DEI RICCHI

2006 - Luglio - Settimana 1

« Precedente

» Notizie » 2006 » Luglio | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


02/07/2006 * 03/07/2006 * 04/07/2006 * 05/07/2006 * 06/07/2006 *

Domenica 2 Luglio 2006

Papa: appello per convivenza pacifica Iraq e Terra santa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/07/2006

CITTA' DEL VATICANO, 2 lug - Appello del Papa per il ritorno ad una "convivenza pacifica" in Iraq e Terra Santa, rispetto ai quali Benedetto XVI segue "con crescente preoccupazione gli avvenimenti". "Di fronte, da una parte, alla cieca violenza che fa stragi atroci, e dall'altra, alla minaccia dell'aggravamento della crisi fattasi da qualche giorno più drammatica - ha detto all'Angelus - c'é bisogno di giustizia, di serio e credibile impegno di pace: che, purtroppo, non si vedono". E tutti riconoscano "che ogni uomo, a qualsiasi popolo appartenga, è fratello".

Gaza, razzo israeliano contro ufficio del primo ministro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/07/2006

»UN SACERDOTE FRANCESE FERITO IN TURCHIA

»PAPA: APPELLO PER CONVIVENZA PACIFICA IRAQ E TERRA SANTA

GAZA - Un elicottero israeliano ha lanciato stanotte un razzo contro l'ufficio del primo ministro palestinese Ismail Haniyeh (Hamas), a Gaza City. Lo hanno riferito testimoni. Secondo le fonti, non sembra che il premier si trovasse nell'edificio. Un portavoce militare israeliano ha confermato il raid contro l'ufficio del raid. Pochi minuti dopo un altro missile israeliano ha colpito la al Arqam School, sempre a Gaza, fondata dallo sceicco Yassin.

Un militante della branca militare di Hamas è rimasto ucciso ed un altro ferito in un raid aereo israeliano che domenica prima dell'alba ha preso di mira a Jabaliya, un centro situato nel nord della Striscia di Gaza, un edificio adibito a sede di una forza speciale del governo palestinese. Lo hanno riferito fonti ospedaliere palestinesi. Il raid israeliano è avvenuto in contemporanea con altri similari compiuti contro l'ufficio del primo ministro palestinese Ismail Haniyeh (Hamas), a Gaza City.

HANIYEH, INTERVENGA COMUNITA' INTERNAZIONALE

Il primo ministro palestinese Ismail Haniyeh ha condannato il raid aereo contro il suo ufficio a Gaza ed ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire per "fermare l'aggressione" israeliana. Il raid è "un attentato contro un simbolo palestinese. Chiediamo alla comunità internazionale a alla Lega araba di assumersi le proprie responsabilità verso il nostro popolo e di intervenire per fermare questa aggressione", ha detto il premier giunto sul luogo dell'attacco. Haniyeh ha definito l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, lanciata mercoledì per liberare un soldato rapito il 25 giugno, di "politica insensata".

ISRAELE COLPIRA' FINO A RILASCIO SOLDATO RAPITO,MINISTRO

Israele continuerà a colpire Hamas fino a che il sondato rapito una settimana fa non verrà liberato e fino a che non finiranno i lanci di razzi verso il territorio israeliano. Lo ha detto stamane il ministro dell'Interno israeliano Roni Bar-On. "Abbiamo colpito Hamas e continueremo a colpire tutte le istituzioni legate ad Hamas", ha detto il ministro alla radio nazionale solo poche ore dopo un raid aereo contro l'ufficio del primo ministro palestinese Ismail Haniyeh (Hamas) a Gaza. Arrivato sul luogo del bombardamento Haniyeh ha giudicato il raid "un attentato contro un simbolo palestinese". Israele ritiene Hamas complice del commando che ha rapito il soldato Ghilad Shalit, 19 anni. Il ministro ha ribadito che non ci sarà alcuno scambio tra soldati e prigionieri palestinesi.

OLMERT: NON CEDEREMO A RICATTI

Non siamo disposti a cedere a ricatti di alcun tipo. Una nostra resa oggi significherebbe propiziare nuovi attacchi terroristici in futuro: lo ha affermato oggi il premier israeliano, Ehud Olmert, aprendo la consueta riunione del Consiglio dei ministri con un aggiornamento sulla crisi seguita al sequestro di un soldato israeliano tenuto in ostaggio a Gaza. "Ho dato istruzione alle forze armate e alle forze di sicurezza - ha proseguito Olmert - di colpire chiunque si sia reso responsabile di atti terroristici. Non c'é immunità per alcuno".

