DEI RICCHI

2002 - Settembre - Settimana 2

Indice dei giorni


09/09/2002 * 10/09/2002 * 11/09/2002 * 12/09/2002 *

Lunedì 9 Settembre 2002

Usa, pronto il piano di guerra contro l'Iraq

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/09/2002

Il summit tra Bush e Blair, intanto, conferma l'asse di ferro tra Washington e Londra

Da qualche settimane le truppe americane di stanza in Kuwait e Qatar sono pronte all'attacco, che potrebbe scattare già a ottobre. Al momento, 18mila gli uomini impegnati. Il summit Blair-Bush: azione coercitiva invio di emissari Onu in Iraq per la verifica degli arsenali. Si cerca una coalizione internazionale allrgata, Francia e Germania, contrarie a un attacco unilaterale, dettano le loro condizioni

E' tutto pronto. Pronto per quell'attacco unilaterale all'Iraq minacciato più volte da Bush in questi giorni. Nell'attesa di appoggi da altri paesi- al momento solo la Gran Bretagna si è dichiarata pronta a versare il proprio sangue per eliminare il pericolo Saddam Hussein- gli Stati Uniti si preparano a rovesciare, con la forza delle armi, il regime iraqeno.

A poche ore dal summit tra Blair e Bush- che sembra aver fatto prevalere, almeno per il momento, la linea proposta dal premier britannico, e cioè quella di una coalizione internazionale con il pieno appoggio dell'Onu e un'azione coercitiva degli emissari delle Nazioni unite per una soluzione senza conflitto- Fonti del Pentagono rivelano al quotidiano Repubblica che nelle ultime settimane in decine di silos delle basi americane in Kuwait e Qatar sono stati accumulati mezzi, munizioni ed equipaggiamento per due brigate corazzate aviotrasportate dell'esercito pronte a raggiungere il fronte militare in pochissimi giorni, probabilmente in ore.

Parliamo di oltre cento carri armati M-1A1 Abrams, altrettanti mezzi blindati leggeri, una quarantina di pezzi tra mortai pesanti e cannoni da 155 millimetri. Non basta. Tutto il necessario per altre due brigate corazzate, una dell'esercito, l'altra dei marines (per complessivi 9 mila uomini) sono già a bordo delle navi della marina americana che, con la portaerei "George Washington", stanno incrociando al largo del Barehin, base dove sono di stanza i 4.200 uomini del "Central Us Naval Command Persian Gulf and Arabic sea", il Centro Comando responsabile per le operazioni della quinta flotta.

Del resto, si sono moltiplicate, in queste ore, le ipotesi sulla data dell'attacco di Washington a Bagdad. L'ultima è del New York Times: scatterà nei primi giorni dell'anno prossimo e comunque non prima di ottobre. La Casa Bianca, infatti, deve attendere un voto del Congresso. Ed eventuali dubbi sull'operazione potrebbero essere spazzati via dallo stesso presidente Bush nel discorso che terrà all'Onu giovedì prossimo. In quella occasione, è assai probabile, lancerà un vero e proprio ultimatum all'Iraq.

La minaccia Saddam Hussein, del resto, è stata l'argomento dell'incontro tra il presidente americano e il premier britannico. “Esistono prove certe che l'Iraq abbia sviluppato armi di distruzione di massa” è tornato a ripetere Bush al termine del summit per valutare il rischio di un’azione unilaterale da una parte ma, soprattutto, mettere a punto una strategia comune per allargare la coalizione internazionale contro Bagdad.

E lo stesso Blair ha citato un rapporto dell’agenzia internazionale per l’energia Atomica: "Saddam potrebbe avere l'arma nucleare tra sei mesi e per questo non si può sottoscrivere una politica di inazione". L'idea di Blair, ora, è quella di percorrere la strada di un'azione coercitiva nei confronti di Bagdad con il pieno appoggio dell'Onu e l'invio di emissari delle Nazioni unite per una verifica sul campo dello stato degli arsenali iracheni. Cosa certa è che il premier britannico sta cercando di scongiurare un'attacco unilaterale che vedrebbe la Gran Bretagna come unico apese al fianco degli Usa. Meglio sarebbe una coalizione internazionale.

