DEI RICCHI

Nerone redivivo nel IV libro degli Oracoli sibillini

 

. P 27/09/2006. E 04/07/2006.

Quando entra in azione il falso Nerone?

Nerone redivivo viene per la prima volta identificato dai commentatori in questi versi del IV libro (attribuito a redattori giudaici):

Also for thee, Armenia, there remains / A slavish fate; and there shall also come / 150 To Solyma an evil blast of war / From Italy, and God's great temple spoil. / But when these, trusting folly, shall cast off / Their piety and murders consummate / Around the temple, then from Italy / 155 A mighty king shall like a runaway slave / Flee over the Euphrates' stream unseen, / Unknown, who shall some time dare loathsome guilt / Of matricide, and many other things, / Having confidence in his most wicked hands. / 160 And many for the throne with blood / Rome's soil while he flees over Parthian land. / And out of Syria shall come Rome's foremost man, / Who having burned the temple of Solyma, / And having slaughtered many of the Jews, / 165 Shall destruction on their great broad land. [1]

Dell'impostore si riassumono le seguenti caratteristiche:

-          entra in azione dopo la caduta di Gerusalemme, provenendo dall'Italia

-          è un re potente, che scappa come uno schiavo fuggitivo

-          sembra "volare" sull'Eufrate senza farsi vedere e farsi riconoscere

-          si macchia di delitti efferati, compreso l'omicidio della madre.

Non si può comunque non notare come subito dopo (verso 160) si ritorni indietro temporalmente al momento in cui molti, dopo il suicidio di Nerone, si contesero il trono di Roma. Inoltre dai versi successivi (vv. 162ss) si riprende ancora il riferimento alla disfatta di Gerusalemme e dei Giudei per mano di Vespasiano e suo figlio Tito. Vi è quindi una non chiara discrasia nel racconto storico.

Più avanti il "fuggitivo di Roma" viene ancora nominato:

And then strife / Awakened of war shall come to the West, / Shall also come the fugitive of Rome, / Bearing a great spear, having marched across / 180 Euphrates with his many myriads.

Da notare che temporalmente questo accenno viene posto dopo la descrizione di molte catastrofi naturali in cui si può chiaramente individuare anche quella del Vesuvio del 79 d.C.:

And then too shall an earthquake overthrow/ Both Salamis and Paphos, when dark water / Shall dash o'er Cyprus washed by many a wave. / But when from deep cleft of Italian land / 170 Fire shall come flashing forth in the broad / heaven, And many cities burn and men destroy, / And much black ashes shall fill the great sky, / And small drops like red earth shall fall from heaven, / Then know the anger of the God of heaven, / 175 For that they without reason shall destroy / The nation of the pious.

Qui il redattore ha riguardo di imputare queste catastrofi a Dio, che vuole vendicarsi contro Roma per aver distrutto la nazione dei "pii" Giudei.


{hr}

[1] Cfr. [Oracoli sibillini] pag. 128.