HAMAS MINACCIA DI ATTACCARE OBIETTIVI IN ISRAELE

Hamas ha minacciato oggi di attaccare scuole, centrali elettriche e altri obiettivi in Israele se l' esercito israeliano non cesserà i suoi raid aerei contro le infrastrutture nella Striscia di Gaza, dove è in corso una vasta operazione militare per liberare un soldato rapito la scorsa domenica da un commando palestinese. Un portavoce di Hamas, Abu Ubaida, ha detto: "Se continueranno i loro attacchi noi colpiremo obiettivi simili nell'occupazione sionista (sinonimo di Israele per Hamas, ndr)".

ISRAELE PROPONE RILASCIO POLITICI HAMAS

Israele potrebbe rimettere in libertà decine di dirigenti di Hamas in cambio del soldato Ghilad Shatil che da una settimana è tenuto in ostaggio a Gaza da miliziani legati a Hamas. Lo ha riferito la radio militare. La emittente ha precisato che Israele è disposto in linea di massima a rilasciare otto ministri dell'Anp, una ventina di deputati di Hamas e altri funzionari di partito arrestati nei giorni scorsi, in cambio del soldato. In nessun caso, ha aggiunto la emittente, palestinesi reclusi in Israele da oltre una settimana potranno essere rilasciati in questa occasione. Il quotidiano Haaretz riferisce intanto che l'Egitto ha fatto presente a Hamas che il tempo stringe e che la crisi deve essere risolta entro la giornata odierna.

ACCORDO SU RIAPERTURA DUE VALICHI

Nel tentativo di alleviare le condizioni di vita della popolazione palestinese Israele ha accettato di riaprire due dei valichi di ingresso a Gaza, che sono rimasti chiusi nella ultima settimana in seguito al rapimento di un soldato israeliano e ai tentativi di liberarlo. Secondo il quotidiano al-Quds Israele terrà aperti nei prossimi quattro giorni i valichi di Karni (Mintar) e di Nahal Oz. Dal primo passeranno ogni giorno 150 camion con generi di prima necessità. Dal secondo passeranno scorte di combustibile. La radio militare, da parte sua, ha confermato che il valico di Karni sarà aperto alle ore 12 locali (le 11 in Italia) per almeno sei ore.

GIUGNO CRUENTO, UCCISI 49 PALESTINESI E 3 ISRAELIANI

Il mese di giugno è stato uno dei più violenti degli ultimi tempi: il quotidiano Haaretz calcola che in questo periodo sono rimasti uccisi 49 palestinesi e tre israeliani. Fra i palestinesi, almeno 22 erano civili. Fra questi sette membri della famiglia Ghalia di Beit Lahya, investiti il 9 giugno da una esplosione che secondo Israele non è stata provocata dal fuoco della propria artiglieria, bensì da un'altra causa ancora da accertare. Il giornale scrive che su altri cinque palestinesi vi sono descrizioni discordanti: secondo fonti palestinesi si trattava di civili, mentre Israele ritiene che fossero miliziani. I tre israeliani uccisi sono due soldati attaccati una settimana fa da un commando palestinese e un ragazzo rapito e ucciso in Cisgiordania.

Lunedì 3 Luglio 2006

Medio Oriente. Per la prima volta dal ritiro da Gaza, carri armati israeliani entrano in territorio palestinese

Rai.it, http://www.rai.it/news, 03/07/2006

Carri armati e mezzi blindati dell'esercito israeliano è entrato poco prima dell'alba nella Striscia di Gaza: è la prima incursione da terra dalla cattura del caporale israeliano compiuta una settimana fa da un commando palestinese.

Un numero limitato di militari è entrato nel nord della Striscia di Gaza per un'operazione di bonifica delle mine e delle gallerie scavate dai militanti per condurre attacchi in territorio israeliano, ha riferito una fonte militare.

Stando a fonti locali, i carri armati e mezzi blindati erano in tutto una ventina. Fonti dell'esercito hanno insistito nel dire che si tratta di un'operazione limitata nell'obiettivo e nel tempo.

Intanto per la sesta notte consecutiva e' entrata in azione l'aviazione israeliana e un elicottero ha sparato un missile contro uffici amministrativi a Gaza, utilizzati come luogo di riunione sia da militanti delle 'Brigate Martiri di Al Aqsa', fazione armata riconducibile a Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen, sia dai radicali di Hamas.

Martedì 4 Luglio 2006

Afghanistan: Parisi; decisione difficile, ma restiamo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2006

ROMA - Via l'intero contingente dall'Iraq e nessuna riduzione di uomini in Afghanistan. Insomma: tutti dentro o tutti fuori. Questa la linea del Governo, illustrata oggi al Parlamento dal ministro della Difesa. Una posizione che a Parisi sarebbe piaciuto sintetizzare cosi': ''Non rientreremo a meta' dall'Iraq, non rimarremo a meta' in Afghanistan''. Ma il ministro non ha fatto in tempo a leggere questa frase del suo intervento, interrotto per ''concomitanti doveri d'aula'' dei senatori. Uno stop che ha impedito al ministro di rispondere alle obiezioni ancora una volta sollevate dalla sinistra radicale, in particolare Verdi e Prc, a proposito dell'Afghanistan. Ma Parisi assicura: ''Siamo pronti a ogni chiarimento''.

