Stefano ritrovato?

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Chi, oltre agli Atti, riporta il racconto del martirio di Stefano?

Fin dall’inizio, avevamo trovato molto strano che un uomo con un nome greco potesse essere un autorevole capo della chiesa fondata da Gesù, addirittura nel 36 come ipotizzano gli esegeti. Una possibilità davvero poco credibile, a nostro avviso, avendo appurato, grazie all'Apocalisse di Giovanni, quanto Gesù fosse legato agli ambienti Zeloti, i più integralisti e intolleranti verso infiltrazioni straniere, a tutti i livelli. Supponiamo poi che tutta la storia raccontata dagli Atti sia stata scritta quando Paolo non c'era più, per difenderne e propagandarne l'immagine ai nuovi adepti che non l'avevano conosciuto, allora è verosimile che la sua composizione sia avvenuta alla fine del I secolo 336 se non addirittura dopo. A questo punto non ci resta che valutare come fosse possibile che l'autore e i suoi lettori si ricordassero di un personaggio lapidato dal Sinedrio più di 60 anni prima, se questi non era salito alle cronache del tempo in cui accaddero i fatti narrati. Stefano deve essere stato cioè un soggetto noto anche ad altri autori dell'epoca, vista la drammaticità dei fatti occorsigli e l'ampio spazio dedicato al suo discorso. Insomma, è possibile trovare la figura di Stefano in un autore storico come Flavio Giuseppe? Eccoci accontentati:

Alcuni sediziosi rivoluzionari incontrarono Stefano, schiavo di Cesare, lungo una via pubblica, lontana dalla città circa cento stadi e lo spogliarono di tutto quanto aveva. 1

Forse ci può essere utile sapere che a seguito di questo atto dei ribelli, i Romani aprirono una vera e propria caccia al giudeo così descritta dallo storico:

Quando Cumano ne venne a conoscenza, mandò subito dei soldati con l'ordine di saccheggiare i villaggi vicini e portargli, in catene, gli uomini più autorevoli di quei villaggi, di modo che potesse esigere una giusta vendetta per l'affronto fatto. 2

Ma le coincidenze di episodi narrati dagli Atti e da Giuseppe Flavio non finiscono qui: v'è da aggiungere che lo storico descrive subito dopo le discordie che scoppiarono tra Giudei e Samaritani, abitanti delle stesse regioni nominate dall'autore degli Atti come luoghi in cui si dispersero i perseguitati. Giova ora far notare almeno due aspetti sui fatti narrati dallo storico ebraico:

- Questo Stefano è l'unico nominato addirittura in entrambe le opere a noi pervenute, a testimonianza del fatto che lo storico stava narrando qualcosa di comunemente conosciuto e ben inserito nelle vicissitudini dell'epoca

- La disavventura di questo schiavo dell'imperatore si svolse quando nella Giudea era governatore Ventidio Cumano e quindi tra il 48 e il 52 d.C. 3

Difficile ritenere che l'autore degli Atti non si stesse riferendo proprio a questo Stefano nel suo racconto che ma a noi permette di delineare meglio tanto le intenzioni che l'ambiente che il nostro autore doveva narrare ma allo stesso tempo camuffare:

- L'autore, che sta parlando a degli schiavi per lo più pagani, utilizza come esempio di martire proprio uno di essi, un servo dell'imperatore, la cui triste vicenda era ben nota vista la reazione che scatenò nei governatori dell'epoca

- Ad uccidere quello schiavo furono una banda di 'briganti', un termine spesso usato da Giuseppe Flavio per designare i rivoltosi anti-romani. Lo spirito anti-giudaico che pervade tanto gli Atti che le Lettere di Paolo si conferma quindi come il più mistificato disprezzo della 'filosofia zelota', mai citata secondo la collaudata tecnica che se 'si nomina il diavolo ne spuntano le corna'

- Probabilmente quel servo non fu ucciso, come ci racconta Flavio Giuseppe, da qui quel particolare finale di Atti 7:60 già commentato nel capitolo precedente

- La collocazione temporale degli avvenimenti è già almeno 12 anni più avanti di quanto ipotizzano gli esegeti, e questo sposta più verso la I guerra giudaica anche le azioni di Paolo.

Per gli increduli, ma soprattutto per gli amanti della verità, dobbiamo però anticipare che le sorprese che ci riserverà il nome di Stefano sono appena cominciate.

Note


1 Cfr. [Antichità giudaiche] 20:5.4(113) e anche [Guerra giudaica] 2:12.2(228).

2 Cfr. [Antichità giudaiche] 20:5.4(114) e anche [Guerra giudaica] 2:12.2(229).

3 Cfr. [Commentario] 75:142.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 19/08/2004. Revisioni: 18/09/2004, 29/12/2006, 11/08/2007, 22/07/2008.

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