DEI RICCHI

2003 - Ottobre - Settimana 4

Indice dei giorni


22/10/2003 * 23/10/2003 * 26/10/2003 * 27/10/2003 * 28/10/2003 *

Mercoledì 22 Ottobre 2003

M.O.: Onu chiede stop a muro israeliano

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 22/10/2003

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato a larga maggioranza una risoluzione, che chiede a Israele di fermare la costruzione del muro in territorio palestinese, definendo la barriera di sicurezza'contraria'alle leggi internazionali. La risoluzione chiede inoltre di smantellare quello già esistente lungo la frontiera della Cisgiordania. Il testo,non vincolante, è il frutto di lunghi negoziati tra i Paesi Arabi e l'Unione Europea.

Giovedì 23 Ottobre 2003

Pensioni: domani lo sciopero, Maroni insiste per dialogo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/10/2003

ROMA - La confederazione dei sindacati sta mettendo a punto gli ultimi dettagli sulla manifestazione di protesta indetta per domani in occasione dello sciopero generale di quattro ore proclamato contro la riforma del sistema previdenziale. Da Rabat, dove ha partecipato alla Conferenza dei 5+5 sulle migrazioni nel Mediterraneo occidentale, il ministro del Lavoro Roberto Maroni ha dichiarato di ''vedere segnali di disponibilita' dei sindacati a discutere sul miglioramento della delega''. Ha ricordato pero' anche che si fa finta di non vedere quegli incentivi previsti per chi, pur avendo maturato i requisiti, scegliera' di non andare in pensione: ''i sindacati non lo dicono, ma i lavoratori - ha detto Maroni - lo devono sapere''.

Commercio: Istat, in crisi piccoli negozi, ad agosto -3,2%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/10/2003

ROMA, 23 OTT - Sono stati soprattutto i piccoli negozi, gli esercizi di fiducia in cui le famiglie sembrano fare la spesa sempre piu' raramente, a fare le spese del calo delle vendite di agosto. L'Istat ha infatti rilevato per gli esercizi di piccole dimensioni una flessione del 3,2%, che ha inciso negativamente sul dato finale (-0,6%) non riuscendo del tutto a bilanciare l'incremento del 2,9% registrato invece dalla grande distribuzione. Le statistiche evidenziano in particolare una diminuzione del 4,2% per le 'medie imprese' che contano da 3 a 5 addetti e del 2,9% per le 'piccole imprese' con fino a 2 addetti. Ai commercianti di fiducia, le famiglie hanno insomma preferito ipermercati e discount, in cui le vendite sono continuate ad aumentare non solo per i prodotti alimentari ma anche per i non alimentari (+2,9% la crescita annua negli ipermercati, +2,8% nei supermercati, +4,3% negli hard discount, +3,2% nei grandi magazzini). E il confronto tra grande e piccola distribuzione e' ancora una volta a favore della prima anche se si osserva l'andamento delle vendite negli otto mesi del 2003. Alla crescita del 5,1% della grande distribuzione e' infatti corrisposto il ben piu' contenuto incremento dello 0,4% dei piccoli negozi.

Istat: forte calo dei consumi in agosto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/10/2003

COMMERCIO: IN 2003 CHIUSE 30.000 IMPRESE AL DETTAGLIO

COMMERCIO: ISTAT, IN CRISI PICCOLI NEGOZI, AD AGOSTO -3,2%

COMMERCIO:IL CALO DELLE VENDITE PRODOTTO PER PRODOTTO

COMMERCIO: BILLE', SIAMO SULL'ORLO DELLA RECESSIONE

ROMA - Ad agosto le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,3% rispetto a luglio 2003 e dello 0,6% rispetto ad agosto 2002. Lo comunica l'Istat, precisando che il calo su base tendenziale e' il primo registrato da marzo 2000 e il peggiore da gennaio di tre anni fa, da quando cioe' esiste la nuova serie storica.