AFGHANISTAN, DECISIONE DIFFICILE MA RESTIAMO - ''Pur essendo pienamente consapevole delle difficolta' che una simile decisione comporta, il Governo - dice Parisi davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite - ritiene opportuna ed importante questa nostra presenza militare che sostanzia la continuita' di un impegno pienamente condiviso con tutti i nostri alleati. Come nei Balcani, in Afghanistan, l'Italia e' e si sente parte di uno sforzo che coinvolge l'intera comunita' internazionale'' e che impegna ''su mandato dell'Onu, contingenti Nato'' con una ''rilevante'' presenza di truppe europee. Per questo, nel decreto appena varato dal Consiglio dei ministri, ''il Governo propone al Parlamento di continuare nel nostro impegno, assicurando una presenza di forze analoga per entita' a quella dispiegata in passato e definita in modo da corrispondere agli impegni operativi assunti dal nostro contingente nel quadro della missione Isaf''.

VERDI E PRC, SUBITO CHIARIMENTO - Nel suo intervento il ministro non parla di Enduring Freedom, la missione a guida Usa su cui negli ultimi giorni si sono concentrate le critiche di Verdi e Prc. Critiche rinnovate anche oggi. ''Il rafforzamento della nostra presenza navale nel Golfo persico e' sbagliato e non condivisibile'', afferma l'ufficio di presidenza di Rifondazione al Senato, che chiede un chiarimento sull'aumentato finanziamento della missione Enduring Freedom. Analoga richiesta anche da Angelo Bonelli e Gennaro Migliore, presidenti dei Gruppi di Verdi e Prc alla Camera, mentre Mauro Bulgarelli, sempre dei Verdi, aggiunge: ''Le dichiarazioni di oggi del ministro Parisi che escludono qualsiasi depotenziamento della missione militare a Kabul certamente non aiutano a trovare una quadratura del cerchio sulla questione Afghanistan''. E mentre un appello alle forze del centrodestra viene lanciato da Maurizio Gasparri, di An (''Tutti convergano sul no'' al decreto sulle missioni), Deiana, di Rifondazione, incalza: servono ''paletti chiari. No a un aumento del finanziamento di Enduring Freedom''.

PARISI, CHIARIMENTO? SIAMO PRONTI - ''Sono pronto ad ogni chiarimento con Migliore, Bonelli e chiunque altro abbia domande da avanzare'', replica Parisi. ''Se l'audizione non fosse stata sospesa per i lavori d'aula avrei dato le spiegazioni oggi stesso. Il decreto e' comunque gia' di per se' trasparente considerato che gli elementi addotti sono tratti dalla documentazione disponibile''. E in ogni caso ''sono sicuro che alla fine troveremo e ritroveremo la concordia''.

Ma cosa scriveva il ministro nella parte del suo intervento non letto? Scriveva, ad esempio, che anche in Afghanistan ci sono ''elementi di preoccupazione che ci inducono ad una vigilanza sul piano politico e su quello operativo. Una vigilanza che ci chiama ad un monitoraggio permanente che ci consenta di verificare con continuita' il perseguimento e la perseguibilita' degli obiettivi che giustificano la missione''.

''Restiamo in ogni caso ben decisi - apre il ministro - a confrontarci con questi elementi di preoccupazione in un clima di confronto di idee e di totale condivisione''. Ma dall'Afghanistan, dove ''il quadro dei riferimenti internazionali e' profondamente diverso'' dall'Iraq, ''il Governo ha deciso di rimanere continuando ad assumersi la pienezza delle responsabilita', poiche' non ritiene di poter prendere in considerazione una permanenza a meta' come sarebbe quella che deriverebbe da un depotenziamento degli impegni gia' assunti. Il nostro parere e': o si rientra o si rimane''.

Gaza: soldato israeliano rapito, e' scaduto l'ultimatum

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2006

GAZA - E' scaduto alle 6 ora locale (le 5 in Italia) l'ultimatum di 24 ore che i rapitori del soldato israeliano Ghilad Shalit hanno lanciato contro Israele per la liberazione di detenuti palestinesi e che lo stato ebraico ha respinto.

