DEI RICCHI

L'indice dell'accusatore

 

04/06/2016

Dopo aver chiarito il perché delle dita di Gesù, Pietro e Simone Mago, ora ci dedichiamo a spiegare come mai, oltre al dito per indicare l’agnello apocalittico, a Giovanni sia comunque rimasta la raffigurazione di tale posizione anche quando l’agnello non c’era. Controllando le rappresentazioni si può vedere che l’indice nella posizione di Giovanni evangelista è utilizzato anche da altri personaggi. Vediamo ad esempio la seguente rappresentazione della crocifissione dell’apostolo Andrea (riquadro della figura in {2554} Figura 20).

 

Figura 32 La crocifissione dell’apostolo Andrea

Prima di tutto osserviamo come la croce di Andrea sia del tutto simile a quella di Gesù, e non diversa come la conosciamo al giorno d'oggi. Ancora una volta questo dimostra come nel tempo non solo i simboli ma anche i dati storici sono stati modificati per distogliere dalla verità.[1] Ovvero per non far sembrare troppo simili personaggi creati ad arte per sdoppiarne uno solo - in questo caso Andrea sotto le cui spoglie è nascosto ancora Simone/Gesù.

Quindi osserviamo l'indice del proconsole - che si chiamava Egea secondo il racconto dell'apocrifo "Atti di Andrea"  {1060}. Quel dito è dipinto in modo simile a quello già studiato di Giovanni, ma anche a quello di Nerone, che si intravede in {2556} Figura 27, mentre sta processando Simone mago. Si comprende allora che il dito in posizione “indicante” va letto piuttosto come “giudicante”, ovvero è usato per distinguere una persona che sta giudicando, cioè processando un'altra.

Per questo motivo possiamo spiegare come mai questa posizione è disegnata anche per l’apostolo Paolo (come vedremo più avanti). Infatti, secondo le nostre ricostruzioni:

·         Giovanni fu quello che condannò Gesù, il "falso profeta", quando lo vinse nell'81 mentre, assieme all'imperatore Tito, cercava di prendere la Città santa

·         Paolo nasconde il sacerdote Giuseppe Caifa che accusa Simone Mago/Gesù durante il processo finale davanti all'imperatore Nerone/Domiziano.

Perciò quell'indice teso, che per il Battista veniva usato per indicare se stesso come l'agnello apocalittico, fu ripetuto per caratterizzarlo come giudice di Simone/Gesù. Così avvenne anche per Paolo, nascosto nei Vangeli nel sacerdote ebreo Giuseppe Caifa, accusatore ancora una volta di Gesù.

 

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