DEI RICCHI

Il codice di Gesù

 

Facciamo ancora un piccolo esperimento. Nel 2004 agenti di polizia italiani ricrearono al computer il volto di Gesù bambino, partendo dall’immagine della Sindone. Nonostante tutte le avvertenze di chi elaborò quell’esperimento, penso che non pochi fedeli abbiano seguito quella ricostruzione con passione, anche perché ne risultò il volto di un bambino che qualsiasi genitore desidererebbe per figlio, tanto era amorevole e perfetto.

Visto che qualcuno, tramite la televisione, ha divulgato al grande pubblico un tale esperimento così poco scientifico, mi permetto qualcosa di molto più semplice: ricavare il codice fiscale di Gesù. La missione è più facile a dirsi che a farsi ed ora spiegherò il perché.

L’unico dato che possiamo prendere per certo è il nome Gesù.

Ovviamente, potremo sindacare sul fatto che originariamente non era scritto così come lo leggiamo noi. I testi greci riportano Ihsoàj, ma in aramaico, la lingua dei suoi tempi, come veniva scritto? Forse, traslitterato, Yeshua oppure Iza come ipotizzato da noi? E cosa dire poi del Iesou Barabba che si legge in un’antica variante dei Vangeli?

Ma, pur rimanendo nell’ortodossia, possiamo anche chiederci: qual era il suo cognome? Forse non è una domanda tanto corretta: non esistevano i cognomi tra gli Ebrei dell’epoca. Però almeno dovremmo conoscere il nome di suo padre. Ma qui ci addentriamo nell’ambito del dogma di fede, secondo il quale Gesù non ebbe alcun padre terreno. Quindi, niente cognome e passiamo a vedere se ci va meglio con data e luogo di nascita.

Anche qui le incongruenze dei racconti evangelici sono tali da rimanere con niente in mano. Infatti, per la data di nascita dovremmo accontentarci non di un giorno né di un mese, ma neanche di un anno bensì di un lasso di tempo presumibile, che va da circa il 6 a.C. al 6 d.C.. Per i luoghi, poi, non è da meno un bel ping-pong tra due località, Betlemme e Nazareth, sapendo per altro che di quest’ultima non è neppure certa l’esistenza ai tempi di Gesù.

L’esperimento che abbiamo messo in campo non sortisce, quindi, alcunché di quello che ci aspetteremmo. Non è tanto il fatto che non riusciamo a ricostruire il codice fiscale di Gesù, quanto che l’identificazione di questo personaggio non può avvenire attraverso dati normalmente conosciuti per le persone, ovvero il nome completo, la data e il luogo di nascita.

Questo ci crea dubbi non da poco. Come mai, infatti, abbiamo queste informazioni di molti altri personaggi, anche più antichi e meno famosi? Questa contraddizione è maggiormente aggravata dal fatto che la Chiesa ritiene le scritture “divinamente ispirate”. Se ciò corrispondesse a realtà, perché di Gesù non conosciamo i dati biografici corretti come li sappiamo di imperatori, filosofi e altre persone importanti ma non certo divine come sarebbe Gesù?

Questa domanda ha una risposta semplice che scaturisce dal non ammettere l’assunto della Chiesa sull’ispirazione divina delle scritture. Ma non è questo il punto di partenza delle mie ricerche.

Ritorniamo, quindi, a Gesù dopo aver capito che la sua identificazione non è possibile attraverso il nome, data e luogo di nascita. Ma quali sarebbero allora gli elementi che permettono di ricostruire quella combinazione biunivoca con lui e solo lui?

Ritengo che quello che un credente cristiano potrebbe dire di Gesù è solo una frase di questo tipo: “Il Gesù adorato dai Cristiani è quella persona di cui parla il Nuovo Testamento”. E su questo probabilmente nessuno potrebbe dargli torto.

I grattacapi sorgono per i credenti, nel momento in cui escono appunto dalle sacre scritture. Abbiamo infatti a disposizione da una parte quanto raccontato dagli evangelisti, da Paolo e da qualche altro discepolo. Dall’altra i testi storici, quelli delle tradizioni giudaiche e quelli abiurati dalla Chiesa.

Se proviamo a far collimare i racconti di questi libri allora la storia che si ricava su Gesù è ben diversa. Nel sito Deiricchi ho proposto la mia ricostruzione dei fatti, andando a fondo nei testi che trattano dell’epoca in cui visse Gesù e che sono molti di più di quelli canonici, raccolti nel Nuovo Testamento.

Questi libri dovrebbero essere quelli che meglio ci permettono di comprendere il contesto in cui visse Gesù, a patto, però, che possiamo riconsiderare alcuni elementi base, tra i quali proprio le identificazioni dei personaggi che compaiono nei racconti.

{D|2367|Molteplici colpevoli}