier giapponese Junichiro Koizumi. ''Elementi da nord e da sud cercano di minacciare la nostra stabilita' ''. ''Costoro - ha assicurato - pagheranno un duro prezzo''.

HEZBOLLAH CATTURANO DUE SOLDATI ISRAELIANI

Guerriglieri Hezbollah hanno catturato due soldati israeliani in un attacco dal Libano e vogliono scambiarli con detenuti in Israele. Lo ha detto la televisione del gruppo sciita al Manar.

La radio militare israeliana ha confermato che e' possibile che il rapimento sia avvenuto.

Secondo fonti della sicurezza libanese gli aerei israeliani - dopo la cattura - hanno lanciato tre raid, uno contro un ponte e due contro due strade nel Libano meridionale.

La popolazione della periferia sud di Beirut, sciita, sta festeggiando con fuochi d'artificio la cattura di due soldati israeliani da parte del gruppo sciita libanese Hezbollah.

RAID AEREO SU UNA PALAZZINA A GAZA, 6 MORTI

Un attacco aereo israeliano ha centrato e distrutto in nottata una palazzina di tre piani nella parte nord di Gaza City, con un bilancio - secondo fonti palestinesi - di almeno sei palestinesi uccisi, tra cui due donne e due bambini (in precedenza le fonti avevano indicato tre bambini uccisi).

Obiettivo del raid contro l'edificio a Gaza City, ridotto a un cumulo di macerie, era l'eliminazione di comandanti dell'ala militare di Hamas. ''C'e' stato - ha detto un portavoce militare israeliano - un attacco contro una struttura nel nord della striscia di Gaza usata da importanti esponenti del gruppo terroristico Hamas''. ''In seguito a informazioni di intelligence - ha aggiunto - e' stato deciso di colpirli per sventare attacchi futuri''.

La palazzina crollata, nel quartiere di Sheikh Redwan, apparteneva, secondo fonti locali, a un dirigente di Hamas, Nabil Abu Salenyeh. I feriti sono una trentina. Tre abitazioni vicine sono rimaste gravemente danneggiate.

In un simultaneo raid contro un'automobile vicina allo stabile, e' rimasto ferito, secondo fonti palestinesi, un leader militare di Hamas, Abu Anas al Ghandour.

COLPITI TRE COMANDANTI MILITARI DI HAMAS, RADIO

Nel raid aereo condotto la scorsa notte contro un edificio nel rione Sheikh Radwan di Gaza, Israele e' riuscito a colpire alcuni dei comandanti delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas che ha rivendicato fra l'altro il rapimento del soldato israeliano Ghilad Shalit il 25 giugno scorso. Nella tarda mattinata la radio militare israeliana ha riferito che il comandante delle Brigate al-Qassam, Mohammed Deif, e' stato colpito ad una gamba. Le sue condizioni sono serie, ma non e' in pericolo in vita. Ferito in modo grave, secondo l'emittente, anche Ahmed al-Ghandour, uno dei comandanti militari delle Brigate al-Qassam a Gaza e uno degli organizzatori del rapimento di Shalit. Fra i feriti risulta esserci anche un altro capo di Hamas, Raed Saed. Al momento del raid (condotto, secondo fonti locali, da un aereo da combattimento F-16) nell'edificio preso di mira da Israele era in corso ''un vertice militare di Hamas'', ha precisato la radio militare.

HAMAS MINACCIA RISPOSTA 'DOLOROSA' A ISRAELE

Il braccio armato del movimento integralista islamico palestinese Hamas ha minacciato oggi di dare a Israele una ''risposta dura e dolorosa'' al raid della notte scorsa a Gaza nel quale sei persone sono state uccise e, secondo gli israeliani, il suo comandante in capo Mohammed Deif sarebbe stato ferito.

''La nostra risposta a questo massacro sionista odioso sara' dura e dolorosa per il nemico sionista e faremo rimpiangere ai dirigenti nemici sionisti il loro crimine nazista'', ha scritto in un comunicato il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin el-Qassam.

''Il nostro messaggio ai sionisti e' il seguente: la vostra direzione criminale vi trascina in una spirale di violenza che non risparmiera' nessuno e che, prendendo a bersaglio i civili, vi condanna a essere a portata di tiro della resistenza'', aggiunge il documento.

Il comunicato non fa parola del ferimento di Deif, che del resto in precedenza un portavoce delle Brigate Ezzedin el-Qassam aveva recisamente smentito.

