DEI RICCHI

I matrimoni mancati di due aspiranti imperatrici. Prima parte

 

04/02/2016, 14/08/2016

Finora abbiamo ricavato le seguenti importanti informazioni riguardo alla discendenza della regina del Ponto, Antonia Trifena:

·         aveva avuto 5 figli, di cui tre maschi, da un primo matrimonio

·         dopo l'assassinio del marito, andò in sposa a Giulio Druso, figlio dell'imperatore Tiberio, a cui partorì due figli gemelli

·         un gemello, Tiberio, morì ucciso assieme a Gaio Cesare per mano di Agrippa I

·         l’altro, Claudio, divenne imperatore di Roma.

Sempre dalle nostre ricostruzioni sappiamo che la sconfitta di Agrippa I fu merito di Claudio, che possiamo presumere ebbe come alleati i fratelli nati dal primo matrimonio di sua madre. Ovvero, Remetalce II, Coti IX e Polemone II, se nel 41-44 in cui si svolse questa guerra, essi erano ancora vivi. Eventualità che sembra confermata dalle fonti analizzate dagli studiosi come visto nella pagina precedente.

Il loro coinvolgimento a fianco dell’imperatore durante la battaglia per riprendere la Giudea si intuisce dal parallelo con le vicende dei loro avi che ritroviamo ancora in Giudea ad aiutare Pompeo durante la presa di Gerusalemme {1436}. E Pompeo, per noi, è una trasposizione di Claudio nella versione retrodatata dei fatti del I secolo {1533}.

Questa probabilità è in qualche modo tratteggiata negli scritti dell'epoca. In Giuseppe Flavio, nell’anno 41, leggiamo infatti:

AG 19:338 - VIII, I. – [... Agrippa I] era evidentemente ammirato dagli altri re. Venne a visitarlo Antioco, re di Commagene, Sampsigeramo, re di Emesa, e Coti, re dell'Armenia Minore, Polemone, signore del Ponto, Erode, fratello di Agrippa, signore di Calcide.

In questo “quadretto” ritroviamo due dei tre figli di Antonia, Coti e Polemone, descritti come amici di Agrippa I. Ma poco dopo il governatore della Siria, Marso, irrompe per disfare un sodalizio ritenuto pericoloso per Roma. E noi pensiamo che sia stato proprio così visto che successivamente Agrippa viene descritto morente, evidentemente battuto nella guerra dell’arcangelo Michele contro la bestia che sale dall’Abisso {1703}.

Ad un certo punto nelle cronache di Giuseppe Flavio compare un Polemone - che non è più detto "re del Ponto", bensì di Cilicia – identificato dagli studiosi con il Polemone promesso sposo di Berenice. Giuseppe descrive le nozze nel momento in cui Mariamme, sorella di Berenice, si unisce a Demetrio:

AG 20:145 - 3. Berenice, dopo la morte di Erode che era suo zio e suo marito, visse a lungo come vedova; ma quando si sparse la voce e si credette che lei avesse legami con il fratello, lei indusse Polemone, re della Cilicia, ad accettare la circoncisione e prenderla in moglie. Lei pensava che in questo modo avrebbe dimostrato la falsità di tali voci; AG 20:146 ma Polemone era mosso soprattutto dalla ricchezza di lei. Il matrimonio non durò a lungo perché Berenice, a quanto si diceva, per sfrenata licenziosità, abbandonò Polemone; e per lui lo scioglimento del matrimonio e l'abbandono dei costumi giudaici fu tutt'uno. AG 20:147 Nello stesso tempo anche Mariamme abbandonò Archelao e sposò Demetrio, uno dei più nobili e ricchi dei Giudei di Alessandria; in quel tempo costui aveva l'ufficio di alabarca. Lei ebbe da lui un figlio che chiamò Agrippino. Ma di queste persone parlerò dettagliatamente appresso.

Per quanto abbiamo stabilito altrove {2614}, nella vicenda di Mariamme che abbandona Archelao e sposa Demetrio, dando alla luce Agrippino, si deve leggere il tradimento di Berenice/Maria verso Vespasiano/Archelao a favore di Agrippa II/Giuseppe da cui sarebbe nato Agrippino/Gesù.