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Lacune biografiche
Cosa ci racconta Eusebio di Cesarea in merito alla fine di un certo Simone apostolo del Signore? Chi era Simone figlio di Cleofa? Chi era Egesippo? Se tutte le ricerche finora proposte non fossero state corrette, non saremmo riusciti a rintracciare i personaggi storici che i racconti neotestamentari volevano nascondere. Il punto chiave che ci ha permesso tante scoperte consiste sicuramente nell'aver posto la vicenda cristiana in anni che la tradizione della Chiesa non prenderebbe mai in considerazione, se non per collocarvi la redazione dei libri che noi leggiamo. Per noi infatti l'inizio della guerra giudaica (nel 67 d.C.) è l'anno in cui iniziano le vicende narrate dal Nuovo Testamento, mentre per la Chiesa è proprio l’anno in cui terminano. Certo gli studiosi pongono dubbi sulla redazione di alcune lettere 336, considerando la possibilità che i loro autori, Paolo e Pietro, siano vissuti dopo quell'anno; ma le loro rimangono ipotesi che non possono contrastare la fede imposta. Certamente noi possiamo lamentarci di come siano letteralmente spariti i documenti dopo gli anni della guerra giudaica 387. Ci piacerebbe poter leggere gli scritti di Giusto di Tiberiade, ma di essi non rimangono neppure citazioni in autori successivi. Per noi il motivo è semplice: bisognava cancellare le tracce dell’imbroglio che si stava progettando. Anche nei testi rimastici sono evidenti comunque delle lacune. Quando, per esempio, nella sua autobiografia Giuseppe Flavio introduce Gesù figlio di Saffia con un "di cui si è detto", 1 il commento del traduttore si limita ad un laconico: In realtà, mai menzionato in precedenza; [...]. 2 E' chiaro che da qualche parte della stessa opera, Giuseppe doveva aver raccontato altri particolari su questo personaggio, magari qualcosa di compromettente per le trame intessute dagli evangelisti che doveva quindi esser fatto sparire. Noi riusciamo ad apprezzare queste lacune. Di conseguenza riusciamo anche a sorridere quando Eusebio di Cesarea ci avverte che un apostolo del Signore, di nome Simone, trovò il martirio sotto Traiano all'invidiabile età di 120 anni: Alcuni di questi eretici accusarono Simeone, figlio di Cleopa, di essere discendente di Davide e cristiano; egli subì così il martirio, all'età di centoventi anni, sotto Traiano Cesare e il consolare Attico”. 4. L'autore riferisce poi che capitò anche ai suoi stessi accusatori, quando si fecero ricerche per rintracciare i Giudei della tribù dei Re, di essere arrestati in quanto ad essa appartenenti. A ragione si può quindi dire che Simeone fu tra quelli che videro e udirono il Signore, se consideriamo la lunghezza della sua vita e l'accenno fatto nei Vangeli a Maria, moglie di Cleopa, di cui Simeone, come si è già detto, fu figlio. 3 Questa età ha un senso solo per noi che sappiamo come la vicenda del Cristo sia stata in realtà retrodata sotto il governo di Pilato di almeno 30 anni, per farne perdere le tracce. Se quindi ristabiliamo la data corretta, a partire dallo scoppio della guerra giudaica, tenuto poi conto che Traiano governò dal 98 al 117, è chiaro che se anche questo Simone fosse morto nel 117, essendo nato supponiamo nel 37, avrebbe avuto la naturale età di 80 anni. Nello stesso periodo, Eusebio fa anche stranamente morire i famigliari del fratello del Salvatore, Giuda. E, al momento, per noi rimane una bizzarra coincidenza che Eusebio ricordi solo questi due nomi, Simone e Giuda, senza affermare che il primo era il fratello del Signore; anzi giustificandosi che Simone era figlio di Clèofa, un personaggio già citato nei Vangeli: Giovanni 19:25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Ma da chi raccoglie tutte queste informazioni Eusebio? Da un certo Egesippo che avrebbe scritto le sue memorie in cinque libri. O che strano nome e che strano numero di libri! Non è infatti con questo appellativo che ci viene tramandata una traduzione della "Guerra Giudaica", il testo di Giuseppe Flavio? 4 E non è questo "Egesippo" una facile derivazione dalla versione greca di "Giuseppe"? E non era ancora l'omonimo storico giudeo che ci aveva promesso una cronaca in quattro libri delle vicende in Palestina fino alla fine del I secolo? 5 E se ci trovassimo perciò ancora alle prese con Giuseppe Flavio? Una considerazione che noi riteniamo più che probabile, anche se le notizie tramandate da Eusebio farebbero morire Egesippo sotto Marco Aurelio, intorno al 180 d.C.. A ogni modo, questo autore rimane per noi una tessera del mosaico molto importante, come sarà presto chiarito da alcune notizie che ora riporteremo. Note1 Cfr. [Autobiografia] 12.66. 2 Cfr. [Autobiografia] nota 22 a pag. 93. 3 Cfr. [Storia ecclesiastica] 3:32. 4 Cfr. [Guerra giudaica] pag. XLI. 5 Cfr. [Antichità giudaiche] 20:12.1(267). Note di redazione (statistiche generali)Prima redazione: 03/03/2006. Revisioni: 04/09/2007, 24/07/2008. Pagina visitata 1.545 volte dal 11/03/2006. Visite odierne: 1. |
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