DEI RICCHI

Dal tempio alla resurrezione

 

. P 15/05/2004. E 12/01/2003. U 28/02/2004.

Quale parte della vita di Gesù sembra meglio raccontata dal punto di vista cronologico?

Gli studiosi da tempo sembrano essersi ormai rassegnati a non ritenere più i Vangeli come testi storici su cui basare le proprie ricerche:

Non che essi [i Vangeli], questo compreso [quello di Giovanni], siano scritti strettamente storici. Di fatto l'intenzione degli autori è quella di presentare specifici ritratti "teologici" di Gesù, frutto della loro comprensione di fede […]. [1] Ma in questo quadro teologico d'insieme i sinottici sono trasmettitori di tradizioni più antiche, anch'esse conservate a scopo di edificazione e maturazione dei credenti, spesso trasformate nel processo attualizzante e, a volte, create ex novo, soprattutto nei detti di profeti cristiani che parlavano nelle assemblee ecclesiali in nome del risorto. […] Marco, Matteo e Luca hanno rielaborato teologicamente in proprio le tradizioni su Gesù in loro possesso. [2]

Informazioni "conservate", "trasformate", "create ex novo" e, in una parola "rielaborate": cosa ci rimane allora di tutto questo per poter distinguere i fatti dalla fantasia?

Finora ci siamo soffermati sulla parte centrale della vita di Gesù, ma che dire delle altre due? Per quanto riguarda la prima non ne siamo interessati: in essa abbiamo posto il prologo costituito da commenti vari che ci tramandano ancora il pensiero dei narratori ma non i fatti accaduti. Poi vi sono le due genealogie di Matteo e Luca, entrambe coincidenti solo per alcune parti, e che a noi non interessano come fatti e tanto meno sembra interessassero ai primi cristiani se nella Prima Lettera a Timoteo leggiamo che bisognava

non badare più a favole e a genealogie interminabili, che servono più a vane discussioni che al disegno divino manifestato nella fede. (1Timoteo 1:4)

Poi vi sono gli episodi dei re Magi, dell'eccidio dei bambini da parte di Erode ecc. Per tutti vale quanto devono ammettere già gli studiosi di parte cattolica:

Una fosca nube impenetrabile avvolge gli anni della sua formazione e vita privata fino a quando entrerà pubblicamente in scena, si ritiene sui trent'anni: nulla infatti ci è stato trasmesso in merito. Lo stesso episodio del suo pellegrinaggio di dodicenne alla città santa, smarrito e poi ritrovato dai genitori nell'area del tempio (Lc 2,41-50), non può certo rivendicare valore storico: è un aneddoto creato dall'evangelista per mostrarne la dignità di figlio di Dio dedito alla causa del Padre celeste e libero dai vincoli familiari terreni. [3]

Non ci rimane che riporre le nostre speranze nella terza e ultima parte della sua esistenza, per la quale costruiamo infatti la sequenza temporale degli episodi come ce li hanno trasmessi gli evangelisti:

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Immagine pagina

Figura 1

 

Non poteva stupirci di più questo diagramma cronologico, soprattutto se confrontato con quelli della seconda sezione più sopra riportata {279}: a parte qualche sbavatura qua e là, sembra che gli evangelisti abbiano proprio mantenuto le stesse coordinate temporali, la stessa successione degli eventi.

Gli autori di questi testi tante cose sembrano aver rielaborato, ma di meno di tutte la parte che va dall'ingresso a Gerusalemme per la Pasqua fino a quella della risurrezione. Questo almeno dal punto di vista cronologico, perché quello della autenticità dei racconti dobbiamo ancora verificarlo. Tutto questo è giustificabile se pensiamo che:

-          la predicazione di Gesù (seconda parte) è avvenuta in un lasso di tempo molto più ampio di quello della sua ascesa e morte a Gerusalemme: da 1 a 3 anni (secondo la tradizione) rispetto alla settimana o poco più della terza parte

-          La "passione" e "morte" sono due eventi la cui tragicità supera di molto tutti gli altri racconti, per cui più facilmente questi ultimi episodi si sono fissati nella memoria dei testimoni.

Se qualcosa di storico dobbiamo cercare, allora sicuramente la terza parte della vita di Gesù ci può dare maggiore soddisfazione: la corrispondenza cronologica dei racconti ne è una buona prova, anche se non sufficiente e discriminante.


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[1] Cfr. Gesù Galileo]" title="Barbaglio Giuseppe 'Gesù ebreo di Galilea', Bologna, EDB, 2002.">[Gesù Galileo] pag. 56.

[2] Cfr. Gesù Galileo]" title="Barbaglio Giuseppe 'Gesù ebreo di Galilea', Bologna, EDB, 2002.">[Gesù Galileo] pag. 57.

[3] Cfr. Gesù Galileo]" title="Barbaglio Giuseppe 'Gesù ebreo di Galilea', Bologna, EDB, 2002.">[Gesù Galileo] pag. 87-88.