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Le Lettere del Nuovo Testamento
Quali caratteristiche hanno le Lettere del Nuovo Testamento? All'inizio dei nostri studi ci eravamo occupati delle Lettere del Nuovo Testamento 345 lasciandoci allora prendere dai loro riferimenti ai "falsi apostoli" 346. L'elemento più difficile da considerare è quello della "integrità" del testo a noi pervenuto. Per noi non vi sono più dubbi che i Vangeli e gli Atti degli Apostoli sono la "summa" di tutte le manomissioni dei fatti storici passate per la testa dei loro redattori. Dal paragone tra gli stessi testi e altre testimonianze del tempo abbiamo riscontrato tutte le "creazioni" di cui sono infarciti questi scritti neotestamentari. Al confronto, ma non certamente in assoluto, poco importa sapere quanto questi testi sono stati oggetto di modifiche nel tempo da parte di successivi supervisori. Per le Lettere invece la questione si fa molto più pertinente: ognuna di esse è l'esatto originario partorito dal suo più o meno noto autore oppure sono state anch'esse manomesse dal controllo ecclesiastico che si faceva sempre più potente nei secoli? Tutte le Lettere quindi, compresa l'Apocalisse, possono essere state oggetto di interpolazioni per adattare alla teologia emergente il substrato storico e sociale che da loro trapelava. Quante siano le difficoltà in cui ci imbattiamo nel ricostruire il pensiero dei loro autori e chi essi furono effettivamente si possono desumere anche solo dai commenti degli esegeti. Come abbiamo trascritto numericamente in 336 diverse sono state le ipotesi poste sul periodo in cui fu redatta ogni singola Lettera. Lasciando perdere le Lettere di Paolo che, dai nostri studi, sono composte dopo la scrittura dell'Apocalisse - se non altro dopo la caduta di Gerusalemme e quindi in palese discordanza rispetto a quanto sostengono gli esegeti - vediamo i commenti che gli stessi riportano alla prima Lettera di Pietro: Ammessa l'autenticità petrina di 1 Pt, in questo senso vasto del termine, possiamo fissare la data della lettera verso il 64 d.C., prima della morte di Pietro a Roma durante la persecuzione scatenata da Nerone in quell'anno (v. Eusebio HE 2.25,5). 1 Come si vede gli esegeti commettono quantomeno due errori di metodo che li conducono ad una datazione, secondo i nostri studi, completamente errata: - assumono, alla base delle loro deduzioni, fatti che non possono dimostrare in alcun modo - si fidano di Eusebio, un presunto "storico", in quanto dichiaratamente di parte. In questo modo abiurano il principio che, per accettare delle informazioni, esse vanno desunte da fonti indipendenti. Ma, nonostante gli ormai chiari pregiudizi dei presunti "scienziati" cattolici, abbiamo saputo raggiungere qualcosa di ben più giustificabile delle loro certezze, troppo spesso sostenute solo dall'onnipresente "mistero" fondato su di una fede cieca. A chiosa delle scoperte finora esposte, proporremo altre riflessioni come prodromo di ulteriori spunti di ricerca. Pagine correlate345 Le Lettere cattoliche {Giovanni e Paolo}. 346 Peculiarità delle Lettere cattoliche. I falsi discepoli {Giovanni e Paolo}. Note di redazione (statistiche generali)Prima redazione: 23/12/2004. Revisioni: 29/04/2006, 12/12/2006. Pagina visitata 1.404 volte dal 21/05/2006. Visite odierne: 1. |
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