Il calo tendenziale registrato dalle vendite al dettaglio ad agosto, e' il primo e il peggiore da marzo 2000, quando, precisa l'Istat, la flessione rispetto a marzo '99 e' stata dello 0,4%. La diminuzione di agosto 2003 spiegano ancora i tecnici dell'Istituto, e' dovuta probabilmente ''a una revisione delle dinamiche di spesa, sia in termini di quantita' sia nella scelta dei negozi dove andare a comprare'', con una predilezione per la grande distribuzione.

Le vendite dei prodotti alimentari hanno registrato su agosto 2002 una crescita del 2,6%, mentre a pesare sul calo generale sono state le vendite dei prodotti non alimentari, diminuite del 3,1%. La stessa dinamica e' riscontrabile anche in termini congiunturali: i prodotti alimentari hanno registrato una crescita dello 0,1%, mentre i prodotti non alimentari sono diminuiti dello 0,8% rispetto a luglio. A soffrire di piu', continuano ancora i tecnici dell'Istat, sono stati soprattutto i piccoli esercizi. La flessione tendenziale dello 0,6% delle vendite totali deriva infatti da un incremento del 2,9% per le imprese della grande distribuzione e da un calo del 3,2% per quelle operanti su piccole superfici. All'incremento della grande distribuzione hanno contribuito gli hard discount (+4,3%) seguiti dagli ipermercati (+3,4%) e dai grandi magazzini (+3,2%).

Per quanto riguarda le tipologie di prodotti non alimentari, la flessione piu' marcata ha riguardato quelli che l'Istat identifica come altri prodotti (-5,1%), seguiti da calzature e articoli in cuoio (-4,7%) e abbigliamento e pellicceria (-3,9%). Le diminuzioni piu' contenute hanno invece riguardato l'informatica, le telecomunicazioni e giochi e sport (-1,5% per entrambi i gruppi).

Rispetto ad agosto 2000 gli esercizi commerciali al dettaglio sono rimasti aperti al pubblico mediamente 0,9 giorni in meno. Nei primi otto mesi del 2003 il valore delle vendite totali e' aumentato del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2002. L'incremento e' stato piu' elevato nella grande distribuzione (+5,1%) che nelle imprese di piccola superficie (+0,4%). La crescita del valore delle vendite di prodotti alimentari e' stata anche negli otto mesi piu' sostenuta rispetto a quella dei prodotti non alimentari (+4,9% contro +0,5%). Tra gennaio ed agosto 2003 l'unica categoria a registrare una flessione e' stata quella delle calzature e articoli in cuoio (-0,4%).

Camera: aula boccia divorzio veloce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/10/2003

ROMA - L'Aula della Camera ha bocciato la proposta di legge (presentata dai Ds) che avrebbe ridotto da tre ad uno il periodo di separazione per ottenere il divorzio. La votazione e' avvenuta, su richiesta di Forza Italia, a scrutinio segreto. E' stato approvato un emendamento presentato da Lega e Udc soppressivo del primo articolo della proposta di legge.

a bocciatura e' avvenuta per pochi voti di scarto: lo schieramento che ha bocciato la legge contava 218 deputati, i favorevoli 202. La maggioranza richiesta era di 211. Sette voti che, a sorpresa, hanno capovolto la situazione.

L'esito della votazione e' stato accolto da un lungo applauso dei deputati del centrodestra che si sono alzati in piedi.

I lavori dell'aula della Camera sono stati sospesi dal presidente Pier Ferdinando Casini dopo la bocciatura della proposta di legge. Il relatore Maurizio Paniz (FI), si e' dimesso subito dopo la proclamazione del risultato. Applaudito anche il capogruppo azzurro Elio Vito che aveva chiesto il voto segreto sull'emendamento soppressivo della Lega e dell'Udc. Il capogruppo dell'Udc Luca Volonte' aveva chiesto a Forza Italia di ritirare la richiesta di votazione segreta.

