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Quando e chi ha scritto il 'Vangelo di Matteo'?

Secondo gli studi cattolici 1 il vangelo di Matteo dovrebbe essere stato scritto in Palestina o in Siria. La lingua originaria dunque sarebbe stata l’aramaico, ma:

A quest’ultima lettura si oppone però l’opinione di gran parte degli studiosi moderni che considerano il vangelo di Matteo non una traduzione dall’ebraico o dall’aramaico, ma un testo scritto originariamente in greco. 2

La versione pervenutaci è scritta in greco, e sarebbe stata composta attorno al 70-80 d.C..3 Per sostenere la teoria di una prima stesura in aramaico e poi in greco, gli studiosi di fede cristiana si rifanno a quanto viene tramandato dai primi cristiani:

Papia, vescovo di Ierapoli nella Frigia, il quale fioriva verso l'anno 115, in una sua opera, ora perduta, raccontava così almeno dicono Ireneo ed Eusebio che Matteo compose gli oracoli in lingua ebraica, e che ognuno li interpretava come meglio poteva. Ireneo, vescovo di Lione verso l'anno 180, dice: «Fra gli Ebrei, Matteo pubblicò un Vangelo scritto nella propria loro lingua». Panteno narra Eusebio, andò nelle Indie, e quivi trovò il Vangelo di Matteo scritto in ebraico. Girolamo, narrando questo fatto, presso a poco come Eusebio, aggiunge che Panteno, tornando in Alessandria, portò seco il detto Vangelo. Origene dice è ancora Eusebio che lo riferisce, che il primo Vangelo fu scritto da Matteo, e che questi, avendolo composto in ebraico, lo diede alla luce per i credenti giudei. L'opinione propria d'Eusebio è che Matteo, avendo spesa la prima parte del suo ministerio nel predicar e agli Ebrei, lasciò loro un Vangelo nella loro lingua, quando si rivolse ad altri popoli. Girolamo, che fioriva nel quarto secolo, ci dice Commentario sopra Matteo 12:13: «Matteo compose primieramente un Vangelo per i Giudei in lingua ebraica e con caratteri ebraici. Chi lo traducesse poi in greco non può venir con certezza determinato». Ammettendo che Matteo abbia redatto i Loghia cioè non i discorsi, ma gl'insegnamenti divini di Gesù in lingua aramaica, è evidente che quegli insegnamenti hanno dovuto esser posti, in quel Vangelo primitivo, nel relativo loro quadro storico, il che implica che quell'opera, se anche non fosse identica per sostanza col Vangelo che possediamo, dovea contenere gli elementi storici atti a lumeggiare il senso e l'importanza degli insegnamenti del Cristo. Resta però il problema relativo alla redazione del Vangelo greco, il solo che la Chiesa antica abbia riconosciuto, o addirittura conosciuto. L'ipotesi più in voga attualmente intorno a codesta questione, ammette che «esisteva uno scritto dell'apostolo Matteo in lingua aramaica, e che questo scritto è entrato come parte fondamentale nel primo Vangelo». Un evangelista giudeo ellenista, rimasto ignoto, avrebbe poi incorporato lo scritto di Matteo, tradotto in greco, in una narrazione storica arricchita di elementi attinti ad altra fonte. L'antichità, però, non sa nulla di questo «evangelista». Molti perciò si attengono alla opinione che Matteo stesso il quale, come agente di dogana, dovea possedere una certa coltura, abbia, nella seconda parte della sua carriera, composto egli stesso il Vangelo greco traducendo e completando la sua prima opera aramaica meno atta ad una estesa circolazione fra i giudeo-cristiani sparsi nel mondo." 4

Le testimonianze riportate sono piuttosto lontane nel tempo, rispetto al periodo in cui visse Gesù e, a meno che non venga ritrovato un esemplare in aramaico originario, le congetture possono far propendere per qualsiasi ipotesi. Non è comunque privo di ripercussioni il sostenere che i Vangeli non sono stati scritti nella lingua degli Ebrei, non ultima il fatto che si potrebbe pensare che non vi siano stati allora testimoni oculari a redigere la storia di Gesù. E se non vi sono stati questi testimoni sulla base di cosa crediamo a tutto quello che ci dicono?

L’aramaico e il greco del resto sono due lingue ben differenti e la traduzione stessa potrebbe così averne risentito: ne è un esempio l'uso del termine "fratelli" intendendolo come "cugini" di Gesù, un particolare non trascurabile visto che a seconda di come lo si traduca il termine avvalla o meno l’idea che Gesù fosse figlio unico.

Sono quindi giustificati i dubbi che l'autore possa essere stato effettivamente l'apostolo di Gesù indicato in Marco 2:14?

Note


1 Cfr. [Bibbia1] pag. 1518.

2 Cfr. [Christianismus]

www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=42|}.

3 Cfr. [Bibbia1] pag. 1518.

4 Cfr. [LaParola] Commentario ai Vangeli.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 12/01/2003. Revisioni: 28/02/2005, 29/12/2006.

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