DEI RICCHI

2006 - Ottobre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/10/2006 * 09/10/2006 * 10/10/2006 * 11/10/2006 * 12/10/2006 *

Domenica 8 Ottobre 2006

Studentesse prostitute per pagare le tasse all'universita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2006

LONDRA - Vendono il loro corpo per pagare le tasse universitarie e conseguire una laurea che e' vista come uno strumento di promozione sociale. E' aumentato in modo preoccupante, negli ultimi anni in Gran Bretagna, il numero delle studentesse disposte a prostituirsi o a lavorare in un settore della cosiddetta industria del sesso per affrontare i costi sempre crescenti che un corso di laurea comporta.

Una ricerca condotta da studiosi della Kingston University, scrive il Sunday Times, rivela che l'incremento e' stato del 50 per cento negli ultimi sei anni e che uno studente su dieci, nel campione dei 130 ragazzi intervistati nel contesto della ricerca, ha detto di conoscere studentesse che hanno lavorato occasionalmente in locali di strip-tease, di danza del ventre o in saloni di massaggi di ambigua reputazione. Il sei per cento degli intervistati ha affermato invece di conoscere personalmente colleghe che si prostituiscono regolarmente. Secondo i curatori della ricerca, Sandra Bergstrom e David La Rooy, alla base della decisione di alcune studentesse di lavorare nei locali di spogliarello o di danza del ventre, ci sono problemi mentali spesso dovuti all'alcool. Piu' consapevoli e lucide sembrano invece le giovani universitarie che si prostituiscono, sostengono i ricercatori, in quanto decidono di vendersi allo scopo preciso di guadagnare i soldi necessari per pagare le tasse universitarie. In quasi tutti gli atenei del Regno unito, le imposte sono salite dalle mille sterline del 1998 alle tremila di oggi (circa cinquemila euro), un costo esorbitante per un buon numero di giovani.

Per poter pagare le tasse e al contempo mantenersi, una ragazza identificata con un nome di fantasia, Sophie, ha detto di aver deciso di lavorare in un' 'agenzia di accompagnatrici'. Sophie, che ora sta specializzandosi per ottenere un dottorato in Politica internazionale, confessa che nel 1999 riusciva in una sola notte di lavoro a guadagnare 2000 sterline, ma ora, aggiunge, 'la concorrenza delle ragazze dell'est Europa ci sta danneggiando e si guadagna di meno mentre le tasse universitarie continuano ad aumentare'. 'All'agenzia - prosegue Sophie - avevamo i nostri libri e i nostri computer. Studiavamo di notte e ogni tanto chiudevamo i libri per 'accompagnare' i clienti. Piuttosto che lavorare in un McDonald per otto sterline all'ora...'

Dalla ricerca, scrive il Sunday Times, emerge che sono sempre piu' numerosi i clienti che chiedono 'amiche occasionali' colte. 'Si', ci sono molti uomini che non vogliono solo sesso, desiderano anche parlare, conversare con noi', conferma un'altra universitaria. 'Le studentesse sono persone adulte e responsabili', ha detto da parte sua un portavoce delle Universities UK intervistato dai ricercatori. 'Se e' vero che le tasse sono alte, e' anche vero che gli studenti possono impegnarsi a pagarle una volta conseguita la laurea e trovato un lavoro', ha concluso il portavoce che non ha voluto essere identificato.

Lunedì 9 Ottobre 2006

Corea del Nord: effettuato test nucleare sotterraneo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2006

SEUL - La Corea del Nord avrebbe effettuato questa mattina il test nucleare annunciato la scorsa settimana. Lo riferiscono gli organi di informazione del regime di Pyongyang, secondo i quali ''la sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre''. A confermare la notizia, una scossa di magnitudo 3,58 Richterregistrata in Corea del Nord dai servizi di Intelligence sudcoreani.

Il test atomico sotterraneo condotto questa mattina dal regime di Pyongyang non avrebbe causato fuoriuscite radioattive. Lo riferisce l' agenzia centrale nordcoreana che aggiunge: ''il test nucleare e' un evento storico che ha portato felicita' all' esercito e alla popolazione. L' esperimento atomico contribuira' a mantenere la pace e la stabilita' nella penisola coreana''. Intanto l' agenzia meteorologica sudcoreana ha confermato una scossa avvenuta questa mattina di magnitudo tra 3,58 e 3,7 Richter.

CINA 'CONDANNA FERMAMENTE'

PECHINO - La Cina 'condanna fermamente' il test nucleare effettuato oggi dalla Corea del Nord. Lo afferma il ministero degli esteri di Pechino, in una nota comparsa sul suo sito Internet.

In una breve nota pubblicata sul sito, il ministero degli esteri cinesi sottolinea che la Corea del Nord ha ignorato'l' opposizione di tutta la comunita' internazionale' e definisce 'oltraggiosa' la decisione di procedere col test. Il ministero ribadisce che la Cina ha l' obiettivo di 'eliminare le armi nucleari dalla penisola coreana' e 'invita con forza' Pyongyang a 'mantenere fede ai suoi impegni sulla non-proliferazione'.

ABE, IMPERDONABILE ESPERIMENTO ATOMICO PYONGYANG

SEUL - Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha definito 'un atto imperdonabile' l'esperimento atomico compiuto questa mattina dalla Corea del Nord, qualora i fatti venissero confermati. Abe e' attualmente in visita in Corea del Sud per un summit con il presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. Intanto, dal Giappone, il ministro degli Esteri Taro Aso ha dichiarato che 'e' possibile una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite' contro il regime di Pyongyang.

Allo stato attuale non c'e' ancora alcuna conferma ufficiale del test atomico sotterraneo di questa mattina: l'unico elemento, oltre all'annuncio dell'agenzia centrale nordcoreana, e' la scossa anomala registrata alle 10:36 locali (le 3:36 in Italia) nella zona settentrionale di Hamkyong, a nord della capitale Pyongyang: magnitudo di 3,58 per l'agenzia agenzia meteorologica sudcoreana e magnitudo di 4,2 secondo le rilevazioni dell'agenzia geologica statunitense.

CASA BIANCA, E' UNA PROVOCAZIONE

WASHINGTON - La Casa Bianca ha condannato come 'una provocazione' l'esperimento nucleare della Corea del Nord e, se venisse confermato, ha chiesto una 'azione immediata' del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. 'Un esperimento nucleare nordcoreano costituirebbe una provocazione che sfida la volonta' della comunita' internazionale e il nostro appello ad astenersi da ogni azione che possa aggravare le tensioni nella regione', ha detto il portavoce della Casa Bianca Tony Snow. 'Fino ad ora - ha aggiunto Snow - non confermiamo l'esistenza di un test nucleare' .

PER SEUL 'PROVOCAZIONE INACCETTABILE'

La Corea del Sud ha fortemente condannato l'esperimento nucleare sotterraneo compiuto stamani dal regime comunista di Pyongyang, definendolo 'una provocazione inaccettabile'. Lo ha riferito oggi a Seul Yoon Tae-young, il portavoce del presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, che ha inoltre esortato la Corea del Nord a disfarsi di qualsiasi ordigno atomico e a riprendere i negoziati a sei contro la proliferazione nucleare. Il governo di Seul ha gia' organizzato una task force d'emergenza per affrontare la situazione di crisi. Le forze armate sudcoreane hanno inoltre innalzato il livello di allerta immediatamente dopo le prime notizie del test atomico compiuto dal Nord.

LONDRA, ATTO MOLTO PROVOCATORIO

LONDRA - Il test nucleare annunciato oggi dalla Corea del nord e' 'altamente provocatorio' e ricevera' 'una risposta vigorosa': lo ha detto all'Afp un portavoce del ministero degli esteri britannico. 'Questo test nucleare e' considerato dal Regno Unito e sara' considerato dalla comunita' internazionale come un atto altamente provocatorio al quale daremo una risposta vigorosa', ha detto il portavoce, aggiungendo che esso 'aumentera' le tensioni in una regione in cui sono gia' forti ed avra' ripercussioni a livello internazionale'.

ALTRE FOTO

Corea del Nord, Bush minaccia gravi ripercussioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2006

NEW YORK - Il presidente George W. Bush ha minacciato "gravi ripercussioni" se la Corea del nord non smantellerà il suo programma nucleare. Bush ha aggiunto di auspicare che il regime di Pyongyang capisca le conseguenze delle sue azioni. Il presidente statunitense ha poi ribadito che gli Usa non hanno intenzione d'attaccare la Corea del Nord e restano impegnati a risolvere il contenzioso per le vie diplomatiche. Ma Bush ha anche ripetuto che gli Statui Uniti rispetteranno gli impegni di difesa e dissuasione con gli alleati, specie Corea del Sud e Giappone.

La Corea del Nord ha indicato che considererebbe la proclamazione di sanzioni nei suoi confronti alla stregua di una dichiarazione di guerra. Lo scrive l'agenzia sudcoreana 'Yonhap' citando dichiarazioni fatte a Pechino da un funzionario nordcoreano che ha chiesto di non essere identificato. Si tratta presumibilmente della medesima fonte che martedi' aveva prospettato all'agenzia il lancio di missili dotati di testate nucleari.

