DEI RICCHI

Molteplici colpevoli

 

In assenza degli elementi da codice fiscale (nome e cognome, data e luogo di nascita), possiamo trovarci in grande difficoltà nell’identificare un personaggio. Possono sorgere ambiguità, quando utilizziamo altre caratteristiche.

Facciamo un esempio: supponiamo di leggere da due autori diversi il racconto su di un personaggio di cui non si conosce il nome. Possiamo affermare che essi si riferiscono alla stessa persona?

Vi sono diversi distinguo da porre all’attenzione, che ho trattato in Deiricchi e che si trovano spesso nei procedimenti di conoscenza. Avendo però convenuto che non è necessario conoscere il nome di una persona perché possiamo identificarla attraverso altre informazioni che la riguardano, il problema che si pone è il seguente: se due (o più) personaggi vengono descritti attraverso le stesse informazioni ma con nomi diversi, è possibile che in effetti i racconti si riferiscano alla stessa persona anche se viene chiamata con appellativi diversi? In altre parole: è possibile che a due persone, apparentemente diverse, vadano attribuite le stesse azioni?

Non è una possibilità tanto recondita e di aneddoti a riguardo ve ne sono a bizzeffe. Possiamo cominciare dal classico esempio biblico delle due madri che avocavano la maternità dello stesso bambino. Ovvero, allo stesso bambino venivano associate due parentele diverse, oppure a due madri veniva associata la stessa azione (il parto del medesimo bambino). La Bibbia ci racconta anche come Salomone risolse il problema, ma non sempre possiamo utilizzare gli stratagemmi del re ebreo.

I giudici dei nostri tribunali sono alle prese ogni giorno con casi di questo tipo: la proprietà di un particolare bene che viene rivendicata da persone diverse; i delitti per i quali è spesso impossibile incolpare correttamente una persona (quante sono le persone accusate ingiustamente e quante quelle a piede libero perché ritenute falsamente innocenti a scapito delle prime?). Tutti casi in cui a persone diverse vengono attribuite le stesse azioni.

A parte i casi di contumacia, è chiaro che questi rebus vengono risolti, anche se non sempre correttamente, partendo dal presupposto che due individui non possono avere il dono dell’ubiquità, e perciò essere contemporaneamente presenti in posti diversi allo stesso momento. Se, per esempio, una persona sospettata di omicidio dimostra che in occasione del delitto si trovava in un luogo diverso da quello in cui si verificò il crimine, chiaramente questa persona non potrà esserne l’autore materiale, anche se rimane da provare la sua completa estraneità al fatto.

{D|2368|Ambiguità}