DEI RICCHI

Introduzione a ‘Gesù – La storia tradita’

 

21/11/2013

Anche quando abbiamo terminato il “Giovanni Battista – La storia svelata” ci sembrava di aver raggiunto l’apice delle nostre scoperte e che potessimo rimanere tranquilli su quanto scritto in merito alla storia del I secolo.

Eppure avevamo tanto materiale raccolto e non analizzato che sembrava supplicarci di non dimenticarlo perché serbava ancora molte sorprese. Per questo motivo le pagine di questo nuovo libro sono state composte in minor tempo (da gennaio a ottobre del 2011) ancora una volta a dimostrazione della vitalità del nostro metodo investigativo-storico e anche degli strumenti informatici che sappiamo usare nell’analisi testuale. Non dimentichiamoci infatti che a supporto di quanto scritto vi sono, tra le tante letture:

-                 l’analisi de “Le storie contro i pagani” di Orosio[1]

-                 l’analisi della “Cronaca” di Giovanni Malala[2]

-                 il confronto sinottico tra le parti similari del Vecchio Testamento e delle “Antichità giudaiche” di Giuseppe Flavio.

Anche questa volta i risultati non si sarebbero fatti attendere, soprattutto a mezzo di incredibili, ma altrettanto semplici ed evidenti, riscontri matematici sulle date contenute nei testi antichi.

La storia del I secolo

Dopo tutti i libri scritti, abbiamo riservato questo argomento ad una carrellata di pagine tanto di confronto tra i nostri studi e quelli “ufficiali”, quanto di riassunto delle nostre scoperte e la nuova storia così come da noi ricostruita.

Verità e menzogne nella Bibbia

L’ennesima rilettura del Vecchio Testamento in occasione del suo confronto con Antichità Giudaiche ci ha svelato questioni non di poco conto. Prima di tutto ha messo in evidenza i paralleli tra i racconti del Nuovo Testamento con quelli del Vecchio. Così risultava più evidente come:

-                 la storia di Giuseppe figlio di Giacobbe corrisponde a quella dell’omonimo padre di Gesù

-                 Gesù stesso è nascosto in Mosè e il faraone che lo rincorre fino al Mar Rosso non è altri che Domiziano

-                 molti altri passaggi del Vecchio Testamento nascondono le vicende, retrodatate, del Nuovo Testamento

-                 per finire, la storia di Nabucodonosor e la sua conquista di Gerusalemme con la deportazione dei Giudei corrisponde al quella dell’imperatore Adriano che prende Masada/Gerusalemme nel 135 d.C..

In sostanza con questo argomento si è dimostrato che gran parte, se non tutto, del Vecchio Testamento è una riscrittura dei fatti avvenuti nel I-II secolo d.C., e non migliaia di anni prima.

Le Storie di Orosio

Perché abbiamo scelto di analizzare l’opera di Orosio? Semplicemente grazie ad una presa di posizione che si rifaceva nuovamente alla teoria della conoscenza sviluppata nel Volume I: ovvero che i testi sono tanto più vicini alla verità quanto più sono antichi. E le “Storie” di Orosio battono altri concorrenti proprio per la vetustà dei manoscritti attraverso i quali ci sono giunte nel tempo.

Ma cosa c’è di nuovo in Orosio? Ancora una volta la dimostrazione che i “falsari cristiani” hanno nascosto nelle biografie di altri personaggi quelle dei loro beniamini. In particolare in Orosio i primi sette libri narrano continuamente quanto è capitato nel I secolo, aggiungendo in questo modo particolari importanti alle conoscenze mai raccontate sulle figure di Gesù e della sua famiglia, ma anche dei loro contendenti per avere in mano l’impero. Tanto per citarne qualcuno:

-                 Giovanni Battista è nascosto in Sertorio e Annibale

-                 Tiberio e Gaio Germanico sono rappresentati nelle vicende dei fratelli Tiberio e Gaio Gracchi

-                 La vita di Agrippa I, nonno di Gesù, va ricercata nella biografia di Giugurta

-                 Gesù non è altri che il ribelle Spartaco i cui schiavi vennero crocifissi per le vie di Roma

-                 la città di Sion, per noi Masada la città sul Mare salato, è nascosta in Cartagine.

