DEI RICCHI

Le considerazioni cattoliche sulle Taxae in D'Espence. Prima parte

 

17/07/2016

A noi, ma anche agli studiosi citati ma non di fede cattolica, sembra chiaro che il teologo Claude D'Espence con queste parole testimonia che:

-                esisteva una pubblicazione in cui venivano assicurate, in cambio di denaro, l'assoluzione dei peccati e l'immunità, in modo che il "peccatore" potesse, a grandi linee, ritornare nella società come se "niente fosse stato"; partecipando quindi di tutti i diritti o i privilegi di una persona “non peccatrice”

-                questo libro era utilizzato dai ministri della Chiesa che, tramite i compensi previsti, traevano molto guadagno che principalmente confluiva nella cassa della Camera Apostolica

-                D'Espence riteneva che il libro fosse una vergogna per la Chiesa di Roma e che avesse contribuito all'allontanamento dei fedeli nei paesi, come la Germania o la Svizzera, dove di conseguenza più forte era l'adesione alla religione protestante

-                la Chiesa di Roma fosse responsabile della divulgazione di tale libro con cui assicurava la pratica dell'assoluzione e l'immunità in cambio di soldi.

Il sito Apologetica.org invece minimizza ritenendo che il teologo si focalizzasse su tre cose[1]:

a. La relajación de la severidad de los cánones de la Iglesia con respecto a los pecados graves, cuya dura penitencia se cambia ahora por limosnas pecuniarias;

b. El sistema de tarifas basado en una detallada descripción de crímenes;

c. El cariz simoniaco que este sistema adquiría en la práctica, si no en todos, al menos en muchos casos.

Inoltre si preoccupa di riportare esempi per scagionare i papi dell'epoca:

-                un primo documento (anno 1513) in cui Leone X proclama di voler castigare i funzionari che avevano cattiva fama, ma non si evince da questo che la loro "cattiva fama" fosse legata ai problemi sollevati da D'Espence

-                un canone conciliare del 1562 in cui si vieta ai vescovi di percepire soldi "per la concessione di ordini sacri". Anche in questo caso non si parla però di immunità o assoluzioni.

Dal brano di D'Espence è invece chiaro che il commercio di immunità e assoluzioni era un affare che "pioveva" dall'alto (Roma e i suoi legati) fino ad intaccare i più bassi ordini ecclesiastici. E tutti vivevano con lauti guadagni. Non sarà quindi un caso che proprio il XVI secolo vide il fiorire di importanti opere edili ed artistiche finanziate dai papi evidentemente anche tramite i soldi raccolti con la tassazione dei peccati.