DEI RICCHI

Gli accademici non sono tutti uguali

 

18/12/2016

L'idea che i filo-cristiani vorrebbero far circolare è che bisogna fidarsi solo di quotati “professori” per comprendere il cristianesimo. Il fai da te è vietato, come se i “sacri testi” fossero un potente esplosivo che può distruggerci la vita (!). Questi difensori della fede alla fin fine hanno relegato ad una elite di presunti “esperti in storia” la ricerca della verità. Ma la storia non è una di quelle materie che vengono insegnate solo in certi istituti: la storia normalmente viene impartita a tutti fin da quando siamo bambini e fino alla maggiore età. Alcuni proseguono questi studi e sicuramente imparano ulteriori cose pregevoli, ma non dobbiamo dimenticare che tutto va rapportato alla realtà, e neanche gli studi storici sfuggono a questa regola che una persona sa applicare ogni giorno se vuole vivere bene.

Certo, per riuscire a dipanare il “problema Gesù”, va di moda distinguere tra quello della fede e quello storico. Distinzione di comodo e solo teorica perché sappiamo bene che per un credente il Gesù “storico” non deve contraddire quello della “fede”. Anche un docente come l'acclamato Ehrman non è scevro da questa forzatura, in quanto non appena afferma che Gesù "fu crocifisso dal governatore romano Ponzio Pilato" non fa altro che aderire al Credo di Nicea, quindi a un atto di fede.

Non sappiamo quanti storici condividono queste nostre precisazioni, però sappiamo che le loro capacità di analizzare i problemi non sono superiori alle nostre, nonostante tutti i mezzi a cui attingono più di noi. Per dimostrare quanto stiamo dicendo sarebbero sufficienti i risultati a cui non sono giunti in tutti questi secoli. Ma noi abbiamo voluto toccare con mano la loro propensione a non fornire risposte contattandone quattro che appartengono ad università italiane e straniere, tra quelle di più alto prestigio.

Non riporteremo i loro nomi in quanto, come al solito, non sono le etichette che ci interessano, e anche i nomi fungono nel tempo da marcatori confondendosi con la vera sostanza. Li indicheremo semplicemente con delle sigle indicizzate (studioso1, 2, 3, 4)

Il primo è un ricercatore presso una nota università italiana a cui abbiamo sottoposto la domanda riguardo le fonti epigrafiche sulla genealogia di Nerone {2592}. Cercavamo infatti delle prove, non solo testuali, che Nerone fosse originario della famiglia degli Enobarbi. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Il secondo è un docente, sempre di una università italiana, a cui volevamo sottoporre le nostre considerazioni sulle opere artistiche medievali e rinascimentali. Pur ringraziandoci per l'interesse ai suoi lavori, non ha dato seguito alla nostra richiesta.

Sicuramente ci ha deluso questo atteggiamento di chiusura, soprattutto se confrontato con quello degli altri due professori che presenteremo nella prossima pagina. Studioso3 e studioso4 infatti sono rinomati docenti rispettivamente in un famoso college inglese e in uno americano. Vista la loro notorietà dubitavamo addirittura che ci rispondessero, invece così non è stato.