DEI RICCHI

Costantino contro moglie e figlio

 

09/08/2013, 19/07/2014

Anche quando Costantino sembra fare qualcosa di giusto, dimostra in realtà sempre la sua sete di sangue e attrazione per il dolore altrui. Ad esempio quando emana la legge sui parricidi, non lo fa prevedendo un’umana punizione ma imponendo una morte “orrenda” ai colpevoli.[1] Oppure quando deve giudicare gli sconfitti il suo non è un comportamento che riflette la magnanimità antica, quanto dimostra il divertimento di infierire sull’avversario. Come esempio a riguardo, lo stesso Baronio, che esalta in ogni frangente il suo beniamino, riporta che Costantino gettò in pasto alle belve due re che aveva sconfitto in battaglia.[2]

[Il resto del documento è leggibile nel libro pubblicato]