Protovangelo di Giacomo (The Protevangelium of James)

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Cosa capitò al padre di Giovanni Battista che non è raccontato nei vangeli canonici?

S: narra della natività di Maria e delle azioni di Gesù fino alla morte di Erode l’infanticida. Ambivalenti utilizzi e scambi di nomi. Uccisione di Zaccaria, padre di Giovanni.

1 2 3 Questo scritto è noto anche con il titolo di "Natività di Maria e di Gesù - codice Hereford".

Il racconto inizia con una presentazione dell'autore:

(H)* Io, Giacobbe, figlio dell'artigiano Giuseppe, fui presente e vidi tutte queste cose, e scrissi questa storia ringraziando Dio che mi diede sapienza e intelletto nella storia delle dodici tribù dei figli di Israele.

Ovviamente Giuseppe era il presunto padre di Gesù, ma un suo figlio di nome Giacobbe non compare nel Nuovo Testamento. Dobbiamo però tener conto che, secondo i canonici 824, Giacomo era un altro fratello di Gesù, e il nome di quest'altro fratello deriva dal più antico "Giacobbe", semplicemente utilizzando una storpiatura della dicitura greca: da Iakôb (Giacobbe) a Iakôbos (Giacomo). Giacobbe, secondo Matteo, dovrebbe invece essere il padre di Giuseppe 629, ma si sa che di fronte alle manipolazioni evangeliche tutto è possibile.

Ritornando al testo, la prima parte racconta della natività di Maria dal padre Gioacchino (infecondo ma poi miracolato da Dio) e dalla madre Anna.

Proseguiamo comunque fino ad incontrare il passo in cui viene appurata la verginità di Maria, "post partum":

(H77) Ed ecco che mentre se ne andavano si fece loro incontro un'altra ostetrica di nome Salome. Zelam le dice: "Ho una cosa nuova da dirti, Salome!". E lei: "Di che si tratta?". L'altra rispose: "Oggi ho visto una vergine che ha dato alla luce un figlio maschio e gli elementi naturali della vergine son rimasti integri e chiusi, cosa che finora non fu mai vista né udita nel mondo".

Come si nota, il nome dell'ostetrica che ascolta è a noi ben noto: Salome 825. Ma la frase che più ci interessa è la seguente, quando questa Salome si avvicina a Gesù per guarire miracolosamente una sua malattia:

(H79) Subito Salome si avvicinò alla mangiatoia ove il bambino giaceva coricato e, prostrata a terra, prima l'adorò e poi disse con paura: "O nato re Signore, redimi me dalle calunnie degli uomini affinché meriti di annunziare la tua gloriosa venuta in questo mondo (…)."

Viene da chiedersi: quali calunnie si era meritata questa donna? Ovviamente quella di aver partecipato alla decapitazione di Giovanni il Battista 601, ma anche di tutte quelle che la letteratura rabbinica dell'epoca ci ha tramandato 735, sapendo che lei si faceva passare per Maria, la madre del "falso profeta".

Anche in questo "vangelo" si legge di Giuseppe che accoglie i "re magi" assieme a Simeone (addirittura aggiungendo qualche notizia che rasenta il polemico):

Giuseppe disse allora a Simeone: "Sta attento diligentemente e guarda quello che vogliono fare questi pellegrini". Mentre osservava, Simeone disse: "Padre, ecco che, entrati, adorano il bambino, si sono prostrati a terra, e ognuno di loro bacia i suoi piedi, ed ecco che, aperti i tesori che portavano seco, gli offrono i doni". E Giuseppe domandò: "Che offrono?". Simeone rispose: "Ritengo che si tratti dei doni mandati dal re Erode; infatti offrono oro, incenso e mirra. Ma offrono doni anche a Maria". Giuseppe disse: "Questi pellegrini, che da nazioni lontane sono venuti qui, si comportano meglio dei pastori della nostra gente, entrati qui gratis, senza doni".

Si noti comunque che:

- Simeone è figlio di Giuseppe come lo è Giacobbe (Giacomo)

- È Erode che manda i doni

- Questi pellegrini vengono considerati "migliori" dei "pastori" compaesani.

Poi i Magi ci raccontano della stella cometa:

(H94) (…) Questa stella, infatti, sorse e ci apparve per la prima volta il giorno della nascita di questo ragazzo e, senza uscire dalla traiettoria, compiva da sola il giro del polo celeste, non come queste stelle che restano fisse sul firmamento.

Più avanti leggiamo anche un brano su Erode che uccide il padre di Giovanni Battista, Zaccaria, utilizzando un racconto che ricorda benissimo quello da noi analizzato in 653 .

A riguardo il protovangelo di Giacomo aggiunge le seguenti informazioni:

(24, 3) (…) Lo vennero a sapere tutte le tribù del popolo, che lo piansero e fecero cordoglio per tre giorni e tre notti. (4) Dopo i tre giorni, i sacerdoti deliberarono chi mettere al suo posto, e la sorte cadde su Simeone. Questo, infatti, era colui che era stato avvisato dallo Spirito santo che non avrebbe visto la morte fino a quando non avesse visto il Cristo nella carne.

Come pure queste altre sull'attività di Giacomo, che hanno, come le precedenti, attinenza con le vicende del "falso profeta" di cui tanto Giacomo che Simone erano i nomi tramandati:

(25, 1) Alla morte di Erode, essendo sorto a Gerusalemme un trambusto, io Giacomo, che ho scritto questa storia, mi ritirai nel deserto, fino a quando cessò il trambusto a Gerusalemme, glorificando il Padrone Dio che mi ha concesso il dono e la saggezza per scrivere questa storia. (2) La grazia sarà in coloro che temono il Signore nostro Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Note


1 Cfr. [Sabato].

2 Cfr. [Ccel.org] www.ccel.org.

3 Cfr. [Vangeli apocrifi] pag. 5.

Note di redazione (statistiche generali)


Prima redazione: 27/03/2007. Revisioni: 31/07/2008, 17/10/2009.

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