DEI RICCHI

2005 - Agosto - Settimana 2

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Indice dei giorni


08/08/2005 * 11/08/2005 * 13/08/2005 *

Lunedì 8 Agosto 2005

Genoa condannato alla serie C, il Tas sblocca il mercato della Roma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2005

ROMA - La Caf ha respinto il ricorso del Genoa e confermato tutte le condanne emesse dalla Disciplinare per gli altri tesserati: pertanto il Genoa è stato retrocesso all'ultimo posto della serie B e condannato a scontare tre punti di penalizzazione in serie C.

La sentenza della Commissione d'Appello Federale, che si è riunita venerdì e sabato scorso a Roma, ha confermato in blocco tutte le condanne emesse dalla Disciplinare.

Il Genoa, in relazione all'illecito sportivo a seguito della partita Genoa-Venezia, è stato retrocesso all'ultimo posto della serie B e condannato a scontare 3 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie C 1.

Al presidente del Genoa Enrico Preziosi e a Franco Dal Cin sono stati confermati i 5 anni di inibizione con proposta al Presidente federale di preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria delle Figc.

La Caf ha respinto i ricorsi di Capozucca e Pagliara, a cui sono stati confermati i 5 anni di inibizione, nonché i ricorsi di Michele Dal Cin (3 anni e un mese), e dei calciatori Massimo Borgobello (5 mesi) e Martin Lejsal (6 mesi).

ROMA: TAS ACCOGLIE RICORSO, SBLOCCATO MERCATO

Il tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha accolto il ricorso della Roma concedendo la sospensiva sulla decisione Fifa che bloccava il mercato del club giallorosso, dopo il caso Mexes. La società giallorossa potrà ora tessare i giocatori già acquistati e operare sul mercato.

Produzione industriale a giugno scende del 3% annuo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2005

»GRTN: DOMANDA DI ELETTRICITA' CRESCIUTA DEL 2% A LUGLIO

ROMA - La produzione industriale a giugno è scesa del 3% rispetto allo stesso mese del 2004 se si considera il dato corretto per giorni lavorativi. L'indice grezzo ha invece accusato una flessione tendenziale del 2,9%. Lo rende noto l'Istat, specificando che rispetto a maggio 2005 la produzione industriale è calata dello 0,7%.

Il -3% di giugno rappresenta il calo tendenziale più forte dell'indice corretto per giorni lavorativi da dicembre 2004 (che si era chiuso con un -3,6%).

MADE IN ITALY AL PALO, -14% PRODUZIONE SCARPE

Produzione del made in Italy al palo in giugno. A fronte di un calo tendenziale dell'indice generale del 3%, i settori punte di diamante della produzione italiana hanno accusato pesanti flessioni: -14% l'industria delle calzature, -8,1% la produzione di apparecchi elettrici e di precisione e -7,7% la produzione di mezzi di trasporto. E' quanto emerge dall'analisi dei dati Istat relativi all'andamento della produzione industriale italiana nel mese di giugno.

L'industria tessile e dell'abbigliamento ha registrato in giugno un calo della produzione, rispetto all'anno precedente, del 5,5%, chiudendo così il primo semestre dell'anno con un -6,5%. Ben più pesante la flessione accusata dall'industria calzaturiera: in giugno il calo tendenziale è stato del 14%, mentre quello congiunturale del 3%. Complessivamente, per il comparto, i primi sei mesi dell'anno si chiudono con un calo della produzione del 10,8% rispetto al primo semestre del 2004. Va male anche la produzione di articoli in gomma e materie plastiche, scesa rispetto a giugno 2004 del 9% e nei primi sei mesi del 5,8% (-0,6% il calo congiunturale).

La produzione di apparecchi elettrici e di precisione è scesa, sempre in giugno, dell'8,1% rispetto allo stesso mese del 2004, del 2% rispetto a maggio 2005: il comparto archivia così i primi sei mesi dell'anno con un calo della produzione del 7,1%. Brusca battuta d'arresto anche per la produzione di mezzi di trasporto calata in giugno su base tendenziale del 7,7%. Il settore auto nei primi sei mesi ha registrato una diminuzione della produzione del 6,9%, mentre su base congiunturale, giugno 2005 su maggio 2005, il settore ha visto crescere la produzione del 4,4%.