Secondo Israele e fonti mediche palestinesi, Mohammed Deif e' stato ferito nel bombardamento che la notte scorsa ha distrutto una palazzina a Gaza. Nell'attacco sono stati uccisi sei palestinesi, secondo le fonti mediche.

Intercettazioni. Allarme di Amato. Mastella: pronto un disegno di legge

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/07/2006

Il ministro dell'Interno si dice «esterrefatto» per i "contratti difatto" che esisterebbero fra giornalisti e procure. "Sono esterrefatto da cio' che sta accadendo e che mi dicono accada da tempo: e' una prassi talmente consolidata che i giornalisti mi dicono che esistano contratti di fatto tra giornalisti e chi fornisce le notizie e collegamenti tra Procure e giornali per cui, al momento in cui un atto viene comunicato agli indagati, viene fornita ai giornalisti la password per entrare nel sistema".

Cosi' il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha 'fotografato', durante l'audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera, quanto accade con la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sulla stampa. Da qui la necessita' per il governo di rimediare a questa prassi.

Un disegno di legge sulla delicata materia delle intercettazioni telefoniche sara' presentato al piu' presto in Consiglio dei ministri dal guardasigilli Clemente Mastella che gia' nel corso delle audizioni di fronte alle commissioni giustizia della Camera e Senato aveva sottolineato come un intervento normativo in questo settore sia ormai "improcrastinabile".

Il provvedimento, che potrebbe arrivare all'attenzione del governo gia' nei prossimi giorni, prevede modifiche legislative che introducano adeguate sanzioni pecuniarie a carico di testate giornalistiche che pubblichino in modo illegittimo documenti coperti dal segreto istruttorio e da' attuazione alla legge sulla privacy, in sintonia con le iniziative assunte dall'ufficio del Garante.

Il problema delle intercettazioni esiste - ha sottolineato Clemente Mastella - e va affrontato al piu' presto in Parlamento per arrivare ad una soluzione condivisa.

Giovedì 13 Luglio 2006

Afghanistan: trovato accordo maggioranza su mozione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/07/2006

ROMA - "Habemus papam": alle 20,30 di sera, dopo una giornata di trattative e limature, il vicecapogruppo dell'Ulivo alla Camera Marina Sereni annuncia così il via libera della maggioranza alla mozione parlamentare che accompagnerà il ddl sulle missioni all'estero.

Nessuna exit strategy, ma la sintesi si è trovata impegnando il governo a promuovere nelle sedi internazionali una verifica sull'Afghanistan e una valutazione per il superamento di Enduring Freedom.

Dopo giorni di polemiche e distinguo, sulla mozione arriva una prima prova di compattezza della maggioranza sulla politica estera, invocata oggi, in vista del voto d'aula, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Se il centrosinistra non desse prova di compattezza, si potrebbero aprire problemi abbastanza delicati". Un avvertimento importante visto che se a Montecitorio i dissidenti non sono abbastanza per mettere in pericolo la supremazia dell'Unione, al Senato le cose stanno diversamente, visti i margini minimi su cui può contare la maggioranza.

E' racchiuso in tre pagine di intenti il risultato portato a casa dall'Unione. Dopo una premessa in cui si sottolinea "la vocazione alla pace" dell'Italia, espressa dall'art.11, e una presa d'atto dell'annuncio, fatto ieri dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema, che "in territorio afghano l'Italia non è in alcun modo impegnata militarmente nell'ambito della missione Enduring Freedom", sono gli impegni al governo che hanno convinto anche il Pdci, fino a ieri contrario alla mozione, a firmare in serata il testo.

La mozione impegna il governo a promuovere nelle sedi internazionali competenti, in special modo nell'ambito Onu e Nato, "la verifica sull'impegno internazionale in Afghanistan" e "ad una valutazione sulle prospettive di superamento della missione Enduring Freedom in territorio afghano". L'Italia promuoverà anche una nuova conferenza internazionale sull'Afghanistan e "l'attività di cooperazione giudiziaria dell'Italia in Iraq e più in generale le iniziative di istitution building".