Eventualità al momento difficile, tenuto conto delle reazioni immediate di Germania e Francia: la notte scorsa, mentre oltreoceano si confermava l’asse di ferro Londra-Washington, in una conferenza stampa congiunta il cancelliere tedesco Gerard Schroeder e il presidente francese Jacques Chirac si dichiaravano contrari a un’azione unilaterale degli Stati Uniti contro l’Iraq: “Siamo totalmente d’accordo su quattro punti: niente azione unilaterale degli Stati Uniti, una soluzione che passi tramite il Consiglio di sicurezza dell'Onu, un ritorno senza condizioni in Iraq degli ispettori dell'Onu per il disarmo e niente cambio di obiettivo”. Posizione condivisa non solo da altri paesi europei, ma anche dalla Cina e dai paesi arabi moderati che non vogliono una nuova guerra del Golfo.

Questi sono gli uomini che hanno cambiato la storia del mondo: Bin Laden rivendica le stragi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/09/2002

La tv Al Jazeera ha ricevuto una videocassetta che sembra una commemorazione per l'anniversario degli attentati dell'11 settembre

Questi sono gli uomini che hanno cambiato la storia del mondo. E’ la voce di Osama Bin Laden, lo sciecco del terrore che, in un documento audio trasmesso da Al Jazeera, la tv del Quatar diventata quasi la voce ufficiale di Al Qaeda. Il video mostra immagini del deserto in cui appaiono ad insert le foto dei dirottatori, e come sottofondo si sente la voce presentata come quella del terrorista più ricercato del mondo.

La tv satellitare ha ricevuto una videocassetta che, secondo fonti interne, sarebbe una specie di documento commemorativo realizzato in occasione del primo anniversario delle stragi terroristiche contro gli Stati Uniti. Il video mostra una mano che indica il Pentagono su una cartina e persone che studiano manuali di volo senza mai mostrare il volto, sono poi inquadrati alcuni uomini vestiti in stile sud-asiatico che sarebbero stati identificati con i quattro attentatori dell’11 settembre.

Nella cassetta ci sarebbe anche una persona, identificato come Adbul-Aziz Al-Omari, uno degli attentatori suicidi, che dice “Questo è un messaggio all’America perché smetta di sostenere Israele”

Martedì 10 Settembre 2002

11/9, Arabia Saudita nega responsabilita'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/09/2002

L'Arabia Saudita non ha alcuna responsabilita' per gli attacchi dell'11 settembre, nonostante che 15 dei 19 dirottatori, come d'altronde lo stesso bin Laden, fossero di origine saudita. Lo ribadisce il ministro della Difesa del paese, Sultan Ben Abdel Aziz. 'Se alcuni fuoriusciti sauditi abbandonano la dottrina dell'Islam,si assumono da soli la loro responsabilita'',ha detto Sultan, precisando che essi scelgono di combattere contro la loro stessa patria. Il governo saudita collabora con gli Usa nella ricerca dei sospetti e nel bloccare finanziamenti di al Qaeda.

Enti pubblici: debito record a giugno

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/09/2002

Nuovo record a giugno per il debito delle amministrazioni pubbliche.Secondo il supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia ha toccato quota 1.286,6 miliardi di euro(oltre 2,684 milioni di miliardi delle vecchie lire). Rispetto a maggio il debito e' aumentato di 812 milioni di euro. La variazione nei confronti di giugno del 2001 e' di 44.200 milioni di euro (+3,29%).

Economia in frenata: confermate le stime Istat diffuse ad inizio agosto

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/09/2002

Il Pil fermo al + 0,2 per cento

Cofferati: le ipotesi di crescita del governo sono "del tutto inattendibili". Billè: "Se continuerà così, anche i commercianti scenderanno presto in piazza"

Confermata la stima Istat sulla crescita del Pil: nel secondo trimestre 2002 è stata dello 0,2%. Le previsioni del 9 agosto erano dunque giuste.

I consumi. I consumi finali nazionali hanno registrato una crescita dello 0,23% attribuiti per lo 0,07% alla spesa della pubblica amministrazione e per l'1,16% delle famiglie. Lo scostamento rispetto allo stesso trimestre del 2001 è nullo (0%). La spese delle famiglie residenti è aumentata dello 0,2%, quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private è cresciuta dello 0,4%.

Agricoltura in frenata. In frenata l'agricoltura in calo dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e in crescita dello 0,6% rispetto al secondo trimestre del 2001. Flessione anche per l'industria che registra un calo dello 0,4% prodotto da una frenata dello 0,5% dell'industria in senso stretto e di una lieve crescita (+0,2%) del settore delle costruzioni. Rispetto al secondo trimestre 2001, il calo del settore è dello 0,8% di cui -1% l'industria in senso stretto +0,2% il settore delle costruzioni. In crescita il settore dei servizi che registra un +0,5% sul trimestre precedente ed un 0,4% rispetto allo stesso trimestre del 2001. In particolare, in crescita il terziario per quanto riguarda commercio, alberghi, trasporti e comunicazioni (+0,8%). Le importazioni di beni e servizi sono aumentate, in termini congiunturali del 2,4%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è aumentato dello 0,7%.

