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666: il numero della 'bestia che sale dalla terra'. Parte prima
Cos'è la gematria? Perché nell'Apocalisse è riportato il numero 666? Il lettore attento si sarà accorto che finora abbiamo evitato di entrare nel merito della spiegazione del numero forse più famoso della storia: Apocalisse 13:18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. Quale nome si nasconde sotto tale "cifra"? Abbiamo già anticipato 370 che gli studiosi associano tale numero all'imperatore Nerone utilizzando la 'gematria'. Attraverso questa tecnica i nomi e le parole vengono rappresentati sommando il valore numerico delle singole lettere che li compongono. 1 Gli studiosi non avvertono che l'espediente trovato per risalire a Nerone conduce al risultato voluto solo attraverso la manomissione di alcuni dati storici acquisiti, che altri più onesti invece ci riportano: [...] addizionando il valore numerico delle lettere ebraiche nelle parole Neron kesar si arriva alla somma 666. Appare però strano che Giovanni, scrivendo in greco a chiese greche ignare della lingua ebraica, si sia servito di questa lingua per indicare il numero della bestia, senza far cenno della cosa. Egli cita altrove, sì, dei nomi ebraici, ma ha cura di avvertirne i lettori Apocalisse 9:11; 16:16. E vero ancora che le chiese d'Asia dovevano contare elementi giudeo-cristiani e che l'apostolo ha potuto affidare oralmente la chiave del mistero a chi dovea recapitar la lettera; ma in quel caso non si spiega che la chiave si sia smarrita del tutto e che gli scrittori del secondo secolo, anche quelli che, come Ireneo, venivano dall'Asia proconsolare, non fossero in grado di spiegare il 666. Si nota inoltre che, per ottener questo numero col nome di Nerone, è necessario scrivere il 'Kesar' con tre consonanti ebraiche invece di quattro, come risulta da iscrizioni e da monete del I secolo che si soleva scrivere. Ristabilendo il iod soppresso si avrebbe 676. Questa soluzione implica d'altronde parecchie cose inammissibili: implica che le teste della bestia siano degli imperatori anziché degli imperi; implica che Giovanni prestasse fede alla voce popolare del ritorno di Nerone, anzi alla sua risurrezione; implica che Nerone rappresentasse agli occhi di Giovanni il futuro anticristo mentre poteva tutt'al più dare un'idea della malvagità e della ferocia dell'uomo del peccato, ma non certo dell'odio dell'apostata contro a Cristo, né della sua audacia bestemmiatrice, né dell'astuzia satanica dell'ultimo gran nemico. 2 Anche senza queste considerazioni, comunque condivisibili, i nostri studi confermano per altre vie che l'identificazione di questa bestia con l'imperatore romano è completamente fuori luogo. Giovanni infatti descrive l'operato della bestia dopo la fine della guerra, quando Nerone era morto e Vespasiano già proclamato suo successore. Perché quindi marchiare i cittadini con il nome di un imperatore che non esisteva più da alcuni anni? Inoltre Giovanni sembra descrivere un fatto noto a molti, in quanto il numero era utilizzato per individuare delle persone e quindi di pubblico dominio tra quelli sottoposti a tale "marchio". Perché poi esigere calcoli tanto complicati tra Giudei che forse l'ebraico neanche lo conoscevano più? L'uso dell'ebraico e dei dialetti fenici ad esso apparentati, parlati nelle vicine città della costa, divenne progressivamente meno frequente nel corso dei secoli; nel 135 d.C. l'ebraico era di fatto una lingua morta, ed anche prima di quella data esso era limitato alla giudea, mentre la Galilea, la Samaria e le zone ad oriente del giordano già usavano l'aramaico. 3 Teniamo conto che Giovanni si rivolgeva a connazionali che abitavano in Asia Minore, ben distanti dalla Palestina: il fatto che l'Apocalisse sia stata scritta in greco ci induce a pensare che i suoi lettori usassero abitualmente questa lingua per comunicare. Avrebbe quindi utilizzato la gematria basata su lettere ebraiche Giovanni per calcolare quel numero? No, anche perché l'identificazione con la persona esatta si sarebbe persa in ben poco tempo: chi mai sarebbe stato capace di capire, se non i pochi che conoscevano ancora l'ebraico, il nome rappresentato con quel numero? Ma se pensiamo di risalire a monte all'inventore di quel numero, cioè alla persona che "marchiava" gli schiavi ebrei con il suo nome, l'associazione sarebbe forse più semplice? Note di redazione (statistiche generali)Prima redazione: 28/12/2004. Revisioni: 05/02/2006. Pagina visitata 4.810 volte dal 08/01/2005. Visite odierne: 1. |
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