Ma nel giorno in cui spariscono, o perché bocciati in aula o perché ritirati dalla Camera gli emendamenti del Pdci e del dissidente Prc Cannavò, la maggioranza raggiunge l'accordo sull'unico emendamento che sarà presentato direttamente in aula e sarà accolto dal governo: l'adozione del codice militare di pace, al posto di quello di guerra, per gli operatori impegnati in Afghanistan. Obiettivo per il quale si è impegnato anche il viceministro degli Esteri Ugo Intini, presente stasera insieme al sottosegretario Vernetti al tavolo dei capigruppo, coordinati da Marina Sereni.

Nonostante l'enigma del voto in Aula e la resistenza di alcuni dissidenti, si rasserena il clima nell'Unione. E che l'intesa fosse vicina si era già capito dopo la prima riunione mattutina. "Sarebbe da ridere - aveva affermato in mattinata il segretario del Prc Franco Giordano - se l'Unione non avesse la maggioranza. Io penso che dovremmo seguire la via maestra ed una strada limpida, cioé fare una mozione di indirizzo di politica estera che determini una discontinuità e contemporaneamente approvare un provvedimento che deve avere una maggioranza autosufficiente". Discontinuità riconosciuta a fine giornata dal deputato Pdci Iacopo Venier, presente al tavolo: "La nostra posizione di giudizio non è cambiata e resta contraria, ma è cambiato il contesto di discussione e il merito: la mozione segna una discontinuità". Ed è soddisfatto anche il Verde Angelo Bonelli, che spera di convincere anche il suo dissidente Bulgarelli: "L'intesa rafforza l'Unione e fa bene al governo".

Mentre i pontieri della maggioranza restano al lavoro per convincere al sì gli ultimi casi di coscienza, anche la Cdl mette a punto la sua strategia: da un lato Forza Italia ritira gli emendamenti dalla commissione, dall'altro tutta la Cdl presenterà una propria mozione. In fondo convinta, come dice l'ex premier Silvio Berlusconi, che "il governo non andrà a casa: sono incollati alle poltrone del potere".

NAPOLITANO, PROBLEMI SE MAGGIORANZA NON UNITA

''Nel voto sulle missioni militari, e' chiaro che la scelta della Cdl di votare a favore e' una scelta che ho apprezzato. Cio' non toglie che ci sia una prova di compattezza che deve dare il centrosinistra. Se non la desse, si potrebbero aprire problemi politici abbastanza delicati. A me tocca solo aspettare e vedere''.

Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incontrando i giornalisti a conclusione della visita a Firenze.

ONU RIBADISCE NECESSITA' IMPEGNO ITALIA

''La necessita' che l'Italia confermi il proprio impegno in Afghanistan, nel quadro della missione internazionale, fattore insipensabile per il consolidamento democratico e la stabilizzazione del paese'' e' stata ribadita oggi dal rappresentante del segretario generale dell'Onu a Kabul, Tom Koenigs, nel colloquio avuto con il ministro degli esteri Massimo D'Alema.

INVIATO ONU: APPELLO ALL'ITALIA, RESTATE

Italiani ''restate in Afghanistan: anche se e' un impegno costoso, a lungo termine e con numerosi problemi abbiamo il dovere di tutelare la popolazione per non lasciarla da sola nelle mani di talebani, terroristi e della loro poverta'. Tutti loro hanno bisogno di voi''. E' l' accorato appello lanciato oggi dal rappresentante del segretario generale delle Nazioni Unite a Kabul, Tom Koenigs, che oggi - dopo aver incontrato stamani il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema - e' intervenuto davanti alla commissione Esteri del Senato.

Il rappresentante delle Nazioni Unite, nel ribadire quanto dichiarato ieri da Kofi Annan e cioe' la necessita' che l' Italia confermi il proprio impegno in Afghanistan nel quadro della missione internazionale, ha evidenziato come il sostegno del nostro Paese e' in questo momento ''fondamentale''. Ad esempio ''la riforma della giustizia portata avanti dall' Italia e' stata ampiamente apprezzata''.

Koenigs ha sottolineato come oggi ''non si puo' deludere di nuovo l' Afghanistan, permettere che torni nelle mani di al Qaeda''. Oggi ''quando si parla di exit strategy, la popolazione pensa subito: 'ecco ci lasciano di nuovo da soli'. Bisogna pensarci due volte prima di ripetere lo stesso errore e non venire meno agli impegni che abbiamo preso. Questo paese non deve di nuovo essere preda dei talebani e di Al Qaida''.

