DEI RICCHI

Studiosi più cattolici che atei

 

11/08/2012, 10/06/2014

Un’apertura degli studiosi accademici agli studi alternativi sul cristianesimo la stanno effettivamente aspettando in molti. Ma pensiamo che debbano attendere ancora molto. Nel 2006 il giornalista Corrado Augias, famosa icona televisiva che non nasconde il proprio ateismo,[1] scrisse un libro su Gesù. Il titolo era “Inchiesta su Gesù[2] e un lettore si sarebbe quantomeno aspettato che il giornalista Augias avesse intervistato più testimonianze per tirare poi le conclusioni di questa “inchiesta”. Invece Augias interpellò solo il professor Mauro Pesce, biblista e docente all’università di Bologna. Era evidente l’intento di sostenere il proprio pensiero con l’ausilio di una persona preparata sull’argomento. Chi meglio di un noto professore di storia del cristianesimo nel famoso ateneo bolognese? Ma allora, onestà intellettuale avrebbe richiesto che il libro fosse intitolato “Intervista su Gesù”, dato che l’interlocutore era unicamente questo professore.

Eppure di studiosi sull’argomento Augias ne avrebbe trovati a bizzeffe, anche solo rimanendo sul suolo italiano. Cosa gli sarebbe costato poi sentire anche qualche voce alternativa seppure meno quotata del suo rappresentante dell’ambiente universitario? Forse che se uno scrive di architettura deve solo interpellare chi insegna all’università oppure dovrebbe sentire qualche noto, o anche no, professionista?

Per dirimere ogni dubbio sull’impostazione di questa scelta ci pensò proprio il professor Pesce che sentenziò tra le righe del libro che “bisogna leggere sintesi storiche serie”,[3] subito dopo aver scritto che vi sono in circolazione “libri scandalistici, frutto di una scarsa preparazione sull’argomento”.[4] Frasi non certo propense ad un dialogo sui temi proposti da ricercatori alternativi, la cui scrematura viene evidentemente fatta escludendo le persone non provenienti dalle facoltà universitarie, a quanto pare unici luoghi in cui la religione viene studiata in modo “serio”. Invece proprio da un giornalista della fama di Augias quanto meno ci si sarebbe aspettato che venisse raccolta l’opinione di qualche autore di questi libri “scandalistici”, tanto per dimostrare l’imparzialità del giornalista stesso.

Siamo d’accordo che ci vuole molta preparazione per capire cosa è accaduto 2000 anni fa. Ma se gli studi rivelano una loro verità “scandalosa” forse per questo non vanno considerati? È forse più logico accettare e giustificare guarigioni miracolose, concepimenti verginali e resurrezioni con ascensioni a razzo, che ritenere le stesse una abile messinscena per nascondere le azioni anche eticamente riprovabili dei loro autori? Perché invece di stigmatizzare gli studi alternativi, non esprimere un giudizio motivato dopo aver analizzato proprie le teorie “scandalistiche”? Costerebbe troppa fatica che si intende sprecata a priori?

 



[2] [Inchiesta su Gesù].

[3] [Inchiesta su Gesù] pag. 238.

[4] [Inchiesta su Gesù] pag. 235.