Pur dicendo si esprimesse solo un opinione personale, il funzionario ha detto che 'l'imposizione di piene sanzioni' contro Pyongyang per l'esperimento atomico sotterraneo compiuto lunedi' scorso 'sarebbero considerate una dichiarazione di guerra'. 'Maggiori saranno le pressioni su di noi piu' elevato sara' il livello della nostra risposta', ha aggiunto la fonte.

Alla domanda di cosa debba intendersi per 'piene sanzioni' il funzionario ha citato l'esempio di un 'blocco marittimo'. La fonte, presumibilmente diplomatica, e' parsa riferirsi in particolare a un prossimo dibattito sulla crisi al Consiglio di sicurezza dell'Onu, che potrebbe approvare una risoluzione sanzionatoria atta ad aprire la strada a un intervento militare contro la Corea del Nord. La Cina, che e' membro permanente del Consiglio di sicurezza, ha detto che favorirebbe solo 'sanzioni appropriate' contro Pyongyang, mentre gli Usa hanno indicato che per il momento non pensano a un'invasione come quella in Iraq. Nel complesso dunque le dichiarazioni del funzionario nordcoreano appaiono destinate ad aggravare ulteriormente la crisi e a confermare l'intenzione di Pyongyang di voler rischiare il tutto per il tutto pur di continuar a esercitare pressioni su Washington.

Da parecchi anni infatti il regime nordcoreano mira a ottenere dagli Usa un qualche riconoscimento diplomatico, che apra la strada a un trattato di pace per il conflitto coreano di oltre mezzo secolo fa, che gli Usa combatterono in nome dell'Onu. Proprio per questo motivo Washington e' apparsa sempre restia a intavolare un dialogo diretto con Pyongyang, pur se ultimamente ha acconsentito a contatti bilaterali nell'ambito della trattativa internazionale a sei sul programma nucleare nordcoreano, che ha sede a Pechino ma e' in stallo da quasi un anno.

NUOVI TEST DIPENDERANNO DA POLITICA USA - Il 'numero due' nordcoreano Kim Yongnam ha chiamato in causa la politica statunitense come elemento determinante per le scelte nucleari di Pyongyang. In dichiarazioni all'agenzia giapponese Kyodo, il presidente dell'assemblea nazionale coreana ha detto che un proseguimento degli esperimenti nucleari cominciati dal regime lunedì scorso "é legato alla politica americana verso il nostro paese". "Se gli Usa continueranno ad avere un atteggiamento ostile e a esercitare su di noi pressioni sotto varie forme non avremo altra scelta che farvi fronte con passi concreti", ha aggiunto Kim.

Egli ha inoltre protestato per le sanzioni finaziarie imposte da Washington alla Corea del Nord e ha affermato che, fino a quando esse resteranno in vigore Pyongyang non parteciperà alla trattativa internazionale a sei sui programmi nucleari del paese, che ha sede a Pechino ed è in stallo da quasi un anno. Kim ha anche affermato che i nordcoreani si sono attenuti alle intese di quattro anni fa per una normalizzazione delle relazioni con il Giappone, che Tokyo ritiene invece siano state violate dagli esperimenti missilistici compiuti da Pyongyang lo scorso luglio.

COREA SUD SMENTISCE 2/O TEST La presidenza sudcoreana ha smentito le informazioni di stampa provenienti dal Giappone secondo cui la Corea del nord avrebbe compiuto oggi (mercoledi') un secondo esperimento nucleare dopo quello annunciato lunedi' scorso. Lo ha riferito l'agenzia sudcoreana Yonhap.

CASA BIANCA NON CONFERMA NUOVO TEST La Casa Bianca non ha elementi per confermare che la Corea del Nord abbia proceduto a un nuovo test nucleare, il secondo dopo quello annunciato da Pyongyang lunedi'. La Casa Bianca s'e' espressa in tal senso dopo che fonti dell'intelligence Usa avevano gia' detto di non poter confermare il secondo test.

SUD SI CAUTELA CONTRO GUERRA ATOMICA - Le forze armate della Corea del Sud hanno avviato una serie di rilevazioni per valutare lo stato di preparazione dell'esercito in caso di una guerra nucleare nella penisola coreana. Lo scrive oggi a Seul l'agenzia 'Yonhap', che riferisce di una serie di rapporti presentata dallo Stato maggiore congiunto al ministro della Difesa sudcoreano Yoon Kwang Ung. Le informative in questione sono state prodotte in due momenti distinti: immediatamente dopo l'annuncio di Pyongyang, la scorsa settimana, di voler procedere con test atomici, e in seguito all'esperimento nucleare effettuato lunedi' mattina.

Un ufficiale dello Stato maggiore congiunto che ha chiesto di non essere identificato ha affermato che 'e' assolutamente normale controllare il livello di preparazione delle forze armate in previsione di un possibile conflitto nucleare, soprattutto alla luce della nuova situazione che ha preso forma negli ultimi giorni'. Sempre secondo l'agenzia sudcoreana 'Yonhap', tra le priorita' indicate dallo Stato maggiore c'e' la necessita' di rivedere i piani gia' approntati in collaborazione con gli Stati Uniti e il potenziamento degli apparati militari, in particolare nel campo di tecnologie avanzate di intelligence per contrastare lo sviluppo e il trasporto di ordigni atomici da parte della Corea del Nord.

IRAN; AHMADINEJAD, NON INDIETREGGEREMO Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha ribadito che il suo Paese non farà marcia indietro sul suo programma nucleare e non accetterà la sospensione dell'arricchimento dell'uranio chiesta dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, nemmeno in caso di sanzioni. "Non saranno le vuote minacce a far retrocedere la nazione iraniana", ha affermato Ahmadinejad durante un comizio a Shahriar, cittadina a sud-est di Teheran. Rivolgendosi al popolo iraniano, il presidente ha aggiunto: "Più grandi vittorie vi attendono, a condizione che rafforziate la vostra unità e siate presenti sulla scena".

VIDEO

Corea del Nord,si studiano sanzioni

Russia. Putin: verra' fatto ogni sforzo per le indagini sull'omicidio della giornalista Politkovskaia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/10/2006

Verra' fatto ogni sforzo per le indagini, con queste parole il presidente russo Vladimir Putin ha finalmente rotto il silenzio sull'uccisione della giornalista Anna Politkovskaia, voce critica nei confronti del Cremlino assassinata sabato a Mosca.

Putin era al telefono con il suo collega George Bush, quando ha espresso la volontà di indagare su quello che è considerato un orribile omicidio politico.

Proprio oggi il portavoce del presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso, Johannes Laitenberger aveva dichiarato che: "Questo orribile delitto deve essere investigato a fondo e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia".

Il portavoce ha riferito che Barroso "e' molto preoccupato" per quanto accaduto e ha ricordato che l'esecutivo comunitario "in ogni contatto" con il partner russo sottolinea l'importanza della liberta' di espressione e dei media.

Domani a Mosca si terranno i funerali

Domani a Mosca nel cimitero Troekurovsky si terranno i funerali della giornalista uccisa sabato scorso a colpi di arma da fuoco nella sua abitazione nel centro della capitale.

Il vice direttore del giornale "Novaya Gazeta" per cui lavorava la giornalista, Vitaly Yaroshevsky, ha riferito che gli inquirenti si sono recati nella giornata di sabato nella redazione del giornale e hanno prelevato i libri e il computer

appartenuti a Politkovskaya. "Non ci sono dubbi sul fatto che l'omicidio sia politico - ha detto il vice direttore - non posso escludere l'ipotesi che si tratti di un omicidio ordinato dall'alto". Yaroshevsky e il direttore di Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, hanno rivelato ieri che la giornalista stava lavorando a un'inchiesta su casi di rapimenti e torture in Cecenia. Aveva gia' raccolto molte testimonianze e le foto di diversi corpi che presentavano inequivocabili segni di tortura, ma il servizio potrebbe non vedere mai la luce. Muratov ha denunciato anche la scomparsa di due fotografie di presunti aguzzini.

La direzione di Novaya Gazeta ha fatto sapere che condurra' una propria inchiesta sul delitto della reporter investigativa, mentre il deputato miliardiario della Duma, Alexander Lebedev, propietario del 90% del giornale, ha offerto una ricompensa di 25 milioni di rubli per qualsiasi informazione che possa portare alla cattura dei responsabili. Sono in molti a ritenere, infatti,

che non si arrivera' mai all'identificazione e alla cattura dei responsabili, in linea con quanto accaduto in passato: la maggior parte dei 42 casi di giornalisti uccisi in Russia dal 1992 non e' mai stata risolta.

Governo: 'per le imprese piu' guadagni che perdite'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2006

ROMA - Apertura al dialogo, ma anche ferma presa di posizione sulla base di una valutazione precisa: la manovra finanziaria porta nelle tasche delle imprese più guadagni che perdite. Romano Prodi vuole ricordarlo alla platea degli industriali di Bologna che invita ad una "riflessione serena" sulla base della "fiducia reciproca".