Chiudono invece il mese di giugno in terreno positivo l'estrazione di minerali (+7,8% tendenziale e +11,1% nei primi sei mesi), le industrie alimentari (+3,3% su giugno 2004), e le raffinerie di petrolio (+5,8% a giugno 2005 su giugno 2004 e +0,9% nel primo semestre dell'anno).

Iran nega contrabbando ordigni in Iraq

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/08/2005

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano,Assefi, ha smentito le notizie pubblicate sabato dal 'New York Times', secondo le quali parte delle nuove bombe anti-tank usate dalla guerriglia in Iraq provengono dall'Iran. 'Gli Stati Uniti non hanno alcuna prova delle loro accuse, noi non interveniamo negli affari iracheni',ha detto Assefi. Secondo il 'New York Times',che aveva parlato del contrabbando di queste armi citando fonti di intelligence, non ci sono elementi che indichino responsabilità del governo iraniano.

Iran. Continuano le ispezioni sul nucleare

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/08/2005

Gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sono arrivati stamani a Isfahan, nell'Iran centrale, per installare le loro telecamere di sorveglianza e togliere i sigilli all'impianto di conversione dell'uranio, in vista del suo riavvio da parte di Teheran, malgrado i rischi di innescare una crisi internazionale. Lo ha indicato all'agenzia Afp un funzionario iraniano sotto copertura di anonimato.

Gli ispettori dell'Aiea sono arrivati in Iran ieri sera, due giorni prima di una riunione straordinaria chiesta dagli europei dell'agenzia dell'Onu per la non proliferazione per tentare di dissuadere Teheran dall'attuare il suo progetto.

Gli europei hanno avvertito l'Iran che i negoziati condotti dallo scorso dicembre saranno interrotti se ricomincera' a riconvertire uranio.

Giovedì 11 Agosto 2005

Vaticano. Benedetto XVI: 'E' un dovere di tutti evitare lo scontro tra culture'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/08/2005

E' dovere di ogni persona di buona volonta', e specialmente di ogni credente, contribuire a costruire una societa' pacifica e superare la tentazione di uno scontro aggressivo e futile tra culture e gruppi etnici differenti. E' quanto sostiene Benedetto XVI nel messaggio inviato al card. Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unita' dei Cristiani e della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, in occasione della seconda edizione della Conferenza Internazionale promossa dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Sua Santita' Bartolomeo I, e dal Rabbino Arthur Schneier, Presidente della Appeal of Conscience Foundation di New York in corso a Istambul.

L'iniziativa, a carattere interreligioso, si situa nel quadro delle relazioni bilaterali tra il Patriarcato ecumenico e le Organizzazioni ebraiche internazionali, ed e' estesa a rappresentanti dell'Islam.

La Conferenza, dedicata al tema generale Peace and Tolerance - Dialogue and Understanding in South East Europe, the Caucasus and Central Asia, si svolge sotto gli auspici del Presidente della Commissione Europea. Il suo scopo e' di "promuovere la collaborazione tra le tre grandi religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo ed Islam per favorire il reciproco rispetto, l'accettazione dell'altro e realizzare una pacifica convivenza in un mondo che ha tanto crudelmente sofferto a causa delle guerre e dei conflitti" (dalla lettera d'invito del Patriarca Bartolomeo I).

Assieme al Card. Kasper sono presenti ad Istanbul, per tutta la durata della Conferenza, S.E. Mons. Antonio Maria Veglio', Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, e il Rev.do P. Norbert Hofmann, S.D.B., Segretario della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo.