Che cosa è accaduto all’estero. Nel secondo trimestre – spiega l’Istat - il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito, dello 0,5% in Francia e Giappone e dello 0,3% in Germania e negli Usa. In termini tendenziali, il Pil è aumentato invece del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,2% nel Regno Unito, dell'1% in Francia, dello 0,1% in Germania, mentre in Giappone si è avuto un calo dello 0,9%.

Investimenti in calo. Il calo degli investimenti - ha precisato ancora l'Istat - è stato determinato da una contrazione pari all'1,7% di quelli in macchine, attrezzature e altri prodotti. al contrario, gli acquisti di mezzi di trasporto e gli investimenti in costruzione sono cresciuti dello 0,5% e dello 0,3% rispettivamente.

Critico Cofferati. Le ipotesi di crescita del governo sono "del tutto inattendibili", e le politiche economiche adottate "fallimentari" ha detto il segretario generale uscente della Cgil Sergio Cofferati, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla crescita del prodotto interno lordo dello 0,2% nel secondo trimestr. "Purtroppo è quello che avevamo largamente previsto, e in anticipo – ha detto Cofferati -. Lo scostamento tra le ipotesi di crescita che il governo aveva preso a riferimento per la Finanziaria e poi corretto già al ribasso in passato, si sono dimostrate in queste ore - ha commentato - ancora del tutto inattendibili". Secondo il leader sindacale, quindi, "l'economia italiana va male, e le parole tranquillizzanti utilizzate spesso in questi giorni sono assolutamente fuori luogo".

Se l'economia continuerà così, scenderanno in piazza presto anche i commercianti. Il presidente della Confcommercio Billè traccia un quadro allarmante dell'andamento economico. "Si sta andando verso una stagnazione - dice - c'è una fase di preoccupante avvitamento".

Serie A, trovato l'accordo si parte il 14 settembre

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/09/2002

Intesa raggiunta sulla vendita dei diritti televisi

Le società minori accettano la proposta delle pay tv mariceveranno un contributo dalle più grandi

Dopo il rinvio di 15 giorni il campionato partirà regolarmente sabato 14 settembre: si è concluso con un accordo positivo il vertice tra il governo e le società di calcio, convocato trovare l’intesa sui diritti televisivi criptati.

Da sabato si gioca. e' questo l'importante. e' cio' che interessa davvero alla gente... ha dichiarato mario pescante, sottosegretario con delega per lo sport al termine dell’incontro che si è svolto a Roma - il mio ottimismo, dunque, aveva fondamento.

Come si è giunti ad un accordo sulla cifra offerta dalle pat tc per acquistare i diritti televisivi delle società minori che non si erano accontentate dell’offerta complessiva di 52 milioni di euro?.

“L'intesa – ha spiegato Pescante- e' stata possibile alla intermediazione di alcuni grandi club". Si tratterebbe di un contributo, una sorta di una tantum (come l'ha definita lo stesso Pescante), delle sei grandi al resto della serie A: e' questo il passaggio che ha reso possibile l'accordo su pay tv e partenza regolare del campionato.

Un particolare in più l’ha offerto il presidente della Lega Adriano Galliani: "Le prime societa' per fatturato, ovvero Milan, Juve, Inter, Roma, Lazio e Parma offriranno un contributo alle altre dodici squadre. La cosa importante – ha concluso - che il campionato parta e che il paese torni alla normalità”.

Terrorismo-Iraq:Casa Bianca cerca prove

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/09/2002

L'amministrazione Bush,a caccia di prove per giustificare un intervento armato contro l'Iraq, non e' riuscita a trovare un legame tra il regime di Saddam e il terrorismo internazionale. Lo rivela il Washington Post che cita fonti dell'intelligence,secondo cui non ci sono prove dei rapporti tra organizzazioni estremistiche e Bagdad. Per il premier australiano Howard, c'e' invece 'una montagna di prove'. Non si puo' determinare, dice,la capacita' bellica irachena poiche' gli ispettori non sono ammessi da 4 anni: 'La partita contro Saddam e' da giocare senza esitazioni'.

