DEI RICCHI

In difesa degli Ebrei

 

. P 11/03/2007. E 22/02/2007.

Quale secondo fine trapela dalle proposte di Reuchlin?

Vogliamo ora far notare come Reuchlin in particolar modo, ma anche Atwill, anche se con minore forza, palesano un mal celato tentativo di nascondere un secondo fine con le loro teorie.

Secondo noi Reuchlin, in particolare, "inventandosi" il personaggio romano di Ario Pisone e facendolo coincidere con lo storico giudeo Giuseppe Flavio, non fa altro che allontanare la nascita del Cristianesimo dalle mani di un ebreo, lo storico citato, ponendola in quelle di un ignoto impostore facente comunque parte di una famiglia romana. Sembra che questo autore abbia caro il fine di far sparire qualsiasi responsabilità che potrebbe ricadere sugli Ebrei per il successo avuto dal Cristianesimo come religione "globalizzatrice". Tentativo secondo noi maldestro, ma che chiaramente trapela dalle parole dello stesso Reuchlin:

We Jews and Church Leaders have known since the beginning of Christianity that it was synthesized by the Roman Piso family for the purpose of maintaining control over the masses and to placate slaves. And, this is why we Jews are the “Chosen People" and why we have endured so much for so many years; we are witnesses to the lie. Our ancestors wrote what they could about this in our texts.[1]

Concordiamo nel ritenere il Cristianesimo una religione creata ad arte per "mantenere il controllo sulle masse e placare gli schiavi". È vero altresì che gli Ebrei sono, o almeno potrebbero essere, testimoni delle falsità cui ormai siamo avvezzi. Basta leggere i libri Sibillini, in parte composti da giudei {774}, oltre a diversi passi del Talmud  {1317} come pure di altra letteratura apocrifa a loro attribuita {702}.

Ed è pur vero che a causa di questa loro conoscenza furono perseguitati per secoli. Ma quali Ebrei?

Gli Zeloti e gli Esseni, fatti spariti dalla faccia della storia, o anche gli aristocratici che si salvarono dalla distruzione della loro nazione proprio rifugiandosi tra le mani degli imperatori romani {618}?

Questa fretta di fare di "ogni erba un fascio" lascia poco spazio all'obiettività, nascondendo anche il fatto che proprio il messianismo conquistatore ha una forte, se non addirittura unica, matrice ebraica. Si legge infatti proprio nella stessa opera di Giuseppe Flavio quanto negli Ebrei dell'epoca serpeggiasse la voglia di prendere in mano lo scettro del mondo:

Ma quello che maggiormente li incitò alla guerra fu un'ambigua profezia, ritrovata ugualmente nelle sacre scritture, secondo cui in quel tempo uno proveniente dal loro paese sarebbe diventato il dominatore del mondo. Questa essi la intesero come se alludesse a un loro connazionale, e molti sapienti si sbagliarono nella sua interpretazione, mentre la profezia in realtà si riferiva al dominio di Vespasiano, acclamato imperatore in Giudea. Tutto ciò sta a dimostrare che gli uomini non possono sfuggire al loro destino nemmeno se lo prevedono. Così i giudei alcuni presagi li interpretarono come a loro faceva piacere, altri non li considerarono, finché la rovina della patria e il loro sterminio non misero in chiaro la loro stoltezza.[2]

Per stare dalla parte dei Romani, Giuseppe Flavio non esitò ad interpretare la profezia a favore di questi, ma effettivamente messa in atto da lui stesso, un "megalomane" che incarnò i sentimenti di dominio almeno di una parte del popolo ebraico. L'unico "inghippo" fu che, pur di presentarsi alle genti come "dio" universale, si adoperò in tutti i modi fino ad "abiurare" le tradizioni del suo popolo.

Questo tentativo di Reuchlin di addossare solo ad una famiglia romana tutte le macchinazioni all'origine della nuova religione invece che aiutare nella ricerca della verità, sminuisce un po’ il suo comunque apprezzabile, per i motivi già visti {879}, lavoro.

 



[1] [International Roman Piso Website].

[2] [Guerra Giudaica] 6:5.4(312-315).