DEI RICCHI

Introduzione a ‘Radici cristariane – Le origini’

 

15/01/2015

Se non fosse stato ancora una volta un utente del Web a suggerirci la lettura degli “Annali Ecclesiastici” di Cesare Baronio, questo libro non avrebbe visto la luce. Terminati i precedenti infatti non trovavamo altre fonti degne di interesse per ulteriori approfondimenti storici. Invece di materiale ve ne era ancora molto e il nostro impegno veniva nuovamente chiamato alla prova. Si trattava solamente di proseguire nel percorso tracciato andando oltre il secolo I della nostra èra.

Nuovi secoli da scoprire

Il cardinale Cesare Baronio non è uno scrittore che possa precisamente definirsi antico, cioè coevo o poco più dei fatti riportati nelle sue memorie, però la sua opera è importante per il metodo cronologico in cui è scritta e i riferimenti bibliografici che riporta. Grazie agli scritti di questo ecclesiastico, è possibile farsi un’idea degli avvenimenti dal I secolo ai successivi, prestando però la dovuta attenzione alla ovvia faziosità di chi li scrisse.

Baronio e il primo secolo cristiano

Nel tentativo di giustificare tutta la storia cristiana delle origini, Baronio aggiunge altre informazioni che a volte non sono considerate dagli studiosi. Queste notizie rivestono però una grande importanza per il modo e i particolari che il cardinale riporta a sostegno della sua propaganda. Lasciandosi sfuggire elementi confermativi delle tesi da noi sostenute partendo da altre fonti.

Il cristianesimo tra II e III secolo

Gli insegnamenti che vengono normalmente impartiti sul cristianesimo delle origini non danno molta importanza a questi secoli, preferendo concentrare l’attenzione sullo sviluppo religioso da Costantino in poi. Invece è proprio a partire dall’imperatore Adriano che i cristiani cominciarono a tessere la rete in cui sarebbe caduto l’Impero romano per soggiogarlo ai loro interessi. Facendo eleggere di conseguenza imperatori favorevoli alla nuova “superstizione”. La Chiesa ha saputo nascondere questa sua ascesa tramite l’invenzione di figure mai esistite di presunti teologi e papi. Figure che nascondevano non solo gli stessi imperatori ma anche gli autori dei testi che poi saranno definiti “sacri”.

Il cristianesimo secondo Costantino

L’avvento di Costantino ha cambiato radicalmente le forze in campo. Il paganesimo non perse solo le guerre, ma da ora in poi passò dalla parte della religione da distruggere. Costantino e i suoi famigliari inoltre si diedero da fare in ogni modo per sovvertire l’ordine sociale in modo da stabilire un impero ben diviso in classi in cui il potere si perpetuasse all’interno delle stesse famiglie.

Per nascondere le malvagità di questi fondatori della religione cattolica, i “falsari cristiani” imputarono le loro azioni alla setta ariana, che però nella realtà era quella a cui si rifaceva Costantino, nascosto nel personaggio di Ario.

Il sopravvento della Chiesa nel IV secolo

I figli di Costantino non erano meglio del padre. Uno in particolare, Costanzo II, si adoperò in modo da perpetuare, assieme alla casta dei suoi eunuchi, le azioni criminali contro gli avversari. Attraverso l’applicazione sistematica della repressione violenta, tanto i pagani che i Giudei venivano depredati delle loro proprietà e perdevano le loro vite. Solo un imperatore riuscì, seppur per breve tempo, a interrompere tale egemonia: Giuliano a cui, proprio per la sua contrarietà alla nuova “superstizione”, la Chiesa affibbiò il soprannome di “apostata”.

Dopo la sua morte il potere ritornò nuovamente in mano degli imperatori cristiani. A nulla valse il successivo tentativo di batterli messo in atto da un valoroso principe dei Franchi, Flavio Arbogaste. Ma la sua disavventura ci ha dato modo di comprendere quale fondamentale personaggio la Chiesa ha inventato per oscurare la sua figura di paladino delle tradizioni antiche.

L’apoteosi cristiana nel V secolo

Come i figli di Costantino, anche quelli di Teodosio I furono altrettanto rapaci e vendicativi. Uno di questi in particolare, ovvero Onorio, si comportò in modo tanto crudele da poterlo paragonare all’Hitler del XX secolo. La sua attività a favore della Chiesa e contro Giudei e pagani in genere fu incessante, mettendo in campo una produzione legislativa seguita da una feroce repressione delle libertà personali. In questo modo l’imperatore sottraeva agli avversari le proprietà che contribuivano ad arricchire gli uomini di Chiesa. Una volta espropriati di tutto, gli avversari venivano eliminati senza pietà.

È in mezzo alla ricognizione di fatti e personaggi che emergono ancora una volta i trucchi usati dai “falsari cristiani” per allontanare le responsabilità di certe nefandezze dagli uomini di Chiesa. Finti martiri cristiani sostituirono i veri martiri pagani, tra i quali la famosa Ipazia. Mentre celeberrimi teologi sorsero come funghi per lavare le memorie insanguinate dei veri fondatori della Chiesa.

Conclusioni

Queste pagine sono risultate utili per spiegare nel dettaglio i trucchi inventati dai “falsari cristiani” per sovvertire la storia a favore di un ricordo positivo delle origini della Chiesa. Se non fosse stato così, i tribunali dell’Inquisizione non avrebbero avuto testimonianze da rinfacciare ai loro contestatori per condannarli a morte. Furono proprio quelle invenzioni di papi, martiri e teologi a costituire delle “prove” per giustificare una “santità” della Chiesa che non andava messa in discussione da chiunque.