Mercoledì 11 Settembre 2002

Commenti all'anniversario sull'11 settembre

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/09/2002

Fini:contro terrorismo anche uso forza

Il vicepremier Fini afferma:'La guerra al terrorismo omicida puo' rendere necessario l'uso della forza militare. E' stato cosi' nel passato,puo' esserlo nel futuro. Negarlo e' stupido'. 'Con altrettanta convinzione -aggiunge Fini- credo che proprio la tragedia dell'11 settembre abbia insegnato al mondo che la cooperazione internazionale,la concreta solidarieta' verso i popoli del terzo e quarto mondo,la tolleranza religiosa siano i valori che sempre devono guidare l'azione dell'occidente'.'Valori indispensabili' per non consegnare ai figli un mondo di terrore

Papa,terrorismo non risolvera' conflitti

Il Papa e' tornato nell'anniversario dell'11 settembre a parlare del terrorismo che ha detto 'e' e sara' sempre una manifestazione di disumana ferocia' che 'non potra' mai risolvere i conflitti'. Oltre a ricordare le vittime delle Twin Towers, nell'udienza generale il Pontefice ha detto che bisogna 'anche interpellare la coscienza di chi ha pianificato e fatto eseguire un disegno cosi' barbaro e crudele'. Il Papa ha pero' aggiunto che occorre 'uno sforzo' per avviare iniziative politiche e economiche per'risolvere le scandalose situazioni di ingiustizia e oppressione'.

Tremonti: sei le cause del flop economia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/09/2002

Il flop dell'economia ha sei'genitori'. Li ha elencati il ministro Tremonti,intervenuto in Confindustria alla presentazione del Rapporto previsionale. A pesare sul basso ciclo economico,dice, il ciclo post-elettorale della spesa pubblica, l'11 settembre, la crisi del Sud America, la crisi dell'auto, quella della Borsa e il changeover.Per Tremonti, inoltre, le stangate sono fuori dalla logica del Patto europeo che consente un ampio margine, gia' ora, di flessibilita' e non prevede il meccanismo in base al quale'a fronte di minori entrate devi fare una stangata'.

Tensione tra Mosca e la Santa Sede

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/09/2002

Sono cinque i religiosi cattolici cui è stato annullato il visto

L'ultimo episodio è la recente espulsione del parroco di Rostov sul Don, Edward Mackiewicz. Proteste e richieste di chiarimento sono giunte al Ministero degli Esteri russo

La nunziatura apostolica a Mosca ha fatto un protestato presso il ministero degli esteri russo in reazione al caso del quinto religioso cattolico, Edward Mackiewicz, cui è stato annullato il visto impedendogli di rientrare in Russia. Monsignore Jerzy Zur ha reagito con "un appunto" inviato al ministero degli esteri russo. Il capo vicario dell'arcivescovato cattolico a Mosca, Andrzej Stetckiewicz ha detto che "nessuna spiegazione" è stata data dalle autorità russe per l'espulsione di padre Edward Mackiewicz, parroco di Rostov-sul-Don respinto alla frontiera polacco-bielorussa.

Le guardie di frontiera bielorusse hanno l'autorità di respingere viaggiatori diretti in Russia nell'ambito di un accordo bilaterale. Mackiewicz è rientrato a Varsavia da dove in auto aveva tentato di raggiungere la sua parrocchia. Il nunzio apostolico si era già recato al ministero degli esteri per chiedere spiegazioni sulla espulsione del quarto religioso cattolico padre Jaroslav Wisniewski.

Secondo monsignore Stetckiewicz la gerarchia cattolica a Mosca "non ha idea" di quali siano le vere ragioni di queste espulsioni in quanto le autorità russe "non ne hanno mai spiegato i motivi". Il quotidiano 'Niezavisimaya Gazeta' scrive che con i provvedimenti contro i religiosi cattolici "Mosca ha trasformato la crisi interconfessionale (fra cattolici ed ortodossi) in crisi politica". Stetkiewicz ha definito "non cordiale" il tono della lettera inviata all'inizio del mese dal presidente Vladimir Putin al Papa in risposta ad una di quest'ultimo in aprile per chiedere spiegazioni sull'espulsione del vescovo Jerzi e di altri sacerdoti cattolici.

La lettera di Putin era già stata definita "insoddisfacente" e foriera di tempi difficili per i cattolici dall'arcivescovo di Varsavia Tadeusz Kondrusiewicz. Il portavoce della Santa Sede Joaquin Navarro Vals aveva reagito duramente all'espulsione di Wisniewski, prima che si apprendesse quella di Mackiewicz, affermando che si trattava di "un fatto tanto grave che qualcuno parla di persecuzione". "Non ci resta che pregare per la riconciliazione" ha commentato Stetckiewicz. In Russia lavorano circa 200 sacerdoti cattolici.