I gruppi che tengono prigioniero il soldato israeliano sequestrato il 25 giugno hanno affermato, alla scadenza dell'ultimatum, che non lo uccideranno. "Certi pensano che i gruppi autori dell'operazione (l'attacco con rapimento del soldato Gilad Shalit) possano ucciderlo, ma i nostri principi islamici stabiliscono che bisogna rispettare i prigionieri, e non ucciderli", ha detto un portavoce dell'Esercito dell'Islam, Abu Muthanna. Ma, ha aggiunto il portavoce, "abbiamo dato un ultimatum che é scaduto. Tutti gli sforzi sono stati vanificati. Il nemico porta la responsabilità intera del suo atteggiamento e del destino del soldato".

Ghilad Shalit, il soldato israeliano catturato da un commando palestinese il 25 giugno, "é vivo". Lo ha detto oggi il portavoce del governo israeliano Avi Pzner, alla catena francese Lci.

GAZA, CARRI ARMATI AVANZANO DI UN CHILOMETRO

Nel nord della striscia di Gaza i carri armati israeliani stanno lentamente avanzando in direzione della città di Beit Hanun e si prefiggono di raggiungere una profondità di un chilometro. Il loro obiettivo è di avvicinarsi alle postazioni dei lanciatori di razzi. Ieri i carri armati erano entrati in quella zona di 200 metri, per cercare ordigni e tunnel. Nella nottata soldati israeliani hanno ucciso due miliziani palestinesi: uno a Gaza, e l'altro a Jenin. L'aviazione israeliana è tornata compiere raid, uno dei quali ha centrato la università islamica. In Cisgiordania, a Ramallah, unità israeliane di elite hanno catturato tre palestinesi: secondo la radio militare sarebbero coinvolti nella uccisione, avvenuta la scorsa settimana, del ragazzo israeliano Eliahu Asheri. I tre, ha aggiunto la emittente, sono miliziani di al-Fatah e sono stati catturati in un edificio della sicurezza palestinese dopo uno scontro a fuoco protrattosi per ore.

Csm: regge accordo,ok sprint da parlamento agli 8 laici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2006

ROMA - Il Parlamento in seduta comune ha eletto alla prima votazione gli otto componenti 'laici' del Consiglio superiore della Magistratura. L'accordo tra maggioranza ed opposizione sulla rosa degli otto nomi (cinque indicati dall'Unione e tre dalla Cdl) dei componenti di nomina parlamentare dell'organo di autogoverno dei giudici ha retto la prova del voto segreto, in conformita' con l'appello a fare presto lanciato nei giorni scorsi a deputati e senatori dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E proprio nel comunicare la 'fumata bianca' prima all'aula e poi al capo dello Stato, il presidente della Camera Fausto Bertinotti da' atto ''ai gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione di essersi responsabilmente fatti interpreti della necessita' di una soluzione concordata che ha potuto garantire l'elezione sin dal primo scrutinio dei componenti laici del Csm''. Dal Quirinale, Napolitano risponde con lo stesso apprezzamento per il senso di responsabilita' con cui i poli hanno realizzato l'intesa al primo colpo. Una tempestivita' sconosciuta nel recente passato. A Palazzo dei Marescialli sono stati eletti per la Cdl l'avvocato Gianfranco Anedda (An, 758 voti), Michele Saponara (ex sottosegretario di FI, 741), Nicola Mancino (ex presidente del senato, Dl, 715), Ugo Bergamo (senatore dell'Udc, 714), Vincenzo Siniscalchi (avvocato, Ds, 710), l'avvocato Celestina Tinelli (esponente del Forum giuriste italiane, Ulivo, 679) ed i presidi delle facolta' di Giurisprudenza delle Universita' di Perugia e Roma Tre, Mauro Volpi (Prc, 678) e Letizia Vacca (Pdci, 662). Tutti gli otto candidati dela rosa 'condivisa' hanno superato l'elevato quorum richiesto, i tre quinti dei componenti dell'assemblea, ma sia nell'Unione sia nella Cdl c'e stato chi non si e' adeguato agli accordi. Come i radicali della Rosa nel pugno, che invece di votare per Nicola Mancino, vicepresidente 'in pectore' del Csm, hanno fatto andare i loro consenso a Mario Patrono, ex consigliere del Csm, che ha raccolto 40 voti: esattamente quelli che nello spoglio sono mancati all'ex presidente del Senato. Nel centrodestra, invece, i 'disobbedienti' sono stati i parlamentari della Democrazia cristiana: il partito di Gianfranco Rotondi, che contestava di non essere stato consultato nella trattativa dalla Cdl, hanno votato l'ex vicepresidente della Camera Publio Fiori cui nello scrutinio sono stati attribuiti sei voti. Domani il Parlamento in seduta comune tornera' a riunirsi per eleggere un giudice costituzionale che prendera' il posto dell'attuale presidente della Consulta Annibale Marini, il cui mandato scadra' il prossimo 9 luglio. Il candidato e' uno solo: si tratta di Paolo Maria Napolitano, che e' stato capo dell'Ufficio legislativo di Gianfranco Fini alla vicepresidenza del Consiglio: andra' alla Consulta se, come appare scontato, incassera' i voti dei 2/3 dei componenti dell'assemblea.

