DEI RICCHI

I Vangeli come testimonianza di Gesù?

 

. P 25/04/2004. E 12/01/2003. U 28/02/2004.

I Vangeli sono effettivamente la testimonianza di Gesù?

I Vangeli sono passati alla storia come le testimonianze di persone differenti le cui informazioni si integravano a vicenda: questo ci spiega la presenza di notizie diverse tra un vangelo e l'altro, ma non il fatto che alcuni dati siano incompatibili tra loro. Non possiamo ammettere che uno dei due evangelisti stia sbagliando perché essi hanno detto la verità in quanto ispirati da Dio, ci viene detto. Dovremmo altrimenti mettere in discussione l'ispirazione divina, minando così le fondamenta della fede cristiana. Che fare allora? Vediamo se è possibile stabilire uno studio più convincente.

Abbiamo visto che sussistono dubbi sugli autori dei Vangeli e che questi testi molto probabilmente sono scritti rimaneggiati nel tempo da più cervelli. In quei quattro racconti sono confluite, per canali più o meno diversi, le convinzioni su quel che accadde a Gesù. Non sono semplici testimonianze, poiché riflettono quello che i primi cristiani ritenevano rappresentasse "Cristo" "Gesù" per la loro vita, cioè il "Messia" "che salva". [1] Così ognuno ha potuto aggiungere alla narrazione gli elementi che più riteneva consoni alla propria rappresentazione dei fatti.

Per semplificare le cose, ma senza per questo inficiare il nostro ragionamento, accettiamo per il momento che gli scrittori dei Vangeli siano stati quattro, come la storia ci tramanda: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Se seguiamo i teologi sappiamo però che quegli scrittori non furono tutti testimoni oculari dei fatti tramandati: Giovanni forse era un discepolo dell'apostolo amato di Gesù, Marco forse lo era di Pietro e Luca forse di Paolo. Resta solo Matteo come testimone più accreditato. L'ipotesi che le notizie riportate siano state quindi manipolate rispetto ai fatti è possibile oltre che probabile visto che le informazioni sono addirittura di seconda mano.

Supponiamo però, come tanto piaceva credere ai primi cristiani, che gli evangelisti siano stati reali testimoni della vita di Gesù. In questo modo si ridurrebbero al minimo le influenze del loro "modo di vedere le cose", cioè le loro concezioni teologiche. Viene da chiedersi, se avessimo posto i quattro evangelisti attorno ad un tavolo e li avessimo interrogati su tutto quello che avevano scritto, quale vangelo ne sarebbe scaturito? Si sarebbero cioè irrigiditi nelle loro posizioni, così che avremmo dovuto accontentarci ancora dei loro quattro Vangeli separati, oppure si sarebbero accordati su un testo comune, che però sarebbe diverso da quello che noi leggiamo nei Vangeli complessivamente?

Sono tante domande che non possono avere risposta finché questi testi non cominciamo a leggerli veramente: uno ad uno e poi uno a fianco all'altro. Sarà un lavoro immane, ma siamo sicuri che alla fine saremo soddisfatti del tempo che vi abbiamo dedicato.


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[1] Dai significati etimologici delle parole Cristo e Gesù.