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Soluzioni possibili
Vi sono soluzioni alternative alle società fredde o calde? E' possibile fare un esempio di società fredda? Come viene trattata una società fredda da una calda? Società calde e fredde si configurano con caratteristiche antitetiche: ciò che nelle prime è assai sviluppato - suddivisione in classi, sfruttamento dell'ambiente (inteso sempre come natura e individui) accompagnato da un acceso sviluppo tecnologico - è invece ridotto ai minimi termini nelle seconde. Quest'ultime, in un primo momento, sono state considerate ad un livello inferiore nella scala dell'evoluzione umana. In pratica, l'uomo primitivo avrebbe costituito inizialmente delle società di tipo freddo che man mano sarebbero progredite in società calde esemplificando queste, per mezzo del loro avanzamento nelle conoscenze della natura, l'apice dell'evoluzione umana. Questa concezione fu fortemente sostenuta da diversi antropologi inglesi nel momento in cui vennero a contatto con le popolazioni dell'America. La caratteristica di quest'ultime era infatti di organizzarsi in piccole tribù costituendo di fatto società a bassa temperatura, in cui le segregazioni interne erano praticamente inesistenti: Grazie al collettivismo egualitario tra gli Indiani non esistevano, tranne poche eccezioni, caste o classi sociali fornite di diversa dignità o di poteri differenziati. La società era invece articolata in gruppi di peso sociale equivalente […]. 1 La loro necessità di risorse era stata risolta instaurando un rapporto di utilizzo e non sfruttamento dell'ambiente tramite la ricollocazione delle risorse a disposizione: L'economia tribale era così un'economia di distribuzione invece che di accumulazione; ed una delle principali funzioni delle organizzazioni politiche dotate di poteri coercitivi era quella di assicurare l'indispensabile a tutti e di evitare che pochi godessero del superfluo. 2 In questo modo, come abbiamo già visto, una buona distribuzione della ricchezza implicava un basso utilizzo di risorse naturali, escludeva la necessità di sottomissione a livelli schiavistici di individui da parte di altri individui ma, di converso, limitava anche la corsa al progresso tecnologico perché già con minime conoscenze (comunque progredite soprattutto nel campo della medicina) la popolazione aveva di che sopravvivere. Purtroppo proprio le scarse conoscenze tecnologiche e un modo di vita non politicamente organizzato, molto vicino all'ambiente naturale, furono punti utilizzati per discriminare queste popolazioni dalla diversa civiltà che stava arrivando. Così si esprimevano nei loro confronti i conquistatori europei: Gli Indiani sono simili agli uomini primitivi di ciceroniana memoria. Essi non hanno né re, né Dio, né regole, possiedono tutto in comune e vanno coperti di piume come bestie senza ragione, mangiandosi tra loro e appendendo le salme per affumicarle come si fa con la carne di maiale. Essi non hanno norma di nozze, sono sozzi e pubblici come i cani. Le loro frequenti danze sono un chiaro segno di barbarie. 3 Gli Indiani, che non si lasciano affascinare dal progresso, sono lo scandalo della nostra giovane repubblica. E tale scandalo è dovuto alla bigotteria. Da informazioni raccolte sembra che essi nutrano concezioni simili a quelle di Platone e di Filone Alessandrino. 4 La temperie culturale era tutta protesa a dimostrare la superiorità degli europei ai popoli indigeni, 5 fino all'incitamento della loro eliminazione: Dobbiamo trattare con vendicativa serietà questi Indiani, fino all'annientamento delle donne e dei bambini… Più li vedo e più mi convinco che dobbiamo ammazzarne il più possibile in questa campagna [militare], in modo da doverne ammazzare di meno nella prossima. Oppure dobbiamo ridurli ad una specie di mendicanti permanenti e senza speranza, costretti ad elemosinare da noi i mezzi per non crepare. 