Introduzione a Gessio Floro

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A quale sinistro figuro era imputata la causa delle disgrazie degli Ebrei da Giuseppe Flavio?

La propaganda di Eusebio è chiaramente di parte. Se infatti sui Giudei si abbatté qualche vendetta questa non fu certamente divina, ma propiziata proprio dal comportamento del "falso profeta" stesso.

I Giudei erano evidentemente tanto "stressati" dalla sottomissione di questo pretendente "re" che non poterono che "ribellarsi" ai suoi soprusi. È probabile che questa ribellione sia stata domata in un modo così cruento da rimanere impressa e quindi da dover essere "rivisitata" storicamente, per riabilitare la memoria di un uomo noto per le sue efferatezze.

Dopo tutte le pagine che abbiamo presentato a favore delle nostre tesi, noi non avremmo bisogno di altre prove per sostenerle nuovamente. Ma una rilettura delle opere di Giuseppe Flavio ci ha posto di fronte a brani che sembrano nascondere proprio le gesta del "falso profeta" da noi riassunte in 1176. Per presentare questa ennesima scoperta partiamo da una lampante discrasia del racconto di Eusebio già citata in691, dove il falsario cristiano riporta una frase di Giuseppe Flavio che effettivamente non compare nella sua opera giunta a noi:

20. Giuseppe, naturalmente, non esitò a confermare questa opinione, precisando nei suoi scritti: "Tutto questo capitò ai Giudei per punirli di ciò che fecero a Giacomo il Giusto, che era fratello di Gesù detto il Cristo, e fu ucciso dai Giudei malgrado fosse giustissimo" 1

E aggiungiamo a questa citazione altre due frasi rinvenibili invece proprio negli scritti dello storico giudeo:

[Da "Guerra Giudaica" Libro I:20] dopo la morte di Erode, il popolo si ribellò al tempo in cui Augusto era imperatore dei romani e Quintilio Varo governava la regione; come nel dodicesimo anno del regno di Nerone scoppiò la guerra, e i fatti avvenuti sotto Cestio e i successi ottenuti dai giudei nei primi scontri.

[Da "Antichità Giudaiche" Libro XX:257] Che si può dire di più? Era Floro che ci costringeva alla guerra contro i Romani, perché preferivamo perire insieme piuttosto che a poco a poco. La guerra, infatti, ebbe inizio nel secondo anno dell'amministrazione di Floro e nel ventesimo anno del regno di Nerone.

In questi due brani vengono riportate due diverse date in cui dovrebbe essere iniziata la guerra contro i Giudei: nel XII e nel XX anno del regno di Nerone. Anche se la seconda data non è conciliabile con la prima, per il fatto che Nerone regnò solo tredici anni, giocoforza ci si chiede: viene forse ricordata perché fa riferimento a una guerra giudaica scoppiata molti anni dopo e di cui non abbiamo notizia?

Difficile a dirsi, tanto che il curatore dell'opera non riporta alcun commento a questo evidente "errore" di Giuseppe Flavio. Lo storico difatti non è esente da eclatanti "sviste", anche se per noi sono tutt'altro che semplici "distrazioni" 1173.

"Antichità Giudaiche" non è interessante però solo per questa incongruenza cronologica, ma anche perché in quest'opera Giuseppe Flavio si lascia andare proprio a delle considerazioni che tanto piacevano ad Eusebio:

Libro XX:252 - XI, I. - Gessio Floro, inviato da Nerone quale successore di Albino, portò al colmo le molte disgrazie dei Giudei. Costui era nativo di Clazomene e portò con sé la moglie Cleopatra che quanto a cattiveria non era da meno di lui. Fu sotto l'influsso di lei che egli ottenne il posto in quanto era amica di Poppea, moglie di Nerone. Libro XX:253 Floro era tanto malvagio e arbitrario nell'esercizio della sua autorità che i Giudei, per la loro estrema miseria, lodavano Albino come un benefattore. Libro XX:254 Quest'ultimo infatti, teneva nascosta la sua infamia e prendeva precauzioni per non farsi scoprire, ma Gessio Floro, come se fosse stato mandato per fare mostra della sua cattiveria, ostentatamente sfoggiava la sua infamia nel comportamento verso la nostra nazione, non risparmiando alcuna forma di ruberie e di ingiusti castighi. Libro XX:255 Non conosceva la pietà, nessun guadagno lo saziava, era una persona che ignorava la differenza tra i guadagni più grandi e i più modesti, tanto che si associava persino ai briganti. La maggior parte del popolo seguiva questo arbitrio senza inibizioni, poiché non aveva dubbi sulla impunità purché a lui andasse la parte del bottino a lui spettante. E questo non aveva alcuna misura. Libro XX:256 I Giudei, infelici, non potevano sopportare la dilapidazione delle loro sostanze fatta dai ladri ed erano tutti costretti ad abbandonare i loro paesi e fuggire altrove, pensando che avrebbero vissuto meglio tra i gentili, non importa dove. Libro XX:257 Che si può dire di più? Era Floro che ci costringeva alla guerra contro i Romani, perché preferivamo perire insieme piuttosto che a poco a poco. La guerra, infatti, ebbe inizio nel secondo anno dell'amministrazione di Floro e nel ventesimo anno del regno di Nerone.

Ci pare che questo Gessio Floro, introdotto da Giuseppe Flavio come causa delle disgrazie dei Giudei, meriti delle puntuali osservazioni, vista la somiglianza di certe sue caratteristiche con quelle del "falso profeta" 1141. Anche perché il suo nome ci ricorda Iesse, presente nella genealogia di Gesù 629 e nelle invocazioni all’illuminato dell’Apocalisse di Adamo 909.

Note


1 Cfr. [Storia Ecclesiastica] 2:23.20.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 07/02/2008.

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