Del resto, aggiunge il premier durante il primo incontro con un'assemblea di industriali dopo il varo della manovra, "quando nella finanziaria ho resistenze da un lato e dall'altro, non mi turbo assolutamente, perché il dovere di governare in questo momento non è il dovere di accontentare. E' il dovere di dare un indirizzo al Paese". Un Paese che parte penalizzato dopo gli anni di governo del centrodestra. "Più indietro della Fiorentina", dice Prodi prendendo in prestito la metafora dallo scandalo del calcio, che ha relegato i viola in serie A a -19. Colpa dell'handicap, dunque, se l'Italia dell'Unione non punta, per ora, ad arrivare in "coppa Uefa" ma al centro classifica, ammonisce il premier, aprendo un gioco di rimandi metaforici, soprattutto da parte di irritati tifosi viola, fiorentini doc cone Lamberto Dini e Franco Zeffirelli.

Comunque, rimarca il presidente del Consiglio, "i benefici che arrivano alle imprese dal cuneo fiscale sono di 20-30 volte superiori ai danni che hanno dal Tfr". E, se qualche impresa minore ne soffrirà, "troveremo il rimedio". Il presidente del Consiglio è sicuro di sé, forte anche del fatto che da Bruxelles non potrà attendersi pericoli, dopo il sostanziale via libera di Joaquin Almunia, secondo il quale il Tfr è stato classificato "correttamente" nella finanziaria e porterà il deficit sotto il 3%. Dunque, il governo andrà avanti, conferma Prodi, che si dice "stupito" per il fatto che secondo alcuni la finanziaria sarebbe dovuta essere "minimalista", tesa solo a correggere i saldi di bilancio, invece improntata allo sviluppo. Il potere pubblico al servizio delle imprese, in ogni caso "non è né statalismo, né dirigismo".

Il dibattito politico sulla manovra, intanto, oggi è sembrato prendersi una pausa, concentrandosi in buona parte sul 'Tavolo dei volenterosi'. Una proposta che non piace quasi a nessuno nella maggioranza, a cominciare dal capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini che invita ad un confronto trasparente, senza "pasticci e confusioni". Un'ipotesi che non piace soprattutto alla sinistra radicale e incassa ancora una volta un no secco di Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, e Franco Giordano, leader del Prc, che prospetta "la fine dell'Unione" se dovesse concretizzarsi l'idea di emendamenti concordati fra Forza Italia, Ds e Dl.

Dal fronte dell'opposizione, una parte di An, con Maurizio Gasparri, continua ad invocare la piazza, mentre uno stop arriva da Pier Ferdinando Casini. Il leader dei centristi invita Prodi a prendere atto che "non ha i numeri" per approvare la finanziaria e si impegna a contribuire a modificarla in Parlamento, ma dice no al ricorso alle manifestazioni. "Il nostro lavoro è lavorare in Parlamento", dice Casini, mentre per il capogruppo alla Camera della Lega Roberto Maroni, il ricorso alla piazza "é l'estrema ratio" ma anche "un azzardo".

Il segretario Ds Piero Fassino apre al dialogo in Parlamento e - ammettendo che se l'accogliere un emendamento dell'opposizione comporta la spaccatura della maggioranza, si apre "un problema politico rilevante" - dichiara di non vedere "alcun stravolgimento" se la maggioranza approva un emendamento dell'opposizione. Il dibattito nella Cdl dimostra che il centrodestra "ha le idee confuse", secondo il vicepremier Francesco Rutelli, perché "da una parte annuncia manifestazioni di piazza e dall'altra di volontà di votare alcuni emendamenti" con la maggioranza.

Infine, dal Senato arriva l'appello al governo a non porre la fiducia sulla finanziaria. E' l'auspicio del capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro, che aggiunge però come la Cdl non possa protestare "dopo il massacro fatto" nei cinque anni precedenti di governo, nei rapporti con il Parlamento.

NEWS ASSOCIATE

ALMUNIA, SE ATTUATA ITALIA SOTTO 3% DEFICIT-PIL

VIDEO

Padoa-Schioppa, manovra 34,7 mld

Scompiglio in parlamento dopo il test delle 'Iene' sulla droga

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2006

ROMA - Rischia di creare qualcosa di più di un incidente diplomatico il risultato del test delle 'Iene' (un deputato su tre fa uso di sostanze stupefacenti, per la maggior parte cannabis, ma anche cocaina) che dovrebbe essere mandato in onda domani sera su Italia 1. Con uno stratagemma 50 onorevoli sono stati 'intervistati' da una Iena in borghese, che con la scusa di una ritoccatina al trucco per la resa in tv ha ricavato i dati all'insaputa degli intervistati.

Mentre fuori dal mondo politico si discute sulla validità del test, e se ci siano o meno gli estremi per imputare agli inviati la violazione della privacy, a Montecitorio iniziano a spuntare le prime 'vittime' delle 'Iene'. Se Tommaso Pellegrino, dei Verdi, si dice contento di avere partecipato e si augura che "sia l'occasione di un dibattito contro l'ipocrisia del proibizionismo", Italo Bocchino, di An, querela la trasmissione "pur non avendo niente da nascondere".

Nel corso della giornata è stato unanime lo sdegno verso il metodo poco ortodosso usato dagli inviati del programma di Italia 1, anche se non tutti i parlamentari concordano sulle conseguenze che potrà avere la messa in onda del servizio. Molti ammettono di non stupirsi del quadro che emergerebbe dal servizio televisivo, come Carlo Giovanardi che, pur mettendo in dubbio l'affidabilità del test, la butta in politica sostenendo che la droga gira anche tra i senatori, soprattutto quelli a vita. C'é invece chi la prende con ironia, come il radicale Capezzone, convinto che "se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della politica ufficiale prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe..."

Alcuni parlamentari puntano il dito contro l'ipocrisia di una parte del mondo politico. Lo fa Paolo Cento, dei Verdi, che accusa chi "vota leggi liberticide e poi sniffa cocaina", mentre molti colgono l'occasione per reclamare a gran voce una svolta antiproibizionista della normativa sulla droga. Se il ministro Paolo Ferrero, con delega alle tossicodipendenze, invita a "riflettere in modo più laico su questi temi", il diessino Paolo Gambescia si dice "molto preoccupato" per il metodo (proprio quando "stiamo discutendo se serva o meno l'assenso per i prelievi nei processi penali a imputati per reati gravi") e per l'effetto che potrà avere il servizio sul dibattito parlamentare quando si dovrà affrontare la riforma della legge sulle tossicodipendenze.

La corte di Cassazione si è pronunciata in merito al tema dello spaccio di stupefacenti sostenendo che la droga e il mercato nero mettono in pericolo "la salute pubblica, la sicurezza e l'ordine pubblico". Sempre oggi a Milano un'associazione che si occupa del recupero delle tossicodipendenza ha diffuso dati che parlano di 2,2 milioni di italiani che almeno una volta nella vita hanno fatto uso di cocaina. I nostri parlamentari sarebbero così lo specchio fedele della realtà che rappresentano? Secondo Federserd, la federazione dei servizi pubblici delle dipendenze, se i dati sono attendibili, nonostante l'età, i deputati consumerebbero stupefacenti quasi quanto gli studenti delle superiori. "Che sia un segno - si chiedono a Federserd con una punta di ironia - di vitalità dei nostri parlamentari?".

NEWS ASSOCIATE

2,2 MLN DI ITALIANI HANNO CONSUMATO COCA ALMENO 1 VOLTA

Martedì 10 Ottobre 2006

Medio Oriente. Gaza. Ferite inspiegabili e nuove armi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

A metà luglio alcuni medici degli ospedali di Gaza hanno chiesto aiuto alla comunità internazionale dopo aver trattato per la prima volta ferite inspiegabili che hanno portato all'amputazione di un arto inferiore in almeno 62 casi. I medici hanno tentato di comprendere le cause di queste strane ferite che presentavano piccoli frammenti, spesso invisibili ai raggi x e inspiegabili recisioni provocate dal calore negli arti inferiori.

Dopo una lunga ricerca Rai News 24 in un'inchiesta è riuscita a individuare la possibile causa di questi effetti: si tratterebbe di una arma nuova che viene sganciata da aerei droni, senza pilota, e viene teleguidata con precisione sull'obbiettivo fissato.

L'arma, secondo la rivista militare "Defence Tech", viene chiamata DIME, "Dense Inert Metal Esplosive", si tratta di un involucro di carbonio che al momento dell'esplosione si frantuma in piccole schegge e nello stesso momento fa esplodere una carica che spara una lama di polvere di tungsteno caricata di energia che brucia e distrugge con un'angolatura molto precisa quello che incontra nell'arco di quattro metri.

Questa tecnologia si inserisce nella nuova classe di armi "a bassa letalità" che minimizzano i danni collaterali e circoscrivono in uno spazio ristretto gli effetti letali.

Domani alle 11,15 la presentazione dell'inchiesta presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa a Roma.

L'Inchiesta andrà in onda su Rai News 24:

GIOVEDI alle 7.36 (anche su RaiTre)

VENERDI alle 9.43

SABATO alle 4.43; 12.13; 21.43

DOMENICA alle 7.13; 15.43; 23.43

LUNEDI alle 5.43; 17.43

L'Inchiesta da domani è anche disponibile sul sito www.rainews24.rai.it

NordCorea: pronti a lanciare missile

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/10/2006

11.24 Nuove minacce da parte della Corea del Nord all'indomani del suo primo test atomico. Pyongyang potrebbe lanciare un missile a testata nucleare se gli Stati Uniti non faranno concessioni per superare l'attuale crisi. Lo riferisce un responsabile nordcoreano,citato dall'agenzia di stampa sudcoreana "Yonhap". "Tutto dipenderà da come gli Usa agiranno", afferma il responsabile, precisando che il test di ieri "rappresenta l'espressione della nostra volontà di dialogo con Washington". "Le sanzioni non sono una soluzione", conclude.