Francia. Villepin: coprifuoco se necessario, no all'esercito. Bruciate oltre 800 auto, 143 fermi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/08/2005

Coprifuoco in tutte le banlieues della Francia, dove e se necessario; una misura già anticipata ieri sera dal sindaco di Raincy. La risposta del governo alla sommossa che infiamma le periferie, e che ieri ha registrato il primo morto, arriverà stamani in un Consiglio dei ministri straordinario convocato dal presidente Chirac.

Il premier de Villepin, nell'annunciare ieri sera in tv la possibilità di ricorrere al coprifuoco, ha però detto no all'impiego dell'esercito. Il governo ha deciso invece di aggiungere 1.500 agenti e gendarmi agli 8.000 effettivi già impegnati. Nella 12esima notte di violenze, 814 auto sono state incendiate e 143 persone sono state fermate. I poliziotti feriti sono quattro.

Il premier Villepin ieri ha esordito dichiarando "inaccettabili e non scusabili" le violenze, quali che ne siano i motivi, "che siano uomini picchiati a morte" (ieri la rivolta ha contato la prima vittima, un pensionato picchiato da ignoti) "o una donna handicappata bruciata o gli atti di distruzione contro le scuole" o qualunque forma di proprietà. "La risposta dello Stato - ha aggiunto Villepin - sarà ferma ma giusta".

Primo, la risposta della repressione: Villepin ha annunciato il richiamo di altri 1.500 gendarmi, riservisti e poliziotti per dare man forte agli 8.000 membri delle forze dell'ordine già presenti nelle periferie delle città francesi. Il premier ha tenuto a "ringraziare la fermezza e la professionalità delle forze dell'ordine".

Poi, Villepin ha annunciato che il presidente Chirac ha convocato un Consiglio dei ministri straordinario per "mettere in opera le disposizioni della legge del 1955": cosa significhi lo spiega subito dopo: "Ovunque sia necessario i profetti potranno sotto l'autorità del ministero dell'Interno applicare il coprifuoco per permettere il ritorno alla calma e assicurare la protezione degli abitanti". Il governo dunque dà ragione nei fatti al sindaco della cittadina di Raincy, alle porte di Parigi, che il coprifuoco lo ha decretato già ieri.

Villepin vuole mostrarsi come suo solito fermo ed efficace, appassionato ma saldamente in controllo e rifugge dalle domande sulla rivalità con il ministro dell'Interno, il "gendarme" Nicolas Sarkozy (presidente del partito Ump e anche lui come il premier candidato in pectore all'Eliseo), ribadendo più volte che "Il governo è unito" e cruciale è l'azione coesa di tutti. Lui stesso, però, vuole mostrare che guarda al di là dell'immediato delle bande di ragazzi e ragazzini a volte coi fucili in mano.

Ci sono, ha detto Villepin, "reti criminali" e "bande di giovani con difficoltà familiari, sociali, scolastiche" c'è anche un elemento di "gioco al rialzo" nelle violenze di queste notti. Allora, che fare? Il premier avanza i suoi "pilastri propositivi".

Primo, "l'istruzione: la scuola", perché bisogna aiutare chi ha voglia di studiare, "moltiplicare per tre le borse di studio per questi ragazzi". Il premier pensa anche "dai 14 anni" a proporre il tirocicnio ai bambini che "chiaramente non hanno il gusto della scuola". Secondo, lotta alla disoccupazione: "vorrei poter ricevere tutti i ragazzi e proporre ad ognuno di loro entro tre mesi un contratto, una formazione, uno stage, una soluzione per ciascuno". Inoltre gli alloggi: "si tratta di ristrutturare o abbattere e ricostruire" quelli fatiscenti (non indifferente se si pensa alle condizioni di degrado in cui versano le periferie delle 'cités').

Infine, la discriminazione: "Ho ricevuto tanti ragazzi, e tutti esprimono un disagio, la sensazione di essere diversi". E vero che il premier ricorda che "la Repubblica è fatta di diritti ma anche di doveri" però lancia un appello a tutta la popolazione per gestire l'emergenza: serve un'azione mirata ma lottare contro l'emarginazione degli sguardi e degli atti è anche "la responsabilità di ciascuno di noi".