Processo calciopoli: richieste choc, per Juve e' spettro 'c'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2006

»CALCIO: JUVENTUS; CAPELLO ADDIO, IN ARRIVO DESCHAMPS

»CALCIO: PROCESSO; BERLUSCONI ATTACCA, MOVENTE POLITICO

ROMA - Il toto sanzioni era partito da tempo, tra chi si augurava la forca e chi sperava nell'amnistia, tra chi chiedeva giustizia e chi gia' puntava il dito contro il giustizialismo. Poi pero', a sorpresa, quasi un colpo di scena, prende corpo la mazzata: ecco allora che lo spettro della 'serie C' per la Vecchia Signora non e' piu' solo una chiacchiera da bar dei tanti che quei bianconeri plurivincenti proprio non li sopportavano. La doccia fredda si abbatte nell'aula dell'Olimpico gia' il secondo giorno vero del processo a 'calciopoli': subito la richiesta delle pene per i quattro club finiti alla sbarra e i 26 tra dirigenti e arbitri che adesso possono cominciare a sfogliare l'album dei ricordi.

Poco meno di un'ora e il procuratore Stefano Palazzi diventa il grande accusatore del calcio italiano: cosi' poco per travolgere quello che resta del pallone di casa. Compresa la piu' grande e gloriosa societa': Juventus esclusa dal campionato di competenza e ricollocata (a discrezione del commissario straordinario della Figc, Guido Rossi) ''ad uno dei campionati di categoria inferiore alla serie B''. Ovvero almeno la C/1, con l'aggravante di sei punti di penalizzazione da scontare e la revoca dello scudetto vinto nell'anno incriminato, il 2004-05, e la non assegnazione del titolo conquistato nella stagione conclusa.

A pioggia il club bianconero trascina in fondo al baratro tutti gli altri: perche' la mano pesante di Palazzi non fa sconti a nessuno. Nemmeno al Milan, che pure pensava di cavarsela dopo aver letto nei deferimenti dello stesso procuratore un'attenuazione delle accuse. E invece retrocessione in B per il club rossonero (con 3 punti di penalizzazione). Torneo cadetto in cui, stando all'accusa, dovrebbero essere relegati anche gli altri due club coinvolti: Lazio e Fiorentina, entrambi con la partenza a handicap di 15 punti.

Insomma il massimo della pena che si potesse prevedere e a cui nessuno, alla vigilia, forse credeva. Per Palazzi l'illecito e' stato ordito da tutti, da quel sistema organizzato che faceva di tutto per minare uno dei principi base dello sport: la terzieta' degli arbitri. Una ''maliziosita''' del sistema che chiedeva ''interventi favorevoli degli arbitri nei casi dubbi''.

Tutto, spiega Palazzi, fatto in maniera discreta, insomma in modo che i favori non balzassero cosi' agli occhi da creare sospetti nell'opinione pubblica. Peccato per quelle telefonate piccanti che hanno svelato il gioco, fa capire l'accusa: nessuna goliardia, nessuno scherzo in quelle reiterate conversazioni intercettate, ci tiene a dire il procuratore, smontando il muro difensivo che tutti hanno eretto gia' davanti all'ufficio indagini di Borrelli.

L'accusa non salva nessuno: travolti i club, azzerati anche tutti i vertici e un'intera classe di arbitri. E in questo le sanzioni chieste sono all'insegna della par condicio: tutta la 'cupola' rischia l'ergastolo, e con essa la coda di dirigenti e arbitri.

Cinque anni di inibizione con richiesta di radiazione a Luciano Moggi come a Franco Carraro, stessa sorte per Innocenzo Mazzini e Tullio Lanese, cosi' come per gli ex designatori Bergamo e Pairetto e l'arbitro Massimo De Santis. A tutti loro viene contestata anche l'aggravante della continuita', che Palazzi monetizza: 5.000 euro per ogni illecito commesso. Ma nella rete dei pesci grossi finiscono anche Antonio Giraudo, i fratelli Della Valle e il patron della Lazio Claudio Lotito.