Corea del Nord. D'Alema: rischio di escalation, reagire con fermezza

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

Per il ministro degli Esteri, Massimo d'Alema, alla "escalation di minacce e tensioni" innescata dalla Corea del Nord con il recentissimo test nucleare occorre "reagire con fermezza".

Siamo tutti molto preoccupati, ha sottolineato il titolare della Farnesina, a margine dell'apertura del Tavolo Geografico per la Turchia. Riferendosi alle nuove dichiarazioni giunte da Pyongyang sulla possibilità di un test di missili a testata atomica, d'Alema ha osservato come dimostrino che "a partire da un test nucleare, possa esserci una escalation di minacce e tensioni che sicuramente destano una grande preoccupazione, non soltanto nei Paesi della regione".

La nostra convinzione è che, di fronte a tutto questo, è quanto mai urgente che sia il Consiglio di Sicurezza dell'Onu a esaminare la situazione e a reagire con fermezza, ha affermato d'Alema. Questo "non per alimentare conflitti o tensioni", ha aggiunto il ministro degli Esteri, "ma per mostrare l'unità della comunità internazionale nel circoscrivere e respingere le minacce che vengono in queste ore".

Finanziaria. Corte dei Conti: troppe tasse deprimono la crescita. Padoa Schioppa: il prelievo sul cittadino e' modesto

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

La scelta del governo di puntare la Finanziaria soprattutto sulle maggiori entrate "determina due implicazioni di segno molto negativo": si deprime la crescita e si favorisce l'aumento della spesa. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

La riforma delle pensioni andava fatta subito

La riforma delle pensioni andava fatta subito, e cioè già in finanziaria, e quindi ora è il caso di accorciare i tempi. Staderini ha fatto presente che "il ritardo nell'affrontare le cause della crescita eccessiva della spesa nelle aree più critiche ha già prodotto negli anni scorsi danni rilevanti": il riferimento è non solo alla spesa pensionistica ma anche al pubblico impiego.

Il rinvio di correzioni efficaci - ha spiegato - sta già da anni determinando una concentrazione di tagli su categorie di spese come i consumi intermedi che, superata una certa soglia critica, divengono difficilmente realizzabili o finiscono per incidere negativamente sull'efficienza dei servizi resi dalle amministrazioni pubbliche.

Manovra difficile da sostenere per i Comuni

Secondo Staderini i Comuni potrebbero incontrare serie "difficoltà" nel rispettare gli impegni previsti dalla finanziaria, e sarà quindi inevitabile per loro aumentare le tasse locali. Se si guarda al rapporto tra miglioramento del saldo e livello di spesa complessiva nel 2005 e se si ipotizza una correzione solo dal lato della spesa, ha spiegato, la manovra comporterebbe risparmi del 5,8% per i Comuni e del 5,6% per le Province.

A ciò va aggiunto il fatto che "l'andamento dei pagamenti del primo semestre 2006 segnala una crescita della spesa complessiva dei comuni di oltre il 3,5%: cresce la spesa corrente +2,1%; più netta la variazione delle spese in conto capitale (+7,2%), il disavanzo è inoltre cresciuto del 2,1%". Tutti questi sono dati che se "da un lato rafforzano la necessità delle misure di controllo della spesa", dall'altro spingono invece a "valutare con cautela la sostenibilità dell'aggiustamento previsto".

Circa l'80% viene dalle entrate

La Corte dei Conti sottolinea che, se si considera anche la finanza locale, circa l'80% della manovra economica proviene da maggiori entrate. Staderini ha spiegato infatti che la dimensione dei risparmi attesi da maggiori entrate "non è inferiore per il 2007 a 20-22 miliardi, vale a dire i due terzi della manovra correttiva lorda". Per la Corte, "nell'ipotesi di un ricorso degli enti territoriali alla leva fiscale questa incidenza sarebbe destinata a crescere fino a valori prossimi all'80% del totale.

La pressione fiscale, già in crescita nel 2006, potrebbe aumentare ancora per più di un punto percentuale nel 2007". Ciò avrebbe un effetto depressivo sulla crescita e non farebbe diminuire il trend di ascesa della spesa pubblica.

Sulla sanità risanamento ancora incerto

Le misure della Finanziaria che riguardano la spesa sanitaria non sono esenti da "elementi che possono rendere il processo di risanamento ancora incerto".

Alitalia. Prodi: situazione completamente fuori controllo, tempo fino a gennaio per evitare il fallimento

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

Alitalia sta vivendo il momento più difficile della sua storia. Questo è, secondo fonti sindacali, quanto avrebbe detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aprendo il tavolo di confronto con i sindacati a Palazzo Chigi sulla situazione della compagnia aerea. Il premier avrebbe inoltre aggiunto di non vedere paracaduti a tale situazione.

Abbiamo tempo fino a gennaio per una soluzione concordata per evitare il fallimento, ha detto Prodi. "L'Alitalia ha perso quote di mercato all'interno e all'estero - ha sottolineato Prodi -, è un problema che interessa tutto il Paese e non ha senso parlare di una ristrutturazione o di una ricapitalizzazione senza una strategia nazionale e internazionale".

L'incontro a Palazzo Chigi ha l'obiettivo di mettere sul tappeto le linee guida di un nuovo piano di rilancio dell'azienda. Al tavolo sono presenti, oltre a Prodi, il vicepremier Francesco Rutelli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta e il ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi.

Nell'incontro di oggi sono attese le prime indicazioni del presidente del Consiglio sul futuro di Alitalia, dopo il doppio allarme ribadito nei giorni scorsi da sindacati e azienda. Un incontro, a palazzo Chigi, con le organizzazioni sindacali, per tracciare le linee guida che il Governo sta definendo per la compagnia di bandiera nel contesto più generale dell'intero settore del trasporto aereo.

Sul tavolo il documento, una ventina di pagine, consegnato a Prodi dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi: le conclusioni del gruppo di lavoro, coordinato personalmente dal ministro, che ha studiato il dossier. Ma nell'incidere sulle scelte finali, in particolare su piano industriale, vertici, e politica delle alleanze societarie, sarà determinante anche la posizione del Tesoro, azionista di Alitalia.

Insieme Prodi, Bianchi, ed il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, per il governo è prevista la presenza del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. Si rivolgeranno ai sindacati che hanno preannunciato la loro posizione con un ammonimento chiaro a non indugiare: "Salvare Alitalia è ancora possibile, ma è rimasto davvero pochissimo tempo". I sindacati saranno a palazzo Chigi per ascoltare risposte più che per ribadire preoccupazioni già più volte espresse: ci saranno i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini, con i segretari delle organizzazioni di categoria, e le sigle autonome Sult, Unione Piloti, Anpac, Anpav e Avia.

Di fronte ad una crisi "reversibile purchè si attui subito un deciso cambiamento di rotta", per Alitalia serve "un radicale riposizionamento attraverso un serio piano industriale", hanno ribadito i sindacati di settore alla vigilia dell'incontro. Dal governo, Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl e Unione Piloti si aspettano, "come condizione indispensabile" per portare avanti il confronto, "iniziative concrete immediate vista la gravità della situazione". Ed in particolare "un pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali durante tutto il percorso della elaborazione delle linee generali di indirizzo strategico" ed "un intervento immediato per il riavvio dei processi produttivi e la guida delle operazioni".

Il Sult, che per oggi organizzerà un presidio all'esterno di Palazzo Chigi, chiede "un chiaro impegno del Governo" per "una completa riforma del settore", perché bisogna "ridare slancio alla compagnia sia attraverso la realizzazione di strumenti di regolazione generale del settore, sia attraverso la formulazione di un vero piano industriale, di una missione specifica, di una concreta politica delle alleanze".

L'azienda ha lanciato nei giorni scorsi il suo ultimo chiaro ammonimento ad intervenire presto con interventi strutturali: Alitalia "non è in grado di generare redditività neppure per il capitale già investito", perché nell'attuale scenario più vola più perde "visto che a un maggior numero di ore volate corrisponderebbero maggiori perdite", ha indicato la compagnia in un documento consegnato alla Commissione Trasporti della Camera in vista dell'audizione del presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, in calendario mercoledì prossimo. "Alla vigilia di un incontro importante", anche l'invito del sindaco di Roma, Valter Veltroni, ad "avviare un percorso che porti al necessario rilancio di Alitalia" attraverso "un piano industriale rigoroso".

Udc. Follini verso l'addio, Cesa:non abbiamo bisogno di partiti bonsai. Inaccettabile CdL guidata sempre da Berlusconi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

Nella vicenda della progressiva emarginazione di Marco Follini dall'Udc "c'è poco di politico e molto di questioni personali", dice il segretario del aprtito Lorenzo Cesa, a margine dei lavori del Consiglio nazionale. Follini dovrebbe annunciare ad ore che lascia l'Udc.

Follini "è un amico, anzi più di un amico, un fratello", aggiunge Cesa. E tuttavia il sistema italiano "non ha bisogno di nuovi partiti bonsai".

