DEI RICCHI

Un incontro inaspettato

 

27/06/2016

Nella vita facciamo molti incontri. Tutti portano qualcosa che può aumentare il nostro bagaglio culturale, ve ne sono però alcuni che inducono stimoli ulteriori per ampliarlo.

Uno di questi incontri è il libro “Le pagine strappate” di Pietro Ratto. L’abbiamo acquistato e letto in poco tempo perché fin dagli inizi comprendevamo che conteneva alcuni importanti elementi in comune con la nostra ricerca.

E’ vero che gli argomenti trattati sono lontani cronologicamente dai nostri: Ratto infatti si occupa di eventi capitati nel medioevo, mentre noi ad oggi abbiamo approfondito quelli fino al V secolo della nostra èra. Eppure i metodi messi in campo da Ratto - quel non dare per scontato nulla, il verificare di persona i dati che apparentemente sembrano assodati, spiegarne le discordanze - sono paragonabili a quelli grazie ai quali noi abbiamo raggiunto le nostre scoperte.

Nel suo libro Pietro Ratto usa questi metodi di studio per analizzare un importante caso della storia cristiana: la Papessa Giovanna. Prima di acquistare il libro pensavamo che si limitasse a questo già di per sé intrigante caso storico, finché, verso la fine delle sue disamine, l’autore ne ha introdotto un altro che è quello delle "Taxae Camaerae". Lo ha introdotto, diciamo noi, perché effettivamente la questione che il titolo latino sottende è molto più complessa di quanto ci si aspetti. Ratto getta un bel sasso sulla superficie della stagnante conoscenza ufficiale rivelando quella che ognuno potrebbe rivendicare come una illuminante scoperta. Potrebbe, rimarchiamo, perché proprio il caso delle Taxae Camaerae dimostra che non tutto è a portata di tutti e bisogna avere gli strumenti adeguati per scardinare l’opacità che avvolge la storia ecclesiastica.

Proviamo a spiegare la portata della scoperta di Ratto partendo da un riassunto di cosa sono le Taxae Camaerae.

Con questo titolo ci si riferisce a un tariffario in uso della Chiesa e con il quale alcuni papi, in particolare quelli del XVI secolo, avrebbero concesso l'assoluzione per una serie non indifferente di peccati. Usiamo “non indifferente” perché il problema è non solo la quantità di peccati che potevano essere assolti, ma anche la loro natura: tra i più gravi vi erano anche  omicidi e matrimoni tra consanguinei.

Sulla questione delle indulgenze c’è storia da raccontare e qualsiasi studente sa che esse furono un fondamentale, se non il principale, fattore che scatenò la protesta e quindi lo scisma protestante. L'elenco di assoluzioni però rinvenibile nelle Taxae Camaerae non riguarda le indulgenze (che si applicavano alla vita dopo la morte) bensì l’assoluzione degli errori commessi nella vita terrena. Esso non solo testimonierebbe come i peccati fossero perdonati pagando una tassa, ma elenca colpe molto gravi attribuite soprattutto a uomini di Chiesa.