616: il numero del Paraclito

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Quale nome celava il numero 616 originariamente riportato dall'Apocalisse di Giovanni?

In altre pagine 616 abbiamo avanzato l'ipotesi che lo "Spirito Santo" fosse la "bestia che sale dalla terra". I nostri ragionamenti sui dati a disposizione dimostravano che i due personaggi hanno le stesse caratteristiche biasimate da Giovanni nell'Apocalisse. Ora sappiamo dai padri della Chiesa che Simone Mago si faceva chiamare con l'appellativo di "Padre" in Samaria, "Figlio" in Giudea e "Spirito Santo" in tutte le altre regioni 708. Abbiamo però visto nella pagina precedente che molto probabilmente il terzo nome sostituiva quello originario di "Paraclito". Con quale nome Giovanni sapeva che il suo avversario sarebbe stato conosciuto alle chiese a cui lui si stava rivolgendo? Essendo queste nell'Asia minore, una regione al di fuori della Giudea, dovremmo aspettarci che il nome utilizzato dalla "bestia che sale dalla terra" fosse proprio quello di "Paraclito". A questo punto perché non calcolarne il numero seguendo le semplici regole della gematria 482? Ecco l'espressione che conduce al risultato cercato:

paraklhtoj = p (80) a (1) r (100) a (1) k (20) l (30) h (8) t (300) o (70) j (6)

Sommate i numeri tra parentesi e ottenete il numero della bestia: 616, che in greco si scriveva cij, ovvero XIC in lettere maiuscole.

Arrivati qui non vale più la pena di chiederci del perché questo numero sia diverso dal 666 normalmente attestato nelle versioni dell'Apocalisse tradotte per noi. Ireneo stesso, che si è dimostrato abile mistificatore della realtà nel momento in cui predicava l'allontanamento da Simone Mago 714, altrettanto ha profuso il suo impegno 726 nel farci credere che il numero 666 fosse quello originario del testo di Giovanni. Solo nel nostro XXI secolo possiamo apprezzare invece la verità giunta fino a noi ancora una volta attraverso i manoscritti più antichi scoperti recentemente, di cui proponiamo la riproduzione fotografica offerta in bibliografia: 1

Immagine pagina

Figura 1

Nella terza riga del frammento si leggono esattamente le lettere XIC che Ireneo voleva abiurare. Ora sappiamo perché l'ha fatto, confermando la sua fama di mentitore. Lui, che scriveva nel II secolo e quindi a ridosso dell'opera di Giovanni Battista e del "falso profeta", non poteva che sapere quale nome nascondevano quelle cifre, e sono quindi da attribuire a lui i primi tentativi per nasconderlo addirittura cambiando il testo originario dell'Apocalisse.

Per quanto ci sentiamo paghi della meta raggiunta, nelle pagine seguenti lasceremo al lettore qualche altro spunto di riflessione.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 22/03/2006.

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