Mi dispiace molto da un punto di vista personale e umano - ha detto ancora Cesa - Marco per me e' non solo un amico, ma un fratello. Non vorrei pero' - ha continuato - che chi oggi vuole allargare il recinto, in realtà alzi nuovi steccati. Non penso - ha proseguito Cesa - che il sistema democratico italiano abbia bisogno di nuovi partiti bonsai.

E' un amico e lo stimo. Sono certo che le nostre strade prima o poi si rincontreranno, commenta Pier Ferdinando Casini al suo arrivo alla riunione del Consiglio nazionale dell'Udc, dando per scontato l'addio di Follini.

Casini da Berlusconi

Casini ha anche confermato l'incontro di domani con l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per definire la strategia che il centrodestra adotterà sulla legge finanziaria. "C'e' la necessità - ha detto Casini - di concordare a livello di opposizione gli emendamenti alla Finanziaria". "Tuttavia - ha aggiunto l'ex presidente della Camera - non mi sembra che un pranzo con Berlusconi possa essere considerato un evento; e' un amico che vedo e sento abitualmente - ha proseguito - abbiamo idee diverse sul futuro del centrodestra, ma questo nulla toglie al rispetto reciproco. In questo momento - ha ribadito il leader centrista - come opposizione dobbiamo concordare gli emendamenti alla finanziaria".

Cesa: la leadership di Berlusconi non può essere eterna

I partiti del centrodestra dovranno convenire, come diciamo da mesi, che la Cdl non c'e' più e che tutti dobbiamo guardare avanti, saperci mettere in discussione, accettare la sfida di una ricostruzione totale di un'alleanza, dal programma al leader, ha detto Cesa nel corso del consiglio nazionale del partito.

Quindi, rivolgendosi direttamente al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha aggiunto: "Onorevole Berlusconi, tutto va ridiscusso, a cominciare dal suo ruolo nella coalizione perché sarebbe inaccettabile immaginare che l'alleanza di centrodestra possa esistere se a guidarla ci fosse, sempre e comunque, solo lei. Sarebbe per noi la negazione stessa delle ragioni profonde di un'alleanza che non puo' in alcun modo essere legata ai destini di una sola persona".

Tv. Il Garante per la privacy blocca le Iene: non va in onda il servizio sul consumo di droga in Parlamento

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/10/2006

Il servizio delle Iene sul test antidroga eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati non andrà in onda nella trasmissione di Italia 1, questa sera. Questa la decisione del garante della Privacy in seguito alla bufera scatenata ieri dalle anticipazioni dell'autore della trasmissione di Italia1, Davide Parenti. Secondo le prime rivelazioni, infatti, il test definito "drug wipe" ha rivelato che un deputato su tre fa uso di droghe.

L'esito del test delle Iene era stato clamoroso: il 32% dei parlamentari era risultato positivo. Il 24%, vale a dire 12 onorevoli, positivo alla cannabis, l'8%, cioè 4, alla cocaina. Come dire che un deputato su 3 farebbe uso di droghe.

Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati, reagisce con amarezza Davide Parenti, autore delle Iene, alla notizia che il Garante della Privacy ha deciso di bloccare il servizio sul test antidroga sui deputati.

Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni - spiega Parenti - cancellando sempre i volti delle persone coinvolte. Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio unto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si e' scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente - conclude Parenti - anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno. Pazienza....

L'Italia vince 3-1 in Georgia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/10/2006

TBILISI - A Tbilisi, l'Italia batte 3-1 la Georgia in un match valido per la qualificazione a Euro 2008. Reti di De Rossi, Camoranesi e Perrotta. Vittoria convincente degli Azzurri che dopo appena 16' vanno in vantaggio con un tiro dalla distanza di De Rossi. Il pareggio georgiano al 24' con la rete di Shashiasvili. Nella ripresa dopo l'espulsione di Kankava al 60', gli uomini di Donadoni chiudono l'incontro realizzando due reti con Camoranesi al 61' e con Perrotta al 71'.

CALCIO:MILAN;CANTAMESSA 'LI HO CONVINTI,SCONTO CI E' DOVUTO'

''Chi vi dice che non abbia chiesto l'assegnazione dello scudetto dello scorso campionato?''. La frase detta dall'avvocato del Milan Leandro Cantamessa al termine dell'udienza all'Arbitrato del Coni che ha riguardato la societa' rossonera illustra meglio di ogni altra cosa la strategia adottata da chi rappresenta il club di Silvio Berlusconi. ''Ad un clima sereno corrisponde un giudizio sereno - continua Cantamessa - e da tecnico credo di avere convinto la Camera di Arbitratodel Coni. Io penso che uno sconto ci sia dovuto''.

La spiegazione del perche' al Milan spetti cio' che in fondo sarebbe un'assoluzione totale, con la revoca quindi anche delle punizioni riguardanti il torneo 2005-2006 (e proprio questo provocherebbe l'assegnazione del tricolore ai rossoneri), secondo Cantamessa e' presto detta: ''Certezze? Magari ad averne... - dice l'avvocato -. L'unica che ho e' che la colpa del Milan non c'e'. Sottolineo la totale incomprensibilita' della condanna di Galliani, con la conseguente responsabilita' del Milan. Per questo ho chiesto l'azzeramento''.

COBOLLI GIGLI: CI ASPETTIAMO UNA SOSTANZIALE RIDUZIONE

'Ora ci aspettiamo una sostanziosa riduzione della pena'. E' quanto dichiarato da Cobolli Gigli al termine della prima udienza in Arbitrato. 'L'azzeramento dei 19 punti di penalizzazione? E' solo una speranza...', ha affermato il presidente della Juventus. L'udienza 'e' andata come ci aspettavamo - ha continuato - Sono soddisfatto. Ora da parte nostra c'e' grande fiducia, quindi sono ottimista, anche se la sentenza non arrivera' prima della fine del mese'.

DE SANTIS: MI ASPETTO GIUSTIZIA PER TUTTI

Massimo De Santis, interrogato due ore oggi a Perugia, si aspetta che sia fatta giustizia. 'Per tutti', dice l'ex arbitro. "Ho finito di dirigere - sottolinea - il giorno in cui mi hanno tolto il mondiale. Penso che oggi non ci siano piu' le condizioni per scendere in campo". Dice poi di non essere particolarmente interessato all'arbitrato del Coni contro la sospensione di quattro anni mentre scegliera' la strada del ricorso al Tar.

PESSOTTO NON VOLEVA SUICIDARSI

Gianluca Pessotto non voleva suicidarsi. Lo rivela la moglie del team manager juventino in un'intervista a 'Donna Moderna' in edicola domani. 'I medici mi hanno spiegato che e' stato un black out - dice Reana Pessotto - Qualcosa si e' scollegato nella sua mente quella mattina. Le perizie della polizia e dei vigili del fuoco dicono che e' scivolato". La donna poi si dice "stufa di smentire tutte le falsita'", Gianluca "non soffriva di depressione", conclude.

VIDEO

Juve ottimista su esito arbitrato

LINK UTILI

Le notizie di altri sport

ALTRE FOTO

Mercoledì 11 Ottobre 2006

L'influenza sara' 'americana' e colpira' 6 milioni di persone

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2006

MILANO - La novità dell'influenza di quest'anno sarà 'americana', caratterizzata dal ceppo del virus di tipo A Wisconsin (H3N2), abbinato ai ceppi A Nuova Caledonia (H1N1) e B Malaysia. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco metterà a letto 6 milioni di italiani, di cui 2 milioni e mezzo bambini. Sarà molto più severa di quella dello scorso anno, "nel senso - spiega Pregliasco - che la diffusione del virus aumenterà sensibilmente, arrivando a colpire il 10% della popolazione, o una persona per ogni famiglia".

Il suo passaggio, quindi, "lascerà il segno, a partire da Natale, con un picco massimo tra fine dicembre e gennaio". Quella passata, con due milioni e mezzo di casi, più tre milioni di sindromi simil-influenzali riconducibili in buona sostanza al raffreddore, è stata in assoluto l'influenza più clemente degli ultimi sei anni e, per Pregliasco, "é statisticamente provato che a stagioni blande se ne alternano altre particolarmente severe".

Ai sei milioni di italiani che potrebbero essere colpiti quest'anno dall'influenza se ne aggiungeranno, secondo il virologo, altri cinque milioni infettati da virus simil-influenzali, caratterizzati da un'azione a livello respiratorio ma anche gastrointestinale e che potranno produrre comunque stati febbrili, anche se molto più lievi rispetto ai 38-39° della vera influenza, mal di gola e raffreddore, oltre che malesseri gastrointestinali. "Già nelle passate 2-3 settimane - ha precisato Pregliasco - si sono verificati circa 300 mila casi di questo tipo in Italia, a causa degli sbalzi termici della stagione".

La terapia dell'influenza - avverte ancora Pregliasco - deve essere esclusivamente sintomatica, deve cioé mirare ad alleviare il mal di testa e di gola, il naso chiuso, la febbre e la tosse. "E non a bloccare i virus. Infatti - spiega il virologo - a determinare il malessere generalizzato che ci colpisce non è il virus, ma l'effetto della risposta immunitaria del nostro organismo, che ci allerta e ci spinge a riposare affinché la lotta contro il virus sia più efficace".

