DEI RICCHI

Le menzogne di Paolo Orosio

 

Come riesce Orosio a falsificare i dati storici?

Per noi è ovvio che un autore cristiano quale Orosio era - che tra l'altro sta scrivendo, come altri suoi predecessori, un'ulteriore noiosa opera contro qualcuno (in questo caso i "pagani") - non poteva che farcire le buone storie degli antichi con le sue farneticazioni, per far tornare la verità come meglio gli aggradava.

Citando questo falsificatore vorremmo spezzare una lancia contro la vanitosa presunzione di chi si ritiene debitore degli amanuensi cristiani per averci tramandato le opere dell'antichità. Secondo noi il loro fine non fu sempre così filantropico, o se lo fu ne derivò "di seconda mano". Essi erano infatti principalmente preoccupati a scovare e correggere resoconti storici che avrebbero inficiato le loro invenzioni. Nel caso di Orosio non va certamente imputata al caso la mancanza - nel manoscritto più antico della sua opera datato al V-VI secolo cioè molto prossimo alla data di composizione - proprio del libro VII, quello che contiene tutte le vicende cristiane a noi note. 1 La "ricopiatura" dei manoscritti antichi non avvenne come una "fotocopia" ma i cristiani, quando non fecero scomparire le parti più pericolose {P|844|}, infarcirono talvolta i testi di tanti e tali corbellerie che la possibilità di leggere la "verità" storica può oggi avvenire solo a prezzo di interminabili fatiche, come le pagine di questo sito dimostrano.

[Il resto del documento è leggibile nel libro pubblicato]