Immigrazione: Bossi, problema nostro e Pisanu lo risolva

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/10/2003

ROMA - Il problema degli immigrati e' un problema nostro, una competenza dello stato e non dell'Europa ''a cui non gliene puo' fregare di meno degli immigrati''. ''Dobbiamo risolverlo noi, e il ministro dell'Interno deve darsi da fare per risolvere quel problema, fermando gli immigrati, fermando le barche, rimandandole indietro da dove vengono''. Lo afferma il ministro Umberto Bossi in un'intervista a Radio Padania, legando fra l'altro la questione immigrati al tema del mandato d'arresto europeo.

C'e' un ''tentativo oscuro ma sempre piu' chiarito'', dice Bossi, di creare uno stato ''il piu' lontano possibile dal cittadino'', e per farlo ''vogliono espropriare di forza la sovranita' degli stati nazionali portandola in Europa, regalandola all'Europa''.

Ma l'Europa, sottolinea Bossi, non e' uno stato federale: ''il mandato dell'arresto europeo era legato a reati federali, che al limite potrebbero esserci se ci fosse uno stato federale europeo''. Uno stato che non c'e': '' Puo' essere solo un'unione di stati con un mercato economico, di piu' non puo' essere l'Europa: io non vedo la possibilita' che diventi di piu'. Pero' ci stanno tentando, inventando i milioni di immigrati, inventando che se stai con l' Europa l'immigrazione si risolve. Tutte storie. E' il ministro dell'Interno Pisanu che deve muoversi e fermare l'immigrazione, cosi' com'e' previsto dalle nostre leggi''.

Pisanu ha definito l'immigrazione una risorsa. Nient'affatto, replica Bossi: ''Gli immigrati costano moltissimo a tutti i cittadini del nostro paese perche' lavorano poco, pochissimo anzi, e li dobbiamo mantenere, mantenere la sanita'. Costa una cifra enorme per il paese, non sono affatto una risorsa. E' il contrario di quanto dice il ministro Pisanu''.

UN MILIONE DI DISPERATI IN ARRIVO DALL'AFRICA

Proprio nella non semplice equazione che riesca a coniugare accoglienza e sostegno, da una parte, e controllo dei flussi, dall' altra, sta quasi sicuramente la soluzione del dramma dei 'viaggi della speranza' troppo spesso destinati a diventare avventure verso la morte. Questa linea, a giudicare dalle dichiarazioni e dai propositi, sembra d' altronde quella condivisa da tutti, anche se l' emergenza incombe, sbarchi ed avvistamenti in mare si moltiplicano, adottare al piu' presto strategie di lotta comune a chi gestisce il traffico di uomini s' infrange contro interessi divergenti. Ieri, da Strasburgo, il premier Silvio Berlusconi ha rinnovato l' appello all' Europa perche' si muova nel solco della solidarieta' e di una politica dell' accoglienza. ''L' Europa cristiana, del benessere - ha detto - deve aprirsi a chi viene in Italia nella speranza di cambiare il proprio futuro e il futuro dei propri figli''. Intanto proseguono sbarchi e arrivi: solo nella giornata di ieri, in tre diverse 'ondate', sono stati 188 i clandestini giunti a Lampedusa dopo essere stati soccorsi in mare e in un solo barcone ce n' erano ben 153.

Le previsioni dei nostri esperti non sono certo rassicuranti: secondo dati in possesso del Sismi sulle coste africane si stanno ammassando non meno di un milione e mezzo di disperati pronti ad imbarcarsi verso le nostre coste. Oggi partiranno da Lampedusa con un aereo inviato dal ministero degli Interni le bare dei 13 somali morti nel barcone dell' orrore: destinazione Roma dove, su richiesta del console somalo in Italia, si svolgeranno funerali islamici.