Aie: domanda energia salira' in 25 anni, urge investire

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2005

ROMA - Nei prossimi 25 anni Medio Oriente e Nord Africa saranno sempre piu' un serbatoio cruciale di risorse energetiche, atto a far fronte a una domanda mondiale che cresce senza sosta. Ma e' urgente investire in esplorazione e produzione, altrimenti i prezzi schizzeranno e l'economia mondiale si indebolira'. Il monito giunge da Claude Mandil, direttore dell'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie), nel presentare il World Energy Outlook (Weo) 2005 che si focalizza appunto su quei baluardi di rifornimento mondiale che sono Medio Oriente e Nord Africa, la cosiddetta area MENA.

Il Weo-2005 calcola che per soddisfare la crescente fame mondiale di energia, che nel 2030 sara' aumentata del 50%, ci vorranno nel periodo investimenti pari a 17 migliaia di miliardi di dollari. L'area MENA, la cui quota nella produzione globale passera' dal 35% attuale al 44%, dovrebbe da parte sua investire - secondo le stime Aie - 56 miliardi di dollari annui in infrastrutture energetiche.

Nel dettaglio, i combustibili fossili continueranno a dominare i consumi energetici, coprendo piu' dell'80% del previsto aumento della domanda di energia primaria. Il petrolio rimane il combustibile principale (con una domanda che nel 2030 arrivera' a 115 milioni di barili al giorno) ma a registrare la crescita piu' veloce e' il gas, con un +75% nel 2030.

Il rapporto Aie mette l'accento sui rischi di impennata prezzi che deriverebbe nel caso non si procedesse ai massicci investimenti necessari alla produzione ed esplorazione. In questo caso, secondo le proiezioni dell'Agenzia, i prezzi nel 2030 arriverebbero ad aumentare di circa un terzo rispetto allo scenario di riferimento. A fronte dunque di stime di 39 dollari a barile (in dollari nel 2004) per il prezzo medio del petrolio importato nei Paesi Aie nel 2030, lo scenario di investimenti differenziati prevederebbe una maggiorazione di 13 dollari sul prezzo nel 2030, ovvero il 20% in piu', arrivando a 52 dollari.

Su queste basi, continua l'Aie - si registrerebbe anche un contrazione, pari allo 0,23% annuo, della crescita del pil mondiale, una riduzione della domanda di energia mondiale di circa il 6% rispetto allo scenario di riferimento e una perdita finanziaria di un migliaio di miliardi di dollari nell'arco dei 25 anni per i Paesi MENA.

Il Weo-2005 prende anche in esame uno scenario alternativo, ovvero quale sarebbe il futuro del settore energetico se i governi dei Paesi consumatori portassero avanti con decisione politiche di energie alternative. In questo caso, la domanda mondiale di energia sarebbe circa il 10% inferiore nel 2030 rispetto allo scenario di riferimento e il prezzo del petrolio si abbasserebbe del 15%.

Il minor consumo mondiale di energia e una maggiore percentuale di combustibili a minor contenuto di carbonio nel mix energetico primario porterebbero inoltre nel 2030, rispetto allo scenario di riferimento, ad una riduzione di 5,8 miliardi di tonnellate, pari al 16%, delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale. Ma anche secondo questo scenario - nota il Weo-2005 - la domanda mondiale di energia sarebbe ancora del 37% piu' alta rispetto ad oggi ed il volume delle esportazioni di idrocarburi dei Paesi MENA registrerebbe comunque un aumento significativo.

La conclusione dell'Aie e' ''che sono necessarie azioni politiche molto piu' decise e innovazioni tecnologiche radicali per invertire questa tendenza''.''Avviare il pianeta in un cammino di energia sostenibile'', e' l'invito dunque che rivolge Mandil ritenendo che al tasso attuale di emissioni di anidride carbonica (+1,6% annuo) il futuro non sara' sostenibile sia dal punto di vista della sicurezza energetica che dello scenario ambientale.