Massimo della pena (ma senza ammenda) per gli altri arbitri: carriera bruciata, quanto meno, per loro. Pena meno severa per Gianluca Paparesta, reo di aver omesso di refertare il particolare non trascurabile di quando fu chiuso nello spogliatoio da Moggi dopo Reggina-Juve. Un anno di stop per l'arbitro barese, che parla comunque di richiesta esagerata. Per Adriano Galliani l'accusa ha chiesto l'interdizione a due anni: deferito per slealta' sportiva, il dirigente rossonero pero' ''avallava la condotta'' di Meani, l'addetto agli arbitri che con le presunte pressioni sui guardalinee ha inguaiato la squadra. Galliani con sobrieta' replica di non aver mai assunto comportamenti del genere. La via di fuga in avvio l'aveva tentata Bergamo, annunciando dimissioni dalla Figc con cui pensava di sottrarsi al procedimento. Ma il colpo di scena, solo un antipasto di quello che sarebbe arrivato qualche ora dopo, non e' servito: dopo una seduta in camera di consiglio la Caf respinge al mittente la richiesta. E giu' la mazzata anche per l'ex arbitro livornese.

E adesso e' tutta in salita la rincorsa per raddrizzare un processo che forse per arrivare in tempo alle scadenze dell'Uefa qualcuno definisce 'sommario'. Le difese insorgono, la Juve tiene un basso profilo e in aula non replica. Ma avranno la parola, garantisce Cesare Ruperto, a partire gia' da domani, quando il procuratore tornera' a parlare per la sua requisitoria. ''Chi c'e' c'e''' si lascia scappare Ruperto. Insomma fino a quando l'aula restera' aperta tutti avranno facolta' di parola. Poi la Caf si chiudera' in camera di consiglio: la piu' attesa e difficile della storia del calcio italiano. Servira' qualche giorno, poi le sentenze. Che riscriveranno il calcio e le classifiche. Ma nessuno, nemmeno allora, potra' credere che la Signora vada a tingere di bianconero i campi della serie C.

Mercoledì 5 Luglio 2006

Ambiente: citta' italiane le peggiori d'Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2006

ROMA - Citta' italiane in coda all'Europa. Malate di smog e rifiuti, allergiche al verde urbano, afflitte dal problema della depurazione, fanno registrare le peggiori eco-performance di tutta l'Unione. Napoli e' ultima, Milano penultima, Roma quintultima. In testa su tutte la finlandese Helsinki, promossa a pieni voti. Molto piu' in basso, anche se con buoni voti, Berlino e Barcellona e medie citta' come Goteborg, Dresda o Copenaghen. Vienna a Stoccolma sono a un passo dalla sufficienza piena, mentre Madrid e Parigi, Londra e Bruxelles sono davvero lontane dalla sostenibilita'.

Questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano Europa, il rapporto di Legambiente, Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Dexia Crediop, il primo di benchmarking ambientale all'interno dell'Ue che ha preso in esame 26 citta' della Ue a 25 e le ha messe alla prova con 20 eco-indicatori.

In particolare l'Italia esce a ossa rotte: Napoli e' la peggiore per verde urbano, 2mq di parchi e giardini per abitante contro i 181 di Goteborg. Milano ha spazi pedonalizzati 80 volte piu' piccoli di quelli di Goteborg. Napoli non ha piste ciclabili, mentre a Helsinki ci sono 193 metri ogni 100 abitanti. Roma e Milano si salvano solo in un paio di parametri: entrambe hanno buoni valori nel trasporto pubblico, Milano ha una discreta raccolta differenziata (29%), Roma ha investito nel solare.

''Il rapporto, unico del genere a livello mondiale - ha spiegato il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta - ci dice che l'Unione non fa la forza e ci dice anche, purtroppo, che i grandi centri urbani italiani sono la maglia nera della Ue e che quella di Milano e Napoli e' anzi nerissima''. Secondo Della Seta non si tratta di dare i voti alle amministrazioni ma di sondare lo stato reale di salute delle citta' e molto si puo' fare. Per il giudizio, il rapporto assegna una percentuale con la quale si indica la frequenza (il numero di volte) in cui sui vari indicatori i centri urbani hanno ottenuto un risultato uguale o superiore alla media delle citta' europee considerate.

Le tre italiane inserite da Legambiente nello studio compaiono tutte nel gruppo delle otto peggiori (Roma e' quintultima col 29%). Milano e Napoli sono addirittura penultima e ultima (25% e 21%). Il capoluogo partenopeo offre isole pedonali virtuali, zero piste ciclabili, un trasporto pubblico scadente, una abbondante produzione di rifiuti aggravata dall'assenza di una seria raccolta differenziata (solo il 5%). Mentre Milano eccelle per lo smog: ha i valori piu' alti in Europa per le polveri sottili, e' seconda solo a Parigi per i livelli di ozono. Anche Roma esce male dal confronto con le colleghe europee (soprattutto nelle voci smog e rifiuti), ma tiene nei parametri del trasporto pubblico e in quello dell'energia solare.

Sempre nella classifica bassa, al limite della sufficienza sono Vienna (59% e smog alle stelle) e Stoccolma (53%), tanto verde ma il top dei rifiuti. A scendere le metropoli piu' in affanno: Madrid (50%), Parigi e Saragozza (44%), Anversa (40%).

