Commenti a La sostituzione del messia con Simone

Veritas, 09/07/2007


Egregio Mac,

ho letto molte pagine del suo sito, che reputo ben fatte. Gli argomenti trattati sono molto interessanti, tuttavia, sebbene in vari casi lei sia andato vicino alla verità storica (almeno per il mio modo di vedere le cose, dopo anni e anni di ricerche sulle origini del cristianesimo) in altri casi invece se ne è discostato notevolmente. Il motivo per cui le scrivo è per sottoporle una riflessione su di uno stralcio tratto dalla pagina "La sostituzione di Gesù con Simone":

"Ireneo 1:24.3 Wherefore he did not himself suffer death, but Simon, a certain man of Cyrene, being compelled, bore the cross in his stead so that this latter being transfigured by him, that he might be thought to be Jesus, was crucified, through ignorance and error, while Jesus himself received the form of Simon, and, standing by, laughed at them."

La sua conclusione è la seguente:

"Cosa ci fa un Simone in croce al posto di Gesù? E come mai questo sfortunato compare solo nei Sinottici inserendosi in una scena irreale e contraddicendo il Vangelo di Giovanni secondo cui Gesù si portò da solo la croce?
E' chiaro che i falsari cristiani, nella loro opera di raccolta di tutte le notizie più o meno discordanti sugli eventi riguardati Gesù e il "falso profeta", non fecero altro che inserire la scena di Simone di Cirene per distogliere l'attenzione dall'eresia dei Simoniaci. "

Ora, se lei riflette attentamente sul passaggio di Ireneo: "..but Simon, a certain man of Cyrene.." noterà che da parte di Ireneo, "stranamente", non v'è alcun accenno al fatto che quest'uomo di Cyrene (Simone) era già citato nei vangeli ed anche il motivo per cui era citato. Anzi, appare chiaro che Ireneo rimanga sorpreso da ciò che Basilide andava affermando. Ergo, è MOLTO probabile, se non certo, che la citazione di Simone di Cyrene ancora non era contenuta nei vangeli, all'epoca in cui Ireneo scriveva (non abbiamo nessun testo neotestamentario conservato di quell'epoca a provare il contrario) e che la citazione venne inserita successivamente per giustificare quelle "strane" dicerie (come quella di Basilide, ma sicuramente di molte altre persone) che evocavano di un certo legame tra Simone di Cyrene e la croce!

Fu in tale contesto che si diede vita alla panzana secondo la quale Simone di Cyrene si "limitò" a portare la croce per un tratto di strada, spiegando così ai creduli devoti del tempo lo "strano" legame tra Simone e la croce, inducendoli nel comtempo a non dar credito alle dicerie dei "malvagi" anticristiani!

Dai canonici e dai commentari patristici sappiamo che Pilato liberò un certo JESUS BAR ABA (Gesù figlio di Dio). Dalla versione russo-slava della Guerra Giudaica di G. Flavio apprendiamo che Pilato FECE LIBERARE GESU'... Strana coincidenza, non le pare?.. Sempre dalla letteratura patristica sappiamo che dalle prime ecclesie cristiane (almeno da una parte di loro) la figura di Pilato era quasi venerata, come quella di un giusto. Strano destino per un uomo che G. Flavio ci dipinge come uno dei più criminali tra i procuratori che governarono la Giudea, fatto arrestare dallo stesso potere romano! Per non parlare poi del fatto che secondo i canonici, il "santo" Pilato fece torturare Gesù prima di mandarlo al patibolo!

Oltre, Basilide, abbiamo un'altra fonte che ci informa del fatto che Gesù NON venne crocifisso, in quanto fu un altro ad esserlo al posto suo: si tratta del CORANO. Gli eruditi ormai sono d'accordo sul fatto che i redattori del testo sacro islamico si rifecero a fonti ebionite (forse presenti all'epoca nella stessa Mecca o Medina) per ciò che concerne le notizie su Gesù. Questo giustifica ampiamente la stridente differenza tra quanto sostenuto dai canonici e quello che si rinviene nel Corano. Per gli ebioniti, infatti, Gesù non venne crocifisso nè lo fu per la setta (sicuramente vicina al mondo ebionita delle provincie d'Asia) che usava come testo sacro il vangelo di Tomaso: quasi sicuramente la versione originaria (o comunque poco "rimaneggiata") dell'originale vangelo di Matteo (raccolta di detti, secondo Papia).

Abbiamo poi la testimonianza dello stesso Ireneo, il quale scrive che Gesù venne "crocifisso" (in realtà "appeso" al palo, che è tutt'altra cosa!) ai tempi di Claudio, senza specificare di quale CLAUDIO SI TRATTASSE!.. Infatti, se si fosse trattato di Claudio Tiberio Cesare, l'esecuzione dovrebbe aver avuto luogo tra il 41/42 ed il 54, anno di morte dell'imperatore Claudio; se invece si prendesse in considerazione l'altro Claudio, vale a dire CLAUDIO NERONE CESARE LUCIO DOMIZIO ENOBARBO, genero e figliastro del precedente, allora la data si situa tra il 55 ed il 68!

Ora, nella sua confutazione dei docetisti, Ireneo ci informa che non solo Gesù si incarnò (i docetisti sostenevano il contrario), ma egli fu un bambino, un fanciullo, un giovane, un uomo maturo ed UN VECCHIO! A questo punto non ci rimane che tirare le somme: se Gesù fosse stato giustiziato ai tempi del primo Claudio, egli nel 54 (ultimo anno di regno del primo Claudio) avrebbe avuto al massimo 48 anni (era nato nel 6 d.c., al tempo del censimento, come riportato da Luca). A quell'età un uomo non può certo dirsi un vecchio ma, tutt'al più, un uomo maturo! Dunque, l'esecuzione di Gesù NON può essere avvenuta PRIMA del principato di Claudio Nerone!

Infine, se ci decidiamo a dare un minimo di credibilità a quanto registrato dai rabbini nella loro letteratura SACRA, dobbiamo prendere atto che Gesù venne giustiziato mediante LAPIDAZIONE e poi APPESO al legno, come si usava e come prescriveva il Deuteronomio (la Legge per antonomasia per gli ebrei), per tutti i giustiziati con la lapidazione. Ciò dunque è conforme con quanto sostenuto da Basilide, dal Corano e dalla versione slava della Guerra Giudaica che vuole Gesù rilasciato da Pilato.

Per chiudere, nella letteratura rabbinica è contenuta un'infomazione "criptica" che ci informa che Gesù aveva, quando venne giustiziato per lapidazione, il DOPPIO di 33 anni: vale a dire 66! Non c'è bisogno di rimarcare che a quell'età un uomo è senz'altro da considerarsi vecchio!

Sommando tale età all'anno di nascita, cioè al 6 d.c, arriviamo all'anno 72: guarda caso un anno in cui la Pasqua ebraica cadde di Sabato! (Gesù, anche secondo i vangeli, venne giustiziato un Venerdì 14 di Nisan, di un anno in cui la Pasqua cadde di Sabato)

Spero di aver suscitato almeno un po' di curiosità!..

Saluti


Veritas

..

 

Mac risponde così:

Probabilmente siamo d'accordo su diversi punti riguardo la ricostruzione
della vicenda cristiana, ma non certamente su quello cronologico, che mi
pare sia oggetto delle osservazioni che mi hai mandato. Ormai ho raccolto
fin troppi elementi per sostenere che gli eventi più importanti su Gesù
accaddero sotto il regno di Tito.

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