DEI RICCHI

Riassunto della questione delle Taxae

 

24/07/2016, 06/08/2016

Fino a qui abbiamo messo a disposizione del lettore testimonianze, percorsi e metodi di analisi utili e necessari per studiare la vicenda delle Taxae Camaerae.

Attraverso la lettura delle fonti e le ricerche già svolte da altri nell’arco dei secoli scorsi, la storia di queste Taxae è delineabile come segue:

-                La Chiesa cattolica aveva stabilito fin dal medioevo dei costi che il "peccatore" doveva sostenere per ottenere l'assoluzione e la licenza per i suoi misfatti, soprattutto quelli più gravi (incesto, furto e assassinio)

-                I testi dove erano riportati questi prezzi portavano il titolo di "Taxae Camaerae Apostolicae", suddivisi in libri dedicati ai due uffici in cui era composta la Camaera, ovvero la Cancelleria e la Penitenzieria

-                L'uso di queste Taxae vide un apice durante il XVI secolo, sotto il pontificato dei papi del casato dei Medici, a partire da Leone X fino a Pio IV

-                Se non furono la principale causa, in ogni caso le Taxae contribuirono alla ribellione contro la Chiesa di Roma sfociata nella riforma protestante. Della critica cui furono oggetto ci rimane un esempio anche da parte di un famoso teologo cattolico, il francese Claude D'Espence

-                La Chiesa Cattolica ha difeso la propria reputazione mettendo all'Indice alcune versioni di queste Taxae, col pretesto che fossero state alterate dagli eretici

-                Tra il XVIII e il XIX i protestanti ricostruirono la genesi di questi documenti, mentre i cattolici si diedero da fare per smontare le accuse di simonia e il coinvolgimento dei papi

-                Nel 1997 lo spagnolo Pepe Rodriguez ha pubblicato una ulteriore versione di queste Taxae, la cui attendibilità però, ad oggi, non può essere affermata come invece accade per quella di altre copie risalenti al XV-XVI secolo.

Nelle pagine precedenti abbiamo presentato e contestato gli ultimi tentativi degli apologeti cattolici di qualificare le Taxae come una mera invenzione a fini anticlericali, destituendole di una loro attendibilità storica.

Abbiamo rimarcato che "scientifico" è ciò che ha basi e metodi condivisi: purtroppo nella ricerca storica questa combinazione di elementi si riscontra poche volte. Prima di tutto perché gli oggetti di studio (manoscritti, epigrafi, monete, dipinti, ecc.) non sono universalmente disponibili; in secondo luogo perché, spesso per interessi diversi da quelli del raggiungimento della verità, non si riesce a prescindere da atteggiamenti "di parte" che spingono ad adottare metodi antitetici o contraddittori.

La vicenda delle Taxae Camaerae è un ottimo esempio a dimostrazione di quanto sia difficile incanalare su un percorso condiviso gli studi sul cristianesimo. E questo vale ancora oggigiorno.