Cervello: il senso dell'umorismo e' diverso tra i 2 sessi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2005

»DALLA NASCITA IL BEBE' CATTURA I NOSTRI SGUARDI

»CERVELLO: UN OCCHIO DELLA MENTE SEDE COSCIENZA VISIVA

ROMA - Il sesso e la personalita' ci danno un diverso senso dell'umorismo e la base di queste differenze si trova nel cervello: la donna piu' dell'uomo sembra ragionar sopra battute e scene comiche ma anche esserne piu' appagata.

Infatti, secondo quanto riportato in due articoli sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, il cervello delle donne reagisce piu' intensamente allo humour soprattutto a livello dei circuiti dell'appagamento e del piacere, ma anche nei centri dell'elaborazione del linguaggio.

Secondo quanto riferito dall'autore del lavoro, Allan Reiss del Dipartimento di Psichiatria e scienze Comportamentali della Stanford University School of Medicine, questi risultati potrebbero far luce su malattie come depressione e cataplessia (diminuzione o perdita improvvisa del tono muscolare) e spiegare per esempio perche' la depressione colpisce il doppio delle donne rispetto agli uomini.

Gia' in precedenza studi di psicologia avevano dimostrato che donna e uomini apprezzano l'umorismo in modo diverso, ma in questo studio per la prima volta e' stata eseguita la disamina dettagliata di cosa avviene nel cervello di lui e di lei di fronte a situazioni buffe o barzellette e battute.

In un esperimento gli esperti hanno coinvolto dieci donne ed altrettanti uomini, facendoli assistere ad una carrellata di cartoni e vignette in bianco e nero.

Gli spettatori dovevano valutare in scala da uno a dieci quanto fosse buffo ciascun cartoon. Durante lo spettacolo gli psicologi clinici riprendevano l'attivita' del cervello dei volontari con la risonanza magnetica funzionale.

Le registrazioni mostrano che le aree cerebrali accese dagli sketch sono le stesse per entrambi i sessi: la corteccia prefrontale sinistra, coinvolta nell'elaborazione del linguaggio e nell'attenzione, il nucleo accumbens, uno dei centri del piacere e dell'appagamento.

Ma nella donne queste zone, soprattutto il nucleo, sono accese molto piu' intensamente e cio' anche a parita' di voto dato a ciascun cartoon.

Secondo gli esperti l'interpretazione di questi dati e' che la donna e' piu' appagata da una battuta o un contesto umoristico, e forse ci ragiona di piu' sopra.

Altre differenze nell'apprezzamento della comicita' sono state riscontrate nel loro secondo studio in cui gli individui sono stati confrontati non in base al sesso ma in base a tratti della personalita', come la timidezza o l'essere estroversi, oppure la stabilita' o instabilita' emotiva.

Gli esperti hanno osservato che se successivi studi mostrassero che i centri dell'appagamento del cervello femminile sono piu' sensibili a vari stimoli, inclusi quelli con una valenza negativa, questo diverso modo di reagire potrebbe spiegare perche' certe malattie psichiatriche hanno un'incidenza diversa tra i due sessi.

Un'altra potenziale applicazione di questo studio e' la comprensione delle basi neurologiche della cataplessia in cui l'improvvisa perdita di controllo motorio e' spesso provocata da forti emozioni, e da stimoli tra cui anche lo humour.

Film con scene fumo iniziano alle sigarette gli adolescenti Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2005

NEW YORK - Fumo e cinema: un legame che dura da sempre ma che ha degli effetti pericolosi per gli spettatori piu' giovani. I film in cui gli attori fanno uso di sigarette e simili hanno fatto salire infatti il numero degli adolescenti che si sono dati al vizio del fumo, come sarebbe successo ad oltre un terzo degli adolescenti americani. A sostenerlo e' il primo studio nazionale condotto negli Stati uniti, condotto dalla Dartmouth Medical School (Dms) e dal Norris Cotton Cancer Center (Nccc) e pubblicato sulla rivista scientifica 'Pediatrics'.