Si dimette il governo palestinese

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/09/2002

Il presidente Arafat ha accettato le dimissioni del suo esecutivo, presentate poco prima del previsto voto di fiducia da parte del Consiglio legislativo palestinese. Molti dei deputati dell'Assemblea avevano gia' annunciato la loro bocciatura ai 21 membri del governo, che avevano definito corrotti e incompetenti. Il leader palestinese ora ha due settimane di tempo per presentare il nuovo esecutivo che restera' in carica fino alle elezioni del 20 gennaio 2003.

Attacco Iraq, Saddam minaccia il Qatar

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/09/2002

Saddam Hussein ha minacciato di 'radere al suolo' il Qatar se permettera' alle forze americane di utilizzare il proprio territorio per sferrare un attacco contro l'Iraq. L'avvertimento, riportato dalla stampa egiziana, e' stato lanciato in un recente incontro tra Saddam e il ministro degli Esteri del Qatar. Secondo indiscrezioni riportate dalla Fox Tv, il comando militare americano dovrebbe completare entro l'anno il trasferimento dalla base di Tampa, in Florida, nell'emirato.

Alleanze contro Saddam

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/09/2002

Saddam Hussein ha minacciato di 'radere al suolo' il Qatar se permettera' alle forze americane di utilizzare il proprio territorio per sferrare un attacco contro l'Iraq. L'avvertimento, riportato dalla stampa egiziana, e' stato lanciato in un recente incontro tra Saddam e il ministro degli Esteri del Qatar. Secondo indiscrezioni riportate dalla Fox Tv, il comando militare americano dovrebbe completare entro l'anno il trasferimento dalla base di Tampa, in Florida, nell'emirato.

Giovedì 12 Settembre 2002

Bush: 'Non permetteremo ai terroristi di tenerci in scacco'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/09/2002

Senza mai citare Al Qaeda o l'Iraq, il presidente Usa chiude ad Ellis Island le commemorazioni dell'11 settembre

Oggi alle 16.30 ora italiana parlerà all'Onu

Gli Stati Uniti non permetteranno a "terroristi o tiranni" di tenere in scacco la civiltà con "armi di distruzione di massa". Sullo sfondo della Statua della libertà, da Ellis Island - la 'porta d'oro' per milioni di immigrati nell'america del melting pot- il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha concluso con un discorso alla nazione di sette minuti la giornata del ricordo delle vittime dell’11 settembre.

Con un'allusione implicita ad Al Qaeda, ma anche e a Saddam Hussein, Bush ha avvertito che l'America è "entrata in una grande battaglia che mette alla prova la nostra forza e ancor di più la nostra determinazione". Bush ha parlato in piedi, da un podio, al termine di una lunga giornata di commemorazioni che lo ha portato dalla Casa Bianca al Pentagono, a Shanksville in Pennsylvania e infine nella ferita ancora sanguinante di New York, Ground Zero.

Gli Stati Uniti - ha detto Bush - hanno costruito una vasta coalizione di paesi decisi a "liberare il mondo dal terrore". "Non permetteremo a nessun terrorista o tiranno di minacciare la civiltà con armi di distruzione di massa", ha detto il capo della Casa Bianca aprendo la strada al suo intervento tra poche ore davanti all'assemblea generale dell'Onu: obiettivo designato l'Iraq.

Bush parlerà oggi alle 10:30, le 16:30 in Italia. Un discorso che, è stato anticipato, "farà sobbalzare sulla sedia" chi lo ascolterà. Gli stati uniti - ha ricordato Bush ad Ellis Island - non vivranno mai "alla merce' di alcun complotto o potere straniero". Qualche ora prima, con gli occhi bagnati di lacrime, Bush aveva incontrato una delegazione di familiari delle vittime di Ground Zero. Aveva abbracciato padri, madri, vedove, figli dei 2.801 morti accertati del crollo delle torri gemelle. "Le immagini che abbiamo visto tante volte ormai sono un marchio a fuoco sulle nostre anime: ricordiamo gli orrori, riviviamo la paura e il dolore, ma è duro, è doloroso", ha detto Bush.

Iraq, Usa:in Qatar solo un'esercitazione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/09/2002

Il trasferimento del comando centrale americano (Centcom) dalla Florida in Qatar a partire da domani, che tanto aveva allarmato l'Iraq, e' stato smentito dal Pentagono. La notizia dello spostamento era stata anticipata ieri dalla tv Fox. Solo un piccolo contingente di 600 soldati del Centcom prendera' parte a una esercitazione di una settimana a novembre nel Qatar, afferma un comunicato diffuso su Internet. Baghdad aveva minacciato ieri di distruggere il Qatar se avesse concesso agli Usa le sue basi per attaccare l'Iraq.