Questa ''dell'Afghanistan- ha puntualizzato il rappresentante delle Nazioni Unite - e' una prova per la Nato, che qui puo' dimostrare se e' possibile realizzare un'azione efficace. Se lascera' il paese o se sara' sconfitta questa sara' una vittoria storica per gli islamisti che potranno dimostrare che la Nato e' una tigre di carta''.

BERLUSCONI, GOVERNO ANDRA' A CASA? MA NO...

''Non e' vero, non vanno a casa. State tranquilli: sono incollati alle poltrone del potere''. Silvio Berlusconi risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono se il governo sara' costretto a dimettersi qualora la maggioranza non fosse autosufficiente sul rifinanziamento della missione in Iraq.

Israele-Libano: Peretz, distruggeremo Hezbollah

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/07/2006

GERUSALEMME - Il ministro della difesa israeliano Amir Peretz ha detto questa sera che Israele intende distruggere gli hezbollah, il movimento sciita libanese che ieri ha compiuto due azioni militari nel corso delle quali otto soldati israeliani sono stati uccisi e due rapiti, e che oggi ha bombardato con numerosi razzi il Nord dello stato ebraico. ''Non ci stupisce che gli Hezbollah rompano le regole del gioco. Noi abbiamo l'intenzione di rompere questa organizzazione'', ha detto Peretz ai giornalisti.

USA PONGONO VETO A RISOLUZIONE ARABI

Gli Stati Uniti hanno posto il veto su una risoluzione presentata dal Qatar che chiedeva la fine dell'offensiva israeliana a Gaza e la liberazione del primo soldato israeliano rapito il 25 giugno.

BOMBARDATA PERIFERIA SUD BEIRUT

Navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco stasera dal mare contro la periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. Lo hanno riferito all'Ansa testimoni oculari.

IN FIAMME DEPOSITI AEROPORTO BEIRUT

I depositi di carburante dell' aeroporto internazionale di Beirut, colpiti da cannoneggiamenti navali israeliani, sono in fiamme. Lo hanno riferito all'Ansa testimoni oculari.

IN LIBANO E' GUERRA, ANNAN INVIA DELEGAZIONE

Si avvita sempre piu' in una spirale di azioni di guerra lo scontro tra Israele e Libano ed Hezbollah, innescato ieri dall'uccisione di otto soldati israeliani e dalla cattura di altri due, al confine israelo-libanese.

La morsa di Israele nel primo giorno dell'operazione ''Giusta retribuzione'' si e' stretta oggi sul Libano, isolato dall'azione combinata di bombardamenti aerei e blocchi navali, mentre gli Hezbollah hanno rovesciato una pioggia di missili sull'Alta Galilea in un crescendo di distruzioni e di vittime che ha coinvolto la popolazione civile dalle due parti del confine. In Libano i morti sono almeno 50 e in Israele tre.

Anche sul fronte di Gaza non si e' allentata l'azione israeliana con l'attacco aereo contro il ministero degli esteri dell'Anp e un'operazione terrestre per impedire un eventuale spostamento di Ghilad Shalit, il caporale rapito il 25 giugno da miliziani legati a Hamas.

Di fronte alla prevalere della logica militare, la diplomazia occidentale si e' messa in moto con prese di posizione ed iniziative per cercare di mettere un argine a quello che il premier palestinese Abu Mazen teme possa diventare un vero e proprio conflitto regionale.

GLI OBIETTIVI E LE VITTIME IN LIBANO - Molti i luoghi caldi del Libano dove si e' concentrata l'azione delle forze armate israeliane. Poco prima delle sei del mattino l'aeroporto di Beirut e' stato bombardato da caccia F-16. Immediata la chiusura dello scalo che secondo gli israeliani serve come luogo di transito per le armi di Hezbollah. E nel corso della giornata sono state almeno altre due le basi aeree libanesi bombardate.

Con la stessa volonta' di bloccare i movimenti di uomini e armi dei guerriglieri libanesi anche la marina israeliana e' entrata in azione attuando un ''pieno blocco navale''.

Ma in tutta la giornata sono stati una miriade gli obiettivi nel Libano colpiti dall'aviazione, dall'artiglieria e dalla marina israeliana con un bilancio di oltre 50 morti e cento feriti, nonostante l'intervento della contraerea libanese. In particolare sono state martellate le postazioni degli Hezbollah nel sud del Libano, sfiorando anche la citta' di Sidone. Tra le vittime si parla di 15 bambini e di almeno due famiglie, una di dieci e una di sette persone uccise nei villaggi di Dweir e di Baflay. Inoltre secondo la televisione araba al Arabiya sono morti anche due soldati libanesi e due cittadini kuwaitiani nella zona di Tiro, a 70 chilometri a sud di Beirut.