Quindi, "se non si deve interrompere il corso naturale dell' influenza e del raffreddore, è possibile ridurne i sintomi con i farmaci di automedicazione responsabile: il paracetamolo (che esplica la sua azione soprattutto contro la febbre) e un antinfiammatorio, come l'acido acetilsalicilico (che allevia anche i dolori muscolari); meglio se associati a vitamina C".

Altri farmaci di automedicazione utili sono gli antistaminici per il gocciolamento nasale, starnuti, congiuntivite; spray nasali che contengano vasocostrittori, per il naso chiuso; colluttori anticongestionanti o antisettici o pastiglie da sciogliere in bocca a base di sostanze disinfettanti, per il mal di gola; infine, sedativi per la tosse 'secca' e fluidificanti (come gli espettoranti e i mucolitici) per quella 'grassa'. "Il ricorso agli antibiotici - avverte ancora Pregliasco - é nella maggior parte dei casi inutile, se non addirittura dannoso, essendo raffreddore e influenza malattie virali e non batteriche. La terapia antibiotica ha quindi un suo ruolo solo se si verificano complicanze (ad esempio a carico dell'apparato respiratorio) di origine batterica". A questo proposito l' esperto ha fatto notare che "l'uso eccessivo di antibiotici causa l'insorgenza di resistenze batteriche e ne diminuisce l' efficacia nel momento del reale bisogno".

Naturalmente, il virus influenzale può essere evitato se ci si vaccina. La vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuitamente a tutti gli ultrasessantacinquenni e alle categorie a rischio, fra cui bambini affetti da malattie croniche, immunodepressi, addetti ai settori socialmente utili, operatori sanitari, insegnanti ecc. "Ricordiamoci però - conclude Pregliasco - che la vaccinazione non rappresenta uno scudo totale, ma anch'essa è caratterizzata da un' efficacia relativa: non ci protegge dal virus al 100% anche se ne riduce la forza; motivo per cui rimane consigliabile, e, soprattutto, non ci pone al riparo dalle forme para-influenzali, tanto diffuse e tanto fastidiose".

Torna nelle chiese la messa in latino

Repubblica, http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-7/benedettoxvi-7/benedettoxvi-7.html?ref=hpsez, 11/10/2006

In ambienti ecclesiastici da tempo si parlava di questo ritorno al passato

Ora secondo il Times il pontefice avrebbe siglato il documento per il via libera

Il Papa avrebbe già firmato l'indulto

LONDRA - Il desiderio di Papa Benedetto XVI di tornare ad ascoltare nelle chiese l'antica messa in latino procederebbe spedito. Il Pontefice, secondo quanto rivela il quotidiano britannico Times, avrebbe infatti già firmato l'indulto universale necessario ad autorizzare i sacerdoti a ripristinare l'antica cerimonia tridentina.

Il documento papale riporterebbe il cattolicesimo alla situazione precedente il Concilio Vaticano II del 1962-'65, quando la Chiesa cercò di favorire la messa in lingua volgare nella speranza di riconquistare l'attenzione dei fedeli. Una decisione innovativa ma traumatica, che alla lunga fu uno dei motivi che portarono allo scisma dell'arcivescovo Lefebvre nel 1988.

L'antica messa tridentina, un rito introdotto dal concilio di Trento (1545-1563), viene celebrata dal sacerdote con le spalle rivolte ai fedeli ed è pronunciata interamente in latino, fatta eccezione per alcune parole in greco ed ebraico. Al momento non è vietata, ma richiede una speciale autorizzazione da parte delle autorità ecclesiastiche e la cosa avviene solo in poche diocesi. Con il nuovo indulto universale tutti i preti sarebbero invece liberi di reintrodurla, salvo specifico divieto da parte del loro vescovo.

(11 ottobre 2006)

Bush nega i 655 mila morti in Iraq

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2006

WASHINGTON - Gli Stati Uniti respingono la stima di Lancet, che calcola a 655mila le vittime civili del conflitto iracheno: la cifra "non è credibile", dice il presidente americano George W. Bush, dopo essersi consultato con il segretario alla difesa Donald Rumsfeld e il comandante del contingente in Iraq, generale George Casey. Anche se frutto di uno studio scientifico, la stima di Lancet appare esagerata: il 3% circa della popolazione irachena, una media tra i 500 e i 600 morti ammazzati al giorno. Ma Bush non difende l'ultima sua stima, 30mila civili uccisi, che risale all'anno scorso: "Mantengo -dice- che un sacco di innocenti" hanno perso la loro vita.

La cifra di Lancet, non basata sulla conta dei cadaveri, ma su un sondaggio casa per casa, è 20 volte superiore a quella del presidente, 10 volte a quella di molte stime indipendenti, almeno cinque volte a quella dei calcoli più pessimistici. Ma il Pentagono non azzarda numeri alternativi: "E' difficile valutare i morti civili in Iraq con qualche attendibilità", dice un portavoce. A Baghdad, ci prova il ministero della sanità iracheno: 2.660 i civili uccisi a settembre nella sola capitale, 400 in più che ad agosto, complice il Ramadan, il mese del digiuno, che coincide sempre con un'impennata della violenza.

Turbati dal rapporto di Lancet, una rivista prestigiosa, non l'organo di una battagliera Ong, e infastidite dalle critiche di esponenti di punta repubblicani, Casa Bianca e Pentagono preparano aggiustamenti alle tattiche in Iraq. Ma la strategia resta invariata: portare a termine la missione, mettere il Paese in grado di garantirsi sicurezza e stabilità. Il clima non è più quello ottimista di fine 2005, quando l'inizio del ritiro appariva imminente.

L'esercito Usa ha ora piani per mantenere inalterato il numero delle truppe in Iraq, rispetto ai livelli attuali, fino a tutto il 2010. Lo rivela il capo di Stato Maggiore dell'esercito, generale Peter Schoomaker, precisando che l'esistenza dei piani non significa, di per sé, che i livelli saranno mantenuti, ma solo che potranno esserlo, se necessario: "E' più facile ritirare delle unità da un giorno all'altro che rimpiazzarle", se i movimenti non sono stati programmati. L'idea è di potere mantenere in Iraq circa 15 brigate per altri quattro anni, quando sono già passati 42 mesi dall'invasione. Il generale Schoomaker parla da soldato: non si tratta di fare previsioni, ma di "avere abbastanza munizioni nel caricatore per potere continuare a sparare fin quando vogliono che spariamo".

Attualmente, ci sono in Iraq oltre 140 mila militari americani (120 mila circa dell'esercito, gli altri quasi tutti marines), sottoposti a uno stillicidio di attacchi: le perdite -queste precise all'ultimo uomo sul 'pallottoliere della morte' del Pentagono- hanno già superato le 2.750, con quelle in Afghanistan sfiorano le 3.100. A settembre, il comandante dei fronti di lotta al terrorismo, generale John Abizaid, non aveva escluso un aumento delle unità in prima linea, sia pure temporaneo.

Segno che la situazione in Iraq "é difficile" e "i tempi sono duri", ammette Bush, in una conferenza stampa alla Casa Bianca dove si presenta per parlare, oltre che del conflitto, dei contenziosi nucleari con la Corea del Nord e l'Iran e delle elezioni politiche di midterm del 7 novembre. Il presidente insiste sull'esigenza di restare al fianco degli iracheni e del governo del premier Nouri al Mariki: gli Stati Uniti, afferma, "non taglieranno la corda", accusando i democratici all'opposizione di volerlo fare.

Loro magari usano altre parole, ma la sostanza è questa, dice Bush ripetendo una sua frase feticcio, "se noi scappiamo, il nemico ci inseguirà". Denunciata la brutalità del nemico che i militari americani devono affrontare nella stessa capitale, Baghdad, e ricordati gli sviluppi politici, il presidente si dichiara disponibile a prendere in considerazione richieste di maggiori truppe che dovessero venirgli dai comandanti militari o alternative che dovessero essergli suggerite dalla commissione di studio guidata da James Baker e Lee Hamilton, che, dopo le elezioni di midterm del 7 novembre, dovrebbe consegnare il suo rapporto che, secondo alcune indiscrezioni, prospetterà una spartizione in tre dell'Iraq fra sciiti, sunniti e curdi. C'é qualcosa che rimpiange, delle sue scelte irachene?, gli chiede un giornalista.

Bush ci pensa, poi dice che vorrebbe che lo scandalo degli abusi sui detenuti iracheni nel carcere di Abu Ghraib non fosse mai avvenuto, perché "ci ha davvero danneggiato". Ma il presidente difende la decisione di rovesciare il regime di Saddam Hussein ("Era la cosa giusta da fare") e l'impegno ad aiutare "le giovani democrazie". "La posta in palio è molto alta", anzi "non potrebbe essere più alta", ripete a se stesso e a un'America sempre meno convinta dalle sue parole. Se gli Stati Uniti lasciano l'Iraq prima che il Paese possa difendersi, i terroristi ne prenderebbero il controllo e avrebbero "un nuovo santuario" da dove attaccare l'America e il Mondo.

