DEI RICCHI

Errori di metodo nella ricerca sul Cristianesimo

 

In conclusione, il cosiddetto metodo scientifico non è sufficiente per assicurare la bontà delle ricostruzioni storiche normalmente divulgate. I limiti che ho esposto rendono conto del fatto che io per il nostro metodo di ricerca non abuso del termine scientifico, ma lo sostituisco ben volentieri con quello di investigativo – storico.

Nella ricerca storica, si lavora su informazioni che non sono scevre da contraddizioni o errori non semplicemente attribuibili al copista di turno. Va anche considerata la volontà di cambiare la storia da parte di chi ci ha trasmesso le informazioni, possibilità tanto più grande, quando si è in presenza di grossi interessi di persone singole o di gruppi sociali e ancora di più, quando si ha a che fare con omicidi. Questo è proprio il caso dell’assassinio di Giovanni Battista, come pure della condanna a morte di Giuseppe Flavio e suo figlio Iza.

A mio avviso, tutte le vicende giudaiche e romane furono oggetto di profonda revisione da parte di chi mise mano ai testi storici dell’epoca, per inserirvi quella confusione su fatti, luoghi e personaggi che non permettesse ai posteri di ricostruire i legami e le controversie tra i protagonisti di azioni, per lo più sfociate in efferati omicidi.

Non furono confezionate solo le opere di Giuseppe Flavio con la tecnica di rimescolare e duplicare gli elementi storici, ma lo stesso artificio venne messo in campo per tutte le opere storiche giunte fino a noi. Questo permise di non perdere le informazioni dell’epoca, ma di fornirne un quadro completamente diverso, ancorché apparentemente coerente. In questo modo, i resoconti tornano a favore di chi commise le scelleratezze e già allora fu, a fatica, condannato. Ciò a discapito di un obiettivo giudizio da parte nostra, in quanto le fonti ci sono pervenute quasi completamente modificate.

Penso di aver compreso il meccanismo utilizzato dai falsari: una sostituzione e uno spostamento di elementi di quella che in Deiricchi ho definito mappa spazio temporale della storia, con l’intento di fornire una narrazione storica alternativa alla verità, ma confacente ai particolari interessi di pochi.

Questa è la conclusione a cui sono giunto dopo anni di studio e di migliaia di pagine lette, rilette e sviscerate.

Non sono sicuro di aver centrato perfettamente la meta che mi ero proposto, ma penso di esserci andato vicino molto più di quanto speravo, e con molti più elementi di quanti troviamo a sostegno di altre teorie finora reperibili nel mercato della storiografia ufficiale.

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