Secondo al Arabiya, Israele ha anche chiesto l'evacuazione del quartiere meridionale di Beirut considerato roccaforte del movimento sciita di Hezbollah e dove si ritiene risieda il suo segretario generale, Hassan Sayyed Nasrallah.

Presi di mira soprattutto, allo scopo di isolare il sud, una ventina di ponti e cavalcavia strategici, oltre a importanti arterie stradali (in particolare la superstrada per Sidone) e da Israele e' giunta la minaccia di bombardare l'autostrada Beirut- Damasco. Inoltre sono state colpite installazioni della televisione degli Hezbollah Al Manar e della radio Al Nur.

PIOGGIA DI MISSILI HEZBOLLAH SULL'ALTA GALILEA - Sull'altro lato del confine una pioggia di un centinaio missili di Hezbollah ha costretto circa 300.000 israeliani a restare chiusi nei rifugi. Sono state colpite localita' mai raggiunte finora fra cui Haifa, come gli Hezbollah avevano minacciato di fare nel pomeriggio. Peraltro i miliziani hanno smentito di aver colpito la terza citta' israeliana.

A Nahariya, a pochi chilometri dal Libano, una donna e' morta e sono stati in tanti a partire precipitosamente in cerca di zone fuori dalla portata dei razzi di Hezbollah. I quali hanno oggi annunciato ufficialmente di aver usato un altro tipo di arma rispetto ai consueti Grad. Si tratta del Raad 1 (tuono) di fabbricazione iraniana. Nella cittadina di Safed due persone sono morte e 80 persone sono rimaste ferite. Un vicino comando israeliano e' stato colpito.

Sotto attacco anche una postazione israeliana nella zona del Golan, il territorio siriano occupato da Israele nel 1967.

LA GUERRA DI PAROLE E LA DIPLOMAZIA AL LAVORO - Per quanto riguarda i veri protagonisti della crisi innescata dalla cattura dei due soldati israeliani, Israele continua a puntare il dito contro la Siria e l'Iran e a ritenere il governo libanese responsabile per le attivita' di Hezbollah sul suo territorio.

Nel pomeriggio un portavoce del ministero degli esteri israeliano Mar Regev ha detto che Israele ha timori "non infondati" che gli Hezbollah possano cercare di trasferire in Iran i soldati israeliani catturati, un'ipotesi che e' stata subito smentita da Teheran.

Beirut ha lanciato un appello all'Onu per un ''cessate il fuoco immediato e generalizzato'' e dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan e' giunto l'annuncio di una missione speciale ad alto livello che tocchera' l'Egitto, Israele, la Siria e il Libano. Per domani e' prevista una riunione del Consiglio di sicurezza convocato su richiesta del Libano.

In attesa che il vertice del G8 di San Pietroburgo affronti da sabato anche il dossier mediorientale, si sono susseguite le prese di posizione e le iniziative per circoscrivere la crisi. Dopo le dichiarazioni del presidente americano George W.Bush che ha riconosciuto il diritto di Israele a difendersi dai ''terroristi che vogliono fermare i progressi verso la pace'', la presidenza finlandese dell'Ue ha espresso ''grande preoccupazione per l'uso sproporzionato della forza da parte di Israele in Libano'', sottolineando che un blocco aereo e navale non puo' essere giustificato. L'Ue chiede anche il rilascio da parte di Hezbollah dei soldati catturati e al Libano di adoperarsi per fare cessare gli attacchi su Israele.

Venerdì 14 Luglio 2006

Israele a Rice: siamo stati moderati

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/07/2006

2.23 Israele ha mostrato moderazione dal momento del suo ritiro dal Libano nel 2000. E' la replica dell'ambasciatore israeliano all'Onu, Ayalon, al segretario di Stato Usa, Rice, che aveva invitato Israele alla moderazione. "Se non vogliamo vedere un'escalation ancora maggiore - prosegue Ayalon - il deteriorarsi della situazione, nuova violenza, bisogna fermare gli Hezbollah e ciò che stiamo facendo è appunto il modo migliore per fermarli". "Penso che gli Hezbollah abbiano male interpretato la nostra moderazione", conclude.

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