Prodi ai soldati in Libano: l'Italia e' orgogliosa di voi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2006

BEIRUT - Il premier Romano Prodi e' stato accolto stamani al palazzo del governo, a Beirut, dal primo ministro libanese Fouad Siniora. Ai due leader e' stato tributato un picchetto d'onore militare nel cortile quadrato del Gran Serraglio, il palazzo dove ha sede il governo libanese, ricostruito dopo le distruzioni subite durante gli anni della guerra civile. Una banda militare ha intonato l'inno italiano e poi quello libanese, in omaggio ai due Paesi. Prodi e Siniora hanno passato in rassegna i militari, prima di cominciare i loro colloqui. Ad accogliere Prodi al palazzo del governo c'era anche il nuovo ambasciatore italiano a Beirut, Gabriele Checchia, che si e' insediato il 2 ottobre scorso. Tra gli appuntamenti di oggi del premier Prodi c'e' anche l'inaugurazione della nuova sede dell' ambasciata italiana nella capitale libanese.

FORTE IMPEGNO ITALIA PER RICOSTRUZIONE - L'Italia intende fare la sua parte, e anche garantire che lo stesso faccia l'Unione Europea affinché sia fatto ogni sforzo per la ricostruzione del Libano e la stabilizzazione dell'area. E' l'impegno ribadito dal premier Romano Prodi. "Ora dobbiamo lavorare alla ricostruzione del paese perché il Libano ritorni forte e stabile", ha detto Prodi. "La stabilità del Libano è lo strumento per garantire la stabilità a tutta l'area". Prodi ha reso omaggio alla leadership di Siniora, lodandone "la serietà e la lungimiranza tenute durante la difficile fase del conflitto". Il premier ha ricordato che Italia e Libano sono partner commerciali molto stretti ma che il loro forte legame è dovuto soprattutto al fatto che condividono gli "stessi obiettivi di pace e di stabilità nel Medio Oriente".

Prodi ha sottolineato che la sua visita in Libano oggi ha un forte significato "di sicurezza e garanzia politica di questo paese, e anche per la ricostruzione della sua società ". L'Italia - ha ribadito il presidente del Consiglio - "cercherà di garantire non solo il suo personale sforzo ma anche quello della comunità europea e della comunità internazionale" affinché il Libano ritorni stabile e forte. Dopo il colloquio con Siniora, Prodi ha incontrato il presidente del parlamento libanese Nabih Berri, alla presenza del ministro degli Esteri Faouzi Salloukh. Nel pomeriggio il premier visiterà il contingente italiano Unifil a Tibnin, nel sud del Libano. Rientrerà poi a Beirut per una visita alla nave Garibaldi.

AI MILITARI ITALIANI - Incontrando i militari del contigente italiano Unifil, a Tibnin nel sud del Libano il premier ha voluto "sottolineare con orgoglio il ruolo centrale svolto dall'Italia per rendere possibile la presenza internazionale" in Libano. "Senza la nostra ferma volontà politica e senza l'apporto indispensabile del ministero della difesa italiana - ha detto Prodi parlando ai soldati - questa missione non poteva esistere". "Sono personalmente convinto che questo sforzo è importante per il Libano, Medio Oriente, per l'Unione Europea e per le Nazioni Unite", ha aggiunto Prodi.

NO PROBLEMI DA STRALCIO MISSIONI FINANZIARIA - Lo stralcio dalla finanziaria della norma sul finanziamento automatico delle missioni italiane all' estero non creerà problemi alla missione in Libano. Lo ha affermato Prodi. "No, non ci sarà nessun problema", ha detto Prodi rispondendo ai giornalisti. "Stiamo affrontando il problema e ritengo che sarà risolto con una larga intesa".

IMPORTANTE LIBERAZIONE SOLDATI ISRAELIANI - Nel corso del colloquio con il premier libanese, Prodi ha sollevato il problema della liberazione dei due soldati israeliani rapiti da Hezbollah e non ancora liberati. "Ho sollevato il problema - ha spiegato Prodi - perché in tutti gli incontri con gli israeliani questo problema mi è stato posto con grande importanza ed emozione. La loro liberazione rappresenterebbe un aiuto alla soluzione dei problemi di sicurezza dell' area. Potrebbe giovare certamente - ha aggiunto Prodi - alla stabilizzazione della pace. Qualcosa deve essere quindi fatto ma più in là di questo non posso andare".

MISSIONE UNIFIL HA REGOLE BEN DEFINITE - "La missione Unifil per definizione ha un mandato stabilito dall' Onu con la risoluzione 1701, che ha regole e limiti ben definiti": è la risposta che il premier Romano Prodi ha dato ai giornalisti che chiedevano se é ipotizzabile una estensione dei poteri dell' Unifil nel Sud del Libano.

Prodi ha elogiato il lavoro dell' Onu: "Penso stiano facendo un buon lavoro". Il premier ha ricordato che lo sforzo delle comunità internazionale nelle settimane scorse ha portato alla formazione di "una coalizione molto vasta. Credo che possa diventare anche più forte" ha commentato. Nel corso del suo intervento, Prodi ha rilevato con forza come il caso libanese rappresenti una svolta per il rilancio del multilateralismo: "Ormai non è più tempo di prendere decisioni unilaterali, serve il coinvolgimento di tutta la comunità internazionale per risolvere questioni di questo tipo e il Libano lo sta a dimostrare".

SINIORA, GRAZIE A PRODI E POPOLO ITALIANO - Il premier libanese Siniora ha espresso "profondo ringraziamento" al presidente del Consiglio italiano e al popolo italiano per l'aiuto e l'amicizia dimostrata al Libano "nel momento del bisogno".

Il premier libanese ha definito il suo collega italiano "un grande e vecchio amico" e ha sottolineato come egli abbia svolto "un ruolo molto importante nel porre le basi della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite", che il 14 agosto scorso ha posto fine dopo 34 giorni all'offensiva israeliana contro i miliziani libanesi hezbollah. Siniora ha anche sottolineato la forte partecipazione dell'Italia all'Unifil e il risolutivo intervento di Roma per ottenere la revoca del blocco navale israeliano al Libano. Nel corso del colloquio avuto questa mattina con Prodi, durato circa un'ora e mezza, "abbiamo parlato di aiuti e di aiuti all'esercito libanese", ha detto ai giornalisti Siniora sottolineando che dell'argomento "parliamo oltre che con l'Italia anche con altri paesi", per ottenere veicoli armi e munizioni "in modo da mettere le forze armate del Libano in condizioni di svolgere il proprio ruolo a protezione del paese". Il premier libanese ha anche aggiunto che si è parlato "di molte idee sul tavolo, molti progetti su come l'Italia possa aiutare il Libano nella ricostruzione".

SOLUZIONE CONFLITTO SOLO CON IMPEGNO CONDIVISO - Il conflitto tra Israele e Palestina "é il conflitto più antico, acuto, complesso e difficile che c'é oggi nel mondo" e per risolverlo serve "un impegno mondiale, un impegno condiviso". Ha affermato Prodi. "Ogni cosa a suo tempo", ha risposto Prodi a chi gli chiedeva se dopo il Libano seguirà analogo impegno per portare la pace in Medio Oriente.

C'é una politica di tempi diversi, ma nessuna pace potrà essere seria senza un accordo tra Israele e Palestina, garantito dalla comunità internazionale, ha aggiunto il premier. "La nostra presenza qui oggi sta anche a dimostrare che per risolvere questi problemi occorre un impegno condiviso", ha concluso il premier.

APPROFONDIMENTI

PREMIER A BEIRUT PORTA LA SOLIDARIETA' DELL'ITALIA

Kim Jong-il, un potere sulla scia del padre

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/10/2006

2.32 Figlio del "presidente eterno" Kim Ilsung, alla sua morte nel '94 Kim Jongil sale al potere in Corea del Nord. Con il titolo di "caro leader", e con un potere pressoché illimitato, Kim Ilsung fa costruire intorno a sé, sull' esempio del padre, un forte culto della personalità, in un Paese alla fame. A differenza di Kim Il-sung però,inizia a inviare segnali nella ricerca di alleanze per far uscire la Corea del Nord da decenni di isolamento. Nonostante la "strategia atomica" e il lancio nel '99 di un missile contro il Giappone, egli ha voluto riallacciare trattative diplomatiche con la Corea del Sud.

La mappa delle potenze atomiche

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/10/2006

2.32. Secondo il Trattato di non proliferazione nucleare,sottoscritto da 188Paesi, le potenze atomiche legali sono cinque: Usa,Russia,Gran Bretagna, Francia e Cina. Quelle "non legali",India e Pakistan, che non hanno firmato il Tnp. Potenza "di fatto" è Israele: non ha firmato il Tnp, ma nessuno mette in dubbio che possieda testate atomiche. Aspiranti sono Iran e,fino ad oggi,Corea del Nord. Nel febbraio 2005, Pyongyang ha detto per la prima volta di essersi dotata di armi atomiche. Paesi rinunciatari: Argentina,Brasile, Algeria,Romania,Sud Africa,Libia,Ucraina, Bielorussia e Khazakistan.

Istat: nel nostro paese ci sono oltre 2,5 milioni di poveri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2006

ROMA - La poverta' e' sostanzialmente stabile nel nostro Paese: nel 2005 - ha rilevato l'Istat nel rapporto annuale sulla poverta' relativa, le famiglie in condizioni di poverta' sono state 2.585.000, pari all' 11,1% delle famiglie residenti. Nel 2004 erano l'11,7%. Le persone che vivono in condizione di poverta' sono complessivamente 7.577.000, pari al 13,1% della popolazione.