Ma e' anche possibile fare di meglio. E lo dimostrano i dati delle prime della classe. Helsinki su tutte. Nella capitale finlandese 98 abitanti su cento hanno il teleriscaldamento; nonostante una quota di spazzatura finisca incenerita, c'e' un' ottima percentuale di raccolta differenziata, prossima al 50%.

Bene le piste ciclabili (1 km ogni 5 abitanti), l'area urbana e' piena di verde (134mq per abitante), la depurazione al top (100%), lo smog non assente ma nemmeno asfissiante. Voto 8.

Seguono Berlino con un buon 73%, Goteborg e Dresda 71%. La capitale tedesca raggiunge ad esempio un record nella quantita' di Kw di energia solare installati su edifici pubblici (21.200), Goteborg ha i valori di biossido di azoto e polveri sottili piu' bassi d'Europa mentre il capoluogo della Sassonia ha la miglior raccolta differenziata (54%) e un risparmio idrico spinto (ogni abitante consuma meno di 100 litri di acqua al giorno). Barcellona e Copenaghen, entrambe piu' che sufficienti (67%).

Abu Ghraib, Rumsfeld alle strette

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2006

Il capo del Pentagono dovra' fornire documenti per inchiesta

(ANSA) -WASHINGTON,5 LUG- La commissione Riforme del Congresso Usa ha ordinato a Rumsfeld di consegnare documenti per l'inchiesta sul carcere di Abu Ghraib, in Iraq. Donald Rumsfeld, ministero della Difesa e capo del Pentagono, non aveva risposto a una richiesta precedente, causando l'irritazione del presidente della commissione, il repubblicano Tom Davis. Ora Rumsfeld e' stato raggiunto da una citazione formale e dovra' consegnare la documentazione entro il 14 luglio.

MO: Gaza, assassinato docente Hamas

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2006

Ucciso anche un poliziotto palestinese in attacco aereo

(ANSA) - GAZA, 5 LUG - Un insegnante dell'Universita' islamica di Gaza, roccaforte del movimento radicale Hamas, e' stato assassinato da sconosciuti. Hussein Abu Ajua, 45 anni, era a bordo della propria autovettura e stava attraversando un quartiere dell'est di Gaza City, quando alcuni uomini hanno aperto il fuoco uccidendolo sul colpo. Anche un poliziotto palestinese intanto, e' stato ucciso e altri due sono stati feriti in un attacco aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza.

La Corea Nord lancia una salva di missili, si riapre la crisi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2006

TOKYO - La Corea del Nord ha compiuto stamani una serie di esperimenti missilistici che hanno aperto la più grave crisi degli ultimi anni nell'Estremo Oriente. Pur essendo stata ripetutamente ammonita anche da antichi alleati come la Cina, Pyongyang ha proceduto al lancio di almeno sei ordigni, fra cui anche un missile intercontinentale.

E' il primo vettore del genere messo a punto dalla Corea del Nord, ma fonti americane hanno indicato che l'esperimento è sostanzialmente fallito: il missile, cui era attribuita una possibile gittata di oltre 6.000 chilometri, non risulta essere andato più lontano degli altri missili, caduti nel mar del Giappone a qualche centinaio di chilometri a nordovest dell'isola nipponica di Hokkaido. Dell'ordigno balistico, il terzo a essere lanciato, si era avuta notizia per la prima volta un mese fa da fonti della ricognizione satellitare statunitense nel Sol Levante.

I preparativi avevano suscitato in tutto il Giappone una notevole apprensione che ora si è trasformata in allarme: già nel 1998 l'arcipelago era stato sorvolato da un ordigno nordcoreano che era poi precipitato nel Pacifico dando a Tokyo un senso di vulnerabilità senza pari dalla fine della seconda guerra mondiale. In seguito Pyongyang si era dimostrata disposta a una moratoria su cui lo stesso presidente Kim Jongil aveva dato rassicurazioni al premier giapponese Junichiro Koizumi nel 2002.

Ultimamente però, in concomitanza con il prolungarsi dello stallo nei negoziati internazionali sul nucleare nordcoreano, fonti del regime stalinista avevano indicato che Pyongyang non si sentiva più vincolata da alcun impegno. Tali indicazioni avevano accresciuto la preoccupazione di Tokyo, che oggi ha preannunciato un immediato ricorso al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

E' stato lo stesso Capo della segreteria del governo Shinzo Abe a preannunciare "rigorose sanzioni" contro la Corea del Nord, che è già in condizioni economiche estremamente precarie e che, come preannunciato a Seoul, dopo l'esperimento dovrà fare a meno anche degli aiuti umanitari dalla Corea del Sud. Da parte sua il ministro degli esteri nipponico Taro Aso si é fatto interpete della sorpresa e della condanna di Tokyo per il passo di Pyongyang, che ha aperto in Estremo Oriente scenari di gravità senza precedenti dalla fine della guerra di Corea nel 1953.

