DEI RICCHI

Metodo scientifico e storia

 

01/12/2013

Insomma non ci vuole chissà quanta logica per supporre, almeno questo, che se certe notizie su Gesù sono state inserite nei racconti evangelici non fu a caso, ma per avvalorare una sua rappresentazione piuttosto che la sua reale identità. E quindi anche i dati biografici che lo riguardavano dovevano aver subìto delle modificazioni. Al fine di dirimere questo dubbio le fonti meritavano un’analisi ulteriore rispetto a quella abituale. Cosa che nessuno studioso accademico evidentemente si è sognato di cominciare.

Alla vicenda cristiana si poteva applicare effettivamente il metodo scientifico, che prevede di verificare una teoria sulla base del confronto tra i risultati attesi ed effettivamente raggiunti. “Li riconoscerete dunque dai loro frutti”[1] sentenziava il detto evangelico, anticipando a suo modo e di secoli la teorizzazione del metodo scientifico.

Ma quali sono i frutti dei nostri accademici in materia di storia del cristianesimo? L’ignoranza di tutti gli elementi basilari che sarebbero richiesti per qualificare una persona e le sue azioni e che mancano in Gesù. Questo lo abbiamo già spiegato nel “Giovanni Battista - La storia mai raccontata” e non lo ripetiamo ora per brevità.

Più sopra abbiamo velocemente rimarcato l’indeterminazione che esiste già sulla città di nascita di Gesù; ora ci basta aggiungere quello sulla data di nascita e quella di morte, e il lettore paziente potrà verificare questa ignoranza accademica semplicemente scorrendo le pagine di Wikipedia dedicate a questi eventi.[2] [3]

Noi, che abbiamo chiari i giorni in cui Gesù nacque e morì, raccogliamo i frutti ottenuti dal metodo e dall’ipotesi iniziale e che si riverberano di scoperta in scoperta. Questo è un aspetto del metodo scientifico che manca nei libri anche dei più rinomati professori di storia del cristianesimo se continuano a inseganre le cose che poi qualcuno riversa, ad esempio, in Wikipedia.