Domenica 26 Ottobre 2003

L'Aquila, via il crocifisso dall'aula

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2003

Sentenza del tribunale dopo il ricorso del presidente dell'Unione Musulmani d'Italia

La scuola pubblica deve essere imparziale di fronte al fenomeno religioso. Il giudice ordina l'immediata rimozione del crocofisso nella scuola materna/elementare di Ofano. Mons. Tonini: "rimango senza parole". Protesta Forza Italia

Rischiano di scomparire i crocifissi dalle aule scolastiche. Il Tribunale dell'Aquila, al quale si era rivolto Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, ha infatti accolto, con una sentenza che fara' certamente discutere, il suo ricorso "condannando l'istituto comprensivo di scuola materna ed elementare di Navelli, nella persona del dirigente scolastico pro tempore, a rimuovere il crocifisso esposto nelle aule della scuola statale "Antonio Silveri" di Ofena" frequentata dai due figli di Smith. "L'imparzialita' dell'istituzione scolastica pubblica di fronte al fenomeno religioso - afferma il giudice Montanaro - deve realizzarsi attraverso la mancata esposizione di simboli religiosi piuttosto che attraverso l'affissione di una pluralita', che peraltro non potrebbe in concreto essere tendenzialmente esaustiva e comunque finirebbe per ledere la liberta' religiosa negativa di coloro che non hanno alcun credo".

La presenza del crocifisso nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza - comunica un'implicita adesione a valori che non sono realmente patrimonio comune di tutti i cittadini, presume un'omogeneita' che, in verita', non c'e' mai stata e, soprattutto, non puo' sicuramente affermarsi sussistere oggi, e che, pero', chiaramente tende a determinare, imponendo una istruzione religiosa che diviene obbligatoria per tutti, poiche' non e' consentito non avvalersene, connotando cosi' in maniera confessionale la struttura pubblica 'scuola' e ridimensionandone fortemente l'immagine pluralista. E cio' facendo si pone in contrasto con quanto ha stabilito la Corte Costituzionale al riguardo, rilevando come il principio di pluralita' debba intendersi quale salvaguardia del pluralismo religioso e culturale (Corte cost. 12 aprile 1989, n. 203 e 14 gennaio 1991, n. 13) che puo' realizzarsi solo se l'istituzione scolastica rimane imparziale di fronte al fenomeno religioso.

Il giudice rileva poi come "non appaia superfluo osservare che la rimozione, che il ricorrente invoca indispensabile per prevenire la (ulteriore) lesione, e' l'unica misura possibile per inibire la lesione del diritto di liberta' dei figli minori, poiche' l'alternativa sarebbe non far partecipare all'attivita' didattica i piccoli" scolari.

Crocifisso, insorge la Cei: rispetto per le leggi dello Stato

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2003

Invettiva del segretario dei Vescovi contro la sentenza del tribunale dell'Aquila

Castelli ordina un'ispezione per verificare la validità della sentenza

La Cei insorge. All'indomani della sentenza del Tribunale dell'Aquila sul crocefisso, scende in campo il segretario dei Vescovi, monsignor Giuseppe Betori, per chiedere il rispetto di una legge dello Stato. "Siamo meravigliati. Sembra che cio' che non ha fatto l'anticlericalismo dell'Ottocento viene invece ribadito ora come una conquista della tolleranza -afferma l'arcivescovo- In forza di una malintesa tolleranza, di fatto non si fa altro che dare ragione ai fondamentalismi religiosi piu' estremi".

L'invettiva del segretario dei Vescovi affidata al programma religioso di Rai Uno "A sua immagine", andata in onda subito dopo l'Angelus del Papa, prosegue con un richiamo alle istituzioni. "In questo caso non e' una questione di Concordato ne' di Accordi tra Chiesa e Stato. Qui si tratta dell'applicazione di una legge dello Stato ancora vigente". Una normativa, sottolinea Betori, che "nessun Parlamento ha mai cambiato ne' tantomeno nessuna Corte Costituzionale". Quanto al contenuto della sentenza, l'arcivescovo ricorda che "se e' vero che il crocefisso e' il simbolo della fede cristiana e' vero anche che questo segno e' l'immagine che il popolo italiano riconosce come radice stessa della sua civilta'. Dunque una radice assolutamente irrinunciabile".