Insomma, nei suoi primi sette libri, Orosio ricostruisce la storia continuamente come una riscrittura di quella vissuta da Gesù, Giovanni e gli altri fondatori del cristianesimo.

La Cronaca di Giovanni Malala

Abbiamo letto Malala un po’ contemporaneamente a Orosio, perché in fin dei conti entrambi avevano composto due cronache con le quali ripercorre la storia dell’umanità fino al V-VI secolo d.C.. Due punti di vista molto importanti ed entrambi confermativi che gli avvenimenti dei tempi di Gesù potevano essere rivisti alla luce di altri periodi in cui quegli stessi fatti erano stati ricopiati e riscritti.

Malala non usa però il metodo di scrittura ciclica della storia ritrovato in Orosio, ma racconta episodi che non sono riscontrabili in altri autori. Quello che ci ha colpito di più è in particolare l’assenza dell’imperatore Nerone dalla cronologia del I secolo, assieme invece alla pedissequa descrizione delle vicende che riguardavano le fazioni del circo. Abbiamo così per la prima volta evidenziato quanto questi antichi partiti - che si distinguevano per i colori rosso, blu, bianco e verde -, costituissero il nucleo della dialettica politica. In più abbiamo identificato per quali di questi parteggiassero Giudei e cristiani, in particolar modo Giovanni Battista e Gesù.

Tempi antichi, tempi moderni

Quando è più chiaro l’andamento delle vicende storiche, risulta meno gravoso sconvolgere le tradizionali certezze. Non è più difficile leggere correttamente quanto ci raccontano antiche vestigia del passato, dall’Arco di Tito che non narra più quello che credevamo, fino a trovarci tra le mani le monete battute dallo stesso Gesù!

In più ci si può permettere anche il lusso di applicare i giochini numerici antichi ai nomi biblici, ritrovando nuovamente le stesse verità a cui si era giunti per altre vie negli argomenti precedenti.

A questo punto una capatina nei racconti mitologici non solo permetteva di scovare altre intromissioni cristiane, ma anche di scoprire dettagli biografici significativi. Quali il fatto che Gesù, sessualmente parlando, non fosse esattamente un maschio perché la sua vera natura sessuale era androgina. Questo spiegava l’uso del nome Andrea per indicare un apostolo che in effetti era sempre Gesù; oltre a certe narrazioni nei testi di Nag Hammadi che chiamano in causa ed enfatizzano proprio la figura dell’androgino.

Al confronto forse non saranno più, a questo punto, grandi novità quelle che collocano le origini della famiglia di Gesù non nella Palestina, bensì nella costa orientale dell’Adriatico, tra le tribù che abitavano l’antica Illiria.

Questioni aperte

Cosa resta ancora da scoprire arrivati su queste nuove sponde della ricerca storica? Sicuramente gli autori della menzogna cristiana, e questo argomento fornisce i primi spunti, anche matematici, per una ricerca in questo senso.

Però gli studi non possono limitarsi a ricostruire la storia che fino ad oggi non ci è stata raccontata, ma da essi devono scaturire riflessioni sugli effetti anche sociali della grande menzogna cristiana. Effetti che sono visibili ai nostri giorni nella crisi non solo economica e sociale, ma anche d’identità nazionale e religiosa, covo di ulteriori razzismi e intolleranze totalitariste.

Appendice

Abbiamo riservato a queste ultime pagine del libro “Gesù – La storia tradita” una scoperta che in realtà è il prodromo per altri studi altrettanto rivoluzionari sul cristianesimo. Ovvero l’identificazione della città che nei testi è nascosta nei nomi di Cana, Gamala ed Emmaus: Emesa, cioè l’attuale Horms capitale della Siria.

L’importanza di questa scoperta diverrà chiara nelle pagine del libro “Radici cristariane – Le origini”.

 



[1] [Le storie contro i pagani].

[2] [Cronaca Giovanni Malala].