''La quantita' di ore trascorsa a guardare film con queste scene - spiega James Sargent, coordinatore della ricerca - e' aumentata in questi anni, come anche il tasso di fumatori. Un fatto in parte spiegabile considerando il grande impatto e la forte influenza sociale della visione di film con il fumo sui ragazzi tra i 10 e 14 anni. Un impatto che ha maggior peso se i coetanei o i genitori fumano a loro volta''.

Nello studio, a 6.522 adolescenti americani di eta' compresa tra i 10 e 14 anni, e' stato chiesto di indicare i film che hanno visto da una lista di 50 selezionati a caso, tra quelli contenuti in un database di pellicole proiettate dal 1998 al 2000. Cosi' si e' visto che tra i 532 film presenti nel database, ben il 74% conteneva scene con fumo. Sulla base dei film visti da ogni ragazzo e la quantita' di scene con sigarette presenti in ogni pellicola, gli adolescenti sono stati poi ripartiti secondo quattro livelli.

Dopo di che i ricercatori hanno valutato il rischio per gli adolescenti fumatori, paragonando quelli nelle categorie con il maggior numero di ore di esposizione ai film con quelli nelle categorie piu' basse, e controllando i fattori di rischio collegati agli adolescenti fumatori, come i coetanei e i genitori fumatori. Dopo aver considerato tutti gli altri fattori noti per la loro influenza sul fumo, gli studiosi hanno scoperto che gli adolescenti con il tasso di esposizione piu' alto a questi film avevano una probabilita' 2,6 volte maggiore degli altri di mettersi a fumare. A parita' di condizioni, di 100 adolescenti che hanno provato a fumare, 38 lo hanno fatto per via dei film che hanno visto.

Lo studio conferma i risultati di un'altra ricerca, condotta precedentemente nel New Hampshire e pubblicata sul British medical journal, che pero' non poteva essere applicata al resto del paese, perche' i ragazzi intervistati erano per la maggior parte di razza caucasica e vivevano in aree rurali.

''Questo studio e' un'ultiore conferma del fatto che i ragazzi reagiscono nello stesso modo ai film che vedono in qualsiasi parte degli Stati uniti risiedano - continua Sargent - Cio' significa che nessun bambino e' immune dall'influenza di questi film''. Nello studio e' stata considerata anche l'etnia dei partecipanti. Il risultato e' stato che ispanici e neri vedono questi film per molto piu' tempo dei loro coetanei bianchi. L'impatto dunque e' piu' forte sulle minoranze etniche.

Pochi e semplici i suggerimenti indicati dai medici per intervenire. ''Come pediatra - prosegue Sargent - penso che i genitori debbano essere piu' consapevoli di cio' che vedono i loro figli e fare uno sforzo per proteggerli dai messaggi provenienti dai film targati come violenti o con scene di sesso. L'industria del cinema dovrebbe inserire anche il fumo tra le cose da valutare in un film''.

Sabato 13 Agosto 2005

Schroeder:contrario a uso forza in Iran

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/08/2005

Il cancelliere tedesco Schroeder, all' apertura della campagna elettorale della Spd a Hannover, si è detto contrario all'ipotesi fatta ieri dal presidente Usa, George W. Bush, di un intervento in Iran come risposta al conflitto sul programma nucleare di Teheran. "Togliete dal tavolo le opzioni militari,abbiamo visto che non servono a nulla", ha detto in riferimento all'Iraq. "Posso escludere che un governo federale sotto la mia guida vi aaderisca", ha poi dichiarato Schroeder al settimanale tedesco "Bild am sonntag".

Afghanistan, offensiva militare a Kunar

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/08/2005

Offensiva congiunta di forze statunitensi e forze speciali afghane nella provincia di Kunar, vicina al confine con il Pakistan. Si tratta della più vasta operazione contro i responsabili degli attacchi del 28 luglio contro le truppe Usa. Nell'ultima settimana, sette soldati americani sono stati uccisi nel Paese dove si teme il riacutizzarsi della violenza in vista delle cruciali elezioni legislative di settembre.

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