Da parte sua il ministro della giustizia Roberto Castelli incaricherà domani l'ispettorato di via Arenula di verificare se la sentenza del giudice dell'Aquila che ha imposto ad una scuola la rimozione del crocifisso dalle aule "sia stata estesa nel rispetto dell'ordinamento o se siano state ignorate leggi vigenti". "Ricordo che anch'io ho ricevuto da Adel Smith una lettera in cui mi intimava di togliere il crocefisso dalle aule giudiziarie. Ovviamente non ho dato seguito a quella strampalata richiesta - sottolinea il ministro - per quanto riguarda invece la sentenza in questione, ricordo che in giurisprudenza esiste la possibilità di sanzionare dal punto di vista disciplinare chi emette sentenze abnormi".

Provo una fortissima indignazione Per la sentenza dell'Aquila che è la logica conseguenza di una Grave tendenza che punta alla negazione di valori che fanno Parte della tradizione italiana ed europea. Lo ha detto il Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace. Per Storace, "è bene che si cominci a dire forte e chiaro che i cattolici non possono essere considerati ospiti in Italia. Ci sono paesi in cui non possiamo né votare né soprattutto pregare ed è davvero paradossale che ci si debba difendere nel nostro Paese. Altro che diritto di voto ".

E' una sentenza priva di intelligenza, buonsenso e legittimità è il commento del presidente dei deputati della Margherita, Pierluigi Castagnetti. "Il giudice - dice- può solo applicare la legge e se ha dei rilievi da sollevare lo può fare solo rivolgendosi alla Corte costituzionale".

Come cattolico sento la sentenza del giudice dell'Aquila, con cui si dispone la rimozione del crocifisso dalla scuola, come una bestemmia è quanto sostiene, invece, Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato. "E ancor più gravi - aggiunge - mi appaiono le motivazioni della sentenza in cui fra l'altro si dice: '...la presenza del simbolo della croce induce nell'alunno a una comprensione profondamente scorretta della dimensione culturale dell'espressione di fede..'. Dopo il mancato inserimento nella Convenzione europea delle radici cristiane ora si cerca di eliminare tali radici anche dalla nostra costituzione dimenticandosi degli art. 7 e 8 della carta. Queste sono purtroppo le conseguenze della passiva accettazione di religioni che negano la liberta' religiosa e individuano come nemici coloro che credono in un dio diverso dal loro". "Tra Maometto, guerre di religione, Bin Laden e soci, io e la Lega - conclude Calderoli - staremo sempre dalla parte del crocifisso, daremo battaglia e su tutti i fronti".

Lunedì 27 Ottobre 2003

Ciampi: 'Crocifisso è simbolo di valori'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 27/10/2003

Il Presidente della Repubblica Ciampi torna sull'ordinanza del Tribunale dell'Aquila sul crocifisso e precisa: 'Si tratta di una decisione non definitiva, suscettibile di impugnazione'. 'A mio giudizio -chiarisce Ciampi- il crocifisso nelle scuole è sempre stato considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità'.E ricorda:'Non a caso il filosofo laico,Croce,intitolò un suo saggio:Perché non possiamo non dirci cristiani'.

Martedì 28 Ottobre 2003

Iraq, Bush tira dritto

Rai.it, http://www.rai.it/news, 28/10/2003

Il Presidente Usa difende la campagna militare contro Saddam

Sotto la mia presidenza, il mondo è più libero e in pace e l'America è più sicura. Così George W. Bush, dopo il giorno più nero di Baghdad e mentre in Iraq continuano lo stillicidio di soldati americani, parte al “contrattacco” mediatico e convoca una delle sue rare conferenze stampa per fare il punto sulla guerra al terrorismo.