La linea di poverta' relativa per una famiglia di due persone corrisponde nel 2005 a 936,58 euro al mese (+1,8% rispetto alla linea del 2004).

La lieve diminuzione di famiglie povere nel 2005 rispetto al 2004 e' per l'Istat non significativa dal punto di vista statistico.

Rispetto alle differenze regionali, si conferma il divario tra Nord e Sud del Paese: il Mezzogiorno (24%) mantiene gli elevati livelli di incidenza raggiunti nel 2004 (quattro volte più alto che al Nord); a forte rischio anche le famiglie con cinque o più persone, le famiglie i cui componenti sono in cerca di occupazione e le famiglie con anziani. Tuttavia, rispetto alla condizione degli anziani il rapporto Istat segnala che la povertà si riduce significativamente. L'intensità della povertà (ossia la misura di quanto in percentuale la spesa media delle famiglie definite povere è al di sotto della soglia di povertà) nel 2005 è pari al 21,3% (era 21,9% nel 2004); questo valore indica di quanto in termini percentuali la spesa media mensile delle famiglie povere, pari a circa 737 euro (era di 719 euro l'anno precedente) è al di sotto della linea di povertà.

La regione dove ci sono minori famiglie povere è l'Emilia-Romagna (2,5%), la provincia di Bolzano (4%) e la Lombardia (3,7%); all' opposto la Sicilia con il 30,8% di famiglie povere si conferma al primo posto della classifica negativa, segue la Campania con il 27% e la Basilicata con il 24,5%. In media, sono povere il 6% delle famiglie al Centro e il 4,5% al Nord.

Giovedì 12 Ottobre 2006

Berlusconi: e' via fiscale al regime

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2006

CAMPOBASSO - "La finanziaria e il pacchetto Bersani-Visco aprono la via fiscale al regime, con il cittadino controllato da uno stato di polizia". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Uno stato di polizia - prosegue Berlusconi - che conosce la vita, gli investimenti, le spese (del cittadino, ndr) in ogni dettaglio e quindi può insidiarlo e intimorirlo. Aveva ragione chi sosteneva che questa sinistra non è ancora una sinistra democratica, di cui, ahimé, dobbiamo avere paura.

Governo vara riforma tv

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2006

BERLUSCONI: ATTO DI BANDITISMO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimita' il disegno di legge di riforma dedicato alla tv nel passaggio al digitale terrestre, presentato dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni.

L'ex premier tuona contro l'ipotesi che il governo tolga una rete a Mediaset: "non ci credo - ha detto Silvio Berlusconi, a Campobasso per ragioni elettorali - sarebbe un atto di banditismo e non sarebbe più una democrazia quel Paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l'avversario attraverso le sue aziende e le sue proprietà private. Non ci credo".

IL DDL GENTILONI - ''Disegno di legge concernente disposizioni per la disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale'': con questa definizione la riforma disegnata dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, arrivata questa mattina in Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.

''Si stabilisce posizioni dominanti per i soggetti che superano la soglia del 45 % delle risorse'' - ha detto il Ministro Gentiloni presentando il ddl - ''Le tv non diventano poi oggetto di multe e sanzioni, ma a loro si applica la misura di riduzione dell'affollamento orario della pubblicita' dal 18 al 16%. Obiettivo di questa misura al posto delle multe, e' che - ha aggiunto il ministro - ha un evidentissimo effetto redistributivo che e' l'obiettivo virtuoso''.

Il ddl prevede il trasferimento di una rete analogica sul digitale entro il 2009 per Rai e Mediaset. ''E' una misura che incentiva una migrazione, non una misura punitiva''. Più precisamente, ha sottolineato Gentiloni, la migrazione di una rete Rai e di una rete Mediaset avverranno entro i 15 mesi successivi alla conversione in legge.

MEDIASET, UNA LEGGE CONTRO UN'AZIENDA - "Per anni sono state criticate leggi definite 'ad personam', oggi il governo ne ha presentata una 'contro un'aziendà che appare tagliata su misura come vendetta politica". E' il commento di Mediaset al ddl Gentiloni varato oggi dal consiglio dei ministri. "Si tratta di un disegno senza respiro di sviluppo - si legge in una nota di Cologno Monzese - basato su interventi contingenti che appaiono ispirati da una prospettiva retrograda.E tutto questo è ancora più nocivo in una fase di mercato in cui i media mondiali sono scossi da un profondo e repentino cambiamento. Confidiamo che il dibattito parlamentare - conclude Mediaset - restituisca credibilità alla proposta".

E' GIA' GUERRA

La materia televisiva si conferma ancora una volta rovente, e il disegno di legge di riforma del Ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, approvato oggi dal Consiglio dei ministri all'unanimita', agita l'opposizione ai limiti dell'insulto, viene bocciato da Mediaset, incontra la preoccupazione di alcuni sindacati che temono per l'occupazione. Mentre Gentiloni spiega che e' un ddl che ha l'obiettivo di aprire il mercato e fare 'dell'Italia un paese normale'.

Con lui dal governo Enrico Letta parla di 'un testo molto equilibrato che permettera' al Parlamento di discutere e di fare una buona riforma'. 'Se ci tolgono reti e' banditismo', sintetizza il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi, e subito il ministro gli risponde: 'Il banditismo non e' il mio settore' e in serata aggiunge: 'chi ha responsabilita' politiche importanti non puo' usare parole cosi' guerresce'. Ma Berlusconi rincara la dose: 'Non possiamo considerarci una democrazia'. Dalla maggioranza risponde Giulietti: 'E' un estremista', mentre Chiti sottolinea che 'a volte Berlusconi non si ricorda se e' un leader politico o un proprietario di reti tv'. In serata parla anche il presidente del consiglio: 'Mi sembra una buona riforma quella avanzata dal progetto proposto oggi dal ministro Gentiloni - dice Romano Prodi - prima di tutto perche' pone rimedio a un vulnus non solo tecnico ma anche giuridico, rilevato sia dall'Autorita' garante per le Tlc sia dalla Corte Costituzionale '. E spiega il premier che 'come ogni disegno di legge sara' oggetto di un approfondito e doverosamente ampio confronto in Parlamento'. Insomma a suo avviso 'e' un provvedimento di liberalizzazione che soddisfa le esigenze di concorrenza e pluralismo del mondo radiotelevisivo italiano'. Mediaset parla di una legge 'contro un'azienda che appare tagliata su misura come vendetta politica'.

Per Cologno monzese, e' 'un disegno senza respiro di sviluppo basato su interventi contingenti che appaiono ispirati da una prospettiva retrograda'. Emilio Fede invece pensa che si tratti di un 'regalo politico' a Berlusconi. Replica il Ministro: 'Certo quando c'e' piu' concorrenza capisco che un'azienda che si trova in una posizione dominante si puo' sentire danneggiata. Ma nel medio-lungo periodo la riforma, aprendo il mercato, avra' risvolti positivi anche per Mediaset'. I commenti piu' aspri vengono da Forza Italia, con Cicchitto che parla di vendetta politica, per Lainati e' una dichiarazione di guerra, mentre Bondi annuncia iniziative non violente contro la legge. Schifani da parte sua spiega che 'Il Governo Prodi, con la cosiddetta riforma Gentiloni, vuole solo togliere una rete a Mediaset. E' un gravissimo atto di incivilta' legislativa'. Il presidente della Vigilanza Rai Mario Landolfi, parla di una legge 'contra personam', una controriforma, da parte di una maggioranza di governo ossessionata dal duopolio. Il suo partito da' vita ad un comitato che seguira' l'iter della legge in Parlamento e il 'padre' della riforma che questo testo in parte cancella, Gasparri, sentenzia che non passera' mai. Promette un esame attento l'Ucd con il segretario Cesa.

Dalla maggioranza le prime critiche vengono nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, dove alla fine della discussione vengono apportate alcune modifiche per le proposte avanzate da Di Pietro e il ddl passa all'unanimita'. 'C'e' stata una conclusione unitaria, importante, dopo una discussione che portato a precisare, mi auguro migliorare, alcuni elementi del testo. Questo grazie alle sollecitazioni venute dai colleghi, e in particolare di Di Pietro', chiosa il Ministro Gentiloni, al termine del Cdm. Il Ds Cuillo spiega che 'la nuova proposta di disciplina del settore televisivo proposta dal ministro Gentiloni e approvata oggi dal Consiglio dei ministri e' un segno di svolta, che si propone di modernizzare il sistema televisivo e di offrire a tutti gli operatori del settore migliori condizioni per la loro attivita''. Il verde Pecoraro Scanio, sostiene che 'La riforma del sistema televisivo non vuole penalizzare nessuno, ma rispondere alle esigenze di riportare il settore all'interno della legalita', come chiedevano le sentenze europee e della Corte Costituzionale'. Folena spiega che 'La riforma del settore radiotelevisivo approvata dal governo e' una necessita' che il Paese avvertiva da tempo, la risposta all'esigenza di tutelare il pluralismo imposta dalla costituzione ed infine una norma che risponde ai principi liberali ed europei'. Primo appuntamento istituzionale per il Ministro e la sua riforma sara' in Commissione di Vigilanza mercoledi' prossimo.

APPROFONDIMENTI

SIC, DIGITALE E RAI, I CARDINI DELLA GASPARRI

VIDEO

Tv: Cdm approva ddl Gentiloni