Aso ha detto che il governo giapponese è in stretto contatto con quello americano, con i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu e con gli altri paesi che partecipano al negoziato internazionale a sei sul nucleare nordcoreano, in stallo da novembre.

Giovedì 6 Luglio 2006

Processo: avv. Lazio, 'Juve? noi nulla da ammettere'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/07/2006

»CALCIO: PROCESSO;IL MAESTRO RUPERTO,ORA ANDIAMO AL SODO

»CALCIO: DIFESA LOTITO;LAZIO AUTONOMA,MAI CHIESTO FAVORI

»CALCIO: PROCESSO; DA CARRARO A LOTITO, DIFESE ACCORATE

ROMA - E' iniziata alle 9.30 nell'aula dello stadio Olimpico la quinta udienza del processo per lo scandalo del calcio. In aula non è presente il procuratore federale Stefano Palazzi, che già ieri aveva annunciato la sua assenza. Al suo posto il vice Alfredo Mensitieri.

Noi non faremo come la Juve, anche perché non dobbiamo ammettere nulla perché siamo innocenti su tutta la linea. E' il giorno della Lazio e, poco prima di entrare in aula, l'avv. Gianmichele Gentile spiega la posizione del club e di Claudio Lotito.

La difesa della Juve ha deciso di intraprendere questa strada - ha puntualizzato il legale - ma noi non dobbiamo ammettere nulla perché non abbiamo fatto niente, per questo chiederemo l'assoluzione totale sia per la squadra, sia per il presidente. La linea scelta da un'altra società non ci mette minimamente in difficoltà anzi....

Di sicuro - ha aggiunto l'avv. Gentile - io non parlerò meno di un'ora e, probabilmente, farà lo stesso Siniscalchi. Io parlerò a nome di Lotito, mentre il mio collega per la Lazio.

Prima di allontanarsi il legale dei biancocelesti afferma: "oggi, inoltre, chiederemo nuovamente un confronto in aula con il giudice Ferri, vedremo cosa risponderà la commissione".

LEGALE MEANI: SCORRETTO PARLARE SISTEMA MILAN

''Parlare di un sistema Milan non solo e' inopportuno ma anche scorretto''. Lo sostiene Edda Gandossi, difensore di Leonardo Meani, l'addetto agli arbitri le cui telefonate ai vertici arbitrali costituiscono, secondo l'accusa, la prova maggiore della coinvolgimento della societa' rossonera nello scandalo del calcio. L'avvocato sottolinea anche che Meani, nel corso della sua carriera, ''si e' sempre attenuto ai principi di correttezza e lealta', gli stessi che lo hanno portato a rispondere per sette ore e mezza alle domande dell'ufficio indagine'' e chiede alla corte di ''tenere conto che e' iscritto nel registro degli indagati della procura di Napoli per un reato che non prevede l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche''. Quanto alle telefonate intercettate, l'avvocato Gandossi definisce comunque ''istituzionali'' quelle con Bergamo e Pairetto, mentre quelle con Babini e Puglisi (i due assistenti dell'arbitro che sono finiti nelle intercettazioni) ''sono segnati da una seria e profonda amicizia ventennale''. ''Questi rapporti - conclude - forse travalicano dei profili di opportunita' nel linguaggio e nei toni, se ascoltati da terzi. Ma si tratta di rapporti di profonda amicizia''.

DIFESA MILAN: MEANI? ERA SOLO UN PRECARIO

''Meani e' un precario e raccomanda il Milan agli assistenti?''. Il legale di Adriano Galliani fa leva sul ruolo di Leonardo Meani, addetto agli arbitri del club rossonero, per scagionare il suo assistito. ''In una posizione di precariato non si sarebbe vantato con i dirigenti dicendo 'guardate quanto sono stato bravo, ho raccomandato il Milan con i guardalinee' - spiega l'avvocato De Luca nell'accesa arringa davanti alla Caf - Stiamo discutendo di un'accusa costruita con un collage, senza senso. Perche' non c'e' raccomandazione, non c'e' richiesta. Un uomo senza potere farebbe leva per raccomandare qualcuno? C'e' la totale insussistenza del fatto''. ''Ieri il difensore della Juventus vi ha detto che oggi la societa' bianconera e' diversa. Voglio dirvi che il Milan si presenta oggi davanti a voi uguale a come era ieri e, speriamo, anche domani'' cosi' l'avvocato De Luca. ''Saremo deferiti dalla vostra sentenza - ha aggiunto - ma siamo orgogliosi di essere il Milan''.

« Precedente

» Notizie » 2006 » Luglio | Commenti: Scrivi

Successiva »