6 Le conseguenze le conosciamo tutti: le società fredde indiane furono praticamente distrutte dagli uomini delle società calde europee e quelle che sopravvissero furono risparmiate come pezzi museali di un passato selvaggio su cui speculare ancora una volta. Per non dover parteggiare per questo o quel tipo di società dobbiamo prima chiederci cosa rappresentano effettivamente le società calde e quelle fredde. La risposta è che esse sono la risposta all'eterno problema della sopravvivenza; sono soluzioni possibili per il mantenimento della specie, con la sua struttura e cultura. Sono la gazzella rincorsa dal leone: finché trova spazi liberi davanti a sé, corre e si allena sempre più a farlo; quando la corsa viene sbarrata da un ostacolo, non può più solo correre ma deve imparare anche a superare l'ostacolo. E' un'altra soluzione allo stesso problema, ma distinta perché dettata in circostanze diverse. La società fredda permette la sopravvivenza della collettività distribuendo e razionalizzando le risorse; la società calda ne cerca invece continuamente di nuove. Vi sono altre soluzioni al problema delle risorse per una struttura piramidale? Ritorniamo alle figure precedenti per capirlo. Supponiamo che l'ambiente possa fornire l'energia per produrre la ricchezza di valore pari a 56 e non 91. Un metodo potrebbe quello di ridurre l'incremento di ricchezza tra i livelli: utilizzando infatti un valore di 0.363 per tale incremento, si ottiene ancora una piramide della ricchezza di 6 livelli:
Figura 1 L'IdG di questa piramide vale 18.1%: in questo modo abbiamo non solo rispettato l'ambiente ma anche ridotto in maniera drastica la disuguaglianza. 7 Un altro metodo potrebbe essere quello di dilatare i livelli, creando dei buchi di presenza all'interno di essi:
Figura 2 L'incremento di ricchezza tra i vari piani è pari circa a 0.49 e l'IdG si attesta a 23, mentre la ricchezza complessiva rimane ferma a 56. Questi metodi hanno ovviamente diversi riflessi sociali: 1. il primo consente a più persone di accedere a livelli più alti di ricchezza ma poco differenziati 2. il secondo permette invece salti di benessere maggiori ma per un numero minore di individui. Sostanzialmente entrambi raggiungono due scopi fondamentali: contenere entro limiti accettabili sia i valori della disuguaglianza sia lo sfruttamento delle risorse ambientali. Il primo corrisponde al metodo modello già citato, ma è storicamente osteggiato in quanto la vicinanza dei livelli sociali aumenta l'osmosi tra essi, cioè la possibilità di salita ma anche di discesa nella struttura. Le società si conformano al secondo perché in questo i livelli sono più rigidi e salvaguardano le classi benestanti. In questo modo si preferisce allargare la base a più basso reddito, aggiungendo altri elementi poveri pur di non abbassare quelli più in alto. L'accumulazione di ricchezza, concentrando risorse in mano a pochi in barba a un benché minimo senso filantropico, pur rendendo disponibili grandi risorse per la ricerca e il progresso tecnologico, non assicura il benessere collettivo e crea povertà nella popolazione che sta ai livelli base della piramide sociale. D'altro canto, la soluzione del problema della piramide permette di capire le tematiche affrontate da Schumacher e dibattere con meno pregiudizi le questioni legate alle multinazionali. Queste non sono un problema perché espandono il loro governo su più territori, ma per la loro organizzazione interna. Abbiamo infatti visto che anche una struttura sociale non coordinata da una sola piramide (come è invece una multinazionale) ma frazionata in più piccole entità ha comunque i suoi costi, sia ambientali (ricchezza totale) sia sociali (disuguaglianza). La multinazionale invece risulta dannosa in quanto i suoi livelli gerarchici sono tanto distanziati da consentire uno smisurato benessere ai vertici, seguito però da uno sfruttamento abnorme degli strati inferiori e dell'ambiente esterno. Note1 Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 26. 2 Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 24. 3 Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 94. 4 Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 114. 5 Nel 1836 a Boston si tenne un congresso di storici americani sul tema "Per legge di natura i popoli più deboli e arretrati devono cedere il passo a quelli più forti e spiritualmente superiori". Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 134. 6 Cfr. [Popolo degli Uomini] pag. 165. 7 Con le conseguenze che ben conosciamo, come per esempio la riduzione delle tensioni sociali. Note di redazione (statistiche generali)Prima redazione: 29/09/2002. Revisioni: 09/08/2003. Pagina visitata 1.430 volte dal 09/08/2003. Visite odierne: 1. |
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