Secondo Bush, la coalizione anti-terrorismo si sta rafforzando, anche per l'approvazione della risoluzione dell'Onu. "Ora noi stiamo lavorando con molte nazioni per garantire che Afghanistan e Iraq non rappresentino mai più una fonte di terrorismo e un pericolo per il resto del mondo - ha detto Bush - La nostra coalizione sta crescendo in numero e forza. Il nostro obiettivo è chiaro e certo", ha aggiunto il presidente, che ad una successiva domanda dei giornalisti ha ribadito che la sua linea in Iraq è giusta. Quanto all'Onu, Bush ha affermato che "per noi e' importante che l'Onu sia un'organizzazione credibile", definendo la credibilità come la capacità di far seguire l'azione alle parole.

In quanto alle responsabilità degli attacchi anti-americani in Iraq, George W. Bush ha puntato il dito contro "elementi del baath", cioè nostalgici del regime del partito di Saddam Hussein che hanno perso i loro privilegi, e "terroristi stranieri", che "temono la nascita d'uno stato libero e democratico" là dove, oggi, "reclutano i killer". Il Presidente ammette che militari e intelligence stanno ancora cercando di individuare con certezza chi stia conducendo gli attacchi in Iraq, ma avverte che le truppe americane "hanno aumentato la vigilanza ai confini" con Siria e Iran. Gli stati uniti hanno avvisato i due paesi: "ci aspettiamo che Damasco e Teheran vigilino sui loro confini" e che "facciano cessare" eventuali infiltrazioni in Iraq.

Il Presidente ha “dribblato” la domanda sulle armi di distruzioni di massa mai trovate in Iraq. Bush ha detto che Saddam era pericoloso e che "violava chiaramente le risoluzioni dell'Onu e ciò costituiva un casus belli".

Sony taglia 20mila posti di lavoro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 28/10/2003

Più di 7000 solo in Giappone. Il colosso dell'elettronica effettuerà i licenziamenti entro il marzo 2006

Il colosso dell'elettronica mondiale, il gruppo giapponese sony, ha annunciato ufficialmente oggi un taglio secco di personale di 20.000 unità, oltre il 10% della sua forza lavoro, entro il marzo 2006.

L'annuncio, che conferma indiscrezioni del 20 ottobre scorso diffuse dal quotidiano economico giapponese Nikkei, precisa che dei 20.000 dipendenti in meno, 7.000 saranno nelle fabbriche giapponesi. "Sony - afferma un comunicato dell'azienda - ha l'intenzione di ridurre il numero dei suoi dipendenti a tempo pieno in tutto il mondo, attualmente 154.000 (escluso il settore finanziario), di circa 20.000 unità nei prossimi tre anni. Il provvedimento interesserà circa 7.000 dipendenti salariati in giappone".

I tagli di personale avverranno attraverso pensionamenti anticipati e blocchi del turnover. Parallelamente ai tagli, la Sony ha reso noto anche un piano di ristrutturazioni incentrato sul ritiro da settori giudicati improduttivi e non più strategici, ad esempio i tubi catodici per televisori, la cui produzione cesserà negli impianti giapponesi il prossimo anno per consentire al gruppo di concentrarsi sugli schermi piatti a cristalli liquidi.

Saranno tagliati anche i costi nei settori audiovisivi, per far fronte all'accresciuta competizione e al calo dei profitti. Il colosso giapponese ha affiliate in tutto il mondo, specialmente in Asia, Stati Uniti ed Europa, compresa l'Italia. Secondo il giornale Nikkei, la Sony è presente in circa 100 campi di attività dei settori elettrico ed elettronico. Di questi oltre il 10% sono considerati improduttivi e non strategici, e verranno perciò abbandonati.