Analisi numeriche

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Come compaiono i temi 'cattolici' nel Nuovo Testamento?

Il credo del Cristianesimo si basa sostanzialmente sulla figura di Gesù, figlio di Dio risorto per salvare i peccati dell'umanità. Vediamo come questo concetto compare nei vari testi:

1 Atti

2 Lett. Paolo

3 Lett. Catt.

4 Apoc.

Vangeli

1+2+3+4

Signore Gesù

14

15

0

2

2

31

318%

151%

0%

94%

14%

169%

Salvatore Gesù Cristo

0

1

4

0

0

5

0%

67%

1366%

0%

0%

180%

Salvatore + altro

2

12

7

0

3

21

62%

167%

498%

0%

28%

157%

Cristo + altro

26

396

54

7

49

483

37%

248%

173%

20%

21%

163%

Figlio di Dio

1

8

7

1

27

17

17%

61%

272%

35%

138%

69%

Dio Padre

18

4

0

0

22

0%

273%

311%

0%

0%

180%

[risurrezione]

26

59

3

2

70

90

122%

123%

32%

19%

99%

101%

[peccato]

8

130

46

3

86

188

22%

159%

288%

17%

71%

123%

Tabella 1

Nella tabella sono riassunte in un’unica riga tutte le ricorrenze che riguardano la risurrezione (parole come risorto, risurrezione, ecc.) e in un'altra quelle del peccato (peccati, peccatori, peccare, ecc.). Vediamo ora di analizzare queste ricorrenze suddividendole in gruppi.

1.1.1.1. Gesù: Signore, Cristo e Salvatore

Gesù è "Signore" soprattutto nelle Lettere di Paolo e negli Atti. È "Salvatore" in primis nelle Lettere, ma non in quella di Giacomo. Messia, cioè "Cristo", è invece maggiormente presente nei testi non evangelici, come d'altronde per tutti questi attributi.

1.1.1.2. Gesù: Figlio di Dio Padre

Dio Padre è una locuzione che troviamo più o meno solo nelle Lettere, anche se il concetto viene utilizzato nel Vangelo di Giovanni. La denominazione di "Figlio di Dio" è invece molto radicata nei Vangeli mentre nelle Lettere compare solo nella I Lettera di Giovanni e nella Lettera agli Ebrei.

1.1.1.3. Gesù: risorto per i nostri peccati

I termini che si riallacciano alla risurrezione sono una prerogativa bilanciata tra tutti i testi. Al di fuori dei Vangeli prevalgono su tutti gli Atti e le Lettere di Paolo; nell'Apocalisse infatti non si fa riferimento a Gesù risorto (se non in modo ambiguo nel prologo) e nelle Lettere cattoliche solo la I di Pietro lo cita. Il concetto di peccato è invece ben espresso nelle Lettere.

1.1.1.4. Considerazioni

Tutti i dati a disposizione sembrano configurare una successione di scritti in cui i Vangeli compaiono quasi alla fine, anticipando solo gli scritti attribuiti a Giovanni. Sembra che quindi prima si sia sviluppata la Teologia cristiana, soprattutto per mezzo di Paolo, e poi la narrazione della vicenda di Gesù. Non c'è quindi da stupirsi se i fatti storici furono, come già visto ad esempio in 322 , deformati e i testi interpolati per riadattare la memoria di ciò che era accaduto alle idee dei predicatori. In questo modo si spiega perciò gli ambigui elementi di storicità che abbiamo ritrovato nei Vangeli, dato che i loro racconti erano stati modificati per supportare le convinzioni di chi andava in giro ad annunciare la "buona novella", cioè il "Vangelo". A questo punto non possiamo più fermarci ma dobbiamo cercare di approfondire la conoscenza delle idee e dei personaggi che, nella vicenda cristiana, hanno seguito la passione di Gesù.

Il tragitto riserverà non poche sorprese.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 13/12/2003. Revisioni: 07/08/2004, 29/12/2006.

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